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  • Web 2.0, una rivoluzione culturale destinata a durare


    Reggio Emilia, 1 luglio 2009 – Narciso 2.0: le aziende e il Web 2.0. È questo il titolo del report firmato da Dr.O-one (http://dr.o-one.net), la unit specializzata in Digital Media Relations di O-one (l’agenzia di Industree Group che ha il suo core business nella comunicazione sui media digitali), e TomorrowSWG, la divisione del Gruppo SWG dedicata agli studi e alle ricerche di marketing per il mondo delle imprese.
    L’indagine si è prefissa l’obiettivo di capire come la comunicazione 2.0, attraverso strumenti quali corporate blog, wiki, social network e piattaforme di video sharing, abbia modificato il modo in cui le aziende si rapportano con i loro stakeholder, a cominciare da clienti e consumatori. Alla ricerca hanno partecipato 800 manager italiani, chiamati a rispondere su 71 item.
    Il quadro che emerge da Narciso 2.0 è quello di una vera e propria rivoluzione culturale, tutt’altro che passeggera: la figura del consumatore passivo si è evoluta in quella del consum-attore che interagisce proattivamente con l’azienda sfruttando gli strumenti che gli sono messi a disposizione dal Web 2.0. Con i messaggi che veicola in Rete, in forma di post, video e tweet, il consum-attore può condizionare la reputazione di un brand: ecco quindi che per le aziende è importante ascoltarne le opinioni. Suggerimenti e critiche espressi dal consum-attore diventano così un patrimonio di relazione, su cui l’azienda può contare per migliorare i prodotti e/o servizi offerti.
    Grazie al Web 2.0, on-line va quindi in scena una curiosa inversione dei ruoli: l’azienda non è più soltanto editore (= produttore di contenuti) ma anche ascoltatore mentre il consum-attore è sì fruitore di contenuti ma anche e soprattutto ambasciatore di determinati messaggi. Il rapporto tra aziende e clienti è quindi paritetico, in quanto entrambi hanno la dignità di protagonisti.
    Come dice Gianfranco Fornaciari, Director di Dr.O-one, «Questi risultati spiegano perché è oggi necessario offrire alle aziende competenze e strumenti, anche di natura formativa, per gestire con efficacia gli User Generated Media. È importante che, attraverso queste relazioni, il mondo corporate acquisisca consapevolezza dell’importanza dello schema win-win: come è possibile migliorare i prodotti/servizi adeguandoli ai bisogni espressi dai consum-attori, così questi ultimi aiutano le aziende a soddisfarli sempre meglio. È proprio in funzione di questa logica che è stata creata Dr.O-one».
    «Avere gli strumenti per ascoltare i clienti, attuali e potenziali – commenta Massimo Sumberesi, Direttore di TomorrowSWG – è oggi un must per le aziende, indipendentemente dal settore di attività e dalle dimensioni. Nell’attuale scenario economico, caratterizzato da un’elevata competitività e in continua e rapida evoluzione, è fondamentale relazionarsi proattivamente con i consumatori e monitorare i luoghi in cui si crea la reputazione. L’obiettivo è quello di fornire alle aziende gli strumenti per trasformare i consumatori in veri e propri partner nel marketing della marca».
    L’indagine Narciso 2.0: le aziende e il Web 2.0 verrà pubblicata in forma di brevi pillole, con scadenza settimanale a partire da mercoledì 1° luglio, sul blog di Dr.O-one (http://dr.o-one.net) .

  • Primo e-book in rete sulla politica condivisa


    Nell’era del web 2.0 anche la politica diventa condivisa: è uscito il primo e-book che raccoglie le testimonianze raccolte in rete su “Come colmare il divario tra la politica e le persone” e “Torino viene vissuta come una città estremamente creativa, ma nel contempo anche poco capace di sviluppare e trattenere sul proprio territorio le stesse idee da essa prodotte”. L’e-book, scaricabile dal ning http://cambiareinsieme.com, raccoglie le segnalazioni, i pareri, la rabbia e la passione verso una nuova forma di politica condivisa e dimostra come il web sia uno strumento che permette a chiunque il proprio parere, senza filtri e in totale libertà; i contributi riportati nell’e-book non hanno infatti subito alcuna forma di censura.
    Le due inchieste sono state promosse da Claudia Porchietto, candidata alla presidenza della provincia di Torino (al ballottaggio il 21 e 22 giugno), attraverso Facebook nell’aprile del 2009 e allargate poi su altri social media.

