Tag: vita

  • American Vintage sceglie il software di Product Lifecycle Management di Centric Software

    American Vintage ha scelto la soluzione PLM (Product Lifecycle Management, gestione del ciclo di vita del prodotto) di Centric Software.

    L’azienda di moda francese, che è in fase di rapido sviluppo, utilizzerà il software PLM Centric 8 dedicato ai settori retail, moda, calzature, beni di lusso e di consumo per supportare la propria crescita, migliorare la comunicazione lungo l’intero ciclo di sviluppo del prodotto e accelerare il tempo che intercorre tra la fase creativa e il lancio del prodotto stesso. “La soluzione PLM Centric 8 contribuirà a garantire l’allineamento di tutta l’organizzazione senza intaccare minimamente lo slancio creativo”, afferma Michael Azoulay, fondatore e CEO di American Vintage.

    La soluzione PLM Centric 8 sostituirà i fogli di calcolo ampiamente utilizzati da American Vintage. “Disporre di un’unica versione della verità per ogni prodotto permetterà di snellire i processi parallelamente alla crescita della nostra azienda”, sostiene Azoulay. “Inoltre, adottare una soluzione PLM consentirà di aumentare l’efficienza, diminuire il tempo impiegato dal personale in attività considerate a basso valore aggiunto, come quelle amministrative o di inserimento dati, e al tempo stesso ridurre le interazioni per la realizzazione di campioni e prototipi. Il software PLM aiuterà anche a formalizzare le fasi di sviluppo del prodotto e a definire meglio l’assegnazione delle attività”.

    American Vintage ha scelto Centric perché è flessibile, intuitivo e facile da usare, e per la sua interfaccia grafica accattivante. “I team creativi di American Vintage hanno subito familiarizzato con l’interfaccia e sono entusiasti di utilizzare la soluzione Centric 8”, aggiunge Azoulay. L’azienda, inoltre, ha mostrato apprezzamento per le referenze di settore di Centric e la competenze dei membri del suo team.

    “La soluzione PLM Centric 8 sarà determinante per consentire ad American Vintage di colmare il divario tra la creazione e il lancio del prodotto”, afferma Chris Groves, presidente e CEO di Centric. “Sia Centric che American Vintage condividono la stessa passione per l’innovazione e l’efficienza, e questo rappresenta un punto di forza per una solida partnership tra le due aziende.”

    American Vintage (www.am-vintage.com)

    American Vintage è un’azienda francese in rapida crescita specializzata nella creazione e commercializzazione di capi di abbigliamento per uomo, donna e accessori di tendenza. Il suo fondatore, Michaël Azoulay, è noto per aver reinventato la t-shirt e altri capi base, concentrandosi sui concetti di semplicità, novità, comodità e agilità di movimento. Per la produzione dei capi che prendono il nome dagli stati e dalle città americane, vengono utilizzate fibre naturali e gamme di colori vivaci. La società, con sede nel sud della Francia, è stata fondata nel 2005 e nel 2013 ha registrato ricavi pari a 60 milioni di euro.

    Centric Software (www.centricsoftware.it)

    Centric Software è un fornitore di soluzioni di Product Lifecycle Management (PLM) dedicate ai settori moda, lusso e beni di largo consumo. La soluzione Centric 8 offre funzionalità dedicate per gestire in maniera integrata i processi di business relativi al ciclo di vita del prodotto: sviluppo prodotto e materiali, sourcing, pianificazione temporale ed economica della collezione, qualità. L’approccio modulare e user-friendly, associato alla metodologia di implementazione Agile DeploymentSM, permette di ottenere benefici rapidamente. Centric ha ricevuto il riconoscimento Frost & Sullivan 2012 Global Product Differentiation Excellence Award come migliore tra le soluzioni PLM dedicate ai settori moda, fashion e retail, ha vinto le Top 100 North America e Top 100 Global Red Herring 2013 ed è stata nominata Market Leader nel PLM per il Fashion nella Annual Review 2012-213 di WhichPLM.

    Per ulteriori informazioni:

    Nord America: Mary Nowak, Talking Points Professionals, +1 970-416-8877, [email protected]

    Europa: Mariateresa Rubino, Simply MOD, +39 389 457 3163, [email protected]

    Centric è un marchio registrato di Centric Software. Tutti gli altri marchi e nomi di prodotto possono essere marchi dei rispettivi proprietari.

