Tag: sostituzione parabrezza

  • La storia del Rally e la gloriosa Fiat 131 Racing

    Ripercorri la storia delle auto da rally e della Fiat 131 Racing che dominò i mondiali di Rally degli anni ‘70.

    Agli inizi degli anni ‘60 nacquero le prime corse da rally. Chiunque avesse un’automobile poteva iscriversi a una competizione e gareggiare. La difficoltà delle corse di quei tempi risiedeva nel riuscire a giungere al termine del percorso. Le velocità erano contenute, ma le strade sconnesse mettevano a dura prova l’integrità delle auto.

    Nella seconda metà degli anni ‘60 l’evoluzione della tecnologia portò le auto a essere più affidabili e robuste. Giungere al traguardo di una gara di rally era più semplice. Dieci anni più tardi, negli anni ‘70, grazie anche all’aumento della velocità, il pubblico e le case automobilistiche si interessarono sempre più a questa disciplina sportiva.

    Divenne necessario definire delle categorie e delle regole precise per le competizioni: le gare erano suddivise a seconda della cilindrata dell’auto e del tipo di percorso (di precisione, di velocità o di abilità).

    Grazie all’interesse delle case automobilistiche, a metà degli anni ‘70 ci fu un incremento degli investimenti legato al mondo dei rally. Molti privati dovettero abbandonare la disciplina a causa del lievitare dei costi. Questo, però, permise una grossa evoluzione tecnologica delle auto.

    La Fiat 131, prodotta in quegli anni, vantava infatti una potenza di oltre 200 cavalli. L’auto entrò nella storia durante il mondiale del ‘77 in cui ben cinque Fiat 131 si posizionarono nei primi otto posti.

    L’auto montava il motore da duemila centimetri cubici nella versione da strada. Al posto del carburatore Weber, utilizzava l’iniezione indiretta Kugelfischer. Il differenziale era autobloccante e le sospensioni erano modificate.

    Le moderne auto da rally sono vetture decisamente all’avanguardia, con centinaia di controlli elettronici che riescono a migliorarne la stabilità e la tenuta di strada. Inoltre, grazie ai dispositivi di sicurezza gli incidenti nelle gare di rally sono meno pericolosi di un tempo. La maggior parte delle volte l’incidente si risolve semplicemente con una sostituzione del parabrezza o il cambio di una gomma forata.

  • Il Motor Show di Bologna

    Il Motor Show di Bologna è la manifestazione in ambito automobilistico più celebre fra quelle tenute in Italia. Ogni anno, nel mese di dicembre, le marche più prestigiose e blasonate a livello nazionale e internazionale si incontrano nel capoluogo felsineo, in una manifestazione che comprende una serie di competizioni che vantano la partecipazione di alcuni fra i piloti professionisti più noti al mondo. La manifestazione si svolge in un’ampia struttura espositiva che celebra il mondo dei motori nella sua interezza.

    Al Motor Show vengono presentate le ultime novità prodotte dalle case automobilistiche, con tanto di approfondimenti sui temi e gli andamenti più rilevanti del settore anche legati alla mobilità sostenibile, alle energie alternative e all’innovazione. Oltre a tali aspetti, i visitatori potranno cimentarsi in appassionanti test drive nelle otto aree esterne, in cui è possibile assistere a competizioni ed esibizioni di altissimo livello nella pista della manifestazione.

    È lo spettacolo dei motori il vero protagonista della manifestazione bolognese, che si distingue da saloni più convenzionali come quello di Torino o di Ginevra proprio per la spiccata attitudine corsaiola e competitiva. Il salone bolognese imprime nella memoria degli appassionati, oltre agli scintillanti modelli presentati ogni anno, la sagoma iconica del tortuoso budello in cui si svolgono appassionanti gare da circa quarant’anni. L’idea alla base del Motor Show, la cui prima edizione risale al 1976, era proprio il tentativo di coinvolgere un pubblico femminile e di giovani con un’offerta al passo coi tempi e in grado di emozionare profondamente.

    Ogni anno vengono offerte dimostrazioni spettacolari, come ad esempio un pit-stop completo della scuderia Ferrari di Formula 1, oppure l’appassionante Memorial Bettega di Rally, da sempre i favoriti dal pubblico convenuto a Bologna da tutto il mondo. Di rilievo anche l’iniziativa Electric City “powered by Enel”, dedicata alle auto elettriche, introdotta nella versione del 2011 del salone. Inoltre, ricordiamo anche una serie di padiglioni dedicati alle auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo (Icon Cars), con numerose e importanti vetture storiche e d’epoca, e il padiglione Luxury Time, che riunisce le auto di lusso più costose e prestigiose prodotte in tutto il mondo. Infine, ricordiamo il Paddock Show, che offre ai visitatori l’esperienza unica della visita del paddock di un circuito di Formula Uno.

    Oltre ai principali campioni di Formula 1, Rally, Motomondiale e altre competizioni motoristiche, la manifestazione vanta la partecipazione di numerose stelle dello spettacolo, dello sport e della moda, che rendono il Motor Show anche un evento di particolare importanza mediatica e mondana.

