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  • Indetta la gara d’appalto per il parcheggio della stazione ferroviaria di Tarquinia

    L’assessorato ai lavori pubblici ha indetto la gara d’appalto per riqualificare il parcheggio della stazione ferroviaria di Tarquinia. Il progetto, finanziato con fondi regionali, prevede la creazione di nuove fermate per autobus con pensiline, il potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di un sistema di video-sorveglianza per prevenire atti vandalici e il ripristino della rete fognaria per favorire il deflusso delle acque piovane. Per regolamentare la viabilità, saranno riposizionati i posteggi e sarà adeguata la segnaletica stradale orizzontale e verticale. Non mancheranno marciapiedi, aree pedonali e zone verdi. «Fondamentale passo in avanti per realizzare un progetto atteso da molti anni. – dichiara l’assessore Anselmo Ranucci – La stazione ferroviaria rappresenta un punto nodale per i collegamenti e necessita di un’area sosta più ampia e più sicura, adeguata alle esigenze dei pendolari e dei turisti».

  • Finanziato il progetto per riqualificare il parcheggio della stazione ferroviaria di Tarquinia

    Il parcheggio della stazione ferroviaria avrà una nuova veste. Il Comune di Tarquinia ha ottenuto dalla Regione Lazio un finanziamento di 290 mila euro per riqualificare l’area di sosta. «Lo stanziamento permetterà di recuperare il piazzale, ampliarlo e renderlo più sicuro. – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Anselmo Ranucci – Sono centinaia le persone che quotidianamente viaggiano tra la città e Roma per motivi di lavoro o di studio, così come sono tanti i turisti che scelgono il treno per venire a Tarquinia e visitarla». Il progetto prevede la realizzazione di nuove fermate per autobus con pensiline, il potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di un sistema di video-sorveglianza per prevenire atti vandalici e il ripristino della rete fognaria per favorire il deflusso delle acque piovane. Per regolamentare la viabilità, saranno riposizionati i posteggi e sarà adeguata la segnaletica stradale orizzontale e verticale. Non mancheranno marciapiedi, aree pedonali e zone verdi. «Nelle prossime settimane sarà indetta la gara d’appalto per aggiudicare i lavori. – conclude l’assessore Ranucci – La stazione rappresenta un punto nodale per i collegamenti».

  • Disagi alla stazione di Genova, dure critiche dell’Italia dei Diritti


    Roma – “Il genio italico per far quadrare i conti ha trovato la brillante soluzione di tagliare direttamente i servizi.
    Questa regola, iniziata con gli ospedali, oggi si presenta pure nel comparto ferroviario, nel quale, a onor del vero, si erano già iniziate a tagliare le linee ferroviarie”. Lo afferma il responsabile per la tutela dei consumatori del movimento Italia dei Diritti Vittorio Marinelli commentando l’ennesimo episodio di disservizio pubblico avvenuto alla stazione Piazza Principe di Genova: un piccolo cartello sulla porta avvisa che la sala d’aspetto rimarrà chiusa dall’ 1 aprile ma non fornisce spiegazioni più precise in merito, limitandosi a riportare un numero di telefono con prefisso 892 o a rinviare al sito on line. Trenitalia tace di fronte alle proteste dei pendolari i cui diritti ancora una volta vengono lesi senza motivazione alcuna.
    “La cosa più logica – continua Marinelli – sarebbe invece quella di tagliare gli emolumenti che i vertici delle società, tra cui Ferrovie dello Stato, continuano generosamente ad autocorrispondersi. Solo che, stante ai tanti crack di borsa causati dai vari banchieri che, anziché essere presi a calci nel sedere aumentano i loro benefit, c’è poco da stare allegri. Sembra che – conclude ironicamente – l’unica salvezza possa venire dai numerosi «vucumprà», i quali potrebbero vendere sedioline di plastica agli inferociti viaggiatori nel perfetto stile dell’italico arrangiarsi”.

    Queste affermazioni di Marinelli sono completamente suffragate dal presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, il quale pone l’accento su un altro grave episodio della vicenda: “Resto sconcertato dal fatto che oltre al danno gli utenti, per chiedere informazioni, devono subire anche la beffa di digitare un numero non gratuito, bensì a valore aggiunto che farebbe guadagnare una percentuale a chi lo ha attivato. Ciò significa speculare sul disagio dei viaggiatori. È una cosa vergognosa”. Per inciso, chiamare il numero con prefisso 892 costa 0,54 euro al minuto.