    Dalle risposte alla prima inchiesta emerge una delusione nei confronti dei politici, ma anche una forte voglia di riacquistare fiducia nella politica: “vogliamo aria nuova nella politica” dice Mario mentre Sergio pretenderebbe dai politici “credibilità, onestà, correttezza” perchè, pensa Claudia, “la politica non dovrebbe essere né di destra né di sinistra, è semplicemente di tutti”. Ci sono anche persone che, come Donato, sono completamente sfiduciate: “la politica fa male alla pelle”.
    Chi ha risposto a quest’inchiesta ritiene in genere che il divario politica-persone sia colmabile; se Angelo sostiene “vedo arduo colmare il divario” e Fabiana “il divario mai si sanerà”, molti altri si sono dimostrati più possibilisti. “Si può colmare” (Giampiero), “certamente si può e si deve colmare” (Agnese), “si deve colmare” (Virginia), “difficile forse, ma pur sempre possibile!” (Lorena). Qualcuno è invece decisamente ottimista: “tale divario effettivamente si colmerà” afferma Gianmaria.

    Per uscire dall’impasse della distanza della politica nei confronti della gente, chi ha risposto alla prima inchiesta dà qualche consiglio; primo tra tutti, quello di restare vicino ai cittadini e ai propri elettori: “politica con la gente, per la gente, tra la gente” suggerisce Franco, “amici dei cittadini” secondo Franco, “filo diretto tra la politica e il cittadino” afferma Stefania e “una politica al servizio del cittadino” consiglia Alessandro.
    Dice Emanuele A. G. ‘Credo che per avvicinare e colmare il divario, il metodo sia quello sportivo, ovvero il coinvolgimento. Rendendo partecipi le persone ai progetti e alle idee di chi ci governa, si creerebbe la condivisione o le critiche propositive che permettono di avere un avvicinamento ed un interessamento da parte della gente’.
    Le persone richiedono inoltre ai politici una maggiore vicinanza agli elettori e una maggiore normalità da parte dei politici perchè troppo spesso vengono visti come casta inavvicinabile e soprattutto coerenza con ciò che i politici dicono prima di essere eletti. “Non essere ‘casta’ tra ‘poveri mortali’” (Armando), agire “per il bene comune e non per se stessi prima e dopo le elezioni” (Paola), “alle parole seguano i fatti” (Bruno). Alex, come molti altri, consiglia di “coinvolgere i giovani”, elettori importanti e oggi troppo spesso scollati dalla politica.
    Questo divario deve quindi essere colmato; in fondo, come sostiene Carlo, “politica e persone non sono altro che due facce della stessa medaglia”.

    La seconda inchiesta, in appendice nell’e-book, riguarda la creatività di Torino e l’incapacità della città di sviluppare e trattenere sul proprio territorio le stesse idee che ha prodotto.
    Una causa di questa situazione è dovuta, secondo i piemontesi che hanno risposto, ad un atteggiamento diffuso di immobilismo tipico della città sabauda: Torino, dice Filippo, “‘bogia nen’, letteralmente non si muove”, mentre Paolo la definisce “ermetica, austera e discreta”. Ciò su cui concordano molti è il fatto che Torino sia poco valorizzata e poco comunicata: è “incentrata sul fare e non sull’apparire” (Marco), non lavora “sull’immagine della stessa” (Giancarlo), “non pubblicizza il risultato” (Barbara); i torinesi sono “molto bravi a fare e poco a vendere” (Angelo) e “non sfruttano a dovere le potenzialità” (Giacomo).
    Dice Federico B. ‘Eccessivo understatement e ridotta apertura al mondo esterno hanno provocato quest’incapacità a valorizzare le notevoli risorse di cui dispone. Un ruolo fondamentale in questo senso l’ha giocato, per troppo tempo, la presenza ingombrante di un soggetto monopolista che, come tale, non ha mai avuto interesse ad un reale sviluppo’.

