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  • Com’è cambiato il lavoro del traduttore?

    In passato avevamo approfondito le Caratteristiche di un buon traduttore, oggi invece vogliamo soffermarci sugli strumenti che un traduttore deve utilizzare per svolgere delle traduzioni di successo.

    Mentre in passato dizionari e enciclopedie erano i principali strumenti di lavoro del traduttore, ora, la rapida diffusione delle tecnologie, ha permesso al traduttore di utilizzare strumenti di ausilio alla traduzione che hanno migliorato il suo lavoro sia in termini di qualità che di rapidità.

    I nuovi strumenti che utilizza il traduttore sono:

    · Banche dati terminologiche: sono delle banche di dati in cui gestire raccolte terminologiche, agevolando la traduzione assistita tramite l’utilizzo di memorie di traduzione. ƒ

    · Traduzione automatica: è una traduzione «grezza» del documento originale che viene svolta tramite un sistema di dizionari e programmi di analisi linguistici. Pur essendo l’alternativa economica al lavoro del traduttore in carne ed ossa, necessita di essere rivista e rielaborata con cura dal traduttore perché è più soggetta ad errori.

    · Memoria di traduzione: questo sistema cerca automaticamente in una memoria informatica parti del testo da tradurre e propone una traduzione dei segmenti già tradotti e memorizzati. Questi segmenti, o stringhe, possono essere interi blocchi di testo, paragrafi frasi o sintagmi. Il traduttore potrà scegliere se accettare i segmenti di testo proposti, modificarli o eliminarli. Le memorie di traduzione, non vengono mai utilizzate da sole, ma sempre con strumenti dedicati, come i Cat Tools.

    · Cat Tools: sono una parte integrante del lavoro del traduttore e possiedono 2 funzioni base: le memorie di traduzione e i database terminologici.

    · Dizionari: nonostante i numerosi strumenti tecnologici che velocizzano il lavoro del traduttore, i dizionari continuano ad essere utilizzati (più facilmente in formato elettronico) sia per le ricerche terminologiche che per le verifiche linguistiche.

    Epos si occupa di servizi di traduzione dal 2000 e sa bene come si sono evoluti gli strumenti dei traduttori perché utilizza sempre strumenti professionali e all’avanguardia per garantire un servizio di qualità ai suoi clienti.

  • La traduzione automatica potrà mai sostituire il traduttore?

    La traduzione automatica si riferisce a tutti i sistemi informatici, come Google Translator, che svolgono le traduzioni in automatico.

    Anche se i sistemi informatici sono sempre più parte integrante della vita dell’uomo, è ancora impensabile che possano sostituire totalmente il cervello umano.

    Infatti, svolgere una traduzione in automatico non è più economico come si potrebbe pensare, ma è solo una perdita di tempo: questa traduzione sarebbe soggetta a molti errori e necessiterebbe di essere rivista da un vero traduttore.

    Ma perchè la traduzione automatica non è efficace?

    In realtà non si traduce quello che c’è scritto ma ciò che l’autore vuole dire. Solo una persona in carne ed ossa è in grado di interpretare un testo e riscrivere il messaggio nella lingua di destinazione, cercando di adattarlo alla cultura di tale paese.

  • È membro del Mensa il tenore italiano poliglotta che fa traduzioni da giapponese, coreano e cinese

    Il club ad alto QI vanta un genio linguistico, che traduce da giapponese, coreano e cinese in italiano. Di formazione ingegnere e manager, ultimamente canta come tenore in Asia, dove ha appreso le lingue del posto. “Fatti una professione, va bene studiare le lingue ma sono qualcosa in più”. Questo il pensiero comunemente accettato che dominò la scelta degli studi di Stefano. Così, lui diligentemente si è preso due lauree in ingegneria e gestione d’impresa. Tuttavia, appena affacciatosi sul mondo del lavoro, ha capito che l’azienda non faceva per lui e ora lo si trova per l’Asia a cantare come tenore. Intanto ha imparato inglese, francese, spagnolo e soprattutto giapponese, coreano e cinese. Stefano riassume così la sua scelta:

    “In Giappone ho visto abitualmente gente letteralmente uccidersi per lavoro. Sta a noi scegliere cosa fare della vita e possiamo passarla facendo qualcosa che ci dia vita.”

    Altre riflessioni su cultura e stile di vita si trovano sul suo blog dall’intrigante nome “Lingue curiose in Estremo Oriente”. Ormai cosciente della sua propensione per le lingue, da quest’anno tra una performance e l’altra rivolge il suo talento alle traduzioni. Di talento si può parlare, perché Stefano è membro del Mensa, l’associazione che come unica condizione richiede il superamento di un test che certifichi il possesso di un quoziente intellettivo nel top 2% della popolazione. Stefano confessa che la sua condizione di “Mensano” non è sempre un vantaggio:

    “In molti ambiti lavorativi l’immagine elitaria del Mensa ne rende l’appartenenza un difetto, mentre in attività individuali come le traduzioni e il canto posso esprimermi liberamente e lavorare con i miei ritmi.”

    Pensandoci bene, recenti studi di neuroscienze confermano che l’apprendimento della musica e quello delle lingue straniere interessano le stesse zone del cervello e questo indica una correlazione tra le abilità musicali e quelle linguistiche. Quindi un tenore che traduce ha il suo perché.

    Le aziende e le agenzie di traduzione gli affidano spesso testi commerciali e tecnici in virtù degli studi in ingegneria e management, ma è anche competente in specialità quali l’industria del marmo e dell’arte, musica e scienze sociali.

  • Caratteristiche di un buon traduttore

    Il lavoro del traduttore, pur essendo molto richiesto, è molto complesso e solo dopo molti anni di esperienza si riesce a diventare traduttori professionisti.

    Noi di Epos crediamo in questa professione e, per questo motivo, desideriamo dare alcuni consigli per diventare dei buoni traduttori.

    I requisiti fondamentali per essere un buon traduttore sono amare le lingue e conoscere alla perfezione la vostra lingua madre e la cultura del vostro paese: per fare delle buone traduzioni si deve tradurre nella propria lingua madre.

    Per tradurre bene si deve saper scrivere bene: tradurre vuol dire riscrivere un testo in un’altra lingua, non tradurre letteralmente le parole straniere. Quindi, anche la punteggiatura e la lunghezza delle frasi devono subire delle variazioni per essere più idonee alla lingua di destinazione.

    Affinchè una traduzione venga tradotta al meglio, è fondamentale conoscere il contesto culturale del testo che dovete tradurre.

    È importante essere specializzati su una disciplina specifica e continuare ad essere aggiornati su di essa: leggere ed ascoltare aiuta a perfezionare le vostre conoscenze su tale disciplina e vi aiuterà a fare un confronto sulle differenze culturali delle due lingue.

    Rileggere il testo scritto a voce alta serve per sentire se suona bene o no, in questo caso cambiate le parole o il loro ordine, fino a quando non suonerà bene.

    Leggere il testo su carta stampata è meglio che leggerlo su un video: ricordatevelo sempre!

    Cercate sempre un senso nella vostra traduzione, se non lo trovate…è meglio rifarla!

    Siate sempre aggiornati sugli strumenti informatici per la traduzione assistita.

    Se trovate degli errori sul testo di origine, avvisate il vostro cliente su qualsiasi errore o fraintendimento e ricordatevi sempre a chi si rivolge il testo (dottori, avvocati, universitari, ragazzi di scuola superiore, bambini…) a seconda del vostro target dovrete usare un tipo di linguaggio diverso!