Mese: Settembre 2011

  • Extrabox: trasportare vasetti di vetro diventa sicuro

    Extrabox – marchio molto apprezzato nel mondo degli imballaggi per il trasporto di vino ed olio – lancia sul mercato una nuova tipologia di prodotti.
    Nasce infatti un nuovo sistema di confezioni: si tratta del primo ed unico sistema dedicato a bottiglie e vasetti in vetro, realizzato in Italia.
    Questa nuova gamma di involucri mira a risolvere i problemi di tutti coloro che vendono online prodotti contenuti in bottiglie e vasetti, ma anche i problemi dei produttori che devono spedire la loro marce in totale sicurezza.


    Dott.ssa Chiara Bardini – Responsabile comunicazione Extrabox

    www.extrabox.it [email protected]

  • Advance e Snips ancora una volta insieme.

    Pensato per essere esposto in “appenderia”, il classico blister, in un’ottica di contenimento di risorse, viene semplificato e privato della tradizionale bolla in plastica: il prodotto risulta così agganciato direttamente al vassoio in cartone; questo espediente, oltre a ridurre l’impatto ambientale, permette al consumatore di toccare e verificare direttamente con mano la solidità e la qualità di prodotto.
    Poiché il Porta Telecomando si inserisce a supporto dei dispositivi high tech di casa, si è pensato di puntare su un cartoncino argento metallizzato, che comunicasse tecnologia e contemporaneità. Il fronte del blister è per metà occupato dalla presenza del prodotto stesso; l’area superiore viene riservata allo still life di prodotto, che ne mostra la funzionalità; l’immagine del cane deriva dalla campagna pubblicitaria, e diventa così elemento di memorabilità, che aiuta il consumatore a riconoscere il prodotto.
    Sul retro, ritroviamo le immagini del fronte, ma in questo caso, l’area a disposizione, ne permette una maggiore estensione e sviluppo.
    Snips vanta una produzione tutta italiana ed il graphic design del blister non dimentica di comunicarlo attraverso l’inserimento di un simbolo moderno che cromaticamente richiama la nostra bandiera.

  • Le migliori località esotiche di tutto il mondo.

    Avete sempre sognato di fare un viaggio incantevole recandovi un posti meravigliosi? Oggi vi proponiamo un sito web a dir poco fantastico che vi permette di recarvi, seppur virtualmente, all’interno delle migliori località esotiche di tutto il mondo.

    Il nome di questo bellissimo portale è ViaggioEsotico e al suo interno potete trovare innumerevoli guide sulle vacanze esotiche, che ogni anno permettono a milioni di turisti di rilassarsi in luoghi splendidi..
    All’interno del nostro blog avete l’opportunità di leggere articoli incentrati su località uniche come ad esempio la bellissima International Buddhist Pagoda, luogo sacro dove ogni giorno avvengono dei riti religiosi (Kuala Lumpur).

  • Come calcolare le ore di volo su Internet.

    Se siete amanti dei viaggi, ma non dell’aereo o se siete dei semplici curiosoni non potete perdervi questo fantastico portale chiamato Ore Di Volo.

    Il servizio che andiamo a proporvi oggi, risulta essere completamente gratuito e facile da utilizzare: una volta collegati al portale, sarà semplicissimo effettuare il calcolo delle ore di volo utili per poter passare da un punto all’altro della Terra.

    In alto a sinistra potete trovare un menù dal quale è necessario selezionare la città di partenza e successivamente quella di arrivo; ora cliccate su “Calcola” e poi attendete qualche secondo affinchè il programma termini di svolgere il suo compito.

  • Shopping ad Amsterdam

    Al di là dell’incanto dei suoi canali, dei colori vivaci dei suoi tulipani o del suo ambiente libertario, Amsterdam è una città moderna con un passione fuori dal comune per la moda e l’eleganza. Per questo, dopo aver percorso i suoi canali, assaporato la sua storia e profanato con la macchina fotografica i suoi luoghi più sacri e rappresentativi, ancora ci attende un’appetitosa tentazione: andare per acquisti.

    Là dove trabocca l’eleganza

    Nel pieno centro storico si trova la strada commerciale più antica di Amsterdam: Nieuwendijk. In questo corso pedonale, la modernità ha preso dimora grazie ai suoi negozi di moda. Ma basta alzare di un poco lo sguardo al di sopra delle insegne che ostentano i nomi di marche famose, per apprezzare l’incanto delle antiche case signorili risalenti al Secolo d’oro. Molti ritengono che concedersi una passeggiata per questa strada equivalga a scoprire cosa indosseremo domani in tema di moda.

