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  • LUCIANO SCHIFANO E BRUNO FIORINI LEGATI DA UN LIBRO “BETTY, SONO BRUNO” DI LORENA FIORINI

    Una presentazione, un incontro, un evento in una cornice di tutto rispetto: gli storici edifici del Lanificio di Stia ospitano un evento nell’evento: la presentazione di “Betty sono Bruno” ha l’onore di essere accostata alla mostra di Luciano Schifano

    Dopo l’inaugurazione della mostra del Maestro Luciano Schifano “L’equilibrio, l’uomo e la sua icona” e l’Esposizione al Palagio Fiorentino di monete e medaglie storiche e modello di armatura da torneo in campo chiuso proveniente dal Museo Stibbert di Firenze, ecco la presentazione di un libro, “Betty, sono Bruno”, che racconta la storia di un uomo del Casentino, Bruno Fiorini, che qui ha vissuto una parte importante della sua vita e che qui è ritornato ogni volta che ha potuto nel corso della sua lunga vita.

    Luciano Schifano, nella sua generosità di uomo e artista, ha deciso di ospitare nello spazio della sua mostra l’amico fraterno Bruno Fiorini e la sua storia, un omaggio a una persona ritenuta un uomo vero, un uomo semplice e saggio al tempo stesso con il quale condividere i grandi temi dell’esistenza seduti sotto un grande gelso nello splendido scenario verde del Casentino. Questa è stata la loro amicizia, due uomini così diversi per nascita e per estrazione culturale, che hanno vissuto in modo completamente opposto, l’uno alla ricerca del bello e l’altro nell’onesto e semplice percorso del suo tratto esistenziale. L’uno ha dedicato la propria esistenza all’arte, l’altro alla ricerca della propria realizzazione nel mondo attraverso la famiglia.

    La presentazione del libro, prevista il 16 agosto alle ore 17,30 presso lo storico Lanificio di Stia, si inserisce nell’attesa della XIX Biennale Europea d’Arte Fabbrile che si terrà dal 1 al 4 settembre nella splendida cornice del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.


    Martedì 16 agosto 2011 alle ore 17,30

    Allo Storico Lanificio di Stia (AR) presentazione del libro

    “Betty, sono Bruno” di Lorena Fiorini raccontato da Bruno Fiorini

    Un padre e una figlia uniti d’amore sgombro,

    che arricchisce, nutre, fa andare avanti.

    Conforta e aiuta a crescere.

    Si aprono scenari mai conosciuti, si svelano segreti

    Che aprono la mente e le viscere.

    Danno un quadro della realtà che fa capire

    Le scelte e i risvolti di una vita, di vite

    Che hanno in comune anche vicende mai narrate.

    Un incontro per parlare di una storia, per presentare

    il libro e l’audiolibro ”Betty, sono Bruno”, un racconto

    scritto da padre e figlia che si dipana dal 1919, anno

    di nascita di Bruno Fiorini, fino a giungere a oggi.

    Una storia che parla della nostra terra e della nostra gente,

    attraversa il Novecento, racconta il Fascismo, la Seconda

    guerra mondiale, la prigionia, la ricostruzione, gli anni di

    piombo, i tempi attuali.

    È l’Italia rappresentata da quella parte del Paese

    che ha combattuto, lavorato, risparmiato, ha dedicato la

    vita alla famiglia, a far crescere figli e nipoti con sani principi.

    Gli autori si sono avvalsi della collaborazione

    dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito,

    Croce Rossa Italiana, Archivio Segreto del Vaticano,

    Corpo Forestale dello Stato, dei Comuni di Pratovecchio e Stia.

    Intervengono:

    Bruno Bonghesi

    Amico storico e di prigionia di Bruno Fiorini

    Alessandro Bottacci

    Capo Ufficio Territoriale della biodiversità di Pratovecchio

    Andrea Jengo

    Direttore della Sede Rai di Firenze

    Luca Santini

    Sindaco di Stia

    Luciano Schifano

    L’amico pittore di Bruno Fiorini

    Antonino Zarcone

    Capo Ufficio Storico Esercito Italiano

  • “Betty, sono Bruno” al San Filippo Neri

    Un incontro, quello che si è tenuto al Padiglione 90 del San Filippo Neri, che ha voluto coniugare salute e memoria. Il tema “Affrontare il dolore fisico e psicologico attraverso una storia dei nostri tempi, BETTY, SONO BRUNO”, ha visto la partecipazione di numerose persone che con commozione hanno ripercorso la vicenda umana di Bruno Fiorini e assistito con partecipazione e coinvolgimento al percorso ospedaliero del suo ultimo anno di vita.

    Il periodo è stato rivissuto, così come il libro del resto, mettendo in gioco valori, credenze, speranze, gioie, delusioni. L’altalena è stata quella dei sentimenti che ha condotto a una visione delle vicende umane più ampia, le paure hanno finito per alleggerirsi, gli orizzonti si sono allargati fino a condurre al racconto pacato di un grande dolore. I medici intervenuti hanno imparato a conoscere Bruno Fiorini, hanno aderito alla sua persona, hanno partecipato con lucidità professionale alla sua vicenda, ma hanno anche e soprattutto condiviso il percorso umano. Si vedeva, si percepiva un’empatia, cosa rara al giorno d’oggi, che è apparsa come un’adesione al dolore e allo stato del paziente. Una coralità affettuosa che ha fatto bene al cuore.

    Sono seguite le testimonianze su una persona particolarissima, per proseguire con il racconto delle istituzioni che hanno dato voce a un soldato, a un prigioniero, per fermare da qualche parte il passare degli anni e delle generazioni.

    La proiezione di foto tratte dal libro e l’ascolto di brani tratti dall’audiolibro “Betty, sono Bruno” hanno accompagnato i numerosi interventi, la presentazione della storia di Bruno Fiorini, un uomo del Novecento che ha affidato alla figlia Lorena il compito di testimone della sua vita. L’Inno nazionale, suonato dall’Orchestra Giovanile Monte Mario e cantato da tutti i presenti, ha regalato un ultimo tremito a una platea attenta e commossa.