Mese: Luglio 2014

  • Al Complesso del Vittoriano, dal 17 luglio al 7 settembre, un’esposizione racconta Irene Petrafesa

    Roma, 5 luglio 2014 – Dal 17 luglio (anteprima stampa e visita alla mostra mercoledì 16 luglio alle 18.00) il Complesso del Vittoriano ospita Irene Petrafesa con la personale dal titolo “TRA TERRA E MARE – Opere 2001-2014, in programma nella splendida cornice di Via di San Pietro in carcere fino al 7 settembre prossimo (orario 9.30 – 19.30; ingresso libero). L’esposizione – che è stata patrocinata dalla Regione Lazio, da Roma Capitale, dalla Provincia di Bari, dalla Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani) e dal Comune di Andria – offre la possibilità al grande pubblico di ammirare da vicino i lavori di un’artista che ha raggiunto ormai da tempo un ruolo di primo piano nell’arte contemporanea italiana e internazionale ottenendo riconoscimenti significativi.

    Pittrice poliedrica e dalla spiccata sensibilità, Irene Petrafesa è cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte che ha notevolmente condizionato la sua successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti da un forte impulso alla creatività. Si tratta di tracciati che sono frutto di una ricerca interiore piuttosto emotiva e ricca di implicazioni sociali che trovano un retroterra autorevole in artisti come Pasolini, Moravia, Antonioni e Bertolucci, a buon diritto considerati dalla Petrafesa come suoi “padri spirituali”. Abile tanto nella sperimentazione quanto nella tecnica, questa pittrice è dotata di un talento multiforme e non comune, prodigioso e assolutamente originale, capace di esplodere in un’arte che sa comunicare le sue più intime emozioni.

    “Materia, spazio, ricordo, istinto, immagini captate e sedimentate nella memoria – scrive la Petrafesa – vengono evocate nell’atto creativo”. E, interessata come è a narrare non il reale immediato, ma l’anima della realtà, la dimensione più oscura della vita, la magia delle cose, spiega: “Non descrivo quel che accade ma cerco di collocare me stessa e l’osservatore nell’evento, tentando di coinvolgerlo emotivamente, creando un effetto estetico seducente che lo inviti a lasciarsi trasportare dai propri sensi”.

    La mostra – curata da Claudio Strinati e Nicolina Bianchi – punta a raccontare la prorompente forza creativa di questa pittrice attraverso un’ampia raccolta di opere, circa 40, che sono il risultato degli ultimi quattordici anni di lavoro e rappresentano l’espressione più recente della sua preziosa produzione. Essenziali per una ottimale comprensione delle sue opere le fasi proposte all’interno del percorso espositivo: dal ciclo “Mediterraneo” a “Frammenti Metropolitani”, da “Paesaggi industriali…ciminiere” passando per “What identity”, “Profili” fino a “Respiri”, “Passeggeri e “Sospeso”, serie quest’ultima in cui, come spiega l’artista stessa “qualsiasi suono viene ovattato, attutito, qualsiasi movimento o immagine perdono di intensità, diventano fluidi ed è lì che io immagino possa anche avere origine la vita”.

    Così accanto a opere che sono “istantanee” mentali capaci di trasudare poesia, “scatti” in cui a rubare il posto alla natura è “un orizzonte buio e fumoso, spesso opaco e rotto solo da fabbriche e gru” – come affermano critici di chiara fama che si sono interessati alla sua arte – si impongono all’attenzione dello spettatore quadri i cui protagonisti sono esseri che sembrerebbero vivere sospesi nel cosmo e trascorrere la propria esistenza tra terra e mare, tra essere umano e natura, e ancora creazioni pittoriche più attuali che vedono campeggiare sulla tela personaggi inediti, passeggeri ideali, “figure sospese – come scrive Nicolina Bianchi nel suo testo editoriale a catalogo – in un’etere di intime simbologie, silenziose ma prepotentemente presenti nella mente e nell’animo di Irene”. Si tratta, continua ancora la Bianchi nel suo testo, di “visioni poetiche che dialogano con i luoghi delle sue nostalgie, con i colori evanescenti delle sue atmosfere preferite, espressioni immediate e concrete dell’uomo alla incessante ricerca di una realtà di valori, di un mondo interiore ricco di rispetto, di fiducia, d’amore”.

