Tag: ufficio tecnico

  • Si incatena all’Ansa, “i vigili di Ostia hanno coperto persone vicine a un clan”


    L’anziana ex preside Lucia Salvati ha protestato per una storia di vessazioni subite dopo aver chiesto i suoi diritti con un esposto per abusi edilizi: “Da allora è iniziato un calvario con coperture da parte delle istituzioni, in particolar modo di appartenenti ai vigili urbani e all’Ufficio Tecnico, che mi hanno distrutto. Non mi fermerò. Protesterò fino a quando non verrà alla luce la verità e otterrò giustizia”

    Roma – E’ tornata a incatenarsi la 73enne preside in pensione, che già in passato aveva manifestato allo stesso modo, anche di fronte al sindaco Ignazio Marino, per denunciare una lunga serie di omissioni e abusi posti in essere nei suoi confronti e in quelli della sua famiglia da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell’Ufficio Tecnico di Ostia. Questa volta l’ha fatto davanti alla sede dell’Ansa di Roma, in quella che definisce la prima di una nuova lunga serie che la vedrà coinvolta in altre proteste nei pressi di sedi istituzionali, come ha già fatto in passato, ma questa volta soprattutto presso sedi di organi di stampa, affinché l’assurda vicenda venga alla luce. Il tutto è iniziato nel 2005, dopo un esposto contro i suoi vicini, per degli abusi edilizi.

    Le istituzioni hanno distrutto la mia vita e quella dei miei figli – ha dichiarato la Salvati -. Ci hanno rubato parte del passato, il presente e forse anche il futuro, se non riuscirò a ottenere giustizia. Il tutto per coprire persone in rapporti con il clan Spada di Ostia. Infatti i miei vicini in passato si sono anche presentati sotto casa a minacciare di morte me e i miei figli con un noto esponente del clan. Ho scritto al presidente del Municipio, al difensore civico, alla procura, dopo aver interessato i vigili urbani e l’Ufficio Tecnico, senza avere avuto alcuna risposta da nessuno. Anzi l’unico risultato sono state numerose denunce contro la mia famiglia. I vigili addirittura denunciarono me per inesistenti abusi edilizi, da cui fui assolta con formula piena, e asserirono di aver già sottoposto a controlli la parte da me denunciata e tutto era risultato regolare. Assolutamente falso. Basta fare un’indagine neanche tanto accurata e studiare le carte per rendersene conto. Sono a disposizione di chiunque voglia verificare di persona per dimostrare ciò che affermo e mi auguro che quei tanti giornalisti con la schiena dritta e propugnatori della libera informazione si facciano carico di sollevare il velo di omertà che finora ha coperto l’intera vicenda e mettere a fuoco la verità dei fatti. Tutto ciò per ottenere quella giustizia che dovrebbe essere normale per chi vive in uno stato di diritto e che cerco da nove anni. Finora c’è chi, facendosi scudo del potere conferitogli da un ruolo istituzionale, ha coperto persone vicine ai clan. Questi individui non possono far parte delle istituzioni e mi auguro che finalmente la magistratura si attivi in tal senso per punire chi sta distruggendo la mia esistenza”.

  • Denuncia gravi irregolarità X Municipio e viene minacciata da boss Spada, Marino la invita in Campidoglio


    La preside in pensione Lucia Salvati ha protestato in catene a Ostia:”Mi rivolsi a vigili e Ufficio Tecnico per far bloccare alcuni abusi edilizi ai miei danni, ma iniziarono ritorsioni da parte di questi per farmi desistere mentre i reati evidenziati sono rimasti impuniti per le coperture messe in atto. I miei vicini portarono anche Armando Spada sotto casa per minacciarmi”

    Roma – Una pensionata di 72 anni, Lucia Salvati, che nelle settimane scorse ha denunciato gravi irregolarità nel funzionamento degli uffici tecnici di Ostia, sarà ricevuta nei prossimi giorni in Campidoglio.

    Salvati, ex preside, ha protestato stamani con una catena addosso davanti al X Municipio in occasione della visita del sindaco Ignazio Marino a seguito dell’allarme criminalità. Il sindaco non ha potuto incontrarla stamani, ma la pensionata sarà ricevuta presto in Comune, secondo quanto si apprende.

