Tag: tony esposito

  • Continua l’ascesa del talentuoso cantante Luca Maris Aspettando Sanremo

    Il poliedrico artista Luca Maris è senza dubbio uno dei principali esponenti dell’attuale panorama della musica d’autore, con importanti collaborazioni al suo attivo, tra cui quella con il maestro Tony Esposito, icona della sonorità partenopea nel mondo. Le sue opere sono già state tradotte con successo in spagnolo, inglese e portoghese.

    Il suo percorso sempre in continua evoluzione si prospetta ricco d’interessanti iniziative, che Maris rivela con entusiastico trasporto: “Attualmente sto lavorando per la preparazione del mio nuovo cd, che racchiude una piccola raccolta del mio passato discografico più recente. Al suo interno verrà inserito un brano, che mi piacerebbe cantare in occasione della prossima edizione del Festival di Sanremo, mio sogno prediletto fin dall’infanzia. Per me poter partecipare alla famosa kermesse canora sarebbe anche un simbolico atto di riscatto e di rivalsa da una tremenda situazione che ho attraversato in passato e mi ha segnato fortemente, il coma. Vorrei regalare quest’emozione di gioia a mia madre Rosa, per farle versare lacrime di felicità e dimenticare quelle versate con estrema sofferenza, per la paura di perdermi durante il periodo della malattia“.

    Riguardo il pezzo da lui composto, che preferisce e considera più significativo dice: “Il brano da me cantato, al quale mi sento più legato e del quale ho scritto testo, musica e arrangiamento porta il titolo di -Tu che sei l’unica-. Ho voluto dedicarlo alla persona più importante in questa fase della mia vita professionale, che è la mia produttrice discografica Ines Diaz, una professionista e una donna di straordinaria umanità, umiltà, piena di valori e principi veri, quelli di altri tempi, assai difficili da trovare oggi in giro. Grazie al suo prezioso supporto e sostegno, che mi accompagna da vari anni, posso dedicarmi completamente alla mia immensa passione per la musica“.

    Per Maris “La musica è l’essenza del vero amore, che non è quello fisico, perché non la si può toccare, ma solo percepire. La mia principale fonte ispiratrice è la ricerca spirituale di me stesso e delle persone che mi circondano, in mezzo alla natura o in città, nelle cose semplici della vita e del vivere quotidiano più genuino, immediato e spontaneo“.

  • Antonello De Pierro e la Marchesa d’Aragona al party per i 25 anni di Camponeschi


    Presso il noto ristorante, al centro di Roma, si sono riversati tantissimi vip per celebrare la ricorrenza

    Roma – Alla fine è stata lei, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, come da previsioni, la vera star della serata offerta dal noto ristorante Camponeschi per brindare ai 25 anni di onorata attività.

    Cinque lustri in cui il lussuoso locale, nel pieno centro della Capitale, è stato costantemente un punto di riferimento per tutto il jet-set.

    La primadonna dell’evento, che si è occupata di ricevere i numerosi ospiti, che per nulla avrebbero rinunciato all’appuntamento, il cui tam tam si era diffuso a macchia d’olio da diverse settimane, è giunta in forma smagliante, più elegante che mai infilata in uno sfarzoso abito, e, fungendo da impeccabile anfitrione, ha portato a spasso il suo charme nelle sale sontuose, intrattenendosi con tutti gli astanti in piacevoli e amene conversazioni, adoperandosi alacremente per mettere tutti a proprio agio e posando senza sosta davanti ai flash incessanti dei fotografi che cercavano il suo volto da immortalare in ogni angolo. Accanto a lei la bellissima figlia Ludovica, destinata, come sua madre, a subire gli assalti dei paparazzi particolarmente voraci nella caccia ai volti noti. E questi, tra una pietanza e l’altra del succulento e pantagruelico menu, non sono certo mancati, sfilando tra i tavoli imbanditi accompagnati dalla suggestiva musica del grande Tony Esposito, mentre l’artista Mark Kostaby ha portato una ventata di sana beneficienza donando una sua opera per finanziare un progetto umanitario in Sudan.