    Nata a Bari nel 1952, Irene Petrafesa trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra questa città e Barletta. Interrotti gli studi alla Facoltà di Giurisprudenza e successivamente il lavoro presso il Ministero delle Finanze, si fa sempre più strada in lei la passione per la pittura che, dal 2000, la porta a intensificare un’attività artistica iniziata da tempo e a trasferire nelle proprie opere quella innata vocazione cromatica e quella passionale cultura espressiva, acquisita frequentando note gallerie e osservando, nei musei più famosi, le opere dei grandi Maestri. Su invito comincia a prendere parte, in Italia e all’estero, a importanti rassegne di arte contemporanea e a eventi espositivi di portata internazionale: Bari, Montichiari, Padova, Reggio Emilia, Forlì, ma anche il Free Trail al Centro d’Arte Sanvidal di Venezia e Nel Respiro del Tempo a Firenze. Di lì a poco arrivano, notevoli e numerosi, i primi successi e i primi riconoscimenti in terra natia: il Premio Barletta Provincia, la Manifestazione internazionale Culture a Confronto al Castello Svevo di Trani. Fanno presto eco i risultati raggiunti al Premio Arte Mondadori a Milano, il Primo Premio di Pittura al Castello di Montegiardino di San Marino, il Primo premio a Bari nella Rassegna Puri e semplici riflessi di Puglia e il Premio Sanremo 2000. Tra il 2001 e il 2002 partecipa al prestigioso Roma New Age a Palazzo delle Esposizioni. In quell’occasione, così come per la Rassegna Internazionale a Palazzo Barberini Le Grandi Mostre a Roma, si aggiudica il Premio della Critica. Altri riconoscimenti arrivano con il Premio Città di Brindisi, alla Rassegna nazionale Natiolum, e nel 2003 con la menzione di Artista Europeo nell’ambito della New Art Summer di Helsinki. Intanto partecipa a eventi artistico-culturali internazionali a Tenerife in Spagna, a Salisburgo e alla Rassegna Away game alla Sendai Mediateque in Giappone. Dal 2004, una dopo l’altra, si susseguono una serie interessante di mostre personali e rassegne: Frammenti metropolitani, Visioni Urbane, Tangenzemozionali, Art/chitetture e paesaggio urbano. Il 2008 è un anno estremamente significativo per la sua pittura: l’intensa e qualitativa attività artistica viene riconosciuta a Roma con la consegna del Premio SEGNI D’ARTE, promosso dalla Direzione dello storico periodico omonimo, una targa con la riproduzione di un disegno del Maestro Montanarini assegnato in passato ai Maestri Attardi, Calabria, Trotti, Leone. Nel 2012 si avvicina al Design e, spinta dall’Architetto Francesco Mancini, inizia interventi pittorici su oggetti da lui creati, Insieme parteciperanno poi a PugliArch 2012. I successivi due anni portano ancora nuove ispirazioni. E’ il periodo del Museo Crocetti e della partecipazione alla sesta edizione della Donna nell’Arte a Monopoli con la personale Ànemos, alla Mostra di Arte contemporanea La spiritualità nell’Arte ad Andria, alla rassegna L’Arte Contro La Violenza e il Dolore presso il Castello Estense a Ferrara in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, e ancora alla Rassegna Murart, alla Rassegna a tema OLIO D’Artista, allestita nello storico Torrione Angioino e frequentata dalle più qualificate firme dell’arte contemporanea, alla manifestazione MINIMALIA. Tra le ultime manifestazioni l’esposizione, a Roma, insieme ai Maestri internazionali del Group exibition art collection, dell’opera Muro, e ancora Rebirth/Rebuild, La bellezza e le radici Biennale di Arte Contemporanea, organizzata dall’Associazione Culturale Mente Contemporanea e a cura di Cosimo Strazzeri, che si snoderà dal 21 luglio presso gli spazi espositivi della Torre delle Saline Margherita di Savoia. Tra le mostre personali e itineranti che meglio sintetizzano il suo percorso creativo: Fossili, Realtà non conforme, Mediterraneo, Ciminiere suggestioni della memoria e l’attuale antologica presso il Complesso Monumentale del Vittoriano Tra terra e mare.

    Irene Petrafesa lavora prevalentemente con olio, ma non disdegna tecniche miste e pigmenti naturali su grandi tele. La sua è una pittura evocativa, un mezzo dell’agire in rapporto diretto con la rappresentazione mentale. L’artista è impegnata a mettere a nudo e trasmettere l’anima della realtà e la magia delle cose ed è sicuramente per questo motivo che il suo pennello dà spazio, piuttosto che alle persone, a ombre passeggere che fanno da quinta alla rappresentazione del vero soggetto dei suoi lavori: “il vuoto” inteso come aridità di sentimenti e smarrimento.

    Di lei hanno detto:

