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  • Roma: in anteprima la presentazione di Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota di Vincenzo Di Michele, 25 Giugno 2014

    Mercoledì 25 giugno 2014 alle 17:30 si terrà a Roma, presso il “Due Ponti Sporting Club” in via dei Due Ponti 48, una presentazione in anteprima dell’ultimo libro dello scrittore e giornalista Vincenzo Di Michele, “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota”.

    Il libro, in uscita a fine giugno per la casa editrice Fernandel Editore, è la novità editoriale dell’anno per l’autore romano che conferma il suo interesse per il sociale, infatti, la presentazione verterà su tematiche come l’annullamento dei matrimoni alla Sacra Rota e la fine dell’assegno di mantenimento all’ex coniuge.

    Non si può più sottacere chele sentenze di nullità dei tribunali ecclesiastici producano i loro effetti anche in ambito civile e in maniera più incisiva”.

    Infatti, una volta sciolto il matrimonio religioso, non solo viene annullato civilmente, ma viene a cessare anche: l’obbligo di corrispondere ogni forma di mantenimento e sostegno economico nei confronti dell’ex coniuge.

    Inoltre, non è assolutamente vero che l’annullamento dei matrimoni al Tribunale della Rota Romana, sia una procedura riservata ai soli ricchi ed ai VIP. Addirittura è prevista una forma di patrocinio gratuito ed un Patrono stabile per coloro che non dispongono di un avvocato di fiducia.

    Sono proprio questi gli argomenti contenuti nella novità editoriale di Vincenzo Di Michele, “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota”.

    Modererà l’incontro, il conduttore televisivo Alessandro Greco. Interverranno gli avvocati Rotali: Carla Guiso e Francesca Renzi.

    In realtà, sempre più coppie si rivolgono ai tribunali ecclesiastici e il dato statistico mostra chiaramente, come a fronte di un aumento delle cause si riscontra anche un aumento delle sentenze affermative della nullità matrimoniale, al punto da lasciar presagire lo scioglimento del matrimonio religioso, una via alternativa al divorzio. Riguardo i tempi: non è che siano poi così distanti da quelli or elaborati nell’attuale riforma del “Divorzio Breve”.

    Ma la vera originalità presentata dall’autore nella sua inchiesta, è stata la trattazione concreta di più di trenta casi pratici di annullamento matrimoniale ove erano presenti dei vizi, tra cui: la simulazione, l’immaturità, l’egoismo, l’incapacità, la malattia, il maschilismo, l’infedeltà, la gelosia, la timidezza, l’infertilità, la violenza, l’esclusione della prole, l’impotenza, l’omosessualità, la ninfomania, la frigidità e alcuni comportamenti sessuali trasgressivi come il voyeurismo e il sadomasochismo.

    In particolare ciò che è stato messo in risalto, sono stati i casi di simulazione parziale – come a esempio: il caso dell’ esclusione della prole, dove i coniugi in modo premeditato e continuativo, hanno avuto una consumazione dei loro rapporti sessuali in modo non naturale ovverosia protetti – dove appunto, si sono manifestati alcuni comportamenti difformi da parte dei partner.

    Vincenzo Di Michele nasce a Roma nel 1962. Laureato in Scienze Politiche si è avviato all’attività giornalistica con pubblicazioni in materia legislativa ed in particolare sulla normativa del Codice della Strada.

    LIBRI

    LA FAMIGLIA DI FATTO (2006, un’analisi sulle tematiche della convivenza more uxorio);

    IO PRIGIONIERO IN RUSSIA (2008, oltre 50.000 copie vendute, vincitore di premi alla memoria storica);

    GUIDARE OGGI (2010, un manuale di guida per le insolite problematiche stradali);

    MUSSOLINI FINTO PRIGIONIERO AL GRAN SASSO (2011, una revisione dei fatti storici sulla prigionia del Duce a Campo Imperatore nel settembre 1943);

    PINO WILSON, VERO CAPITANO D’ALTRI TEMPI ( 2013, la biografia ufficiale dello storico calciatore della Lazio campione d’Italia nel 1974)

    COME SCIOGLIERE UN MATRIMONIO ALLA SACRA ROTA (2014)

    Written by Alessia Mocci

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    http://www.vincenzodimichele.it

    http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Di_Michele

    http://www.fernandel.it

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    http://oubliettemagazine.com/2014/06/09/roma-in-anteprima-la-presentazione-di-come-sciogliere-un-matrimonio-alla-sacra-rota-di-vincenzo-di-michele-25-giugno-2014/

  • In libreria la novità editoriale di Vincenzo Di Michele: Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota, Fernandel Editore

    A giugno in libreria ci sarà una grossa novità: l’uscita della nuova pubblicazione dell’eclettico scrittore e giornalista romano Vincenzo Di Michele, noto per l’impegno nel sociale con pubblicazioni che spaziano dalla tematica della Seconda Guerra Mondiale alla biografia del calciatore Pino Wilson.

    La sua nuova sfida editoriale “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” conferma Fernandel Editore come una casa editrice solida ed affidabile.