    Salvati denunciò nel 2005 un abuso edilizio dei vicini di casa all’Infernetto, dove abita da molti anni, e da lì iniziò una vicenda di ricorsi, querele e controquerele che ha visto coinvolti anche i due figli della donna. Alcuni anni fa il boss Armando Spada dell’omonimo clan – coinvolto nell’operazione della polizia di alcuni giorni fa – si presentò sotto casa della ex preside per minacciare lei e i figli e indurli a ritirare l’esposto contro i vicini, secondo quanto denunciato. Il figlio minore della Salvati raccontò di essere stato aggredito da Spada con un bastone, ma in seguito furono i vicini a denunciare lui e il fratello per minacce. E Spada venne citato come testimone.

  • Minacce da clan Spada per aver denunciato abuso edilizio a Ostia


    L’anziana ex preside Lucia Salvati, 72 anni, oltre a “essere stata vessata da alcuni vigili urbani e dipendenti dell’Ufficio Tecnico, nel tentativo di coprire gli abusi” da lei portati alla luce, ricevette anche un’intimidazione da parte di un esponente del clan Spada, accompagnato sul posto dai vicini di casa denunciati

    Lucia Salvati

    Roma – “Otto anni fa denunciai un abuso edilizio compiuto dai miei vicini e a gennaio del 2007 mi sono ritrovata un esponente del clan Spada al cancello di casa mia con un bastone, a minacciarmi perché ritirassi l’esposto”.

    A parlare è Lucia Salvati, 72 anni, dirigente scolastica in pensione residente all’Infernetto, nel giorno dell’operazione di polizia sul litorale romano contro la famiglia criminale Spada. L’anziana otto giorni fa si è presentata con delle catene addosso all’ufficio del Giudice di pace di Ostia per denunciare la presunta storia di malagiustizia di cui si ritiene vittima. Da quell’esposto di otto anni fa contro i vicini si é sviluppata una vicenda giudiziaria lunghissima, con ricorsi e controdenunce che hanno coinvolto anche i figli della donna. “Quel giorno del 2007 un esponente del clan Spada arrivò e iniziò a colpire il cancello con un bastone, minacciando me e i miei figli di ritorsioni se non avessimo ritirato l’esposto contro i vicini – racconta la signora Salvati – Alla fine sono stati loro a denunciare noi per minacce, accuse del tutto inventate. E hanno chiamato Spada come testimone. Le cose sul litorale romano vanno così…”. La preside in pensione ha annunciato una nuova protesta nei prossimi giorni al Tribunale di Roma, che ha ereditato le cause dopo la chiusura di quello di Ostia.

  • “Dopo un esposto per abusi edilizi vessata dalle istituzioni per 8 anni”. Anziana preside in catene al Tribunale di Ostia


    Invece della giustizia agognata Lucia Salvati, 72 anni, è piombata in un un incubo. Ora chiede che la magistratura faccia finalmente il suo dovere contro chi “invece di sanzionare gli illeciti mi ha perseguitato con accuse inventate per farmi desistere”

    Lucia Salvati

    Roma – Una preside in pensione, Lucia Salvati, 72 anni, si è presentata stamani con delle catene e un lucchetto sopra il vestito all’ufficio del Giudice di pace a Ostia per denunciare di essere vittima di un presunto caso di ‘malagiustizia’.

    La donna, che abita all’Infernetto, ha presentato 8 anni fa un esposto su un abuso edilizio commesso ai suoi danni, accusando i vicini di casa. Da lì, secondo il racconto di Salvati, “una storia kafkiana di denunce, controdenunce, ricorsi, procedimenti penali e civili con la controparte” – una coppia di alcuni anni più giovane della donna -, che ha coinvolto anche i due figli dell’ex professoressa. “Chiedevo di verificare e sanzionare l’abuso edilizio e mi sono ritrovata a spendere la vita in processi, con danni economici e alla mia salute fisica e psichica enormi – ha raccontato Salvati, andata in pensione come dirigente scolastico -. Chiedo che i vigili urbani, gli uffici tecnici del Municipio, la magistratura facciano finalmente il loro dovere, come non hanno fatto in questi anni”. La donna ha annunciato altri ‘incatenamenti’ nei prossimi giorni, anche davanti al Tribunale di Roma, dove i procedimenti giudiziari saranno trasferiti a seguito della chiusura del Tribunale di Ostia

  • SMC presente al 3D Industry 2012

    Solidworld supporta fin dal 1995 soluzioni avanzate 3D nei dipartimenti di progettazione e/o produzione delle più moderne aziende italiane e del Canton Ticino. La società ha organizzato per giovedì 24 maggio l’evento 3D Industry, meeting annuale dedicato alla progettazione 3D rivolto a Titolari o Manager d’impresa, a Responsabili IT e CED, a Progettisti che vogliono aggiornarsi sugli strumenti di progettazione, simulazione e gestione dei dati ed a Liberi Professionisti che desiderano approfondire l’ambito evolutivo dei moderni strumenti software CAD/CAM/FEA.

