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  • È stato di recente premiato in alcuni concorsi letterari il libro “San Silvio e il Drago” di Ragazzini Ivo

    Scritto sulla falsariga dei racconti medioevali dei Santi, il libro parla di un pescatore che aveva delle reti e dei canali nei quali stava beatamente pescando e amava tanto la libertà fino al punto che quando vide che era minacciata, si scalzò e scese in campo per difenderla contro un Drago e altri personaggi che fecero di tutto per fermarlo.
    Alla fine dopo parecchie avventure e battaglie piene di doppi sensi, e personaggi che che il lettore riconoscerà facilmente tra le righe, il bene trionfò sul male e San Silvio fu eletto nel futuro, Santo protettore della libertà.
    “Ma perché costui fu fatto Santo nel futuro e non nel presente?” chiede l’introduzione.
    “Perché i Draghi cercano sempre di impedire che i Santi vengano fatti nel presente, e i Santi si fanno sempre nel futuro, altrimenti che razza di Santi e Draghi sarebbero costoro?“, risponde l’introduzione.
    Il libro uscito l’anno scorso, si è subito piazzato bene in tre concorsi nazionali.
    Premio speciale Abacena romanzo 2010 quando ancora non era edito, quinto posto al premio “Giovanni Gronchi” novembre 2011, finalista al concorso Gioacchino Belli dicembre 2011 in Campidoglio a Roma.

    “San Silvio e il Drago” di Ragazzini Ivo ([email protected])
    – Arduino Sacco Editore -Roma
    ISBN – 978-88-6354-415-2

    per contattare l’autore
    [email protected]
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    http://sansilvioeildrago.webnode.it/

  • Ddl sicurezza ed epidemie, i medici confermano la tesi di De Pierro


    Roma – Dopo l’allarme lanciato alcuni mesi fa da Antonello De Pierro sul rischio epidemie causato dall’art. 39 dell’ultimo Ddl sicurezza, la voce autorevole di Enrico Bartolini, presidente dell’ordine dei medici di Genova, dà l’ennesima conferma circa l’ipotesi che gli extracomunitari possano decidere di non andare più dal dottore, anche se gravemente malati, per non incorrere in denunce. Contro quel decreto l’ordine dei medici di Genova ha diramato ieri un comunicato di poche righe in cui si afferma “l’obbligo deontologico di prestare la propria opera a favore di qualsiasi individuo, indipendentemente dallo stato giuridico e senza violare il segreto professionale”. Un vuoto normativo, quello determinato dalla facoltà dei i medici di denunciare un malato extracomunitario, che si scontra con la deontologia professionale che impone di curare le persone senza mai far loro del male. “Ciò significa – ha dichiarato Marco Comaschi, direttore del dipartimento di emergenza del San Martino – che non possiamo denunciare i clandestini in quanto la nostra deontologia professionale è più importante di qualsiasi legge”.
    “Il provvedimento in questione – aveva dichiarato De Pierro non più tardi di tre mesi fa – ha, a mio avviso, una duplice ritorsione. Da un lato la paura scaturita da un’eventuale denuncia porterebbe gli extracomunitari a non curarsi; e in questo caso potremmo tranquillamente parlare di omicidio di Stato. D’altro canto si tratta di un disegno di legge che ha una forte ripercussione a livello sociale poiché genera una diffusione di patologie che possono avere conseguenze davvero dannose come l’insorgere di epidemie. E’ necessario – conclude il presidente dell’Italia dei Diritti – ritirare un Ddl che oltre a essere la manifestazione dell’incoscienza di un governo che non riesce a comprendere la propria incapacità attuativa, ha delle ripercussioni sulle quali si è cercato di stendere il velo pietoso dell’omertà.