    Politica, aristocrazia, istituzioni e spettacolo, tutti i settori sono stati degnamente rappresentati, dagli onorevoli Achille Occhetto, Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente del Garante della Privacy e Antonio Paris alle attrici Fioretta Mari, Francesca Reggiani. E ancora fotografi scatenati su Maria Monsè, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, in compagnia di sua madre Elettra Marconi, figlia del grande inventore della radio, donna Assunta Almirante, il marchese Giuseppe Ferrajoli, i principi Bante e Orietta Boncompagni Ludovisi, Enio Drovandi, Michael Reale, lo stilista. Tante foto anche per il giornalista Antonello De Pierro, già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, attualmente direttore di Italymedia.it e presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, giunto un po’ più tardi con la sua splendida compagna Dantina Salzano. E ancora per i mezzibusti Mariella Venditti e Attilio Romita, accompagnato dall’incantevole psicologa e scrittrice Irene Bozzi, ex moglie del grande Roberto Vecchioni e per il noto reporter Aldo De Luca. Presenti anche il produttore cinematografico Pietro Innocenzi e la bravissima organizzatrice di eventi Sara Iannone.

    Dulcis in fundo merita una citazione anche l’ex gieffina Floriana Secondi, vincitrice della terza edizione del Grande Fratello, che negli ultimi tempi ha gradualmente diradato le sue presenze sul piccolo schermo per affacciarsi sulle pagine di cronaca. Infatti dopo che qualche anno fa fu denunciata per aver preso a calci e pugni un’auto della polizia pochi mesi or sono il suo nome è finito nuovamente sui maggiori quotidiani per un incidente stradale, in cui sarebbe stata accusata di omissione di soccorso e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’accusa penale sarebbe poi caduta, in quanto non sarebbe stata posta in essere una condotta tale da integrare la consumazione della fattispecie di reato contestata. E a quanto pare, in base a quanto dichiarato successivamente dalla simpaticissima ragazza romana, con una versione a nostro avviso credibile, la quantità nel sangue era minima e si riferiva a un consumo irrisorio di molte settimane prima.

    (Foto di Andrea Arriga)

  • Antonello De Pierro, Fioretta Mari e Irene Bozzi a festa per 25 anni di Camponeschi


    Presso il noto ristorante, al centro di Roma, si sono riversati tantissimi vip per celebrare la ricorrenza

    Roma – Alla fine è stata lei, la marchesa Dani del Secco d’Aragona, come da previsioni, la vera star della serata offerta dal noto ristorante Camponeschi per brindare ai 25 anni di onorata attività.

    Cinque lustri in cui il lussuoso locale, nel pieno centro della Capitale, è stato costantemente un punto di riferimento per tutto il jet-set.

    La primadonna dell’evento, che si è occupata di ricevere i numerosi ospiti, che per nulla avrebbero rinunciato all’appuntamento, il cui tam tam si era diffuso a macchia d’olio da diverse settimane, è giunta in forma smagliante, più elegante che mai infilata in uno sfarzoso abito, e, fungendo da impeccabile anfitrione, ha portato a spasso il suo charme nelle sale sontuose, intrattenendosi con tutti gli astanti in piacevoli e amene conversazioni, adoperandosi alacremente per mettere tutti a proprio agio e posando senza sosta davanti ai flash incessanti dei fotografi che cercavano il suo volto da immortalare in ogni angolo. Accanto a lei la bellissima figlia Ludovica, destinata, come sua madre, a subire gli assalti dei paparazzi particolarmente voraci nella caccia ai volti noti. E questi, tra una pietanza e l’altra del succulento e pantagruelico menu, non sono certo mancati, sfilando tra i tavoli imbanditi accompagnati dalla suggestiva musica del grande Tony Esposito, mentre l’artista Mark Kostaby ha portato una ventata di sana beneficienza donando una sua opera per finanziare un progetto umanitario in Sudan.

    Politica, aristocrazia, istituzioni e spettacolo, tutti i settori sono stati degnamente rappresentati, dagli onorevoli Achille Occhetto, Giuseppe Chiaravalloti, vicepresidente del Garante della Privacy e Antonio Paris alle attrici Fioretta Mari, Francesca Reggiani. E ancora fotografi scatenati su Maria Monsè, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, in compagnia di sua madre Elettra Marconi, figlia del grande inventore della radio, donna Assunta Almirante, il marchese Giuseppe Ferrajoli, i principi Bante e Orietta Boncompagni Ludovisi, Enio Drovandi, Michael Reale, lo stilista. Tante foto anche per il giornalista Antonello De Pierro, già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, attualmente direttore di Italymedia.it e presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, giunto un po’ più tardi con la sua splendida compagna Dantina Salzano. E ancora per i mezzibusti Mariella Venditti e Attilio Romita, accompagnato dall’incantevole psicologa e scrittrice Irene Bozzi, ex moglie del grande Roberto Vecchioni e per il noto reporter Aldo De Luca. Presenti anche il produttore cinematografico Pietro Innocenzi e la bravissima organizzatrice di eventi Sara Iannone.

