Autore: Redazione area-press.eu

  • PHYCITY, IL NUOVO SINGOLO DEGLI SPRAINED COOKIES

    Phicity rappresenta uno stato d’animo scuro, mai cupo,

    la spinta e la brama costante del sentirsi vivi,

    la voce interiore che ci detta ogni cosa.

    L’immagine ricorrente del fuoco,

    ardiamo e il fine sarà che diverremo argento stillato vivo per l’eternità.

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    Phycity è il nuovo singolo degli Sprained Cookies ed è in uscita il 20 Marzo per l’etichetta 29Records. Il duo è tornato in studio a Gennaio 2013 per la lavorazione di nuovi brani. Accompagnata dal b-side UO53 (That’s me dazzlin’), Phycity rappresenta l’anteprima dell’album che vedrà la luce nei prossimi mesi. Questo nuovo brano possiede un’ atmosfera crepuscolare e allo stesso tempo calda. “We’re silver out of the fire/Wanderers or travellers”, un mood di tensione ed energia avvolge sia la sonorità che il testo, diretti a voler fermare, afferrare il momento estatico dell’arte in una sensazione che non vada persa nei momenti direttamente successivi alla fine del suo ascolto. Il brano è stato mixato da Fabio Fraschini presso il Playrec Studio di Roma e masterizzato da Filip Pietrzykowski presso il Red Mastering Studio di Londra.

    Gli Sprained Cookies sono Cecilia Frusciante (voce) e Corrado Maria De Santis (chitarra). Toccano il fuoco, si bruciano piuttosto che riposare nella noia del tempo e svanire, giocano con i propri diavoli, quelli che danno il tormento, ma che segnano le passioni di un’ esistenza. A Febbraio 2011 pubblicano il loro primo EP Deliverin’ The Sacred Feathered One (29Records/Believe), 5 brani dalla forte influenza psychobluesy-folk, dove prende coraggio la necessità di abbandonare il pesante corpo nel quale restiamo imprigionati per così correre d’anima. A Febbraio presentano i brani del nuovo EP aprendo prima il concerto di Fran Healy (dei Travis-GB) al Circolo degli Artisti di Roma, poi di Luis Francesco Arena (FR) e Laura Meyer (USA). Ad Aprile vincono l’Italia Wave Band che gli permette di entrare a fare parte del cast dell’Italia Wave Love Festival 2011. Intanto il brano More entra in rotazione radiofonica sulle emittenti del circuito indipendente italiano, invece il brano The Squeak viene scelto per la Compilation di Italia Wave resa disponibile con il download dal sito di XL La Repubblica. A Luglio sono a Lecce per prendere parte all’Italia Wave Love Festival nell’edizione di Lou Reed, “infiammando” lo Psycho Stage con i brani del loro “Deliverin’ the Sacred Feathered One”. A Settembre 2011 vengono inseriti tra le rivelazioni anglofone con il brano MORE nella compilation Libera Veramente Vol.2 , diffusa da XL La Repubblica. A Dicembre 2011 vengono segnalati come finalisti dei Demo Award dalla redazione della trasmissione DEMO di Radio 1 Rai. Ad Aprile 2012 vincono il contest All We Need indetto da Radio-Utopia(Bologna) in collaborazione con XL La Repubblica. Aprono i concerti di Federico Fiumani e poi del duo neo-psichedelico Charalambides (USA). Da Settembre 2012 si avvalgono della collaborazione di Fabrizio Colella (batteria) e Lorenzo Mancini (contrabbasso).

    www.sprainedcookies.com

    www.facebook.com/sprainedcookies www.twitter.com/sprainedcookies – www.youtube.com/sprainedcookies

    ASCOLTA IL NUOVO SINGOLO IN STREAMING:

    https://soundcloud.com/29records/sets/sprained-cookies-phycity/s-CR7Ub


    Management | 29RECORDS

    Marco Cappa +39 347 0778607

    [email protected]

