Mese: Gennaio 2014

  • Il piacere del Vino. Corso di degustazione

    Viola Enoteca realizza in collaborazione con Sensiimovimento e Winedrops, un esclusivo corso di degustazione che vi guiderà alla scoperta del vino e delle sue proprietà.

    Una serie di tre appuntamenti all’insegna del divertimento e della praticità, un’occasione per saperne di più e per stupire i vostri ospiti.

    Durante le lezioni, tenute da Maurizio Pandolfi, docente e sommelier professionista, imparerete non solo a degustare e a valutare il vino ma anche ad abbinarlo correttamente ed in modo creativo alle vostre portate. Inoltre acquisirete quelle conoscenze che vi guideranno in acquisti consapevoli per creare ad hoc la vostra cantina personale.

    L’appuntamento è il 28 gennaio dalle ore 21.00 alle 23.00 per la prima lezione presso Viola Enoteca.

    Non mancate!

    Viola Enoteca

    Via Pavia, 6/2, 20136 Milano

    02 8942 1529

    Parcheggio convenzionato Meda Car (via Giuseppe Meda)

    Appuntamenti:

    28 gennaio – 4 febbraio – 11 febbraio

    Costo del pacchetto completo: 110 euro

    Sono inclusi:

    3 lezioni con Maurizio Pandolfi, docente e sommelier professionista – 12 vini in degustazione – una completa Dispensa – l’attestato di Partecipazione – il KIT del SOMMELIER con 4 calici da degustazione e valigetta – il materiale didattico

  • Sul caso Stamina l’informazione-spettacolo è stata irresponsabile

    Caro Direttore,
    la libertà di stampa è un valore non negoziabile. Proprio per questo, cioè per proteggerla, chi ne abusa causando danni a persone, in un Paese che costituzionalmente rifiuta ogni ipotesi di autorizzazione o censura, di regola andrebbe responsabilizzato dalla legge. Anche l’indicatore della libertà di stampa ci vede in fondo alla graduatoria internazionale dei paesi civili.

    Un esempio eclatante di irresponsabilità nella pratica della libertà d’informazione, da cui sono venuti danni irreparabili a persone e alla sanità pubblica, è l’uso che della vicenda Stamina ha fatto nei mesi scorsi il programma televisivo «Le Iene». Interpretando al peggio la filosofia situazionista, che mescola finzione e realtà, sono state asserite circostanze insussistenti per manipolare e spettacolarizzare le sofferenze di malati e parenti. Viceversa, i fatti provati che condannavano Stamina sono stati trasfigurati. Sono stati letteralmente ribaltati e proposti come una «dimostrazione» della «falsa propaganda del potere costituito» o di non meglio precisati «interessi di potenti multinazionali». In quanto tali, gli eroici giornalisti di «Le Iene» li contrastavano. E per farlo hanno condito il tutto con «impressioni» o «sensazioni» mosse dalle più viscerali e irrazionali emozioni.

    Si dovevano usare per far questo bambini malati? Si usavano. Tra le testimonianze pubblicate in questi giorni, che danno conto dell’incredibile calvario offerto da Stamina a famiglie disperate in cambio di numerose decine di migliaia di euro, non è insolito leggere espressioni come «Avevamo visto questo programma “Le Iene”…».
    Sulla vicenda Stamina il Senato ha ora dato avvio ad un’indagine conoscitiva, per comprendere anche il ruolo di alcuni mezzi di informazione nella sua origine ed evoluzione. Nel frattempo, ora che sta franando il palcoscenico su cui si è recitata la tragicommedia dell’«inganno Stamina», giocata intorno all’illusione di uno pseudo-trattamento dai poteri taumaturgici, il direttore del programma «Le Iene» (Davide Parenti), cerca di smarcarsi e ripete un ritornello già ascoltato: «Abbiamo solo raccontato». Aggiungendo che la trasmissione ha «reso testimonianza», che «basta guardare le cartelle cliniche» (quali?), «abbiamo avuto curiosità per un tipo di cure, ripeto compassionevoli, che mandavano segnali», etc. E, per eludere ogni responsabilità professionale, butta lì che loro sono «un varietà, ma un varietà anomalo».

