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  • Vantaggi fiscali della previdenza complementare

    La riforma delle pensioni del 2013 dell’ex ministro Fornero ha sancito il passaggio dal metodo retributivo al metodo contributivo. Le pensioni future saranno in tal modo saranno sempre più il frutto delle scelte fatte durante la vita lavorativa di ognuno di noi. Questo sistema garantisce il principio di equità e la sostenibilità dell’intero sistema, ma non sempre le prestazioni pensionistiche saranno generose, come accadeva con quelle precedenti (metodo retributivo) che spesso risultavano ricche proprio perché finanziate dallo stato. Si rende quindi necessario valutare la possibilità di integrare la pensione pubblica con una privata. I fondi pensione nascono proprio per soddisfare questa esigenza. La partecipazione dei giovani alla previdenza complementare resta limitata rispetto agli altri paesi europei. Soltanto il 18 per cento dei lavoratori con meno di 35 anni è iscritto a una forma pensionistica complementare. Il legislatore, conscio di questa situazione, ha adottato una serie di rilevanti vantaggi fiscali per la previdenza complementare allo scopo di incentivarne lo sviluppo: 1) Imposta sostitutiva dell’11% sui rendimenti. Le plusvalenze annuali realizzate dal Fondo sono soggetti ad un’imposta sostitutiva fissa delle imposte sui redditi pari all’11%, che risulta più conveniente rispetto alla tassazione su altre forme di investimento finanziario (attualmente pari al 20%). 2) Assenza del pagamento dell’imposta di bollo. I prodotti previdenziali (Fondi Pensione Aperti e Piani Individuali Previdenziali) non rientrano nel perimetro dei prodotti finanziari ed assicurativi per i quali è dovuto il pagamento dell’imposta di bollo. 3) Deducibilità sui contributi versato fino a 5.164 euro. Anche l’eventuale contributo del datore di lavoro è deducibile dall’Irpef mentre il TFR non concorre alla formazione dell’importo deducibile. La deduzione massima comporta un risparmio fiscale che oscilla tra € 1.187 e i 2.220 (col versamento annuo di 5.164€). Inoltre, agevolazione particolarmente interessante per i giovani lavoratori (assunti dopo il 1 gennaio 2007), dal 6° al 25° anno di permanenza nel fondo esiste la possibilità di dedurre fino al 50% in più della deducibilità di cui non si è usufruito nei primi 5 anni lavorativi (con un limite a 7.746,86 euro annui). Infine è utile ricordare che i fondi pensioni hanno dei rendimenti molto interessanti.