    Dulcis in fundo merita una citazione anche l’ex gieffina Floriana Secondi, vincitrice della terza edizione del Grande Fratello, che negli ultimi tempi ha gradualmente diradato le sue presenze sul piccolo schermo per affacciarsi sulle pagine di cronaca. Infatti dopo che qualche anno fa fu denunciata per aver preso a calci e pugni un’auto della polizia pochi mesi or sono il suo nome è finito nuovamente sui maggiori quotidiani per un incidente stradale, in cui sarebbe stata accusata di omissione di soccorso e guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. L’accusa penale sarebbe poi caduta, in quanto non sarebbe stata posta in essere una condotta tale da integrare la consumazione della fattispecie di reato contestata. E a quanto pare, in base a quanto dichiarato successivamente dalla simpaticissima ragazza romana, con una versione a nostro avviso credibile, la quantità nel sangue era minima e si riferiva a un consumo irrisorio di molte settimane prima.

    (Foto di Andrea Arriga)

  • Clamoroso flop per il compleanno di Angelo “Ciccio” Nizzo al Gilda

    Roma – Il tam tam aveva corso veloce e martellante lungo le strade capitoline, di bocca in bocca, di cellulare in cellulare, di computer in computer.

    Gli sms avevano intasato non poco i telefonini, le mail le caselle di posta elettronica. Tutto lasciava immaginare che anche questa volta il party di compleanno del noto decano dei p.r. delle notti romane Angelo “Ciccio” Nizzo, sarebbe stato un evento da consegnare agli annali delle cronache mondane, come da copione, naturalmente, come tante belle pagine della storia recente ed passata dei templi della notte ci hanno narrato e a cui ormai un riflesso condizionato ci aveva abituati. Ma ecco che stavolta qualcosa nella macchina organizzativa si è inceppato e il fiume umano previsto nelle eleganti sale dello storico Gilda ha ridotto la sua piena.
    A nulla sono servite l’alacrità e l’abnegazione dell’indefessa e affascinante Deborah Bettega, a nulla è valso il non trascurabile ausilio della tecnologia a cui simpaticamente il buon “Ciccio” ormai da tempo si è avvicinato. Il tutto è imploso in un clamoroso flop, un crollo inspiegabile che ha travolto tra le macerie entusiasmi e aspettative, con la naturalezza e l’inesorabilità dell’inevitabile, che ha trasformato le certezze della vigilia in illusioni che si sono colorate ben presto delle tinte grigie e desolanti della delusione. Un sentimento, quest’ultimo, ben estrinsecato dallo stato d’animo degli addetti ai lavori, in particolar modo dai fotografi accorsi in massa. Un sentimento di sconforto professionale che ha serpeggiato spietatamente nell’aria ed è stato messo a fuoco nitidamente dalle esternazioni verbali di qualche professionista dei flash a raffica, che si guadagna da vivere con scoop e gossip. Il nervosismo e la tensione si sono impadroniti del meraviglioso e incantevole locale di Giancarlo Bornigia e nell’aria potevano tagliarsi a fette. Tanto più che tra ospiti, invitati, aspiranti veline e immancabili imbucati la serata è filata via, ma di vip, che poi sono quelli che traghettano gli eventi sui fogli provvisori degli ambitissimi quotidiani (concetto ornai obsoleto ma sempre imperante), nemmeno l’ombra.
    Il fatto è da leggersi con non trascurabile preoccupazione per il futuro della mondanità della Capitale, se addirittura alla festa di compleanno dell’incommensurabile Angelo “Ciccio” Nizzo, da sempre incontrastato principe del jet-set, e storico anfitrione di casa Bornigia, i volti noti sono rimasti insensibili al richiamo. E pensare che solo poche settimane prima non poca soddisfazione gli aveva regalato il party che egli aveva estratto dal suo cilindro organizzativo in occasione del genetliaco del “boss” Giancarlo, dove l’esercito di personaggi famosi aveva fatto brillare non poco le pupille dei paparazzi , che si erano scatenati in una vertiginosa girandola di flash, quasi oscurando addirittura l’insistente martellamento luminoso delle psichedeliche.
