Tag: violenza sulle donne

  • Fake news mascherina 1522: nessun messaggio in codice per l’aiuto in farmacia, Fofi chiarisce

    Fake news mascherina 1522: nessun messaggio in codice per l’aiuto in farmacia, Fofi chiarisce

    Violenza sulle donne, Fake news mascherina 1522: nessun messaggio in codice per l’aiuto in farmacia, Fofi chiarisce

    Roma, 6 maggio – Non v’è alcuna necessità che le donne vittime di violenza domestica o stalking per ricevere aiuto dal farmacista debbano usare una parola d’ordine o messaggio in codice. La notizia, circolata in questi giorni, è frutto di un fraintendimento che sarebbe nato da  una dichiarazione del presidente della Regione Emilia Romagna, ampiamente riportata dalla stampa locale e nazionale e che la Fofi, con una nota diramata ieri, si è subito preoccupata di chiarire.

    Il protocollo sottoscritto da Fofi,  Federfarma e Assofarm con la ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti (nella foto) per potenziare l’informazione per le donne vittime di violenza domestica e stalking durante l’emergenza coronavirus prevede, invece, che le donne oggetto di queste vessazioni possano chiedere esplicitamente al farmacista le indicazioni necessarie a rivolgersi alla rete dei centri antiviolenza, e che nelle farmacie sia visibile il vademecum che il Dipartimento ha preparato per fronteggiare queste evenienze.

    In questo momento l’uso di “messaggi in codice”, soprattutto nella forma “mascherina 1522”, può causare per evidenti ragioni confusione e incomprensioni. “Da sempre le farmaciste e i farmacisti sono un riferimento anche sul piano personale per le loro comunità” afferma il presidente della Fofi, Andrea Mandelli. “E non credo ci possano essere difficoltà a rivolgersi esplicitamente a loro anche in situazioni drammatiche come quelle di cui stiamo parlando”.




    Elena Bonetti Ministro per le pari opportunità e la famiglia
    Elena Bonetti, 45 anni, sposata con Davide, mamma di Tommaso e Chiara. Vive a Mantova. Professore Associato di analisi matematica all’Università degli Studi di Milano.
    Si è laureata in matematica nel 1997 presso l’Università di Pavia. Ha conseguito il PhD in Matematica presso l’Università degli Studi di Milano nel 2002.
    Collabora con numerose Università ed enti di ricerca italiani e internazionali.
    Da sempre impegnata nel mondo giovanile e educativo dello scoutismo.

    “Considero la politica come servizio e farò del mio meglio per garantire a tutte e tutti pari opportunità e fare delle famiglie il pilastro della comunità”

    ha detto il ministro Elena Bonetti il giorno in cui le è stato conferito l’incarico.

     

    FONTE: rifday.it | famiglia.governo.it/
    IMMAGINE: facebook.com | wikipedia.org

  • Violenza sulle donne – Esposizione radiografie all’Ospedale San Carlo di Milano

    Violenza sulle donne – Esposizione radiografie all’Ospedale San Carlo di Milano

    Un ospedale di Milano espone radiografie di donne oggetto di violenze da parte di uomini per evidenziare quello che un medico chiama l’orrore quotidiano della violenza contro le donne. L’ospedale San Carlo ha allestito la mostra nel suo atrio in coincidenza con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che si tiene lunedì 25 novembre 2019.

    Un medico esamina una radiografia del polso rotto di una donna mostrata durante la mostra “L’invisibilità non è un superpotere” che include radiografie di donne anonime che sono arrivate al pronto soccorso dell’ospedale dichiarando di essere vittime di violenza, presso l’Ospedale San Carlo, a Milano, in Italia, venerdì 22 novembre 2019. La mostra, una combinazione di fotografie e radiografie, è stata promossa in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che si svolge il 25 novembre.

    22 novembre 2019
    L’anonimato dei pazienti è stato rispettato nel mettere in mostra le cinque radiografie, inclusa una che mostra la grande lama di un coltello alloggiata nell’addome di una donna. Altre radiografie mostrano arti fratturati, incluso uno stinco rotto in due.

    Per l’inaugurazione dello spettacolo di giovedì, la dott.ssa Maria Grazia Vantadori, chirurga ospedaliera e collaboratrice di donne che subiscono violenze da mariti, fidanzati, familiari o conoscenti, ha osservato che alcuni pazienti non si considerano inizialmente vittime di violenza domestica.

    “Spesso le donne che vengono al pronto soccorso, non sapendo come etichettare ciò che è successo a loro, non dicono immediatamente di aver subito violenza”, ha detto Vantadori. Ma, ha detto Vantadori, “i corpi, le ferite parlano per loro e raccontano le spirali dell’orrore quotidiano”.

    Solo negli ultimi anni le donne in Italia hanno iniziato a farsi strada in una campagna culturale e legislativa in salita per combattere la violenza degli uomini contro mogli e fidanzate precedenti e attuali, nonché contro madri, figlie e sorelle.

    Esposizione Ospedale San Carlo contro violenze subite dalle donne
    Di recente, una generazione fa, il codice penale italiano prevedeva ancora pene detentive di soli tre anni per gli uomini che uccidevano le donne per gelosia.
    Fino al 1981, la legge sanzionava la clemenza per gli imputati di sesso maschile che uccisero le donne per preservare l’onore della famiglia.

    Ma un gruppo di donne coraggiose, tra cui alcune orribilmente sfigurate dopo essere state inzuppate di acido, stanno galvanizzando altre donne – e uomini – a riconoscere i segnali di allarme della violenza domestica e a sostenere coloro che vogliono uscire da relazioni violente.

    Il parlamento italiano ha approvato la legislazione anti-stalking nel 2009. Ma ci sono stati casi in cui le autorità hanno sottovalutato il pericolo rappresentato da uomini gelosi o vendicativi con i quali le donne hanno terminato o hanno cercato di porre fine alle relazioni.

    Venerdì, i medici e il personale ospedaliero e quelli che sono venuti in ospedale per cure mediche hanno smesso di vedere i raggi X, che riflettevano le lesioni dei pazienti negli ultimi 10 anni, ha detto l’ospedale.

    La mostra durerà fino al 9 dicembre.

    FONTE: www.mail.com
    IMMAGINE: www.mail.com
    AUTORE: D’Emilio

  • Dopo il successo del 2013, l’artista poliedrica Vesna Pavan torna al Carrousel du Louvre

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    Vesna Pavan esporrà alcune opere appartenenti al ciclo SKIN in occasione della 14° edizione della mostra Art-Shopping presso il Carrousel du Louvre, a Parigi dal 12 al 14 giugno 2015. La giovane artista friulana era già stata protagonista della 12° edizione dell’evento nell’anno 2013, riscuotendo grande successo.

    I lavori SKIN sono il risultato dell’energia creativa, vero motore dell’opera. E’ colore colato, smaterializzato da qualsiasi supporto, cristallizzato in un attimo preciso del suo tempo di essiccazione. Nessun quadro è uguale ad un altro; come ogni donna: ciascuna è unica con la propria storia, i propri pensieri e le proprie emozioni.

    Il Carrousel du Louvre è un elegante centro commerciale, situato tra l’Arco di Trionfo e il Museo del Louvre, e comprende un ampio spazio espositivo dove si svolgono importanti mostre di arte e fotografia.

    Art-Shopping è la fiera dell’arte “accessibile” con prezzi che non superano i 5000 euro. Scultura, fotografia, design, decorazione ed arte digitale sono alcune delle discipline rappresentate all’interno della grande esposizione, che presenta le nuove tendenze dell’arte contemporanea, selezionando i migliori talenti provenienti da tutto il mondo.

    La Pavan è un’artista impegnata anche nel sociale e sta portando avanti, dal 14 Febbraio 2015, Red&Fucsia, un progetto benefico di sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne. L’iniziativa è frutto di una collaborazione con il Rotary Club di Pavia. 125 opere create appositamente dall’artista verranno vendute all’asta nelle sedi Rotary di 24 paesi, dall’Italia all’India, e il ricavato verrà interamente devoluto ad ASFI (Acid Survivors Foundation India) e ASTI (Acid Survivors Trust International), associazioni che assistono quotidianamente le donne vittime di violenza da acido.

    Le informazioni sull’intera produzione artistica di Vesna sono disponibili sui siti www.vprojects.euwww.vesnapavan.comwww.skinart.info

    Adriana Fenzi

    Via Giacosa 9, 20127 Milano

    Tel +39 328 3190032

    [email protected]

    In collaborazione con

    Studio Ornella Ruffa

    Pubbliche relazioni e comunicazione

    [email protected] Milano, Maggio 2015

  • Maltrattamenti sulle donne: “Tu non mi uccidi più”, di Aluna Pacis

    Si parla tanto di femminicidio e di maltrattamenti sulle donne in genere, dicono che bisogna denunciare, testimoniare, scoprire un fenomeno ancora troppo sommerso. Bene, questo è il libro giusto, perché tratta l’argomento con lucidità e realismo, svelando i meccanismi contorti che spingono un uomo a cercare di eliminare “l’oggetto del desiderio”.

    La storia cattura sin dall’incipit e si legge tutta d’un fiato. Scritta in prima persona ed al presente, come se la stesse vivendo in quel momento, l’autrice e protagonista racconta una relazione che già dalle prime battute promette male. Una storia controversa, discutibile se vogliamo, ma che merita ascolto perché è la vittima stessa a mettersi a nudo ed a rivelarci scenari inediti.

    La trama di “Tu non mi uccidi più” scorre veloce e le vicende catapultano presto Aluna e Giulio in una realtà imprevista e fuori dagli schemi. La regia è diretta da una fatale attrazione sessuale. Scene piccanti, alternate a scene dure, piuttosto che romantiche, compongono il ritmo oscillatorio di un romanzo il cui ritornello è un contrastante sentimento di amore-odio. La scrittura è scorrevole, sintetica, senza fronzoli. Le citazioni e gli sfoghi sul word della stessa autrice aggiungono pennellate originali al testo. Come originali e calzanti sono le due poesie che aprono e chiudono lo scritto.

    Questo libro, oltre a sconcertare il lettore, scatena una serie di interrogativi. Quasi giornalmente la cronaca ci riporta episodi di maltrattamenti sulle donne, ma quante di queste riescono a liberarsi in tempo del proprio carnefice? Quante intuiscono il pericolo che stanno veramente correndo? Quante s’illudono di poter correggere il compagno violento fino a rimetterci la vita? Inutile credere di poter curare il carnefice, lo si capisce bene leggendo “Tu non mi uccidi più”. Titolo anch’esso a doppia chiave di lettura che stimola un’ulteriore domanda: si “muore” tante volte quante sono le umiliazioni subite? Probabilmente sì.

    Aluna crede di essere vittima di un incantesimo ordito dal destino. Ma esiste davvero una “mano” invisibile, oppure siamo noi stessi artefici della nostra sorte? E come si spiega, altrimenti, l’accecante, disarmante, irresistibile infatuazione che sconfigge puntualmente la saggia decisione di chiudere definitivamente un rapporto così pericoloso e dannoso? Oppure, la donna addebita al fato le sue inconsce scelte, avendo riconosciuto, voluto e accettato proprio il modello d’uomo che più disprezza? Certo è che i tratti psicologici della protagonista manifestano chiaramente il bisogno di colmare vuoti affettivi, la ricerca spasmodica di vedere riconosciute le sue qualità, i suoi valori. Dimostrazione questa di una totale disistima di sé.

    In un crescendo di situazioni folli, l’innocua avventura estiva degenererà nell’annunciata e scampata tragedia. Il messaggio finale, tuttavia, è costruttivo. Aluna Pacis, nel suo libro “Tu non mi uccidi più”, trasmette speranza: salvarsi è un dovere, salvarsi si può, i maltrattamenti sulle donne devono finire. Certe lezioni, forse, non arrivano mai per caso. Toccando il fondo, Aluna ha finalmente imparato ad amare, prima di tutto, sé stessa.

  • Antonello De Pierro motiva il suo no alle ronde


    Roma – “ Il decreto governativo non fa altro che sancire il fallimento di tutti gli slogan sbandierati dal governo e dalle amministrazioni locali di centro-destra in campagna elettorale”.
    Con questa frase il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha commentato il provvedimento istitutivo delle ronde civiche emanato dall’esecutivo. “ Non si può sopperire all’ingente taglio apportato al comparto della sicurezza – ha aggiunto De Pierro – con degli escamotage folkloristici che hanno tanto il sapore di farsa e che sono in evidente contraddizione con quanto promesso dalla coalizione berlusconiana. E’ lo Stato che deve sobbarcarsi l’onere di tutelare la sicurezza delle nostre strade e dei nostri spazi pubblici, assicurando alle forze dell’ordine risorse e personale idoneo ad una concreta ed efficace operatività. Il fantomatico poliziotto di quartiere di cui tanto si è parlato è stato forse collocato in pensionamento anticipato ? Credo che l’intenzione occulta sia quella di combattere gli immigrati, facendo leva sulle pulsioni xenofobe a cui i cittadini sembrano essere particolarmente esposti, soprattutto in tempi di crisi economica in cui il fascino delle politiche decisioniste ed antidemocratiche così come delle soluzioni muscolari fai-da-te al problema del presidio territoriale tende ad accrescersi in modo esponenziale. Queste squadre possono essere facilmente permeabili a infiltrazioni da parte di soggetti facinorosi ed esaltati e innescare un meccanismo perverso di autoalimentazione della paura e della percezione di insicurezza che nulla ha a che spartire con una corretta gestione della cosa pubblica. Inoltre – ha concluso il presidente dell’Italia dei Diritti – non possiamo accettare che abbiano contribuito al varo di questi provvedimenti dei parlamentari condannati in via definitiva che sono nella posizione giuridica di pregiudicati e che, di conseguenza, non sono certo le persone più indicate a legiferare in materia penale”.