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  • Agenzia Promoter: Il manager dell’arte Salvo Nugnes sulle straordinario fotografie dei paesaggi italiani in mostra a Roma

    Un multiforme caleidoscopio di paesaggi, linguaggi e prospettive, nella suggestiva rievocazione fatta attraverso 134 immagini fotografiche allestite nello storico contesto istituzionale del museo di Roma, in Trastevere, per descrivere e raccontare il paesaggio italiano dal 1950 al 2010, visto in base a differenti scuole di pensiero. In esposizione ci sono i neorealisti, i pittorialisti, coloro, che utilizzano il digitale e la metafisica oppure si concentrano sull’ambito della pubblicità, come Oliviero Toscani.

    Dalle considerazioni espresse dal manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in campo artistico culturale, emergono acuti spunti di commento. Nugnes evidenzia come “La mostra è un avvincente viaggio virtuale tra il passato e il futuro, tra la ruralità del territorio e il paesaggio moderno e industrializzato nella sua visione astratta e surreale. E’ un insieme variegato di fotografie d’autore realizzate con stili peculiari, che stimolano interessanti riflessioni in merito alle trasformazioni e mutazioni evolutive del nostro incantevole paesaggio e trasmettono un’importante incipit alla tutela e conservazione del prezioso patrimonio ambientale, che appartiene a tutti noi. E’ certamente un’occasione di visita assai istruttiva anche per studenti e scolaresche“.

  • Relics II

    Una continuazione della precedente esposizione Relics, avvenuta nella galleria madre in via Macedonia e che avvia il nuovo spazio a p.zza San Cosimato, nel cuore di Trastevere.

    Relics II presenta opere fotografiche e pittoriche come reliquie di quel sistema arte che sembra aver ormai dimenticato la sua linfa primaria, preso com’è dall’era del digitale, della post-produzione, ma anche del patinato, della maniera e delle provocazioni pre-confezionate.

    Opere come cimeli, documenti di eventi e azioni realmente avvenute, fatti naturali o banalmente quotidiani che lasciano però anche trapelare, nello studio sull’impatto (cos’è, in un oggetto, che dà la sensazione di renderlo una reliquia?), un’aura di denuncia verso quell’attaccamento all’oggetto come impronta del peso della storia nella sua espressione coercitiva. Un peso che incatena, invece di liberare, perché espressione dell’attaccamento all’immagine che l’uomo ricerca di sé attraverso il feticismo e che ha perso tutto o quasi della forza originaria, di periodi lontani e forse non più visi(ta)bili.

    Così la pittura materica di Athos Rama dialoga con le immagini sperimentali del gruppo U.T.O., con il disegno inquieto di Andrea Romanin, con la fotografia (apparentemente) astratta di Giulio Speranza e quella surreale di Vincent Descotils.

    Il risultato è una mostra ansiogena, in cui le immagini tornano ad evocare nello spettatore stati d’animo ed emozioni. Misteriose ed arcane, sono delle vestigia che incutono timore e reverenza.

    Relics II vuole essere una riflessione su tematiche psicologiche ed esistenziali, attraverso opere che presentano figure tormentate e immagini oniriche, che concretizzano timori e paure di una società che vive sempre più in un’eterna sospensione, avendo perduto i legami con un passato non “up-dated” e non avendo fiducia in quel futuro costantemente minacciato dalle teorie complottiste e catastrofiste “world wide extended”.