    WWW.29REC.COM

    UFF. STAMPA | L’ALTOPARLANTE

    Fabio Gallo +39 348 3650978

    [email protected]

    WWW.LALTOPARLANTE.IT

  • Il Sindaco Luigi De Magistris analizza il rapporto tra Napoli e le industrie

    “Lo sapevate che, dopo Parigi, Napoli è la città che produce la più grande quantità di vino?”. Ad affermarlo è il sindaco, Luigi De Magistris, in occasione dell’intervista sulla semplificazione rilasciata nella sede di Optima Italia: “Non solo la più grande quantità – continua il primo cittadino – ma anche la migliore qualità. L’ho appreso da sindaco, ignoravo questa realtà e, come me, tantissime altre persone non ne sono a conoscenza. Napoli vanta grandi industrie eppure non sappiamo riconoscerne il valore”. Vuoi vedere l’intervista completa al sindaco? È su: Intervista Optima De Magistris

  • PREMIO ISTITUZIONALE PER PADRE ENZO DURANTE LA CONFERENZA A SAN VITTORE

    In occasione della Conferenza tenutasi Venerdì 22 Marzo 2013 presso il carcere di San Vittore a Milano, Padre Enzo Fortunato, Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e popolare volto di Rai1, ha ricevuto una prestigiosa targa istituzionale “Per il Suo quotidiano impegno nella diffusione degli insegnamenti di San Francesco d’Assisi” da Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter ed organizzatore dell’evento.

    Padre Enzo, accolto calorosamente, ha parlato delle riflessioni e meditazioni per la vita quotidiana raccolte nel suo libro “Siate amabili” che sono state inserite all’interno degli editoriali della rivista “San Francesco Patrono d’Italia” portando un messaggio di profonda speranza, intensa conversione e radicata fede, fondate sugli insegnamenti perpetrati dal Santo. Padre Enzo spiega “Non esiste strada più solenne della vita di tutti i giorni per ridare bellezza alla nostra umanità attraverso sani pensieri, nobili gesti e soprattutto una fede che, si sforza di essere coerente, una fede colorata di amabilità francescana“.

  • INTERVISTA AD AMERIGO IACONELLI IN OCCASIONE DEL PREMIO TERAMO CHE LAVORA 2013

    Qual è l’importanza di questo premio per Lei?

    E’ un premio che rivolto agli imprenditori e per questo è importante per me, perché dimostra che l’imprenditoria dedica attenzione alla medicina e alla ricerca medica. E’ assolutamente importante l’attualità del premio. E’ dedicato agli imprenditori ma viene assegnato a un medico, che non è un imprenditore ma piuttosto un imprenditore della salute.

    Quali sono i fattori che secondo Lei conducono all’obesità?

    Sono fondamentalmente uno stile di vita non congruo, ossia un’alimentazione troppo abbondante o un’alimentazione sregolata, con una mancanza di attività fisica. E’ una carenza da parte dell’uomo, da parte nostra, di gestire la nostra alimentazione, associata a un modo di vivere che è completamente sconclusionato. Se una persona lavora 12 ore al giorno, difficilmente può dedicarsi all’attività fisica e difficilmente segue un percorso dietetico regolare. Non c’è un unico fattore che conduce all’obesità, è plurifattoriale.

    Secondo Lei come posso fare le persone obese ad eliminare le conseguenze dell’obesità?

    Dimagrire. Non c’è altro modo per ridurre i fattori di rischio dovuti all’obesità se non togliere l’obesità.

    Una persona normopeso come può prevenire l’obesità?

    Per prevenire l’obesità occorre seguire un regime dietetico controllato, non troppo ricco di carboidrati o fast food, evitando cibi già pronti, e facendo attività fisica. E’ come un bilancio, fatto di entrate ed uscite: se mangio dieci e consumo due, ingrasso. Mantenendo un giusto bilancio fra introiti e consumi, si riesce a prevenire l’obesità.