    Tanti i Testimonial, Sponsor e Partner che prenderanno parte all’evento per dare il proprio contributo, know-how ed esperienza nell’ambito delle soluzioni di progettazione e che porteranno un valore aggiunto notevole alla manifestazione. Tra i Partner del meeting figura anche SMC, importante realtà italiana dell’IT che utilizza le più affermate tecnologie del mondo Web 2.0 e propone soluzioni per portare nelle aziende una gestione delle informazioni basata su strumenti di facile apprendimento ed uso, con accessibilità estesa attraverso i più diversi strumenti digitali.

    Nell’isola espositiva SMC avrà modo di presentare NTF, innovativa piattaforma per l’azienda di produzione che deve fornire documentazione tecnica a corredo dei propri prodotti.

    La piattaforma, basata sulle nuove tecnologie del Web 2.0, fornisce un ambiente completo di
    redazione e gestione della documentazione tecnica
    , con alcune caratteristiche fondamentali:

    · Redazione guidata con riferimenti normativi

    · Gestione di versioni e documenti in lingua

    · Pubblicazione dell’archivio dei documenti

    · Integrazione con altri sistemi presenti in azienda (PLM, ERP, ecc.)

    Le funzionalità presenti in NTF lo rendono un sistema semplice da utilizzare ma con tutte le caratteristiche per trattare anche la redazione e la gestione della manualistica tecnica come un processo produttivo.

    Non mancare al 3D Industry 2012! La partecipazione è gratuita. Iscriviti subito online oppure scarica il modulo di adesione sul sito di Solidworld.

    Per ulteriori informazioni potete contattare l’Ufficio Marketing di SMC al numero 0422/9125 oppure inviare una mail a [email protected].

  • De Pierro rinnova appello per via di Castel Fusano a Ostia

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Purtroppo siamo qui a ribadire la necessità improcrastinabile di intervenire su una strada che più volte ha fornito cifre alla lugubre contabilità delle vittime di incidenti stradali”

    Roma – Dall’amministrazione locale ancora nessun intervento sullo stato disastroso in cui versa via di Castel Fusano, principale arteria stradale del XIII Municipio di Roma, come più volte ribadito dal movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, per voce del suo presidente Antonello De Pierro.

    Da mesi, numerose sono state le segnalazioni dei cittadini romani pervenute all’IdD, ma per tutta risposta il Municipio ha eseguito lavori su di una strada, quella di via del Lido di Castel Porziano, che necessitava di una manutenzione minore o comunque non prioritaria rispetto a quella da effettuare in via di Castel Fusano. Il risultato è che ancora oggi in questa via, si rischia di essere vittima di gravi incidenti stradali a causa dei diffusi crateri e dossi presenti nell’asfalto.

    “Nonostante i nostri appelli, la giunta del XIII Municipio ed in particolar modo, l’assessore ai Lavori Pubblici, Amerigo Olive – afferma De Pierro –, stanno facendo orecchie da mercante, per quanto riguarda la situazione di degrado della via. Purtroppo siamo qui a ribadire la necessità improcrastinabile di intervenire su una strada che più volte ha fornito cifre alla lugubre contabilità delle vittime di incidenti stradali. Sfortunatamente, dopo il fallimento totale della giunta Alemanno, ci duole dover registrare anche quello parziale della giunta del minisindaco Giacomo Vizzani. Sono troppi, infatti, i punti dove l’assenza del municipio è lapalissiana – continua il leader del movimento –. Sto parlando di strade completamente dissestate, scarsi specchi segnaletici per gli incroci, fermate di mezzi pubblici poste in prossimità di crocevia o curve, e cassonetti posizionati in punti che riducono notevolmente la visibilità a chi si immette nelle vie principali. Il tutto delinea uno scenario che produce indubbiamente in noi dell’Italia dei Diritti, una forte preoccupazione per la sicurezza dei cittadini”.