    Nonostante la crisi, l’appuntamento bolognese si dimostra un evento in grande salute, sia dal punto di vista qualitativo che economico, con un incremento degli spettatori quasi costante e un elevatissimo livello espositivo e spettacolare a livello internazionale. Le manifestazioni di questo tipo attirano l’attenzione e fanno sognare tutti gli appassionati di automobili e competizioni motoristiche. Nonostante ciò, anche dopo aver ammirato bolidi dalle prestazioni straordinarie e assistito alle serrate competizioni sul circuito interno alla manifestazione, occorre prestare grande attenzione alla guida senza lasciarsi trascinare dalle meraviglie ammirate all’interno della fiera.

    È quindi consigliabile guidare sempre la propria automobile o motocicletta con particolare attenzione, soprattutto nei periodi dell’anno caratterizzati da freddo, pioggia e lastre di ghiaccio sulla strada. Infatti, anche una piccola disattenzione potrebbe causare incidenti piccoli o gravi che potrebbero costringere alla sostituzione parabrezza o a interventi di riparazione più importanti sulle proprie auto.

  • La Pagani C9 Huayra

    La Pagani C9 Huayra è il secondo modello di auto prodotto dalla Pagani, la casa automobilistica fondata dal leggendario Horacio Pagani. Si tratta di un’auto dotata di caratteristiche estreme dal punto di vista della ricerca e delle prestazioni, come suggellato dal caratteristico nome dedicato al dio del vento che comanda le brezze, i venti e gli uragani che colpiscono le montagne della cordigliera delle Ande.

    La vettura monta un propulsore Mercedes a 12 cilindri e si avvale di caratteristiche tecniche innovative al fine di ottenere soprattutto una resa aerodinamica fuori dal comune. Lo scopo del progetto Huayra era quello di sviluppare una vettura innovativa che fosse all’altezza delle sfide del nuovo millennio. Infatti, la gloriosa Zonda, basata su tecnologie risalenti ai primi anni ‘90, non era più adatta a rappresentare il massimo dell’avanguardia tecnologica del settore automobilistico. Dopo ben otto anni di lavoro, Pagani ha realizzato un prodotto innovativo dal punto di vista tecnico e dotato di un design frutto di un lungo processo di rielaborazione.

    Dal punto di vista estetico, la Huayra ricorda la gloriosa Zonda ma propone un design più moderno e in linea con le attuali tendenze stilistiche. Il principale elemento di contatto fra le due sportive consiste nei doppi fari allo xeno e nei quattro terminali di scarico disposti in quadrato.

    Il propulsore in dotazione a questa straordinaria supercar è un Mercedes AG da 12 cilindri a V, realizzato appositamente per la Pagani. Si tratta di un aspetto da non sottovalutare, trattandosi del primo esemplare personalizzato sviluppato da AMG per un cliente diverso da Mercedes. Il propulsore è un biturbo da 5980 cc, in grado di erogare l’incredibile potenza di 700 cavalli nella versione standard, che salgono a 730 nella versione ad alta potenza, con un’incredibile coppia di 1.000 Nm, che arriva a 1100 nella versione ad alta potenza. Il propulsore consente di spingere la vettura fino alla strabiliante velocità massima dichiarata di 370 km all’ora.

    Tutta questa potenza richiede un adeguato sistema di raffreddamento, offerto dai due intercooler posti al di sopra della testa dei cilindri e raffreddati da due enormi radiatori posizionati ai lati della bocca anteriore. Si tratta di un circuito speciale, in grado di funzionare a bassa temperatura e anche in luoghi caratterizzati da temperatura ambientale superiore a 50°, accorgimento rivolto soprattutto ai clienti della penisola arabica.

    La lubrificazione avviene a carter secco, in modo da eliminare la coppa dell’olio e collocare il motore più in basso possibile, aumentando la stabilità e l’aderenza della vettura. Il serbatoio di espansione è montato direttamente sul motore, in modo da ridurre il numero di tubi di allacciamento e di conseguenza il peso della vettura.

    I consumi sono da sempre un aspetto critico per le vetture ad alta potenza: un’auto da 700 cavalli consumerebbe quanto una monoposto da Formula 1 senza adeguati accorgimenti elettronici come quelli in dotazione alla Pagani. Infatti, la Huayra è dotata di microprocessori collocati su ciascuna pompa al fine di rilasciare solo la quantità di carburante necessaria al motore, evitando sprechi.

    Il telaio è un monoscocca in lega carbonio-titanio, un materiale più leggero e resistente persino della fibra di carbonio semplice. L’abitacolo è rinforzato da innesti in kevlar balistico, carbonio e poliestere, con paratie aggiuntive nella parte anteriore per evitare l’intrusione di elementi estranei in caso di urto longitudinale.

    L’aspetto più curato della Huayra è sicuramente l’aerodinamica. La vettura è concepita come un’ala in grado di variare l’angolo di incidenza, soluzione di chiara derivazione aeronautica. A tal fine, vengono utilizzati quattro profili alari mobili, due sul cofano anteriore e due all’estremità del cofano posteriore, in grado di regolare la deportanza in base alla velocità per ridurre al minimo l’attrito con l’aria e ottenere il massimo della spinta verso il suolo.

    Tuttavia, con vetture di questa potenza occorre prestare molta attenzione, soprattutto nella guida ad alta velocità. Per quanto conti molto l’abilità del guidatore, potrebbero verificarsi imprevisti tali da costringere alla sostituzione parabrezza o coinvolgere l’auto in incidenti più gravi. Pertanto, soprattutto con auto di tali prestazioni, è sempre consigliabile una condotta prudente e a velocità moderata.

  • Pagani Zonda: una supercar da sogno

    La Zonda, prodotta dalla casa automobilistica italiana Pagani, è una delle supercar più straordinarie mai prodotte, un’auto di culto per appassionati ed entusiasti di ogni Paese. Si tratta di un’auto dalle caratteristiche formidabili, presentata per la prima volta a Ginevra nel 1999. Oltre a una linea sportiva di fascino impareggiabile, la Zonda è caratterizzata da innovazioni tecniche che la rendono uno dei modelli più in vista dell’intero mondo automobilistico.

    Il nome Zonda deriva da un vento che soffia nella pampas argentine, ideale per un’auto che supera con leggiadria i 300 km/h e dotata di una linea in grado di infrangere qualsiasi barriera aerodinamica, al fine di ottenere prestazioni incredibili. L’auto è una creazione del talento di Horacio Pagani, un geniale progettista appassionato di uno dei più grandi campioni di tutta la storia automobilistica: Juan Manuel Fangio. Secondo la leggenda, l’indimenticabile pilota argentino ha partecipato alla progettazione di questa incredibile automobile, che in origine doveva essere denominata “Fangio F1” proprio in onore del cinque volte campione del mondo. Dopo la scomparsa di Fangio, avvenuta nel 1995, Pagani decise di assegnare alla sua creazione il nome attualmente utilizzato.

    La Zonda è un’auto dalle prestazioni eccezionali, caratterizzata da soluzioni assolutamente uniche per il mercato delle vetture da strada. L’auto è costruita completamente a mano negli stabilimenti Pagani, che si trovano in Italia, a San Cesareo sul Panaro, in provincia di Modena. Il telaio e la scocca dell’auto sono realizzati interamente in fibra di carbonio, con una progettazione direttamente derivata dai veicoli che gareggiano nel campionato del mondo Sport Prototipi. I primi modelli di Zonda montavano un propulsore di potenza straordinaria, un 12 cilindri Mercedes-Benz da 5900 cc in posizione centrale e in grado di erogare 394 cavalli. Tale potenza riusciva a spingere l’auto fino all’incredibile velocità di oltre 330 km orari con un’accelerazione da 0 a 100 km/h poco superiore ai quattro secondi. Tali prestazioni erano garantite dalla particolare leggerezza dell’auto, dovuta anche ai materiali avveniristici con cui era stata costruita. Questi formidabili materiali rendevano la Zonda anche molto resistente agli urti. Il secondo modello, presentato poco tempo dopo, era caratterizzato da un design ancora più aggressivo e dalla presenza di un alettone posteriore che ricordava le vetture da competizione, rendendo ancora più ambita questa straordinaria supercar.

    Tra i modelli successivi costruiti dalla casa italiana, ricordiamo la Zonda R, l’auto che detiene il record assoluto sul giro secco sulla leggendaria pista del Nürburgring Nordschleife, inferiore di oltre due secondi al tempo registrato dal sette volte campione del mondo di Formula 1 Michael Schumacher a bordo di una Ferrari 599XX. La Zonda R è caratterizzata da soluzioni tecniche ancora più ardite, in particolar modo per ciò che concerne il telaio, costituito da una speciale lega di carbonio-titanio dotata di una singolare trama a V, che costringe la casa italiana a utilizzare una rosa di 50 pezzi per ottenerne due perfettamente idonei ai requisiti del modello. Esistono anche modelli unici della Pagani Zonda, vetture personalizzate per facoltosi clienti di tutto il mondo, creati per soddisfare esigenze specifiche.

    Indubbiamente la Pagani Zonda non è un’auto per tutti, sia per il suo costo particolarmente elevato, che può arrivare anche oltre il milione di euro, sia per le caratteristiche di competenza ed esperienza dei piloti, che devono essere in grado di gestire un’automobile dotata di una potenza quasi comparabile a quella di una vettura di Formula 1. Proprio per questo motivo è consigliabile utilizzare auto di questa caratura all’interno di strutture motoristiche e circuiti specifici, onde evitare incidenti o inconvenienti che potrebbero causare gravi lesioni personali o danni all’autovettura, come ad esempio la sostituzione del parabrezza, che rappresenta in questo tipo di vetture un elemento particolarmente costoso, che rischierebbe quindi, insieme ad altri danni, di compromettere un investimento di portata sicuramente fuori dal comune.