    I costi sostenuti per curare l’obesità quanto influiscono sul Sistema Sanitario Nazionale?

    Tanto, troppo. Il problema non è tanto il prezzo attuale ma il prezzo che pagheremo in futuro. L’Italia è uno dei Paesi che ha l’obesità infantile più alta d’Europa e i costi sostenuti per curare le patologie causate dall’obesità di questi ragazzi sarà molto più alto. E’ una curva esponenziale, in salita. Si prevede che entro il 2020 saranno quasi insostenibili per il Sistema Sanitario Nazionale. Ora è già difficile, perché la situazione economica la conosciamo bene, è abbastanza critica, si tende a tagliare tutte le spese. Fra dieci anni sarà una cosa impressionante e i costi sono estremamente esponenziali.

    Quindi un problema da risolvere il prima possibile.

    Il problema si risolve prevenendolo. Bisogna applicare politiche di prevenzione, e in questo modo la patologia diventerebbe più gestibile. Se un paziente ha la pressione alta, io prescrivo la pasticca e la pressione si abbassa. Se un paziente è obeso, non serve una pasticca, ci vogliono anni di terapie dietetiche, motorie e psicologiche, spesso associate. Non è una situazione che si risolve facilmente. Per l’ipertensione, io prescrivo la compressa, la pressione si abbassa perché è un fatto meccanico. Se io tolgo il cibo a un paziente non è detto che lui dimagrisca, perché si sviluppano problemi metabolici dovuti all’obesità che impediscono un normale dimagrimento. Vorrei vedere un soggetto di 150 kg che si mette a far attività fisica, mi sembra alquanto difficile visto il gran numero di kg in eccesso.

    Com’è nata in Lei la passione per la medicina? Perché ha scelto di diventar endocrinologo?

    Questa passione è nata in famiglia, visto che sia mio padre sia mio nonno sono medici. Siamo una famiglia di medici.

    Quindi è stato naturale scegliere questo ramo. Nei casi di obesità medio grave, che interventi chirurgici vengono effettuati sui pazienti?

    Le indicazioni per interventi chirurgici si basano sul BMI. Il BMI è un numero che utilizziamo per calcolare il grado dell’obesità e si riferisce all’indice di massa corporea. Le indicazioni sono indice di massa corporea superiore a 35 con morbilità ossia con ipertensione, diabete, patologie respiratorie, disturbi osteoarticolari oppure un indice di massa corporea superiore a 40 e in questo caso basta solo l’obesità per procedere con l’intervento. Gli interventi che si possono fare sono diversi: il bendaggio gastrico, il bypass gastrico, la diversione biliopancreatica. Tantissimi insomma.

    Ha notato l’aumento di altre patologie nel mondo occidentale, direttamente collegate all’obesità?

    Assolutamente si. L’obesità è un fattore di rischio per tutti quanti gli organi: dal cuore ossia patologie cardiache, patologie polmonari, patologie osteoarticolari (un peso eccessivo sulle ossa, prima o poi, crea dei problemi), patologie epatiche (acetosi epatica, cerrosi epatica), tumori dell’intestino. Diciamo che tutti i compartimenti del corpo umano sono fondamentalmente danneggiati dall’eccesso di peso. Diabete ed ipertensione sono le patologie più diffuse.

    Secondo Lei la scienza riuscirà fare passi avanti per curare e eventualmente prevenire i disturbi metabolici come diabete e ipertensione?