  • “Un invito alla Felicità”

    Roma 20 agosto 2014 -, I volontari della Chiesa di Scientology locale continuano senza sosta nel portare alla comunità i principi di buon senso per colmare il vuoto morale in una società sempre più materialistica, guidando una persona verso una migliore qualità di vita, attraverso la distribuzione gratuita della versione opuscolo del libro “La Via della Felicità”. Tanti sono stati gli opuscoli che sono stati consegnati singolarmente ad ogni cittadino romano e non.

    Questo il contributo sociale ha l’intento di far conoscere le 21 pietre miliari che fanno da argini per una vita più appagante e felice. Pubblicato per la prima volta nel 1981, il suo scopo è fermare il declino morale della società e ripristinare l’integrità e la fiducia al mondo.

    I precetti in esso contenuti possono essere seguiti da persone di qualsiasi razza, colore o credo, animate dal desiderio di migliorare le vite di coloro che li circondano, grazie anche ad un pratica personale dei principi di buon senso de “La Via della Felicità”.

    Tra i precetti vi è anche la Regola Aurea del “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” e quella che potremmo chiamare la “versione per le azioni dannose”, ovvero “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Questa Regola Aurea è presente persino nei Dialoghi di Confucio (quinto e sesto secolo a.C.) il quale la citava a sua volta da opere più antiche.

    Reso disponibile in oltre 90 lingue dalla Fondazione della Via della Felicità (twth.org),riconosciuta ufficialmente come organizzazione caritatevole, l’opuscolo viene adottato da molti insegnanti per ripristinare integrità e fiducia al mondo, preparando le future generazioni ad una vita di successo, contrastando tra l’altro il bullismo nelle scuole e l’alto costo sociale che comporta.

    A tal proposito la Fondazione ha anche realizzato e diffuso una Guida per l’Insegnante che, basandosi sull’opuscolo de “La Via della Felicità”, si compone di una serie di lezioni che oltre agli alti standard educativi, che sottolineano per lo studente l’importanza dell’osservare e giungere alle proprie conclusioni, sono supportate da presentazioni audiovisive dei 21 precetti per far meglio comprendere ai giovani i veri principi di buon senso.

    Per informazioni:

    thewaytohappiness.org

    [email protected]

  • 21 regole per una vita più appagante e felice

    Roma 14 agosto 2014 – Dall’ottobre 2009, in occasione della celebrazione della nuova sede in Via della Maglianella 375, a Roma, i volontari della Chiesa di Scientology locale hanno continuato senza sosta nel portare alla comunità i principi di buon senso per colmare il vuoto morale in una società sempre più materialistica, guidando una persona verso una migliore qualità di vita, attraverso la distribuzione gratuita della versione opuscolo del libro “La Via della Felicità”, raggiungendo oltre 80.000 persone. Tanti sono stati gli opuscoli che sono stati consegnati singolarmente ad ogni cittadino romano e non.

    Questo il contributo sociale dato finora ha l’intento di far conoscere le 21 pietre miliari che fanno da argini per una vita più appagante e felice. Pubblicato per la prima volta nel 1981, il suo scopo è fermare il declino morale della società e ripristinare l’integrità e la fiducia al mondo.

    I precetti in esso contenuti possono essere seguiti da persone di qualsiasi razza, colore o credo, animate dal desiderio di migliorare le vite di coloro che li circondano, grazie anche ad un pratica personale dei principi di buon senso de “La Via della Felicità”.

    Tra i precetti vi è anche la Regola Aurea del “Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te” e quella che potremmo chiamare la “versione per le azioni dannose”, ovvero “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Questa Regola Aurea è presente persino nei Dialoghi di Confucio (quinto e sesto secolo a.C.) il quale la citava a sua volta da opere più antiche.

    Reso disponibile in oltre 90 lingue dalla Fondazione della Via della Felicità (twth.org),riconosciuta ufficialmente come organizzazione caritatevole, l’opuscolo viene adottato da molti insegnanti per ripristinare integrità e fiducia al mondo, preparando le future generazioni ad una vita di successo, contrastando tra l’altro il bullismo nelle scuole e l’alto costo sociale che comporta.