    E paradossalmente la penuria di vip si è manifestata proprio nella serata in cui erano stati blindati più del solito gli accessi al “vippaio” centrale del locale. Qui al posto degli attesi nomi da copertine patinate si sono ritrovati ragazzotti palestrati tirati a lucido e fanciulle sinuose e svestite condite di silicone, mescolati a tardone accessoriate con chirurgici pezzi di ricambio, e conseguente pericolo di smottamenti da Protezione Civile. E nella surrealtà di un onirico miraggio di artisti di talento si è palesata la presenza di improbabili soggetti da neuroni pigri e vacanzieri, alla ricerca spasmodica di una notorietà di cartone da reality per casalinghe di Voghera. In questo popò di grottesco quadretto picassiano, si sono scatenati pseudoproduttori e pseudoagenti di spettacolo, che hanno fiutato la ghiotta riserva di caccia pubica, e si sono esibiti in un festival di fantasiose performance, per intercettare fragili aspirazioni da star e rubare l’attenzione e l’interesse di fanciulle colpite spietatamente dal virus dell’apparizione ad ogni costo.
    Tutte facce rigorosamente anonime che si sono tuffate voracemente sul pantagruelico, invitante e succulento, quanto sprecato buffet offerto dal locale e curato dall’attenta regia di un infaticabile Antoine Amato, in un assalto da pollaio Amadori. Una sfilata deludente di perfetti sconosciuti, con la sola eccezione del re delle percussioni Tony Esposito, giunto sul tardi per un veloce saluto. Qualche fotografo più audace e sprecone ha scorto nell’arido deserto di vip anche il volto seminoto dell’attore Lorenzo Flaherty e l’ha accarezzato e omaggiato con qualche tiepido flash. Come del resto per gentile concessione dei delusi paparazzi sono partiti gli scatti praticamente invendibili che hanno immortalato il taglio canonico della torta, con un assiepamento di volti ignoti senza precedenti (i succitati vip l’hanno disertato) che hanno sgomitato inspiegabilmente a più non posso per infilarsi nelle simpatiche inquadrature da suggestivo album amarcord, ma perfettamente inutili mediaticamente. Una ressa di umanità varia e assortita per tutti i gusti, impegnatissima a sparare sorrisi a trentadue denti in un apoteosi delirante e istero-narcisitica di pose da modelli gruppofili, che ha avvolto un frastornato Angelo “Ciccio” Nizzo, un affettuoso concentrato di tenerezza, dolcezza e simpatia, venato dalla cocente delusione di un’incredibile e imprevista serata sotto tono.
    Impossibile non notare, a campeggiare ben incastrato nel muro umano, un tizio pittoresco e variopinto, una specie di icona più virtuale e fiabesca che reale, che diversi anni or sono si infilò nelle case degli italiani con qualche fugace apparizione sul piccolo schermo, esternando una presunta arte divinatoria tramite chiromanzia, particolarmente efficace, sembra, sulle linee palmari dei personaggi famosi. Il suo nome è Solange (qualcuno forse con un notevole sforzo mnemonico potrebbe rammentarlo), al secolo Paolo Buccinelli, e viene da Collesalvetti, un piccolo paese toscano in provincia di Livorno. Vista la penuria di vip nel frangente il suo estro sarebbe rimasto inevitabilmente inattivo. Il nostro scetticismo, o forse meglio agnosticismo, sulle sue proiezioni biologiche future non è certo un mistero, però siamo convinti che se qualcuno gli aprisse ancora qualche porticina in televisione la sua eccentrica simpatia farebbe senz’altro più audience di tanti fenomeni da baraccone, con cervelli in esilio, che affollano oggi alcuni studi televisivi, invece di condannarlo, forse a torto, a divenire una meteora sempre più minuscola nella notte dei ricordi. E proprio lui, involontariamente, è stato l’unica attrazione di una serata da consegnare ai fumi corrosivi dell’oblio, affinché Ciccio possa voltare pagine e proporre nella vetrina delle notti romane tante nuove serate all’insegna del successo, come la sua storia professionale ci ha da sempre riportato e che la sua fertile creatività è tale da farci aggrappare alla granitica consapevolezza che non deluderà il nostro affettuoso auspicio.