    A nostro avviso, «Le Iene» hanno gravi colpe nell’avere concorso a costruire, insieme a Vannoni, l’«inganno Stamina». Con una responsabilità morale forse equivalente a quella dello «stregone di Moncalieri» e con un impatto comunicativo sicuramente superiore a quello che «uno o più stregoni» avrebbero mai potuto avere.
    Ma facciamo un passo indietro, un po’ di storia per capire meglio e non lasciare dubbi, a nessuno. Già in passato, Parenti e la sua trasmissione avevano «giocato» ad alimentare false speranze presentando fenomenali «cure» a base di staminali proposte in paesi non proprio al centro della scienza e della medicina come: Thailandia o Cina. Coerentemente, nella vicenda Stamina, «Le Iene» non hanno esitato a schierarsi con Vannoni, facendo da cassa armonica alle menzogne e alle falsità. È stato dopo un loro servizio che Adriano Celentano ha scritto la lettera pubblicata dal Corriere della Sera in cui si chiedeva al ministro Balduzzi di consentire ad una bambina di continuare a ricevere il «trattamento Stamina». Da quel momento è stata un’escalation.

    «Le Iene» hanno cominciato a montare e trasmettere riprese di bambini gravemente malati, facendo percepire al pubblico che il trattamento Stamina producesse effettivi e «visibili» miglioramenti. A questa tesi, perseguita con instancabile accanimento, hanno a più riprese mortificato e umiliato, oltre che la verità e il legittimo bisogno di chiarezza delle famiglie, anche la reputazione di non poche brave persone, esperti e scienziati «macchiatisi del peccato» di denunciare subito, senza mezzi termini, l’odore di bruciato. «Le Iene» hanno teso una trappola al professor Paolo Bianco, esperto italiano tra i più qualificati al mondo su staminali mesenchimali, provocandolo e montando un servizio per metterlo in cattiva luce. Con sapienti «taglia e cuci» hanno prodotto immagini distorte del serio lavoro svolto dai professionisti della Commissione incaricata dal ministro facendo ricorso a piene mani alla loro (solita) scenografica e stucchevole pseudo-ironia riservata (solitamente) ai peggiori e loschi figuri intervistati in loro passate trasmissioni.

    E ancora, hanno ingannato lo staff di Telethon, mostrando Vannoni, «che per caso passava di lì», dialogare con un addetto Telethon (non un incaricato competente di aspetti medici e scientifici), allo scopo di suffragare l’idea che Vannoni fosse «interlocutore abituale e accreditato» degli scienziati del campo e «frequentatore attendibile» dello storico e internazionalmente riconosciuto ente no-profit di ricerca. Eccetera. L’elenco delle «furbate» sarebbe lungo come tutti i servizi mandati in onda. Tutto sempre allo scopo di «raccontare» quel che loro stessi andavano sceneggiando, con l’intento da un lato di spettacolarizzare le sofferenze dei malati, e dall’altro di alimentare un’idea falsata della controversia, dove Vannoni doveva apparire il benefattore contro cui si erano scatenati i poteri forti e cattivi, incarnati dagli scienziati, ovviamente sempre al soldo delle case farmaceutiche (sia chiaro, le stesse che producono i farmaci che spesso salvano la vita a noi e ai nostri figli).

    Di una serie di altri aspetti invece «Le Iene» si sono completamente disinteressate:
    1) dell’indagare e raccontare che fosse Vannoni a intrattenere accordi commerciali con un’impresa farmaceutica multinazionale (Medestea – che le cronache dicono sia stata censurata dall’antitrust decine di volte per pubblicità ingannevole – tanto per restare in tema di corretta informazione);

    2) del perché il proprietario di quella stessa multinazionale comparisse «improvvisamente» dietro le telecamere di «Le Iene» durante l’aggressione a Bianco (giusto quei secondi per permettergli di esprimere squallidi epiteti sottotitolati dal programma senza dire chi realmente fosse e quali fossero i suoi interessi ad esprimersi così);

    3) del dettagliare l’insussistenza del «metodo» come riportato nelle valutazioni dell’ufficio brevetti americano (diventate pubbliche solo perché Vannoni & Co. non riuscirono nell’intento di «nasconderle»);