    “Torino è stata la capitale di tutto ciò che è creatività”, afferma Luca, ma, sostiene Carlo, “le buone idee poi si sviluppano altrove e tornano all’origine soltanto negli ormai numerosi musei di cui è piena la città”. Questo perché “manca una classe dirigente che sia portatrice di innovazione” (Carlo) e perché Torino ha avuto “una dirigenza e un’imprenditoria spesso fuori dal mondo”. E’ su queste incapacità che bisogna lavorare, sostiene la maggioranza di chi ha risposto a questa seconda inchiesta, oltre che, come dichiara Rino, dare “massima fiducia ai giovani”, per far tornare Torino alle glorie del passato.

    http://cambiareinsieme.ning.com/profiles/blogs/al-ballottaggio-in-provincia

  • Porchietto: mai una risposta nei confronti con Saitta


    Torino, 31 maggio 2009 – Il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino, Claudia Porchietto, intervenendo oggi all’incontro alla Gam al quale tra gli altri ha partecipato il sindaco di Roma, Giovanni Alemanno, ha dichiarato:

    “A una settimana dal voto devo dire che i confronti che ho avuto con il mio avversario Saitta hanno sempre sottolineato una drammatica assenza di proposte da parte sua, e una sconcertante tendenza a non avere risposte alle nostre domande. E’ preoccupante notare come milioni di euro di soldi pubblici siano stati governati, in questi anni, da amministratori che non hanno una sola idea valida per il nostro territorio, ma continuano soltanto, anche nella propaganda inviata in questi a giorni a tutti i cittadini, a cercare di accusare il Governo centrale di non aver fatto o permesso questo o quello. Ciò di cui abbiamo davvero un gran bisogno è, invece, un progetto per il futuro del nostro territorio, che noi in più occasioni abbiamo presentato, con obbiettivi a lunga scadenza e tempi certi per le realizzazioni, che tagli gli sprechi e le consulenze e si regga su principi di efficacia e nuova efficienza”.

  • Porchietto, elezioni provinciali di Torino. Il programma


    Torino, 26 maggio 2009 – E’ on-line da oggi sul sito www.claudiaporchietto.it il programma per il futuro della Provincia di Torino della candidata alla presidenza del centrodestra, Claudia Porchietto.

    Nato dopo un’ampia e attenta condivisione con il territorio, fatto dunque partire dal basso, dalle proposte di migliaia di cittadini e amministratori incontrati nei tre mesi passati a visitare tutte le città della provincia di Torino e dalla forte condivisione in rete, racchiude in una sintesi di 13 pagine un progetto a lungo termine per ridisegnare un’identità all’ente territoriale. Caratteristica principale del programma di Claudia Porchietto è quella di dare tempi certi per gli interventi già dichiarati che andranno rispettati.

    Alcuni punti cardine del programma sono:

    Dare più sicurezza, creando le condizioni per una convivenza serena e sicura per tutti, in modo che la gente non abbia più paura di passeggiare nelle proprie strade. E su questo si incentra il progetto di polizia provinciale, con la creazione di macroaree comunali per una razionalizzazione delle polizie locali, presentato nei giorni scorsi.

    Proteggere il lavoro, incentivando le aziende che producono sul nostro territorio e utilizzando tutti i mezzi e le risorse per combattere la disoccupazione. Ciò per pensare al domani, collaborando con le parti sociali, rilanciando la formazione professionale e rafforzando lo spirito imprenditoriale. La nostra provincia deve offrire, in un contesto di forte coesione sociale, certezze per il presente e opportunità ai nostri figli.

    Fare la Tav e le infrastrutture, perché da troppi anni si parla della Tratta ad Alta Velocità Torino- Lione, della Tangenziale Est e della quarta corsia della Tangenziale Nord, senza che tali interventi siano ancora partiti e dimenticando che portare la nostra provincia al centro del principale asse di comunicazione nel continente vuol dire creare posti di lavoro per la gente e sviluppo per l’economia locale. Ciò avverrà ascoltando le esigenze delle comunità interessate, perché le opere diventino una vera occasione per il futuro del territorio.

