Castelfalfi è un incantevole borgo a nemmeno un’ora di Firenze, che dopo essere stato abbandonato negli ultimi decenni, è tornato a vivere. Difatti grazie ad un’ambizioso progetto della Tui Ag, colosso tedesco del turismo, che ha investito ben 180 milioni di euro per la sua riqualificazione, oggi Castelfalfi è un resort che ospita un hotel la Tabaccaia, nell’antica manifattura di tabacchi, due ristoranti il Rosmarino e la Rocca, un campo da golf, un vigneto ed un uliveto e numerosi casali e case nel borgo completamente rinnovati. Il progetto del resort nella propria realizzazione ha rispettato e mantenuto intatta l’originaria conforamazione di Castelfalfi, una splendida tenuta alle porte del Chianti.
Un soggiorno a Castelfalfi oltre che ad essere una rilassante vacanze tra le splendide colline Toscane è anche l’occasione per vivere e conoscere a pieno i sapori e i piatti che hanno reso celebre la cucina di questa regione in tutto il mondo.
Castelfalfi infatti è promotore della cultura gastronomica toscana e diretto produttore di oli e vini toscani.
Con il pacchetto Rosso Toscano Cooking School avrete la possibilità di imparare i segreti della tradizione gastronomica toscana e cimentandovi nelle ricette più famose della cucina tipica di questa regione.
Potrete portare a casa i sapori di questa regione attraverso il corso Rosso Toscano Cooking School che vi guiderà in un percorso alla scoperta dei piatti che hanno fatto la storia della cucina Toscana, ma che vi farà apprendere anche tecniche di cottura innovative e i trucchi degli chef.
Il corso si terrà nella spettacolare cornice del Castello medievale o nella trattoria il Rosmarino dove sarà possibile apprendere, praticare, conoscere e commentare i piatti della tradizione gastronomica toscana.
Al termine di ogni lezione, della durata di circa tre ore, vi sarà una degustazione dei piatti preparati attraverso la guida di abili chef, accompagnati da una selezione di vini italiani scelti personalmente dal nostro sommelier.
I corsi saranno tenuti da Michele Rinaldi, alla guida del ristorante gourmet La Rocca di Castelfalfi. Il costo è di 130 euro a persona.
I corsi dello Chef stellato Michele Rinaldi:
– Un nuovo chef in cucina
Corso di cucina per chiunque desideri migliorare le proprie abilità in cucina
– Cucinare in famiglia
Lezioni di cucina per tutta la famiglia
– La tradizione Toscana
Dalla pappa al pomodoro alla bistecca alla fiorentina, per portare a casa tutto il gusto dei sapori
toscani
– Grandi Classici Italiani
Un corso per imparare a preparare alcune delle più rinomate ricette italiane
– La mia pasticceria
Una dolce esperienza a base di dessert italiani
– Solo Verdura
Un corso dedicato alle ricette vegetariane
– Lezioni private
Lezioni individuali preparate in base alle richieste del cliente
– Cucinare insieme
Se ami cucinare con la tua famiglia e i tuoi amici, nella nostra cucina possiamo organizzare un
corso per un massimo di 6 persone
Nella Trattoria il Rosmarino invece potrete farvi guidare dalla sapienza dello chef Francesco Ferretti per imparare i segreti della cucina tradizionale Toscana a partire dalla scelta degli ingredienti.
Per imparare l’importanza della scelta delle materie prime sarà possibile per i partecipanti accompagnare lo chef a fare la spesa.
Il costo per il corso è di 85 euro a persona.