    A tal proposito la Fondazione ha anche realizzato e diffuso una Guida per l’Insegnante che, basandosi sull’opuscolo de “La Via della Felicità”, si compone di una serie di lezioni che oltre agli alti standard educativi, che sottolineano per lo studente l’importanza dell’osservare e giungere alle proprie conclusioni, sono supportate da presentazioni audiovisive dei 21 precetti per far meglio comprendere ai giovani i veri principi di buon senso.

    Per informazioni:

    thewaytohappiness.org

    [email protected]

  • SILVANA GIACOBINI INCONTRA CATENA FIORELLO ALL’ANTEPRIMA DELLA “VITA IN DIRETTA” – Agenzia Promoter

    Tra le due donne c’è un rapporto di affettuosa amicizia, nato anni addietro in occasione di una lunga intervista fatta dalla Fiorello alla Giacobini per il suo libro “Nati senza camicia”.

    Prima dell’inizio della trasmissione, si sono scambiate delle chiacchere confidenziali. La giacobini ha domandato alla Fiorello perché non avesse scelto anche lei la carriera di attrice seguendo le orme di famiglia, come i fratelli Rosario e Beppe, il più giovane, nonostante avesse sott’occhio l’esempio della vena artistica del padre che ha influenzato molto Rosario e Beppe.

    La Fiorello ha risposto di non averci mai pensato in realtà, perché ha preferito seguire la sua passione per la scrittura. Di recente, ha pubblicato il suo terzo libro, dal titolo “Dacci il nostro pane quotidiano” (Rizzoli) in cui si racconta in chiave autobiografica.

    Catena Fiorello ha confidato alla Giacobini “anche a me è capitato, quando sono arrivata a Roma, di ricevere proposte cinematografiche, ma le ho sempre rifiutate. Oggi mi interesserebbe solo partecipare ad un certo cinema di stampo sociale che si occupi di problemi legati alla Sicilia. Se ricevessi una proposta da parte di chi fosse, tipo i fratelli Franco e Sergio Citti, di impronta Pasoliniana, accetterei di sicuro“.

    Sta ottenendo grande successo il nuovo romanzo di Silvana Giacobini “Il leone di terracotta” (Cairo) un giallo tutto all’italiana, ambientato nel suggestivo territorio delle langhe, dove un’intricata vicenda famigliare si intreccia con una travolgente storia d’amore.

    Il leone di terracotta” è stato presentato in anteprima nazionale al Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, direttore di Agenzia Promoter, con eventi ad ingresso libero per rendere la cultura accessibile a tutti. Tra i noti personaggi intervenuti Bruno Vespa, Margherita Hack, Francesco Alberoni, Claudio Brachino.

  • Filippa Lagerback per la Festa della Mamma ha restituito la vista a una mamma africana

    CBM Italia Onlus propone un nuovo modo di festeggiare il 13 maggio:

    riportare la luce nella vita di una donna africana

    Milano, 28 marzo 2012 – Filippa Lagerback è testimonial d’eccezione della campagna lanciata in occasione della Festa della Mamma di CBM Italia Onlus, la più accreditata Organizzazione Non Governativa nella lotta alla cecità evitabile nei Paesi in Via di Sviluppo.

    Mamma attenta e conduttrice con Fabio Fazio di “Che tempo che fa”, Filippa Lagerback ha scelto di ridare la vista a una mamma africana colpita da cataratta e che per questo non poteva prendersi cura dei suoi figli, essere un punto di riferimento per la famiglia e occuparsi di qualsiasi altra attività.

    Filippa ha scelto di fare qualcosa di concreto, sostenendo CBM Italia e rendendo così possibile un intervento chirurgico per curare la cataratta di una donna africana e ridarle così la vista. “CBM da sempre combatte la cecità evitabile nei Paesi più poveri del mondo – ha detto Filippa Lagerback – Ogni anno opera di cataratta migliaia di donne, bambini, uomini. Regalare a una mamma la gioia di vedere il volto dei propri figli: questo è il regalo più bello per la Festa della Mamma”. Questo è l’appello che Filippa Lagerback ha lanciato in occasione della campagna di CBM Italia per la Festa della Mamma.