    “Irene Petrafesa rivolge il suo sguardo a quelli che chiama i paesaggi industriali per coglierne un’essenza profonda, un palpito di vita latente, uno stato d’animo come di delicata auscultazione di una materia che sembrerebbe di per sé arida e quasi respingente. Nelle sue immagini sovente ai limiti dell’invisibile la pittrice sembra affrontare l’eterna questione dell’agio e del disagio, dello stare in questo mondo confortati dagli affetti e dall’amicizia o, all’opposto, del trovarsi isolati, inermi, deboli, indifesi. (…) l’ arte della pittrice ha in certi momenti l’aria di una reazione a una minaccia latente che investe gli uomini e le cose. In questo senso la Petrafesa è pienamente un’artista del nostro tempo che non esprime tanto malinconia e sottile angoscia, quanto quello che psicanaliticamente si chiama “disagio della civiltà”. Non sono più i tempi di Metropolis di Fritz Lang o di Quelli che vanno di Umberto Boccioni. Di fatto, però, l’ispirazione è analoga ma la prospettiva espressionista o futurista non ci appartiene più e non appartiene di certo alla Petrafesa. Tuttavia è innegabile che le immagini della pittrice fanno riferimento a una meditazione che ha attraversato il ventesimo secolo e prosegue adesso con nuove e diverse intenzioni ma pur sempre all’interno di un ambito estetico ancora ricchissimo di implicazioni e conseguenze interessanti. (…). E’ una poetica complessa che ha esiti sovente di qualità finissima e di intensa carica comunicativa, proprio là dove sembrerebbe che la pittrice si ritragga per scomparire dietro le sue stesse immagini. Ma è un po’ la quintessenza del suo essere. Non è un’ arte rinunciataria e impalpabile quella che la Petrafesa ha costruito nel tempo e che continua a dipanare come un unico lunghissimo tema che non può trovare un punto culminante o finale. E’ un’ arte, piuttosto, incisiva e determinata”. (Claudio Strinati)

    “La pittura di Irene Petrafesa segue da sempre la vita senza mai imbrigliarsi nel predeterminato, nel programmato, nel definito, e mette in scena un suo processo creativo “ri-vivendone” costantemente lo spirito di una narrazione dove i valori dell’arte vanno oltre la necessità interiore del fare pittura, oltre l’analisi della natura e dell’uomo. Il suo è un continuo esplorare osservare scrutare, dal suo affacciarsi alle prime esperienze artistiche dove già anticipava prepotentemente il messaggio di un piacere spontaneo e geniale del fare pittura fino ad oggi quando immersa nello spirito del nostro tempo, così controverso e contraddittorio, continua a disporre nella sua maniera privilegiata segni e spazi di colore e di forme. (…). Irene sulla tela narra le sue urgenze di costruire e comunicare forme, e soprattutto quell’irrefrenabile piacere spontaneo del dipingere. E lo fa seguendo un processo creativo concreto ed essenziale che si evolve nella seduzione del colore, nelle figure eteree, impalpabili, quasi celate a volte da cromie di perla, ma che conservano sempre all’interno importanti frammenti di vitali anatomie. E’ questa la sua vera esperienza che si evolve nella conquista di una assoluta naturalezza della realtà, di una verità espressiva che non è mai approdo ma continuo progetto dell’andare avanti. Una sottile filosofia che segna tutta la sua storia pittorica sempre ben salda nei suoi ideali, nel suo sviluppo di argomentazioni d’arte, poetiche, ma al tempo stesso logiche e razionali”. (Nicolina Bianchi)

    “(…) Il positivo giudizio della critica e, soprattutto, del pubblico, è oramai una costante nella produzione artistica di Irene Petrafesa, cresciuta in un contesto familiare sensibile all’arte e che ha notevolmente condizionato la successiva attività in un groviglio di percorsi emozionali scaturenti dall’impulso alla creatività, frutto di una ricerca interiore, in alcuni tratti piuttosto emotiva, senza tralasciare implicazioni sociali (…). Nel confermare dunque l’impegno e la sensibilità del Comune di Andria verso le arti, nel solco di una lunga e consolidata tradizione dell’Ente, rinnovo all’amica Irene Petrafesa i più fervidi voti augurali per questa nuova personale, sicuro che saprà conseguire egregiamente il consueto successo di pubblico e critica che l’ha già proiettata in contesti nazionali ed internazionali”. (Nicola Giorgino, Sindaco del Comune di Andria)

    La mostra, a cura di Claudio Strinati e Nicolina Bianchi, è stata patrocinata dalla Regione Lazio, da Roma Capitale, dalla Provincia di Bari, dalla Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani) e dal Comune di Andria. L’organizzazione generale dell’esposizione è firmata da Comunicare Organizzando in collaborazione con il periodico Segni d’Arte.

    Pubblicato da Edizioni SEGNI D’ARTE, il catalogo – al cui interno sono presenti contributi critici di Giusy Caroppo, Claudia Germano, Francesco Salamina, Maurizio Vitiello, Paolo Meneghetti, Vinicio Coppola, Mariangela Canale, Giuliana Schiavone, Francesca Mariotti e interviste a cura di Grazia Lamesta, Oscar Iarussi, Maria Grazia Rongo e Marina Ruggiero – è stato curato da Claudio Strinati e Nicolina Bianchi. Il testo editoriale è a cura di Nicolina Bianchi.

