Tag: viterbo

  • HANG CAMERA A CALCATA PER FESTEGGIARE IL VENTENNALE DEL MITICO GRANARONE

    Domenica 10 Maggio 2015 alle ore 17, gli Hang Camera, il gruppo fondato da Marco Testoni (caisa drum, batteria e percussioni) e Mats Hedberg (chitarre), si esibiranno in duo presso il Granarone di Calcata (Viterbo) in occasione del ventennale della fondazione dell’omonimo storico centro culturale. Il concerto sarà inserito all’interno di un calendario ricco di numerosi appuntamenti previsti per l’occasione.

    Hang Camera, grazie all’affascinante e particolarissimo suono di metallofoni quali il caisa drum, è un progetto che esplora la bellezza artistica dell’incontro tra Nord e Sud. Un intenso viaggio musicale tra Scandinavia e Mediterraneo che attraversa i diversi colori e ritmi del mondo, dal jazz alla world-fusion, dal manouche al progressive.

    La poesia ed il lirismo del ritmo sono gli elementi distintivi di questo ensemble che ha regalato la fortuna del suo album d’esordio Impatiens (2010 – Tre Lune Records) e che ha anche visto la partecipazione del grande batterista jazz Billy Cobham. Di prossima uscita il nuovo album intitolato “Cinema Bonsai” che vedrà la partecipazione della cantante Elisabetta Antonini (vincitrice del Premio Top Jazz 2014) e del sassofonista Simone Salza. Un importante omaggio alla musica da cinema grazie alla rilettura di brani tratti dalle colonne sonore di film quali: “Merry Christmas Mr Lawrence” (Ruychi Sakamoto), “I Diari della Motocicletta” (Jorge Drexler), “Halloween” (John Carpenter) e “Appuntamento a Belleville” (Benoît Charest).

  • Fondi europei per progetto “SPARKS”: un laboratorio transnazionale per nuovi modelli di cura e integrazione delle persone con bisogni speciali

    Fondi europei per progetto “SPARKS”: un laboratorio transnazionale per nuovi modelli di cura e integrazione delle persone con bisogni speciali

    Presentato in conferenza stampa al Senato “SPARKS: pratiche somatiche, arte e creatività per bisogni speciali”, un progetto finanziato dalla Unione Europea – Azione Grundtvig Learning Partnership. Tra i partner, per l’Italia, Leben nuova (Tuscania, Vt)

    L’Italia è tra i 5 paesi promotori di SPARKS, un programma di scambio e ricerca basato sull’integrazione di pratiche somatiche, creatività, autoapprendimento nell’ottica di un globale processo di democratizzazione della salute. Insieme all’italiana Leben nuova (con sede a Tuscania, Viterbo) partecipano altre quattro organizzazioni attive nell’educazione al movimento somatico: Soma (Francia), Babyfit (Slovacchia), ArtMan (Ungheria), Embody Move Association (Regno Unito).

    In apertura dell’incontro la senatrice Donatella Albano ha posto l’accento sulla necessità, soprattutto in ambito sociale e sanitario, di non perdere il treno dei finanziamenti che l’Europa mette a disposizione dei paesi appartenenti all’Unione. L’Italia ogni anno non utilizza miliardi di euro perché sono scarsi i servizi di informazione all’accesso dei fondi e alla realizzazione dei progetti. “Complessivamente, tra fondi nazionali ed europei, la dotazione italiana ammonta, fino al 2016, a 60 miliardi di euro che servono a finanziare sia opere infrastrutturali sia la formazione, interventi per il sociale, l’occupazione, l’istruzione ed altro” ha precisato la senatrice. “Dal 2007 l’Italia ha speso 18,3 miliardi di euro e per gli anni 2013-2015 restano da spendere altri 31,2 miliardi; l’Italia ha speso, fino ad oggi, il 37% degli importi disponibili”.

    Gloria Desideri, direttrice di Leben nuova e dei programmi formativi BMC in Italia, a questo proposito ha evidenziato come il finanziamento dell’UE costituisca un riconoscimento al lavoro fin qui svolto da tutti i partner che – ciascuno nel proprio paese – da anni sperimentano, nel campo della disabilità, modalità di cura che non si rifanno a protocolli specifici ma adottano approcci sempre diversi a seconda dell’età, delle patologie, dell’ambiente familiare di provenienza. “Le azioni che, come squadra di lavoro, prevediamo in Italia – ha precisato Gloria Desideri – comprendono visite e incontri presso istituzioni sanitarie e scolastiche, associazioni e realtà territoriali dove alcuni di noi operano e seguono gruppi o casi individuali di persone con bisogni speciali, conferenze dimostrative, seminari”.

