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  • Brexit: il Regno Unito pronto ad aprire al pollo Usa lavato con gli acidi vietato nella UE

    Brexit: il Regno Unito pronto ad aprire al pollo Usa lavato con gli acidi vietato nella UE

    Brexit: il Regno Unito pronto ad aprire al pollo Usa lavato con gli acidi vietato nella UE

    Con la Brexit il Regno Unito pronto ad aprire al pollo Usa lavato con gli acidi
    L’importazione di questa carne è vietata dalle regole europee per questioni di sicurezza. Ma il prodotto costa anche il 20% in meno e Trump spinge su Johnson perché apra il suo mercato

    24 febbraio 2020

    Alevamento intensivo di galline – Foto archivio Ansa

    Il pollo, più del merluzzo fritto nel celebre fish and chips, è sempre più un alimento indispensabile sulle tavole britanniche. E ora che la Brexit sarà attuata e il Paese non dovrà più sottostare alle regole europee, Londra sembra disposta ad importare anche le galline disinfettate con acido lattico, o magari anche con cloro, degli Stati Uniti per placare la fame insaziabile di questo alimento nel Paese, facendo scendere anche i prezzi.

    Allevamenti intensivi e malsani

    George Eustice, il Segretario di Stato all’Ambiente, ha affermato che sulla questione “c’è spazio per una discussione sensata” nelle trattative per un futuro accordo di libero scambio tra i due Paesi. La pratica in Europa è vietata da anni perché la si ritiene un trucco per permettere alle fattorie intensive di risparmiare allevando animali in condizioni malsane per poi disinfettarne la carne una volta macellata. Il Daily Mirror ha pubblicato un reportage proprio sulle fattorie statunitensi mostrando un quadro veramente terribile. I polli vengono tenuti in migliaia in stanze dove manca l’aria, con pochissimo spazio e con i corpi coperti di piaghe.

    Animali modificati

    Gli animali sono stati modificati geneticamente nel tempo per fare in modo che guadagnino peso in poche settimane riducendo così il tempo di allevamento necessario.
    Poultry Science Journal ha calcolato che se gli umani crescessero allo stesso ritmo di questi polli moderni, arriverebbero a pesare 300 chili in otto settimane.

    Produzione economica

    Una volta uccisi i loro corpi vengono immersi in acqua contenente biossido di cloro o altri acidi per uccidere organismi nocivi come l’Escherichia coli o la salmonella. Il presidente dell’azienda statunitense Fieldale Farms, Tom Hensley, parlando con il quotidiano britannico ha sostenuto che il processo è sicuro, “altrimenti, 350 milioni di americani sarebbero malati ogni settimana”. Sicuro e sicuramente più economico di tenere pollai con migliori standard di vita per gli animali. Una ricerca dell’Istituto Adam Smith ha calcolato che i consumatori statunitensi pagano il 21% in meno per un chilo di pollo rispetto quelli del Regno Unito. E visto che la Gran Bretagna produce circa il 60% del pollo consumato qui ed importa anche 900mila tonnellate all’anno, gli Usa sono molto interessati a riaprire questa porta e Donald Trump sta facendo pressione sul premier britannico, Boris Johnson. Quest’ultimo ha sempre sostenuto che la questione è più di welfare animale che di sicurezza per i cittadini e che sul tema vuole quindi farsi guidare dalla scienza.

    Spazio di discussione

    “Il mantenimento del diritto dell’Ue ha comportato sia il divieto di vendita di pollo lavato con cloro sia di carne trattata con ormoni”, ha spiegato Eustice ricordando che negli States “usano anche altri disinfettanti come l’acido lattico”, e che sul tema “c’è spazio per una discussione sensata”, visto anche che “già usiamo l’acido lattico su alcune specie, in particolare la carne bovina”.

    FONTE: agrifoodtoday.it
    IMMAGINE: Foto archivio Ansa

  • Aumentare l’introito della propria azienda rispettando l’ambiente coi TEE

    L’Italia in accordo con l’UE intende rispettare gli obiettivi di Kyoto: ridurre il consumo di energia incrementando il ricorso alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica. Per fare ciò esiste un meccanismo di incentivazione, i TEE (Titoli di Efficienza Energetica) istituiti per premiare chi realizza interventi di risparmio energetico.