    E il numero uno del movimento nazionale punta il dito imperterrito: “Non riusciamo a capire se si tratti di negligenza o di incapacità, ma qualunque sia il motivo, non possiamo rimanere qui passivamente ad accettarlo. Ci auguriamo pertanto che s’intervenga al più presto su una via così importante come quella di Castel Fusano, dove chi la percorre, rischia la vita quotidianamente, e dove le autovetture sono costrette ad improvvisare gincane, tra dossi e buche.

    Ribadiamo – incalza De Pierro – che per qualsiasi incidente verificatosi su tale tratto di strada non possiamo, vista l’indifferenza opposta ai nostri appelli, non ritenere politicamente responsabile l’assessore Olive”.


  • Via di Castel Fusano, accolgono appello Italia dei Diritti ma sbagliano strada


    Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare: “L’amministrazione municipale non smette di sorprenderci. Anche quando appare disposta a venirci incontro, sembra finire col cadere in errore”

    Roma – “Non so cosa pensare. Non vorrei che gli addetti ai lavori si fossero confusi su dove intervenire”. Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, commenta in maniera stupita una vicenda che ha coinvolto via di Castel Fusano e via del Lido di Castel Porziano, due arterie stradali del XIII Municipio. Lo scorso 18 dicembre, a seguito delle numerose segnalazioni che sono state presentate al movimento extraparlamentare da parte di tutti quei cittadini che bene conoscono l’impegno dei suoi esponenti ed affidano loro il compito di denunciare i propri disagi, De Pierro ha portato all’attenzione delle istituzioni il degrado in cui versa via di Castel Fusano. Negli ultimi giorni, tuttavia, presso la direzione del movimento sono arrivate segnalazioni inerenti all’ultimazione dei lavori di rifacimento del manto stradale dell’altra strada in questione.

    “L’amministrazione non smette di sorprenderci – precisa il leader dell’organizzazione extraparlamentare -. Anche quando sembra disposta a venirci incontro, finisce con lo sbagliare. Scherzi a parte, sono felice che si sia provveduto alla riasfaltatura di una strada che, comunque, versava in condizioni pietose e di cui abbiamo denunciato, per lungo tempo, lo stato di degrado sia per quanto riguarda la prostituzione che popola la zona sia per le discariche abusive che si scorgono all’interno della pineta. Ciò nonostante, credo che la priorità andasse data a via di Castel Fusano, dal momento che è più trafficata ed ha raggiunto livelli di pericolosità sconvolgenti, per ogni sorta di veicolo che vi circola”.

    A conclusione della sua riflessione, De Pierro sostiene: “A questo punto non so se chi di dovere abbia accolto la nostra richiesta. Lo scorso dicembre abbiamo fatto presente che, in caso di ulteriori incidenti sulla via in questione, avremmo attribuito la responsabilità politica all’assessore ai Lavori Pubblici, Amerigo Olive. Dunque, se la nostra denuncia è stata presa in considerazione me ne compiaccio, ma porto all’attenzione dell’amministrazione il fatto che hanno sbagliato strada. Ma se così non fosse, mi auguro che si intervenga quanto prima per il rifacimento di via di Castel Fusano, onde evitare di intraprendere clamorose forme di protesta, per le quali ho già attivato la responsabile per il XIII Municipio, Paola Torbidoni, ed i suoi vice, Carmen Rossi e Rodolfo Sordoni”.



  • Italia dei Diritti denuncia degrado via di Castel Fusano a Ostia


    Il presidente del movimento Antonello De Pierro : “Chiediamo all’assessore Amerigo Olive di attivarsi senza indugi per riasfaltare il tratto in questione”

    Roma – Ogni giorno i cittadini di Ostia e quanti percorrono via di Castel Fusano, rischiano la vita. Drammatiche le condizioni in cui versa l’importante tratto del litorale, il terreno è infatti pieno di buche e rigonfiamenti provocati da nodose radici sviluppatesi senza controllo. Un pericolo per tutti, che emerge chiaro nella denuncia dell’Italia dei Diritti.

    “Nell’ambito del degrado stradale che affligge il Tredicesimo Municipio – dichiara Antonello De Pierro, presidente del movimento – ,pur tenendo conto delle difficoltà della messa in sicurezza di vie minori da parte dell’assessorato ai lavori pubblici, non si può evitare di intervenire però su alcune strade fondamentali per la viabilità del territorio. Sono strade trafficatissime che collegano punti cruciali. Non assumere provvedimenti idonei per la messa in sicurezza di queste strade, denota sicuramente una negligenza o incapacità imperdonabile da parte di chi è deputato a garantire la percorribilità del manto stradale. Tra queste strade via di Castel Fusano che è fondamentale in quello che è l’agevole scorrimento del traffico su Ostia e zone limitrofe versa in un degrado intollerabile per una tratto percorso da autovetture motocicli e anche biciclette”.