    Con alcuni interventi chirurgici si parla di remissione di queste problematiche perché’ perdendo peso si toglie la causa e di conseguenza diminuiscono gli effetti. Stiamo studiando per questo. I pazienti sono tanti, teoricamente in Italia sono papabili per l’intervento circa 3 milioni di persone, numeri grandissimi. Hanno l’indicazione all’intervento circa 2-3 milioni di persone; ovviamente è impossibile operarle tutte dato che in Italia si fanno circa 15-16 mila interventi l’anno, quindi ci vorrebbero cent’anni per poterle operare. Più si va avanti e più la cosa è difficile. Gli interventi chirurgici sono l’extrema ratio, per questo dicevo che la prevenzione di questa malattia è la vera soluzione. L’intervento chirurgico è la soluzione di chi le ha provate tutte e si ritrova magari a quarant’anni col diabete, con l’ipertensione ed è una situazione che difficilmente cambia col variare dello stile di vita. Il nostro corpo si è sviluppato in sessantamila anni mangiando poco e consumando tanto e negli ultimi trent’anni la situazione si è capovolta. Un giusto stile di vita è la soluzione. E’ vero pure che la politica e le istituzioni non fanno niente, o meglio, non applicano dei programmi di prevenzione. Lo posso fare io con i miei diecimila pazienti, ma è ai bambini che bisogna insegnare a mangiare, partendo dalle scuole. Se ci sono le macchinette che vendono cioccolatini dentro la scuola elementare, il bambino con un euro le compra e le mangia ogni giorno. Torna a casa e invece di giocare a pallone o fare un giro in bicicletta, gioca con i videogiochi. Si abitua da bambino a non far niente, e sicuramente sarà un obeso in futuro. L’80-90 % dei bambini fa questo. Bisogna reimpostare lo stile di vita dei bambini, partendo dalle scuole materne. La vera cura è questa. Avremo i risultati fra vent’anni, ma se mai iniziamo, mai avremo dei risultati.

  • Pier Luigi Celli intervistato da Optimagazine

    “Se vuoi che le persone lavorino bene e rendano molto, devi farle stare bene”. Il consiglio è di Pier Luigi Celli, già direttore delle risorse umane di Rai, Eni, Omnitel, Olivetti ed Enel. “Credo che la cosa più difficile del lavoro di una vita sia fare i conti con se stessi – ha continuato Celli – con le persone non ho mai avuto grandi problemi”. L’attuale direttore generale dell’università romana Luiss intervistato da Optima Italia ha poi aggiunto: “Guicciardini diceva: Se vuoi ottenere qualcosa dalle persone, devi fare un picciol investimento e avrai un grande guadagno”. Vuoi vedere l’intervista completa a Pier Luigi Celli? Vai su: Intervista Optima Celli

  • Rimuovere un tatuaggio non è mai stato così di moda

    Rimuovere un tatuaggio, un tempo sembrava un’operazione impossibile, non a caso la caratteristica principale associata a queste incisioni sulla pelle era la sua indelebilità. Parafrasando un celebre slogan pubblicitario, oggigiorno neanche un “tatuaggio è per sempre”. Sono lontani anni luce i periodi in cui tatuarsi la pelle aveva un valore simbolico, e presso alcune civiltà sanciva addirittura riti di passaggio per intere comunità. Ma i tempi cambiano, le tecnologie si perfezionano e i desideri delle persone mutano costantemente, ergo qualcosa che sembrava destinato a essere inciso sulla pelle per sempre, può scomparire grazie a trattamenti specifici.

    L’esercito dei pentiti che desiderano rimuovere un tatuaggio, stando agli ultimi dati, aumentano considerevolmente, negli Stati Uniti la media di quelli che decidono di cedere al tattoff (così viene chiamato da tutti Will Kirby, il dermatologo americano di origini fiorentine che della rimozione dei tatuaggi ha fatto un business importante, con più di cinquantamila interventi), si attesta attorno al 14%. I motivi che possono spingere a questa scelta radicale possono essere diversi, come il volere eliminare il ricordo di una persona importante oppure si tratta di una necessità dettata da ragioni lavorative.

