Tag: terracotta

  • Pareti Ventilate vs “Cappotto”: una sfida impari nell’era dell’architettura sostenibile

    Le Pareti ventilate e le schermature frangisole non sono dei semplici rivestimenti progettati per migliorare l’estetica di un edificio, anche se è innegabile il fascino, il carattere e l’unicità che riescono ad imprimere. Si tratta di due soluzioni che hanno come scopo principale quello di migliorare l’abitabilità di uno stabile con performance che nulla hanno a che vedere con quelle di un “semplice cappotto”.

    Essenzialmente il “cappotto” di un edificio consiste nell’applicazione di un materiale isolante sui muri esterni dello stesso, in modo da ridurre al minimo le dispersioni termiche in tutte le stagioni dell’anno. Sin da questo tentativo di dare una definizione appropriata ad una tendenza sviluppatasi negli anni per intervenire su strutture esistenti e mal isolate, si comprende bene la marcata differenza con le pareti ventilate e le schermature frangisole proposte e sviluppate da Palagio Engineering.

    Tralasciando le proprietà insite nel cotto, materiale di rivestimento d’eccellenza utilizzato dal progettista teso al massimo dell’efficienza energetica in accordo con le esigenze attuali, è necessario concentrarsi sulla struttura stessa delle pareti ventilate e sugli innumerevoli vantaggi che esse apportano, tanto da essere diventate parte integrante della progettazione contemporanea degli edifici.

    Le pareti ventilate non hanno la sola funzione di isolanti termici, anche se svolgono questo ruolo in modo eccellente e ineguagliabile, infatti riescono ad esprimersi ai massimi livelli anche per quanto riguarda l’assorbimento acustico e la protezione dall’umidità (problematiche alle quali il “cappotto” non riesce ad ovviare in alcun modo). La presenza della camera d’aria permette al vapor acqueo, a causa delle differenze di pressione fra l’interno e l’esterno, ed in presenza di strati permeabili al vapore, di passare attraverso la parete ed essere eliminato grazie al moto convettivo che si istaura nella camera d’aria. L’effetto camino permette inoltre l’evaporazione in tempi brevi dell’acqua di costruzione degli altri materiali costituenti la parete ed assemblati a “umido”.

  • Il cotto Il Ferrone costruisce e arreda gli spazi urbani

    L’impiego di sestini e tozzetti di Il Ferrone è vastissimo, dall’arredo urbano alla pavimentazione dei vialetti del giardino di casa, sia contesti tradizionali e antichi sia in quelli contemporanei e di design. In ogni impiego portano immutate le caratteristiche più elevate del cotto imprunetino e portano a concretizzare opere di assoluta distinzione e bellezza.

    Archetipo per eccellenza della produzione artigianale ed industriale in terracotta, è, da sempre, il mattone, che poi si è progressivamente trasformato e sviluppato creando un nuovo filone produttivo che porta alla realizzazione dei materiali di rivestimento in cotto attualmente utilizzati nell’edilizia contemporanea. Nella vasta e multiforme produzione in cotto imprunetino di Il Ferrone si trovano Sestini e Tozzetti che non sono altro che piccoli mattoni destinati soprattutto ad essere impiegati in realizzazioni di arredo urbano ma che portano con sé l’assoluta e riconosciuta qualità della terracotta del distretto imprunetino.

    Nei centri storici come quelli di Assisi o Spoleto, Montepulciano o Certaldo, solo per portare citazione di alcune delle opere più note, sono state compiuti interventi di ristrutturazione e riqualificazione urbana in cotto Il Ferrone, materiale che si integra perfettamente alle bellissime sfumature dei colori originali, riuscendo a fondersi in modo armonioso con la storicità e il valore artistico delle opere di un tempo.

    Grazie alla loro eccezionale resistenza e all’assoluta antigelività, dovuta all’eccellenza del Galestro, i sestini e i tozzetti di Il Ferrone trovano impiego là dove l’architettura contemporanea vuole preservare una continuità artistica, di stile e pregio con la tradizione, non solo in Italia ma in ogni angolo del mondo.