    L’assente cura della zona e l’allarme costante del quale sono vittime i cittadini non sembra avere l’attenzione che meriterebbe dalla istituzioni e dai media. L’Italia dei Diritti, attraverso De Pierro, prosegue la sua denuncia e ribadisce il proprio impegno affinché presto migliori la situazione.


    “Chiediamo all’assessore Amerigo Olive – continua il presidente dell’organizzazione extraparlamentare – di attivarsi senza indugi per riasfaltare il tratto in questione. Ci auguriamo che ciò avvenga il prima possibile e noi dell’Italia dei Diritti non staremo certo a guardare ma saremo capaci di portare in piazza i nostri sostenitori locali grazie anche all’impegno dei responsabili territoriali. Tengo a precisare – chiosa De Pierro- che per qualsiasi incidente causato dalla situazione di abbandono di tale percorso riterremo politicamente responsabile appunto l’assessore Olive”.


  • Dato alle fiamme terreno di De Pierro, altro atto intimidatorio?


    Il presidente dell’Italia dei Diritti:” Non ho la certezza matematica che sia stato un atto intimidatorio ma visti i precedenti espliciti e conclamati mi viene spontaneo pensare ad un’ipotesi di questo tipo ”

    Roma – Ennesimo atto d’intimidazione nei confronti del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro.

    L’altra notte, infatti, è stato appiccato il fuoco su un terreno di sua proprietà in zona Castel di Leva. “Non ho la certezza matematica che sia stato un atto intimidatorio – ha detto Antonello De Pierro – ma visti i precedenti espliciti e conclamati mi viene spontaneo pensare ad un’ipotesi di questo tipo. In ogni caso sta di fatto che l’incendio è di natura dolosa, e con tanti terreni presenti in quel territorio è stato preso di mira proprio il mio. Se ciò fosse, sarebbe certamente un altro gesto grave che la procura dovrebbe cominciare a prendere in considerazione. Naturalmente ciò significa che stiamo facendo bene il nostro lavoro, vuol dire che stiamo dando fastidio a chi pensa di poter utilizzare le istituzioni per interessi privati. Qualcuno mi ha chiesto se ho paura. Certo che ho paura, però è altrettanto certo che non mi fermo e vado avanti. L’unica cosa che mi dispiace è che noi dell’Italia dei Diritti spesso siamo lasciati da soli nelle nostre battaglie, con le istituzioni che in genere sonnecchiano o addirittura ci boicottano, come del resto anche alcuni giornalisti purtroppo pennivendoli al servizio del sistema. Certamente avremmo meno paura se le istituzioni ci sostenessero ma in questo tessuto sociale sembra che chi lotta per la legalità e la giustizia sia da mettere all’angolo e chi invece delinque sia da candidare addirittura in Parlamento”.

    Sulla vicenda deve essere fatta ancora luce e le responsabilità restano tutte da accertare, tuttavia, il terreno oggetto dell’incendio da agricolo diventerà presto edificabile e questo pone più di un sospetto sull’accaduto.“L’episodio dell’altra notte – ha proseguito il presidente dell’Italia dei Diritti – mi fa pensare maggiormente ad un atto intimidatorio legato alla nostra attività in quanto la zona in questione è considerata a recupero e presto diventerà edificabile iniziando a solleticare gli appetiti di chi edifica grossi business nel campo del’edilizia e naturalmente può essere penalizzato dalla nostra iniziativa moralizzatrice che si esplicita nella previsione dei trasferimenti periodici ogni tre anni per i vigili urbani i dipendenti degli uffici tecnici territoriali da un municipio all’altro, già condivisa dalla giunta Alemanno. Chiedo solo alle istituzioni, o meglio alla parte sana dell’apparato istituzionale, di sostenerci, in quanto ciò che noi chiediamo è solo legalità e giustizia che dovrebbe essere di norma in uno stato democratico e di diritto”.