    I TEE (Titoli di Efficienza Energetica) conosciuti anche come Certificati Bianchi ricompensano privati e aziende che puntano sull’efficientamento di impianti e edifici o ricorrono a fonti alternative.

    I cosiddetti Certificati Bianchi o TEE comprovano l’avvenuto risparmio energetico. Per accedere ai TEE, basta chiedere la consulenza di Tecno srl, società di servizi energetici da sempre impegnata nella sostenibilità.

    Tecno srl grazie ai suoi specialisti guida i clienti per la documentazione da inoltrare al GSE per ottenere i TEE in tempi veloci e sicuri.

    Per maggiori informazioni sui TEE o Certificati Bianchi è possibile consultare il sito di Tecno srl.

  • EMERGENZA MALTEMPO: L’ON. AMALIA SARTORI CHIEDE L’INTERVENTO UE

    L’on. Amalia Sartori, in seguito alle alluvioni che negli scorsi giorni si sono verificate in Veneto e in altre regioni italiane, provocando gravi danni e conseguenti emergenze alle infrastrutture, ai terreni agricoli, alle abitazioni e alle strutture aziendali, ieri ha presentato un’interrogazione scritta prioritaria per sapere se Johannes HAHN, Commissario alle Politiche Regionali, prevede di andare in visita nelle zone alluvionate (Veneto, Friuli, Liguria, Toscana, Calabria), proprio come fece nei casi di calamità naturale, avvenuti quest’anno a Madeira e in Francia.

    Inoltre, ha ricordato che per i succitati casi, ai fini del rimborso dei costi delle misure di emergenza, come ad esempio le operazioni di soccorso, di pulizia delle aree colpite e di riparazione delle infrastrutture di base, la Commissione propose per il caso delle alluvioni di Madeira uno stanziamento di 31.2 milioni di euro, mentre 35.6 milioni di euro per il caso francese della tempesta Xynthia. Alla luce di ciò è stato espressamente richiesto se si intendono proporre misure di assistenza affini anche per l’Italia.

    L’on. Sartori nella sua interrogazione ha anche invitato la Commissione a valutare la possibilità di attivare il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea in favore delle zone colpite oltre che di rimodulare i Fondi Strutturali da qui al 2013 ai fini di destinare risorse per la ricostruzione e il recupero delle zone più danneggiate.

    Nell’interrogazione è stato fatto anche un riferimento diretto al Patto di Stabilità, chiedendo di poter ottenere delle deroghe per i comuni colpiti, in particolare per ciò che concerne gli interventi di emergenza.

    Infine, l’ultima domanda dell’on. Sartori riguardava la possibilità di far rientrare la questione italiana nei criteri stabiliti dall’articolo 107, §2, comma b del TFUE, che prevedono la compatibilità con il mercato interno europeo degli aiuti di Stato destinati a risanare i danni causati dalle calamità naturali o da altri eventi straordinari.

    Ora non resta che attendere la risposta della Commissione Europea, augurandosi che possa acquisire criteri e modalità di intervento, volti alla salvaguardia integrata del nostro territorio in una visione non solo di tutela ma anche di sviluppo pianificato e sostenibile.

    Ufficio Stampa on. Amalia Sartori

    0444 301221 – 3402368780

    [email protected]

  • Aicel: dal 18 settembre aperta la nuova campagna associativa

    Aicel – Associazione Italiana del Commercio Elettronico – anticipa la campagna associativa per agevolare lo sviluppo di buone pratiche e favorire un incremento nel mercato del commercio elettronico italiano.

    A seguito anche degli ultimi dati rilevati dall’indagine UE, secondo cui il 55% dei siti in analisi presenta irregolarità e informazioni fuorvianti, è necessario dare nuovo sostegno all’e-commerce, attraverso strumenti utili e attività che sappiano avvicinare il consumatore.

    Per questo motivo Aicel anticipa a settembre la possibilità di adesione all’associazione, permettendo ai negozi di avviare il percorso per ottenere la certificazione Sonosicuro a garanzia dell’utente ma anche per migliorare i servizi offerti.

    AICEL – Associazione Italiana del Commercio Elettronico – nasce con l’obiettivo di divenire il punto di riferimento per gli operatori del commercio elettronico e a tutt’oggi è il network che raccoglie il maggior numero di realtà del settore.