    4) dello spiegare cosa significhi uno pseudo-metodo plagiato e falsato da artefatti sperimentali russi (come riportato da Nature);

    5) che il trattamento Stamina non avesse nemmeno i requisiti di legge per essere «compassionevole» (termine usato spesso e a sproposito nei loro servizi);

    6) che non vi fosse mai stata un’autorizzazione formale dell’Agenzia Italiana del Farmaco ad effettuare il trattamento presso gli Spedali Civili di Brescia (fatto mai smentito da Brescia), e che anzi, nel 2012, l’Agenzia avesse riscontrato illegalità su ogni fronte;

    7) del raccogliere e raccontare i motivi che hanno spinto gli specialisti scienziati e clinici del mondo, oltre a premi Nobel, ad evidenziare che «non c’è nessun metodo» e nessuna «cartella clinica» in cui fosse scritto che i pazienti erano migliorati;

    8) che in agosto Vannoni stesso avesse detto che la sperimentazione clinica del suo «metodo» era inutile e che per la variabilità della Sma – fino a quel momento malattia bandiera di Stamina e di «Le Iene» – tale malattia era da escludere dalla sperimentazione governativa in quanto sarebbe stato impossibile osservare benefici.
    Di tutto ciò, appunto, Parenti e il suo programma si sono disinteressati anche se si trattava di elementi che qualsiasi giornalista aveva a facile disposizione, di fatto coprendo queste evidenze fondamentali.
    Senza trascurare che dal sito del programma, che riporta il logo di Stamina, si dava accesso facilmente a informazioni utili a chi intendesse «rivolgersi a qualche giudice» (non a qualche medico!) per ottenere la prescrizione del trattamento Stamina.
    Ora, il contratto di convivenza sociale prevede che i danni fatti si paghino. In un paese civile, Parenti e chi per lui, sarebbero anch’essi chiamati a rispondere davanti a un giudice e, probabilmente, nessuna testata che si riconosca nei più elementari principi della deontologia giornalistica darebbe più una riga da scrivere, un secondo di trasmissione, a chi si è comportato come abbiamo visto fare. Perché alla base della deontologia vi è il dovere di ricercare l’oggettività nella ricostruzione dei fatti. Se poi si sale a livello europeo, le raccomandazioni etiche dicono che i giornalisti devono chiaramente e manifestamente «tenere distinti i fatti dalle opinioni». Nel caso Stamina i fatti venivano costruiti, nutriti dalla materia di opinioni insensate o manipolatorie. Questo evidenzia, a nostro parere, una chiara responsabilità diretta di chi ha agito così.
    Fino a quando in Italia si potrà continuare a giocare sul fatto che in un «varietà anomalo» si possa fare anche pseudo-informazione senza avvisare lo spettatore che si tratta di puro spettacolo? Questa è diventata l’immagine dell’Italia all’estero: quella di un Paese dove negli ultimi decenni – a livello della comunicazione non solo mediatica, ma anche politica – è sempre più difficile distinguere tra le spettacolarizzazioni mistificatorie e la realtà.
    Noi pensiamo che l’Italia vera non sia questa. Vorremmo che anche le competenze e il senso di responsabilità che nel nostro Paese non mancano, venissero sempre mostrate e valorizzate. Ovviamente affidandole a quei mezzi di comunicazione capaci di cogliere, consapevolmente e ogni giorno, il significato civile e la responsabilità sociale del loro ruolo.

    Fonte Articolo

  • Inaugurati e già operativi a Roma e Milano due nuovi centri servizi per le richieste di visto per l’Arabia Saudita

    Inaugurati a Roma, in Viale Manzoni 49-51 e a Milano, in Via Ludovico Settala 19 due nuovi Centri Servizi Visti per le richieste di visto per l’Arabia Saudita. “I due nuovi Centri Servizi di Roma e Milano daranno il supporto necessario a tutti coloro che desiderano visitare il Regno di Arabia Suadita, oltre a offrire le informazioni fondamentali inerenti il paese”, ha commentato Sua Eccellenza Saleh Moh’d Gh. Al Ghamdi, Ambasciatore del Regno di Arabia Saudita in Italia in occasione dell’inaugurazione del centro di Roma. Tra i servizi offerti vi sono la distribuzione di informazioni relative ai visti, il supporto per la compilazione delle domande, la gestione delle procedure e la consegna del passaporto. Durante i periodi di alta stagione i centri resteranno aperti con orario prolungato per velocizzare le procedure.