    Un altro luogo da non perdere, indipendentemente dal fatto che tu sia o meno un appassionato di moda, è Magna Plaza: un centro commerciale unico al mondo, che saprà toglierti il respiro. L’edificio risale al XIX secolo e presenta uno stile curioso ed elegante, gotico e rinascimentale, che lo hanno reso uno dei simboli della città.

    Con le sue decorazioni di lusso, l’edificio ospita 40 negozi ripartiti su quattro piani, dove alle boutique di stilisti di fama internazionale si affiancano negozi che vendono prodotti tipici, come il formaggio e il vino. Un tocco di originalità è dato dalla musica del pianoforte a coda, situato al pianoterra. E dopo una giornata di acquisti, niente di meglio che fermarsi ad assaporare uno spuntino nell’elegante Grand Café Ovidius.

    I mercati: il tocco autoctono

    Popolari, caotici e autoctoni: è con questi aggettivi che si possono descrivere alla perfezione i mercati di Amsterdam, spazi che meritano di essere visitati se si desidera conoscere veramente tutti i volti della città. E, naturalmente, qui si potranno incontrare anche ottime occasioni per fare acquisti.

    Il mercato di Albert Cuyp è il più grande e animato di Amsterdam. Tra le sue 250 bancarelle potrai trovare di tutto, dall’abbigliamento agli apparecchi elettronici, passando per i prodotti locali tipici o quelli provenienti da luoghi più esotici.

    Un altro mercato che merita una visita è quello di Noordermarkt. Qui, nonostante l’aspetto trascurato, potrai addentrarti tra le sue bancarelle per scoprire abiti e scarpe di ispirazione retrò, acquistare un formaggio blu e rilassarti in una delle vicine caffetterie ad assaporare un caffé e degustare la classica torta di mele.

    Bloemenmarkt: un mercato galleggiante

    Via via che ci si avvicina, il profumo dei fiori inonda l’aria e davanti ai nostri occhi si profila un arcobaleno dalle mille tonalità. Pochissimi realizzano che questi quindici negozi non sono fissati al suolo, ma che sono vere e proprie piattaforme galleggianti attraccate talmente bene da apparire come un prolungamento del marciapiede.

    Bloemenmarkt galleggia sulle acque del canale di Singel da oltre un secolo e oggi è considerato una delle maggiori attrazioni della città. Bulbi, fiori, semenze e, naturalmente, l’emblematico tulipano: sarà difficile scegliere tra questa esplosione di colori che ogni giorno attrae migliaia di turisti.

    Grazie al boom di voli lowcost e di pacchetti vacanza economici, su Internet protrai trovare molte offerte di voli a buon mercato e hotel ad Amsterdam, che ti consentiranno di concederti piccole fughe nei fine settimana o durante i ponti alla scoperta di tutti i segreti di questa affascinante città.

  • Le novità legislative in materia tributaria dopo la pausa estiva

    La situazione di crisi economica e finanziaria che è emersa nel corso dell’estate ha comportato, anche per il nostro Paese, l’adozione di varie misure di correzione dei conti pubblici.

    I provvedimenti fiscali introdotti con il decreto legge di ferragosto (D.L. 138 del 13.8.2011) hanno formato oggetto di ripetute correzioni in sede di accordi politici, e quanto di seguito illustrato riflette l’emendamento governativo presentato in Parlamento il 1° settembre.

    Sia nel corso della definitiva conversione in legge, che con separati provvedimenti, sono però possibili ulteriori correzioni, la prima della quale potrebbe riguardare l’innalzamento di un punto percentuale delle aliquote IVA, forse con l’eccezione di quella del 4% per i beni di prima necessità. È stato però osservato che non ha molto senso introdurre una norma, di sicuro impatto inflazionistico, il cui gettito potrebbe essere di 5-6 miliardi di euro, quando l’evasione all’IVA è stimata dall’Unione europea con una cifra prossima ai 30 miliardi. Dall’anno prossimo maggiori imposte per le cooperative.

    In questo breve articolo riassumo per punti quanto sarà più ampiamente e organicamente trattato durante la prima giornata di Guida al Fisco.

