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  • Assistenza neo-mamme Milano, Save the Children con il sostegno delle Gallerie Auchan

    Assistenza neo-mamme Milano: Save the Children, con il sostegno delle Gallerie Auchan per sostenere i neonati, le loro mamme e i loro papà in situazioni di disagio psicologico e socio-economico .

    Sono circa 2000 i bambini nati all’Ospedale Niguarda nel 2012. Su 1.949 parti (di cui 548 cesarei), 552 mamme sono straniere, due segrete e 2 minorenni, donne particolarmente vulnerabili sotto il profilo sociale e psicologico. Ed è a loro in particolare che si rivolge “Fiocchi in Ospedale”, il progetto biennale di Save the Children realizzato grazie al sostegno di Gallerie Auchan e implementato in collaborazione sul territorio con l’associazione Mitades, che ha l’obiettivo di creare intorno ai neo genitori un ambiente sereno e forte, grazie al supporto e ai servizi per la cura dei primi mesi di vita del bambino, con assistenza e accompagnamento soprattutto per i genitori in condizioni di particolare fragilità.

    Finora gli operatori, in 4 mesi, hanno sensibilizzato 650 genitori, sia italiani che stranieri, mentre sono già una quarantina le neo mamme beneficiarie dirette, coinvolte nelle varie attività. Tra esse 7 sono state prese in carico dagli operatori del progetto perché necessitano di un aiuto sistematico o perché particolarmente fragili e sole, di cui tre straniere con età compresa tra 25-30 anni.

    Tra le mamme beneficiarie dirette del progetto Fiocchi in Ospedale, numerose quelle di nazionalità straniera (Senegal, Spagna, Cina, Pakistan, Algeria, El Salvador, Polonia, Egitto, Romania, Egitto, Sri Lanka, Brasile, Bangladesh), poiché l’ospedale Niguarda è situato in una zona della città che contempla una delle più alte percentuali di residenti di nazionalità straniera.

    “La nascita di un figlio è un’esperienza di profondo cambiamento sul piano affettivo, personale, relazionale e sociale ed è a volte connotato dalle difficoltà dei genitori di adeguarsi”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, ricordando che in Italia una donna su dieci soffre di disturbi post partum e che l’80% va incontro a forme più o meno gravi di depressione dopo la nascita del bambino (dal baby blues, forma transitoria di lieve entità, a vere e proprie forme di grave depressione).“Se poi si aggiungono difficoltà economiche e psicologiche della mamma o della coppia, la situazione peggiora e le conseguenze per il bambino possono essere pesanti. Nei casi più gravi – aggiunge Neri – i disturbi della sfera relazionale mamma-bambino possono sfociare in violenze familiari”.

    “In una fase economica e sociale molto difficile”, ha dichiarato Piefrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociale e Cultura della Salute del Comune di Milano, “diventa urgente assicurare alle categorie più fragili l’adeguato sostegno. Una strada da percorrere è la costruzione di alleanze tra soggetti diversi. Quando importanti enti del no profit e grandi realtà imprenditoriali e del commercio si mettono assieme questa alleanza si realizza. E a trarne beneficio non sono solo i soggetti più deboli destinatari del progetto, ma tutta la società, che si riscopre più coesa e solidale”.

    Fenomeni di depressione post partum possono amplificarsi nelle mamme con meno di 20 anni, le cosiddette “madri-bambine”, che in Lombardia rappresentano lo 0,22%1. Ma sono tantissime le espressioni del disagio all’interno di una neo famiglia, dall’indigenza economica, sempre più evidente, alla mancanza di servizi welfare diffusi sul territorio fino alla crescente solitudine di alcune donne che, sempre di più, sono costrette ad abbandonare anche il contesto lavorativo. Ecco perché secondo Save the Children è di fondamentale importanza la prevenzione della depressione post-partum con la possibilità di pianificare un intervento tempestivo, che abbia inizio dai giorni immediatamente successivi al parto o addirittura durante tutto il percorso nascita che la donna vive in ospedale. Alla luce di queste considerazioni, la priorità è quindi quella di dare sostegno ai genitori durante questa fase delicata, prendere in carico le mamme in difficoltà e di costruire un ponte tra ospedale e territorio.