    L’autore in questo nuovo saggio indaga sul continuo aumento dei coniugi che uniti in matrimonio, attraverso il rito religioso, allorché in crisi coniugale, optano per lo scioglimento della loro unione innanzi ai Tribunali ecclesiastici anziché per la procedura civile.

    Ci si chiede se sia una scelta di carattere religioso per avere una possibilità di risposarsi in chiesa o altrimenti, se si vuole mirare al beneficio economico visto che le sentenze di nullità ecclesiastiche comportano la cessazione di qualsiasi onere economico verso l’ex coniuge, tra cui appunto l’assegno di mantenimento.

    Nel libro “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” sono riportati più di trenta casi pratici di annullamento matrimoniale dovuti al verificarsi di alcuni comportamenti dei coniugi in cui erano presenti dei vizi, tra cui: l’immaturità, la simulazione, l’egoismo, la timidezza, l’incapacità, la malattia, il timore, il maschilismo, l’infedeltà, la gelosia, l’infertilità, l’esclusione della prole, l’impotenza ed i comportamenti sessuali trasgressivi.

    Vengono quindi descritte le modalità di svolgimento processuale e soprattutto, si analizzano i costi che si devono affrontare e gli eventuali oneri aggiuntivi al Tribunale della Rota Romana.

    BIOGRAFIA

    Vincenzo Di Michele nasce a Roma nel 1962. Laureato in Scienze Politiche si è avviato all’attività giornalistica con pubblicazioni in materia legislativa ed in particolare sulla normativa del Codice della Strada.

    LIBRI

    “La famiglia di fatto” (2006, un’analisi sulle tematiche della convivenza more uxorio);

    “Io prigioniero in Russia” (2008, oltre 50.000 copie vendute, vincitore di premi alla memoria storica);

    “Guidare oggi” (2010, un manuale di guida per le insolite problematiche stradali);

    “Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso” (2011, una revisione dei fatti storici sulla prigionia del Duce a Campo Imperatore nel settembre 1943);

    “Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi” ( 2013, la biografia ufficiale dello storico calciatore della Lazio campione d’Italia nel 1974)

    “Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota” (2014)

    Written by Alessia Mocci

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    http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Di_Michele

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    http://oubliettemagazine.com/2014/05/12/in-libreria-la-novita-editoriale-di-vincenzo-di-michele-come-sciogliere-un-matrimonio-alla-sacra-rota-fernandel-editore/

  • Novità editoriale: la biografia di Pino Wilson, storico calciatore della Lazio, libro di Vincenzo Di Michele

    Lo storico calciatore della Lazio pubblica la sua biografia nel libro Pino Wilson vero capitano d’altri tempi di Vincenzo Di Michele

    Ci sono storie che si raccontano e altre che inevitabilmente si dovranno raccontare.

    Sì, proprio così! Si dovranno raccontare; magari non subito perché il tempo è sempre stato un perfetto galantuomo e un po’ di pazienza non guasta mai; soprattutto quando si tratta di rivisitare e riscrivere alcuni avvenimenti che interessarono il mondo calcistico della serie A, della Nazionale e, perché no, di tutto l’insieme che ruotava intorno a tale sport.

    Così ha scritto Vincenzo Di Michele, autore del libro: “Pino Wilson vero capitano d’altri tempi“.

    Quando Silvio Piola argomentò : “Certo che il segreto della Lazio è proprio in quell’omino con la fascia che gioca lì dietro!”, aveva inquadrato perfettamente il valore calcistico e la personalità di Giuseppe Wilson.

    Che si trattasse di un giocatore al di sopra della media lo dicono i numeri: quasi 400 presenze con la maglia della Lazio e sempre con la fascia al braccio. E poi, la militanza nella Nazionale italiana nonché presenziò ai mondiali del 1974 in Germania.

    L’attenzione dei media di allora si dirigeva però prevalentemente su Chinaglia; non poteva essere diversamente. Tra gol, provocazioni e gesti impulsivi, “Long John” era senza dubbio il personaggio di richiamo per le testate giornalistiche, ma in quella squadra mattana e garibaldina come fu quella Lazio vincente del periodo Maestrelli, lì dietro c’era un altro grande giocatore che si chiamava Wilson.

    Era un giocatore molto richiesto sul mercato e corteggiato dagli altri club. Eppure, non cambiò mai maglia e non seguì neanche Chinaglia nella sua definitiva avventura nel Cosmos nonostante le allettanti proposte economiche d’oltreoceano. Ed ancora: fu uno dei pochi che conseguì una brillante laurea, quando era ancora nel pieno dell’attività calcistica e per di più, sposato e con due figli.

    C’è qualcosa però che si contrappone alla situazione citata. In effetti, ciò che risulta piuttosto insolito, e nel contempo richiama l’attenzione verso una rivisitazione storica, è proprio la comprensione delle ragioni per cui un personaggio simbolo – peraltro cresciuto in una famiglia benestante, borghese e di ancorati e sani principi – come Pino Wilson, sia stato coinvolto nei primi anni 80, in quella vicenda del calcio scommesse.