    AICEL e’ la risposta alle imprese operanti nell’e-commerce italiano che desiderano avere uno spazio dove incontrarsi, conoscersi, creare sinergie e collaborazioni.

    Riprendendo e attualizzando il meccanismo dell’agora’, AICEL è riuscita a far incontrare merchant pronti a attivarsi per far crescere il mercato.

    Focalizzandosi sulle problematiche comuni e sulle opportunità di un contesto in forte espansione i vari operatori hanno trovato punti di accordo e interessanti spunti per cooperazioni e progetti comuni.

    Per ulteriori informazioni contattare:

    Lorna Geremia

    Ufficio Stampa Aicel

    Tel. +39 049 9360466 – Fax +39 049 859120

    www.sonosicuro.it, www.aicel.it, www.convegnoaicel.it

  • AICEL con UE contro gli e-commerce a rischio

    Aicel – Associazione Italiana del commercio elettronico – sostiene i dati riportati dall’Unione Europea in riferimento ad un’indagine sulle irregolarità dei siti e-commerce di prodotti elettronici.

    Più di 300 sono stati i siti campione analizzati, in seguito anche alle segnalazioni di consumatori insoddisfatti del servizio reso, analizzando pubblicità ingannevoli e pratiche sleali ai fini di vendita.

    I risultati della ricerca, comunicati da Meglena Kuneva, Commissario UE responsabile per i consumatori, fanno intravedere un sipario sconfortante nel mercato e-commerce anche italiano: il 55% dei siti presenta, infatti, irregolarità e informazioni fuorvianti sul prezzo dei prodotti, sui diritti dei consumatori e sull’impossibilità di poter contattare il commerciante.

    “Il problema esiste e va affrontato con gli strumenti giusti” – dice Andrea Spedale – Presidente dell’Associazione, questo è il vero motivo che ha portato alla nascita di Aicel, pensata per diventare il punto di riferimento per gli operatori del commercio elettronico e offrire vere garanzie ai consumatori.

    La certificazione Sonosicuro, introdotta tre anni fa, indaga proprio sulle irregolarità nel mondo del commercio elettronico, e viene rilasciata dall’associazione solamente in seguito ad un periodo di monitoraggio del merchant, che deve soddisfare necessariamente determinati requisiti: qualità di servizio, trasparenza delle condizioni di vendita, chiarezza delle comunicazioni e della gestione della privacy, sicurezza delle transazioni economiche, corretta informazione pubblicitaria.

    La certificazione, che viene esposta sulla home page del sito, e che soltanto Aicel può rilasciare, non può essere acquistata, ma soltanto guadagnata e soprattutto mantenuta nel tempo, pena l’immediato ritiro del certificato. Una garanzia concreta per i consumatori, che possono sentirsi tutelati, ma anche per i merchant stessi a cui viene offerta la possibilità di capire i loro errori e i margini di miglioramento grazie ad un servizio di consulenza interno.

    E’ necessario creare sinergia tra operatori del settore e associazioni di categoria, incentivando il dialogo e l’incontro a favore della tutela del consumatori; Aicel sceglie di affrontare questa criticità e di non negarla, collaborando con Adiconsum – Associazione di Consumatori con oltre 122.000 associati, che ha portato il suo contributo anche durante lo scorso convegno Aicel dedicato proprio alla Fiducia nell’E-Commerce.

    Per ulteriori informazioni contattare:

    Lorna Geremia

    Ufficio Stampa Aicel

    Tel. +39 049 9360466 – Fax +39 049 859120

    www.sonosicuro.it, www.aicel.it, www.convegnoaicel.it

  • EUROPA e INDIA: il panorama politico internazionale sul tema della protezione dei dati