    Ci sono numerosi esempi celebri che sottolineano la volubilità dei desideri umani: chi di voi non ricorda il cuore “pulsante”tatuato sulla spalla della bella Angelina Jolie, recante il nome dell’ormai ex marito Billy Bob Thorton, rimosso e sostituito con le coordinate geografiche dei luoghi in cui sono nati i suoi sei figli; o il caso dell’avvenente Megan Fox che ha eliminato in un batter d’occhio, l’immagine di Marylin Monroe che prima copriva in maniera vistosa il suo avambraccio motivando così la sua decisione- “è un personaggio negativo, soffriva di disturbi della personalità, era bipolare. Non voglio attrarre questo tipo di energie negative nella mia vita. Chissà, forse toglierò anche gli altri, ma il laser è doloroso”. Celebrities a parte, anche per la gente comune la pratica del tattoff sta progressivamente diventando una tendenza irrinunciabile.

    A prescindere dalla motivazione, rimuovere un tatuaggio nella maggioranza dei casi deve essere una decisione ben ponderata, i tatuaggi possono essere rimossi grazie a un cospicuo investimento di tempo e denaro , ma soprattutto la rimozione può essere completata con successo soltanto quando si è in presenza di colori scuri. Infatti giallo e verde sono molto più difficili da togliere rispetto a nero, blu e rosso; il bianco poi è praticamente impossibile da cancellare. Per assicurarsi una rimozione definitiva, bisogna sottoporsi atra le 5 e 8 sedute distanziate almeno un mese circa una dall’altra.

  • Pier Luigi Celli si racconta ai microfoni di Optima Italia

    “Io e la tecnologia? Non abbiamo un rapporto fluido”. Lo dicono in tanti, ma se a sostenerlo è Pier Luigi Celli, l’uomo che ha ricoperto ruoli fondamentali nello start up di nuove attività per la telefonia mobile, Wind e Omnitel, la cosa è sorprendente. “Preferisco la penna e la carta – ha aggiunto l’attuale direttore generale della Luiss intervistato da Stefano Fedele per Optima Italia – Ho scritto 28 libri e solo per gli ultimi due mi sono avvalso del computer”. Vuoi vedere tutta l’intervista a Pier Luigi Celli? Clicca su: Intervista Optima Celli

  • Anna Cinzia Bonfrisco, deludente relazione su Consiglio d’Europa

    “Deludente, come sempre, la relazione del presidente Monti sul Consiglio d’Europa. L’unico atto positivo è frutto del lavoro intelligente e tenace del vicepresidente della commissione Antonio Tajani che per consentire all’Italia il pagamento dei debiti arretrati è riuscito a far accettare dall’Europa il principio del risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita”. Così la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, componente della commissione Bilancio, al termine del suo intervento in Aula.

    Anna Bonfrisco

    “Deludente, come sempre, la relazione del presidente Monti sul Consiglio d’Europa. L’unico atto davvero positivo è quello che Monti spaccia per un suo risultato, mentre invece è frutto del lavoro intelligente e tenace del vicepresidente della commissione Antonio Tajani che per consentire all’Italia il pagamento dei debiti arretrati è riuscito a far accettare dall’Europa il principio del risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita.

    Così la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (Pdl), componente della commissione Bilancio, al termine del suo intervento in Aula. “Su tale principio – osserva – si è raggiunto un compromesso che consente all’Italia di utilizzare un ulteriore 0,5 del rapporto deficit/Pil per sanare la drammatica situazione nella quale versano molte imprese italiane. Non sottovalutiamo le importanti parole del presidente di Confindustria sulle imprese che “sono alla fine; noi sosteniamo la proposta del presidente Squinzi che indica nel pagamento immediato in 48 miliardi di euro (i due terzi del totale) la soluzione per ottenere l’aumento di circa 250mila occupati e l’innalzamento dell’uno per cento del Pil. Questa è la strada da seguire non quella delle dichiarazioni romantiche tra Monti e la signora Merkel”.