    Sul fatto interviene anche Maurizio Ferraioli, responsabile per la Liguria dell’Italia dei Diritti: “Noi siamo schierati a priori con i pendolari per il grosso disagio subito. Ci preoccupa soprattutto la mancanza di comunicazione verso gli utenti. Speriamo non si tratti delle solite strumentalizzazioni per distrarre l’opinione pubblica da altri problemi come quelli della sicurezza”. Per quanto riguarda l’avviso sul cartello che rinvia a cercare maggiori informazioni nel sito di Trenitalia, Ferraioli precisa: “Invitiamo le Ferrovie dello Stato e la sua società Grandi Stazioni che gestisce anche lo scalo di Genova a non rinviare ai siti on line, dove per altro non ci sono affatto indicazioni in proposito. Auspichiamo in futuro maggiore chiarezza e trasparenza nelle comunicazioni volte ad informare preventivamente i cittadini-utenti”.

  • Stazione Porta Furba sulla tratta FR4, Italia dei Diritti incontra RFI


    Roma – Buone notizie per gli oltre 300.000 pendolari della FR4. Si è concluso positivamente l’incontro in merito al miglioramento del servizio che collega i Castelli con la capitale tra Antonello De Pierro, Presidente dell’Italia dei Diritti, e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), rappresentata per l’occasione dall’Ing. Ruggero Litardi, responsabile Patrimonio Immobiliare e dall’Ing. Roberto Mancini, responsabile Analisi e Specifiche Funzionali.

    La proposta del Movimento nazionale di creare una stazione ferroviaria a Porta Furba sulla linea FR4, che aveva precedentemente trovato il favore del Presidente del X Municipio Sandro Medici, è però stata momentaneamente scartata dai due ingegneri, che spiegano: “La fattibilità di una stazione ferroviaria a Porta Furba è stata studiata nel febbraio del 2006 con i tecnici del dipartimento VII in un protocollo d’intesa con gli enti locali, ma creare nuove fermate in zone con linee veloci causerebbe problemi al traffico locale e un dilatamento notevole dei tempi di percorrenza”.

    Anche se prevista dal Piano Regolatore e tecnicamente inseribile nella tratta indicata, quindi, la creazione della fermata Porta Furba non è per ora fattibile, dal momento che vi transiterebbero linee ad alto scorrimento su cui è sconsigliabile una densa concentrazione di fermate.

    Rete Ferroviaria Italiana si è comunque dimostrata molto sensibile al problema dei pendolari. Alla creazione di una fermata a Porta Furba, infatti, ha presentato una valida alternativa: “Verrà creata una zona di grande interscambio a Pigneto, dove si realizzerà un collegamento tra la linea CassinoCastelli (è allo studio la possibilità di estendere l’interscambio alla linea per Formia), il sistema ferroviario FR1/FR3 (linea Viterbo e OrteFara – Fiumicino A.) che taglia la città orizzontalmente (tratto metropolitano Ostiense – Tiburtina), la futura metro C e la rete tranviaria esistente su via Prenestina”.

    Italia dei Diritti si ritiene soddisfatta dell’incontro. “Anche se abbiamo inoltrato una richiesta specifica – ha dichiarato il presidente Antonello De Pierro -, nelle linee generali quanto dichiarato dai rappresentanti di RFI ci sembra altamente condivisibile, in quanto rappresenta un giusto compromesso tra le esigenze di mobilità dei cittadini e la necessità aziendale di studiare i progetti tecnicamente più validi. Anche se la stazione di Porta Furba non rientra nelle priorità di RFI – non è infatti stata accantonata definitivamente -, accogliamo indubbiamente con grande favore la realizzazione di una stazione in zona Pigneto, che rappresenterà un importante punto di snodo per moltissimi pendolari. Salutiamo con grande ottimismo – conclude De Pierro – l’apertura di un dialogo altamente costruttivo con RFI, con cui speriamo, in futuro, di poter discutere eventuali altre problematiche, sempre nell’interesse primario e imprescindibile della comunità, alla cui tutela da sempre si ispirano le linee guida di ogni iniziativa dell’Italia dei Diritti.