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  • Intervista al noto imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti sulla Geotermia e il risparmio energetico

    Sfruttare l’inesauribile calore della Terra come fonte di riscaldamento e raffreddamento della propria abitazione è accessibile e fa risparmiare molto denaro. A questo proposito è stato intervistato il rinomato imprenditore immobiliare Giovanni Gelmetti, ideatore del grattacielo milanese eco-compatibile Giax Tower.

    D: Dott. Gelmetti, prima di tutto, cos’è l’energia geotermica in breve?

    R:E’ complesso da spiegare, ma in poche parole posso dire che è una forma di energia rinnovabile che si basa sullo sfruttamento del calore naturale della Terra, presente negli strati più profondi della crosta terrestre.

    D: Si dice che questo tipo di tecnologia è meno costosa e permette dunque di risparmiare. Conviene installare un impianto geotermico?

    R: Innanzitutto serve un investimento iniziale non indifferente per realizzarlo, costo che però in meno di dieci anni circa verrà ammortizzato. Non avendo bisogno di ulteriori apparecchi, come la caldaia a metano e non dovendosi allacciare alle fonti energetiche pubbliche, perché in grado di riscaldare e rinfrescare un’abitazione autonomamente, le bollette saranno molto meno salate!

    D: Il suo grattacielo, la Giax Tower, che è costruito in classe A, sfrutta l’energia geotermica?

    R: Certamente. Viene utilizzata sia per i singoli alloggi sia per le aree comuni. Inoltre, la Giax Tower sfrutta la tecnologia fotovoltaica per la produzione di energia elettrica. Un binomio dunque che riduce notevolmente i consumi e di conseguenza i costi di gestione.

  • Stone-P, Stone-T, Terra-A e Terra-B: i modelli outdoor Domitalia dal look total white

    La poltroncina Stone-P, il tavolo Stone-T ed i vasi Terra-A e Terra-B, sono i nuovi modelli presentati dall’azienda Domitalia per l’arredo degli spazi outdoor. Caratterizzati da un design semplice e lineare, realizzati con materiali ecologici e adatti ad un uso esterno, rappresentano la soluzione ideale per arredare con stile giardini, terrazze ma anche aree relax e piscine.

    La collezione outdoor Domitalia mantiene quelli che sono i principi che finora hanno caratterizzato la produzione dell’arredo per esterni dell’azienda e si distingue per la scelta di un design ancora più pulito che adotta forme semplici e lineari. La poltrona Stone-P, il tavolo Stone-T e i vasi Terra-A e Terra-B prendono ispirazione dalla terra, elemento naturale al quale sono legati proprio per la loro destinazione d’uso. I modelli outdoor sono realizzati con materiali rivoluzionari della famiglia dei polimeri particolarmente adatti ad un uso esterno, come il polietilene, stampato con tecnologia rotazionale che garantisce ottima resistenza agli agenti atmosferici e all’abrasione. La collezione si distingue per la spiccata personalità dei modelli che si prestano ad arredare lo spazio esterno attrezzandolo e riuscendo a creare ambienti con una destinazione d’uso precisa.

    Nei modelli Domitalia il design si unisce alla praticità come dimostrano la poltrona Stone-P, dotata di fessura per lo scolo dell’acqua e Terra-A e Terra-B che capovolti si trasformano in tavolini: piccoli accorgimenti intelligenti che li rendono unici. Per rendere gli ambienti esterni ancora più suggestivi, Domitalia ha dotato Terra anche di sistema di illuminazione interna.

    Per Domitalia l’innovazione viaggia di pari passo con il rispetto dell’ambiente, per questo alla ricerca di materiali rivoluzionari affianca processi produttivi che non prevedono emissioni di sostanze nocive per l’uomo e per l’ambiente. Tutti i modelli che compongono la collezione Outdoor sono fatti di materiale plastico riciclabile al 100%. A dimostrazione della forte volontà aziendale, Domitalia ha recentemente ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001.

