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  • ARKEON: LA PAROLA ALLA DIFESA

    Mentre in aula prosegue il processo “Arkeon” con le deposizioni dei testimoni chiamati dalla difesa e del Fondatore della disciolta associazione, Vito Carlo Moccia, nasce il sito www.veritasuarkeon.org, strumento di informazione che vuole contribuire a far emergere un’altra verità: quella di chi finora è rimasto in silenzio in attesa di poter rispondere alle accuse.

    Bari, 13 ottobre 2011 – Psicosetta satanica o abile manipolazione mediatica? Sarà on-line da domani il sito web www.veritasuarkeon.org, strumento di informazione sul fenomeno Arkeon che ha come unico scopo quello di fornire una versione della vicenda scevra da condizionamenti, utile per consentire a chiunque di crearsi un’idea indipendente di quanto accaduto riguardo a quella che è stata impropriamente definita “la più pericolosa psicosetta mai esistita”.

    Il processo penale in corso a Bari entra nel vivo, con le deposizioni – nel corso delle prossime udienze – dei testimoni della difesa, e nelle prossime ore sarà possibile accedere al sito web, presentato come “un luogo sicuro dove chi ha qualcosa da dire o precisare potrà farlo in totale trasparenza, senza temere di essere attaccato sul piano personale com’è successo nel corso degli ultimi anni”.

    I vertici di Arkeon, la poi disciolta associazione ispirata alla filosofia Reiki, antica tecnica giapponese di miglioramento personale, sono stati posti sotto accusa per presunto “plagio” dei partecipanti ai corsi. Inizia però ad emergere una verità diversa, oscurata dai toni inizialmente scandalistici che hanno caratterizzato l’intera vicenda: tra i contenuti presenti all’interno del sito diverse video-interviste a persone che hanno frequentato i seminari ed autorevoli pareri di esperti che aiutano a comprendere il metodo Arkeon nel suo complesso, con interviste a Vito Carlo Moccia – fondatore del gruppo – che racconta a viva voce come nasce e come era strutturata l’Associazione, nonché pareri legali sulla consistenza delle accuse mosse al gruppo, e numerosi altri contributi di libera divulgazione.

    Il sito verrà aggiornato costantemente, inserendo nuovi contenuti per fare chiarezza e dimostrare che chi fino adesso ha etichettato l’Associazione Arkeon come una setta abbia in realtà tratto delle conclusioni completamente affrettate, condizionate anche da un pesante clima di “caccia alle streghe” che ha ottenuto come unico risultato quello di confondere un’iniziativa di miglioramento personale con altre realtà settarie realmente pericolose, quali Arkeon – a detta anche degli esperti – non è mai stata.

  • COLPO DI SCENA NELL’AMBITO DEL PROCESSO ARKEON

    Bari, 21 settembre 2011 – Nel corso dell’udienza svoltasi ieri presso il Tribunale di Bari relativa al “processo Arkeon”, le deposizioni di due testimoni dell’accusa convocati dal Pubblico Ministero, Carla Carenza e Massimo Bertucci, hanno fatto registrare un inatteso colpo di scena.

    Secondo quanto è emerso dalle dichiarazioni dei testimoni infatti, i due avrebbero subito “pressioni” dirette da parte di altri testi principali del processo affinché scrivessero relazioni negative in merito alla loro esperienza in Arkeon, per un generico “studio sul metodo” condotto dal CESAP, il centro studi barese da tempo dichiaratamente ostile a Moccia, relazioni poi utilizzate per attaccare il gruppo Arkeon. Entrambi i testi hanno anche affermato di aver “notevolmente gonfiato” il contenuto di tali dichiarazioni poiché così era stato chiesto loro, con particolare riguardo ai soldi spesi per la partecipazione ai seminari di Arkeon.

    Nella ricostruzione della sua esperienza in Arkeon, Bertucci ha inoltre dichiarato di essersi lamentato in merito al comportamento di alcuni maestri direttamente con Vito Carlo Moccia, il quale gli rispose che era libero di lasciare il gruppo e di comportarsi come meglio credeva: la testimonianza ha quindi evidenziato che non erano presenti forme di coercizione relative alla frequentazione dei gruppi da parte di Moccia.

    Entrambi i testimoni infine hanno riferito in merito all’ “esercizio delle elemosina”, confermando che veniva fatto durante i gruppi, ma aggiungendo che chiunque era libero di non prendervi parte senza subire alcune pressione in merito.

    Un’altra accusa mossa a Moccia era la sua presunta corresponsabilità nell’istigare i membri di Arkeon a non seguire cure appropriate in caso di malattia, affidandosi solo ai consigli di Moccia per la guarigione, E’ stato nuovamente un testimone dell’accusa, paradossalmente, a indicare ai Giudici una verità diversa: Il teste Gambuto ha affermato che nessuno del gruppo Arkeon l’ha mai indotta a sostituire la terapia farmacologica e psicologica che aveva in corso con procedure del metodo Arkeon.

    Tutto quanto riportato in questa nota risulta dai verbali relativi all’udienza del 20/09/2011 presso il Tribunale di Bari, e fa intravedere un’altra verità sul “affaire Arkeon” rispetto a quanto propagandato fino ad oggi.

    Nel frattempo, oggi, l’esperta di Nuovi Movimenti Religiosi Prof. Raffaella Di Marzio è in audizione sul tema “sette” presso il Senato della Repubblica: “In Italia dobbiamo guardarci da chi grida ‘allarme sette’ senza un più che giustificato motivo – aveva dichiarato recentemente la Di Marzio a margine di un convegno a Roma – accusare qualunque gruppo di essere setta equivale a dire che niente è setta. E soprattutto bisognerebbe anche indagare sulla cosiddetta ‘setta degli antisette’: gente poco preparata che interviene a sproposito, disposti a qualunque cosa al solo scopo di ottenere spazio sui giornali, con metodi assolutamente identici a quelli delle sette che dicono di voler combattere”