    Il nostro è un lavoro a lungo termine – ha sottolineato – che andrà avanti oltre i due anni previsti dal finanziamento. La stessa UE ci ha incoraggiato a mettere a punto nuovi programmi e metodi di formazione con l’obiettivo di arrivare a una inclusione dei saperi e dei diversi approcci per aprirci a nuove forme di trattamento della disabilità”.

    Thomas Greil, in rappresentanza di Soma, partner francese, ha evidenziato il carattere esperienziale della formazione dei terapisti che utilizzano l’educazione al movimento somatico attraverso l’approccio BMC (Body-Mind Centering): “Nel training le persone fanno esperienza su se stesse di quegli stessi processi di autoapprendimento e autocura che andranno a sollecitare nei pazienti .

    Maddalena Insogna, fisioterapista con esperienza trentennale nella riabilitazione neuro-pediatrica nel servizio pubblico sanitario e impegnata nella formazione BMC, è intervenuta in rappresentanza dell’Unità Operativa Complessa di NPI della AUSL di Viterbo, si è detta orgogliosa che “l’incontro transnazionale SPARKS, previsto in Italia ad aprile 2014, con tutti i partner del progetto si svolga proprio nella nostra AUSL”.

    Questo è il momento – ha detto Insogna – in cui il sistema sanitario mondiale si sta orientando su un concetto di stato di salute e di funzionamento in cui l’azione terapeutica non è solo in riferimento alla malattia, ma anche alla partecipazione e alla qualità della vita della persona”. “In questa direzione – ha aggiunto – un nuovo strumento è stato elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute)”.

    Per informazioni, approfondimenti e materiali audio video:

    http://www.lebensnetz.it/iniziative/progetto-eu/www.lebensnetz.it

    Ufficio stampa

    [email protected]

    Marinella Amato cell. 349 3181324

    Federica Cannizzaro cell. 338 8573792

    Sparks per l’Italia

    Leben nuova srl
    Tuscania Viterbo
    www.lebensnetz.it
    [email protected]

  • Ristoranti a Viterbo

    Wiilo a new city experience è la nuova realtà nel panorama della promozione delle attività di ristorazione della Provincia di Viterbo. Attraverso il proprio portale e la propria applicazione per Android e iOS permette la diffusione delle offerte dei ristoranti, pizzerie e delle osterie viterbesi attraverso un’attenta analisi e una massiccia integrazione dei servizi web, mobile e social.

    Lo Staff di Wiilo.it è lieto di annunciare nuovi ingressi all’interno del nostro progetto, che raggruppa i locali che offrono un’accoglienza perfetta al turista che visita la Tuscia. Le seguenti strutture sono caratterizzate dalla grande professionalità dei loro proprietari, che attraverso la continua ricerca e rielaborazione della tradizione culinaria viterbese riescono a creare nuove esperienze del gusto e dei sapori.

    Nella sezione dedicata ai ristoranti entrano Stuzzico Restaurant di Montefiascone, il ristorante Isola Blu di Montefiascone, l’Antico Casale di Viterbo, l’Hostaria il Corbezzolo di Viterbo e il ristorante Tre Re sempre di Viterbo.

    Questi nuovi ingressi – spiega Riccardo Paradisi, amministratore delegato della Dr Creations Srl – è la dimostrazione del grande lavoro svolto dallo Staff di Wiilo.it, che sta premiando attraverso risultati importanti per una realtà piccola come quella di Viterbo.

    Wiilo a new city experience, ad oggi, rappresenta un veicolo promozione importante per l’enogastronomia viterbese e i locali che meglio rappresentano la tradizione locale. La continua crescita del numero dei partner iscritti a Wiilo.it è una ulteriore dimostrazione del fatto che la tecnologia sta entrando prepotentemente all’interno del circuito pubblicitario di Viterbo, dove come è facilmente intuire il potenziale di Wiilo.it è enorme.

    Recentemente il portale è stato uno degli sponsor ufficiale del festival digitale Medioera, indice della serietà di questa nuova realtà di Viterbo.

  • Le Radici del Rock: Viterbo a tutto prog!



    Vulcano Project è lieto di presentare

    LE RADICI DEL ROCK

    Sabato 21 luglio 2012
    Golf Club Viterbo
    Strada Valore s.n.c.
    (Str. Tuscanese bivio Terme)
    Viterbo

    dalle ore 18.00

    Ingresso: 44 euro (inclusa prevendita) su Greenticket
    Posti a sedere numerati


    Sabato 21 luglio 2012 il Golf Club Viterbo ospita la seconda parte della rassegna ideata da Marco Naldi & Vulcano Project: Le Radici del Rock, una giornata interamente dedicata al meglio del rock progressivo italiano dopo la grande apertura di PFM In Classic venerdì 20. Dalle ore 18.00 Analogy, Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, UT – L’anima prog dei New Trolls, Osanna & Gianni Leone, The Trip e Banco del Mutuo Soccorso sfileranno creando un lungo concerto che simboleggia la vitalità e il temperamento del miglior prog italiano a 40 anni di distanza dall’anno chiave per il nostro prog, il 1972. “L‘amore per la buona musica – dichiara il team Vulcano – è il motivo che ci ha portato a non rimanere solo spettatori di quel fantastico momento musicale che dal 68′ al 74′ ci ha lasciato le pagine più belle della storia del Rock. Vulcano Project vuole contribuire alla divulgazione del prog e favorire la consapevolezza nei giovani che il nostro paese ha avuto episodi musicali prestigiosi, riconosciuti a livello internazionale”.

    Dalle 18.00 il ‘village’ presenterà un susseguirsi di esibizioni a partire dagli Analogy: la formazione tedesca guidata dalla vocalist Jutta Nienhaus, trasferitasi in Italia e attiva dal 1972, si è da poco ricostituita ed è tornata in pista dal vivo. Nuovamente in azione anche un altro nome seminale per il nostro prog: la Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, band romana autrice di un unico eccezionale album nel 1972, rinata grazie all’impegno del vocalist Luciano Regoli (assai popolare anche come pittore). Di recente costituzione, ma legata a un repertorio storico per il prog italiano, la terza band in cartellone: gli UT – L’anima prog dei New Trolls di Maurizio Salvi e Gianni Belleno, che stanno presentando dal vivo gli amatissimi classici dei New Trolls del triennio 71-73.

    Inarrestabili gli Osanna di Lino Vairetti: la travolgente formazione partenopea, arricchita dallo special guest Gianni Leone del Balletto di Bronzo, accanto agli evergreen presenterà in anteprima anche alcuni inediti presenti nel nuovissimo album Rosso rock. Non può mancare un’altra pietra miliare del prog tricolore: i Trip, la band di Joe Vescovi e Furio Chirico nata nel 1969 e riformata nel 2010, ancora in pista nonostante la scomparsa del bassista e vocalist Arvid ‘Wegg’ Andersen. Gran finale con il Banco del Mutuo Soccorso: la carismatica e suggestiva formazione romana sta festeggiando il quarantennale del primo disco – il celebre ‘Salvadanaio’ del 1972 – e chiuderà in bellezza la prima edizione del festival viterbese. Presentatore d’eccezione per l’evento: Carlo Massarini, popolare volto televisivo e giornalista radiofonico che negli anni ’70 contribuì notevolmente alla diffusione del nuovo rock italiano.

    In omaggio alla ‘filosofia’ del village cara agli organizzatori, il festival non sarà composto solo da concerti. Il pubblico avrà modo di visitare il ProgVillage: stand ufficiali delle band, video proiezioni 3d, bar e ristorazione interna. Special Guest da Los Angeles Paul Whitehead: il celebre pittore, autore delle più belle copertine di Genesis, Van Der Graaf Generator, Orme e tanti altri, le cui immagini sono considerate vere e proprie icone del prog e del rock, esporrà e venderà le proprie opere. Due giorni di grande musica immersi nel verde del ‘rock village’, come raffigurato dal logo della manifestazione, la ‘green guitar’ realizzata da Maurizio Galia.



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  • Il ‘prog village’ di Viterbo ospita PFM in Classic!




    Vulcano Project
    è lieto di presentare


    PFM IN CLASSIC
    da Mozart a Celebration

    Con ESO – Ensemble Symphony Orchestra
    diretta da Bruno Santori


    20 luglio 2012
    Golf Club Viterbo
    Strada Valore s.n.c.
    (Str. Tuscanese bivio Terme)
    Viterbo

    Ingresso: 35 euro (inclusa prevendita) su Greenticket
    Posti a sedere numerati


    Venerdì 20 luglio e sabato 21 luglio 2012 Vulcano Project presenta la Prima Edizione di Le Radici del Rock, festival ideato da Marco Naldi e dedicato al meglio del rock progressivo italiano. A Viterbo due giornate interamente dedicate al prog italiano con concerti, iniziative parallele e una imperdibile apertura: PFM In Classic – da Mozart a Celebration con ESO – Ensemble Symphony Orchestra diretta da Bruno Santori. I linguaggi contemporanei e la musica classica. Un incontro di mondi apparentemente agli antipodi che, grazie alla continua voglia di sperimentare strade nuove della PFM, è diventato realtà. Franz Di Cioccio, Patrick Djivas e Franco Mussida saranno accompagnati da ESO, Ensemble Symphony Orchestra diretta dal Maestro Bruno Santori.

    “Il progetto vuole lanciare un ponte tra culture musicali distinte e solo apparentemente distanti”, dichiara PFM. “Avvicinarle è una sfida e suonare perché ciò accada è la passione che ha alimentato la nostra creatività. Pensiamo che, ascoltare la musica classica da un punto di vista diverso, possa aprire un grandangolo emotivo nella sensibilità degli ascoltatori. Vogliamo stimolare il pubblico ad essere curioso verso un’azione che sappia abbracciare il suono corposo dell’orchestra, interprete del respiro artistico dei compositori classici, e il suono elettrico, interprete dei linguaggi della musica contemporanea. Non una esecuzione ad effetto ma l’effetto di una esecuzione multi sensoriale”.

    La ESO – Ensemble Symphony Orchestra nasce in seno all’Orchestra Sinfonica di Massa e Carrara grazie alla fusione delle esperienze classiche e liriche di alcuni tra i migliori strumentisti italiani provenienti da importanti teatri nazionali. Il coinvolgimento in molti progetti musicali al fianco di solisti del jazz, del pop, del gospel, rende l’Ensemble Symphony Orchestra straordinariamente versatile e capace di interpretare linguaggi e strutture diverse da quelle classiche. Grazie ad una potente scenografia sonora, gli spettatori verranno condotti attraverso un viaggio che va oltre la musica classica, che abbraccia linguaggi diversi allo scopo di avvicinare un nuovo pubblico ai grandi compositori italiani ed europei tra cui Verdi, Rossini, Mozart, Prokofiev e molti altri. Naturalmente non mancheranno i più grandi successi di PFM.

    Sabato 21 il Golf Club si animerà con Le Radici del Rock, seconda parte del progetto con sei storici protagonisti del progressive italiano e la presentazione del popolare giornalista Carlo Massarini. Dalle 18.00 il ‘village’ presenterà la mostra di Paul Whitehead e i concerti di Analogy, Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, UT – L’anima prog dei New Trolls, Osanna & Gianni Leone, Trip, Banco del Mutuo Soccorso.


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  • Il ‘prog village’ di Viterbo: due giorni di rock progressivo!




    Vulcano Project
    è lieto di presentare

    PFM IN CLASSIC
    &
    LE RADICI DEL ROCK

    I EDIZIONE

    20 e 21 luglio 2012
    Golf Club Viterbo
    Strada Valore s.n.c.
    (Str. Tuscanese bivio Terme)
    Viterbo



    Venerdì 20 luglio e sabato 21 luglio 2012 Vulcano Project presenta la Prima Edizione di Le Radici del Rock, festival ideato da Marco Naldi e dedicato al meglio del rock progressivo italiano. A Viterbo due giornate interamente dedicate al prog italiano con concerti e iniziative parallele, fortemente volute dal team Vulcano: “L‘amore per la buona musica è il motivo che ci ha portato a non rimanere solo spettatori di quel fantastico momento musicale che dal 68′ al 74′ ci ha lasciato le pagine più belle della storia del Rock. Vulcano Project vuole contribuire alla divulgazione del prog e favorire la consapevolezza nei giovani che il nostro paese ha avuto episodi musicali prestigiosi, riconosciuti a livello internazionale. Il nostro sogno? Ospitare in un Village i più importanti nomi del progressive italiano affiancati da un’orchestra sinfonica che renderà l’evento una vera perla per appassionati e non solo!“.

    Non poteva non essere inaugurato dalla Premiata Forneria Marconi il battesimo del festival. Un appuntamento speciale quello di venerdì 20: PFM In Classic – da Mozart a Celebration con ESO – Ensemble Symphony Orchestra diretta da Bruno Santori. E’ il nuovo progetto della leggendaria band, ideato da Iaia De Capitani e prodotto da D&D Concerti, dedicato all’incontro tra gruppo e orchestra e alla fusione tra rock e musica classica. “Il progetto vuole lanciare un ponte tra culture musicali distinte e solo apparentemente distanti”, dichiara PFM. “Avvicinarle è una sfida e suonare perché ciò accada è la passione che ha alimentato la nostra creatività. Pensiamo che ascoltare la musica classica da un punto di vista diverso possa aprire un grandangolo emotivo nella sensibilità degli ascoltatori. Non una esecuzione ad effetto ma l’effetto di una esecuzione multi sensoriale“. Un concerto speciale che sta riscuotendo grandi responsi e che vedrà PFM e ESO alle prese con i grandi compositori italiani ed europei tra cui Verdi, Rossini, Mozart, Prokofiev e molti altri, senza dimenticare i più grandi successi della Premiata.