    Stone-P (Design Arter&Citton)

    La poltrona Stone-P, creata con tecnologia rotazionale, ricorda l’andamento geometrico della roccia che viene ric operta da una leggera coltre: linee pure che non lasciano spazio a fronzoli. Realizzata in polietilene, materiale resistente agli agenti atmosferici e all’abrasione e dotata di foro che permette lo scolo dell’acqua, Stone-P è perfetta per l’arredo esterno. Struttura in polietilene disponibile nella versione bianca.

    Dimensioni: 58x55xh84 cm

    Terra-A e Terra-B (Design Arter&Citton)

    Non solo semplici vasi da esterno, Terra-A e Terra-B sono dei veri complementi d’arredo realizzati in polietilene con tecnologia rotazionale dalla spiccata versatilità. A seconda delle esigenze, i due modelli Domitalia possono fungere da vasi porta piante o da tavolini: capovolgendoli si trasformano in struttura sulla quale appoggiare il top in HPL. Diversi per dimensioni, Terra-A e Terra-B si possono anche illuminare creando così tipiche atmosfere da lounge bar, locali all’aperto con giardino, aree relax, piscine, giardini privati e terrazze. La struttura dei tavolini in polietilene è disponibile in bianco e nella versione traslucida mentre i vasi sono disponibili anche in tonalità ruggine o, su richiesta, laccati con la vernice desiderata (la scelta deve rientrare nella scala di colori RAL). Il piano è disponibile in HPL bianco.

    Dimensioni:

    VASI – la versione alta: 54x39xh101,5, la versione bassa: 50x36xh71,5 cm

    TAVOLI – 70×70 cm oppure 60×90 in altezza 106 o 75 cm.

    Stone-T (Design Arter&Citton)

    Il tavolo Stone-T è realizzato in polietilene con tecnologia rotazionale e presenta un piano fisso in HPL. Grazie ai materiali utilizzati, perfetti per un duraturo uso esterno, e alla leggerezza che lo contraddistingue, il tavolo sembra fluttuare nello spazio. Disponibile in diverse misure, la struttura del tavolo Stone-T è disponibile in versione color bianco e con top in HPL bianco.

    Dimensioni: 100×200/220 oppure 240 cm, h 75 cm

    Domitalia, comfort living.

    Azienda specializzata nella produzione di sedute, tavoli e complementi d’arredo per uso residenziale e contract, rappresenta da oltre 20 anni una realtà dinamica e flessibile in grado di soddisfare richieste diversificate, grazie alla profondità di gamma e alla vastità delle sue collezioni. Oltre al benessere del cliente, espresso dal pay-off “comfort living” del marchio, grande attenzione è posta alla ricerca di nuove tecnologie, al potenziamento dello sviluppo del design e all’utilizzo di nuovi materiali ecocompatibili, attitudini che hanno permesso il recente conseguimento della certificazione ISO 14001.

    Per ulteriori informazioni:

    Ufficio Stampa

    BLU WOM

    www.bluwom.com | Udine – Milano Tel. 0432 886638

    Resp.Ufficio stampa: Laura Elia [email protected]

  • 11 pittori e un poeta hanno collaborato alla realizzazione di ‘Archetipi. Libro d’artista’

    Leo Nilde Carabba, Sergio Dangelo, Rebecca Forster, Ho Kan, Haukur Halldórsson, Giovanni Leombianchi, Marco Magrini, Pino Manos, Vanna Nicolotti, Roberta Rocca e Silvia Venuti hanno rappresentato graficamente il loro Archetipo interpretando il profondo del proprio essere, come alcuni di loro hanno spiegato in un’intervista rilasciata alla presentazione del libro

    ‘Archetipi. Libro d’artista’ è una pubblicazione di respiro internazionale che raccoglie le opere grafiche di 11 pittori italiani e stranieri e una poesia, “I miei 4 elementi” di Arturo Schwarz. L’ideata è venuta al pittore milanese Leombianchi, che ha chiamato a realizzare questa pubblicazione amici e conoscenti, che hanno interpretato il profondo del proprio sé, come il nome Archetipi indica. Ecco gli artisti che hanno collaborato a ‘Archetipi. Libro d’artista’ e i titoli delle loro opere: Leo Nilde Carabba (“Conjunctio. Gennaio 2012”), Sergio Dangelo (“In giungla”), Rebecca Forster (“Quando la Mandragola scuote le radici”), Ho Kan (“Spirito”), Haukur Halldórsson (“Loki”), Giovanni Leombianchi (“Vortice con foglia”), Marco Magrini (“Wadirum”), Pino Manos (“Luce e Tenebre”), Vanna Nicolotti (“Archè”), Roberta Rocca (“Voci misteriose del vento” ) e Silvia Venuti (“Chakra”).