    Archiviato il “contributo di solidarietà” per tutti i redditi superiori a 90.000 euro (rimane una analoga misura prevista da norme precedenti per i dirigenti pubblici e i pensionati), le misure si concentrano sul tema dell’accertamento:

    • riduzione a 2.500 euro della possibilità di pagare in contanti e rilevazione dei soggetti che movimentano denaro per tale entità. Questa misura si collega con la comunicazione degli acquisti dei privati da 3.600 euro, che saranno tracciabili anche con il relativo movimento finanziario;
    • obbligo di indicare nelle dichiarazioni fiscali gli estremi dei rapporti bancari o finanziari (disposizione formalmente inutile, in quanto già esiste la banca dati per tali contratti);
    • autorizzazione ad effettuare “spedizioni di pesca” (così si chiamano a livello internazionale) nei rapporti bancari e finanziari. Sino ad ora le indagini dovevano essere riferite ad uno specifico soggetto, mentre in futuro si potranno indagare categorie o gruppi di contribuenti;
    • regole più severe – tra cui la comunicazione specifica all’agenzia delle entrate – per la messa a disposizione di beni aziendali a favore di soci o familiari. Il valore di questo servizio (differenza tra costo di mercato ed eventuale corrispettivo pagato dal beneficiario) concorrerà al reddito di chi ne usufruisce. Questa misura è correlata alle indagini sul nuovo redditometro, visto che la maggior parte dei beni di lusso non è intestata ai privati;
    • ampliamento della nozione di “società di comodo”, con le relative penalizzazioni;
    • pubblicazione dei redditi e maggiore intervento dei comuni nell’accertamento;
    • inasprimento delle sanzioni penali.
  • Settembre al Parco Zoo Punta Verde di Lignano

    Settembre continua a regalarci delle belle giornate calde e soleggiate, e c’è ancora tempo per gli appassionati della natura e degli animali di visitare a Lignano il Parco Zoo Punta Verde. La struttura rimarrà infatti aperta al pubblico per tutto il mese di settembre fino al 1° novembre.

    La possibilità, dunque, per grandi e piccini, di vivere la piacevole sensazione di immergersi nel verde e di vedere con i propri occhi i meravigliosi animali della savana e della foresta; 150 specie diverse provenienti da tutto il mondo: dai felini agli orsi, dalle giraffe ai fenicotteri, dai rettili a volatili di ogni tipo, dalle scimmie agli animali tipici della fattoria.

    Fino al 25 settembre il parco sarà aperto tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 e nei week end fino alle 18.00. Dal 26 settembre al 1° novembre, invece, sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 15.00 e il sabato, domenica e festivi dalle 9.00 alle 17.00.

    Tutte le domeniche fino al 2 Ottobre, alle 10 e alle 11 sarà ancora possibile provare l’emozione di conoscere da molto vicino i lemuri dalla coda ad anelli entrando nel loro reparto accompagnati da un educatore del Parco. Mentre dal 9 Ottobre riprenderanno i tanto attesi “Zoomobili”, attività itineranti rivolte ai visitatori del Parco su temi differenti, dal lavoro del ricercatore, alla biologia dell’orso attraverso l’evoluzione, la CITES, gli animali della fattoria e i loro prodotti, e tanto altro ancora.

    Dall’apertura delle scuole la struttura si è indirizzata invece verso tutte le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado con il progetto educativo A scuola di natura, un’iniziativa che ha l’intento di educare i giovani ad una maggiore sensibilità nei confronti del mondo della natura e degli animali tenendo in considerazione i programmi, la didattica e la capacità di attenzione e di apprendimento degli studenti.

    Intanto, la struttura ha concluso con grande successo le iniziative estive fra cui il progetto di educazione ambientale in spiaggia “Esplorando il mare”, un appuntamento che quest’anno ha coinvolto 700 fra bambini e ragazzi. “Un risultato che ogni anno ci dà grosse soddisfazioni – ha affermato il direttore del Parco, Maria Rodeano – che ci gratifica e ci spinge a proseguire nella nostra attività con sempre maggior entusiasmo in collaborazione con tutti gli associati del Consorzio Spiaggia Viva. Soddisfazione anche per la partecipazione dei tanti bambini e ragazzi che hanno frequentato con gioia e interesse il nostro centro vacanze “Estate allo zoo”, che ci sono cimentati in giochi ed attività di ogni genere dall’archeologia agli animali da compagnia cimentandosi in scientifiche interviste agli animali.