    Il Ministero degli Affari Esteri del Regno di Arabia Saudita ha affidato in esclusiva la gestione delle richieste di visto per il paese al Centro Servizi Visti dell’agenzia internazionale VFS TASHEEL, joint venture tra VFS Global (controllata del gruppo svizzero Kuoni Travel Group) e la saudita TASHEEL.

    “I nuovi Centro Servizi Visti sono già pienamente operativo e offrono una maggiore comodità, dispongono di banchi dedicati, di una reception e di una lounge esclusiva. Il tutto per migliorare l’esperienza dei visitatori e dare valore aggiunto alla procedura di richiesta di visto. Il nostro impegno è volto a offrire un ambiente davvero ospitale con strutture moderne e aggiornate per far sì che la richiesta del visto diventi con noi un’esperienza piacevole” ha sottolineato Madhan Gopalakrishnan, CEO di VFS TASHEEL.

    Maggiori informazioni e tutte le indicazioni per prendere appuntamento sono disponibili all’indirizzo: https://www.vfstasheel.com

    – fine –

    Informazioni su VFS TasHeel International:
    VFS Tasheel è una joint venture tra VFS Global (società controllata del gruppo svizzero Kuoni Travel Group), leader mondiale nella gestione delle procedure correlate all’emissione di visti, e TasHeel, il Regno di Arabia Saudita. Questa iniziativa congiunta ha il compito di gestire le procedure amministrative di richiesta del visto per l’Arabia Saudita in 33 paesi su incarico del Ministero degli Affari Esteri (MOFA) saudita.

    Contatto Media:
    Marta Pessina
    TT&A
    [email protected]
    Tel 02 5845701

  • Anche il “Mandela Forum” di Firenze ha un parquet smontabile Dalla Riva

    E’ con grande orgoglio che Dalla Riva conferma la crescente diffusione dei suoi parquet nelle più importanti città d’Italia.Dopo alcuni centri di indiscutibile tradizione sportiva d’eccellenza quali Torino, Milano, Venezia, Pesaro, Taranto, Trapani, solo per citarne alcuni, ecco… Firenze.Anche il capoluogo toscano ha scelto il prestigioso marchio montebellunese nientemeno che per il più conosciuto impianto della regione, famoso in tutto il mondo: il Mandela Forum.La nuova pavimentazione smontabile omologata Fiba fornita dall’azienda veneta, è stata utilizzata dai campioni della pluriscudettata Montepaschi Basket Siena per l’Euroleague ed è tutt’ora sede delle partite interne della Enegan, partecipante al campionato Lnp Silver.Il Nelson Mandela Forum (già PalaGiglio) è tra i più grandi palasport nazionali; oltre alle manifestazioni sportive, ospita concerti, congressi, meeting, mostre e rassegne cinematografiche di carattere internazionale.Proprio grazie alla sua straordinaria polivalenza di superficie alternabile al parquet Dalla Riva, nel settembre scorso, la struttura intitolata al premio Nobel per la pace recentemente scomparso, è stata sede di arrivo di tutte le gare dei campionati del mondo di ciclismo su strada.

    http://www.parquetsportivi.com/notizie-posa-parquet-sportivi/mandela-forum-siena-euroleague

    TB

  • Corso per imparare a leggere libri ai bambini a Riccione.

    Le lezioni si svolgono nei giorni 11, 18 e 25 febbraio dalle 20 alle 22:30
    L’iniziativa è merito della libreria Bianca & Volta, via Cilea 16 che mette a disposizione anche lo spazio per trascorrere le serate di approfondimento sulla lettura.
    Il corso è condotto dall’insegnante e scrittrice per l’infanzia Laura Oppioli Berilli e si rivolge a genitori, nonni, maestri e a chiunque sia curioso di letteratura per l’infanzia.

