SALVATORE DE MAIO APPARTENENTE ALL’ARMA DEI CARABINIERI REDUCE AGGUATO ARMATO COSA NOSTRA.
“ALLA LUCE DEI FATTI DI QUESTI GIORNI, ORA HO L’OBBLIGO DI DENUNCIARE”.
“Dopo tanto tempo passato a cercare di credere ancora di trovare obbiettività, coscienza e moralità in chi all’interno dell’Amministrazione alla quale appartengo, da quando sono rimasto vittima di un attentato armato a Palermo da parte di appartenenti a “cosa nostra” , mi ha attaccato, delegittimato professionalmente e personalmente, mi perseguita e non ha mai protetto la mia incolumità personale ne quella dei miei familiari dagli evidenti rischi che corro, contravvenendo alle leggi vigenti in materia di sicurezza, (Art. 1 Decreto-legge 6 maggio 2002, n. 83) e minimizzando ogni intimidazione e danneggiamento da me subito anche nel recente passato, oggi è giunto il momento di denunciare.”
Lo dichiara Salvatore De Maio appartenente all’Arma dei Carabinieri il quale è stato completamente abbandonato dalle Istituzioni dopo che circa 5 anni fa a Palermo rimase vittima illesa di un agguato armato teso ad attentare alla sua vita, messo in atto da alcuni appartenenti a “cosa nostra”, oggi Salvatore De Maio è impegnato nella divulgazione della cultura della legalità infunzione del suo passato e dei suoi ruoli di responsabile di alcune associazioni di volontariato.
Anche se, – aggiunge De Maio – il mio desiderio, animato da grande e fin ora inutile buon senso, è sempre stato quello di fare in modo di appianare ogni divergenza e non portare alla luce certe nefandezze, oggi, sono costretto ad arrendermi di fronte alla triste e vergognosa realtà, che mi ha portato forzatamente e obbiettivamente a constatare che alcuni uomini delle Istituzioni, nulla hanno a che fare con l’onore e il prestigio della divisa che indossano, con gli ideali di legalità e giustizia che dovrebbero incarnare e rappresentare, ne tanto meno con l’attuazione dei principi costituzionali ai quali hanno giurato eterna fedeltà. Ho la certezza documentale – continua De Maio – che vi siano delle precise e gravi responsabilità riguardo alla mia vicenda e che queste responsabilità siano attribuibili a singoli individui. Credo nello Stato e che ogni Istituzione sia Sana, ma oggi mi arrendo alla evidente realtà che anche le più nobili delle Istituzioni sono composte da Uomini e questi uomini troppo spesso sbagliano, quando chi ha responsabilità di gestire della cosa pubblica sbaglia o persevera diabolicamente nell’errore non bisogna coprirlo ma fermarlo.
Responsabilmente, oggi ho maturato queste convinzioni dopo aver sopportato ogni forma di ingiustizia personale e professionale possibile, per questo, con i miei avvocati sto formalizzando una lunga e dettagliata denuncia finalizzata a fare accertare alla magistratura ogni reato commesso da numerosi appartenenti alle Istituzioni tra Palermo, Napoli e Roma, consegnando corposa documentazione a sostegno dell’esposto.
Questo – conclude De Maio – scaturirà di certo una maggiore avversione nei miei confronti da parte di chi è evidentemente è una “mela marcia”, ma, anche alla luce delle ultime risultanze delle indagini della magistratura a Palermo riguardo le collusioni tra Stato e mafia, che coinvolgono anche uomini delle Istituzioni che hanno curato la mia vicenda all’epoca dei fatti di Palermo e anche dopo, ho l’obbligo morale, personale e professionale, di fare verificare attraverso la mia esposizione dei fatti, quale reale movente abbia motivato la condotta negligente attuata fin ora nei miei confronti da alcuni individui appartenenti alle Istituzioni.”