  • Quali caratteristiche dovrebbe avere una stampante fotografica

    Molte volte si è detto che le macchine fotografiche digitali hanno segnato la fine della fotografia tradizionale: ora le persone possono scattare tutte le foto che vogliono senza paura che finisca il rullino.

    Il lato negativo di questa indipendenza dai centri di sviluppo è che molte persone non hanno più la versione fisica delle loro foto da incorniciare, appendere al muro o mostrare ai propri amici o familiari, ma si limitano solamente alla versione “virtuale”.

    Questa però non dev’essere la regola e, se tu sei un appassionato di fotografia, potrebbe essere conveniente investire in una stampante fotografica. Queste stampanti sono sviluppate con lo scopo di stampare immagini a colori di alta qualità e possiedono tutte le caratteristiche di stampa dei tradizionali impianti per lo sviluppo, ma senza costi elevati.

    Ci sono due tipi di stampanti disponibili oggi, che utilizzano metodi diversi per trasferire le immagini dallo schermo alla pagina stampata. Un tipo utilizza cartucce d’inchiostro simili a quelle delle stampanti ad inchiostro, ma con la capacità di focalizzarsi sulla produzione di pagine multicolor con forti contrasti. L’altro tipo è la stampante “dye sublimation”, che usa il calore per produrre la vasta gamma di colori richiesti e può essere più adatta per la stampa di paesaggi e altre immagini che richiedono molti colori.

    Devi inoltre considerare la praticità delle stampanti, alcuni modelli sono molto grandi e difficili da posizionare. Se tu devi viaggiare molto, non vorrai portare con te un dispositivo enorme ma preferirai una stampante più piccola e maneggevole che ti permetterà di stampare le tue foto mentre sei via.

    Ci sono anche dei tipi di stampanti fotografiche creati per funzionare meglio con la tua macchina fotografica, soprattutto se i due dispositivi sono della stessa marca. Tu potrai così ridurre il rischio di incompatibilità tra stampante per foto e macchina fotografica.

    Qualsiasi tipo di stampante tu scelga, dovrà essere correlato con il giusto tipo di carta affinchè si crei il giusto lucido senza sbavare l’inchiostro. Usando la carta standard per stampanti fotografiche si potranno produrre delle immagini di alta qualità, ma l’opaco finirà per macchiare la lucentezza delle tradizionali foto stampate e i colori rimarranno luccicanti per meno tempo.

  • L’Olocausto nazista e lo sterminio degli animali, un’analogia oscena?

    L’analogia oscena (come la definisce Enrico Donaggio in un suo saggio) è un parallelismo forte, violento.
    Consiste nell’accostare i moderni allevamenti industriali a dei lager, l’opera di sterminio animale nella contemporaneità a quella perpetrata settant’anni fa dalla Germania hitleriana.

    È un nodo scottante, che diversi autori hanno però trattato con attenzione e senza peli sulla lingua (Isaac Singer, Coetzee, Charles Patterson in Un’eterna Treblinka).
    Chiariamo subito che l’analogia oscena può essere considerata un qualcosa di stupido e provocatorio solo se il suo concetto fondante viene fraintesto, se la sua intenzione viene fraintesa.

    A fugare dubbi di un malcelato razzismo, in verità, ci vuole ben poco. Perché in primo luogo chi è stato a porre all’attenzione del pubblico questa analogia?
    Gli stessi reduci dell’Olocausto, persone che l’hanno vissuto sulla loro pelle o ne hanno sperimentato l’orrore da vicino, in famiglia.

    Gli stessi reduci ebrei.
    Da un lato, il ricorso a similitudini animali è una costante di tutti i resoconti sulle deportazioni, dall’altro l’analogia viene posta in luce, spesso, in maniera del tutto esplicita.
    Già questo fatto pone in una luce differente la questione dell’analogia oscena.
    Un autore ebreo, premio nobel per la letteratura, come Isaac B. Singer, ha ispirato con le sue affermazioni lo stesso titolo del libro di Patterson Un’eterna Treblinka.

    “Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno”.


    Ed ecco allora che quando sono i reduci dello sterminio nazista a portare all’attenzione del mondo l’analogia oscena, questa prende dei toni davvero inquietanti, impossibili da ridurre a “slogan animalista”.
    Quando loro ci dicono: sta succedendo di nuovo, solo che questa volta non siamo noi i perseguitati, il campanello d’allarme è spaventoso e suona per tutti.