    FONTE: Il Velino

  • L’identikit del nuovo amministratore condominiale

    Il nuovo amministratore può restare in carica due anni, deve necessariamente possedere requisiti di formazione e onorabilità, e non deve risultare condannato per delitti contro la Pubblica Amministrazione. Questo è il suo identikit dopo la Riforma del condominio. Anche il requisito culturale diventa importante, infatti per amministrare il condominio occorre avere almeno il diploma di maturità, e aver frequentato un apposito corso e, laddove sia richiesto dall’assemblea, stipulare una speciale polizza assicurativa a tutela dai rischi derivanti dal proprio operato. I due anni non sono però vincolanti, infatti l’amministratore potrà essere licenziato prima della fine del mandato qualora commetta, o abbia commesso, gravi irregolarità fiscali o non abbia aperto o utilizzato il conto corrente condominiale. “Questi punti mi sembrano molto rilevanti” afferma Luca Bensaia, direttore di Manager Immobiliari, società che opera a Milano e a Bologna “è importante che anche, e soprattutto in questa professione, si impongano logiche di responsabilità e onorabilità. Il cittadino deve assolutamente essere tutelato rispetto alle problematiche derivanti dalla cattiva gestione di un condominio”.

    La società Manager Immobiliari, dopo oltre quindici anni di esperienza nel settore, è pronta ad affrontare questa sfida con la competenza che la figura dell’amministratore deve possedere. “Noi di Manager Immobiliari” continua Bensaia “abbiamo sempre lavorato rispettando le caratteristiche che un buon amministratore condominiale deve avere. Siamo pronti a garantire ai condòmini un professionista che sappia davvero assicurare il buon funzionamento del servizio alla luce di quello che stabilisce la legge e di quelle che sono le reali esigenze degli utenti”. Il nuovo amministratore dovrà indicare quanto chiede come compenso al momento della nomina.

    Inoltre chi si vuole svincolare dall’impianto centralizzato potrà farlo senza dover attendere il benestare dell’assemblea, ma a patto di non creare pregiudizi agli altri e di continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto condominiale.

    Il quorum diventa più basso per deliberare, dovrà essere pari alla maggioranza degli intervenuti in assemblea, che rappresentino almeno la metà dei millesimi per l’installazione di impianti di videosorveglianza sulle parti comuni dell’edificio, e per deliberare l’installazione di impianti per la produzione di energia eolica, solare o comunque rinnovabile. Identica maggioranza anche per deliberare l’attivazione, a cura dell’amministratore e a spese dei condòmini, di un sito internet del condominio, ad accesso individuale protetto da una password, per consultare e stampare in formato digitale i rendiconti mensili e gli altri documenti dell’assemblea. Basteranno i quattro quinti dei consensi, infine, per il cambio di destinazione d’uso dei locali comuni. Potranno impugnare le delibere assembleari, per annullarle, anche i condomini che si sono astenuti. in caso In caso di controversie da parte dell’amministratore sarà obbligatoria la mediazione.

    Di fronte ai cambiamenti in atto dunque l’amministratore non basta più, occorre un Manager Immobiliare!

  • PSICHIATRIA: RENDERE IL MONDO SCHIAVO DEGLI PSICOFARMACI

    Se rispondi “le droghe”, condividi questo punto di vista con la maggioranza della gente della tua comunità. Le droghe illegali, la violenza e il crimine che ne risultano sono riconosciute come la maggiore minaccia per i bambini e la società. Tuttavia, pochissime persone riconoscono che le droghe illegali rappresentano solo una parte dell’attuale problema relativo alla droga. Oggi vediamo un legame con un altro tipo di droga: gli psicofarmaci prescritti.

    Un tempo riservati ai malati mentali, oggi è difficile trovare qualcuno (un familiare, un amico o un vicino di casa) che non ha mai preso qualche tipo di psicofarmaco. Infatti, per molte persone sono diventati così profondamente parte della vita, che “vivere senza farmaci” è per loro semplicemente inconcepibile.