    Sabato 21 il Golf Club di Viterbo si animerà con Le Radici del Rock, seconda parte del progetto con sei storici protagonisti del progressive italiano e internazionale. Dalle 18.00 il ‘village’ presenterà un susseguirsi di concerti a partire dagli Analogy, formazione tedesca trasferitasi nel 1972 in Italia, da poco ricostituita e tornata in pista dal vivo. A seguire un’altra band seminale per il nostro progressive: la Nuova Raccomandata con Ricevuta di Ritorno, recentemente rinata grazie all’impegno del vocalist Luciano Regoli, assai popolare anche come pittore. Seguiranno poi gli UT – L’anima prog dei New Trolls e gli Osanna con Gianni Leone del Balletto di Bronzo: la nuova ‘costola’ della popolare band genovese e la travolgente formazione napoletana si esibiranno proponendo i rispettivi classici, debitamente attualizzati. Non può mancare un’altra pietra miliare del prog tricolore: i Trip, riformati nel 2010 e ancora in pista nonostante la recente scomparsa del bassista e vocalist Arvid ‘Wegg’ Andersen. Gran finale con il Banco del Mutuo Soccorso: la carismatica formazione romana – tra le più amate dall’audience prog internazionale – sta festeggiando i 40 anni di attività dal primo disco e chiuderà la prima edizione del festival viterbese.

    In omaggio alla ‘filosofia’ del village cara agli organizzatori, il festival non sarà composto solo da concerti. Nelle due giornate il pubblico avrà modo di visitare il ProgVillage: stand ufficiali delle band, video proiezioni 3d, bar e ristorazione interna. Special Guest da Los Angeles Paul Whitehead: il celebre pittore, autore delle più belle copertine di Genesis, Van Der Graaf Generator, Orme e tanti altri, le cui immagini sono considerate vere e proprie icone del prog e del rock, esporrà e venderà le proprie opere. Due giorni di grande musica immersi nel verde del ‘rock village’, come raffigurato dal logo della manifestazione, la ‘green guitar’ realizzata da Maurizio Galia.

    Venerdì 20 luglio 2012
    ore 21.00

    PFM IN CLASSIC – Da Mozart a Celebration

    con ESO (Ensemble Symphony Orchestra)

    diretta da
    Bruno Santori


    Ingresso: 35 euro (inclusa prevendita) su Greenticket
    Posti a sedere numerati

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    Sabato 21 luglio 2012
    dalle ore 18.00

    LE RADICI DEL ROCK

    Analogy
    Nuova Raccomandata Ricevuta di Ritorno
    UT – L’anima prog dei New Trolls
    Osanna – special guest Gianni Leone (Balletto di Bronzo)
    The Trip
    Banco del Mutuo Soccorso

    Ingresso: 44 euro (inclusa prevendita) su Greenticket
    Posti a sedere numerati

    Abbonamento per le due serate (inclusa prevendita): 65 euro



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  • Mimmo Liguoro (in)canta al Salotto delle 6

    Il giornalista napoletano, già in passato gradito ospite della rassegna di Pasquale Bottone, si è esibito in un One Man Show sui generis: “L’Italia raccontata dalle canzoni” è stata l’occasione per ripercorrere le vicende del Belpaese attraverso la storia della canzone italiana, rivelatasi la vera protagonista della serata. La sorpresa, poi, è venuta direttamente dal pubblico: non solo numerosissimo, ma talmente coinvolto e partecipe da cantare assieme a Liguoro, peraltro molto intonato, i motivi più belli e conosciuti del nostro patrimonio musicale.

    Distinzione necessaria, attacca Liguoro, quella tra la musica classica, legata ai ricordi più profondi, e le canzonette, intese in generale come elemento secondario ma correttamente definite da Eugenio Scalfari “custodi della memoria, il più perfetto contenitore di volti, luoghi, vicende, amori: una biografia della persona”. Le canzoni come segnali di memoria, legate al passaggio delle epoche storiche, come un susseguirsi delle stagioni.

    Dalle villanelle, forme corali di argomento agreste, apparse inizialmente a Napoli poi divenute fenomeno europeo, alla canzone monodica con voce e strumenti musicali.

    Liguoro si sofferma sulla nota “Michelemmà”, che compare nel “Carosello Napoletano” di Giannini. La prima canzone napoletana, conosciuta dal 1660, tra i cui interpreti figura Roberto De Simone, tratta di una invasione dei Saraceni nella capitale del Sud e Liguoro ne percorre con dovizia di particolari la storia: dal falso operato da Salvatore Di Giacomo per far risalire il testo alla scrittura di Salvator Rosa, al significato ancora incerto del titolo e all’ipotesi che la tarantella sia un inno ad una fanciulla nata ad Ischia, e quindi all’isola.

    Ciò che colpisce dell’approccio di Liguoro è la capacità di integrare in modo gradevolissimo l’esegesi e la storia di testi e musica con una narrazione mai pesante, arricchita da toni sempre pacati e attenti agli umori del pubblico, continuamente stimolato da Liguoro a intervenire intonando.

    È la volta poi di “Santa Lucia”, la prima canzone italiana moderna, trascritta da Cottrau e divenuta un successo all’estero. Seguono “Te voglio bene assaje”, “Addio mia bella Napoli”, “E spingole francese”, “Funiculì Funiculà”, “O sole mio”, accompagnate dal costante canto dell’allegro pubblico.

    L’Ottocento secolo d’oro della canzone napoletana, che esplodeva ogni anno nella festa di Piedigrotta: Libero Bovio, Roberto Bracco, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, Rocco Galdieri, Giovanni Capurro, Salvatore Di Giacomo e la finestrella di “Marechiaro”, Salvatore Gambardella, De Curtis e Nicolardi.

    Un accenno a Petrolini e alla canzone romana – da “Come te posso ama’” a “Affaccete Nunziata” –, sicuramente presente in quantità minore rispetto alla napoletana, e un tuffo nella Prima Mondiale con la “Canzone del Piave” di E.A. Mario, inno nazionale dal 1943 al 1946, e le canzoni di protesta di fine guerra come “Gorizia”, che narravano della difficile vita dei soldati.

    Dalla patria allo spettacolo: la figura della sciantosa, intrigante e ammaliatrice, legata a un’immagine peccaminosa della donna, contrariamente a ciò che avveniva Oltralpe.
    Lina Cavalieri e Maria Ciampi, che inventò la “mossa”, il tramonto della sciantosa e il successo delle interpreti nel varietà. Ancora: tabarin, rivista e sceneggiata, da fine Ottocento agli anni tristi della guerra.

    Il 1932 anno del primo festival di Sanremo, in realtà Festival partenopeo di canti, tradizione e costumi, e qui Liguoro non nasconde un certo campanilismo. La fine degli anni Trenta con la rivalutazione della campagna nelle canzoni – “Amor di pastorello”, “Reginella campagnola” – e la Seconda Mondiale: “Lili Marleen” trasmessa da Radio Belgrado ogni sera alla stessa ora, osteggiata da Goebbels, malinconica e struggente, in breve tempo cantata da tutti, quasi una liturgia, lontana dallo spirito marziale del guerriero, vicina troppo vicina all’uomo, tanto da indebolire il soldato.

    Le parodie del Duce, “Il tamburo principale della banda d’Affori”, e i figli della guerra, “Tammurriata nera”.

    Dalle marce militari a una sorridente marcetta di speranza: “Dove sta Zazà”, che nasce in un momento difficile e fa impazzire la gente oppressa da anni dal conflitto armato, un fenomeno epocale con valore catartico. Tra gli interpreti Aldo Tarantino e Nino Taranto, ma Liguoro insiste sull’interpretazione intimista, splendida, di Gabriella Ferri, che ha saputo donarle toni esistenzialisti, una personale intensa riflessione sul malessere.

    Qui si ferma Liguoro, a furor di popolo il pubblico chiede che il racconto vada avanti, ma l’orario non lo permette. “La seconda puntata nella prossima edizione” è la promessa di Bottone.

    Lasciamo la canzone che ha cantato la realtà collettiva e attendiamo la canzone cantautoriale, espressione di singole sensibilità e individualità, una per tutte Luigi Tenco.

    L’appuntamento è al prossimo anno, i ringraziamenti vanno a Unindustria, alla Provincia, alla biblioteca, ai collaboratori, alla caparbia tenacia di Paolo Pelliccia e alla sua incredibile capacità innovativa.

  • Mimmo Liguoro: gran finale esclusivo al Salotto delle 6

    La rassegna di quest’anno, dedicata a “L’Italia che verrà”, ha voluto indagare il malcontento italiano e l’attuale crisi economica, politica e culturale attraverso alcuni passaggi nodali: il confronto con gli antichi con Michele Mirabella, i costi della malapolitica con Nunzia Penelope, l’incompiuta democrazia nostrana con Oliviero Beha, la tecnologia e internet come veicolo di una corretta comunicazione con Piero Gaffuri, lo scempio delle bellezze d’Italia con Roberto Ippolito.

    A chiudere la kermesse un personaggio d’eccezione in una serata d’eccezione.

    Mimmo Liguoro, giornalista e scrittore, redattore capo e conduttore del TG2 e del TG3, vincitore del Premio Regia Televisiva, è docente di Teoria e pratica del giornalismo televisivo nella Scuola di Giornalismo dell’Università di Salerno e di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico nello stesso ateneo. Cultore della canzone napoletana, alla quale ha dedicato vari lavori monografici, ha avuto rapporti di frequentazione e collaborazione con diversi interpreti, tra cui Roberto Murolo, Egisto Sarnelli e Consilia Licciardi. Il suo ultimo libro, “Dove sta Zazà”, edito da Pironti, è un saggio-racconto ispirato all’omonimo classico partenopeo che gli è valso il Premio “Domenico Rea” per la Saggistica.

    Sarà appunto a partire dalla sua profonda conoscenza e fine passione per il mondo musicale che Mimmo Liguoro offrirà al pubblico del Salotto delle 6 un’esibizione del tutto particolare, pensata in esclusiva per la rassegna di Pasquale Bottone: “L’Italia raccontata dalle canzoni”, un viaggio nella storia del Belpaese attraverso le citazioni delle più belle canzoni del nostro repertorio. Approccio antropologico, sociologico e folkloristico, che rende onore agli autori di testi e musiche ma anche alle innumerevoli voci di persone comuni che le hanno intonate, solo fischiettate o più semplicemente ascoltate. Agli italiani, insomma.

    Un vero e proprio “one man show” – rivela Bottone, ideatore e conduttore della manifestazione – un evento speciale crocevia delle arti, in cui le diverse discipline danno vita a una rappresentazione unica. Unite dalla dialettica del grande Liguoro, la scrittura e la parola a stretto contatto dialogano, si accostano, si accoppiano per esprimere in sinergia la letteratura attraverso lo spettacolo, per tradurre in immagine la parola stessa.

    Il libro e il personaggio-scrittore a servizio del racconto. Il Salotto che si trasforma in teatro.

    Un esperimento, una nuova formula, continua Bottone, che potrebbe diventare un elemento fisso delle prossime edizioni del Salotto, dove protagonisti non sono il numero di copie di libri venduti o la popolarità degli scrittori, ma il tema, l’argomento, affrontato e scandagliato da diversi punti di vista.
    Ed è con questo finale in musica, tra l’altro una delle passioni di Bottone, che Il Salotto delle 6 saluta il suo pubblico, con un messaggio intenso, serio e denso di contenuti, ma allo stesso tempo leggero e di speranza, alla luce soprattutto dei tragici eventi che negli ultimi giorni hanno sconvolto il nostro Paese.

    Il Salotto delle 6
    ospita Mimmo Liguoro
    “L’Italia raccontata dalle canzoni”

    giovedì 24 maggio, ore 18
    Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale
    viale Trento, 24

    Il Salotto delle 6 – Ufficio Stampa
    Valentina Petrucci
    [email protected]

  • Come uccidono le meraviglie d’Italia: Roberto Ippolito ospite del Salotto delle 6

    Viterbo. Dopo l’interessante incontro col direttore di rai.it Pietro Gaffuri sulla “terra connessa” e le immense risorse della rete come veicolo di corretta informazione, il Salotto delle 6 si sofferma sulla “terra offesa”, la nostra Italia sfregiata nei suoi paesaggi naturali e architettonici.
    A parlarne martedì 22 maggio alle ore 18 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale Roberto Ippolito, giornalista ed economista, che nel documentatissimo saggio “Il Belpaese maltrattato – Viaggio tra le offese ai tesori d’Italia” edito da Bompiani, percorre un viaggio amaro lungo una penisola vittima di degrado, incuria, vandalismo, trascuratezza, saccheggi: il Palazzo di Brera malandato, il villaggio preistorico di Nola allagato, i topi nella Biblioteca Nazionale di Firenze, la Domus Aurea chiusa, il basolato dell’Appia antica che confina con case e autofficine, il Colosseo intrappolato nel traffico.

    Un’“Iliade di guai” l’ha definita Giuseppe Galasso sulle pagine del Corriere della Sera.

    I cedimenti sistematici di monumenti e biblioteche dovrebbero essere un campanello d’allarme per le istituzioni che riservano alla cultura solo lo 0,21% del bilancio, 21 centesimi ogni euro spesi nel Paese che, paradossalmente, è primo al mondo per il numero di siti nella lista dell’Unesco dei patrimoni dell’umanità.

    Un’Italia dimentica di se stessa, in cui si voltano le spalle all’identità nazionale e in cui il degrado urbanistico, amministrativo, burocratico e culturale ha reso brutto quello che fu il Belpaese, vittima della cattiva politica e indulgente nei confronti della criminalità, cui è permesso porre e disporre a suo arbitrio dei nostri tesori.
    Abbracciamo la cultura: Roberto Ippolito ci invita a considerare e a gestire in modo sano le nostre ricchezze, che dovrebbero essere ritenute non un problema, come purtroppo si verifica, ma una immensa risorsa da rispettare, prezioso aiuto per l’industria del turismo oggi in difficoltà.

    Il Salotto delle 6
    ospita Roberto Ippolito
    “Come uccidono le meraviglie d’Italia”

    martedì 22 maggio, ore 18
    Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale
    viale Trento, 24

    Il Salotto delle 6 – Ufficio Stampa
    Valentina Petrucci
    [email protected]

  • Michele Mirabella One Man Show

    Caldo insolito, qualche minuto d’attesa: dopo l’introduzione di Bottone, Mirabella entra in scena e trasforma la gremitissima Sala Conferenze della Biblioteca di Viterbo in un palcoscenico, il suo palcoscenico. Bisticcia col microfono, scherza coi presenti in sala, non riesce a rimanere seduto. Improvvisa, è un fiume in piena, fa saltare persino la scaletta al conduttore: il “professore” della televisione italiana, autore, critico, ma soprattutto attore e comunicatore, inizia la sua insolita lezione e in veste di aedo narra del suo ultimo libro “Cantami, o Mouse. L’Italia spiegata dagli antichi”, edito da Mondadori. Strabiliante e ipnotica la sua capacità di far dimenticare al pubblico il suo lieve saggio e la scrittura, donando al racconto e all’oralità il ruolo di indiscutibili protagonisti.