    “L’attenzione alle categorie più deboli è un dovere civile e sociale e mi sono voluto impegnare in questo progetto per offrire un contributo concreto allo sforzo di Save the Children che offre un sostegno significativo a tutte le neo mamme e i neo papà che si trovano in una situazione di disagio”, ha dichiarato Edoardo Favro, Amministratore Delegato Gallerie Commerciali Italia, coinvolta nel pieno sostegno del progetto Fiocchi in Ospedale. “Con le sue 46 Gallerie Auchan dislocate in tutta Italia, e i suoi quasi 200 milioni di visitatori l’anno, il successo della nostra azienda dipende direttamente dai nostri clienti. Il mio augurio è che iniziative come questa trovino sempre maggior spazio e che il nostro contributo possa essere utile per chiunque viva momenti di difficoltà nell’affrontare una nascita”.

    Inoltre, sotto lo slogan “Bambini si nasce, genitori si diventa”, il progetto promosso da Save the Children e Gallerie Auchan, ha reso possibile la creazione di un secondo sportello di ascolto e di uno spazio child friendly in cui le mamme possono allattare e incontrarsi, trovando operatori formati per dare risposte ai bisogni e orientamento ai servizi, fuori e dentro l’ospedale. Attività e iniziative create ad hoc per l’utenza, ovvero un sostegno materiale per le situazioni di maggiore difficoltà, fino alla realizzazione di una dimissione protetta nei casi particolarmente critici.

    Il Niguarda da sempre è accogliente e ove possibile siamo a disposizione a dare spazio per raccordare l’opera delle Onlus con quella dei nostri professionisti. Abbiamo apprezzato l’iniziativa, ancor di più in questi tempi dove la struttura pubblica non sempre riesce ad arrivare a tutti i bisogni delle persone e in cui l’intervento di iniziative come questa va ad integrare l’attività professionale”, ha commentato il dr. Giuseppe Genduso, Direttore Sanitario dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda. L’auspicio è di poter fare una valutazione accurata dell’iniziativa alla sua conclusione per poter comprendere con quali strumenti trasferirla nel quotidiano”.

    L’obiettivo finale del progetto è quello di aiutare circa 1.500 nuclei familiari sulle città di Milano e di Bari, prendendo in carico almeno 800 mamme in condizioni di fragilità, proponendo momenti di formazione e costruendo reti sui territori di pertinenza.

    1Istat. Natalità e fecondità nella popolazione residente. Anno 2011. Novembre 2012

  • Save the Children e Gallerie Commerciali Italia inaugurano Fiocchi in Ospedale, alla presenza dell’Ass. Majorino

    Save the Children e Gallerie Commerciali Italia inaugurano il progetto Fiocchi in Ospedale, alla presenza dell’Assessore Pierfrancesco Majorino.

    Giovedì 11 aprile 2013 alle 11,30 gli operatori del progetto incontreranno le istituzioni presso la Sala Conferenze – Aula Magna dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano (piazza Ospedale Maggiore 3).

    Fiocchi in Ospedale, il progetto promosso da Save the Children e Gallerie Auchan e implementato sul territorio dall’associazione Mitades, viene presentato ufficialmente l’11 aprile alle ore 11:30, presso l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.

    Il progetto è volto a dare sostegno ai neo genitori durante la delicata fase di formazione di una nuova famiglia, contrastando fenomeni come la depressione post partum e il baby blues, a prendere in carico le mamme in situazioni di particolare difficoltà e vulnerabilità e creare un ponte tra l’ospedale e il territorio per un pieno sostegno alla maternità.

    All’incontro di presentazione delle attività e degli obiettivi di Fiocchi in Ospedale parteciperanno: Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali e Cultura della salute, Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, Edoardo Favro, Amministratore delegato di Gallerie Auchan SpA.

  • Save the Children e Gallerie Commerciali Italia promuovono il progetto Fiocchi in Ospedale a Milano e a Bari.

    In Italia una donna su dieci soffre di disturbi post partum e l’80% di baby blues: Save the Children grazie al sostegno di Gallerie Commerciali Italia – con le sue 46 Gallerie Auchan – promuove il progetto “Fiocchi in Ospedale” attivo a Milano e a Bari per supportare le neo mamme e i neo papà.

    Obiettivo: sostenere almeno 1.500 nuclei familiari, prendere in carico 800 mamme e formare 200 tra operatori sociali e pediatri di base nelle due città.