    La presentazione di Archetipi è avvenuta giovedì 18 ottobre 2012 (in contemporanea con l’Islanda, a cura del pittore Haukur Halldórsson) alla libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, locale storico d’Italia, con il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali e delle Attività Culturali. “Questo è un locale capace di esprimere l’unica vera continuità non solo culturale e artistica, ma anche umana e spirituale con il passato” ha dichiarato Pino Manos.

    L’edizione di “Archetipi. Libro d’artista” si compone di 42 esemplari così stabiliti: 30 in numeri arabi da 1 a 30 e 12 in numeri romani da I a XII, tutti firmati dagli artisti che hanno ritoccato le immagini stampate, intervenendo con varie tecniche in ogni opera. “In questa pubblicazione finalmente il femminile ha preso piede: vi hanno partecipato 5 donne su 11 artisti” ha evidenziato Sergio Dangelo il 18 ottobre. “Come successe negli anni ’40 per un periodo e in Italia e in Francia nell’immediato dopoguerra, i più bravi pittori di oggi sono donne: il femminile in arte sta esplodendo! Le pagine di ‘Archetipi. Libro d’artista’ sono state inoltre tutte affrontate da ogni pittore utilizzando tecniche diverse: io, ad esempio, ho attaccato sul mio disegno alcune farfalline adesive che avevo sul tavolo; qualcun altro ha invece utilizzato la matita copiativa, gli spruzzi o le tinteggiature”.

    Gli artisti che hanno collaborato ad Archetipi erano tutti presenti (tranne Halldòrsson) alla presentazione alla libreria Bocca e alcuni di loro hanno spiegato il significato del proprio Archetipo. “Il mio lavoro è stato realizzato tra il 2011 e il 2012, come faccio sempre a cavallo tra un anno e l’altro. L’ho chiamato ‘Conjunctio 2012’ perché da molti anni lavoro sull’incontro e l’alchimia mistica tra il maschile e il femminile. Rappresenta perciò una data della vita di questo incontro e ritengo che ogni volta che ciò accade, nasca dentro di noi un’opera creativa” ha affermato Leo Nilde Carabba. “L’archetipo è un dato fisico molto importante ed è il segnale primo di qualcosa di esistente che viene reso simbolicamente. Il mio Archetipo è solo mentale; mentre gli altri 10 artisti si sono impegnati a trattare il tema, io mi sono limitato (grazie a Leombianchi che l’ha scelto) a proporre un mio disegno. Ha forme verticali e piccole puntellature di colore perchè ho pensato alle luci serali di una giungla urbana; così ho fatto diventare questo disegno archetipicamente e esotericamente la mia pagina” ha invece spiegato Sergio Dangelo.