    “La Festa della Mamma è una grande opportunità che abbiamo tutti quanti per impegnarci con un gesto concreto: portare dal buio alla luce una mamma altrimenti destinata alla cecità – ha detto Luciano Miotto, Direttore nazionale di CBM Italia – In un momento come questo, in cui tutti noi siamo toccati dalla crisi, poter migliorare la vita di una mamma africana con una donazione alla portata di tutti è un atto che ci fa sentire bene. Sostenendo un’operazione di cataratta, possiamo ridare la vista a una mamma e cambiare così il corso di una vita a una donna che vive nei Paesi più poveri del mondo!” ha concluso Miotto.

    Per informazioni alla stampa:

    Ufficio Comunicazione CBM Italia Onlus

    Laura Salerno

    Tel: 335. 658 9876 – 02.720.936.70

    Casella di testo: CBM Italia Onlus è un’Organizzazione Non Governativa (ONG), la cui finalità è sconfiggere le forme evitabili di cecità e di disabilità fisica e mentale nei Paesi in via di Sviluppo, senza distinzione di razza, sesso e religione. A tale scopo CBM Italia idea e attua programmi e progetti di prevenzione e cura; informa e sensibilizza l’opinione pubblica sulle condizioni di vita delle persone cieche e disabili, coinvolgendo la comunità nazionale e internazionale nella lotta alla cecità e alle altre disabilità evitabili nei Paesi in Via di Sviluppo. CBM Italia è membro di CBM International, organizzazione apolitica e senza scopo di lucro, attiva dal 1908 e, dal 1989, è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come organizzazione professionale nella prevenzione e cura della cecità e come partner nella lotta contro la cecità prevenibile e curabile e la sordità. CBM è, oggi, una rete mondiale costituita da 11 associazioni nazionali (Australia, Canada, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Kenya, Nuova Zelanda, Sud Africa, Stati Uniti e Svizzera). Ogni anno CBM sostiene 803 progetti in 89 Paesi tra i più poveri del mondo e assiste 25 milioni di persone [email protected]www.cbmitalia.org

  • I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto

    Arriva a Napoli, dopo l’esordio a Milano e le tappe di Cesena e Pescara, la performance-mostra itinerante di Giovanna Lacedra “IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO”.

    I disturbi dell’alimentazione diventano protagonisti di un evento artistico di grande impatto che vuole trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico: dal 14 al 21 aprile alla Galleria LineaDarte Officina Creativa, con il Patrocinio del Comune di Napoli.


    Foto di Massimo Prizzon

    Foto di Massimo Prizzon


    Napoli, 14 aprile 2012: alle ore 18:00, la galleria LineaDarte Officina Creativa ospiterà “Io sottraggo. La triangolazione cibo-corpo-peso”, una performance-confessional autobiografica, ideata, scritta e agita da Giovanna Lacedra, artista di origine lucana e fiorentina di formazione, che vive e lavora a Milano.

    L’evento, curato da Grace Zanotto, con video-sonorizzazione di Giuseppe Fiori, mette in scena, nello spazio creativo-distruttivo-creativo-rigenerativo di venti minuti, i rituali ossessivi-compulsivi che normalmente vengono consumati in segreto da chi sviluppa una patologia del comportamento alimentare, svelandone ogni crudezza.


    “E’ un atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore – afferma l’artista – in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato. La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato. La vera patologia è la piaga del disamore. La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. L’incolmabile precipizio dentro il cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione”.

    Giovanna Lacedra ha deciso di prendere tra le mani la materia informe della propria sofferenza per trasformare in arte la patologia del disturbo anoressico-bulimico e per sensibilizzare le coscienze verso un disagio troppe volte sottovalutato o, peggio ancora, tenuto nascosto.

    E così, può capitare che una donna, artigliando nelle sabbie mobili della propria fragilità, si ritrovi sotto le unghie briciole di coraggio. Un coraggio inaspettato ma utile per gridare il proprio dolore, il proprio disagio, la propria fame. Può capitare che una donna, confessando se stessa, con la parola, con l’azione, con il corpo, riesca a prestare la propria voce, la propria rabbia e la propria speranza a milioni di altre donne che invece tacciono. Per paura o per vergogna. O per non disturbare. Perché a tutt’oggi, scandalosamente, i disturbi del comportamento alimentare sono ancora sottovalutati, superficializzati, e ignobilmente derisi. Patologie che uccidono, sono lette come capricci.