    Formati, tipologie e spessori di sestini e tozzetti variano sia in funzione delle esigenze di posa, del contesto in cui vanno ad inserirsi e delle opere preesistenti sia in funzione della carrabilità o del calpestio cui sono destinati. Le tonalità, varie e sfumate, rendono la pavimentazione particolarmente viva e naturale riuscendo ad integrarsi anche con materiali antichi. L’impiego è vastissimo: dall’arredo urbano alla pavimentazione del vialetto nel giardino di casa.

  • Le pareti ventilate di Cotto Impruneta presentano una riqualificazione urbana di pregio ed efficienza

    Le pareti ventilate rappresentano oggi un valido alleato sia per quanto concerne la rivalutazione estetica dell’edilizia urbana, sia per il contenimento ed ottimizzazione dei consumi energetici. Cotto Impruneta produce lastre in terracotta per pareti ventilate qualitativamente eccellenti.

    Le tavelle in terracotta di Cotto Impruneta oltre ad esprimersi nel rivestimento orizzontale con la realizzazione di pavimenti di qualità ed eleganza, interpretano l’odierna tendenza a rivestire verticalmente gli edifici attraverso la progettazione di pareti ventilate per edifici di nuova concezione e per la riqualificazione e ristrutturazione di edifici preesistenti.

    L’interesse sempre crescente nei confronti di pareti ventilate e schermature frangisole ha trovato preparato il noto marchio del distretto imprunetino mettendo a disposizione soluzioni che non solo migliorano la vivibilità degli spazi lavorativi o abitativi oppure l’estetica dell’edificio, ma che apportano notevoli vantaggi in termini di isolamento termico, di assorbimento acustico e solare, di protezione dall’umidità, a cui si va ad aggiungere una ridotta necessità di manutenzione.

    Bold e Bold scanalata, entrambe dotate di una speciale fresatura Kerf che viene utilizzata per il fissaggio della lastra alla sottostruttura, sono le lastre prodotte con eccellente argilla Galestro. Il cotto come materiale di rivestimento offre una versatilità unica con un’ampia gamma di superfici e tonalità che permettono la massima personalizzazione attraverso un prodotto naturale (argilla e acqua) dai toni caldi che ben si integra in qualunque contesto urbano e che si può accostare facilmente ad altri materiali di costruzione come il vetro o l’acciaio.

  • Il cotto imprunetino si afferma grazie al Know How di VIVATERRA

    Il Know How rappresenta per il Gruppo industriale VIVATERRA un patrimonio fondamentale per portare al successo il cotto imprunetino, tanto importante quanto lo sono l’argilla, materia prima dalle qualità eccezionali, e il suo territorio, il distretto imprunetino, che incarna il profondo legame con la terra e la tradizione.

    Quando si cerca di trovare una definizione di Know How, capita quasi sempre di imbattersi nella solita frase “È la conoscenza tecnica e commerciale relativa alla produzione ed alla commercializzazione di un determinato prodotto/servizio”. Tuttavia è immediatamente percepibile quanto questa spiegazione non sia affatto esaustiva del concetto.

    Il Know How per Vivaterra ritrae una tale complessità di sfaccettature del sapere aziendale, da risultare difficilmente imbrigliabile in una mera definizione da vocabolario. Esso comprende una padronanza concettuale di tutti quei dettagli e “segreti” che rendono la produzione di tavelle in cotto imprunetino così esclusiva. Si tratta del sapere teorico, delle conoscenze acquisite attraverso studi, osservazioni.

    Il saper fare e la forte esperienza professionalizzante rappresentano, insieme, un altro fondamentale aspetto: sono queste nozioni che traducono l’idea, il pensiero in un prodotto finito, concreto reale e soprattutto unico sul mercato. Ultima, non per importanza ma per evidente sequenza logica degli eventi all’interno di un processo produttivo, la capacità, non comune, di relazione con il pubblico che sceglie i pavimenti in cotto per le proprie abitazioni e ancora più fortemente con il mondo dei professionisti, degli architetti, dei designer e progettisti.

