In un mondo sempre più inquinato dalla plastica come il nostro, l’utilizzo di prodotti di consumo a ridotti impatti ambientali non è più una semplice scelta lasciata alla buona volontà dei singoli. Si tratta invece di un obbligo se desideriamo tutelare gli ecosistemi terrestri e marini per le generazioni future, tenendo presente che essi sono già piuttosto compromessi.
Tra i materiali da impiegare in alternativa alla plastica troviamo ad esempio i polimeri biodegradabili ottenuti da materie organiche, come quelli a cui sta lavorando il professor Erik Coats che insegna ingegneria civile presso l’Università dell’Idaho.
Coats, che negli ultimi tempi si è molto avvicinato alla chimica, è impegnato in ricerche che consentono di produrre polimeri plastici biodegradabili (poliidrossialcanoati, o PHA) partendo da reflui zootecnici.
Una prospettiva non particolarmente appetibile, a prima vista, ma che potrebbe rappresentare una importante svolta per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia dei giacimenti petroliferi che prima o poi sono destinati a esaurirsi.
Sono realizzate invece in bioplastica naturale, polpa di cellulosa, legno di pioppo e betulla e foglie di palma cadute spontaneamente le stoviglie biodegradabili a disposizione da Ecobioshopping, portale specializzato in soluzioni ecologiche per i privati e le aziende.
Tutte le stoviglie usa-e-getta Ecobioshopping possono essere acquistate online a prezzi competitivi, e una volta utilizzate vanno smaltite semplicemente in compostiere e contenitori della raccolta differenziata dell’organico.