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  • Meth Sambiase vincitrice del Premio Leandro Polverini con Una clessidra di grazia, Rupe Mutevole Edizioni

    Il premio Nazionale di Poesia Edita “Leandro Polverini” si è appena concluso con l’assegnazione dei premi. Al terzo posto nella sezione Poesia Ellittica è risultata vincitrice Meth Sambiase con la sua silloge “Una clessidra di grazia”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Sopralerighe”.

    La motivazione del premio:

    Meth Sambiase rivela una travolgente capacità di giocare con i ritmi dei suoi versi che s’inerpicano in esplorazioni gutturali, semiotiche, mnemoniche, pungolando il lettore ad una interpretazione conoscitiva verso la riacquisizione personale di un senso dell’esistere.

    La poetica della raccolta è declinata nel segno dell’insieme, della comunione e di un’inclusività ellittica capace di comprendere passato, presente e futuro laddove l’Autrice suggerisce che finché le parole non moriranno, così sarà di lei.

    L’assegnazione dei diplomi e la consegna di una pubblicazione omaggio avverrà domenica 27 novembre 2011 alle ore 10.00 presso la Sala Conferenze dell’Hotel Lido Garda in Piazza G. Caboto n°8 ad Anzio (RM).

    Recentemente Meth Sambiase è risultata vincitrice con una silloge inedita della Terza Edizione del Premio “La Vela d’Oro 2011”.

    All’acqua torno” (tratta da “Una clessidra di grazia”)

    All’acqua torno

    Tutto intorno è silenzio

    L’acqua mi culla,

    il sale dissolve i miei colori

    Nel barcone di vetro,

    senza palpebre attendo

    la corrente dei canti dei pesci

    muti corrono i miei pensieri

    rovesciano occhi corvini e desideri

    nei fiumi,

    il gelo si disperde

    nel mare,

    alla mia anima mi ricongiungo

    Recensione de “Una clessidra di grazia”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/06/25/una-clessidra-di-grazia-di-meth-sambiase-rupe-mutevole-edizioni-2011/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Meth Sambiase, autrice di Rupe Mutevole Edizioni, vince con una silloge inedita la Terza Edizione del Premio La Vela d’Oro 2011

    Venerdì 30 settembre 2011, alle ore 21:30, sono stati consegnati i premi ai vincitori della Terza Edizione del Premio “La Vela d’Oro 2011”, un evento emozionante condotto da Silvio Da Rù.

    La vincitrice della sezione “Concorso Italia” è stata Carla Carucci con “Ragazza seria conoscerebbe uomo solo max 70enne”; della sezione “Poesia Edita” Ivana Tanzi con “Il metro estensibile”; della sezione “Poesia IneditaMeth Sambiase con “Coniugazione singolare, femminile”; della sezione “Concorso Italia Narrativa Inedita” Annalisa Pardi con “Contra Mundum”; della sezione “Narrativa Edita” Alessia Muroni con “Le circostanze dell’amore”; per la sezione “Arte visiva fotografia” Claudia Neri con “Clelia”; per la sezione “Arte visiva pittura” Daniela Gardinazzi con “Maman à la pluie”.

    Due grandi maestri, Milo De Angelis e LeoNilde Carabba, tra le attese e le lacrime di gioia delle vincitrici, hanno commentato le premiazioni con incoraggianti e veritiere parole.

    Milo De Angelis a propos de “Coniugazione singolare, femminile”:

    La poesia di Meth Sambiase è ricca di temperamento e di magia lessicale, di guizzi e di invenzioni. Ci parla di un amore guerriero e senza pace, un corpo a corpo con l’altro e con le parole, che sono scavate nella carne viva, nella “sanguinante grafia della pelle”. Qui l’altro è a portata di sguardo e insieme a perdita d’occhio, così vicino da diventare irraggiungibile, così desiderato da svanire in un “rogo di tenebre”, così invocato da perdersi nelle “radiazioni del disamore” e da “piantare stendardi con le punte avvelenate”. Qui tutto è veloce e mortale. Immagini che sembravano lontane vengono avvicinate all’improvviso, mostrano la loro inattesa parentela e svelano universi nascosti, svelano la nostra parte più sola e vulnerabile, la nostra vita nuda e senza scampo, condannata ad avere “il blasone del nulla sulla schiena”.”

    “Coniugazione singolare, femminile” consta di 15 poesie con due poesie introduttive. Abbiamo chiesto a Meth com’è stato vincere questo prestigioso premio?

    Meth Sambiase: “L’esperienza di Woman in Art è stata unica. La tematica mi apparteneva e mi appartiene – la voce delle donne- e il premio è “duplice”, alla raccolta e al “riconoscimento” di quella voce. Incontrare Milo De Angelis, ascoltarlo, sentirlo leggere poesie, l’ho considerato ancora un altro premio. Tutto il Festival è stato un lungo svolgersi di momenti artistici, foto, teatro, pittura, l’unione delle arti, non riscontrabile in altre esperienze concorsuali a cui ho partecipato. Tutto è chiuso nella memoria, ora… si ritorna a scrivere.”