    VIVATERRA può contare dunque su un know how affermato, acquisito in anni di attività che hanno portato a fare proprie lavorazioni antichissime, tradizioni consolidate nella cultura della progettazione edile e ad introdurre una serie di sistemi produttivi che oggi rendono il cotto imprunetino ancora più competitivo in termini di design, appeal e resistenza, senza perdere nulla del suo fascino e pregio. La consapevolezza di tutto ciò determina per il gruppo industriale un valore aggiunto che fa emergere il proprio prodotto sulla concorrenza.

  • Cotto Impruneta presenta il pavimento Cotto Rustico Export

    Scegliere Cotto Rustico Export di Cotto Impruneta significa portare a casa propria un tocco unico di “Toscanità”. Il colore inconfondibile, infatti, richiama antichi casali o eleganti dimore rinascimentali stabilendo un legame con la tradizione importante e significativo; tuttavia la lavorazione e i formati messi a disposizione aprono le porte a rivisitazioni contemporanee e di tendenza.

    Cotto Rustico Export un pavimento che non rifugge il profondo legame del cotto con la terra Toscana, anzi lo esalta e ne fa una delle sue prerogative più importanti, quasi una sorta di lasciapassare dagli echi ricchi di un fascino che solo la terra di Lorenzo il Magnifico sa comunicare. Il colore è quello tipico del cotto imprunetino, una terracotta rossa che porta con sé, ovunque vada, la vitalità e lo charme necessari a farla divenire il cuore pulsante della casa.

    Il cotto rustico Export è prodotto con materiale estruso a spessore ridotto e sezione costante, aspetti che lo rendono ideale sia per le pose a malta sia per quelle a colla. La superficie arrotata a secco risulta a grana ruvida e conferisce elevate caratteristiche antisdrucciolo.

    Essendo la sua versatilità uno delle maggiori prerogative di questo tipo di rivestimento, può essere utilizzato con efficacia e ottimi risultati estetici anche nel caso di pavimentazioni esterne. Inoltre vengono forniti anche pezzi speciali, Scalino, Angolare, Zoccolino, Zoccolino per gradino, Terminale a L e Bordo Piscina, che consentono di ottimizzare la qualità delle finiture e di effettuare davvero qualunque tipo di rivestimento.

  • Riciclare, la parola d’ordine per Cotto Impruneta

    Cotto Impruneta un marchio che ha chiaramente scelto di perseguire un comportamento responsabile nei confronti della sostenibilità ambientale. Investire in tal senso non è un ostacolo per i profitti dell’azienda e al contempo consente di dare il proprio contributo per la salvaguardia e la tutela del pianeta.

    Le tavelle per pavimenti e rivestimenti Cotto Impruneta sono realizzate miscelando insieme argilla e acqua, elementi che danno vita ad un materiale naturale al 100%. Nello stabilimento del noto brand imprunetino tutto il processo produttivo è sottoposto a rigidi controlli per diminuirne l’inevitabile impatto ambientale. Particolare attenzione viene posta al riciclo, quale strumento ideale per il contenimento dei volumi di rifiuti da smaltire in discarica e per il risparmio di risorse naturali non rinnovabili, quali la preziosissima argilla Galestro, che rende unico ed inimitabile il cotto imprunetino.

    Per quanto riguarda gli scarti di prodotto si riscontrano essenzialmente due tipi di riciclo che concorrono entrambi allo stesso risultato: mantenere inalterata la naturalità del cotto e rispettarne il territorio e l’ambiente. Il riciclo primario vede coinvolti gli scarti di argilla non cotta che, frutto dei tagli e della messa in forma dell’impasto di argilla e acqua, vengono immessi nuovamente nel ciclo produttivo miscelandoli all’argilla essiccata in cava durante la fase di soleggiatura estiva.

    Il riciclo secondario, invece, coinvolge tutti gli scarti delle lavorazioni successive all’asciugatura delle tavelle e quelli provenienti dal controllo qualità perché non rispondenti agli elevati standard qualitativi imposti da Cotto Impruneta. In questa fase vengono macinati e successivamente: le polveri derivanti da questa macinazione rispettano i rigidi parametri di granulometria e vengono direttamente inserite nelle fasi successive di lavorazione, aggiunti all’argilla durante la fase di impasto.

    La mission di Cotto Impruneta, in questo specifico contesto, mira ad ottenere un prodotto finale che nulla perde in termini di pregio e qualità e che al contempo possa essere considerato un alleato della difesa dell’ambiente e dell’ecosistema: infatti la purezza e la naturalità del cotto non sono in alcun modo alterate perché per entrambi i tipi di riciclo vengono utilizzati solo strumenti ad azione meccanica senza aggiunta di additivi di alcun genere.

  • Realizzate da Palagio Engineering le pareti ventilate e schermature frangisole al Grips di Tokyo

    Completato nel 2009, la realizzazione del Grips di Tokyo ha rappresentato per Palagio Engineering un’esperienza progettuale molto stimolante e che vede il cotto imprunetino assolvere in modo esemplare molteplici ruoli: da quello estetico di pregio e valore, a quello tecnico e funzionale in una commistione di utilizzi che vede interfacciarsi pareti ventilate e schermature frangisole.

    Questo progetto è uno dei primi commissionati dal governo giapponese. Il costo dell’edificio, della sua amministrazione e del suo mantenimento è finanziato con soldi pubblici per 15 anni. Imperativo d’obbligo la scelta di materiali di qualità capaci di preservarsi inalterati nel tempo e che richiedano pochissimi interventi di conservazione. Prediligere il cotto imprunetino con marchio Il Palagio ha rappresentato una scelta in “sicurezza”, visto le sue eccellenti doti di durabilità.

    Ulteriori prerogative progettuali hanno confermato la necessità di stabilire una partnership con Palagio Engineering, data l’alta efficienza climatica dei suoi rivestimenti in terracotta: le pareti ventilate consentono al calore accumulato sulla superficie di non essere trasmesso agli strati sottostanti ma dissipato grazie all’effetto camino.

    Ampie le superfici vetrate: i frangisole, progettati da Palagio Engineering per ridurre l’impatto della luce sulla struttura, sono usati per rivestire gran parte dell’edificio più alto. Elementi in cotto assemblati a secco e messi in opera tramite dispositivi a fissaggio meccanico in modo da formare un grigliato di schermatura, che però impedire di godersi la vista sugli verdi spazi circostanti.

    Per il rivestimento delle parti opache sono stati utilizzati circa 2.600 m2 di pannelli in terracotta, per realizzare i quali sono state impiegate lastre tipo “TERRAONE”: il processo altamente specializzato, che ha portato alla loro realizzazione ha visto la partecipazione attiva di Palagio Engineering che ha assunto un ruolo dominante sia nella loro progettazione che nella messa in opera. Per i frangisole del blocco più basso, montati su telai e strutture in metallo, sono stati utilizzati “TERRATUBE” per una superficie totale di circa 1200 m2.

    L’utilizzo della terracotta in questo progetto nipponico assume un ruolo metaforico molto importante. Infatti se nelle realizzazioni occidentali di Palagio Engineering il cotto imprunetino rappresenta il legame per eccellenza con la tradizione architettonica e costruttiva millenaria, in Giappone non ha questo ruolo, essenzialmente svolto dal legno: il cotto diventa quindi simbolo di avanguardia, design, contemporaneità.

    Ubicazione: Tokyo

    Superficie rivestita: 3.800 mq

    Progettista: Richard Rogers Partnership

    Anno di realizzazione: 1999-2005

  • I pavimenti in cotto Il Palagio rivelano la loro anima Green

    L’acqua, oltre ad essere il bene più prezioso per l’umanità tanto da essere considerato il petrolio del 21° secolo, è anche uno degli elementi alla base della produzione di pavimenti e rivestimenti in cotto. Il Palagio rivolge un’attenzione sempre più consapevole all’ambiente e nello specifico al riciclo dell’acqua all’interno del suo stabilimento produttivo. Adottare gli accorgimenti giusti per il risparmio dei consumi ed ottimizzarne il recupero, questi alcuni gli aspetti su cui si focalizza la mission aziendale del marchio di cotto imprunetino.