    Sono due tra le più grandi democrazie del mondo, ancorate al loro ricco passato e nello stesso tempo proiettate verso il futuro, unioni di stati che comprendono lingue, religioni e culture differenti. Europa ed India sono un esempio unico di storia e valori condivisi e non c’è da stupirsi che abbiano di recente trasformato la loro secolare relazione in una partnership privilegiata. Componenti essenziali della partnership euro-indiana sono i comuni obiettivi politici – combattere il terrorismo, risolvere i più gravi conflitti internazionali e regionali, cooperare contro la povertà e i disastri naturali – e un forte legame economico, che ha portato l’Unione Europea ad essere il più grande investitore straniero e il principale partner commerciale dell’India.
    Il 24 e 25 settembre 2009, il progetto europeo RISE (Rising pan-European and International Awareness on Biometrics and Security Ethics) promuove un evento di alto livello a New Delhi organizzato dal Data Security Council of India (DSCI), per affrontare temi come la sicurezza, la privacy e la protezione dei dati. Principale obiettivo dell’evento è quello di sostenere il dialogo internazionale tra i due paesi su queste delicate e tanto attuali tematiche.
    Negli ultimi anni l’India ha giocato un ruolo chiave nell’economia internazionale. L’outsourcing (letteralmente, esternalizzazione di alcune fasi del processo produttivo) è uno dei settori che hanno maggiormente contribuito alla grande crescita economica indiana. L’India rimane una delle destinazioni preferite delle società europee e statunitensi che fanno outsourcing, soprattutto nel settore dell’informatica. In linea con la crescita di questo mercato, sono tuttavia cresciute anche le preoccupazioni sulla sicurezza dell’enorme flusso internazionale di dati. La necessità di un accordo con il governo indiano sugli standard per la protezione dei dati e il rispetto della privacy sembra dunque essere di cruciale importanza al fine di sostenere lo sviluppo di uno dei principali settori dell’economia indiana.
    Ma la protezione dei dati non riguarda soltanto l’outsourcing. E’ di pochi giorni infatti la notizia che il governo indiano ha deciso di avviare il progetto UID (Unique Identification) che avrò lo scopo di assegnare ad ogni cittadino una Carta d’Identità Nazionale che, tra le altre informazioni personali, conterrà anche i suoi dati biometrici. Il progetto UID è uno dei maggiori programmi di identificazione collettiva mai organizzati, e vedrà coinvolti 1.2 miliardi di cittadini. “Per la prima volta avremo la possibilità di dare un’unica identità ai nostri cittadini. Avremo la possibilità di trasformare il nostro Paese”, sottolinea Nandan Nilekani, nominato dal governo a capo del progetto. Le carte di identificazione biometriche serviranno a dare un’identità sicura anche a chi oggi non esiste per lo Stato, e si spera possa essere uno strumento in più nelle mani del governo per la lotta contro la criminalità e il terrorismo. Tuttavia, molti mettono in guardia sulla grave minaccia che questo progetto potrebbe portare alla privacy e sicurezza di milioni di persone, visto la grande quantità di dati personali presenti in un unico e immenso database.
    L’evento organizzato dal Consorzio RISE si svolgerà presso l’HOTEL TAJ PALACE, New Delhi il 24 & 25 settembre 2009. Tra gli speakers, parteciperanno autorità europee, statunitensi e indiane e importanti esponenti del mondo accademico e dell’industria operanti nel settore delle tecnologie di identificazione e della protezione dei dati.

    Per maggiori informazioni, si prega di contattare:
    Silvia Venier [email protected]
    Segreteria del progetto RISE
    Centro per lo studio della Scienza, Società e Cittadinanza (CSSC) – Roma
    Nikhil Chachra [email protected]
    Organizzatore del Meeting di New Delhi
    Data Security Council of India (DSCI) – New Delhi

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    Il progetto RISE
    RISE (Rising pan-European and International Awareness on Biometrics and Security Ethics) è un progetto finanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di svolgere un’azione di supporto alle politiche europee esplicitamente dedicata alla biometria e alle tecnologie per la sicurezza. Il progetto, lanciato il 1 marzo 2009 e di durata triennale, segue le due precedenti iniziative (i due progetti BITE – www.biteproject.org – e HIDE – www.hideproject.eu ) che hanno dato il via al dialogo internazionale tra Europa e Stati Uniti su etica e biometria, culminato nelle due conferenze internazionali di Bruxelles nel 2005 e Washington nel 2006. RISE vuole continuare questo dialogo ed ampliarlo all’emergente continente asiatico, portando all’organizzazione della terza Conferenza Internazionale di Hong Kong nel gennaio 2010.
    Il progetto RISE vede coinvolti nove partner, tra università e centri di ricerca europei, statunitensi ed asiatici, coordinati dal Centro per lo studio della Scienza, Società e Cittadinanza (CSSC) di Roma.
    Per ulteriori informazioni, visitare il sito internet del progetto: www.riseproject.eu.