    Prescritti per qualsiasi cosa, dai problemi di apprendimento e del comportamento a bagnare il letto, all’aggressione, alla delinquenza giovanile, alla criminalità, alla tossicodipendenza e al fumo, per risolvere paure e problemi degli anziani; dalla culla alla bara siamo bombardati di informazioni che ci spingono verso questo tipo di “rimedio” chimico.

    Non sorprende perciò che le statistiche internazionali mostrino che una percentuale in rapido aumento di persone appartenenti ad ogni fascia di età, dai bambini agli anziani, faccia pesantemente regolarmente affidamento su questi farmaci nella vita quotidiana. La vendita globale di antidepressivi e stimolanti, farmaci per lo stress e antipsicotici, ha raggiunto oltre 76 miliardi di dollari all’anno, più del doppio del budget speso annualmente dal governo degli Stati Uniti per combattere la droga.

    Gli autori Richard Hughes e Robert Brewin, nel loro libro Tranquillizzare l’America avvisano che benché possa sembrare che gli psicofarmaci calmino l’ansia, il dolore e lo stress, “calmano” anche la vita stessa… Queste pillole non solo attenuano il dolore, ma attenuano anche la mente. In effetti, studi precisi rivelano che nessuno di essi può curare, ognuno di essi ha orribili effetti collaterali e, a causa delle loro proprietà che alterano la mente e creano dipendenza, possono rovinare la vita di una persona.

    Considera anche il fatto che i terroristi hanno utilizzato psicofarmaci per fare il lavaggio del cervello a giovani uomini in modo che diventassero kamikaze suicidi. Almeno 250.000 bambini in tutto il mondo, alcuni addirittura di sette anni, sono stati utilizzati per attività terroristiche e rivoluzionarie, somministrando loro anfetamine e tranquillanti per causare uno “sballo omicida” per giorni. Si tratta delle stesse droghe che gli psichiatri prescrivono ai bambini per problemi di “apprendimento” o del “comportamento”.

    La comprensione del fatto che l’uso di psicofarmaci nella società sta andando alle stelle, è ora anche più critico che mai. A livello internazionale, 54 milioni di persone prendono antidepressivi che causano notoriamente dipendenza e comportamento violento e omicida.

    Perché milioni di persone dipendono da farmaci così distruttivi? Bisogna guardare al momento precedente all’uso del farmaco.

    Prima di cadere nella trappola, ogni individuo è stato convinto che questi farmaci lo avrebbero aiutato ad occuparsi della sua vita. Il principale strumento utilizzato per la vendita è un criterio “diagnostico” inventato: il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV (DSM) dell’Associazione Psichiatrica Americana e la sezione dei disturbi mentali della Classificazione Internazionale dei Disturbi (ICD) Europea. Una volta compilate la diagnosi e la prescizione, le dannose proprietà dei farmaci stessi prendono il sopravvento.

    Forzando la diffusione di questa falsa diagnosi, gli psichiatri si sono assicurati che sempre più persone con leggeri problemi mentali, o addirittura senza alcun problema, venissero portati a pensare che la miglior risposta alle consuete difficoltà e sfide della vita si trovi negli “ultimi e più diffusi” psicofarmaci.

    Che tu sia un legislatore, un genitore di bambini in età scolare, un insegnante, un impiegato o un datore di lavoro, una casalinga o semplicemente un membro della comunità, è vitale che tu legga questo rapporto.

    Il nostro fallimento nella guerra contro la droga è dovuto in gran parte al nostro fallimento nel fermare i più dannosi spacciatori della società.

    Si tratta degli psichiatri, che lavorano per ingannarci e rendere il mondo schiavo della droga.

    Cordialmente,

    Jan Eastgate

    Presidente del Comitato Internazionale dei Cittadini per i Diritti Umani