    “Siamo tutti archetipi” ha evidenziato Ho Kan. “L’importante è individuare qualcosa di concentrato e essenziale, di universale e immenso, che per me non si trova soltanto sulla Terra ed è lo spirito… Io cerco questa strada, che è forse la più orientale. Voglio creare qualcosa di moderno e svilupparlo senza fermarmi. Per me infatti oltre l’elemento umano c’è la vita, l’infinito e lo spazio”. Pino Manos ha dichiarato, a proposito della libreria Bocca: “qua si sentono ancora i futuristi che combattevano in Galleria e questo posto mi ricorda il periodo in cui, nel ’51, sono arrivato a Milano dalla Sardegna. All’Accademia di Brera ho incontrato Sergio Dangelo insieme a Roberto Crippa e a Gianni Dova, inseparabili, oltre a Cesare Peverelli e Lucio Fontana. Era un mondo magico; andavamo da Pino La Parete in cantina, a lume di candela, con Giuseppe Ungaretti, Salvatore Quasimodo e altri artisti. Eravamo rivoluzionari anche se la vera rivoluzione è in ciascuno di noi: ‘uomo conosci te stesso’ è ciò che ognuno di noi dovrebbe perseguire…”. Quindi ha raccontato la sua opera in questo modo: “il mio archetipo riguarda la luce e le tenebre, che non sono in contraddizione; la vera luce non è quella solare ma il buio, come è nella dimensione esoterica, che è uno stato di pura consapevolezza. Il buio significa infatti tornare all’origine e a ancora prima della nascita della luce, che è contenuta dentro al buio. Tutta la manifestazione è duale; dobbiamo trovare un archetipo, tornare cioè all’origine dell’essenza e a uno stato di pura consapevolezza, in cui non c’è dualità. Il lavoro che oggi l’uomo deve fare sta infatti nel passare dalla dualità all’essere; quando questo accade, l’essere umano riesce a riscattare la libertà dall’ignoranza, l’unica libertà per cui valga la pena di vivere”. Silvia Venuti ha infine illustrato con queste parole la nascita del suo archetipo Chakra: “sono un’artista figurativa ma, nel momento in cui ho pensato agli Archetipi, mi sono lasciata andare ad una forma liberatoria dell’inconscio e ho lasciato che la mano si muovesse sul foglio… Mi sono resa conto che emergevano disegni di vortici e cerchi che ho riconosciuto come chakra. Una volta rappresentati, li ho ordinati e ho messo i colori che tradizionalmente si danno a queste spirali. Mi ha molto soddisfatto creare questa ascensione che arriva fino al chakra della sommità del capo che è quello dell’illuminazione. Nello stesso tempo ho però voluto inserire questi movimenti a spirale all’interno di un universo di energie che interagiscono con questi chakra: l’uomo non è infatti isolato ma si trova all’interno di un grande complesso di vortici e vibrazioni”.

  • Leombianchi presente a due eventi artistici molto importanti: la 54esima Biennale di Venezia e la rassegna di arte contemporanea “For Esta Terra”

    Nato a Milano, Giovanni Leombianchi ha frequentato i corsi di Domenico Cantatore a Brera e partecipato alla vita artistica milanese, conoscendo nei loro studi i maestri Ibrahim Kodra, Gianni Dova, Lucio Fontana, Carmelo Cappello e a Rovereto il futurista Fortunato Depero, oltre ai più giovani Pietro Gentili, Marco Magrini e Ho Kan, cogliendo dal vivo, negli anni ‘70, i fermenti artistici milanesi. La sua attività artistica è iniziata a metà degli anni ’50 imprimendo nelle sue tele una forte ispirazione ecologica, acuita dalla distruzione della natura da parte dell’uomo a partire dal secondo Novecento.

    Questo è uno dei motivi per cui è stato presente alla rassegna di arte contemporanea che si è tenuta allo STUDIO D’ARS di Milano dal 13 dicembre 2011 al 9 gennaio 2012, “For Esta Terra”. Il 2011 è stato dichiarato dall’ONU anno internazionale delle foreste; i venti artisti invitati a partecipare alla mostra hanno rappresentato altrettante sfumature di armonia e contrasto tra materie grezze e gesto umano. L’opera esposta da Leombianchi è intitolata “L’albero del Mondo”.

    Altro evento di grande rilievo in cui Leombianchi è presente è la 54esima Biennale di Venezia dal titolo “L’ARTE NON E’ COSA NOSTRA”, a cura di Vittorio Sgarbi. La Biennale si conclude idealmente a Torino con una mostra (dal 17 dicembre 2011 al 30 Gennaio 2012) che vuole sviluppare un forte senso di democrazia nell’arte, contro la sempre più crescente omologazione dei valori di mercato; secondo questa Esposizione, ciò che vale in un’opera è in primo luogo l’emozione che trasmette. Al Padiglione Italia – Salone Nervi, Giovanni Leombianchi è presente con due opere dal titolo “Sole-Girasole: Macro e Micro Cosmo” e “Ascesa-Migrazione verso l’Alto”.

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