    “Bambini si nasce, genitori si diventa”, questo è lo slogan del nuovo progetto di Save the Children “Fiocchi in Ospedale”, una vera e propria rete di sostegno e di solidarietà per neo mamme e neo papà nei primi mesi di vita del proprio bambino, realizzato grazie al sostegno di Gallerie Commerciali Italia con le sue 46 Gallerie Auchan dislocate in tutta Italia. L’intervento della durata di due anni ha l’obiettivo di accompagnare neo genitori, soprattutto in condizioni di particolare vulnerabilità, sociale e psicologica, creando attorno ad essi un ambiente sereno e forte, grazie al supporto e ai servizi per la cura dei primi importantissimi mesi di vita del bambino.

    Il progetto, partito a Milano e Bari, prevede varie attività tra cui la creazione di due sportelli di ascolto presso l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda a Milano e il Policlinico a Bari, il rafforzamento delle collaborazioni tra i reparti di ostetricia e pediatria nella presa in carico e cura della mamma e del bambino, la facilitazione delle collaborazioni tra le unità psicologiche e materno-infantile per la presa in carico dei casi di malessere genitoriale e di disagio socio-economico, nonchè la realizzazione di una dimissione protetta nei casi particolarmente critici.

    “La nascita di un figlio rappresenta per i genitori un’esperienza di profondo cambiamento, sia sul piano affettivo che personale, sia sul piano relazionale che sociale, a volte connotato dalle difficoltà della coppia genitoriale nell’adeguarsi al nuovo assetto. – ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia – Se a questo scenario si aggiungono difficoltà di tipo economico e psicologico della mamma o della coppia, la situazione si aggrava e le conseguenze per il bambino possono essere molto pesanti. Nei casi più gravi i disturbi della sfera relazionale mamma-bambino possono sfociare in violenze familiari e in alcuni casi in infanticidi. Secondo alcune stime, nel 90% dei casi di bambini uccisi sono le madri le responsabili e nell’80% degli episodi i minori sono uccisi in via preterintenzionale a causa delle forti percosse ricevute dai genitori.1

    In Italia, infatti, la depressione post partum colpisce in media una donna su 10, mentre il baby blues – disturbo i cui sintomi sono stanchezza, disturbi del sonno e dell’appetito, difficoltà di concentrazione, tristezza, pianto– riguarda fino all’80% delle neo mamme. 2

    Questi disturbi, possono amplificarsi nelle mamme con meno di 20 anni, le “madri-bambine”, che sono soprattutto al Sud (0,97% di Milano contro alcune città del meridione che superano il 3%)3, dove il matrimonio precoce può essere visto come l’unica possibilità di emancipazione dal proprio nucleo familiare d’origine.

    Gallerie Commerciali Italia, con le sue 46 Gallerie Auchan dislocate in tutta Italia, e i suoi quasi 200 milioni di visitatori l’anno, è certamente una delle aziende leader nei territori dove è presente – ha commentato Edoardo Favro, Amministratore Delegato Gallerie Commerciali Italia, coinvolta nel pieno sostegno del progetto Fiocchi in Ospedale – Ritenendo che l’attenzione alle categorie più deboli sia un dovere civile e sociale, tanto più che il successo di questa azienda dipende direttamente dai nostri clienti, ho voluto impegnarmi in questo progetto per offrire un contributo concreto allo sforzo di Save the Children che offre un sostegno significativo ed importante a tutte le neo mamme e i neo papà che si trovano in una situazione di disagio. Il mio augurio è che iniziative come questa trovino sempre maggior spazio e che il nostro contributo possa essere davvero utile per chiunque viva momenti di difficoltà nell’affrontare una nascita”.

    Sono tantissime le espressioni del disagio all’interno di una neo famiglia, dall’indigenza economica sempre più evidente alla mancanza di servizi welfare diffusi sul territorio fino alla crescente solitudine di alcune donne che, sempre di più, sono costrette ad abbandonare anche il contesto lavorativo. Ecco perché secondo Save the Children è di fondamentale importanza una diagnosi precoce con la possibilità di pianificare un intervento tempestivo, che abbia inizio dai giorni immediatamente successivi al parto.