    Quanto or menzionato è senza dubbio meritevole di miglior chiarezza considerando, in particolar modo, il comportamento a seguire del capitano della Lazio. Infatti, in una sorta di autopunizione, non solo stracciò il contratto che la Lazio gli aveva sottoscritto per il ruolo di dirigente, ma si allontanò per molti anni dall’ambiente calcistico.

    Sono questi i tratti salienti che Vincenzo Di Michele – vivendo gomito a gomito con lo storico Capitano della Lazio nella rievocazione del suo trascorso calcistico – ha voluto affrontare e narrare nella biografia ufficiale di Giuseppe Wilson.

    Written by Alessia Mocci

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    http://oubliettemagazine.com/2013/04/20/lo-storico-calciatore-della-lazio-pubblica-la-sua-biografia-nel-libro-pino-wilson-vero-capitano-daltri-tempi-di-vincenzo-di-michele/

  • Il grande successo di Suor Paola e del cuore dei Laziali al Gran Teatro di Roma

    Ancora una volta il cuore biancazzurro, quello vero, ha conseguito il suo risultato. Oltre 1.500 persone al Gran teatro di Saxa Rubra per un evento di beneficenza del 28 maggio 2012 fortemente voluto da Suor Paola e da Pino Wilson insieme a quelli del 74, il cui incasso è stato devoluto alla So. Spe. ( Solidarieta e Speranza), all’Associazione onlus Piccoli Passi e al Policlinico Umberto I.

    È stata la vittoria dei bambini ed anche dei più grandi che richiedevano foto e autografi a Cristian Ledesma ed a quelli del 74. La serata è stata presentata da Tiberio Timperi ed Elisabetta Ferracini, coadiuvati da Anna Falchi in veste di madrina. Tony Malco ha subito creato un clima da stadio, grazie alla sua “Vola Lazio Vola” dove il pubblico con in alto le sciarpe accompagnava in coro la sua voce. Sullo schermo scorrevano intanto dei filmati d’epoca di Fulvio Bernardini, della Coppa Italia del 1958 e di Bob Lovati.

    Clemente J.Mimum ha raccontato degli aneddoti sulla Lazio vincente del periodo presieduto da Sergio Cragnotti. Una nota di simpatia è stata poi regalata da Pino insegno con le sue battute. Tra le tante: “La gente per strada non mi ferma per farmi i complimenti per i miei spettacoli, ma mi domanda subito: che famo domenica?”.

    Mariella Nava ha interpretato “Spalle al muro”, canzone scritta da lei e portata al successo da Renato Zero; a seguire è stata la volta di Vincenzo Capua, figlio del medico e lazialissimo Pino Capua, che ha cantato “E ci sei tu”.

    È stata quindi dedicata una standing ovation a Mirko Fersini il giovane calciatore della Lazio scomparso per un tragico incidente ed è stata menzionata, la concreta iniziativa intrapresa con una distribuzione di 250 copie in omaggio del libro “Guidare Oggi” dello scrittore Vincenzo Di Michele, proprio per arginare il triste fenomeno delle stragi stradali.

    Un frangente certamente emozionante è stato quello in cui Giuseppe Wilson, Giancarlo Oddi, Felice Pulici, Vincenzo D’Amico, Mario Facco, Michelangelo Sulfaro e Franco Nanni in piedi sul palco e con sguardi visibilmente commossi, hanno assistito alla proiezione di vecchi filmati della Lazio del 1974 con Tommaso Maestrelli, Umberto Lenzini e soprattutto – vista la recente scomparsa – l’indimenticabile Giorgio Chinaglia.

    Era anche presente l’arbitro Francesco Panzino il quale, diresse quel memorabile Lazio Foggia del 12 maggio 1974 che di fatto permise alla Lazio di fregiarsi del suo primo scudetto. Wilson, Il capitano storico della squadra biancoceleste, ha poi ringraziato i tifosi della Curva Nord per il sostegno sempre apportato alla squadra, meritevoli dunque dell’appellativo “ laziali doc”. A seguire sono saliti sul palco tutti i presentatori di Radiosei e la conduttrice artistica Lucilla Nicolanti che ha ricordato il compianto Gianni Elsner.

    Suor Paola, fortemente acclamata dai presenti, ha quindi illustrato i progetti che la sua associazione So.Spe , – con il sempre presente Luigi Anchisi – intende realizzare per le persone meno fortunate.

    In conclusione c’è stato il saluto del Sindaco di Roma Gianni Alemanno e dell’Assessore allo Sport Alessandro Cochi.

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

    Sito internet: http://www.vincenzodimichele.it/
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    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2012/05/30/il-grande-successo-di-suor-paola-e-del-cuore-dei-laziali-al-gran-teatro-di-roma/

  • Serata di Beneficenza “Laziali D.O.C.”, 28 maggio 2012 al Gran Teatro di Roma

    Dal cabaret al cinema, dalla canzone all’informazione, saranno loro i protagonisti che intratterranno il pubblico che affluirà al Gran Teatro di Roma in località Saxa Rubra, il 28 Maggio alle ore 20,45.

    Una serata questa, all’insegna della beneficenza promossa dalla sempre presente Suor Paola e da Pino Wilson insieme a Quelli del 74.