    Rivedere i consorzi rifiuti, abbassare la tassa e sviluppare la raccolta differenziata con metodi più moderni abolendo il “Porta a Porta”, poiché tale sistema è stato un vero fallimento, che ha causato disagi e un aumento smisurato dell’imposta per cittadini e imprese. Accorpando i consorzi, tagliando le spese inutili e abolendo il “porta a porta”, mantenendo la differenziazione di plastica, carta, alluminio e vetro, si garantirà la riduzione della tassa rifiuti del 30%.

    Tagliare gli sprechi, perché in tempo di crisi non è possibile continuare a finanziare consulenze, iniziative costose e poco proficue, creare uffici senza funzioni precise e utilizzare risorse per consulenze inutili. Bisogna ridefinire, con rigore e determinazione, le competenze e la struttura della Provincia eliminando gli sprechi e snellendo la burocrazia. La Provincia deve tornare a fare il proprio lavoro al servizio del cittadino nell’ottica dell’efficienza.

    Costruire il futuro, perché il nostro non sia più il territorio del passato e delle occasioni perdute, dove chi amministra naviga a vista mentre i cittadini vedono un lento e inesorabile declino. E’ necessario tornare a credere nelle nostre capacità, ispirandoci a quelle persone e quelle aziende che, nate e cresciute nella nostra provincia, ottengono successi in tutto il mondo. Aiutando concretamente chi ha voglia di fare e di emergere, la nostra provincia andrà riportata al posto che le spetta in Italia e in Europa.

    Molti i temi trattati nel programma che vanno dal welfare all’ambiente, dall’economia al turismo, dalla cultura all’agricoltura e alle montagne, fino alla cura e all’impegno da destinare alla commemorazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

    Interventi fondamentali saranno da ritenersi quelli destinati alla viabilità, all’edilizia scolastica, al rilancio della formazione e al completamento della banda larga.

    Viabilità
    La Provincia di Torino è quella col maggior numero di incidenti nel 2007; il 59% di questi avvengono su strade provinciali. Si rendono pertanto necessari interventi strutturali per la messa in sicurezza delle strade come presupposto per un rapido e sicuro collegamento viario e per diminuire la mortalità. Andranno potenziate le infrastrutture per garantire un sostegno alla domanda e per creare una rete in grado di sostenere lo sviluppo economico. In particolare andranno realizzati al più presto alcuni interventi sulla rete stradale:

    – tangenziale est di Torino
    – decongestionamento del traffico gravante sulla cintura di Torino attraverso il potenziamento dei mezzi e dei percorsi alternativi.
    – collegamento delle stazioni TAV con il resto della provincia
    – completamento dell’Autostrada Torino-Pinerolo
    – messa in sicurezza della 460 (strada statale di Ceresole)
    – circonvallazione di Rivarossa e Front e collegamento con pedemontana

    Edilizia scolastica
    Andrà realizzata una mappatura completa, che oggi non esiste, delle reali necessità strutturali di tutti gli edifici scolastici che fanno capo alla Provincia, i quali, per più del 50%, non rispondono alla normativa antisimica. Avendo un quadro chiaro delle necessità di ristrutturazione si partirà con gli interventi che dovranno avere tempi certi di realizzazione. Tali interventi, grazie a strumenti di coinvolgimento di privati anche tramite il project financing, come avvenuto in altre regioni italiane, potranno avvenire in tempi certi per tutti gli istituti. La gestione del patrimonio di edilizia scolastica dovrà recepire i più elevati principi di razionalizzazione degli interventi manutentivi ordinari e straordinari e più alti standard qualitativi. Perché sicurezza vuole dire anche scuole sicure per i nostri figli.

    Formazione
    Verrà sostenuto l’apprendistato, con progetti che supportino la formazione di chi cerca lavoro e andrà favorito il duraturo inserimento in azienda. Si dovrà far crescere il sistema degli operatori della formazione professionale, coinvolgendo gli esperti dei singoli settori in cui la formazione sia finalizzata alla ricerca di lavoro. Sviluppare il sistema d’alta formazione torinese, promuovendo ulteriormente Torino come città di formazione internazionale.