    Complesso del Vittoriano – (www.comunicareorganizzando.it) – Via di San Pietro in Carcere – Roma

    Mostra personale: Mostra antologica di Irene Petrafesa

    Presentazione alla stampa e visita guidata alla mostra: mercoledì 16 luglio 2014 alle ore 18.00

    Patrocinio di: Regione Lazio, Roma Capitale, Provincia di Bari, Provincia di BAT (Barletta, Andria e Trani), Comune di Andria

    La mostra, a ingresso libero, si protrarrà fino al 7 settembre 2014: orario: 9,30-19,30

  • Aruba partecipa alla prima tappa fiorentina di SMAU

    Aruba S.p.A. (www.aruba.it), leader nei servizi di web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini, conferma la propria presenza a SMAU Firenze 2014 che si terrà nei giorni 9 e 10 luglio presso Firenze Fiera (Fortezza da Basso, Stand C20 Padiglione Cavaniglia).

    Ospitata per la prima volta in Toscana, la tappa fiorentina di SMAU ha una valenza particolare per Aruba che, essendo nata oltre 20 anni fa a Bibbiena nel Casentino, è strettamente legata a questo territorio.

    La società sarà presente in fiera con uno spazio espositivo dove sarà possibile incontrare esperti di settore a disposizione per illustrare i diversi servizi proposti, da quelli di Hosting & Domini alle soluzioni Cloud e da quelli di e-Security ai servizi di Data Center. I visitatori dello stand avranno, inoltre, la possibilità di usufruire di un voucher di 25 euro per provare in esclusiva tutta la potenza del Cloud di Aruba.

    La partecipazione alla tappa di Firenze rappresenta per la società un ulteriore passo per parlare di innovazione tecnologica in una terra fertile di start up come quella toscana. Aruba, infatti, dallo scorso gennaio viene incontro alle giovani realtà imprenditoriali attraverso il suo programma Aruba Cloud Startup, grazie anche al supporto dell’incubatore tecnologico fiorentino Nana Bianca.

    Aruba ha già confermato la propria presenza anche nel corso delle ultime tappe 2014 di SMAU, a Milano dal 22 al 24 ottobre e a Napoli dall’11 al 12 dicembre.

  • F2i si difende: la conferenza stampa di Mauro Maia e Vito Gamberale

    Nei giorni scorsi si è tenuta una conferenza stampa promossa dall’Amministratore Delegato di F2i, Vito Gamberale, e dal Senior Partner di F2i specializzato nel settore aeroportuale, Mauro Maia, in merito all’acquisizione da parte di F2i di una quota della SEA, la società che gestisce gli aeroporti di Milano.

    La vicenda di Vito Gamberale e Mauro Maia di F2i

    L’inchiesta riguarda la vicenda della cessione del 29,75% di SEA – società che gestisce gli aeroporti di Milano Linate e Malpensa – ad F2i – Fondi Italiani per le infrastrutture, fondo infrastrutturale guidato dall’Ing. Vito Gamberale e dal Manager Mauro Maia. La cessione venne decisa dal Comune di Milano, nel 2011, attraverso un bando d’asta in cui solamente la proposta di F2i fu considerata valida (Behari Vinod Sahai, rappresentante del fondo indiano SREI, presentò in ritardo una proposta che non venne presa in considerazione e che fu, successivamente all’apertura della busta, ritenuta una semplice “manifestazione d’interesse).

    La difesa di Mauro Maia e Vito Gamberale

    Il Pubblico Ministero della Procura di Milano, Alfredo Robledo, ha formulato una richiesta di rinvio a giudizio per Vito Gamberale e Mauro Maia, con l’accusa di turbativa d’asta. Nel corso della conferenza stampa dello scorso 25 giugno, i manager si sono difesi, sostenendo che, non solo non sembrano esserci prove concrete a sostegno di una tale accusa ma, anzi, nella documentazione depositata, esiste la prova contraria. Il fascicolo relativo all’indagine sulla cessione della quota di SEA da parte del Comune di Milano è stato inoltre al centro di un acceso scontro interno alla Procura di Milano tra il Procuratore aggiunto, Robledo, ed il Procuratore Capo, Bruti Liberati, che avrebbe inizialmente dimenticato il fascicolo in cassaforte. L’Ing. Vito Gamberale, insieme ai suoi legali, ha auspicato, nel corso della conferenza stampa, di non essere mero “strumento di scontro della Procura di Milano” augurandosi che la situazione possa ritornare serena senza penalizzare il fondo F2i e gli investitori.
    Vito Gamberale ha inoltre ricordato che, sino ad ora, F2i ha assistito allo scontro apertosi in Procura senza proferir parola.

    Per leggere l’articolo sulla conferenza stampa tenuta da Vito Gamberale e Mauro Maia di F2i, visita il portale della testata Il Fatto Quotidiano.

  • Il pittore dell’armonia, Alessandro Testa, presente alle mostre di “Spoleto Arte”

    Si può senza dubbio affermare, che il pittore spoletino Alessandro Testa ha meritatamente raccolto gli “onori di casa” per i pregevoli quadri esposti alle mostre di “Spoleto Arte” attualmente allestite fino al 24 Luglio presso il secolare edificio di Palazzo Leti Sansi e inaugurate con trionfale ovazione il 27 Giugno. L’iniziativa è affidata alla curatela del Professor Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes.

