Tag: tralicci

  • Falchi pellegrini di nuovo in città: rapaci e volatili salvaguardati dalle cassette Terna

    La nascita di Tesla, Sirio e Ales, tre piccoli falchetti, è stata seguita in diretta grazie alle web cam di Terna e Ornis Italica sul sito www.birdcam.it

    Tre piccoli falchi pellegrini, Tesla, Sirio e Alex, sono nati dalla coppia Aria e Vento. La particolarità? Non solo i volatili i primi falchi pellegrini a nidificare a Roma, ma l’evento è stato seguito in diretta grazie alle webcam di Terna e Ornis Italica. I primi a dare la notizia della schiusa delle uova sono stati gli americani che assistevano alla “nascita in diretta” dal sito www.birdcam.it. Il primo falchetto ha visto la luce all’alba del 13 aprile, dopo 38 giorni di cova, il secondo a poche ore di distanza intorno alle 16. Da quel momento le immagini e il video dell’evento hanno fatto il giro del web e sono state postate anche su YouTube.

    Le uova erano state deposte all’inizio di marzo dalla coppia di falchi pellegrini Aria e Vento che nidificano ogni anno sul cornicione della facoltà di Economia della Sapienza in una cassetta-nido messa a disposizione da Terna. Mamma Aria, premurosa, ha subito scaldato i pulcini proteggendoli con il piumaggio. Le webcam puntate sui rapaci consentono da sei anni di osservare costantemente la loro vita privata all’interno della cassetta-nido.

    Gli internauti che si collegano al sito in occasione della nascita dei falchetti sono sempre più numerosi, tanto da far registrare un picco di visite che si prevede aumenti durante il periodo dell’allevamento. Gli appassionati potranno seguire successivamente l’inanellamento dei giovani falchi, a cura degli operatori dell’associazione Ornis Italica che avviene all’età di 15 giorni. Secondo una classifica di EarthCam‘s le telecamere installate davanti al nido, nel mese di marzo, sono state tra le 10 più gettonate del pianeta. I falchi sono tornati definitivamente nelle nostre città.

    Ad Aria e Vento, i primi falchi pellegrini a nidificare a Roma, si aggiungono ogni anno nuove coppie di rapaci tanto da conferire alla Capitale il primato, tra tutte le città italiane e straniere, del luogo con il maggior numero di coppie presenti, attualmente 5 in riproduzione. Terna, oltre al nido sul tetto della Facoltà di Economia, ha allestito sui tralicci elettrici nella campagna romana oltre duecento cassette per altre specie di rapaci, in particolare i gheppi, e per altri uccelli come gli assioli e le ghiandaie marine, due specie che nei prossimi giorni concluderanno il loro viaggio di migrazione dall’Africa proprio a un passo dalle nostre città.

  • Flavio Cattaneo: Terna e la razionalizzazione degli impianti elettrici

    Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna, continua a guidare la società nella sua opera di razionalizzazione della linea elettrica. Una gigantesca pinza d’acciaio ha letteralmente sbriciolato il primo dei tralicci della linea elettrica Bussolengo Chievo, in provincia di Verona. Un applauso “liberatorio” si è levato dai bambini della Scuola Primaria Beni Montresor usciti dalla classe per vedere da vicino l’enorme braccio meccanico che, con il suo strappo, ha dato il via all’operazione di smantellamento e rimozione della vecchia linea “Bussolengo – Chievo” che si concluderà entro giugno 2010.

    All’evento hanno partecipato, oltre al Presidente di Terna Luigi Roth, il sindaco di Bussolengo Alviano Mazzi, l’Assessore alle politiche dei lavori pubblici e sport della Regione Veneto Massimo Giorgetti e l’assessore alla programmazione e alla pianificazione territoriale Samuele Campedelli. “Questa opera di razionalizzazione – ha dichiarato Roth – è una storia di successo nei rapporti con le istituzioni locali e con il territorio e rappresenta un paradigma dell’attività di Terna. Più un’opera è strategica, tanto più è necessario promuovere un giusto equilibrio tra esigenze energetiche e salvaguardia possibile dell’ambiente circostante”.

    L’operazione di rimozione della vecchia linea “Bussolengo-Chievo” rientra nell’ambito del più ampio intervento di razionalizzazione della rete elettrica ad alta tensione dell’’area di Bussolengo e Verona, che prevede una serie di opere volte a potenziare e rendere più sicuro il sistema elettrico territoriale con un risparmio per il sistema elettrico pari a 1,3 milioni di euro l’anno e una significativa riduzione dell’impatto ambientale degli impianti di trasmissione.

    L’ammontare complessivo degli investimenti è di 41 milioni di euro, in linea con il Piano di Sviluppo.

    Consistenti anche i vantaggi dal punto di vista ambientale. A fronte di 27 Km di nuove linee di cui 24 in cavo interrato, infatti, saranno demoliti circa 45 Km di linee aeree vecchie e obsolete, con un rapporto tra nuovo che arriva e vecchio che va via di circa la metà. Verranno inoltre demoliti circa 160 tralicci. La notizia, diffusa anche su diversi telegiornali locali, è stata riportata dal MagazineOnline “Notizie tra le linee”

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  • Flavio Cattaneo e Terna: una blue chip ad alto dividendo

    Flavio Cattaneo su Corriere Economia Borsa: le azioni al test della super cedola. Terna, una blue chip ad alto dividendo con chance di capital gain.

    Azioni con una marcia in più. Ovvero titoli capaci di remunerare gli investitori a caccia di alti rendimenti con un dividendo annuale superiore al coupon offerto dalle obbligazioni proprie. E’ il focus del Corriere Economia che oggi punta i fari sulla strategia possibile per il “cassettista”: Attualmente, dice Marco Sabella nel suo articolo, sono circa sessanta, in tutta Europa, le società quotate che offrono questa non comune opportunità di rendimenti superiori a quello dei bond stessi.

    Fra queste una pattuglia di aziende italiane, come Terna, guidata da Flavio Cattaneo, e ancora Telecom Italia, Eni, Enel, Mediobanca e Banco Popolare. Mentre fra i nomi europei hanno grande evidenza il Banco Santander in Spagna, Basf, in Germania, British American Tobacco in Gran Bretagna.

    Nella tabella pubblicata dal Corriere Economia viene presentata una selezione di alcune delle più interessanti società ad altissimo rendimento per dividendi (dividend yield) elaborata dai gestori di Ignis Argonaut, una società-boutique del gruppo britannico Ignis, specializzata nelle gestioni ad alto rendimento.

    “Le aziende che offrono dividendi più elevati della media di mercato, o che addirittura riescono a battere con il dividendo annuale il rendimento delle proprie emissioni obbligazionarie, nel lungo periodo tendono ad avere anche una performance di prezzo superiore alla media del listino”
    , dice Oliver Russ, gestore del fondo Ignis International Argonaut European Dividend Income Fund.

    In pratica, secondo il gestore, non solo il monte dividendi di queste società finisce per rappresentare una fonte di performance tutt’altro che marginale, ma la stessa componente di guadagno data dal capital gain risulta in qualche modo “trainata” dagli alti dividendi offerti. La tabella pubblicata evidenzia che l’extrarendimento per dividend yield atteso nel 2010 dalle società considerate è pari a circa il 2% (in più, appunto) rispetto alla cedola delle obbligazioni emesse dalla società stessa.

    Il giornalista prosegue sottolineando come sia “molto elevato il premio di rendimento rispetto all’obbligazione anche nel caso di società come il gruppo telefonico olandese Kpn (3,1%), Banco Santander (2,9%), Enel (2,9%), e Terna, dove raggiunge il 3,4% rispetto all’emissione con scadenza 2014”.

    Il gestore del fondo Ignis, Oliver Russ, conclude dicendo “dopo la grande corsa degli investitori ai titoli più ciclici, che nel 2009 hanno registrato performance superiori al 30-40%, il 2010 vista l’incertezza della ripresa economica potrebbe essere l’anno dei difensivi”. Di conseguenza, spiega Sabella, proprio le utilities, le telecom e i farmaceutici potrebbero realizzare performance superiori alla media di mercato e continuare ad offrire più dei bond. Tra le scommesse potenzialmente vincenti il gestore ricorda Terna: “l’utility italiana è addirittura il primo titolo nel nostro portafoglio”.