    Programma:
    Martedì 11 febbraio
    Il valore pedagogico della lettura nell’infanzia.

    Martedì 18 febbraio
    L’utilità e le tecniche della lettura ad alta voce (parole, rime, suoni, sguardo).

    Martedì 25 febbraio
    Ogni libro alla giusta età: una guida per orientarsi nella produzione editoriale contemporanea.

    Il costo di partecipazione è di 15 euro. L’iscrizione è valida entro il 31 gennaio. A chi prende parte al corso sarà consegnata una bibliografia di libri e albi illustrati per bambini da 0 a 10 anni. Su richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
    Per informazione, contattate lo 0541.645918 o scrivete a [email protected]
    La città ospita da anni con successo iniziative legate ai bambini e alle famiglie che desiderano trascorrere vacanze al mare con offerta hotel all inclusive Riccione.

  • QuitePeople stila la classifica delle destinazioni più richieste nel 2014

    I Giochi invernali del 2014 si svolgeranno a Sochi, una località turistica russa sul Mar Nero, fra le destinazioni meno conosciute negli ultimi giochi olimpici. Gli eventi si svolgeranno in arene lungo la costa, mentre le gare di sci e snowboard si svolgeranno sulle montagne del Caucaso, a 50 chilometri nell’entroterra. Con il suo clima subtropicale e le abitazioni in legno, la regione costiera di Sochi è stata a lungo una destinazione popolare. Alcune strutture turistiche per i lavoratori dell’era stalinista sono ancora lì, e le nuove stazioni invernali sono pronte. La Coppa del mondo di calcio si terrà in 12 città brasiliane, tra cui San Paolo e Rio de Janeiro. La destinazione più esotica, Manaus, si trova nella giungla amazzonica, e potrebbe causare molti problemi, l’allenatore della nazionale inglese ha parlato di un “posto da evitare se possibile”, mentre il The Mirror uno dei più noti tabloid di Londra parla di un “luogo infernale afflitto dalla criminalità”. I tifosi di calcio ci saranno comunque, nonostante la cattiva stampa per assistere alcune delle partite più importanti del torneo, tra cui l’Inghilterra e l’Italia. La città è anche la porta d’ingresso al turismo in Amazzonia, dove le guide offrono escursioni in barca e visite guidate nella giungla. L’estate del 2014 segna anche il centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, innescata il 28 Giugno 1914 dopo l’assassinio del arciduca austriaco Ferdinando a Sarajevo, ora capitale della Bosnia-Erzegovina. Manifestazioni sono previste in tutta Europa per celebrare questo anniversario. I turisti visiteranno i campi di battaglia in Belgio, dove i papaveri fioriscono ancora nei campi delle Fiandre. Il 6 giugno sarà anche il 70 ° anniversario del “D-Day”, in Francia, il punto di svolta della sconfitta nazista nella seconda guerra mondiale. Le commemorazioni precedenti prevedevano il ritrovo dei veterani, ma questi uomini sono ormai non più di una manciata. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, la regina Elisabetta II e altri capi di Stato sono stati invitati a celebrare l’evento sulla costa della Normandia. Il 9 novembre, infine, segna il 25 ° anniversario della caduta del muro di Berlino, uno dei principali momenti del crollo del comunismo in Europa orientale e la fine della Guerra Fredda. Il muro, costruito nel 1961, non solo ha tagliato in due Berlino, ma è anche il simbolo della divisione tra l’Europa occidentale e il blocco orientale. Il muro fu raso al suolo nel 1990, ma il suo smantellamento è iniziato nel 1989. Negli anni successivi, Berlino è diventata una grande capitale turistica, già descritta come “povera ma sexy” dal suo sindaco. Eventi e mostre sono in programma per celebrare l’anniversario, compresa l’installazione di palloncini illuminati sul vecchio percorso 12 km, che una volta tagliava in due la città. Acquista un viaggio low cost su QuitePeople, gira il mondo ed entra nella storia.