    Dapprima sperimenta la scultura del legno, lavorando il melo, il tiglio, il noce con particolare predilezione per l’ulivo. Per l’artista, che Sgarbi ha avvicinato al gusto di Tancredi, la pittura costituisce una sfida. Le sue mani desiderano confrontarsi con la corposità e con la superficie del colore. Le tinte, che si espandono sulle tele sono per lui come strumenti musicali, che evocano vibrazioni emotive.

    Al riguardo afferma “Non so dipingere, cerco solo di creare per lanciare un messaggio”. Pone dunque la comunicazione al centro della sua esperienza, che a livello stilistico richiama l’arte informale, pur senza mai riferirsi a una corrente specifica. Le sue opere non sono mai mute. Infatti, la sua anima continua a muoversi, a vibrare tra le cromie con indomita armonia e poetico equilibrio.

  • Enrico Dal Covolo: “La speranza nell’educazione”, Riflessioni Rettore PUL

    Le riflessioni di Mons Enrico Dal Covolo, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense sul senso dell’educazione salesiana. Dal Covolo parte da alcune osservazioni sui giovani, attraverso le Giornate Mondiali della Gioventù: “Al di là del successo in termini di numeri, ci sono dei dati oggettivi: adolescenti e giovani, provenienti da tutto il mondo, accompagnati dai loro educatori, si radunano per ascoltare dei messaggi impegnativi; per accogliere una visione antropologica ispirata dalla ragione in armonia con la fede del Vangelo: una visione molto impegnativa, che richiede sacrificio e dedizione”.

    Mons Enrico Dal Covolo La speranza nell Educazione
    Mons Enrico Dal Covolo, Rettore PUL

    Testo integrale dell’articolo apparso su Ans il 6 novembre 2013

    Lo scorso 30 ottobre, mons. Enrico dal Covolo, sdb, Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense, ha introdotto i lavori del II Incontro di Animatori della Pastorale Universitaria. Nell’occasione ha presentato alcuni spunti di riflessione sul senso dell’educazione salesiana, utili a qualsiasi educatore.

    Mons. dal Covolo è partito da alcune osservazioni sui giovani, attraverso le Giornate Mondiali della Gioventù. “Al di là del successo in termini di numeri, ci sono dei dati oggettivi: adolescenti e giovani, provenienti da tutto il mondo, accompagnati dai loro educatori, si radunano per ascoltare dei messaggi impegnativi; per accogliere una visione antropologica ispirata dalla ragione in armonia con la fede del Vangelo: una visione molto impegnativa, che richiede sacrificio e dedizione”.

    Successivamente, rifacendosi a seri studi scientifici, il presule salesiano ha toccato anche il problema opposto: il senso diffuso di sfiducia, il nichilismo presente tra tanti ragazzi; a questo problema ha però risposto ricordando la sicura speranza che manifestava già Benedetto XVI nella Lettera inviata alla diocesi di Roma sul compito urgente dell’educazione: “Non temete! Tutte queste difficoltà, infatti, non sono insormontabili. Sono piuttosto, per così dire, il rovescio della medaglia di quel dono grande e prezioso che è la nostra libertà, con la responsabilità che giustamente l’accompagna. (…) Anche i più grandi valori del passato non possono semplicemente essere ereditati, vanno fatti nostri e rinnovati attraverso una, spesso sofferta, scelta personale”.

    Quindi mons. dal Covolo ha messo in campo il suo specifico apporto di educatore salesiano, richiamando il Sistema Preventivo di Don Bosco e in particolare il pilastro costituito dalla ragione: “Il termine ragione sottolinea, secondo l’autentica visione dell’umanesimo cristiano, il valore della persona, della coscienza, della natura umana, della cultura, del mondo del lavoro, del vivere sociale, ossia di quel vasto quadro di valori che è come il necessario corredo dell’uomo nella sua vita familiare, civile e politica” ha detto citando il beato Giovanni Paolo II. Compito dell’educatore, dunque, è quello di saper leggere attentamente i segni dei tempi per individuarne i valori emergenti che attraggono i giovani.

    Richiamando il celebre motto di Don Bosco “buoni cristiani e onesti cittadini” mons. dal Covoloha poi ricordato agli animatori pastorali come quel detto – che rappresenta anche la meta del processo educativo salesiano – condensi proprio l’idea di formare delle persone integralmente sviluppate, ciò che i Vescovi italiani domandano alle Università. E, ha poi suggerito di seguire la metodologia collaborativa di Don Bosco, che non aveva timore nel ricercare sostenitori e benefattori tra tutti i soggetti della società civile.

    E, per finire, mons. dal Covolo ha proposto l’esempio del Servo di Dio Giorgio La Pira, noto professore universitario, come esempio del fatto che la vocazione alla santità di un educatore si vive nell’educare allievi santi.

    FONTE: Ans

  • TUTTO ESAURITO PER LA MARCIALONGA 2015, ISCRIZIONI APERTE E CHIUSE IN DIECI MINUTI

    Pomeriggio di oggi dedicato alle iscrizioni alla Marcialonga di Fiemme e Fassa 2015

    In 10 minuti esatti “polverizzati” i posti che erano rimasti disponibili per la 42.a Marcialonga

    2500 bisonti italiani avevano utilizzato la “corsia preferenziale” a marzo

    Marcialonga e sport a braccetto tutto l’anno.

    10 minuti secchi, un vero e proprio record. Oggi pomeriggio in questo brevissimo lasso di tempo i fondisti di tutto il mondo si sono accaparrati tutti i pettorali che erano rimasti disponibili per la 42.a Marcialonga di Fiemme e Fassa in calendario per il 25 gennaio 2015.

    Il rituale si ripete ogni anno ma oggi non c’è nemmeno stato il tempo di aggiornare la pagina “iscrizioni on line” sul sito della gara che è stata raggiunta la quota massima di iscritti per un evento che si conferma “popular race” a tutti gli effetti. Gli amanti degli sci stretti di tutte le nazioni, scandinavi in primis, si sono fatti trovare prontissimi oggi alle 15.00 e in pochi minuti hanno completato la procedura on-line su www.marcialonga.it. Il sito, infatti, è stato letteralmente preso d’assalto dalle migliaia di…aspiranti “Bisonti” desiderosi di prendere parte alla granfondo più famosa d’Italia, ed una delle più amate al mondo, e alle 15.10 nella sezione “iscrizioni on line” campeggiava già la scritta “Le iscrizioni sono chiuse. Grazie”. Lo staff di casa Marcialonga aveva aperto a marzo una finestra di prenotazioni riservata ai fondisti italiani e anche in quell’occasione 2500 appassionati da ogni parte della penisola si erano assicurati in breve tempo un posto per la ski marathon trentina a prezzo agevolato.

    Oggi, dunque, per tutti questi 7500 fondisti è iniziato ufficialmente il countdown verso l’appuntamento invernale quando, sci ai piedi, si presenteranno nelle valli di Fiemme e Fassa per prendere parte alla 42.a Marcialonga. Un conto alla rovescia che fa bene al territorio, perché l’indotto turistico degli eventi di casa Marcialonga è senza dubbio un volano importante per l’economia delle valli di Fiemme e Fassa e per tutto il Trentino.

    L’appuntamento adesso è per il 25 gennaio prossimo sui percorsi di sempre con la gara di 70 km in tecnica classica da Moena a Cavalese e la versione Light di 45 km da Moena a Predazzo. Inoltre, come da tradizione, il week end targato Marcialonga proporrà anche gli appuntamenti per i più giovani con la la Marcialonga Young e la MiniMarcialonga, l’evento vintage Marcialonga Story e viene confermata anche la Marcialonga Stars.

    L’impegno dello staff di casa Marcialonga non si esaurisce solo con la gara invernale: domenica scorsa 2200 amanti delle ruote fine hanno preso parte alla Marcialonga Cycling Craft e domenica 7 settembre è in programma la Marcialonga Running che porterà centinaia di podisti a godersi i paesaggi delle valli di Fiemme e Fassa.

    Info:www.marcialonga.it

  • Libri: in ‘Miss You’ di Alessio Puliani la tenerezza declinata al maschile

    Roma, lug.2014 – (Adnkronos) – “Non scrivo tutti i giorni, solo quando vivo emozioni particolari che diventano vere e proprie fonti di ispirazione”. Alessio Puliani, classe 1972, figlio di un operaio della Pirelli e di una casalinga, si è innamorato della scrittura all’età di diciassette anni e da allora, salvo qualche pausa in una vita intensa fatta di viaggi e forti cambi di passo, la passione non si è mai spenta, prendendo corpo in vari romanzi, portati a compimento ma mai pubblicati, e in tre lavori recenti, che invece sono usciti dalla dimensione privata: ’50 miles’ (Medea) del 2012, ‘Truck driver legend’, uscito nel 2013 per la casa editrice ‘I libri di Emil, e ‘Miss You. Ascolta la voce del vento’, appena pubblicato con la Edda, e ambientato a Freeport, cittadina portuale del Texas.

    “Alla fine del 2012 mi trovavo negli Stati Uniti d’America dove vado abitualmente – dice – Ero, in particolare, a Freeport, in un drugstore, dove ad un certo punto mi sono ritrovato a chiacchierare con la proprietaria, Kylie, persona gentilissima. Mentre conversavamo è entrato nel locale un ragazzo, Eric, ed io ho avuto subito l’impressione che i due si conoscessero da anni. E di più. Ho percepito fra loro un amore corrisposto, ma non dichiarato che ha ispirato all’istante la storia d’amore che racconto in ‘Miss you’ e che, infatti, ha per protagonisti Kylie ed Eric”. Una storia dove, in controtendenza, la tenerezza è un sentimento centrale e declinato al maschile: è Eric ad esserne il manifesto e non Kylie. Una donna la cui arroganza sarà il triste seme di una serie di eventi penosi. Un’arroganza capace di metamorfosi, ma non necessariamente…’in tempo’…

    Il romanzo di Puliani si svolge per l’appunto a Freeport, “un paesino tranquillo – racconta l’autore – abitato da pescatori di gamberi, tradizione decennale tramandata di padre in figlio, dove l’unica distrazione è il bar del vecchio Jo, dove a fine giornata si riuniscono i pescatori. Protagonista è Eric. Lui e suo fratello Simon hanno un peschereccio lo ‘Shark’ e passano le loro giornate in mezzo all’oceano cercando di pescare il più possibile per poter pagare l’armatore della loro barca. Purtroppo con l’oceano in burrasca sono costretti a saltare qualche rata e il finanziatore navale Samuel Harrison minaccia Eric di confiscargli il peschereccio spinto anche dalla figlia Kylie che, per uno strano patto stretto con il padre, vuole a tutti i costi togliere la barca ad Eric. Una mattina Harrison decide di mandare al porto i suoi uomini per ritirare la barca a Eric. Kylie, tutta soddisfatta, decide di accompagnarli per vedere realizzato il suo desiderio. Mentre gli uomini si avvicinano al porto, Kylie va a fare colazione al bar e, uscendo dal locale, si scontra con Eric. Uno scontro che cambierà la vita dei due giovani”. L’inizio di una conoscenza capace di trasformare l’odio in amore, il primo passo di una storia dolce ma travagliata dove non mancano colpi di scena…

  • Infinity of London jewellery : i gioielli che fanno la differenza

    Infinity of London jewellery : i migliori gioielli etici online

    Infinity of London jewellery opera nel settore dei gioielli da oltre 18 anni, i nostri prodotti sono conosciuti in Gran Bretagna e non solo, l’azienda, negli, anni oltre che fornire le gioiellerie inglesi è presente con un e-shop online per soddisfare con prezzi imbattibili ogni genere di cliente. Professionalità ed accuratezza, originalità della creazione e cura del prodotto sono una garanzia importante offerta da sempre.

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    Online si possono visionare e scegliere tutti i nostri prodotti e si può persino chattare con uno dei nostri esperti che potrà guidarvi nell’acquisto del prodotto. A garantire la sicurezza dell’acquisto online poi ci pensa PayPal noto sistema di pagamento.

    Infinity of London jewellery è un marchio sinonimo di qualità ed infatti le pietre montate sui gioielli sono tutte certificate dai più noti istituti gemmologici, tutti i prodotti sono certificati GIA, HRD, IGI e AnchorCert .

    I gioielli prodotti da Infinity of London jewellery sono differenti infatti i diamanti che vengono montati sui nostri pezzi non sono “insanguinati” anzi sono completamente etici, l’azienda ha fermamente scelto di aderire al sistema di certificazione del processo di Kimberley ** (KPCS). Tutti i diamanti acquistati e poi incastonati nei nostri pezzi sono provenienti da Paesi KPCS.

    Infinity of London jewellery crea gioielli esclusivi e di inconfondibile qualità, caratterizzati da un design innovativo e dall’autenticità propria del prodotto proposto. Cosa c’è di meglio che regalare o acquistare un gioiello per ricordare per sempre delle sensazioni stupende legate ad un fidanzamento, un matrimonio o un evento lieto?

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    Infinity of London jewellery è una società inglese registrata al numero di VAT no. 133947304GB, Infinity of London jewellery è anche registrata al London Assay Office.

  • “IREF ITALIA” E “FIORDIRISORSE” SOTTOSCRIVONO UN ACCORDO DI COLLABORAZIONE

    IREF Italia e FiordiRisorse hanno siglato un accordo finalizzato ad implementare la propria efficienza nelle rispettive sfere di competenza, attraverso la realizzazione di sinergie associative da avviare, con l’intento di valorizzare ancor più la professionalità dei propri Associati, in un’ottica di ampliamento del network relazionale, di competenza e di conoscenza.

    Le due organizzazioni, nel manifestarsi un reciproco riconoscimento del valore professionale espresso e dei valori deontologici ed etici ai quali si ispirano nella loro attività associativa, si impegnano anche a partecipare in forma congiunta ad eventi e, altresì, ad organizzare direttamente eventi finalizzati a promuovere le rispettive realtà ed a perseguire la costante crescita culturale dei propri Associati.

    Inoltre, altri importanti obiettivi, saranno il reciproco impegno ad estendere l’accordo anche a favore di altre associazioni operanti in collaborazione e coordinamento con le due organizzazioni ed il comune intento di mutuare, con il consenso dei rispettivi partner, la possibilità per gli Associati di fruire delle convenzioni e degli accordi delle due organizzazioni.

