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  • Ecco i moduli per chiedere il Rimborso IVA sulla tariffa Rifiuti

    Tariffa Rifiuti In attesa del pronunciamento del TAR sul ricorso promosso a giugno dal Movimento Difesa del Cittadino sugli aumenti spropositati della Tariffa di Igiene Urbana a Civitavecchia, questione sulla quale ancora oggi, a distanza di mesi, infuria la protesta, rendiamo disponibili sul nostro sito www.mdc-civitavecchia.org i facsimili dei modelli necessari a richiedere il rimborso dell’IVA.

    Si ricorda, infatti, che la Sentenza n.° 238/2009 della Corte Costituzionale ha stabilito che TARSU e TIA sono da considerarsi tributi e quindi “ambedue i prelievi sono estranei all’ ambito di applicazione dell’IVA.”

    In forza di questa decisione e della precedente sentenza della Corte di Cassazione n.5298/2009 che chiarisce, in sintesi, che la tariffa non è derivante da una libera scelta del singolo, che non può rivolgersi ad altro “gestore” e non può rinunciare al servizio, ma è una

    imposizione, riteniamo di far cosa gradita ai cittadini fornendo dei fac-simile, liberamente scaricabili da Internet, per richiedere, con uno, l’annullamento e la riemissione senza iva dell’ultima fattura (attualmente prossima alla scadenza), e con l’altro la restituzione dell’iva versata in questi ultimi anni.

    La scelta di fornire due moduli anziché uno dipende dalla probabile difficoltà che può incontrare il cittadino nel reperire le informazioni relative agli ultimi dieci anni.

    Per questo motivo il cittadino può, intanto, spedire il modulo di sospensiva per l’ultima bolletta e poi, dopo aver raccolto la necessaria documentazione, chiedere il rimborso degli anni precedenti grazie al secondo modulo.

    Si ricorda infine che la copia per il Comune può essere depositata presso l’ufficio protocollo dello stesso, risparmiando così il costo della raccomandata.

    Certamente sarebbe gradita un’azione correttiva delle municipalizzate, che consentirebbe un notevole risparmio di tempo (e di raccomandate recentemente aumentate) da parte del cittadino, ma, ad oggi, non ci risultano iniziative in tal senso.

  • Monterotondo, Antonino Gatto svela bugie del centrosinistra sulla TIA


    A seguito delle improbabili motivazioni addotte da Mauro Alessandri agli aumenti del 40% sulla TIA, il professor Antonino Gatto spiega: “La foglia di fico con cui il centrosinistra vuole coprire la disastrosa gestione dell’affare Nuova Era, scaricando sulla legge nazionale le responsabilità di un’amministrazione retrograda e inefficace, è l’ennesima manovra da prestigiatore con cui si cerca di abbindolare i cittadini. Nel suo ultimo intervento il candidato del Pd tenta di spiegare l’aumento del 40% della Tariffa di Igiene Ambientale con fantasiose motivazioni, in base alle quali l’incremento vertiginoso nelle prossime bollette dipenderebbe dall’incremento del costo del conferimento dei rifiuti in discarica, dall’adeguamento del Contratto Nazionale di lavoro per i dipendenti dell’APM e dal costo del lavoro legato alla raccolta differenziata in alcuni quartieri di Monterotondo: tre falsità che offendono l’intelligenza dei cittadini. In primo luogo – precisa il primario chirurgo – in molti comuni italiani il tanto sbandierato aumento nazionale si è sentito in misura sensibilmente inferiore, e in alcuni casi non si è affatto ripercosso sulla cittadinanza, grazie a una gestione virtuosa del servizio di raccolta dei rifiuti. Faccio gli esempi di La Spezia, dove l’aumento della TIA è stato limitato al 9,57%, di Viareggio (+5%), di Teramo (+3,5%), di Pagani, piccolo comune in provincia di Salerno dove si è riusciti a mantenere inalterata la bolletta per la raccolta dei rifiuti, o ancora di Rovigo, che l’ha addirittura diminuita del 12%. Alessandri, che sa tutto di amministrazione e che non perde occasione per puntare l’indice contro la mia presunta, e a questo punto smentita, impreparazione a livello politico-amministrativo, dovrebbe spiegare ai monterotondesi come sia possibile che nella nostra città si avranno bollette del 40% più care mentre altre realtà comunali riusciranno ad avere addirittura sensibili riduzioni. In secondo luogo – continua Gatto – la scusa dell’aumento del costo del conferimento dei rifiuti in discarica è a dir poco ridicola. In soli otto mesi sono stati spesi 208.000 euro di carburante, che con una percorrenza media di 2 km al litro e con il gasolio a circa 1,2 euro, significano 340.000 km, ossia una media di 1400 km al giorno. Praticamente – ironizza il primario chirurgo – la distanza tra Firenze a Copenhagen. Dove sono andati a finire questi soldi? E’ improbabile che per portare i rifiuti in discarica si spendano 208.000 euro di gasolio in soli otto mesi. Così come sono ingiustificati i 139.000 euro sborsati dal comune nello stesso lasso di tempo per non ben precisate consulenze, nonché i 60.000 euro percepiti dal consiglio di amministrazione e i 30.000 euro conseguiti dai soli collaboratori a progetto. Il tentativo di spiegare gli aumenti con la raccolta differenziata, poi, è davvero comico se si pensa che il sistema porta a porta è stato limitato a una sola via dello Scalo”.

    Il professore chiude con un pensiero per gli operai e gli amministrativi dell’ormai ex Nuova Era, che per mesi hanno dovuto sopportare notevoli ritardi nei pagamenti degli stipendi: “Esprimo tutta la mia solidarietà per quanti hanno pagato di propria tasca per il fallimento di un progetto di cui l’amministrazione comunale è l’unica vera responsabile. E’ ora che Alessandri getti la maschera”.