  • Bibigi’, stile e sobrietà

    Bibigì interviene con una passione quasi maniacale nel creare di volta in volta gioielli che abbiano una linea semplice ma ricercata e riconoscibile. Così nascono collezioni fortemente simboliche e assolutamente individuali con uno charme unico e senza tempo.

    Le ultime collezioni Bibigì invogliano ogni donna a creare nuovi stili con accessori sempre diversi interpretati da ognuna di noi con la propria personalità come in una specie di gioco che ci aiuta a configurare ogni giorno nuove identità.

    Collezione INFINITO

    Troviamo una collezione dalle simmetrie morbide che esaltano un contemporaneo nodo d’amore realizzato con oro bianco lucido intrecciato a oro bianco satinato sapientemente abbinato a una simil treccia in oro rosso, con una spolverata di preziosi brillanti che ne sottolineano l’originalità. Un nome perfetto per questa collezione che evoca un simbolo prezioso: quello dell’infinito. L’eterno, senza tempo.

    Collezione AURORA

    Preziosi intrecci di brillanti con sinuose incastonature accompagnano una parure che evoca il “vincolo d’amore” attraverso solitari, trilogi e punti luce.

    Cambiano le mode, le tendenze ma il senso di questi gioielli rimane inalterato nel tempo e l’obiettivo rimane collegato da sempre all’eternità. Un significato importante, che rappresenta un impegno di passione che perdura nel tempo.

    Collezione ELEGANCE

    L’anello è un esempio significativo che supera ogni moda, ogni tendenza, e nell’immaginario di ogni donna rimane inalterato il desiderio di esserne avvolta per testimoniare un simbolo di progettualità e di sogno d’amore.

    Elegance di Bibigì propone uno stile netto, contemporaneo dove emergono la perfezione dei brillanti, la qualità della manifattura e dell’artigianalità che contraddistingue da sempre lo stile dell’azienda.

  • Da Zucchetti arriva “Banner Place”, il portale web per comprare e vendere pubblicità online

    La piattaforma, accessibile all’indirizzo www.bannerplace.it, mette direttamente in contatto domanda e offerta, con la possibilità di concludere la transazione in modo semplice e veloce


    Nonostante la crisi economica, la pubblicità su Internet continua a crescere anche nel nostro Paese. Nel 2013 gli investimenti sono aumentati del 7,7% e per il 2014 si prevede un ulteriore incremento complessivo dell’8,5% (Fonte: Iab Italia), con il display advertising che fa ancora la parte del leone, poiché a questo modello è destinata circa la metà dei fondi destinati alla pubblicità online.
    Per questo motivo Zucchetti ha deciso di entrare in questo mercato con la creazione di Banner Place, il portale che mette in contatto chi vuole vendere e chi desidera comprare spazi pubblicitari online.
    Sulla piattaforma, accessibile online all’indirizzo www.bannerplace.it, è consultabile il catalogo dei siti che mettono in vendita spazi pubblicitari. Di ogni sito e di ogni spazio sono forniti: descrizione, formati di banner accettati e prezzo.
    Chi acquista deve semplicemente selezionare il sito di suo interesse e lo spazio da occupare sulla pagina web, inserire il proprio banner, scegliere la durata della pubblicazione (a tempo o a impression) e procedere all’acquisto tramite i più diffusi sistemi di pagamento online.

    “La diversificazione è sempre stata una delle ragioni principali della nostra crescita – dichiara Alessandro Zucchetti, presidente Zucchetti – pertanto non esitiamo a investire risorse in settori diversi dal nostro business tradizionale quando si presentano interessanti opportunità.
    Internet è un fenomeno in costante crescita, sia come numero di utenti connessi, sia a livello di e-commerce e anche se l’Italia è un po’ in ritardo sul piano della diffusione delle tecnologie digitali siamo convinti che i tempi siano maturi per lanciare sul mercato Banner Place, un servizio che offre notevoli vantaggi sia a coloro che vogliono vendere spazi pubblicitari sul proprio sito, sia a chi è interessato a comprarli.
    La nostra piattaforma, inoltre, consente una verifica costante delle performance delle campagne pubblicitarie, in modo tale che venditori e acquirenti abbiano sempre tutto sotto controllo.”