    Per Mirco Comparini, Presidente Nazionale di IREF Italia, “ancora una volta, Iref Italia è in grado di fornire concretezza su quanto siano importanti tali tipologie di accordi che sono esempi tangibili di come la collaborazione tra associazioni fuori da logiche personalistiche possano costituire un importante strumento per lo sviluppo e la crescita professionale e aziendale basilari e fondamentali per portare ed apportare beneficio all’economia, alle imprese e al management. Favorire una collaborazione tra chi opera, gestisce ed assiste alte professionalità e alti livelli di managerialità, non può che essere una messaggio positivo utile ai settori nei quali le due associazioni operano e, soprattutto, ben compreso e ben voluto da chi ritiene che la professionalità costituisca un risorsa”.

    Per Osvaldo Danzi, Presidente FiordiRisorse, “FiordiRisorse ha nella sua missione quella di coinvolgere e aggiornare i propri associati in merito ai temi di cultura manageriale più innovativi. Senza dubbio la crisi da una parte, i fenomeni imprenditoriali dall’altra, non permettono più di guardare unicamente all’impiego da dipendente. E’ importante iniziare a valutare l’imprenditoria personale come nuova forma di orientamento professionale. Per questo riteniamo che la connessione con IREF Italia possa permettere anche ai nostri associati di ampliare il bagaglio di informazioni al fine di valutare nuove opportunità più all’avanguardia in maniera professionale e consapevole”.

  • CON “IREF ITALIA” IL FRANCHISING REPLICA AL SALONE NAZIONALE “JOB&ORIENTA”

    La 24° Mostra Convegno Nazionale Job&Orienta, il più importante salone nazionale sull’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro, in programma alla Fiera di Verona dal 20 al 22 novembre 2014, ospiterà ancora un’area riservata al settore del franchising e del mettersi in proprio.

    Lo spazio, che costituirà l’unico “sportello ufficiale per informazioni sul franchising” sarà composto da stand di Associati e Partners Ufficiali di “IREF Italia – Federazione delle Reti Europee di Partenariato e Franchising” (www.iref-italia.it) e gli espositori saranno protagonisti anche di workshop e seminari nell’area TopJob potendo così cogliere l’occasione di incontrare nuovi collaboratori, giovani o adulti, o aspiranti lavoratori autonomi interessati a mettersi in proprio e fare impresa anche con lo strumento franchising. Un importante momento per confrontare le aspettative dei visitatori di ogni età con le reali esigenze delle aziende e delle professioni.

    Per le reti, inoltre, l’autorevole contesto della manifestazione è un’esclusiva opportunità di rafforzamento della propria immagine, grazie alla diffusa campagna di comunicazione, agli importanti patrocini, alla presenza di autorevoli istituzioni e al numero di visitatori in costante crescita di edizione in edizione.

    Anche con questa iniziativa e con questa collaborazione con gli organizzatori dell’evento, IREF Italia intende palesemente e concretamente esprimere il livello ed il quantitativo di attenzione posto nell’attuazione della sua attività associativa, sempre rivolta alla valorizzazione e la crescita delle reti ed all’apporto culturale per la conoscenza, la crescita e la diffusione del franchising, del partenariato e di tutti i sistemi di impresa a rete.

    Per Mirco Comparini, Presidente Nazionale di IREF Italia, “è un’occasione molto importante per le reti ed i motivi sono molti. Infatti, con queste modalità, con questi strumenti ed in queste occasioni le reti potranno svolgere la loro più classica attività di recruting e scouting e di eventuale selezione di potenziali affiliati, ma anche di potenziali, nuove e dinamiche risorse umane necessarie a rafforzare i propri staff, le proprie strutture. Potranno avvicinarsi a giovani neodiplomati, a studenti universitari e neolaureati presenti alla manifestazione in cerca di informazioni sul mondo del lavoro in generale, su specializzazioni formative, su attività autonome, ma anche in cerca di incontri desiderosi di incontrare ed entrare direttamente in contatto con aziende e professionisti e desiderosi di partecipare a seminari e workshop di informazione e formazione per agevolare il loro ingresso nel mondo del lavoro, sia esso autonomo, che dipendente. In pratica, le aziende potranno avvicinare il loro marchio al futuro, un futuro composto da giovani verso i quali le aziende ed i professionisti hanno l’obbligo di andare incontro, soprattutto in questo periodo. Uno dei principali obiettivi di IREF Italia è quello di “valorizzare le reti” e anche con questa iniziativa le reti avranno una concreta possibilità di essere valorizzate verso una delle più importanti categorie di popolazione: i giovani. Infine, l’iniziativa di IREF Italia sarà utile anche per diffondere la cultura e la conoscenza del franchising, uno dei passaggi fondamentali per lo sviluppo delle reti utile per agevolare il colloquio tra la domanda e l’offerta nel settore”.

    Per informazioni su come aderire all’iniziativa e come partecipare per esporre all’evento si prega trasmettere email entro il 14.07.2014 indirizzata a: [email protected].

    OLTRE AGLI ASSOCIATI POSSONO PARTECIPARE ANCHE PARTNERS UFFICIALI DI IREF ITALIA