    Banda larga
    Ultimo aspetto da sottolineare la necessità di completare, in accordo con la Regione, il raccordo con la banda larga per la connessione veloce a internet in tutti i Comuni della provincia. Ciò per permettere, mettendo a disposizione collegamenti moderni e veloci, quello sviluppo che il nostro territorio si merita.

    “Il nostro è un progetto di lungo termine basato sulla concretezza e sulla voglia di ricostruire un’identità alla Provincia che la porti ad attirare nuove iniziative, attività e popolazione – ha sottolineato Claudia Porchietto. L’obiettivo è quello di sviluppare lavoro e ricchezza in un ambiente con la più alta qualità della vita. Ciò dovrà avvenire ripensando l’ente in termini di efficacia ed efficienza, con minori tempi burocratici e con netti tagli agli sprechi e alle spese inutili, in modo che possa finalmente tornare ad essere veramente utile ai cittadini”.

    www.claudiaporchietto.it

  • Scuole Guida e studi di consulenza automobilistica


    Torino, 26 maggio 2009 – Ieri, in una gremita sala dell’Hotel Campanile di corso Allamano, si è svolto un incontro tra le rappresentanze locali dell’Unasca, la principale Associazione Nazionale di Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica e i candidati alla presidenza della Provincia di Torino.
    Mario Forneris, Pier Nicola Matricardi e Gigi Compagnoni, rispettivamente Segretario Nazionale Autoscuole, Segretario Interregionale Autoscuole Piemonte e Valle d’Aosta, Segretario Provinciale Studi di Consulenza automobilistica, hanno esposto, alla candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino Claudia Porchietto, le serie problematiche che attanagliano le loro attività, specie dopo l’intervento di quella che è stata definita come “la scellerata e inopportuna liberalizzazione voluta dall’onorevole Bersani”.

    Sia il settore Autoscuole che il settore Studi sono soggetti a una diretta vigilanza da parte dell’ente Provincia. Fatto che pone tali attività come cardine fondamentale del complesso lavoro da attuare al riguardo della sicurezza stradale. Per questa ragione Claudia Porchietto ha proposto di instaurare un canale diretto tra Provincia, autoscuole e studi di consulenza in materia, atto a far sì che queste possano diventare una sorta di sportello provinciale sul territorio, una sorta di braccio operativo per risolvere i problemi della categoria e aumentare la sicurezza sulle strade.

  • Porchietto, candidata alle Provinciali Torino: dare voce all’insicurezza e al disagio


    Claudia Porchietto commentando i risultati del sondaggio (eseguito dall’Istituto Euromarketing di Torino) ‘Quali sono i problemi più importanti di Torino’ rivolto alla popolazione torinese, che vede la voce ‘Sicurezza’ con il 68,9% dei voti, la seconda voce ‘Traffico’ al 23,30% e la terza, ‘Disoccupazione’, soltanto al 22,10% delle preferenze, sottolinea: ”Vorrei andare oltre la lettura numerica per cercare di dare voce alla natura più profonda di questo dato che certamente non riporta unicamente ai ben noti problemi di ordine pubblico. Ci troviamo di fronte ad uno stato di disagio e di insicurezza generalizzato, dettato da una visione concentrata sul vivere alla giornata e priva di quel senso di progettualità e di fiducia che deve caratterizzare una società sana e moderna. In questo senso la politica e qui naturalmente mi tiro in ballo in prima persona, deve ridare questo ‘senso del futuro’ insieme a una positività in questo caso non identificabile con un atteggiamento leggero e poco responsabile. Le Istituzioni si devono caratterizzare con una presenza forte sul territorio, una presenza che possa essere facilmente percepita e condivisa dai cittadini: la politica deve insomma essere un punto di riferimento per chi vuole ancora parlare di futuro e pensare alla sua progettualità”.