    Per conoscere tutti i vantaggi di Banner Place è sufficiente registrarsi in modo gratuito come utente sul sito www.bannerplace.it.

  • Camere da letto contemporanee: nuova collezione Lineup

    Nuova linea d’arredo per la camera da letto in casa Spar: è Giornonotte 2.0 Lineup.

    In tempi storici in cui prevalgono essenzialità, rigore e “acquisti intelligenti”, Spar propone Camere da letto dal gusto contemporaneo. Forme essenziali e colori primari per un progetto di arredo elegante, sobrio ed economicamente accessibile.

    Valore guida della collezione è la funzionalità, messa in atto in primo luogo dagli armadi: solidi, curati nei minimi dettagli. Ampio spazio interno per contenere abiti ed accessori e personalizzabile grazie all’attrezzatura interna in base alle proprie esigenze ed al proprio gusto.

    Funzionalità che non rinuncia certo all’estetica del design, alle tante opzioni cromatiche delle ante all’interno di una gamma che riproduce i colori naturali e consente di valorizzare tutte le finiture materiche utilizzate.

    Rigorose nel design, le camere Lineup non rinunciano certo al comfort: letti imbottiti accoglienti con strutture in ecopelle e cotone o in legno dalle linee essenziali ma di una comodità senza pari.

    I complementi d’arredo, dai como’ ai comodini, completano la personalità degli ambienti notte: laccati lucidi, opachi ed essenza, permettono facili abbinamenti con armadi e letti.

    Gli abbinamenti sono realizzati con pochi contrasti cromatici che valorizzano i materiali utilizzati e puntano sull’armonia di una tavolozza dai toni delicati e caldi della terra, il bianco e cenere nelle finiture opache e lucide.

    L’effetto ricercato e’ quello di geometrie calibrate che nel loro insieme creano composizioni di grande impatto, apprezzabili da chi ha un gusto evoluto e predilige l’eleganza delle linee ma che ha l’esigenza di trovare risposte realistiche alle proprie esigenze abitative.

  • A Torino i medici specialisti si cercano online

    Se gli italiani che usano il web per informarsi sulle tematiche della salute sono ogni giorno di più, l’ultimo trend in atto li vede scegliere attraverso internet anche il proprio medico: a questo proposito è nato il servizio offerto da Dottori.it (www.dottori.it) che, già attivo su Roma, Milano e Napoli, si allarga ora agli specialisti di Torino.

    «Il nostro progetto – dichiara Vito Ciardo, General Manager di Dottori.it – punta ad aiutare tanto chi cerca una consulenza, quanto i medici stessi, che possono così mettersi in contatto con nuovi pazienti. Sempre più spesso, infatti, la verifica della reputazione del medico specialista passa attraverso internet perché, a Torino come in tutta Italia, il passaparola non basta più per formulare una scelta convinta.»

    Nel capoluogo piemontese sono già centinaia i professionisti che hanno scelto di farsi trovare sul web: ispirandosi a modelli diffusi all’estero da diverso tempo, e già in adozione in molte città d’Italia, Dottori.it offre ai piemontesi uno strumento per cercare il miglior medico nella città di Torino (www.dottori.it/torino), consentendo di prenotare la visita online senza più perdere tempo.

    Tra le centinaia di professionisti della provincia che il sito al momento raccoglie è possibile contattare ogni tipo di specialista: mentre le categorie più presenti sono, ad oggi, gli psicoterapeuti (15%), gli odontoiatri (10%) e i chirurghi plastici (10%), non mancano sessuologi, pediatri e medici legali.

    Una curiosità: per smentire chi pensa che il web sia uno strumento utilizzato solo dai più giovani, i medici che ricorrono al servizio di Dottori.it in Piemonte appartengono a tutte le fasce d’età, a riprova di una precisa volontà di fornire al paziente uno strumento di contatto davvero indispensabile. Oltretutto, un medico su tre di quelli al momento presenti tra le pagine dedicate a Torino ha un’età compresa tra i 50 e i 59 anni; seguono i medici tra i 30 e i 39, che rappresentano il 29% del totale. Il campione maschile supera di molto quello femminile: queste sono, attualmente, solo il 31% dei medici registrati al servizio.