Tag: traduzioni giuridiche

  • Traduzione fondamentale nella società multietnica

    Ormai da anni si sono aperte le frontiere degli Stati. La cosiddetta globalizzazione ha portato ad un circolazione di merci e persone tra i diversi Paesi come mai era accaduto in precedenza. Ormai sono in tantissimi a viaggiare da uno Stato all’altro con grande continuità, facendo così aumentare i “cittadini del mondo”. La conseguenza non può che essere la formazione di una società multietnica, con nazionalità, razze, lingue che si mescolano e si mischiano nelle città italiane così come in tutte le altre città del mondo. Ne consegue che anche i servizi dedicati agli stranieri o comunque volti a facilitare la comunicazione tra persone e organi istituzionali che parlano lingue diverse sono aumentati a fronte di un aumento della domanda del mercato.

    E allora in questa situazione non possono che trovare terreno fertile le agenzie che si occupano di traduzione documenti in generale, ed in particolare chi si focalizza su alcuni servizi specifici legati al mondo delle traduzioni. Qualche esempio? La traduzione giurata o traduzione legale, fondamentale in quelle situazioni in cui si ha necessità di tradurre documenti che devono essere trasferiti magari da un tribunale di un Paese al tribunale di un altro ovviamente senza che questi perdano il loro valore legale. Nel mondo moderno ci sarà sempre più bisogno di personale specializzato nelle traduzioni giuridiche o nelle traduzioni finanziare. Non basta solo conoscere le diverse lingue per fare questo lavoro, ma serve anche avere conoscenza del linguaggio tecnico dei due Paesi, dato che si tratta di vere e proprie traduzioni tecniche, oltre che delle normative e della materia legislativa di entrambi gli ordinamenti in questione.

  • Tradurre la ricerca

    Non passa giorno senza che i giornali o i tg diano conto di una nuova importante ricerca scientifica.

    Nei giorni scorsi, attraverso le pagine della rivista “Philosophical Transactions of the Royal Society”, alcuni ricercatori dell’ Emory University di Atlanta hanno pubblicato un articolo sulla relazione esistente tra quei valori ritenuti sacri e inviolabili e determinate zone del nostro cervello, che si attivano quando c’è da prendere una decisione su ciò che noi riteniamo giusto o sbagliato. Sempre dagli Stati Uniti, ed in particolare dalla Berkeley University in California, arriva la notizia di un’altra ricerca, pubblicata stavolta negli “Archives of Neurology”. I due ricercatori protagonisti hanno dimostrato scientificamente il nesso tra uno stile di vita che stimola il cervello, sottoponendolo a frequenti “sfide” e tenendolo così allenato, e processi degenerativi che portano alla demenza. L’analisi condotta su un campione di 65 soggetti di 60 anni ha infatti mostrato che coloro che si sono mantenuti mentalmente più attivi hanno livelli meno elevati di betamiloide, la proteina che è causa di molte malattie neurodegenerative come ad esempio l’Alzheimer.

    Purtroppo ricerche simili sono sempre più raramente “made in Italy”; inoltre capita spesso che i ricercatori italiani, per dare maggiore visibilità al loro operato, siano costretti a pubblicare i loro lavori in un’altra lingua. Insomma, se si vuole stare al passo con la ricerca scientifica internazionale si deve assolutamente conoscere l’inglese; in caso contrario l’unica soluzione è ricorrere ad agenzie di traduzioni!

    Fortunatamente esistono esperti capaci di gestire vocabolari specifici, non soltanto nel campo delle traduzioni mediche o scientifiche, ma anche per traduzioni giuridiche, economiche o tecniche! Una valida alternativa per ottimi scienziati poco portati nelle lingue!

  • Brevetto mio quanto mi costi!

    Nei fumetti della Disney, quando Archimede Pitagorico finiva di realizzare una delle sue mirabolanti invenzioni, andava di gran carriera verso l’ufficio brevetti più vicino per registrarla. Nell’Europa contemporanea invece le cose sono un tantino più complicate.

    Chi desidera registrare il proprio brevetto deve iniziare una trafila fatta di lungaggini burocratiche infinite e, per giunta, parecchio costosa: non è infatti sufficiente rivolgersi all’UEB (Ufficio Europeo dei Brevetti), ma bisogna successivamente registrarsi presso ogni paese in cui si desidera utilizzare la propria invenzione! Così i costi amministrativi devono essere moltiplicati per il numero dei paesi interessati e, ovviamente, ogni pratica deve essere redatta nelle varie lingue ufficiali, con annesse spese di traduzione. Se quindi negli Stati Uniti è sufficiente sborsare 1.850 euro circa per registrare un brevetto, in Europa sono necessari addirittura 32.000 euro!

    Il Presidente della Commissione Europea Barroso è da poco intervenuto sul tema, dichiarando che il problema deve essere risolto assolutamente entro il semestre di presidenza danese appena iniziato. La proposta di utilizzare una sola lingua (l’inglese) e una sola sede per il tribunale (ancora da stabilire) è stata formulata da tempo, ma Francia e Germania non ci stanno, dichiarando che una simile scelta sarebbe eccessivamente lesiva per le loro lingue. Chiedono perciò che i moduli siano compilati anche in francese e tedesco, ma a questo punto sono gli altri stati (Italia e Spagna su tutti) a ritenersi penalizzati!

    Probabilmente questa situazione vi sembra impossibile, ma la realtà ci dice che questo è solo uno dei tantissimi problemi da risolvere prima di arrivare ad una vera unione europea!

    Insomma, per adesso la risoluzione della “querelle brevetti” non sembra essere dietro l’angolo, perciò, se avete un’invenzione da registrare, mettetevi l’anima in pace: digitate su internet le parole “prezzi traduzione” e richiedete un preventivo alle varie agenzie di esperti in traduzioni giuridiche, legali, commerciali o tecniche.

    In attesa che, tra i tanti inventori europei, ci sia qualcuno che trovi la soluzione giusta per questo assurdo e costoso problema!