Tag: solitaria

  • Dal fratello di Obama, poi a caccia di balene: in diretta su Facebook

    Il sogno, l’avventura.

    E’ una moderna eroina, viaggiatrice solitaria, fotografa, scrittrice ma soprattutto attivista per i diritti umani dei popoli indigeni.

    Ha visitato e raccolto testimonianze sui Pigmei, sui Boscimani, sugli aborigeni australiani, sugli Adivasi indiani , è stata adottata come sorella dal Presidente della Nazione Crow, Cedric Black Eagle. “Io sono la sorella adottiva, il fratello adottivo di Cedric invece è il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “

    Adesso parte per l’ennesimo viaggio, che la porterà dalle Grandi Pianure all’Oceano Artico.

    Sarà un viaggio mediatico, con collegamenti radio e in livestreaming, e in diretta su Facebook.

    Questo il link dove sarà possibile seguire tutti gli aggiornamenti http://www.facebook.com/groups/186600868082438/

    “Ho tante curiosità e domande da fare, sia sulla vita attuale nelle riserve indiane e Innuit, sia sulla caccia alle balene praticata in modo tradizionale dai popoli indigeni sull’Oceano Artico”dice la Milandri.”Sono sempre accolta bene: mi tolgo le mie vesti di occidentale per indossare i panni

    dei popoli più antichi della Terra e per assorbire la loro incredibile capacità di vivere a contatto con la natura”

    Dopo la uscita del suo libro “Io e i Pigmei”, edito da Polaris, che ha raccolto ottimi risultati di pubblico e di critica , Raffaella Milandri scriverà durante il suo imminente viaggio il prossimo libro.

    “Io e i Pigmei? E’ una storia incredibile, dove prendo il lettore per mano alla scoperta di scottanti verità, senza censure e senza buonismi”

    Qui il link alla sua ultima partecipazione in Rai http://www.youtube.com/watch?v=UftvTztqXFA a Tg2 Insieme, condotto da Maria Concetta Mattei e Dario Celli

  • “Io e i Pigmei”: un libro senza censure. Successo di pubblico e di critica.

    Una eroina dei tempi moderni, avventuriera in nome dei diritti umani.

    “Un viaggio che comincia – descrive la giornalista Adelina Zarlenga – “dove finiscono le nostre certezze”. Un libro avvincente, ricco di testimonianze e di foto, in cui è racchiusa l’essenza della scrittrice: Raffaella Milandri, una donna tenace, capace di arrivare in capo al mondo pur di difendere i popoli più deboli. ”

    Con estrema trasparenza e semplicità, Raffaella Milandri, viaggiatrice solitaria, fotografa e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, svela nel suo libro la drammatica situazione dei Pigmei. E i disagi fisici e psicologici di un viaggio nel cuore dell’Africa “vera”.

    Dice l’autrice: “Mi sono trovata di fronte ad una realtà cruda e drammatica: nessuno protegge il Popolo della Foresta, che è vittima insieme alla Foresta stessa. I popoli indigeni assurgono al ruolo di agnelli sacrificali. I Pigmei , oggetto di una sistema­tica discriminazione da centinaia di anni, ora rischiano di scomparire. Per sempre. ”

    Scrive a tal proposito Raja James Sheshardi, della American University: “I Pigmei sono sfrattati e poi sfruttati; da molti Stati africa­ni non sono considerati cittadini e viene rifiutata loro la carta d’iden­tità, insieme a terra di proprietà, assistenza sanitaria ed educazio­ne scolastica. Forzati da Governi e multinazionale del legname a lasciare le foreste, loro terre ance­strali da sempre, hanno un destino di emarginazione, impoverimento e abusi”

    Nella recensione del libro “Io e i Pigmei” , su La Stampa, scrive Irene Cabiati : “Il libro riesce ad inquadrare la situazione di un Paese, il Camerun, con 280 gruppi etnolinguistici spesso succubi della stregoneria, allegri e fieri della nazionale di football , inevitabilmente destinati a perdere la ricchezza delle foreste: sulle banconote da mille franchi qualche funzionario creativo ha pensato bene di far stampare la macchina che taglia il legname. Come segno di progresso naturalmente. “

    Si legge in una recensione su Q Libri:

    “Ma i Pigmei ? Chi tutela i Pigmei ? La loro estinzione in quanto semplici uomini e’ autorizzata ? Strano mondo il nostro.”

    Il libro “Io e i Pigmei. Cronache di una donna nella foresta”, di Raffaella Milandri, è edito da Polaris . Qui il link all’avvincente booktrailer: http://www.youtube.com/watch?v=5sHZgaTRPOY

    La viaggiatrice, che ha visitato aborigeni australiani, boscimani, pigmei, adivasi e altri popoli, ha appena annunciato su Rai Due http://www.youtube.com/watch?v=UftvTztqXFA il prossimo viaggio che la porterà oltre il circolo Polare Artico, tra i popoli Innuit, a vivere con gli equipaggi della caccia alle balene, e a visitare la riserva degli indiani Crow, in Montana, dove la Milandri è stata adottata come sorella dal Presidente della Nazione Crow, Cedric Black Eagle. “Io sono la sorella adottiva, il fratello adottivo di Cedric invece è il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “

    Condurrà una ricerca su storia e usanze dei Crow, nonchè sulla storia di Custer e del Little Big Horn dal loro punto di vista. ” Il mio prossimo libro sarà proprio su mio fratello e sul suo popolo” dice la Milandri

  • NUOVA SPEDIZIONE IN SOLITARIA DI RAFFAELLA MILANDRI: DAL BOTSWANA COLLEGAMENTI SU FACEBOOK

    Dopo Australia, Alaska, Tibet, Nepal, la meta ora è il Botswana , in Africa. Partenza domenica 23 agosto. “Pochissimi viaggiatori hanno affrontato quelle zone in solitaria (Okavango, Kalahari, Limpopo) e molto probabilmente sono l’unica donna” dice Raffaella Milandri. Abbiamo chiesto come è la preparazione per un viaggio in solitaria, ecco i dettagli. Mappe e guide alla mano, Raffaella Milandri ha valutato un percorso di massima, temperatura e condizioni climatiche, condizioni delle strade, eventuali pericoli, equipaggiamento e mezzi di trasporto. Solito check up dei vaccini con la aggiunta di quello per la febbre gialla e profilassi antimalarica , sotto il consiglio dell’utilissimo Centro Medicina del Viaggiatore offerto dal SSN. Ha prenotato solo il volo e noleggiato un fuoristrada con GPS, contattato l’Ambasciata Italiana competente per le emergenze. In valigia: borsa di medicinali ampia e generosa, repellente per insetti ed energetici a rilascio immediato. Kit di pronto soccorso. ” Il mio bagaglio più importante è costituito da tre cose: il sorriso, un profilo basso e il mio sesto senso ” dice la Milandri. “Il mio viaggio, oltre ad essere una spedizione in fuoristrada di 5000 km, ha anche il fine di raccogliere immagini e testimonianze a fini umanitari. La fotografia è per me soprattutto uno strumento sociale, che evidenzi realtà distrutte da una globalizzazione avida di denaro e povera di Progresso. La fotografia è anche uno strumento di aiuto economico e umanitario: ringrazio la ANFFAS Onlus di Varese che, chiedendomi alcune foto in dono per una mostra fotografica con asta di beneficenza che si terrà ad ottobre, mi ha dato modo di contribuire in modo fattivo alla loro causa. ” La Milandri ha già al suo attivo una mostra sul lavoro minorile in India, e una su Nepal e Tibet, con asta di beneficenza, in favore di un centro di anziani nepalesi senzatetto. Al rientro dal viaggio la viaggiatrice annuncerà una mostra su alcune tematiche sociali e umanitarie. “Per scaramanzia ne parliamo quando torno” Il link all’evento su Facebook per seguire il suo viaggio è http://www.facebook.com/editevent.php?picture&eid=118743176361#/event.php?eid=118743176361

  • AL RIENTRO DAL TIBET LA MOSTRA FOTOGRAFICA di Raffaella Milandri

    La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto, partecipa al Festival della Pace con la mostra “Imagine”, che si tiene dal 29 maggio al 7 giugno presso l’Hotel Calabresi in Piazza Giorgini a San Benedetto del Tronto, ingresso libero. La mostra ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini. La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata, in una tensione carica di dignità , aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante. Il 2 giugno alle ore 19.00 si terrà una asta di beneficenza delle foto , con battitore d’eccezione l’Assessore Paolo Canducci. Il ricavato dell’asta andrà interamente devoluto dal Comune di San Benedetto del Tronto al SOCIAL WELFARE CENTRE BRIDDHASHRAM, che si trova a Pashupati, in Nepal. E’ un centro che accoglie 245 anziani nepalesi, senza famiglia, o abbandonati. Il centro vive con aiuti e donazioni e parziale sostegno statale . Associazioni di volontariato internazionali mandano ragazzi e ragazze ad accudire gli anziani. Le condizioni di questi anziani , documentate da Raffaella Milandri, sono quanto mai precarie e miserevoli. Il centro si trova in un complesso di templi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: all’interno di esso gli anziani possono pregare, ma il sostegno della religione va rafforzato con aiuti umanitari sostanziosi. Ad esempio, non hanno una cucina ma solo fuoco di legna e pentoloni. “Mi hanno profondamente toccato il cuore con i loro sorrisi disarmanti e il loro bisogno di contatto umano, oltrechè di beni di prima necessità . Grazie al Comune di San Benedetto, e ai partecipanti all’asta, conto di infondere in loro nuovi sorrisi e conforto.” IL RIENTRO DAL TIBET “Ogni volta che parto, metto in cantiere la possibilità di perdere tutto: bagaglio e salute. I rischi sono sempre molti. Ma il furto del mio portafoglio (con soldi, carta di credito e bancomat) a Lhasa mi ha colto alla sprovvista. Non tutto il male viene per nuocere : ho scoperto tutto il calore della generosità tibetana, e l’immediatezza della generosità degli italiani su Facebook (che seguivano il mio diario dal Tibet in diretta) . La mia guida tibetana mi ha restituito la mancia che gli avevo dato, i gestori tibetani dell’albergo mi hanno offerto vitto e alloggio gratis. Decine di persone su Facebook si sono mobilitate pronte a spedirmi soldi , bonifici, aiuti. Una bella esperienza, grazie ancora a tutti, dal profondo del mio cuore” “Nel frattempo quando sono tornata in Nepal da Lhasa, era caduto il governo nepalese e mi sono trovata tra manifestazioni, scioperi, blocchi dei maoisti. In bocca al lupo ai nepalesi per risolvere i loro problemi davvero gravosi.” L’AUTRICE Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto, indaga tra popoli e culture con estrema curiosità , ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale. «Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo abbandono al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa incontaminata nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perchè mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.» “La mia è street photography, pura fotografia di strada. Nessuna posa, né situazione creata o artificiale: ritraggo le persone e le situazioni così come sono, magari appostandomi per ore fino a far parte del paesaggio locale. Quando viaggio ho talvolta dei colpi di fulmine : alcune persone che incontro mi diventano personaggi. E’ un innamoramento vero e proprio, il sorriso, lo sguardo, il modo di fare. Mi apposto e cerco di avvicinarmi con discrezione per poter fare una foto e sapere la loro storia. L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi. Per comunicazioni e contatti 335 6126630 email [email protected]

  • NUOVO VIAGGIO IN SOLITARIA DI RAFFAELLA MILANDRI: DA NEPAL E TIBET COLLEGAMENTI SU FACEBOOKE MOSTRA FOTOGRAFICA

    La viaggiatrice in solitaria e fotografa Raffaella Milandri, di San Benedetto del Tronto, che sta preparando la mostra fotografica “Imagine” per fine maggio 2009, parte martedì 28 aprile per un viaggio tra Nepal e Tibet. LA MOSTRA “Imagine” di Raffaella Milandri, ci trasporta ai confini tra Nepal e Tibet, tra fratelli tibetani in esilio e soldati che pattugliano i confini. La quotidianità appare sconvolta ma non rassegnata, in una tensione carica di dignità, aspettando che il mondo reagisca in maniera determinante. La mostra farà parte delle molteplici e interessanti manifestazioni del 1° Festival della Pace organizzato dal Comune di San Benedetto, e sarà allestita all’interno dell’Hotel Calabresi, in Piazza della Rotonda (Piazza Giorgini) dal 29 maggio al 7 giugno 2009. Durante la mostra sarà allestita una asta di beneficenza, il ricavato della vendita delle foto sarà devoluto. IL VIAGGIO Rigorosamente in solitaria, senza alcuna prenotazione tranne l’aereo, questo viaggio di Raffaella Milandri la vedrà indagare nella realtà del Nepal e del Tibet, alla ricerca di immagini e di emozioni.”Mi spoglio degli agi quotidiani, solo una valigia e niente cellulare. Il mio cammino sarà costruito giorno per giorno. Unico bagaglio sostanzioso: macchina fotografica, videocamera per mettere su Youtube alcuni filmati , e una webcam con la quale mi collegherò su Facebook per raccontare le mie giornate .” “Prima di partire ho prestato servizio con il Gruppo di Protezione Civile Comunale e con il FIR SER di Ascoli per aiutare la popolazione aquilana, auguro un buon lavoro a tutti e invio un saluto speciale alle persone attendate al campo di Tempera(AQ) dove ho lasciato il cuore: forza e coraggio” L’AUTRICE Raffaella Milandri, viaggiatrice in solitaria e fotografa di San Benedetto del Tronto, indaga tra popoli e culture con estrema curiosità, ritraendo momenti carichi di intenso significato emozionale. «Viaggiare in solitaria crea il necessario distacco dal mio quotidiano che mi permette un temporaneo ma completo “abbandono” al modo di vivere dei popoli che sto visitando: mi permette di essere immersa “incontaminata” nella loro cultura e respirarne l’essenza. Io mi assimilo alle genti che studio per catturarne l’immagine autentica, perché mi vedano come una di loro – non come un forestiero – adatto sempre i miei abiti e i miei gesti alla cultura locale.» L’autrice collabora con la Fototeca Storica Nazionale Gilardi (MI) ed ha all’attivo fotoreportage in Giappone, Australia, India, Nepal, Usa, Canada, Egitto e in vari paesi europei. In preparazione un libro sui suoi viaggi. Per contatti [email protected].

  • Il reportage dal Nepal di Raffaella Milandri,viaggiatrice in solitaria e fotografa

    Racconta del suo viaggio: “Negli occhi dei nepalesi si legge una fierezza, una onestà e una matrice culturale dalle profonde radici Non mi sono fermata alle località turistiche, ma sono andata ad esplorare la identità di questo popolo nei villaggi, nei piccoli monasteri, nei campi dove mietono il grano. Mi sono fatta raccontare cosa pensano e cosa sognano. Al primo posto dei loro sogni c’è la pace per il loro Paese, una pace che porti prosperità, istruzione, miglioramenti tecnologici. “ Le esperienze più significative in Nepal? “ Ho partecipato ad un sit-in per la liberazione del Tibet, a Kathmandu, e ho conosciuto molti monaci tibetani, la cui semplicità e schiettezza mi hanno toccato il cuore. Il giorno dopo, sempre a Kathmandu, hanno arrestato in modo violento 500 donne che dimostravano per il Tibet !! Ho assistito alla cerimonia delle cremazioni induiste sul fiume Bagmati, cercando di essere invisibile e di non disturbare i partecipanti. Ho visto da vicino a Manakamana i sacrifici induisti degli animali-capre e galli- , che vengono vissuti anche dai bambini come una festa, nonostante sia uno spettacolo molto cruento e sanguinario.” Continua ancora: “ In un parco naturale ho affiancato una guardia forestale , una tigre aveva ucciso un cervo samba e le sue orme macchiate di sangue erano dappertutto. E’stato emozionante vedere la tigre nel suo habitat e non nei cartoni animati o negli zoo. In un altro parco un rinoceronte ha cercato di caricare la jeep sulla quale mi trovavo. Non mi vergogno di dire che ho ero terrorizzata” Problemi durante il suo ultimo viaggio? “ In Nepal la presenza di posti di blocco, esercito, scioperi, proteste era all’ordine del giorno, ma il problema maggiore è stato con l’autista che mi ha portato da Delhi a Kathmandu , un indiano di cultura maschilista che aveva problemi con una donna come unico passeggero. E’ stato un braccio di ferro estenuante tra quello che io-cliente-chiedevo, e quello che la sua cultura gli suggeriva sulle donne, alla fine invece di chiedere ‘per favore’ ero costretta a dirgli ‘questo è un ordine’, finchè-finalmente- siamo arrivati a destinazione e ho proseguito via bus e taxi.” Un aneddoto? “ero sulla jeep nel parco Chitwan, da sola con l’autista e la guida, un giovane bramino nel retro, di fronte a me. Costui mi toccava spesso la spalla mentre parlava, gesto per me fastidioso e per la sua cultura poco rispettoso nei confronti di una donna. Ad un certo punto mi mette una mano sul ginocchio: SCIAFF!! Gli schiaffeggio la mano e gli dico che per la mia cultura, in Italia, queste confidenze con una donna sono ammesse solo dal proprio marito Mi guarda un po’ incredulo, le donne occidentali qui hanno fama di libertine ,ma è comunque una buona tattica e funziona. Un giorno, se R.T. (il nomignolo della guida) verrà in Italia penserà che sono una gran bugiarda, i costumi sociali qui da noi sono molto più aperti e moderni. Le donne che viaggiano da sole qui in Nepal sono rare e bisogna preparare una serie di tattiche difensive dagli approcci sgraditi. Una regola d’oro che vale sia per le donne sole: fate le indiane. Certe volte non capiamo davvero cosa ci stanno dicendo, perchè spesso la pronuncia inglese è terribile . Però, se conviene, fate finta di non capire . Mai dire che è la prima volta nel paese, mai dare il vostro itinerario effettivo, o dire il nome dell’albergo dove state, e mai dire che siete da sole , a meno chè il vostro sesto senso non dia il via libera. “ Prossima avventura? “Sto studiando un percorso in fuoristrada tra Canada e Alaska, sulle orme di Into the wild, il film di Sean Penn” Le immagini dal Nepal di Raffaella Milandri ritraggono soprattutto ritratti di splendide persone nel loro quotidiano, mai in posa e spesso con occhi sorridenti guardano la fotografa che li ritrae. “ In una foto di un corteo per il Tibet c’è una suora buddhista tibetana che ride e mi fa la linguaccia” racconta la Milandri. Nel novembre 2008 è in preparazione a San Benedetto una mostra dell’artista -che collabora con la Fototeca Gilardi di Milano- incentrata proprio su India e Nepal e sugli straordinari contrasti tra l’avanzare del progresso e della tecnologia e lo stile di vita ancora tradizionale per la maggior parte della popolazione. Con un occhio particolare alla donna e alla loro situazione. Il titolo della mostra è “Crossing borders” ovvero varcare confini sia nel senso fisico dei confini tra i diversi Paesi, sia in senso culturale sia in senso emozionale.