    Info: www.claudiaporchietto.it

  • Infrangere il patto di stabilità? Solo uno spot elettorale


    Torino, 11 maggio 2009 – “La necessità di pagare le aziende che hanno fornito la propria opera all’ente pubblico è sacrosanta – attacca Claudia Porchietto, candidata del centrodestra alla presidenza della Provincia di Torino -, e sono stata tra le prime a denunciare l’impellenza che tale debito venga estinto. Bisogna però sapere quali sono state le scelte che hanno portato la Provincia a trovarsi bloccata dal patto di stabilità. Ricordiamo che i limiti imposti da tale patto, che valgono per tutti gli enti italiani, non vanno considerati come un ridimensionamento della possibilità di spesa, ma sono un’indicazione necessaria ad applicare il massimo rigore nella destinazione delle risorse, che devono essere indirizzate alle reali competenze dell’ente a cui fanno riferimento”.

    “Suona davvero strano che proprio ora, solo in questi giorni, il presidente uscente si ricordi delle aziende cui l’ente deve 25 milioni di euro. Perché proprio ora? Solo perché siamo in campagna elettorale? – domanda Claudia Porchietto –. La verità è un’altra. Non è stato il patto di stabilità a imporre alla giunta uscente di diminuire gli investimenti sull’edilizia scolastica di più del 50% dal 2004 a oggi, per impegnare, ad esempio, quasi 7 milioni di euro in quella vera e propria scatola vuota che è stata l’acquisizione dei terreni Fiat in Tne, o per ripianare i debiti delle società partecipare, o per la realizzazione della nuova sede della Provincia da più di 60 milioni di euro. Non è stato il patto a indicare al presidente uscente di impegnare ingenti risorse, superiori al milione e mezzo di euro come rilevato dai consiglieri del centrodestra in Provincia alle cui richieste di spiegazione non è mai stato dato risposta, nella comunicazione istituzionale con volantini e cartine usciti un mese prima della campagna elettorale.
    Con una gestione più oculata degli investimenti, e non con un bilancio che destina le proprie risorse per l’84% alla spesa corrente, in cui si pensi alla soluzione dei problemi, si sarebbe portato l’ente a non dover invocare, con un triste spot elettorale che ho i miei dubbi verrà mantenuto, la volontà di sfondare il patto di stabilità per pagare i propri debiti con i fornitori privati”.

  • Claudia Porchietto: “Giovani più disponibili e elettori più attivi nelle elezioni amministrative di Torino”


    La candidata del centrodestra alla Presidenza della Provincia di Torino Claudia Porchietto, a latere del dibattito ‘Insieme per superare la crisi’ organizzato dal Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) il 30 aprile, ha dichiarato: “Il lavoro, soprattutto per i giovani, rappresenta uno dei problemi più urgenti da risolvere. La politica è chiamata a fronteggiare questa questione e a trovare soluzioni a breve termine. Io ritengo che sia necessario dare incentivi alle aziende, ma anche che le imprese spingano il talento. I giovani, però, devono mostrare più elasticità ed adattabilità perchè viviamo in un mondo dinamico e globalizzato in cui tutto è in continuo movimento”.

    “Oggi la politica sente l’urgenza ” ha affermato Claudia Porchietto, da noi intervista il primo maggio durante l’incontro in piazza ‘Primo Maggio Secondo Zucca’ a Venaria Reale, “di avere un nuovo approccio, avvicinandosi alla gente e ai suoi problemi. Per colmare la distanza tra politica e persone anche l’elettore deve fare la sua parte, dimostrandosi più attento, proattivo e interessato a ciò che fa la politica; per cambiare le cose lo sforzo deve essere bidirezionale”.

    http://www.claudiaporchietto.it

  • La società di servizi e sistemi idrici RDR si affida a Creativitalia per il restyling del sito Web e per le attività di SEO


    L’Azienda napoletana festeggia i 30 anni di attività con un sito funzionale alla valorizzazione dell’immagine aziendale che punta sulle nuove strategie di Web Marketing.

    RDR, l’azienda specializzata in servizi e tecnologie per l’acqua, punta sulle nuove modalità di comunicazione aziendale offerte dal Web 2.0 e su una rimodulazione del sito per affermare e consolidare la propria posizione sul mercato.

    Grazie agli elevati standard qualitativi RDR é diventata un punto di riferimento nel settore dei servizi idrici ed oggi mira a diffondere, attraverso il Web, l’elevata reputazione che da sempre la contraddistinguono. L’azienda si è affermata sul territorio nazionale come leader di settore per gli impianti relativi ai servizi ed alle tecnologie per l’acqua e per i servizi di costruzione, riparazione e manutenzione di acquedotti, impianti di depurazione, idroelettrici ed elettromeccanici e non poteva non comunicare i suoi punti di eccellenza se non utilizzando un mezzo fondamentale come il Web.

    A tal proposito Creativitalia attuerà prima una serie di interventi operativi che si incentreranno sulle nuove strategie di posizionamento sui motori di ricerca e sulla nuova grafica del sito stesso e poi interverra sulla comunicazione relativa ai social network.

    Il nuovo sito vuole essere testimone dell’impegno dell’azienda verso la fornitura di un servizio attento alle esigenze del cliente ed al rispetto ed alla promozione delle problematiche relative alla tutela dell’ambientale e del territorio.

    Creativitalia Ufficio Stampa & Article Marketing
    Per contatti:
    Direzione Marketing e Comunicazione
    Centro GECOS
    Via Arcora, 110
    I – 80013 Casalnuovo (Napoli)
    Tel./Fax +39 081 1966 8616
    Mob. +39 347 5822285
    [email protected]
    www.creativitalia.it

  • Internet PR: il dialogo in rete e l’engagement del cliente


    Parlare di Internet PR significa aggrovigliarsi nel mondo complesso della comunicazione on-line, dove le relazioni che le imprese intraprendono con i clienti non sono più univoche come nei media tradizionali, ma si fanno dialogo tra due soggetti posti allo stesso livello.

    Lo sviluppo dei nuovi media sul web ha infatti dato voce al consumatore permettendogli grazie ai blog, ai social network etc. di esprimere a parole, video, suoni ed immagini le proprie opinioni sulla vita di tutti i giorni e quindi anche sui prodotti che tutti i giorni utilizza. Per le aziende si sta ponendo quindi la grande opportunità di ascoltare queste conversazioni sulla rete per ricavarne non solo un feedback sulla propria attività ma anche le linee guida per intraprendere in prima persona una conversazione ed elaborare a valle una strategia di marketing 2.0 sulla rete.

    Ascoltare non significa cercare il proprio brand su Google, perché il dialogo non risponde solo alle regole del search engine marketing (SEM), ma il vero ascolto sta nella comprensione di quel mix di relazioni che fanno parte anche della conversazione reale e che sul web si traduce in link, back link, ricerca per tag, RSS, discussioni su FORUM, newsgroup, blog, social network…

    L’obiettivo di engagement del cliente, ovvero il suo pieno coinvolgimento grazie a quello straordinario e antico strumento che è lo scambio di parole, diventa allora più semplice da raggiungere dopo un opportuno ascolto a cui si può far seguire una valutazione dei contenuti trovati e quindi una strategia di gestione e proposta degli stessi.

    A questo punto si capisce come la scelta degli strumenti da utilizzare per proporsi nella rete che parla e fare Internet PR non sia indifferente. Aprire un blog aziendale, un forum per il proprio costumer service, un twitter aziendale per le ultime novità sui prodotti in uscita etc, sembra una soluzione a basso costo e a breve termine. In realtà si tratta di una scelta che ha ricadute sul medio-lundo periodo perché i contenuti sul web raramente si possono cancellare e perché generare una conversazione di valore richiedere competenza, costanza e professionalità come nella vita reale.

    Passare dall’ascolto all’ingaggio è quindi un percorso delicato e critico che le aziende devono prendere in seria considerazione e per cui è necessario che i consulenti di marketing e comunicazione e le web agency siano preparate grazie ad una formazione continua.

    Di questi temi se ne parlerà a “Engagement, o ci sei o non ci siamo”, appuntamento che si terrà a Udine il prossimo 6 marzo in occasione della 7° giornata della comunicazione (LINK). Interverranno esperti di settore ed importanti manager di azienda impegnati sul fronte del digital marketing su: comunicazione del brand nell’era 2.0, internet PR, brand experience nel web 2.0 e marketing 2.0.