    L’Obiettivo è quello di aiutare circa 1.500 nuclei familiari sulle due città, prendendo in carico almeno 800 mamme in condizioni di fragilità, formando inoltre 200 tra operatori sociali e pediatri di base.

    1 Fonte: AMI (Associazione matrimonialisti italiani)

    2 ONDA, Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale, a cura di Roberta Anniverno, Alessandra Bramante, Greta Petrilli, Claudio Mencacci.

    3“Fare comunità educante: la sfida da vincere” – Crescere al Sud.

  • 20-CCS ITALIA PER LA CULTURA DEL MOZAMBICO-A3B1C2

    In questi ultimi anni il Mozambico sta ancora subendo le ripercussioni della guerra civile anche se la situazione è migliorata, ma la povertà è ancora molto diffusa, soprattutto nelle zone rurali che costituiscono la quasi totalità della superficie provinciale. La comunità di Nhangalale, situata nel distretto di Marínguè, Provincia di Sofala, è la zona che ha subito le maggiori conseguenze. Nel corso dell’ultimo biennio, CCS Italia (una delle principali associazioni onlus italiane) ha messo in atto un piano di riorganizzazione delle attività e della sua presenza in questa provincia, in particolare proprio a Nhangalale, dove i bambini non godono appieno del diritto all’educazione e dove c’è l’esigenza di risolvere i problemi che stanno alla base di questa privazione.

    Oggi, l’unica scuola della comunità è una costruzione precaria in legno che non è sufficiente ad ospitare tutti i 339 alunni, costringendo così due classi ad assistere alle lezioni all’ombra degli alberi all’esterno. A pochi anni dalla sua edificazione, la struttura inizia già a presentare segni di cedimento strutturale in più parti, mettendo a rischio la sicurezza di alunni ed insegnanti. Inoltre, la scuola offre solo il primo grado di istruzione primaria (dalla prima alla quinta), e solo una ristretta minoranza ha la possibilità di trasferirsi nel distretto di Marínguè per frequentare gli ultimi 2 anni del ciclo primario. L’obiettivo di CCS in nome dellasolidarietà a distanza è di costruire un’infrastruttura scolastica composta da 3 aule, 1 segreteria amministrativa e 3 servizi igienici per mettere in sicurezza la comunità scolastica e, al tempo stesso, cercare di “attirare” a scuola quelle bambine e quei bambini (stimati dal leader comunitario in un centinaio) che non la frequentano. L’esperienza mozambicana dimostra, infatti, che un edificio scolastico in muratura funziona da elemento catalizzatore che incentiva i genitori a mandare i propri figli a scuola e gli stessi alunni a frequentarla. Grazie alla nuova infrastruttura, Nhangalale potrà finalmente disporre del ciclo primario completo (dalla prima alla settima classe), offrendo così a tutte le bambine e i bambini della comunità la possibilità di concludere il ciclo di studi primario.

    A beneficiarne saranno 56 famiglie che vivono nei pressi della sede amministrativa e le altre, circa 130, che vivono in zone più remote ma i cui figli frequentano la scuola di Nhangalale. Inoltre i beneficiari diretti dell’iniziativa saranno i 390 alunni previsti per l’anno scolastico 2011 e i 3 insegnanti in ruolo presso la Scuola Primaria di Nhangalale. CCS costruirà l’edificio in economia, grazie al lavoro della sua qualificata e ormai collaudata squadra di edili ed alla partecipazione volontaria della comunità beneficiaria nonché del sostegno a distanza. L’intervento volontario dei membri della comunità ai lavori, infatti, riveste un ruolo di fondamentale importanza per la sostenibilità, intesa come conservazione dell’edificio negli anni. Partecipando attivamente ai lavori le persone, infatti, percepiscono l’infrastruttura come di loro proprietà, aumentando così la possibilità che prestino attenzione al suo uso e alla sua manutenzione nel corso degli anni.

    Luther Blissett

  • SOSTENIAMO L’ISTRUZIONE IN MOZAMBICO CON CCS ITALIA

    In questi ultimi anni il Mozambico sta ancora subendo le ripercussioni della guerra civile anche se la situazione è migliorata, ma la povertà è ancora molto diffusa, soprattutto nelle zone rurali che costituiscono la quasi totalità della superficie provinciale. La comunità di Nhangalale, situata nel distretto di Marínguè, Provincia di Sofala, è la zona che ha subito le maggiori conseguenze. Nel corso dell’ultimo biennio, CCS Italia (una delle principali associazioni onlus italiane) ha messo in atto un piano di riorganizzazione delle attività e della sua presenza in questa provincia, in particolare proprio a Nhangalale, dove i bambini non godono appieno del diritto all’educazione e dove c’è l’esigenza di risolvere i problemi che stanno alla base di questa privazione.

    L’obiettivo di CCS in nome della solidarietà a distanza è di costruire un’infrastruttura scolastica composta da 3 aule, 1 segreteria amministrativa e 3 servizi igienici per mettere in sicurezza la comunità scolastica e, al tempo stesso, cercare di “attirare” a scuola quelle bambine e quei bambini (stimati dal leader comunitario in un centinaio) che non la frequentano. L’esperienza mozambicana dimostra, infatti, che un edificio scolastico in muratura funziona da elemento catalizzatore che incentiva i genitori a mandare i propri figli a scuola e gli stessi alunni a frequentarla. Grazie alla nuova infrastruttura, Nhangalale potrà finalmente disporre del ciclo primario completo (dalla prima alla settima classe), offrendo così a tutte le bambine e i bambini della comunità la possibilità di concludere il ciclo di studi primario. Oggi, l’unica scuola della comunità è una costruzione precaria in legno che non è sufficiente ad ospitare tutti i 339 alunni, costringendo così due classi ad assistere alle lezioni all’ombra degli alberi all’esterno. A pochi anni dalla sua edificazione, la struttura inizia già a presentare segni di cedimento strutturale in più parti, mettendo a rischio la sicurezza di alunni ed insegnanti. Inoltre, la scuola offre solo il primo grado di istruzione primaria (dalla prima alla quinta), e solo una ristretta minoranza ha la possibilità di trasferirsi nel distretto di Marínguè per frequentare gli ultimi 2 anni del ciclo primario.

    Beneficiari diretti dell’iniziativa saranno i 390 alunni previsti per l’anno scolastico 2011 e i 3 insegnanti in ruolo presso la Scuola Primaria di Nhangalale. A beneficiarne saranno anche 56 famiglie che vivono nei pressi della sede amministrativa e le altre, circa 130, che vivono in zone più remote ma i cui figli frequentano la scuola di Nhangalale. CCS costruirà l’edificio in economia, grazie al lavoro della sua qualificata e ormai collaudata squadra di edili ed alla partecipazione volontaria della comunità beneficiaria nonché del sostegno a distanza. L’intervento volontario dei membri della comunità ai lavori, infatti, riveste un ruolo di fondamentale importanza per la sostenibilità, intesa come conservazione dell’edificio negli anni. Partecipando attivamente ai lavori le persone, infatti, percepiscono l’infrastruttura come di loro proprietà, aumentando così la possibilità che prestino attenzione al suo uso e alla sua manutenzione nel corso degli anni.

    Luther Blissett

  • CCS ITALIA IN SOSTEGNO DELL’AGRICOLTURA IN MOZAMBICO

    CCS Italia Onlus (una delle principali associazioni solidarietà italiane), in collaborazione con l’Università di Sviluppo Rurale “Eduardo Mondlane” di Vilankulo ha avviato la realizzazione del progetto “Crescere Ins(i)eme” nella Provincia di Inhambane, una delle aree più isolate in Mozambico. Questo perché oltre il 60 per cento della popolazione vive in aree rurali e dipende dall’attività agricola con scarse possibilità di accesso alle informazioni sui mercati e allo sviluppo di capacità tecniche e di strumenti per l’agricoltura.

    L’obiettivo è di sviluppare, entro la fine del 2010, le capacità produttive nel settore agricolo delle famiglie dei bambini che studiano nelle scuole supportate da CCS Italia nel distretto di Vilankulo, per garantire il miglioramento delle loro condizioni economiche; tutto questo grazie all’attività del donare online. Il progetto di CCS Italia, in linea con il Primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio, ovvero sradicare la povertà estrema e la fame, si articola in differenti attività volte a migliorare le capacità agricole e la produzione dei prodotti locali.

    L’educazione rimane uno degli obiettivi primari degli interventi di CCS Italia nel campo dell’adozione bambini a distanza: queste azioni ne agevolano il raggiungimento concentrandosi su altri aspetti della vita di queste comunità per far sì che possano acquisire competenze e conoscenze da trasmettere alle nuove generazioni. Le attività previste sono: interventi sull’infrastruttura fisica del territorio, attività generatrici di reddito per le madri, formazione dei professori sulle tecniche agricole (utilizzo dell’acqua e delle pratiche di bonifica del territorio), fornitura di piante, sementi e fertilizzanti, formazione per la commercializzazione dei prodotti agricoli locali, assistenza ai minori e alle loro famiglie in stato di vulnerabilità ed estrema povertà.

    Luther Blissett

  • SOLIDARIETA’ PER I VILLAGGI DEL MOZAMBICO

    CCS Italia Onlus (una delle principali associazioni solidarietà italiane), in collaborazione con l’Università di Sviluppo Rurale “Eduardo Mondlane” di Vilankulo ha avviato la realizzazione del progetto “Crescere Ins(i)eme” nella Provincia di Inhambane, una delle aree più isolate in Mozambico. Questo perché oltre il 60 per cento della popolazione vive in aree rurali e dipende dall’attività agricola con scarse possibilità di accesso alle informazioni sui mercati e allo sviluppo di capacità tecniche e di strumenti per l’agricoltura.

    Il progetto di CCS Italia, in linea con il Primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio, ovvero sradicare la povertà estrema e la fame, si articola in differenti attività volte a migliorare le capacità agricole e la produzione dei prodotti locali. L’obiettivo è di sviluppare, entro la fine del 2010, le capacità produttive nel settore agricolo delle famiglie dei bambini che studiano nelle scuole supportate da CCS Italia nel distretto di Vilankulo, per garantire il miglioramento delle loro condizioni economiche; tutto questo grazie all’attività del donare online.

    Le attività previste sono: interventi sull’infrastruttura fisica del territorio, attività generatrici di reddito per le madri, formazione dei professori sulle tecniche agricole (utilizzo dell’acqua e delle pratiche di bonifica del territorio), fornitura di piante, sementi e fertilizzanti, formazione per la commercializzazione dei prodotti agricoli locali, assistenza ai minori e alle loro famiglie in stato di vulnerabilità ed estrema povertà. L’educazione rimane uno degli obiettivi primari degli interventi di CCS Italia nel campo dell’adozione bambini a distanza: queste azioni ne agevolano il raggiungimento concentrandosi su altri aspetti della vita di queste comunità per far sì che possano acquisire competenze e conoscenze da trasmettere alle nuove generazioni.

    Luther Blissett

  • SOLIDARIETA’ A KOH TUICON CCS ITALIA

    Non esiste ancora un asilo nel villaggio di Koh Tui, abitato da 70 famiglie che si sostengono attraverso la pesca sempre più in declino. E’il più piccolo dei 4 villaggi dell’isola di Koh Rong, a 30 km dalla terraferma, ed è l’unico dei cinque villaggi delle due isole dove opera CCS Italia, una delle principali associazioni solidarietà italiane, dove non esiste ancora un asilo. CCS Italia da 3 anni sostiene già la scuola primaria di Koh Tui, frequentata da 50 bambini.

    Grazie all’attività del donare online, CCS Italia prosegue questo progetto ed ha già individuato l’insegnante che inizierà il corso di formazione tra fine settembre e ottobre. Verrà utilizzata una struttura fatiscente già esistente che sarà riabilitata ed adibita in parte all’asilo, in parte a cucina. La comunità del villaggio parteciperà a titolo gratuito alla ristrutturazione dell’edificio.

    Nel 2007 visitammo per la prima volta il villaggio con l’obiettivo di verificare cosa si sarebbe potuto fare per aiutare i bambini e la comunità. Fummo avvertiti della presenza di “due bambini molto malati”. Andammo a vederli nella loro abitazione, ma non ci saremmo mai aspettati di vedere che questi due bambini erano ammalati, sì, ma di una malattia genetica rarissima chiamata Ittiosi, genetica ed inguaribile, anche se assolutamente non contagiosa. Il più grande, Parà allora di 3 anni e mezzo, e Srey Net, una bambina con poco meno di un anno avevano la pelle a squame e strisce, come i pesci, da qui il nome Ittiosi, le dita di piedi e mani saldate tra loro, le orecchie saldate alla testa. Da allora CCS Italia, che si occupa prevalentemente di adozione bambini a distanza, sostiene i due fratelli attraverso cure e assistenza medica. La piccola Srey Net, che finalmente oggi può chiudere le palpebre, grazie all’operazione chirurgica dello scorso luglio, sarà, insieme al fratellino, una dei 30 bambini che beneficeranno dell’asilo. Questa storia, in particolare, ci lega al villaggio di Koh Tui (Koh Tui vuol dire “piccola Isola”, nome dovuto alla piccola isola in fronte alla baia).

    Luther Blissett

  • IN CAMBOGIA CON UN NUOVO PROGETTO DI SOLIDARIETA’

    Non esiste ancora un asilo nel villaggio di Koh Tui, abitato da 70 famiglie che si sostengono attraverso la pesca sempre più in declino. E’il più piccolo dei 4 villaggi dell’isola di Koh Rong, a 30 km dalla terraferma, ed è l’unico dei cinque villaggi delle due isole dove opera CCS Italia, una delle principali associazioni solidarietà italiane, dove non esiste ancora un asilo. CCS Italia da 3 anni sostiene già la scuola primaria di Koh Tui, frequentata da 50 bambini.

    Per questo progetto verrà utilizzata una struttura fatiscente già esistente che sarà riabilitata ed adibita in parte all’ asilo, in parte a cucina. La comunità del villaggio parteciperà a titolo gratuito alla ristrutturazione dell’edificio. Grazie all’attività del donare online, CCS Italia prosegue questo progetto ed ha già’ individuato l’insegnate che inizierà il corso di formazione tra fine settembre e ottobre.

    Qualcosa di molto particolare ci lega al villaggio di Koh Tui (Koh Tui vuol dire “piccola Isola”, nome dovuto alla piccola isola in fronte alla baia). Visitammo per la prima volta il villaggio nel 2007, con l’obiettivo di verificare cosa si sarebbe potuto fare per aiutare i bambini e la comunità. Fummo avvertiti della presenza di “due bambini molto malati”. Andammo a visitarli nella loro abitazione, ma non ci saremmo mai aspettati di vedere che questi due bambini erano ammalati, sì, ma di una malattia genetica rarissima chiamata Ittiosi, genetica ed inguaribile, anche se assolutamente non contagiosa. Il più grande, Parà allora di 3 anni e mezzo, e Srey Net, una bambina con poco meno di un anno avevano la pelle a squame e strisce, come i pesci, da qui il nome Ittiosi, le dita di piedi e mani saldate tra loro, le orecchie saldate alla testa. Da allora CCS, la quale si occupa prevalentemente di adozione bambini a distanza, sostiene i due fratelli attraverso cure e assistenza medica. La piccola Srey Net, che finalmente oggi può chiudere le palpebre grazie all’operazione chirurgica dello scorso luglio, sarà, insieme al fratellino, una dei 30 bambini che beneficeranno dell’asilo.

    Luther Blissett

  • Aiutiamo concretamente il Nepal

    CCS Italia, una delle principali associazioni onlus italiane, torna in Nepal con un nuovo progetto assistenziale volto a migliorare le condizioni di vita e di sviluppo, fisico e psicologico, dei bambini che vivono nelle prigioni insieme ai loro familiari detenuti.

    Il partner di CCS Italia in questa nuova sfida nella solidarietà a distanza è PA Nepal, una delle principali ONG nepalesi la quale dirige già con successo tre case di accoglienza per i bambini i cui genitori stanno scontando una pena nelle carceri del paese. In queste prigioni i detenuti non hanno possibilità di partecipare a corsi di formazione e di orientamento professionale, per loro non sono previsti programmi di sviluppo e miglioramento personale che li preparino al ritorno alla vita civile una volta scontata la pena.

    Grazie ai fondi raccolti si consentirà la formazione professionale dei detenuti e si potranno costituire piccole imprese gestite dagli stessi sotto la supervisione dello staff di PA Nepal. I profitti derivati da questa gestione serviranno a soddisfare i bisogni più sentiti dei detenuti, migliorando la loro condizione e quella dei propri figli. Questo è il nuovo obiettivo di CCS Italia nel sostegno a distanza.

    Luther Blissett