    L’incasso verrà infatti devoluto: alla So.Spe. ( Solidarieta e Speranza), all’Associazione onlus Piccoli Passi e al Policlinico Umberto I.

    Presenterà Tiberio Timperi e si alterneranno sul palco: Anna Falchi, Elisabetta Ferracini, Mariella Nava, Mauro Mazza, Guido Paglia, Pino Insegno, Enrico Montesano, Syria, Clemente Mimum, Fabrizio Maffei, Dario Argento, Francesco Pannofino ed Enrico Brignano con una clip.

    Non mancheranno alcuni giocatori della Lazio oltre ovviamente a “Quelli del 74 “ nonché altri personaggi e Autorità appartenenti a questa gloriosa Società Sportiva.

    Certamente la passione per i colori biancocelesti – commenta lo storico Capitano della Lazio, Giuseppe Wilson – è quel collante che ha permesso di dare lo spunto per l’evento “ LAZIALI D.O.C ”, ma non dobbiamo dimenticare che al di là dello sport ci sono altre iniziative sociali e benefiche che devono essere intraprese prescindendo dal colore delle nostre maglie.

    Sono queste le ragioni, per cui abbiamo invitato delegazioni del settore giovanile della Lazio e della Roma.

    Inoltre, proprio sulla base del recente tragico avvenimento dove purtroppo un giocatore delle giovanili della Lazio ha perso la vita per un incidente stradale, verranno quindi consegnate 250 copie in omaggio del libro “Guidare Oggi” dello scrittore Vincenzo Di Michele le quali, andranno in beneficio alle predette delegazioni ed alla Associazione So.Spe. di Suor Paola.

    Per coloro che non potranno essere presenti, l’evento sarà trasmesso in radiocronaca diretta da “Radio Sei” mentre una sintesi televisiva andrà successivamente in onda sul Canale Rai Sport.

    Il costo del biglietto è di Euro 20 per la poltronissima e di Euro 10 per la platea.

    La prevendita sarà effettuata nei seguenti punti:

    Via Farina n. 34/36 ( tel. 064826688)

    Via Prenestina n. 200

    Via degli Scipioni n.84 ( tel.0639737890)

    Via Vittoria Colonna n.30

    Piazzale Eugenio Morelli n.33 (tel. 06 65793241 ).

    Via di Acilia n.365 ( altezza Piazza Eschilo)

    Piazza Monteleone da Spoleto ( bar Fiocchetti tel. 063338156).

    Per ulteriori informazioni consultare il sito www.vincenzodimichele.it

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

    Fonte:

    http://www.vincenzodimichele.it/2012/05/08/serata-di-beneficenza-laziali-d-o-c-il-28-5-2012-al-gran-teatro-di-roma/

  • Plasgomma supporta la sicurezza stradale con Guidare Oggi di Vincenzo di Michele

    Da Esanatoglia ( Mc) un investimento concreto per la sicurezza stradale: la singolare iniziativa per la prevenzione degli incidenti stradali di una grande industria nazionale specializzata nelle materie plastiche

    Fatti e non parole, nessun discorso accademico e niente spot, ma solo un deciso contributo finalizzato esclusivamente alla realizzazione un libro sull’effettiva prevenzione contro i drammatici incidenti mortali che si verificano con dolorosa costanza nelle strade del nostro Paese. Questa in sintesi la singolare e meritevole iniziativa intrapresa da una grande industria italiana specializzata nello stampo delle componentistiche plastiche per auto e moto.

    Plasgommma srl con sede a Esanatoglia ( Mc) e protagonista di tale progetto decisamente innovativo, così si è espresso in una sua intervista: “Con Il libro “Guidare Oggi” di Vincenzo Di Michele abbiamo deciso di dare un chiaro ausilio a quegli argomenti non sempre approfonditi come il trasporto su strada delle attrezzature turistiche e sportive (windsurf,barche e gommoni, roulotte, rimorchi di vario tipo), la circolazione dei S.U.V., camper, trattori agricoli, autocarri e furgoni. Inoltre, un argomento cui tenevamo particolarmente è stato quello del motociclista, la sua condotta di guida, il suo abbigliamento e soprattutto l’analisi delle reali e annose problematiche connesse proprio al trasporto dei bambini sulle due ruote.

    In effetti il libro forte anche di alcune storie estratte dagli opuscoli dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada e di un’immagine di copertina decisamente evocativa , vuole essere un chiaro messaggio per sensibilizzare l’utenza degli automobilisti ad un’accurata riflessione.

    L’autore del libro Vincenzo Di Michele, dopo aver menzionato degli argomenti specificatamente analizzati, così ha commentato in merito alle sue intenzionali omissioni : “A cosa sarebbe servito trattare delle sanzioni e dei vari provvedimenti disciplinari? Non ho ritenuto ottimale tale scelta né tantomeno il discorso correlato all’ inasprimento delle pene. Al loro posto ho preferito inserire le testimonianze dei familiari delle vittime della strada, le quali, oltre a essere delle brevi descrizioni di ciò che è accaduto , esprimono tutta la drammaticità umano affettiva di chi purtroppo viene a trovarsi in tale situazione. Una citazione su tutte a emblema di tali paradossali avvenimenti è proprio quella di due figli che rivolgendosi al pirata della strada, gli hanno urlato a gran voce “La tua velocità ci ha reso orfani”.Con la speranza che questo libro sia di buon utilizzo a tutti i lettori.

    Link utili:

    http://www.plasgomma.com/

    www.vincenzodimichele.it

    Novità editoriale di Vincenzo Di Michele:
    http://oubliettemagazine.com/2011/10/14/falsa-prigionia-di-mussolini-al-gran-sasso-testimonianze-inedite-per-una-storia-da-riscrivere-%E2%80%93-vincenzo-di-michele/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa Vincenzo Di Michele

  • Falsa prigionia di Mussolini al Gran Sasso, testimonianze inedite per una storia da riscrivere – Vincenzo Di Michele

    Perché nessuno degli agenti di custodia sparò un colpo?
    Perché la propaganda nazista diffuse una versione della liberazione in buona parte falsa? Perché erano presenti dei cineoperatori e la scena della liberazione, fu ripresa con meticolosità in ogni frangente?
    Perché Badoglio che si era impegnato a consegnare Mussolini agli anglo-americani, non lo fece?”
    Perché erano presenti dei personaggi estranei nello stesso albergo di Campo Imperatore?

    Quella finta liberazione di Mussolini a Campo Imperatore da parte delle forze tedesche fu solo un’apparente operazione militare per non consegnare il Duce alle forze Anglo Americane.

    Così Vincenzo Di Michele nell’anteprima del libro “Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso”.

    Sulla prigionia di Mussolini al Gran Sasso restano ancora molti aspetti da chiarire. Nessuno infatti è tutt’ oggi a conoscenza circa le reali intenzioni del Re e di Badoglio nei confronti della sorte del Duce. Si doveva consegnare alle forze anglo americane? o altrimenti si era già d’accordo con i Tedeschi?

    In merito a tale ultima ipotesi, Vincenzo Di Michele autore della novità editoriale ” Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso con comprovata documentazione degli archivi di stato arricchita peraltro da fonti giornalistiche del primo dopoguerra e da testimonianze dirette di chi era presente in quel settembre 1943, ha in parte riscritto la storia di quei giorni turbolenti evidenziando anche alcuni tasselli mancanti nel resoconto storico.

    Ma quale azione eroica dell’esercito Tedesco? ma quale efficienza dei servizi segreti?

    Il popolo sapeva, tutti proprio tutti – afferma il Di Michele – erano a conoscenza dell’ubicazione di Mussolini. Addirittura, viene menzionata la presenza di tre personaggi nell’albergo di Campo Imperatore invitati proprio dal tenente Alberto Faiola, Comandante del nucleo Carabinieri addetto alla sorveglianza di Mussolini al Gran Sasso.

    Uno di questi personaggi, Alfonso Nisi peraltro originario di Fano Adriano piccolo paese alle pendici del Gran Sasso, rilasciò persino un’intervista dove dichiarò la sua presenza in quei giorni proprio nell’albergo di Campo Imperatore affermando poi che Mussolini a Campo Imperatore: “poteva fare quel che gli pareva e piaceva, vedere gente, ricevere e inoltrare lettere clandestine, e che, insomma, la sorveglianza non era né stretta né efficace.

    Sta di fatto che tale personaggio Alfonso Nisi, si trovò presente al momento della liberazione di Mussolini, e che la sua presenza lassù era certamente indebita. La notizia in oggetto, in realtà era stata pubblicata ai primi degli anni 60, dalla rivista Storia Illustrata anche se passò del tutto inosservata. Ed inoltre, è stata attentamente analizzata la concreta possibilità di intraprendere la via di fuga verso il versante teramano portando così il Duce in luoghi più sicuri. Ad esempio, a soli 30 minuti di marcia, c’era il rifugio Duca Degli Abruzzi tra l’altro proprio in uso all’Aereonautica Militare o anche il Rifugio Garibaldi.

    Eppure, il tenente Alberto Faiola, Comandante dei Carabinieri al Gran Sasso, fu encomiato per la sua piena aderenza alle disposizioni impartite.

    Pertanto – sempre secondo L’autore – quella liberazione di Mussolini a Campo Imperatore da parte delle forze tedesche è una storia da riscrivere.

    Recensione “Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/10/04/mussolini-finto-prigioniero-al-gran-sasso-di-vincenzo-di-michele-una-storia-da-riscrivere-2/

    Per coloro che volessero saperne di più dell’autore lascio il link diretto che riporta direttamente al suo curatissimo sito nel quale potrete seguire le novità sulle sue pubblicazioni ed eventi:

    http://www.vincenzodimichele.it/

    Vincenzo Di Michele è anche su Facebook:

    http://www.facebook.com/pages/Mussolini-finto-prigioniero-al-gran-sasso/132345676864406

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

    http://oubliettemagazine.com/2011/10/14/falsa-prigionia-di-mussolini-al-gran-sasso-testimonianze-inedite-per-una-storia-da-riscrivere-%e2%80%93-vincenzo-di-michele/

  • Intervista della radio La voce della Russia a Vincenzo Di Michele ed al suo Io prigioniero in Russia

    Onore alla popolazione Russa : in una sua rivisitazione storica, così ha dichiarato Vincenzo Di Michele nella sua intervista alla radio internazionale “ La voce della Russia “ in occasione della ricorrenza del 70° anniversario dell’ offensiva Nazista contro l’unione Sovietica

    La prima linea era una vero bagno di sangue; era veramente qualcosa di ossessionante.
    Di loro potevo immaginare dei ragazzi ventenni come me; Da Ivan di Pietroburgo ad Alexander del Kazakistan a Vladimir della Siberia fino ad Andrej di Mosca.
    Io però non li conoscevo. Loro erano il nemico bolscevico che dovevamo sconfiggere.
    E allora dopo ben 50 anni , voglio ora scrivere a Ivan, Alexander, Vladimir, Andrej e a tutti i ragazzi Russi, allora poco più che ventenni: “noi soldati eravamo presenti, ma non disponevamo della padronanza delle nostre menti poiché il soldato semplice, ultima ruota come altre migliaia e migliaia, è tenuto solo a obbedire e combattere.

    (Brano tratto da “Io Prigioniero in Russia” di Vincenzo Di Michele – Testimonianza di Alfonso Di Michele, soldato Italiano nella campagna di Russia II guerra mondiale)

    Nella ricorrenza del 70° anniversario della “Grande Guerra Patriottica”, così definita in Russia, che ha visto l’invasione della Germania nazista contro l’Unione Sovietica, La Voce della Russia – che si colloca fra le cinque più popolari emittenti internazionali, con 109 milioni di audience con trasmissioni in 37 differenti lingue – ha intervistato Vincenzo Di Michele, autore del libro “ Io prigioniero in Russia, figlio del soldato Alfonso Di Michele che partecipò in forza alla divisione Julia alla Campagna di Russia.

    L’intervista è stata rilasciata dall’autore alla corrispondente Niva Mirakyan.

    N.M.: Perché lei ha deciso di affrontare la storia della “Grande Guerra Patriottica”, precisando a tal conto la definizione da noi russi conferita a tale guerra ?

    Vincenzo Di Michele: Perché mio padre prima di morire nel 1993, dopo ben 50 anni, ha deciso di scrivere un diario raccontando la sua guerra in Russia. Ha raccontato la sua avventura cioè quella di un giovane ventenne che è andato a combattere in Russia nella Seconda Guerra Mondiale. Pertanto, ho sentito il dovere di rendere una nuova visione storica, un nuovo panorama storico come mai prima si era raccontato. Infatti, si è parlato sempre di strategie di guerra ma non della guerra di ragazzi di 20 anni e del popolo italiano e del popolo russo.

    N.M.: Che cosa ha scoperto della Russia e dei russi mentre faceva la ricerche per il Suo libro, che non sapeva prima?

    Vincenzo Di Michele: Un popolo di grande umanità. Nei libri si è sempre narrato delle sofferenze patite dagli italiani per via dei russi. Indubbiamente, la guerra è guerra, ma quello che non sapevo è stata l’umanità dei Russi e soprattutto delle mamme russe perché se io sono ora qui a raccontare queste storie, lo devo proprio alle mamme russe che hanno aiutato tanti, tanti italiani.

    N.M.: Che impressione ha fatto la Russia sul protagonista del Suo libro ovverosia su suo padre ?

    Vincenzo Di Michele: La storia che io ho narrato, l’ho vissuta e quindi scritta attraverso i racconti di mio padre. Non si può negare come tale guerra abbia provocato i migliaia di morti nei Campi di Prigionia. Ad onor di verità neanche la Russia si aspettava quell’enorme massa di prigionieri. Peraltro si deve anche dire che gli stessi russi hanno avuto milioni e milioni di morti perché addirittura, se non erro sono stati 20 milioni.

    N.M. : Perché a Suo avviso, oggi, nel 2011, è ancora importante scrivere dei libri sulla Seconda Guerra Mondiale?

    Vincenzo Di Michele : Perché è importante il revisionismo storico. Hanno sempre descritto la Russia come un luogo di sofferenza dove sono morti tanti italiani. È vero, lo devo dire, sono morti tanti italiani e anche tanti russi però si deve dare onore alla Russia. Innanzitutto, il popolo italiano è andato lì a combattere invadendo il territorio di un altro popolo e poi siamo stati accolti nonostante l’evidente povertà economica, da un popolo con grande umanità. Senza dubbio un grande aiuto ai nostri soldati è stato dato dalle donne russe. Queste, pur essendo in tempo di guerra e a loro volta con dei figli da sfamare, con un cuore grande come le nostre mamme facevano del loro meglio porgendo ai nostri soldati quel poco di cui disponevano tra patate, pane carote e miglio bollito. Un sentito tributo anche se a distanza di tempo deve essere conferito a quelle ragazze. Infatti, e di questo posso dare testimonianza diretta grazie a mio padre il quale è stato un vero e proprio miracolato, anch’esse sono state decise protagoniste; forse poi ci sono state anche storie d’amore, con i famosi “italiansky khorosho”, e grazie a loro, grazie alla Russia, si consegnano alla rivisitazione storica nuovi elementi che indubbiamente meritano di essere approfonditi.

    Se volete ascoltare l’intervista direttamente dal sito della radio internazionale “La voce della Russia” clicca qui:

    http://italian.ruvr.ru/2011/07/01/52668960.html

    Per coloro che volessero saperne di più dell’autore lascio il link diretto che riporta direttamente al suo curatissimo sito nel quale potrete seguire le novità sulle sue pubblicazioni ed eventi:

    http://www.vincenzodimichele.it/

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    Recensione “Io prigioniero in Russia”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/25/io-prigioniero-in-russia-di-vincenzo-di-michele-la-stampa-edizioni/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

  • Io prigioniero in Russia di Vincenzo Di Michele, La Stampa Editore

    In quei giorni di combattimento gli aerei russi ci lanciarono sulle nostre linee dei volantini, invitandoci alla diserzione. In tali messaggi ci ricordavano le festività di Natale, le nostre mogli, i nostri figli e i familiari. Ci dicevano: ‘Perché siete venuti qui in Russia a combattere contro un popolo che non ha mai minacciato di invadere l’Italia?’ Quindi concludevano dicendo di tornare a casa o di darci prigionieri.”

    I racconti di guerra non sono tutti uguali. Ogni ricordo ha la caratteristica di essere l’esperienza di una vita, di una vita che ha potuto raccontare ciò che realmente è successo. Non quindi il racconto dei vincitori, non quello dei vinti ma le parole di un uomo che durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale si è trovato in terra straniera, lontano dai familiari, in un luogo del quale non si conosceva nulla con una sola convinzione: sarà breve. L’unica convinzione che Alfonso Di Michele aveva si è dimostrata errata.

    Io, prigioniero in Russia”, edito nel 2008 dalla casa editrice L’Autore Firenze Libri e dopo numerose ristampe edito dalla casa editrice La Stampa Editore, ha venduto 50.000 copie ed è la seconda pubblicazione dell’autore Di Michele Vincenzo, scrittore e giornalista pubblicista. La prima pubblicazione è avvenuta nel 2006 “La famiglia di fatto” e l’ultima risale al 2010 “Guidare oggi”. Tre libri che sottolineano la poliedricità di contenuti e la salda attenzione verso la società.

    “Io, prigioniero in Russia” è il diario di un uomo che a distanza di 50 anni dagli episodi narrati ha sentito il bisogno di lasciare la sua personale testimonianza. Un’esperienza, quella della campagna in Russia, che ha solcato profondamente lo spirito ed il corpo e che doveva esser raccontata per sottolineare che protagonista della guerra è stato il popolo; per questo “Io, prigioniero in Russia” è sinonimo di “guerra vista con gli occhi dell’uomo comune”. Alfonso Di Michele (1922, Intermesoli fraz. Pietracamela – 1993, Roma) è stato uno dei 10.000 reduci che hanno avuto la fortuna di tornare in Italia, 10.000 su 200.000 soldati inviati per la campagna in Russia. Un diario che amorevolmente il figlio Enzo Di Michele ha curato e pubblicato per condividere questa preziosa documentazione storica su un argomento scottante sul quale si vuole tacere.

    C’era la fame; una fame di quelle vere che ti istradava il cervello verso un unico pensiero. Mangiare, mangiare; sempre mangiare. Solo chi ha vissuto una simile esperienza può comprendere quali variegate sensazioni si provano, quando lo stomaco incessantemente ti reclama il cibo. È veramente un’ossessione trascorrere la giornata nel pensare a qualcosa da mettere sotto i denti, e ancora più ossessionante è il pensiero mirato all’escogitare delle possibili soluzioni per procurarsi il cibo.”

    Tredici capitoli nei quali passo passo Alfonso Di Michele ci racconta della sua vita, di chi era, di quando è partito da Intermesoli piccolo paese alle pendici del Gran Sasso, delle sue speranze, delle sue convinzioni, del gelido freddo russo, della gentilezza delle donne russe, della battaglia, delle differenze con i soldati tedeschi, dei temuti lager dei quali si evita in genere di parlare, della marcia del ‘davai’, della prigionia, del cannibalismo, del tifo petecchiale, della fame ossessiva, degli amici morti per denutrizione, delle mancate informazioni, del ritorno a casa.

    Il primo abbraccio fu quello ai miei fratelli e al mio compare allorché mi vennero a prendere per riportarmi a casa. In quel 7 dicembre del 1945, in una notte decisamente invernale con i fiocchi di neve che si aggrappavano delicatamente sui tetti delle case, peraltro già carichi di un consistente strato di manto nevoso, si consumava l’insperato ritorno al mio paese.

    Per coloro che volessero saperne di più dell’autore lascio il link diretto che riporta direttamente al suo curatissimo sito nel quale potrete seguire le novità sulle sue pubblicazioni ed eventi:

    http://www.vincenzodimichele.it/

    Vincenzo Di Michele è anche su Facebook:

    http://www.facebook.com/pages/Vincenzo-di-Michele/148568031840673?ref=ts&sk=wall

    Link sulla biografia di Vincenzo Di Michele:

    http://oubliettemagazine.com/2011/02/18/vincenzo-di-michele-vita-ed-opere/

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

  • Soluzioni patrimoniali per la convivenza: La famiglia di fatto, di Vincenzo Di Michele

    Parimenti nessun diritto sulla quota legittima ereditaria è riconosciuto al convivente, pertanto è da escludersi la presenza dello stesso nella categoria dei soggetti legittimari, ovverosia, di quei soggetti che sono considerati eredi necessari, ai quali deve comunque esser attribuita una quota dell’eredità anche contro la volontà espressa nel testamento dal defunto.”

    Convivente, eredi necessari, testamento. La società è mutata e continua a mutare, oggi sempre più coppie decidono di vivere insieme senza l’atto matrimoniale. Questa scelta nasce da diverse motivazioni vuoi il singolo che non assegna un vincolo legislativo all’unione e dei vincoli vuoi una prova pre-matrimoniale di conoscenza vuoi il cambiamento delle strutture socio-economiche-culturali, ma non cambia la situazione che si viene a creare della “famiglia di fatto”.

    La famiglia di fatto”, edito dalla casa editrice Firenze Atheneum Edizioni, è la prima pubblicazione dello scrittore e giornalista pubblicista Vincenzo Di Michele(1962, detto Enzo). Le altre pubblicazioni dell’autore sono “Io, prigioniero in Russia” edito dalla casa editrice La Stampa e “Guidare Oggi” edito da Curiosando Editore. Un esordio particolare che sottolinea un solido impegno etico e sociale dello scrittore romano nella trattazione delle problematiche della convivenza che si incontrano, soprattutto, a livello legale, tutto diviene un intoppo perché si ritiene “nucleo famigliare” solamente l’unione di due persone con il matrimonio. “La famiglia di fatto” consta di introduzione, cinque capitoli (“La famiglia di fatto tra società civile e famiglia legittima”, “La posizione giuridica della famiglia di fatto nell’ordinamento”, “I rapporti tra conviventi”, “Il diritto di abitazione della convivenza more uxorio”, “Lo scioglimento dell’unione”), conclusione e note bibliografiche.

    Lo stile di vita della famiglia more uxorio non è dissimile a quella della coppia sposata, si hanno le spese in comune, una casa, dei figli e soprattutto dei sentimenti ma, la loro unione non è riconosciuta anzi viene considerata “transitoria” ed “occasionale”. Gli aspetti ereditari dei conviventi, le difficoltà del testamento, il diritto all’abitazione comune, la riduzione dell’assegno di mantenimento nel caso in cui il coniuge separato intraprenda una nuova relazione di convivenza con diverso partner, la mancanza di reversibilità per il coniuge superstite in caso di morte per uccisione o malattia del compagno sono dei temi scottanti che Vincenzo Di Michele pone ai suoi lettori, temi ai quali l’autore porta possibili soluzioni basandosi sulla sua conoscenza degli articoli del Codice Civile e delle sentenze della Corte di Cassazione.

    Si potrebbe allora prospettare l’ipotesi di uno scioglimento della convivenza rivolgendo lo sguardo, non tanto alla configurabilità di una pretesa risarcitoria inerente all’individuazione di una responsabilità della rottura, quanto a verificare se nel corso del rapporto para-coniugale siano avvenute delle profonde ingiustizie e disparità che abbiano danneggiato uno dei due conviventi.

    Su tale punto è bene rammentare ciò che si è già detto allorché si è posto in rilievo il concetto di equità, non ché le soluzioni di equità contemplate dall’ordinamento giuridico, applicabili al rapporto di convivenza more uxorio nel caso della cessazione dell’unione.”

    Che diritti hanno i componenti della famiglia di fatto quando l’unione si scioglie? E se uno dei due muore improvvisamente, perché il superstite risulta un semplice coinquilino? “La famiglia di fatto” porta alla luce sagaci risoluzioni per superare i problemi della mancanza di leggi che possano tutelare pienamente il rapporto more uxorio, risoluzioni che salvaguardano i diritti delle coppie che decidono di convivere senza unirsi in matrimonio.

    Pertanto, sulla base dell’evento del decesso naturale, in conformità ad un’aspettativa di fatto quale quella ereditaria e tenendo sempre presente l’insussistenza in capo a ciascuno dei partner di un riconoscimento successorio per via legittima, non si può non analizzare il testamento come soluzione più idonea e appropriata al caso in questione, proprio perché la soluzione testamentaria, in quanto atto mortis causa, sarà finalizzata a disciplinare situazioni che sorgono per effetto della morte del convivente, e quindi sarà destinata a produrre i suoi effetti solo dopo il decesso del partner.”

    Per coloro che volessero saperne di più dell’autore lascio il link diretto che riporta direttamente al suo curatissimo sito nel quale potrete seguire le novità sulle sue pubblicazioni ed eventi:

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    Link diretto dell’intervista rilasciata a Radio L’Olgiata su “La famiglia di fatto”:

    http://www.vincenzodimichele.it/audio/Intervista-libro-La-Famiglia-di-Fatto.mp3

    Alessia Mocci

    Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele