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  • Spese pazze all’ars e l’amore per le cassate siciliane

    Com’è che si dice? Ogni sfizio un capriccio? I parlamentari siciliani ne sanno qualcosa e risale a poche ore fa la notizia riguardante le loro spese pazze all’Ars. Nomi illustri come Michele Cimino, Roberto Di Mauro, Luigi Gentile, Salvatore Cascio, Vincenzo Marinello e Giovanni Panepinto sono tutti finiti sotto inchiesta.

    Le “cassate” degli onorevoli
    Non solo politici, ma anche tecnici e dirigenti si sono concessi spese pazze all’Ars: tablet, raccolte di fumetti, pranzi, regali di nozze, bollette dell’Enel e non finisce qui! Con i fondi pubblici, i gruppi parlamentari in Sicilia hanno speso qualche migliaio di euro in gioielleria, bonifici, cialde per il caffè, dolci (chili e chili di cassate siciliane!) soggiorno in alberghi di lusso,… Ed il tutto accompagnato “giustamente” da note di credito al fine di ottenere i rimborsi!
    In particolare, nell’inchiesta vi sono 97 indagati e tra questi risulta coinvolto oltre un terzo del Parlamento Siciliano, ovvero 31 dei 90 componenti di Sala d’Ercole. Le accuse, diverse per ciascun Parlamentare, riguardano l’impegno di denaro pubblico assegnato ai gruppi, per l’acquisto di beni e servizi non particolarmente idonei alle funzioni politiche dei deputati.

    Accusare i politici va di moda
    Quello degli onorevoli è sicuramente stato uno shopping sfrenato! C’è chi ha speso 272,95€ presso la libreria Feltrinelli di Palermo, 100€ di mance donati ai camerieri dopo un pranzo elettorale. Tra le spese pazze all’Ars, anche quelle dell’ex capogruppo del Pd, Antonello Cracolici, il quale ha usato i fondi pubblici per pagare bollette della Tarsu, il canone RAI, la gita d’istruzione della figlia, fiori, ecc… Tuttavia, di fronte al fatto compiuto, lo stesso Carcolici si è “coraggiosamente” difeso, affermando quanto segue:
    “Evidentemente in questo periodo le campagne contro i politici vanno di moda, a prescindere da eventuali reati commessi”
    Un altro imputato che ha agito indisturbatamente è Vladimiro Crisafulli, il quale ha pensato bene di saldare l’Ici e sborsare di “tasca pubblica” 1075,00€ per due polizze assicurative.