    L’acqua insieme all’argilla è l’elemento chiave nella produzione di elementi in cotto: le prestigiose tavelle nascono per l’appunto dalla loro unione. Proprio per questo motivo Il Palagio ritiene che il riciclo dell’acqua, oltre ad essere un’importantissima risorsa per l’azienda in quanto permette notevoli risparmi energetici ed economici, rappresenti in realtà un atteggiamento responsabile nei confronti di un ambiente così generoso: “L’area imprunetina fornisce un’argilla di assoluta eccellenza che ci consente di produrre un prodotto di grande pregio, è nostro dovere osservare il territorio lavorando in modo da preservarlo”.

    Il riciclo produce un risparmio di acqua pregiata, ne migliora la qualità dell’approvvigionamento, la rende disponibile per l’ambiente ed inoltre riduce la quantità di affluente trattato, che viene quotidianamente riversato in fiumi e mari in ogni angolo del pianeta, riducendo il conseguente inquinamento.

    Nello stabilimento di Il Palagio si effettua un riciclo completo dell’acqua durante le varie fasi di lavorazione del cotto. I risultati, nel corso degli ultimi due anni, sono stati così eccellenti da aver portato ad una riduzione del consumo idrico annuale di circa i ¾. A livello produttivo l’unica acqua che viene effettivamente ancora dispersa è quella sotto forma di vapore nella fase di essiccatura.

    Infine Il Palagio si occupa anche di depurare l’acqua di servizi, docce, spogliatoi e mensa per mezzo di metodologie a basso impatto ambientale, quali i fanghi biologici, prima che essa venga scaricata nei corsi d’acqua, in modo da ridurre l’impatto sul sistema ecologico e sulle riserve idriche per uso alimentare.

  • Il giardino si arricchisce con il “Lavor Tondo” in cotto imprunetino di Il Palagio

    Vasi, orci, conche e ciotole in cotto imprunetino Il Palagio valorizzano la naturalità degli spazi verdi aggiungendo eleganza, pregio e fascino.

    La lunga stagione invernale si è conclusa e l’arrivo di belle e tiepide giornate consente di godere degli spazi all’aria aperta offerti, anche in città, da terrazze e giardini. Le tendenze odierne li vedono assumere un ruolo di convivialità e relax sempre più marcato, quindi è importante progettarli in modo adeguato, ricordando che è la cura dei particolari a fare la differenza.

    Il Palagio, con la sua lunga tradizione ed esperienza nella lavorazione della terracotta imprunetina, mette a disposizione del pubblico oggetti di grande pregio, orci, vasi, ciotole, conche, ideali per impreziosire e rifinire con eleganza i propri spazi verdi. Il Lavor Tondo di Il Palagio risale ad un’antica espressione Toscana che individua questo tipo di lavorazione. Il noto marchio imprunetino propone oggetti interamente fatti a amano da artigiani, che seguono ancora oggi, con uno stile fatto di rigore e fascino, i più antichi procedimenti di trasformazione della terracotta.

    I modelli variano e possono soddisfare molteplici esigenze di arredo giardino: linee dai decori classici e linee più essenziali e moderne, vasi di dimensioni e forme diverse ma aventi la stessa calda cromia, che rende lo spazio ancora più armonico e vivo.

    La resistenza del materiale con cui sono realizzati, il cotto imprunetino, li rende prodotti unici ed ottimali per essere esposti alle intemperie e per resistere inalterati ai rigidi mesi invernali. Inoltre la loro naturalità, che mira al minor impatto ambientale possibile, offre una soluzione che consente di riappropriarsi, ancora più fortemente, di un rapporto davvero autentico con la natura.