I corsi dello Chef Francesco Ferretti sono:
– Dolce e Salato senza glutine e per intolleranze
Il corso è dedicato per chi soffre d’intolleranze: al glutine, al lattosio e alle uova. Sfatando il
luogo comune, dove si pensa che un dolce “salutare” non sia buono e accattivante
– Filiera corta e tradizione
Percorso gastronomico, dall’acquisto di prodotti locali e biologici alla realizzazione delle ricette
tradizionali Toscane
– La pasta fresca
Un corso interamente dedicato alla realizzazione della pasta home-made, per imparare a
realizzare con le proprie mani differenti formati di pasta fresca
– Pane, pizza e focacce
Un corso dove imparare la realizzazione di varie tipologie di pane e pizza con le diverse
tecniche
– Cucina d’Autore
Famose ricette italiane rivisitate in chiave moderna
– Frolle e crostate
Un corso dedicato alla produzione di dolci da forno, una gamma di crostate e biscotti per
deliziare il vostro palato
– Cucina in due “love&food”
Se ami cucinare con la tua dolce metà, un corso per preparare piatti romantici seguiti da una
cena a lume di candela
– Cucina Vegana
Per far comprendere come preparare piatti senza derivati animali non solo sia possibile, ma
anche sano, gustoso e divertente
La prenotazione ai corsi deve essere effettuata con almeno 3 giorni di anticipo, mentre il termine per la canncellazione è 24 ore prima dell’inizio dell’attività
Per informazioni o prenotazioni e-mail [email protected] | Tel. +39 0571 891000
Località Castelfalfi 50050 Montaione FI, Italia
Tag: toscana
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Rosso Toscano Cooking School: a Castelfalfi i corsi per imparare tutti i segreti della cucina toscana
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Programma ufficiale degli eventi de “La bottega dell’opera” a Fabro (4-21 settembre)
Il programma ufficiale degli eventi in programma per La bottega dell’opera, corso di alto perfezionamento per cantanti lirici che si svolgerà a Fabro (Terni) dal 4 al 21 settembre 2014 è stato reso noto.
Come è possibile leggere dalla locandina allegata, gli studenti si esibiranno, per il divertimento di tutti i cittadini di Fabro e i numerosi turisti, due concerti lirici: nel primo, programmato per il 9 settembre, sono previste arie e concertati d’opera famosi e tratti dal repertorio del Settecento e dell’Ottocento; nel secondo, in programma per il 16 settembre, gli allievi presenteranno, in una sorta di excursus storico-performativo, una storia dell’opera buffa, quel particolare genere di teatro musicale assai in voga nel Settecento e nell’Ottocento che tanto divertiva il pubblico contemporaneo e che rendeva celebri i compositori italiani nelle più importanti corti europee. SI potranno ascoltare, in questo secondo concerto, brano di Mozart, Rossini, Donizetti, ma anche di autori meno conosciuti quali Auletta, Paisiello, Tritto, Fioravanti, Piccinni e Guglielmi.
Il 20 e 21 settembre, poi, con inizio alle 21,15, il corso si concluderà con la rappresentazione completa di un’opera comica di Domenico Cimarosa, La vanità delusa, riprosta dagli allievi del corso in prima esecuzione in tempi moderni. L’opera verrà accompagnata dall’Orchestra da Camera “Domenico Cimarosa” con la concertazione e direzione d’orchestra di Simone Perugini, considerato uno dei massimi esperti del compositore aversano. La regia, le scene e i costumi saranno curati da Sandra Rucellai. L’esecuzione dell’opera si basa sulla nuova edizione critica della partitura cimarosiana, curata da Simone Perugini e pubblicata dall’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” all’interno del poderoso progetto editoriale denominato Centro cimarosiano di Studi e che prevede, tra l’altro, la pubblicazione in edizione critica dell’opera omnia di Domenico Cimarosa. -
A Spoleto Arte illustre omaggio al pittore toscano Alberto Pistoresi
Nel contesto delle rinomate mostre di “Spoleto Arte” attualmente allestite nello storico Palazzo Leti Sansi, in Piazza del Mercato a Spoleto, con la curatela di Vittorio Sgarbi e l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, è possibile ammirare una carrellata di splendidi dipinti appartenenti ad Alberto Pistoresi, noto artista fiorentino non più vivente, che ha lasciato un segno marcato e indelebile con la sua vasta produzione e una lunga carriera coronata da numerosi riconoscimenti di prestigio e positivi encomi da parte di critici ed esperti di settore. L’esposizione è visitabile con ingresso libero dal 27 Giugno al 24 Luglio.
In particolare Pietro Annigoni, soffermandosi sulle peculiari doti stilistiche di Pistoresi, lo definì un artista vero, con opere mature e significative, in cui poter scorgere giochi di contrasti violenti inseriti in una composizione elementare e vigorosa, dove ci sono toni sonori, ma profondi ed altri luminosi, ma vibranti e impregnati di un sapiente e vissuto chiaroscuro, che li pone in opposizione e nel contempo li unisce, in forma di composizione poetica.
Il curatore Sgarbi spiega “Vedutista di spazi urbani e di paesaggi nella sua toscana, Pistoresi è un pittore di luoghi non disturbati dall’uomo. La sua visione è distante, a tratti ovattata. L’uomo più, che esserci è stato. Se ne sente l’impronta, l’eco della voce e una solitudine immensa, incolmabile”.
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Spoleto arte abbraccia l’essenza e la commozione esponendo le opere di alberto Pistoresi insieme a quelle di Dario Fo, Eugenio Carmi e Josè Dalì
Non potevano mancare nel novero delle opere fatte dagli artisti di spicco in esposizione alle mostre di “Spoleto Arte” una ricca serie di pregiati dipinti appartenenti al maestro fiorentino Alberto Pistoresi, in ricordo antologico e commemorativo della vasta produzione, da lui realizzata nei tanti anni di carriera. “Spoleto Arte” è curata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager produttore Salvo Nugnes, nella nobile dimora di Palazzo Leti Sansi, situata nel centro storico spoletino, in Piazza del Mercato. Il vernissage inaugurale in data 27 giugno ha riscosso grandi consensi di pubblico e ha visto la presenza di vip, personaggi illustri e rappresentanze istituzionali di alto livello. Accanto alle creazioni pittoriche di Pistoresi, sono collocati quadri di Dario Fo, Eugenio Carmi, José Dalì figlio del celebre Salvador, Max Laudadio e altri prestigiosi esponenti del panorama contemporaneo. L’esposizione è visitabile con ingresso libero fino al 24 luglio.
Nel commentare lo stile di Pistoresi Sgarbi spiega “Vedutista di spazi urbani e di paesaggi nella sua Toscana, Pistoresi è un pittore di luoghi non disturbati dall’uomo. La sua visione è distante, a tratti ovattata. L’uomo più, che esserci è stato. Se ne sente l’impronta, l’eco della voce e una solitudine immensa, incolmabile”.
L’arte di Pistoresi si colloca nella tradizione del novecento, con una speciale connotazione distintiva di lirismo poetico e fiabesco, che supera le barriere temporali e resta sempre attuale. Allievo del famoso Pietro Annigoni, rappresenta un eccellente modello di figurativo e paesaggista, la cui variegata produzione pittorica giunta fino ai giorni nostri, ne testimonia il geniale talento ideativo, congiunto alle consolidate competenze tecniche e strumentali, che l’hanno stimolato a innescare un’avvincente ricerca sperimentale di raffinata e innovativa evoluzione.
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PROMOTER ARTE LANCIA IL SITO INTERNET DEDICATO ALL’ILLUSTRE PITTORE TOSCANO ALBERTO PISTORESI
É imminente il lancio del sito internet dedicato all’illustre pittore toscano Alberto Pistoresi, come significativo omaggio celebrativo alla memoria di un grande esponente di spicco dell’arte italiana del Novecento. Promoter Arte, affermata società leader specializzata in mostre, editoria e comunicazione, si sta occupando della gestione del progetto e sta predisponendo un sito completo e di funzionale consultazione, con una vasta carrellata di quadri catalogati in stile galleria espositiva online, correlata da interessanti testi critici, riflessioni, articoli, comunicati stampa realizzati a commento.
In Pistoresi emerge la spiccata sensibilità e la fervida passione per la natura, per gli scorci di paesaggio più suggestivi, che riesce a cogliere e raffigurare con acuta intuizione. La sua pittura stupisce per la spettacolare cornice coreografica, che regala alle rappresentazioni un’incantevole e magica atmosfera, trasportando l’osservatore dalla realtà al sogno, in una dimensione di visione quasi onirica.
L’intensa esperienza esistenziale e la forte carica di propensione umanitaria, lo inducono a cimentarsi anche con tematiche più complesse e delicate, come il mondo degli anziani, dei derelitti, dell’umanità sofferente, fornendo un’interpretazione di pragmatico e genuino realismo molto toccante e coinvolgente.
Piero Bargellini, sindaco di Firenze nel 1968 scrisse su Pistoresi “È un pittore, che usa come mezzo espressivo il colore ad olio o ad acquerello. Nei suoi dipinti non c’è nulla di pleonastico, di ripetuto, nulla di gravoso o di pesante. L’artista parte da una suggestione spontanea e giunge, quasi di volo, ad un’espressione sincera. Si potrebbe anche parlare di -felicita’- la quale, sul piano dell’arte, consiste nel superamento della fatica sorda e nella spoliazione da ogni elemento retorico“.
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Le polizze auto di Siena sono le più economiche della Toscana
Per un giovane neopatentato toscano che comincia la sua scalata alle classi di merito per l’assicurazione auto, risiedere a Siena piuttosto che a Massa Carrara comporta una differenza di prezzo della sua polizza di oltre il 50%. Nella regione, infatti, risulta piuttosto ampia la forbice dei prezzi per l’RC auto che si registra nelle dieci province. Questo è quanto emerso dal focus sulla RC auto in Toscana realizzato da Facile.it (www.facile.it), sito leader nella comparazione di polizze assicurative e prodotti finanziari.
Per ciascuna delle dieci province toscane, Facile.it ha confrontato le tariffe riservate a tre profili di automobilista*.
Per tutte e tre le classi di merito esaminate i premi più alti si concentrano tra le province di Massa Carrara, Prato e Pistoia. Per i neopatentati di Massa, ad esempio, il premio medio è di 2.095 euro l’anno, oltre il doppio di quello che i giovani sono chiamati a corrispondere a Siena per assicurare la loro auto (959 euro). Il premio della città del Palio è davvero esiguo rispetto alla media regionale e lo stacco dal secondo in classifica, ossia i 1.182 euro di Grosseto, ammonta a più di 200 euro. Sopra la soglia dei 2.000 euro sono anche i premi in quattordicesima classe delle province di Pistoia e Prato.
Guardando al secondo profilo preso in analisi da Facile.it, Prato e Massa Carrara sono nuovamente sul podio delle province più care (rispettivamente 560 e 526 euro in media). Siena si conferma la provincia più economica e offre una media di polizze auto pari a 267 euro; segue Arezzo con premi medi annui di 310 euro.
Se si parla di automobilisti virtuosi che si sono conquistati con la loro diligenza la prima classe di merito, Prato è la provincia con i premi più elevati della Toscana (588 euro annui), mentre sul podio della convenienza troviamo nuovamente Siena con una media di 248 euro, seguita da Arezzo e Grosseto dove le polizze si fermano a 298 euro.
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A Fabro il 20 e 21 settembre un’inedita opera di Cimarosa
La quarta edizione del Corso di alto perfezionamento per cantanti lirici, pianisti accompagnatori e direttori d’orchestra La bottega dell’opera presenterà a Fabro (Terni) una prima esecuzione operistica in tempi moderni, una vera e propria riscoperta.
Dopo le audizioni selettive, infatti, tramite le quali i Docenti de La bottega dell’opera hanno scelto gli studenti, provenienti da tutto il mondo, che potranno partecipare come allievi effettivi, la scelta sulla produzione operistica di fine corso è caduta sulla riproposta di un’opera comica di Domenico Cimarosa, La vanità delusa, che il celebre compositore aversano compose nel 1784 su commissione del Teatro della Pergola di Firenze.
L’opera verrà eseguita dagli allievi del corso, coadiuvati dall’orchestra da camera “Domenico Cimarosa” e con la direzione d’orchestra di Simone Perugini, anche Direttore artistico e musicale dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” promotrice, insieme al Comune di Fabro, dell’iniziativa.
Perugini è considerato uno dei massimi esperti del compositore aversano e conta al proprio attivo già altre interpretazioni di opere cimarosiane, alcune in prima esecuzione; collabora come Responsabile principale del progetto Centro cimarosiano di Studi che si propone la pubblicazione, in edizione critica, dell’opera omnia cimarosiana sia con l’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, che con l’editore Artaria Editions Limited, editore musicale neozelandese appartenente alla maggiore etichetta discografica mondiale, Naxos.
«La vanità delusa», spiega Perugini, «fu un’opera composta in fretta e furia da Cimarosa su commissione del maggior teatro fiorentino dell’epoca. Nel 1784, anno in cui debuttò, il musicista fu impegnato in altre cinque produzioni operistiche tra Napoli, Milano, Vicenza e Torino e, per questo motivo, fu costretto a comporre sei grandi opere, serie e comiche, nel ristrettissmo periodo di dodici mesi. Il lavoro fu tratto da un precedente libretto di Carlo Goldoni, già musicato agli inizi del secolo da Fischetti e da Giuseppe Scarlatti che venne fortemente tagliato e riadattato per il compositore aversano. Il gusto del pubblico nel 1784 era già fortemente cambiato e la lunga successione di recitativi e arie, nonché la ormai sorpassata suddivisione in tre atti previsti dall’originale goldoniano, non era più percepita dai contemporanei di Cimarosa come attuale. Un anonimo librettista, che, come spiego e dimostro nella prefazione all’edizione critica della partitura da me curata e appena pubblicata dall’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, si può identificare, con un margine di incertezza piuttosto esiguo, in Giovan Battista Lorenzi, rielaborò l’originale goldoniano, accorciandone la drammaturgia a due atti, tagliando alcune arie solistiche e introducendo diversi brani concertati non solo al termine degli atti, come era d’uso negli anni ’80 del Settecento, ma anche all’interno degli stessi. La versione di Cimarosa, così, appare molto più snella, divertente e musicalmente moderna rispetto alle precedenti versioni di Scarlatti e Fischietti. La partitura parzialmente autografa dell’opera, come del resto tutte quelle degli altri lavori cimarosiani, è custodita presso la Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” nel fondo dedicato a Cimarosa e che fu costituito dall’imponente dono dei manoscritti del musicista fatto dal figlio del compositore, Paolo, che fu insegnate in quella istituzione. Una seconda tranche di autografi venne venduta dal nipote di Domenico (e figlio di Paolo), Aurelio Cimarosa. Quando il musicista era ancora in vita, aveva regalato tutto il proprio archivio musicale al Cardinal Ercole Consalvi, figura potentissima della Chiesa di allora, che fu sincero amico e sommo ammiratore del compositore. Fu proprio il Cardinale che, morto l’amico fraterno Domenico, regalò al figlio Paolo i manoscritti paterni.»
L’opera verrà rappresentata in prima esecuzione in tempi moderni a Fabro il 20 e 21 settembre 2014 dagli allievi de La bottega dell’opera coadiuvati dall’Orchestra da Camera “Domenico Cimarosa” con la direzione di Simone Perugini e la regia, scene e costumi di Sandra Rucellai.
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A Fabro debutta un’opera inedita di Cimarosa
La quarta edizione del Corso di alto perfezionamento per cantanti lirici, pianisti accompagnatori e direttori d’orchestra La bottega dell’opera presenterà a Fabro (Terni) una prima esecuzione operistica in tempi moderni, una vera e propria riscoperta.
Dopo le audizioni selettive, infatti, tramite le quali i Docenti de La bottega dell’opera hanno scelto gli studenti, provenienti da tutto il mondo, che potranno partecipare come allievi effettivi, la scelta sulla produzione operistica di fine corso è caduta sulla riproposta di un’opera comica di Domenico Cimarosa, La vanità delusa, che il celebre compositore aversano compose nel 1784 su commissione del Teatro della Pergola di Firenze.
L’opera verrà eseguita dagli allievi del corso, coadiuvati dall’orchestra da camera “Domenico Cimarosa” e con la direzione d’orchestra di Simone Perugini, anche Direttore artistico e musicale dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” promotrice, insieme al Comune di Fabro, dell’iniziativa.
Perugini è considerato uno dei massimi esperti del compositore aversano e conta al proprio attivo già altre interpretazioni di opere cimarosiane, alcune in prima esecuzione; collabora come Responsabile principale del progetto Centro cimarosiano di Studi che si propone la pubblicazione, in edizione critica, dell’opera omnia cimarosiana sia con l’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, che con l’editore Artaria Editions Limited, editore musicale neozelandese appartenente alla maggiore etichetta discografica mondiale, Naxos.
«La vanità delusa», spiega Perugini, «fu un’opera composta in fretta e furia da Cimarosa su commissione del maggior teatro fiorentino dell’epoca. Nel 1784, anno in cui debuttò, il musicista fu impegnato in altre cinque produzioni operistiche tra Napoli, Milano, Vicenza e Torino e, per questo motivo, fu costretto a comporre sei grandi opere, serie e comiche, nel ristrettissmo periodo di dodici mesi. Il lavoro fu tratto da un precedente libretto di Carlo Goldoni, già musicato agli inizi del secolo da Fischetti e da Giuseppe Scarlatti che venne fortemente tagliato e riadattato per il compositore aversano. Il gusto del pubblico nel 1784 era già fortemente cambiato e la lunga successione di recitativi e arie, nonché la ormai sorpassata suddivisione in tre atti previsti dall’originale goldoniano, non era più percepita dai contemporanei di Cimarosa come attuale. Un anonimo librettista, che, come spiego e dimostro nella prefazione all’edizione critica della partitura da me curata e appena pubblicata dall’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, si può identificare, con un margine di incertezza piuttosto esiguo, in Giovan Battista Lorenzi, rielaborò l’originale goldoniano, accorciandone la drammaturgia a due atti, tagliando alcune arie solistiche e introducendo diversi brani concertati non solo al termine degli atti, come era d’uso negli anni ’80 del Settecento, ma anche all’interno degli stessi. La versione di Cimarosa, così, appare molto più snella, divertente e musicalmente moderna rispetto alle precedenti versioni di Scarlatti e Fischietti. La partitura parzialmente autografa dell’opera, come del resto tutte quelle degli altri lavori cimarosiani, è custodita presso la Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” nel fondo dedicato a Cimarosa e che fu costituito dall’imponente dono dei manoscritti del musicista fatto dal figlio del compositore, Paolo, che fu insegnante in quella istituzione. Una seconda tranche di autografi venne venduta dal nipote di Domenico (e figlio di Paolo), Aurelio Cimarosa. Quando il musicista era ancora in vita, aveva regalato tutto il proprio archivio musicale al Cardinal Ercole Consalvi, figura potentissima della curia romana dell’epoca e che fu sincero amico e sommo ammiratore del compositore. Fu proprio il Cardinale che, morto l’amico fraterno Domenico, regalò al figlio Paolo i manoscritti paterni.»