    Credo che per comprendere appieno l’intenzione degli autori che hanno portato alla luce questo parallelismo, occorra tenere bene a mente la tematica della memoria.
    Dopo l’Olocausto quello della memoria è diventato un mantra: non dobbiamo dimenticare, per nessun motivo dobbiamo dimenticare quello che l’uomo è stato capace di fare, altrimenti saremo perduti.
    Ecco quindi uno dei “motori” dell’analogia oscena: si era detto di non dimenticare mai il male che siamo in grado di fare. Siamo sicuri di non aver dimenticato?

    Ma chi è che si sta macchiando di simili crimini oggigiorno? Tutta la potenza di questo accostamento, tutta la sua violenza, su chi ricade? Basta leggere le parole di Singer: nei confronti degli animali tutti sono come nazisti.
    Non è una singola nazione a perpetrare il delitto, ma tutte quelle che hanno raggiunto un certo grado di sviluppo.

    A questo si potrebbe obiettare che oggi, tuttavia, nessuno fa parte di un partito politico totalitario, che noi non siamo agenti delle SS di un’ipotetico Partito Estremista per lo Sterminio Animale, che non partecipiamo in prima persona ai delitti.
    E in effetti avrebbe ragione.
    Ma se è in atto un’opera colossale di sterminio e di dolore, nondimeno noi ne siamo coinvolti.
    Forse allora siamo come coloro che avevano, non lontano da casa, un campo di concentramento. Siamo come tutti quegli uomini che mentre il Reich perpetrava i più orrendi massacri, facevano finta di non sapere. Che volevano non sapere.

    Un autore italiano scampato al campo di Auschwitz, Primo Levi, nell’opera I sommersi e i salvati, un breve ma intenso lavoro saggistico sui lager e sulla sua esperienza personale ad Auschwitz, parla anche di questo: di chi in un certo modo era corresponsabile, di chi voleva non vedere quello che succedeva vicino la sua casa.

    Levi, per stracciare la tesi che molte persone davvero non sapessero, riporta diversi fatti a prova del contrario, fra questi, la possibilità che avevano molti abitanti della Germania di andare a prelevare a piacimento ogni genere di vestiario di poco valore dai magazzini collegati ai campi di sterminio. Come si può credere che uomini e donne che sceglievano tra migliaia di indumenti, tra migliaia di scarpe grandi medie e anche piccole, da bambino, non potessero sapere che dietro c’era qualcosa di mostruoso?

    Allo stesso modo, per quanto il paragone faccia davvero correre i brividi, chi si ritrova in un supermercato davanti un enorme banco frigo pieno di spalle, coscie, interiora e perfino cervella, e da questo banco preleva senza darsi pensiero, non può che essere considerato corresponsabile della gigantesca macchina del dolore che vi sta dietro.


    Va inoltre detto che l’analogia oscena si dispiega in modi diversi e specifici: nel modo in cui venivano trasportate le vittime, nel modo in cui venivano trattate, nelle basi ideologiche per cui chi è diverso e considerato inferiore non ha alcun diritto…


    Abbiamo citato I sommersi e i salvati di Primo Levi. Lo stesso Levi nel libro instaura spesso (ma senza teorizzarli) espliciti paragoni tra il modo in cui venivano trattati i prigionieri e gli animali. Vediamo un caso di parallelismo, a mo’ di esempio, tra i tanti che si possono incontrare nei resoconti dell’Olocausto:

    “Per noi italiani, l’urto contro la barriera linguistica è avvenuto drammaticamente già prima della deportazione, ancora in Italia […]. Ci siamo accorti subito, fin dai primi contatti con gli uomini sprezzanti dalle mostrine nere, che il sapere o no il tedesco era uno spartiacque. […] Con chi non li capiva, i neri reagivano in un modo che ci stupì e spaventò: l’ordine, che era stato pronunciato con la voce tranquilla di chi sa che verrà obbedito, veniva ripetuto identico con voce alta e rabbiosa, poi urlato a squarciagola, come si farebbe con un sordo, o meglio con un animale domestico, più sensibile al tono che al contenuto del messaggio.

    Se qualcuno esitava (esitavano tutti, perché non capivano ed erano terrorizzati) arrivavano i colpi, ed era evidente che si trattava dello stesso linguaggio: l’uso della parola per comunicare il pensiero, questo meccanismo necessario e sufficiente affinché l’uomo sia uomo, era caduto in disuso. Era un segnale: per quegli altri, uomini non eravamo più: con noi come con le vacche o i muli, non c’era differenza sostanziale tra l’urlo e il pugno. Perché un cavallo corra o si fermi, svolti, tiri o smetta di tirare, non occorre venire a patti con lui o dargli spiegazioni dettagliate; basta un dizionario costituito da una dozzina di segni variamente assortiti ma univoci, non importa se acustici o tattili o visivi […]. Parlargli sarebbe un’azione sciocca, come parlare da soli, o un patetismo ridicolo: tanto, che cosa capirebbe?”


    Vorrei concludere questo lungo post con un passaggio in cui Levi non instaura direttamente il parallelismo. Volendo, però, potrebbe farlo il lettore.

    “Ci viene chiesto sovente, come se il nostro passato ci conferisse una virtù profetica, se ‘Auschwitz’ ritornerà: se avverranno cioè altri stermini di massa, unilaterali, sistematici, meccanizzati, voluti a livello di governo, perpetrati su popolazioni innocenti ed inermi, e legittimati dalla dottrina del disprezzo”.


    Levi su questa problematica infine sospende il giudizio, lasciando al lettore il compito di pensarci su.

    E anche alla fine di questo post, in fondo, non spetta che al lettore la responsabilità di riflettere su quanto siano fondati, o meno, i criteri alla base dell’analogia oscena.

    Articolo pubblicato sul blog Animalismo e Vegetarianesimo

  • 3° Convegno Nazionale – Mobbing e Violenze Psicologiche. Disagio Psicosociale e Mondo del Lavoro.

    Da un’indagine svolta dalla Società Italiana di Psicoterapia Integrata per lo Sviluppo Psicosociale (SIPISS), emerge un dato allarmante: sono in aumento le persone che dichiarano esplicitamente di aver subito violenze psicologiche sul posto di lavoro (è stato calcolato un aumento del 30% nel 2010). Si tratta di un dato elaborato in base all’analisi delle richieste di assistenza psicologica o di consultazioni giunte ai terapeuti del network di APD (Assistenza Psicologica ai Dipendenti) afferenti alla SIPISS. Tuttavia, molta è la confusione sul fenomeno: mobbing, bossing, stalking, parole sempre più diffuse ed entrate nel linguaggio di tutti di cui spesso però le persone non conoscono il vero significato.

    Partendo da queste istanze, il Convegno Nazionale sul disagio Psicosociale organizzato dalla SIPISS, giunto alla sua terza edizione, quest’anno è centrato proprio sul fenomeno “Mobbing e violenze psicologiche. Disagio psicosociale e mondo del lavoro”, tematica attualissima e di grande interesse sia per i lavoratori sia per le aziende.

    Chi è il mobber? Esiste davvero il Mobbing? Cosa fanno le aziende per prevenirlo? Come può fare il mobbizzato per rivalersi? In che modo l’attuale crisi economica e l’incertezza influenzano le normali relazioni interpersonali e lavorative?

    Tutto parte da queste domande, alle quali cercherà di rispondere il Dott. Giuseppe Ferrari, Psicoterapeuta e Presidente della SIPISS. A questo seguiranno testimonianze ed esperienze sulle differenti modalità di trattamento e inquadramento del fenomeno, sia da un punto di vista giuridico (Avv. Nicoletta Lazzarini, Avvocato Giuslavorista socia di Legali Lavoro), sia dal un punto di vista sindacale (Fernando Cecchini, Responsabile dello Sportello d’Ascolto Nazionale Mobbing INAS CISL). Sarà interessante anche la testimonianza dell’Avv. Maria Teresa Carinci, professore ordinario di diritto del lavoro Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano che riporterà l’esperienza del Comitato Etico dell’Università degli Studi e del recente Sportello Mobbing istituito.

    Il Convegno, ormai appuntamento per tutti i professionisti del settore (psicologi, medici, counselor) e per chi si occupa di Risorse Umane in senso lato, si svolgerà a Milano in data 28 ottobre 2011, presso il Blend Tower, in Piazza 4 novembre 7, zona Stazione Centrale. La partecipazione è gratuita ma l’iscrizione obbligatoria, tramite il sito dedicato www.sviluppospicosociale.com.