    Domi habuit unde disceret, scrive Terenzio negli “Adelphoe”.
    “A casa egli ebbe dove imparare”: la famiglia, l’ombelico, il centro, gli amici, il sangue sono il passato, l’origine, la nostra memoria. In una parola: l’appartenenza, sacra in quel genitivo locativo “domi”, che ne racchiude potentemente l’essenza.
    Mirabella non nasconde la sua di appartenenza: una famiglia coltissima, padrona delle lingue classiche, che sin da bambino gli ha fatto assaporare il piacere del simposio con gli antichi, i cui racconti consistono nell’umana storia.

    Da dove veniamo e con chi ci confrontiamo? Con Alessandro Magno, tanto per iniziare, che con la spada del logos possedette l’Asia tagliando il nodo di Gordio, e il pensiero non può che correre ai nostri comunicatori politici.

    Alla domanda di Bottone “Cosa farebbero gli antichi di fronte all’attuale quadro italiano?”, Mirabella risponde che si disinteresserebbero, perché sì, Catilina era la corruzione del sistema, la cosiddetta antipolitica, ma che si trovò davanti il grande Cicerone, non uno degli attuali interlocutori. Demostene era un avvocato per passione, che andava ad esercitarsi di fronte al mare agitato per riuscire a controllare la voce, un aristocratico forse odierno riformatore di sinistra, ma corretto politicamente.
    E ancora Dante e le sue memorabili invettive.

    A noi cittadini del ventunesimo secolo non rimangono che le diatribe tra Hollande e Sarkozy, constata Mirabella, drammatico dibattito elettorale da provinciali. Gli antichi si meraviglierebbero.

    “Esisteva allora il voto di scambio?” gli chiede il conduttore. Certo, chi meglio di Paride, uno dei numerosissimi figli di Priamo, lo può significare? Una vera e propria campagna elettorale quella di Era, Atene e Afrodite, ma il pomo lanciato da Eris, dea della discordia non invitata al banchetto, venne donato ad Afrodite, che aveva promesso al giovane principe di Troia l’amore della donna più bella della terra, Elena.

    Mirabella poi esce dalla dimensione meramente descrittiva del mito tralasciando l’aspetto più civettuolo di Paride, giovane “sciupafemmine”, per tornare a vestire i panni dell’aedo, ed ecco che Priamo assurge a figura patriarcale florida tanto quanto la figura della moglie Ecuba. Entrambi fino ad Eschilo hanno rappresentato nella narrazione orale la fecondità e la prolificità, genitori di tanti figli, in un meccanismo meraviglioso per cui ogni cantore con le sue storie mitiche feconda Ecuba, da lei fa nascere nuova prole. Ecuba diviene terreno fertile che genera racconti, perché come dice Mirabella, “la vicenda diviene simbolo della trama”.

    Un accenno musicale a “L’aurora di bianco vestita” di Leoncavallo ed ecco apparire Aurora, la dea figlia del Titano Iperione, che si innamora del mortale Titone, per il quale chiede l’immortalità, ma non l’eterna giovinezza e l’eterna salute. Errore gravissimo. Titone allora verrà trasformato nella cicala che canta all’alba, e gli innamorati si ricongiungeranno nell’eternità del racconto, in cui l’inconscio collettivo genera il sapere collettivo.
    Una breve incursione nella contemporaneità – Mirabella predilige la dimenticanza ai segugi di Facebook – e poi ancora un tuffo nel passato, con Shakespeare e la sua Giulietta, possibile testimonial di telefonia mobile.

    Se Giulietta avesse avuto il cellulare, avrebbe sicuramente mandato un sms a Romeo per avvertirlo della messinscena in tempo reale, gli innamorati si sarebbero salvati e avrebbero vissuto felici e contenti. Poi pone al pubblico in sala una domanda: avreste mai rinunciato ad una tragedia così bella per un sms?

    Bottone lo riporta al presente: “Potremmo definire Giulio Cesare un presidenzialista?”
    Dipende da chi lo racconta, appunta Mirabella. Ma non possiamo raccontarlo.
    Perché, come dice Sallustio, “queste cose non sono mai avvenute, ma sempre sono”.
    Pochi accenni all’attualità, Mirabella si esime. Meglio parlare degli antichi.

    Il Salotto delle 6 – Ufficio Stampa
    Valentina Petrucci
    [email protected]