L’opera verrà rappresentata in prima esecuzione in tempi moderni a Fabro il 20 e 21 settembre 2014 dagli allievi de La bottega dell’opera coadiuvati dall’Orchestra da Camera “Domenico Cimarosa” con la direzione di Simone Perugini e la regia, scene e costumi di Sandra Rucellai.
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Ville, castelli e conventi: ecco le case vacanza del lusso in Italia
Hotel a cinque stelle? No grazie. Anche per le vacanze di lusso si scelgono sempre più le case vacanza, strutture ricettive che meglio rispettano il bisogno di privacy e relax di cui hanno bisogno i Very Important People. E i proprietari si adeguano, offrendo servizi degni di un grand hotel.
Il portale Casevacanza.it (www.casevacanza.it), leader in Italia per gli affitti turistici e partner di Immobiliare.it, ha messo in evidenza l’aumento tanto dell’offerta quanto della domanda di affitti di lusso (+50% in due anni). «Se è vero che il fenomeno nasce per far risparmiare gli Italiani in vacanza – dichiara Francesco Lorenzani, responsabile di Casevacanza.it – gli affitti turistici sono ormai diventati una tipologia ricettiva adatta a tutte le tasche e a tutte le esigenze, persino a quelle di chi non rinuncia ai contesti esclusivi, in ogni parte d’Italia. L’offerta si adegua aggiungendo servizi aggiuntivi quali colf, chef, guide turistiche, sommelier, autisti e persino giardinieri».
Ci sono i gruppi numerosi, che vogliono vivere da nababbi le loro ferie e che non vogliono rinunciare alle comodità, ma ci sono soprattutto quelli che vogliono evitare di farsi “intercettare” nelle hall degli hotel: la voglia di privacy, infatti, appare come la motivazione più ricorrente per chi sceglie questa tipologia di struttura. C’è chi, infine, non vuole alloggiare nelle tradizionali stanze d’albergo ma preferisce delle vere e proprie immersioni nel paesaggio, e per questo ambisce a ville nei boschi, nelle vigne o a strapiombo sul mare.
Per questa tipologia di clientela, che arriva da tutto il mondo, l’Italia è il posto ideale. Ma dove si concentrano le case vacanza più lussuose del Paese? È la Toscana a detenere il maggior numero di case vacanza di lusso, oltre un terzo tra le 20 più care presenti su www.casevacanza.it. Qui è possibile affittare incredibili dimore come un monastero del Duecento, sito a Monteroni d’Arbia (Siena), che oggi è una raffinata villa di campagna (con campo da tennis e da calcetto, pianoforte e immancabile Jacuzzi). Prezzo? 8.750 euro al giorno. Per gli amanti della tradizione, poi, c’è Forte dei Marmi (Lucca): qui sono tantissime le ville di gran lusso che è possibile affittare per brevi periodi, a prezzi che arrivano anche, in alta stagione, a circa 3.000 euro al giorno. Molti di meno ne servono per alloggiare in un antico mulino sito a Radicondoli (Siena): 900 euro al giorno per un immobile completamente ristrutturato, comprendente piscina naturale (salina), bagno turco, sauna e docce all’aperto. Per chi lo volesse, poi, si mettono a disposizione chef a domicilio, colf e maggiordomo, degustazioni di vini e formaggi, lezioni di cucina, gite in barca ed escursioni, yoga, massaggi.
Se la Sardegna è una destinazione tipica per gli amanti del lusso anche le case vacanza disponibili nell’Isola seguono lo stesso trend: Porto Cervo, San Teodoro e Porto Rotondo offrono lussuose ville nelle zone più chic, con piscina privata, arredi tradizionali o di design e panorami mozzafiato. I prezzi, in questo caso, arrivano fino a 4.075 euro al giorno.