  • Flavio Cattaneo: i tralicci del futuro – concorso internazionale di architettura

    Terna cambia volto alla rete elettrica e punta a coniugare tecnologia ed estetica. Si è concluso il concorso internazionale di design lanciato dalla società guidata da Flavio Cattaneo per ideare e progettare tralicci a basso impatto ambientale. È stato il Gruppo Rosental con la proposta di Hugh Dutton ad aggiudicarsi il primo premio del concorso “Tralicci del futuro”, secondo il Gruppo Frigerio e terzo lo Studio Giugiaro: i vincitori si sono aggiudicati, rispettivamente, 200mila, 50 mila e 30mila euro. La filosofia del concorso, spiegano a Terna, è quella di coniugare innovazione, tecnologia, design e cultura dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile della rete di trasmissione nazionale. Nel 1882 la prima linea elettrica fra Roma e Tivoli, fino alla rete di trasmissione nazionale odierna, che conta 200mila tralicci. In un video di Terna i modelli dei tralicci del futuro con le immagini dei prototipi progettati.

    L’articolo sull’iniziativa di Terna è apparso sul quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore

  • Flavio Cattaneo e i nuovi tralicci d’autore Terna

    Flavio Cattaneo dichiara: “…diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico e ambientale” “Proviamo a cambiare l’immagine di ‘soldati industriali’ che i tralicci oggi hanno per andare verso piloni eleganti, ispirati alle foglie e agli alberi. Proviamo a trovare un dialogo con la natura perché i tralicci possano danzare con lei”. E’ l’obiettivo – scrive Antonio Cianciullo su Repubblica – che si era posto l’architetto Hugh Dutton, dello studio Rosental di Torino. E lo ha centrato: si è piazzato al primo posto nel concorso per i tralicci d’autore bandito da Terna, la società che gestisce 60mila chilometri di rete ad alta e altissima tensione e vuole ammodernare l’immagine delle infrastrutture elettriche.

    La forma non è tutto, ma conta. “Abbiamo deciso di spendere questi nomi perché il paese ha bisogno di grandi investimenti nel settore ed è il caso di farli puntando sulla qualità”, spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna. “Decongestionando la rete eviteremo di sprecare 1,2 miliardi di chilowattora l’anno: ci sono i margini per ottenere un buon risparmio sulle bollette e nello stesso tempo migliorare l’impatto paesaggistico delle linee. Inoltre diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico, ambientale”.
    Terna ha investito nell’ultimo anno 850 milioni. Altri 6 miliardi verranno messi sul tappeto nel prossimo decennio. L’obiettivo è allargare i colli di bottiglia che rendono inutilizzabile una parte della produzione elettrica costringendo a costruire nuove centrali. Un’esigenza che nei prossimi anni verrà rilanciata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili che richiedono una maggiore ramificazione della rete.
    “La congestione delle linee ha un costo quantificabile: 1,5 miliardi di euro l’anno che paghiamo in bolletta”, aggiunge Cattaneo. “Per risanare la situazione spenderemo 480 milioni di euro l’anno. Resta un beneficio economico da 1 miliardo l’anno: un vantaggio netto che si traduce anche nella possibilità di evitare la costruzione di nuove centrali. La fluidificazione della rete dà al sistema l’equivalente della realizzazione di 8 impianti da 1000 megawatt. I conti dell’operazione tornano”.
    Fin qui la cronaca e i commenti dei protagonisti raccolti da Repubblica.
    La filosofia ispiratrice del concorso internazionale di idee “Tralicci del futuro” è di coniugare innovazione, tecnologia, design e cultura dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile della rete di trasmissione nazionale. Elemento cruciale di questa sfida, sia nel caso delle linee già esistenti sia per le nuove realizzazioni, è il traliccio: minimizzarne l’impatto, investire nello sviluppo tecnologico, condividerne la localizzazione, studiarne gli effetti sulla biodiversità fino ad arrivare a sperimentare la sua declinazione da “avanguardia artistica”.
    Tappa fondamentale della “svolta” di Terna per l’ambiente: il lancio dei “10 progetti per lo sviluppo sostenibile”.
    Si tratta della più imponente opera di bonifica ambientale della rete elettrica mai programmata in Italia: l’abbattimento di oltre 1200 km di linee a fronte di 450 km di nuovi elettrodotti ad alta tecnologia. Un impegno sfidante con numeri da record, a partire da 1 miliardo di euro di investimenti, concordato con 11 Regioni, 20 Province, 100 Comuni, 13 Comunità Montane ed Enti Parco. E ancora, oltre 4.000 ettari di terreno svincolati (un’area estesa come il parco dell’Aspromonte) e più di 60 mila tonnellate di materiale recuperato, pari al peso di circa 10 Tour Eiffel. L’evento di lancio dei “10 progetti” ha rappresentato il punto d’arrivo di un percorso iniziato a fine 2005, ma anche il punto di partenza di un nuovo approccio che l’azienda ha voluto intraprendere.

    “Proviamo a cambiare l’immagine di ‘soldati industriali’ che i tralicci oggi hanno per andare verso piloni eleganti, ispirati alle foglie e agli alberi. Proviamo a trovare un dialogo con la natura perché i tralicci possano danzare con lei”. E’ l’obiettivo – scrive Antonio Cianciullo su Repubblica – che si era posto l’architetto Hugh Dutton, dello studio Rosental di Torino. E lo ha centrato: si è piazzato al primo posto nel concorso per i tralicci d’autore bandito da Terna, la società che gestisce 60mila chilometri di rete ad alta e altissima tensione e vuole ammodernare l’immagine delle infrastrutture elettriche. La forma non è tutto, ma conta. “Abbiamo deciso di spendere questi nomi perché il paese ha bisogno di grandi investimenti nel settore ed è il caso di farli puntando sulla qualità”, spiega Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Terna.

    “Decongestionando la rete eviteremo di sprecare 1,2 miliardi di chilowattora l’anno: ci sono i margini per ottenere un buon risparmio sulle bollette e nello stesso tempo migliorare l’impatto paesaggistico delle linee. Inoltre diamo un segnale chiaro: la modernizzazione del paese può essere un vantaggio economico, estetico, ambientale”. Terna ha investito nell’ultimo anno 850 milioni. Altri 6 miliardi verranno messi sul tappeto nel prossimo decennio. L’obiettivo è allargare i colli di bottiglia che rendono inutilizzabile una parte della produzione elettrica costringendo a costruire nuove centrali. Un’esigenza che nei prossimi anni verrà rilanciata dallo sviluppo delle fonti rinnovabili che richiedono una maggiore ramificazione della rete. “La congestione delle linee ha un costo quantificabile: 1,5 miliardi di euro l’anno che paghiamo in bolletta”, aggiunge Cattaneo. “Per risanare la situazione spenderemo 480 milioni di euro l’anno. Resta un beneficio economico da 1 miliardo l’anno: un vantaggio netto che si traduce anche nella possibilità di evitare la costruzione di nuove centrali.

    La fluidificazione della rete dà al sistema l’equivalente della realizzazione di 8 impianti da 1000 megawatt. I conti dell’operazione tornano”. Fin qui la cronaca e i commenti dei protagonisti raccolti da Repubblica. La filosofia ispiratrice del concorso internazionale di idee “Tralicci del futuro” è di coniugare innovazione, tecnologia, design e cultura dell’ambiente per lo sviluppo sostenibile della rete di trasmissione nazionale. Elemento cruciale di questa sfida, sia nel caso delle linee già esistenti sia per le nuove realizzazioni, è il traliccio: minimizzarne l’impatto, investire nello sviluppo tecnologico, condividerne la localizzazione, studiarne gli effetti sulla biodiversità fino ad arrivare a sperimentare la sua declinazione da “avanguardia artistica”. Tappa fondamentale della “svolta” di Terna per l’ambiente: il lancio dei “10 progetti per lo sviluppo sostenibile”. Si tratta della più imponente opera di bonifica ambientale della rete elettrica mai programmata in Italia: l’abbattimento di oltre 1200 km di linee a fronte di 450 km di nuovi elettrodotti ad alta tecnologia. Un impegno sfidante con numeri da record, a partire da 1 miliardo di euro di investimenti, concordato con 11 Regioni, 20 Province, 100 Comuni, 13 Comunità Montane ed Enti Parco. E ancora, oltre 4.000 ettari di terreno svincolati (un’area estesa come il parco dell’Aspromonte) e più di 60 mila tonnellate di materiale recuperato, pari al peso di circa 10 Tour Eiffel. L’evento di lancio dei “10 progetti” ha rappresentato il punto d’arrivo di un percorso iniziato a fine 2005, ma anche il punto di partenza di un nuovo approccio che l’azienda ha voluto intraprendere.

    La notizia, apparsa su Repubblica, è stata segnalata dal web magazine di Terna “Notizie tra le Linee”