    La ricerca della cura

    “Misericordia,

    avrei voluto passare attraverso il tuo corpo

    in un bonus di grazia

    fondermi come miele carnivoro.

    Primordiale,

    fuocoimmagine di vita senza posto,

    torno penombra da alcova

    un pugno svuotato di terra dissolta.

    Passo la notte come un pendolo,

    oscillo nelle mie parti che non hanno più il tuo odore

    e selvaggia m’infetto

    delle grida dei pentimenti inutili.”

    Meth Sambiase nel 2011 ha pubblicato con la casa editrice Rupe Mutevole la silloge poetica “Una clessidra di grazia”.

    Recensione di “Una clessidra di grazia”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/06/25/una-clessidra-di-grazia-di-meth-sambiase-rupe-mutevole-edizioni-2011/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Intervista di Alessia Mocci a Meth Sambiase ed al suo Una clessidra di grazia, Rupe Mutevole Edizioni

    Ero affamata./ Crampi e scosse./ Sgranavo rosai e spezzavo colori,/ tutto intorno pulsava/ di lucori inarrestabili come lune in piena./ Ti ho attaccato/ -è quello che so far meglio-/ io fatta d’acqua, tu fatta di fango/ scivoli in me e ti depuri/ ti lavavo e mi leccavi i graffi./ Hai infiltrato ogni goccia del mio umore/ come instancabile veleno del senso,/ confondendo le lingue/ di ogni gemito,/ commuovendoti alla maldicenza del dolore,/ confessata abbassando la voce/ tutt’intorno a questo letto senza alcova,/ mentre taglio incorporee strisce/ per bendare le cicatrici/ che sfronderemo/ con la fuga delle lacrime.” – “La fuga delle lacrime”

    Una clessidra di grazia”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Sopralerighe”, è una silloge poetica di Meth Sambiase, nome d’arte per Simonetta Sambiase. La raccolta di poesie è un viaggio all’interno della poetica dell’autrice con versi taglienti che segnano un confine netto tra la parola utilizzata ed il suo chiaro significato. Una poetica attenta al particolare ed alle verità del presente ricevuto quasi per grazia dopo attenta riflessione.

    Meth Sambiase è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua poetica e sulla sua raccolta “Una clessidra di grazia”. Buona lettura!

    A.M.: Perché la scelta dell’utilizzo di un nome d’arte?

    Meth Sambiase: Meth ha un ritmo che fa parte di me, mi assomiglia, non si sovrappone al nome che hanno scelto al mio battesimo, lo rimescola, lo astrae e lo riforma. Ha rimandi che mi appartengono, è dentro Simonetta, è dentro Ametista, una cromia che spesso mi contorna. Meth è il mio talismano golem, che non vuole morire ma è solo fatto di sabbia ed acqua, la verità la cerca ancora. Io sono Meth.

    A.M.: Scrivere in versi. Credi che si scelga la poesia o si venga scelti da essa?

    Meth Sambiase: Perché si scrive una poesia? Ogni segno di parola è originale, dà origine, e ogni origine ha una storia da raccontare, un tempo, un vissuto. Platone condannava la poesia per la sua natura incontrollabile dalla metrica razionale, un canone di conoscenza per passione o per segno di essa. Non la si sceglie per quietare un caos: la poesia è minacciosa, vulcanica, la sua misura potrebbe inghiottire la tranquillità del raziocino. Se invece si viene scelti, se ne racconterà (servili?) la contaminazione vitale.

    A.M.: Qual è il significato del titolo della tua silloge poetica “Una clessidra di grazia”?

    Meth Sambiase: È un verso de “La Clessidra”, una poesia dalla voce di donna.

    La mia grazia è pagana. E donnesca. Non ha orpelli né sicurezza, una riscossione anarchica ed irrazionale di un dubitativo, di un flusso di tempo in cui ci si trasforma evolvendosi od involvendosi. Mai sottovoce, nemmeno in una ninna nanna od in una litania d’amore. La grazia la dilaziono, procrastino il momento in cui si tirerà ogni somma e rigiro la clessidra. Forse. Inquisisco i miei stessi dogmi, un dubbio duttile, il frammento caotico da riordinare in ogni foglio bianco, il suo opposto, l’ossimoro di un misantropo verso in amore.

    A.M.: C’è una lirica all’interno della raccolta che preferisci?

    Meth Sambiase: Mi ripeto. Come il nome, ogni verso scritto mi appartiene. Dovrei essere io a chiedere ad ognuno quale poesia ha letto, quale parte ha lasciato la prima vita che l’ha legata coll’inchiostro ad una pagina ed è rinata nella lettura di chi l’ha sfogliata.

    A.M.: Secondo te, qual è il target di lettori che hanno letto “Una clessidra di grazia”?

    Meth Sambiase: Non ho obiettivi, lascio frammenti di cantici da ricomporre, vorrei poter avvicinare non selezionare.

    A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?