Altro grande classico del lusso italiano è rappresentato da Capri e dalla Costiera Amalfitana: qui non mancano deliziose ville con irrinunciabile piscina e panorami incredibili, come nel caso di quella con vista mozzafiato sui Faraglioni e decorata con ceramiche di Vietri (1.500 euro al giorno per tre camere da letto). Due Jacuzzi e un hammam contraddistinguono invece una lussuosissima villa di Amalfi in grado di ospitare fino a dodici persone. Il prezzo ovviamente sale, oltre 2.300 euro al giorno in alta stagione.
Al fascino orientale è ispirata poi la villa a Genazzano (Roma) che in un parco di 1.000mq offre sei camere da letto per chi vuole rilassarsi a qualche chilometro dalla Capitale, senza rinunciare a Jacuzzi, bagno turco, sauna con tanto di massaggiatore privato a disposizione.
Ideale per gli appassionati di turismo enogastronomico, invece, la villa sita a Castel Boglione, in provincia di Asti: immersa in una vigna, è il punto di partenza ideale per scoprire la ricchezza dei vini piemontesi. In alta stagione servono ben 900 euro al giorno, ma la dimora, completamente ristrutturata e pensata per garantire tutto il relax di cui si ha bisogno, è in grado di accogliere fino a 28 persone.
Per chi, invece, preferisce il turismo all’insegna del contatto con la natura c’è una villa a Monte San Giusto, (Macerata): posta al centro di un grande parco di alberi e frutteti, è l’ideale per chi cerca il silenzio e l’armonia dei sensi, a patto di spendere 900 euro al giorno per cinque camere da letto. Sempre nelle Marche è sita un’altra chicca: a Numana (Ancona) si affitta una villa pentagonale, realizzata con materiali naturali e progettata secondo i dettami della proporzione aurea. Circondata da un giardino piantumato di circa 1000mq affacciato sul mare, si trova nel Parco Naturale del Conero ed è in affitto per poco più di 350 euro al giorno.
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L’opera omnia di Domenico Cimarosa in edizione critica
L’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, fondata nel 2005, prosegue la propria attività di ricerca musicologica con il progetto denominato Centro cimarosiano di studi e curato dal comitato scientifico dell’Accademia.
Con questo imponente progetto editoriale, nato in collaborazione con l’editore musicale neozelandese Artaria Editions Limited, l’Accademia prevede la pubblicazione dell’opera omnia di Domenico Cimarosa in edizione critica.
Seguendo i criteri editoriali elaborato dal Comitato scientifico, l’edizione critica prevede la pubblicazione di tutte le partiture teatrali, sacre, profane e strumentali del compositore aversano.
Il comitato scientifico dell’Accademia, guidato dal fondatore dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa”, Simone Perugini, compositore, direttore d’orchestra e musicologo esperto nella prassi esecutiva del teatro musicale del Settecento, studioso e interprete di Cimarosa, è formato da Docenti e Musicologi provenienti da università italiane e straniere.
La pubblicazione dell’edizione critica cimarosiana è iniziata nel 2011 con L’impresario in angustie, pubblicato da Artaria Editions Limited ed è proseguita negli anni succesivi con la pubblicazione de La vanità delusa, Il convito, Li sposi per accidente. In corso di elaborazione e di futura pubblicazione sono I nemici generosi e la Missa pro defunctis che inaugurerà la sezione dedicata alla musica sacra composta da Cimarosa, rendendo finalmente disponibile a esecutori e pubblico un’edizione affidabile del capolavoro del musicista composto nel 1787 in occasione della morte della Duchessa di Serra Capriola.
Ogni edizione prevede la pubblicazione della partitura, della riduzione canto e pianoforte e delle parti orchestrali della prima versione dell’opera e delle varianti d’autore fino a oggi conosciute. Ogni opera è corredata da un’ampio introduzione metodologica, storica e da un apparato critico.
E’ possibile acquista e/o noleggiare i materiali musicali collegandosi al sito ufficiale dell’Accademia Lirica Toscana “Domenico Cimarosa” all’interno della sezione dedicata al Centro cimarosiano di studi.