    Una mostra in cui nulla più si nasconde, e ogni crudezza si svela: a integrare le tematiche affrontate dalla performance, una sequenza di foto-reportage che hanno catturato dettagli di un corpo in spigoloso dissolvimento e le intime pagine dei diari scritti nei mesi più deliranti della patologia.

    Trasformare in arte la patologia.

    Fare in modo che il corpo, da anni ostaggio di rituali ossessivi, da anni contenitore di vuoti affettivi, di assenze e di mancanze, da anni vittima e carnefice di se stesso, diventi racconto espressivo e creativo di una tra le più paradossali malattie: il disturbo anoressico-bulimico.

    Mangiare niente come mangiare tutto. Svuotarsi come ingombrarsi.

    Mettere dentro il mondo intero, o il mondo intero rifiutare.

    Sbranare pulsionalmente l’amore che non si ha. O scegliere stoicamente la rinuncia.

    Controllare il corpo per illudersi di controllare la vita intera.

    Operare calcoli minuziosi, e istituire una vera e propria aritmetica del desiderio.

    Sottrarsi chili per sottrarsi ai desideri. Scarnificarsi e rischiare la vita, pur di rendersi visibili. Fingersi inarrivabili, perché il contatto è già una ferita.

    Non ho bisogno di niente. Non ho bisogno di cibo. Non ho bisogno di te

    IO SOTTRAGGO. LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO.

    IO SOTTRAGGO è atto performativo caustico, autentico, catartico e sensibilizzatore. Un atto in cui è il corpo stesso a confessare la verità che è dentro tutto il cibo divorato e rifiutato.

    La verità che è dentro tutto il nutrimento sottratto e vomitato.

    La vera patologia: la piaga del disamore.

    La corrosione del contatto. La voragine di una mancanza. Incolmabile precipizio dentro al cuore e nello stomaco. Perché nei disturbi del comportamento alimentare non è l’appetito a essere disturbato, ma l’anima, l’emotività, il vuoto affettivo, la relazione.

    Anoressia, Bulimia, Bing Eating, Obesità. Malattie della nutrizione. Malattie dell’amore.

    Perché il nutrimento cui si anela, quello stesso nutrimento che si teme, e che spinge a divorare bestialmente tutto e più di tutto, cibo cotto, cibo crudo, perfino cibo congelato, prima dolce e poi salato… quel nutrimento, non sarà mai cibo. Mai.

    Inutili orge alimentari si alternano a digiuni ascetici: corse al massacro, per il corpo e per l’anima, schiaccianti quanto vacue al fine di anestetizzare una fame insaziabile. Un flusso di vacuità non arginabile. Perché è l’amore il nutrimento primario che chiamiamo all’appello, con un grido che dalle fauci si perde in corridoi infiniti, e senza ascolto. E’ l’amore, e non il cibo, il nutrimento che ci affama.

    Il cibo non è che una dipendenza e un’astinenza. È il sintomo di una patologia.

    Ma la verità è altrove: è nel bisogno di non aver bisogno. È nell’inesauribile fame di tutto. È in quell’anoressia che nel tempo massimo di un infinitesimo, si trasforma in bulimia, Perché la bulimia, in realtà, è sempre stata lì appostata, ad aspettare il momento della resa. La bulimia in realtà è quel mostro che brama e trama dietro le quinte dell’anoressia.

    Dai diari in mostra:

    14 Maggio 2005

    “Voglio diventare la trama di me stessa. Devo diventare quello che c’è sotto.

    Si può incontrare la verità delle cose… quando si impara a levare il superfluo.

    4 Luglio 2005

    “Lasciarsi morire di fame. Sottrarsi al mondo.

    Farlo con coscienza. Sceglierlo, ogni giorno, con vocazione.

    Oggi: 475 Kilocalorie.”

    22 Luglio 2005

    “ Ore 9.00: Kg 40.8. Anche dopo i dieci vasetti di yogurt ingurgitati, il mio peso è rimasto invariato. Ho paura del tempo, soprattutto quando non scorre. Devo pianificarlo. Devo controllarlo. Ore 18.00: Kg 40.7”

    28 Luglio 2005

    “Sento il cuore rallentare… freddo e formiche tra le costole…sento la mia bradicardia…il formicolio nella testa… le gambe di gesso… la vita che si slaccia da me…”

    SCHEDA TECNICA

    IO SOTTRAGGO.

    LA TRIANGOLAZIONE CIBO-CORPO-PESO

    di Giovanna Lacedra

    a cura di Grace Zanotto

    Galleria LineaDarte Officina Creativa

    Via Domenico Soriano 34 –Napoli

    con il Patrocinio del Comune di Napoli

    Live performance: sabato 14 aprile 2012, ore 18.00

    Mostra diari, foto e video: dal 14 al 21 aprile – dalle 16.00 alle 19.00

    Ingresso libero

    Infoline: 081 5494271

    www.lineadarte-officinacreativa.org

    [email protected]

    [email protected]

  • Informazioni sulle polizze vita

    Un assicurazione vita è una delle due principali categorie di assicurazione, vale a dire le assicurazioni contro i danni e appunto quelle sulla vita. Questo tipo di assicurazioni sono stipulate sulla durata della vita umana, e nel caso di presenza di una polizza vita, l’assicuratore ha l’obbligo di pagare un capitale, oppure una rendita, ai beneficiari delineati da colui che ha stipulato il contratto assicurativo. Il beneficiario, o i beneficiari, di un’assicurazione sulla vita possono risiedere sia nella persona dell’assicurato stesso, sia in terzi o erede da questi identificati. L’obbligo dell’assicuratore a pagare la rendita o il capitale prima menzionati, subentra nel momento in cui o sopraggiungano una delle seguenti possibilità. La prima è la morte dell’assicurato, circostanza che delinea un’assicurazione per causa di morte. La seconda situazione, detta assicurazione per il caso di vita, si attua quando l’assicurato ha raggiunto una determinata e prestabilita soglia di età. L’ultima circostanza è detta delle polizze miste, e si attua o alla scadenza del contratto assicurativo oppure, come nel primo caso, in caso di morte dell’assicurato. Anche nel caso di un contratto assicurativo sulla vita, l’assicuratore quantifica il danno patrimoniale che l’assicurato subirebbe in caso di sinistro, quindi nel caso che si verifichi il rischio aleatorio. Il rischio aleatorio, per essere considerato tale, non deve e non può essere controllato da alcuna delle parti del contratto, quindi né dall’assicuratore né dall’assicurato (o anche dai beneficiari), e in caso di mancanza di tale (e primario) presupposto, il contratto non può essere considerato valido.

  • SU “WWW.METAFONICAMENTE.IT” UN GRANDE PASSO AVANTI PER LA RICERCA SULLA VITA DOPO LA MORTE: LE IMMAGINI DALL’ALDILA’!


    Già da tempo la ricercatrice Francesca Scarrica provvede a presentare regolarmente sul suo sito, www.metafonicamente.it, i risultati della sua indagine nel campo della metafonia, risultati che sono stati da più parti giudicati straordinari, grazie anche alla “collaborazione” che, dall’altro lato, le viene offerta da una guida davvero eccezionale, Sant’Erasmo, il quale provvede a comunicare i suoi messaggi di elevato spessore morale anche ad altri noti ricercatori nel campo, tra i quali ci piace ricordare il dottor Virgilio Desideri e sua moglie Danila che, già da molti anni, hanno il privilegio di poter ricevere comunicazioni da questa grande ed infaticabile guida spirituale.
    Da alcuni mesi Sant’Erasmo aveva informato la signora Scarrica, per via metafonica, del suo progetto di inviare anche immagini dall’aldilà per poter dare una prova ulteriore, a chiunque la richieda, della veridicità delle comunicazioni metafoniche ma, soprattutto, della reale esistenza di questa dimensione parallela ed a più alta frequenza vibratoria nella quale, a quanto pare, la nostra coscienza si trasferirà dopo la morte del corpo fisico per continuare la sua esperienza evolutiva. Dopo aver sperimentato varie tecniche, peraltro ben conosciute e già accreditate presso i ricercatori, quale la cosiddetta “tecnica Schreiber”, così chiamata dal nome del suo inventore Klaus Schreiber, Francesca Scarrica ha scelto di utilizzare un metodo messo a punto da un geniale ricercatore americano, Keith Clark, apportandovi solo qualche piccola modifica personale. Con un programma informatico che provvede a trasformare in uno spettrogramma visivo le onde radio sulle quali si ricevono spesso le voci metafoniche, è riuscita ad ottenere immagini che si possono definire, senza tema di smentita, spettacolari. Innumerevoli volti di uomini, donne, bambini e perfino animali, alcune di chiarezza davvero fotografica, si susseguono in una incredibile galleria che lascia davvero stupefatti. Il Santo ha mantenuto la sua promessa oltre ogni aspettativa, ed ha permesso alla ricerca sull’esistenza della vita dopo la morte di fare un altro grande passo in avanti, donandoci una prova più difficilmente discutibile delle stesse voci metafoniche e che mette in crisi anche tanti scettici i quali, davanti alla chiarezza di queste immagini, certo fanno fatica ad appellarsi a fenomeni quali la pareidolia (la tendenza a riconoscere volti dappertutto che è propria del nostro cervello), o l’illusione, o la proiezione dell’inconscio. A smentire tutto ciò si rammenta che non vi sono solo volti umani, bensì anche animali e oggetti quali cappelli ed abiti, e che vi compaiono oramai centinaia di volti ben definiti di persone mai conosciute dalla ricercatrice, anche perchè alcuni di loro si mostrano con abiti di antichissima foggia per indicarci che sono vissuti su questa terra in epoche in cui certo, noi che viviamo oggi, non eravamo ancora nati.
    Si spera che anche altri ricercatori possano intraprendere con più convinzione questa stessa strada per poterci portare finalmente, un giorno, quella prova scientifica ed indiscutibile che il mondo sta aspettando. Prova che, però, ora vediamo farsi sempre più vicina, grazie anche a Sant’Erasmo. Per poter visionare le straodinarie immagini visitate www.metafonicamente.it/le_immagini_da_aldila.html.

  • La luce è ispirazione d’arte e soffio di vita


    La luce è stata protagonista delle serate milanesi del FuoriSalone: Performance in Lighting, gruppo che opera nella progettazione e distribuzione di prodotti e sistemi di illuminazione, in collaborazione con Atelieritaliano, la società specializzata nel contract per progetti d’architettura e design, ha promosso quattro eventi che hanno ruotato attorno al tema dell’illuminazione e dell’arte.

    Il 20 aprile il primo evento, ‘TUTTO NON E’ TUTTO’, ha avuto luogo nello show room AtelierItaliano, in cui è stata collocata l’installazione di poesia visiva, presentata da Decio G.R. Carugati, opera dell’architetto-artista Danilo Premoli, che ha firmato anche il design della collezione Alfabeto su serie Quatrix di Prisma Architectural, design di Roberto Fiorato per Performance in Lighting.
    ‘Senza confine, il sogno abitato’ è stato l’evento del 21 aprile, in cui è stata presentata negli spazi di Superstudio l’installazione di Angelo Micheli nata dal progetto sperimentale di una nuova abitazione in legno che coniuga il concetto di “sostenibilità” con quello di lusso, tradizione e rispetto per l’ambiente, dove alcuni apparecchi hanno illuminato il nuovo concept figurativo.
    I Kataklò, con ‘Danza luce e poesia’, esibizione ginnica avente per tema la luce, hanno concluso il 23 aprile gli eventi promossi da Performance in Lighting e AtelierItaliano. La serata ha visto la partecipazione di ospiti della filiale americana del gruppo illuminotecnico e di appassionati di questa danza atletica.

    La serata più significativa di Performance in Lighting al FuoriSalone di Milano è stata quella del 22 aprile, ‘Il sapore della luce, quando la luce disegna il convivio’, che ha visto Philippe Daverio, Gualtiero Marchesi, Angelo Micheli e Pietro Palladino dialogare in modo informale, all’interno di un salotto allestito nello showroom di AtelierItaliano, attorno al significato della luce, dell’illuminazione e del suo variegato e poliedrico utilizzo.
    “La creatività senza l’applicazione alla vita di tutti i giorni” ha dichiarato Giorgio Lodi, AD di Performance in Lighting, “non serve a niente, proprio come la carità senza gli atti. La nostra azienda è capace di trasformare l’atto creativo in azione perché pensa e produce prodotti che migliorano la qualità della vita delle persone. Sono convinto che la funzione principale della luce e del design sia quella di migliorare la vita dell’uomo”.

    I quattro relatori della serata organizzata da Performance in Lighting e Atelier Italiano: Philippe Daverio, Gualtiero Marchesi, Pietro Palladino e Angelo Micheli, si sono cimentati in un excursus sul sapore della luce, offrendo alternativamente domande, risposte, considerazioni, aneddoti e racconti sul tema.
    Partendo dall’affermazione unanime sulla consistenza materiale della luce, capace di rendere sublimi tutti i materiali, si è passati ad esaminare la qualità estetica di un piatto, in cui colore e armonia dei chiaroscuri suggeriscono bontà e perfezione del sapore. Dopo aver affrontato la questione delle caratteristiche fisiche della luce (quantità, direzione e colore), i quattro relatori si sono confrontati sul suo utilizzo negli ambienti in cui si degusta un piatto, in cui è preferibile che la luce non sia invadente, ma soffusa e modulata in modo da favorire l’intimità e la vicinanza dei commensali.

    Nello stesso modo la luce eccessiva rischia di creare “distanza” in un’arte come quella della scultura, in cui è invece consigliabile l’utilizzo del tatto oltre che della vista, incapace da sola di percepire pienamente un’opera.

    Roberto Bianconi, AD di Atelieritaliano, ha concluso il dibattito sottolineando che anche la memoria andrebbe annoverata tra i sensi e ha ricordato le esperienze di qualità che hanno reso il made in Italy un valore riconosciuto in tutto il mondo.

    Philippe Daverio ha spiegato qual è l’essenza della luce e ha sottolineato il suo ruolo all’interno della storia dell’arte occidentale: “La luce, come l’arte e al contrario del pensiero, è materia. L’arte visiva esiste solo se c’è luce; tutte le arti, infatti, sono legate ad un percorso sensoriale perché, come afferma la gnosi aristotelica, “sappiamo soltanto ciò che i nostri sensi ci rivelano”.
    Il senso che per definizione è legato alla luce è la vista, ma nel tempo il modo di vedere è cambiato, così come l’utilizzo della luce. Immaginare luci diverse significa ripercorrere la storia dell’arte: il Medioevo non teneva conto della luce, così come la cultura bizantina e gran parte di quella rinascimentale; l’importanza della luce rinasce con il Barocco, in cui si cominciano ad immaginare le ombre, le sfumature, le tensioni e le disperazioni.
    In seguito la luce diventa un tema di primo piano che si sviluppa fino al grande dibattito teorico dell’Impressionismo prima, con il Pointillisme di Seurat poi e infine con la scoperta idealista dei divisionisti Italiani che pensano che la luce sia la radice della frantumazione dei colori e la frantumazione dei colori la radice dei sentimenti”.

    Performance in Lighting
    Performance in Lighting è il gruppo illuminotecnico costituito dalle aziende Prisma, Klewe e SBP e dall’esperienza e dal know how dei marchi Prisma Architectural, Prisma, Klewe SBP, SBP Urban Lighting e Lightis/Lumis.
    Ha filiali in Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Usa, Inghilterra, Germania, Portogallo, Cina e una quota di esportazione in più di 90 paesi del mondo, che ha raggiunto il 60 per cento del fatturato, in crescita dopo l’acquisizione, nel maggio 2008, del gruppo belga Ed_Dis.
    La rivista Architect, destinata in particolare a un pubblico di 14mila architetti USA ha indicato i prodotti Pil tra i primi dieci usati nell’illuminazione per esterni.

    http://www.performanceinlighting.com

  • SCOPERTO IL SANTO GRAAL


    Incredibile scoperta dell’Alchimista Italiano Constantine,che dopo molti anni di studi e ricerche ha trovato la Sorgente dell’Elisir di Lunga Vita,quel Santo Graal che in molti hanno cercato,la fonte dell’immortalita’
    La scoperta viene spiegata nel suo Blog http://lungavita.blogspot.com
    Constantine ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla scoperta, dalle rivelazioni della lettera di Padre Pio fatte dal Sigr. Festa e mandate in onda da Striscia la notizia,alla scoperta di Slavisa Pesci sul dipinto di Leonardo da Vinci.