    Già in passato il presidente dell’Italia dei Diritti era stato oggetto di aggressioni ed atti intimidatori alla sua persona, ma questi episodi negativi non hanno mai minato il suo impegno e le sue battaglie in favore della legalità. “Ho già subìto atti vandalici alla mia autovettura – ha detto ancora De Pierro – due tentati investimenti, nel secondo caso si trattava di una persona denunciata per abusi edilizi con la complicità di cellule deviate della polizia municipale e dell’ufficio tecnico di Ostia ed era in stato di ebbrezza. Stranamente nel mese di luglio in piena movida estiva due ispettrici del commissariato di pubblica sicurezza di Ostia Lido, nonostante le mie numerose richieste, non sono riuscite a reperire un etilometro né a sottoporre la persona in questione ad esami ematici presso il vicinissimo ospedale “Grassi”. Dopo un’aggressione a bastonate da parte di un noto pregiudicato di Ostia insieme all’appena citato denunciato per indurmi a lasciar perdere e anche in quel caso la volante della polizia intervenuta, ancora non capisco perché non ha provveduto al sequestro dell’arma utilizzata, e contro i due giace semplicemente un procedimento per lesioni lievi. Non è un caso se avevo già denunciato una cricca che muove i suoi tentacoli sull’edilizia del litorale romano e zone limitrofe e di certo non mi fermerò fino a quando gli organi competenti riusciranno a smascherare le innumerevoli illegalità presenti. Da sempre mi sono dichiarato disponibile a parlare davanti all’autorità giudiziaria.”

  • Italia dei Diritti fa asfaltare via di Dragone a Roma

    Roma – L’Italia dei Diritti porta a casa l’ennesima vittoria.

    Il movimento nazionale guidato da Antonello De Pierro, che tempo fa si era mosso insistentemente al fine di ottenere il rifacimento del manto stradale di via di Dragone e di diverse vie del XIII Municipio, ha visto ripagare i propri sforzi. La strada succitata il 22 giugno è stata totalmente riasfaltata, con somma soddisfazione di tutti i residenti che a dispetto di un dislivello dei tombini ancora eccessivo, possono finalmente percorrere una via priva di buche e toppe. Positivo il commento di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti: “Meglio tardi che mai – ha dichiarato –. È assurdo che quanto dovrebbe essere di normale amministrazione per una giunta municipale e in particolar modo per un assessorato ai lavori pubblici, debba vedere prima l’intervento di noi dell’Italia dei Diritti affinché i cittadini riescano finalmente a ottenere quello che dovrebbe essere un diritto sacrosanto, ossia il poter camminare in tranquillità sulle strade senza incorrere in incidenti causati dal manto stradale dissestato. Per qualche tempo, dopo aver ricevuto tante segnalazioni da parte dei residenti della zona e nostri sostenitori, abbiamo sperato che l’assessore Amerigo Olive prendesse i dovuti provvedimenti per far sì che via di Dragone, ridotta ormai a un colabrodo come la grande maggioranza delle strade del XIII Municipio, fosse messa in sicurezza; poi – continua De Pierro –, visto che dal municipio giungeva soltanto il solito immobilismo, siamo dovuti intervenire per far sì che l’opinione pubblica fosse informata sullo stato delle cose. Circa un mese e mezzo fa siamo venuti a conoscenza del prossimo rifacimento del manto stradale di via di Dragone, ma prima di poter gridare alla vittoria abbiamo preferito aspettare che il tutto fosse realizzato. Naturalmente continueremo a vigilare, dacché quella è una strada che viene percorsa quotidianamente da centinaia di bambini che si recano a scuola, e ci auguriamo soltanto che il materiale usato garantisca una buona tenuta per un accettabile lasso di tempo, sperando così di non doverci ritrovare presto a lanciare gli stessi allarmi. Approfitto dell’occasione per ricordare all’assessore Olive che l’opera non può limitarsi solo a via di Dragone, perché se ci si addentra nelle relative traverse ci si accorge immediatamente del pericolo a cui sono esposti pedoni, ciclisti, motociclisti e automobilisti. Ci auguriamo pertanto che quello di via di Dragone non sia stato solo un intervento per salvare la faccia e auspichiamo il rifacimento del manto stradale di tutta la zona di Dragona, una delle più dissestate del XIII Municipio, anche a giudicare dalle segnalazioni che ci pervengono quotidianamente. Se ciò non fosse – conclude ironicamente il presidente del movimento nazionale – si potrebbe sostituire l’infelice proposta di ospitare il Gran Premio di Formula1 nella pineta di Ostia, avanzata da Alessandro Onorato, con un più coerente e appassionante rally tra le strade in questione”.