    Meth Sambiase: È una domanda “intima”, difficile disciogliere questa parte di me in righe pubbliche. Rabbercio la risposta, indicando che non ho mai una sola lettura ma un raggruppamento di libri che mi aspettano, saggi o popolari, classici od autori più giovani di me; le poesie, che aspettano quiete che abbia finito di incuriosirmi in un angolo di web, da dove arrivano (in dovizia peterpanesca) altri stimoli culturali. La poesia non è contemplata nell’ufficialità delle classifiche blockbuster ma nella rete ha preso nuova vita, si è ritornata a lei. Con minore riservatezza parlo di cinema. L’ultimo film (ri)visto è stato “Il discorso del re” (sono abbastanza anglofila, l’ho appena preso a noleggio per godermi la voce naturale degli attori).

    A.M.: Come sta andando il tuo rapporto con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Meth Sambiase: Con Rupe ci siamo scelti a vicenda, mi piaceva il suo catalogo, ricco di poesia ed a mia volta sono stata scelta. Userei un altro verbo al posto di consigliare, sfogliare. Così comincia un innamoramento con un libro, ci si lascia andare alla tentazione di toccare la copertina, di sfogliare le prime pagine, lo si rigira ancora, lo si chiude, lo si riapre e dopo diventa necessariamente nostro.

    A.M.: Hai qualche novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

    Meth Sambiase: Si scrive perché bisogna scrivere. Il tempo ha solo questa dimensione.

    Link di una recensione di “Una clessidra di grazia”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/06/25/una-clessidra-di-grazia-di-meth-sambiase-rupe-mutevole-edizioni-2011/

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Una clessidra di grazia di Meth Sambiase, Rupe Mutevole Edizioni, 2011

    Nuda, non ci sono maschere,/ assi bucate, veli da indossare./ Ha lo spray che luccica/ d’oro e di gommalacca sui muri,/ riso nelle asole degli anfibi,/ (Hai tentato di soffocarmi/ nella veglia mattutina/ ti ho aperto gli occhi/ e i tuoi incubi sono spariti)/ Ad ogni respiro pieno/ è la luce dell’aria che entra/ le mani che si uniscono in preghiera/ la pietà di un ago calamitato/ che segna il Nord dei Meridioni./ […]” – “La mia ultima dea”

    Ogni verso una sentenza, ogni sentenza una verità. Un versificare che gioca con il puro, con il sentire la comunicazione eterea. La forza della lirica “La mia ultima dea” è schietta, la nudità iniziale riprende la sincerità dell’intenzione di portare avanti un pensiero maturo ed uno stile accorpato e tagliente.

    Una clessidra di grazia”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Sopralerighe” è l’ultima fatica di Meth Sambiase, nome d’arte per Simonetta Sambiase. L’autrice è molto attiva nel campo letterario, infatti, si muove tra la poesia, la musica e le riviste settimanali. Ha pubblicato in alcune antologie poetiche ed ha curato anche un ebook per la Rei Edizioni. “Una clessidra di grazia” consta di un’introduzione da parte dell’editore Cristina Del Torchio e della silloge di circa quaranta di poesie. La collana editoriale “Sopralerighe” è curata da Gioia Lomasti. Per la realizzazione della raccolta poetica si ringrazia Marcello Lombardo e per l’immagine di copertina Sandra Dello Iacono.

    L’autrice è particolarmente attenta alla forma ed al significato, questo lo si nota facilmente anche dalla scelta dei titoli, citiamo per esemplificare: “Involuzione”, “Stalking”, “Confessione in legno profumato”, “Jaguar verde inglese”, “Il fumo vuoto”, “La vita in mezzo allo specchio”. Le liriche sono in prima persona e l’io narrante esplica il suo pensiero ed il suo atteggiamento verso la vita, senza però cadere nell’intimismo esasperato, è un io che cerca confronto e allievi, è un io che sorride mestamente ai versi.

    Ho smesso di mangiare,/ da stasera camperò d’aria:/ non sarà poi così male/ ingoiare le piccole particelle di luce colorata./ Non si daranno vinte per me/ le ampollose e perfette viscere/ né la reticente epidermide/ né le intrecciate ossa,/ ma io ho già deciso,/ e ho preso la strada dei monti,/ dove almeno il fiato e i colori saranno contenti/ del nitore dell’ossigeno,/ del soffio delle nuvole./ […] ” – “Camperò d’aria”

    Ironia ed arguzia. La cura nella ricerca delle parole denota l’erudizione della poesia ma al servizio della modernità. Meth Sambiase incarna il suo tempo, incarna una presenza poetica di minuziosa fattura corollata dalla proprietà di comprensione da parte del lettore.

    Se proprio dovrò consumarmi/ affilerò le mie scarpe da ballo/ e il tempo si ridurrà ad un solo battito./ Sarà difficile non scivolare/ nelle pulsazioni cattive/ dei ricordi felici/ tra i bisbigli/ delle cellule che si sfilacciano/ e i resti del crollo del cuore./ […] ” – “Pensieri neri”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

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    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni