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  • Resoconto della partecipazione di Rupe Mutevole alla Fiera del Libro di Trino – Intervista a Silvia Denti

    Sono stati 5 giorni intensi di lavoro e di divertimento per lo staff della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni presenti alla “Fiera del Libro di Trino” per la Festa di San Bartolomeo 2011.

    Dal 25 agosto al 30 agosto 2011 la manifestazione “CentoCinquantaLetterario” si è cimentata in un incontro constante con il pubblico curioso che non si aspettava una tale organizzazione. Molti sono stati gli autori di Rupe Mutevole (Marco De Mattia, Wanda Allievi, Anna Corsi, Giuliano Cimino, Ivano Ciminari, Roberto Ioannilli, Alba Saiu, Nicol Lauria, Maurizio Clicech, Carla Zancanaro, Fausto Cerulli e molti altri ancora) presenti per presentare i propri libri, presentare le loro creature al pubblico presente incontrando un target variegato ed interessato.

    Silvia Denti, scrittrice e curatrice della collana editoriale “La Quiete e l’Inquietudine”, è stata una delle protagoniste delle giornate letterarie ed è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sull’esperienza della Fiera del Libro e su qualche novità!

    A.M.: Perché è utile per una casa editrice esser presente ad una Fiera del Libro?

    Silvia Denti: Credo che la visibilità, nell’ambito dell’editoria minore, sia molto importante per gli autori che ruotano attorno ad un sistema tanto indifferente che altrimenti li escluderebbe. Ciò perché devono sempre confrontarsi con i nomi grossi dell’editoria e relativi autori, i quali, potrebbero pure scrivere dei libri fallimentari e sarebbero comunque letti, mentre chi ancora non ha risonanza è costretto a lottare. Fare l’editore significa anche questo: impegnarsi assieme a chi produce scrittura. Non esiste nella nostra concezione l’abbandono dei nostri amanti della penna, anzi, è proprio dopo la stampa dei loro libri che inizia il percorso più importante.

    A.M.: 5 giorni di full immersion: potresti descriverli con 5 aggettivi?

    Silvia Denti: Emozione: il fatto di trovarsi in mezzo a tanta arte a me fa sempre un certo effetto, davvero, e non parlo solo dei libri, cito anche la pittura, la musica, la fotografia, tutte le forme espressive che vengono dall’animo di chi è dotato.

    Amicizia: Il fatto di sentirsi così uniti è come quello dei naufraghi su un’isola, si sopravvive a tutto, anche ai problemi che possono sorgere, in modo del tutto naturale ci si stringe e ci si dà forza, si combatte assieme, come in trincea, è una cosa meravigliosa, soprattutto perché questo tipo di amicizia rimane e resiste.

    Energia: spesso si arriva ad una kermesse del genere provati dai preparativi, come quando si dà un esame, ma poi tutto scompare, si attinge dai colleghi quello che ci manca, sale l’adrenalina, un miracolo al quale ho assistito spesso in varie esperienze.

    Creatività: tale parola viene rafforzata e portata all’ennesima potenza quando ci si confronta con gli altri, è come un dovere assoluto che nasce spontaneo, così si pensa già a cosa fare “dopo”, quel poi che è già pieno di nuove idee, di splendidi progetti.

    Sogno: questo è l’aspetto più strabiliante, credo, per il suo significato. Quando mai i sogni si realizzano? Ecco, qui si ha la sensazione di portarli davvero a compimento, e dai sogni nascono i figli dei sogni, piccoli frammenti che si saldano pian piano, dai quali scaturiscono altri pezzi minuscoli che daranno vita a nuovi sogni, nuove creazioni, ancora il pulsare della vita artistica.

    A.M.: Come si sono sviluppate le giornate a Trino? Ci sono state presentazioni degli scrittori di Rupe Mutevole?

    Silvia Denti: Certo, abbiamo cominciato subito con vari autori che hanno scritto nelle mie collane inerenti alla quiete e alla inquietudine, per dire la verità non sono mai mancate presenze, anzi. È stato meraviglioso stringere la mano a chi è arrivato, anche da lontano, e si è messo in discussione portando la sua esperienza. Mi fa piacere ricordare qualche nome: Marco De Mattia, Wanda Allievi, Anna Corsi, Giuliano Cimino, Ivano Ciminari, Roberto Ioannilli, Alba Saiu, Nicol Lauria, Maurizio Clicech, Carla Zancanaro, Fausto Cerulli e molti altri ancora.



    A.M.: Come ha reagito il pubblico dei lettori?

    Silvia Denti: Diciamo che i lettori ci hanno apprezzato molto e che sono stati stimolati a letture nuove, anche fuori dalla loro portata, esperimentando tematiche nuove, diverse, articolate. È bello vedere la gente che rimane catturata dai titoli, dalle copertine, dal fascino che ogni nostro libro emana.


    A.M.: C’è stato qualche aneddoto curioso che vuoi condividere con noi?

    Silvia Denti: Ma certo. Il grande Fausto Cerulli che scrive di erotismo con la naturalezza di un bambino si è visto un po’ “castigato” dalla interpretazione delle sue liriche lette dalla brava Enrica Magnani Bosio e quindi ha pensato bene poi di mettersi a leggere quelle sue più scabrose, suscitando una vera ovazione. Un personaggio davvero fantastico. Così come molti altri, anche non facenti parte del nostro staff, come il maestro Antonio Ferraris, esperto di pittura ed insegnante, nonché artista a tempo pieno che con le sue battute e massime personali teneva il sorriso costantemente sulla bocca di tutti, una sua frase ricorrente era riferita alla lettura: “I libri sono il pane dell’anima”.


    A.M.: Ma non era presente solo Rupe Mutevole alla Fiera del Libro di Trino. C’è qualcosa o qualcuno che ti ha interessato in modo particolare?

    Silvia Denti: Sì, mi hanno colpito molto le esposizioni di Mirna Rivalta, una brava artista ricercatrice dei dettagli fotografici coi quali ha creato delle vere opere d’arte. Ammirevole veramente.

    A.M.: La prossima presenza di Rupe Mutevole in giro per la Penisola? Puoi anticiparci qualcosa?

    Silvia Denti: Saremo presto a Parma al Caffè Letterario con una nuova presentazione di Vibrus, il romanzo rivelazione dell’anno che ho scritto con altri quattro autori. Ma avremo modo di proseguire anche, in varie località italiane, i seminari di scrittura guidati da Gavino Angius, veterano dell’editing il quale ha inaugurato proprio a Trino, con noi, una formula innovativa per dare aiuto a chi scrive, consigli ed esempi coinvolgenti e mirati, lezioni utilissime che sono state molto apprezzate dai presenti. Le idee sono svariate: reading poetici, serate con abbinamenti tra scrittura e cucina, musica ed altro ancora. Ma anticipare troppo guasterebbe la sorpresa, no?

    Comunicato “Festa del Libro a Trino”:

    http://oubliettemagazine.com/2011/07/29/rupe-mutevole-edizioni-alla-festa-di-san-bartolomeo-2011-26-agosto-%E2%80%93-4-settembre-trino-vc/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Intervista di Alessia Mocci a Silvia Denti ed alla sua collana editoriale Heroides, Rupe Mutevole Edizioni

    “[…] la sessualità non si giudica, il piacere non è mai condannabile se pulito e se non fuoriesce dalla dignità umana.”

    Ed ecco un bel concetto estrapolato dalle risposte dell’autrice, poetessa, giornalista e critico letterario Silvia Denti che festeggia la sua nuova collana editoriale. Già curatrice della collana “La quiete e l’inquietudine”, presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, ora il suo prezioso lavoro raddoppia con “Heroides”, collana che vuole avvicinarsi al mondo delle donne, dei misteri della sessualità e dell’erotismo, della semplicità della parola connessa al concetto della trasparenza.

    Silvia Denti è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande su “Heroides” e non solo. Buona lettura!

    A.M.: Ti chiedo inizialmente di raccontarti ai nostri lettori presentando il tuo lavoro all’interno della casa editrice Rupe Mutevole ed all’esterno di questa.

    Silvia Denti: Mi occupo ormai da tre anni della cura delle collane inerenti alla quiete e alla inquietudine, oltre che del lavoro di editing, selezione materiale, analisi dei testi e prefazioni. Naturalmente il fatto di inaugurare altri settori fa parte dell’evoluzione di un progetto, anzi, di più progetti. La cosa stupenda è che con la casa editrice Rupe Mutevole si è instaurato un rapporto di amicizia sincera, quindi le mie richieste vengono accolte bene, ma è normale, credo che il voler crescere, aumentare comunque le possibilità per gli autori di collocarsi anche in collane diverse, sia molto importante.

    A.M.: Cosa si intende per “Heroides”?

    Silvia Denti: Heroides significa eroine, deriva dal latino, precisamente ne abbiamo memoria da Ovidio. Poi quando egli stesso affrontò il tema dell’erotismo, immaginando delle donne che scrivevano lettere amorose ai loro amanti, si innescò un meccanismo associativo, così tale termine può dirsi vicino al concetto erotico in tal senso. In effetti ha un buon suono ed inoltre si riallaccia al grande Ovidio ed è comunque inerente ad una collana già esistente nella scuderia di Rupe Mutevole, rimasta però un pochino ferma per del tempo. La mia idea di creare un filone specifico per il tema erotico c’era da tempo, in effetti seguo parecchi autori che toccano tali sfondi, sia in narrativa che in poesia, come la grande Carla Zancanaro ed il veterano dell’erotismo Fausto Cerulli. Così, con due esempi come questi non potevo non pensarci. Anche per dare maggiore distinzione tra il senso dell’eros e quello dell’amore passionale.

    A.M.: Da Alessandra Di Gregorio a Silvia Denti. Cosa cambierà nella politica della collana editoriale?

    Silvia Denti: Mah, io direi appunto che cercherò di far risaltare non il sesso, che ovviamente è estraneo come fine a se stesso a tale progetto, ma la sessualità, che è ben altra cosa, profonda, più contorta sicuramente, magari difficile da capire immediatamente, ma piena di interiorità, annidata certamente nell’amore, nella sofferenza che un sentimento forte e dirompente sviluppa. Inoltre io stessa amo moltissimo la scrittura erotica, mi ci sono confrontata spesso, soprattutto con la poesia. Ebbi modo di realizzare tale prova con un paio di raccolte, e lì non mancavano le combinazioni tra la sessualità (sensualità) e l’aspetto interiore, il sentimento.

    A.M.: Cosa vorresti dire ai lettori della collana “Heroides”?

    Silvia Denti: Mi viene facile consigliare, per questo tipo di collana, la maggior spontaneità possibile e la non paura di dire, raccontare, entrare il più possibile nelle descrizioni, per poter sfociare così completamente nella storia stessa usando le immagini che passano nella mente, fermandole e sezionandole. La corporeità è parte dell’essere terreno e l’erotismo, assieme all’amore, fa girare il mondo, rende vivi davvero, quindi perché farne tabù? Il sottile scorrimento delle parole sul foglio che riportano alla memoria un vissuto anche doloroso, ma entro il quale esistono dei momenti speciali, che vanno ri-vissuti, che possono trasmettere moltissimo. Ecco cos’è, cosa può e potrà essere una collana che porta il nome di eroine e di eros, di sensi e di pelle intrisa di quanto ci è stato donato da chi ci ha messo in questo mondo. Chi non ha memoria non avrà storia, nulla di più azzeccato per delle collane di questo tipo, a differenza di quelle inerenti alla quiete ed alla inquietudine che propongono anzitutto lo stile attuale degli autori moderni determinato soprattutto dall’impatto con le più svariate realtà e la conseguente reazione.

    A.M.: Qualche consiglio per gli autori che vogliono pubblicare nella collana “Heroides”?

    Silvia Denti: Forse mi ripeterò. Ma mi piace dire: lasciatevi andare, non temete giudizi, la sessualità non si giudica, il piacere non è mai condannabile se pulito e se non fuoriesce dalla dignità umana.

    A.M.: Esiste “il tempo libero” nella tua vita? Se sì, lo impieghi in …?

    Silvia Denti: Bella domanda. Non ho moltissimo tempo libero in effetti, il lavoro mi assorbe quasi completamente, ma ho comunque quei doveri di madre e di donna a cui non potrei mai sottrarmi. Mia figlia è un passatempo molto importante. Diciamo che a volte riesco a scrivere, correggere, ecc, ascoltando musica, tanto per rendermi più rilassanti le stesure, ma molto spesso il suono, la melodia e magari l’ispirazione che ne consegue, mi trasportano altrove, in quel piccolo foglio bianco che sta nella cartellina a lato del mio pc sul quale butto giù qualcosa di mio, spunti che riprendo in seguito, piccoli versi, passaggi … ma mi concedo solo pochi minuti. Inoltre c’è un altro dovere verso il quale non transigo: la passeggiata col mio cane, fedele compagno di tutte le mie giornate, è grazie a lui che corro, gioco e mi ricordo di preparare il pranzo per tutta la famiglia, lui è un orologio molto preciso e ha preso il posto di quello che portavo al polso. Nei cinque minuti che precedono il mio sonno leggo. A volte i miei classici preferiti, altre libri nuovi, autori nuovi o qualche “mio” autore che mi ha particolarmente colpito.

    A.M.: Hai un sogno nel cassetto che ci vuoi svelare o sei troppo scaramantica?

    Silvia Denti: I sogni sono lì per essere inseguiti, non conta poi molto che si realizzino, certo, quello sarebbe il traguardo migliore, ma non devono mai mancare ed occorre crederci con tutta la forza e convinzione che abbiamo. Se mi guardo indietro penso che qualche sogno l’ho acciuffato, sì, e ne sono soddisfatta, orgogliosa. Ma per me c’è sempre già pronto qualcos’altro da rendere vivo, perseguibile. Ora per esempio vorrei che dalla mia finestra giungesse il rumore del mare, una scrivania con lo sfondo azzurro e la sabbia, per tetto una palma tropicale immensa, eccolo uno dei miei sogni più belli. Prima o poi lo prenderò fra le mani.

    A.M.: Per il 2011 ci sono altre novità? Qualche anticipazione per i tuoi lettori?

    Silvia Denti: Sì, la mia testa vola, non sta mai ferma. Dopo la meravigliosa esperienza di Vibrus, il libro scritto con un gruppo di amici per caso, mi piacerebbe dare spazio anche al genere fantasy. Chissà … una nuova collana? Inoltre saremo presenti a sempre più fiere del libro, come quella di Roma, a dicembre. Per non parlare della manifestazione di Trino, di cui parlerò volentieri dopo averla vissuta, sono sicura che ci darà moltissimo in termini di riscontri e di emozioni, e porterà molto altro ancora. Ma di tutto questo ne riparleremo.

    Link presentazione casa editrice Rupe Mutevole:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/04/presentazione-della-casa-editrice-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Intervista di Alessia Mocci ad Alba Saiu ed al suo Bolle di vetro, Rupe Mutevole Edizioni

    “Bolle di vetro”, edito nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La quiete e l’inquietudine”, è l’ultima pubblicazione dell’autrice Alba Saiu.

    Dalla prefazione scritta da Silvia Denti, curatrice della collana:

    “Alba Saiu è un’inquieta di sensazioni. In questo volume c’è un patimento colmo, quasi sdegnato, ma espresso con immensa dignità, annidato in uno stile che oserei definire scabro, che preferisce comprendere l’universo nel male comune, ma che nel contempo esprime se stesso in una chiarezza disarmante, assoluta e immediata. Fatale, enigmatico, proprio dei giorni moderni, il dolore assume sembianze quasi aliene, come se fosse schermato dallo stile volutamente semplice, apparentemente modesto, lineare. Ma a mio avviso Alba Saiu è ben decisa a scaraventare i moralismi verso moti di rabbia feroci, sacrosanti, tipici di una scrittura irrequieta che ancora un poco si trattiene, ma già segna l’esplosione, il percorso futuro, di tensione nuova che assurgerà a vera e più potente proprietà linguistica.”

    Alba Saiu è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sul suo “Bolle di vetro”. Buona lettura!

    A.M.: Quando hai iniziato a scrivere?

    Alba Saiu: All’età di 14 anni. Ho cominciato a interpretare quella che era e lo è tuttora la mia passione: la musica, scrivendo testi per canzoni. Crescendo sono diventate poesie … anche perché certe canzoni possono essere considerate poesie…

    A.M.: Perché pubblicare “Bolle di vetro”?

    Alba Saiu: Per riuscire a dare emozioni alle persone. Per far loro percepire quello che sento, che ho vissuto, che vivo.. per provocare sorrisi, lacrime, per fare vivere una realtà che spesso non vogliamo guardare negli occhi. Ed anche per me: per sentire la mia “creatura” diventare grande. “Bolle di vetro” è stata una rinascita, il riuscire a sentirmi fiera di qualcosa in cui credevo ciecamente, poter trasmettere agli altri ma soprattutto a me stessa quelle sensazioni e quelle emozioni di cui ho un eterno bisogno. Non è un libro autobiografico: anche se c’è tanto di me in queste poesie…

    A.M.: Quale pensi sia il target di lettori che potrebbero amare “Bolle di vetro”?

    Alba Saiu: Non credo che ci sia una fascia d’età. Anzi. Il libro è richiesto da amiche di mio figlio che sono giovanissime a persone che hanno anche 60 anni. “Bolle di vetro” tocca diversi argomenti: dall’anoressia, alla povertà, dall’amore all’abbandono e sono temi che coinvolgono tutti. Credo che non ci sia un’età per la poesia. È come per la musica. In tutti c’è il desiderio di sognare e di vivere una passione, dolce o feroce che sia.

    A.M.: Puoi utilizzare cinque aggettivi per illustrare “Bolle di vetro”?

    Alba Saiu: Più che aggettivi trovo più appropriato utilizzare sostantivi:

    Passione: nella poesia “La danza degli amanti” c’è il cercarsi con lo sguardo, attraverso un ballo che porta al frenetico battito di cuore.

    Amarezza: “Indelebile amore” è la lirica dedicata all’amore perduto, a qualcosa in cui credevi ciecamente ma che hai perso per sempre…

    Speranza: nel libro forse un po’ tutte le poesie sono legate a questo sentimento: “In una piccola bolla di vetro” c’è il desiderio di vedere i bambini sorridere, di non sentire più notizie di morte, guerra, disperazione… “Lettera di un soldato” e “Sul palco delle illusioni” sfiorano per un attimo la chimera di un qualcosa che rimane però solo un’azzardata fantasia. “Il mondo colorato di Marvi”: la vita vista attraverso gli occhi e la fantasia che solo un bambino può avere… un piccolo segno di speranza per tutti i piccoli che sono soli al mondo… Indifferenza: termine che in qualche modo collego alla speranza, all’illusione. Spero che un giorno ci siano persone capaci di considerare non solo se stessi ma anche gli altri: persone che abbiano il buon gusto di scendere dal pulpito e di mostrare “affetto” verso il prossimo. Non utilizzo la parola “amore” semplicemente perché per alcuni individui diventa un termine troppo difficile da comprendere e di conseguenza da provare. “Un giorno come tanti” descrive la vita di un clochard, di un essere umano che non ha e che non trova intorno a se umanità nonostante sia circondato da persone “troppo prese dalla frenesia di una vita che sa di vissuto e futuro”.

    Angoscia: “Una vita da vivere”, il non ritrovarsi, il non riconoscersi e la consapevolezza di essersi perduti. “Il volo della farfalla” è un racconto che racchiude tutti i sentimenti finora elencati: passione l’amore che va oltre ogni ragione, amarezza il rimorso di essere partiti… speranza ti bramo fino all’ultimo mio respiro, indifferenza: cerco conforto ovunque ma senza trovare una risposta… angoscia: prima, durante e dopo: il timore che cresce piano piano… terrore, rassegnazione… Vorrei citare ancora due liriche a cui tengo tantissimo: “In punta di piedi” l’orgoglio di una giovane donna che vede realizzare il suo sogno… “Inesauribile desiderio”: pensa Alessia che l’ispirazione è nata guardando il film “Mrs Potter”: una piccola scrittrice che prende il volo. “Dipinto”: Alice: io mi sento un po’ così in questo momento… e continuo a dipingere parole su questi fogli bianchi…

    A.M.: Dedichi a qualcuno la tua passione letteraria?

    Alba Saiu: Alla musica: scrivo sempre con un sottofondo musicale: ballate rock soprattutto mi danno un imput incredibile, permettono al mio scrivere di volare con la fantasia. Èincredibile quanto mi aiuta!! È la mia compagna di vita!

    A.M.: Qual è l’ultimo libro letto? e l’ultimo film?

    Alba Saiu: “Appunti di un venditore di donne”. Adoro Giorgio Faletti “Fuori da un evidente destino” lo avrà letto almeno dieci volte… In realtà non c’è un ultimo film… piuttosto ci sono film che mi appassionano e che rivedo nel tempo: “I ponti di Madison County”, “Notting Hill”, “Mrs. Potter” il film di cui ti ho parlato prima, “Shakespeare in love”, “Pearl Harbor”: sono decisamente una romantica!!!

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Alba Saiu: Ritengo sia una casa editrice seria: avevo dei dubbi e mi sono state date delle risposte ed è un gesto che ho molto apprezzato. Sono nuova di questo mondo e se ho delle perplessità mi fa piacere che mi vengano chiarite. Ma è così per tutto anche nella vita in generale. A dire il vero ho già consigliato Rupe Mutevole a persone che mi hanno contattata su facebook!

    A.M.: Hai altre novità per il 2011? Qualche presentazione del libro? Ci anticipi qualcosa?

    Alba Saiu: È in lavorazione. Vorrei fare qualcosa di diverso… Comunque la poesia sarà sempre la “prima donna” anche nel secondo libro di più non posso dire… Alla prossima poesia!!! Spero! Grazie Alessia a te ed alla Rupe Mutevole per questa grande opportunità!

    A.M.: Grazie a te Alba per la disponibilità e la cortesia! Aspettiamo tutti le novità!

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Intervista di Alessia Mocci a Silvia Denti sull’esperienza del Salone del Libro di Torino 2011 – Rupe Mutevole Edizioni

    Ieri, lunedì 16 maggio 2011, si è conclusa l’esperienza del Salone Internazionale del Libro di Torino 2011. Tra le case editrici protagoniste, Rupe Mutevole Edizioni si è distinta per la cura delle sue copertine e per l’amorevole compagnia dei suoi collaboratori.

    Tantissima affluenza per una casa editrice che fondata nel 2004 sui monti dell’Appennino ligure-emiliano è divenuta una realtà nel mondo dell’editoria minore in Italia.

    Silvia Denti, curatrice della raccolta “La Quiete e l’Inquietudine”, ha vissuto interamente il Salone restando sbalordita dalla partecipazione dei lettori e degli autori pubblicati da Rupe Mutevole. Silvia è stata molto gentile e disponibile nel rispondere ad alcune domande sull’andamento delle giornate torinesi e sulle prossime novità. Buona lettura!

    A.M.: Il Salone Internazionale del Libro di Torino è ormai concluso, come hai vissuto questa esperienza?

    Silvia Denti: Benissimo. Ho avuto modo di incontrare il profumo della carta a tutto tondo, ma soprattutto i “miei” autori, tutti coloro che scrivono e che mi comprendono, esattamente come io comprendo loro. È una sintonia meravigliosa, li seguo come componenti di una grande famiglia che si allarga sempre di più.

    A.M.: La collana “La quiete e l’inquietudine” è stata protagonista nelle giornate del 13 e 14 maggio. Com’è andata?

    Silvia Denti: Direi “speciale”. Non mi aspettavo tanto calore da parte di tutti, anche da chi ancora non mi conosceva, davvero, mi sono sentita dire “sei meravigliosa” e quasi comincio a crederci. Sono stata felicissima di poter parlare di queste mie collane, coinvolgendo coloro che sono riusciti a venire, dando spazio alla lettura, alle mie analisi dei testi, con un sottofondo di entusiasmo difficile da spiegare, bellissimo.

    A.M.: Rupe Mutevole è in contatto con una casa editrice americana non-profit “Chelsea Editions” ed ha approfittato dell’occasione per presentarla. Ha destato curiosità?

    Silvia Denti: Sì! Conoscere personalmente un poeta come Alfredo De Palchi mi ha commosso, è un nobile nell’anima e sono sicura che ne nascerà una sinergia importante. Ho potuto dire poco di questo grande poeta-editore, ma quel poco ha interessato tutti coloro che passavano dallo stand. Chelsea Editions porta avanti la poesia a dispetto dell’interesse minimo del mondo, un po’ come faccio io, perché la poesia, quella vera, è vita, è pulizia d’animo. Non bisogna abbandonarla mai. A tale proposito abbiamo presentato Antonella Zagaroli e Luca Fontanella, due poeti bravissimi che hanno già avuto la fortuna di collaborare con Chelsea Editions.

    A.M.: Ci sono state domande curiose da parte del pubblico? Qualche aneddoto?

    Silvia Denti: Sì, mi ha colpito un ragazzo di nemmeno diciotto anni che ha voluto leggere un pezzo, non suo, di un autore che stavo presentando, lo ha fatto affermando che egli stesso ama scrivere e leggere. Mi ha trasmesso i miei vent’anni, mentre leggeva tremava di emozione. È stato fantastico. Le domande curiose sono state sulle uscite dei libri, i miei, Vibrus e IN/CONTRO, naturalmente la gente si incuriosisce, forse Vibrus è stato l’interesse più vivo, per la sua caratteristica di narrazione, la collaborazione di 5 autori, questo ha suscitato domande sulla sintonia, sull’amicizia scaturita dopo tale esperienza.

    A.M.: C’è stato qualche autore, edito da altre case editrici, che ti ha colpito?

    Silvia Denti: Non ho avuto modo di approfondire la lettura di altri lavori nei quattro giorni allo stand, certo, c’erano moltissimi nomi, anche di grosso calibro, però la mia attenzione era rivolta soprattutto ai nostri libri, ho notato che spiccavano per la qualità grafica, le copertine molto curate, insomma, mi sono dedicata a RUPE MUTEVOLE interamente anche perché ormai la sento “mia”. Con Cristina Del Torchio c’è una sincera e spontanea amicizia, è una persona eccezionale, voglio dirlo e sottolinearlo. Ci somigliamo negli ideali, ma lei è una roccia, porta fardelli pesantissimi con una classe e una capacità invidiabili.

    A.M.: Puoi affermare che Rupe Mutevole è risultata vincente al Salone? Gli obiettivi che si avevano sono stati soddisfatti?

    Silvia Denti: Io penso proprio di sì. Ho avuto modo di parlare con molta gente, persone che hanno girato per il Salone osservando e spulciando tra gli editori minori. Nessuno ha apprezzato in maniera particolare gli altri, noi ci siamo distinti per la qualità sia dei contenuti che della veste che ormai ci caratterizza, l’eleganza, la ricercatezza, quel filo caloroso che ci lega con gli autori, ripeto, siamo una famiglia unita e andremo lontano. Lo si capisce da tante cose, dalla complicità che si instaura tra tutti noi, dall’affetto e dalle richieste di chi scrive: non lo abbandoniamo mai, facciamo quello che possiamo e anche di più per dargli rilievo, visibilità.

    A.M.: Dopo Torino, incontreremo Rupe Mutevole in qualche altra Fiera del Libro? Puoi anticiparci qualcosa?

    Silvia Denti: Sono sicura che a dicembre RUPE MUTEVOLE parteciperà al salone del libro di Roma, ci saremo, faremo ancora grandi cose, sempre più coinvolgenti, sempre più convincenti. I progetti sono tanti e un pizzico di scaramanzia non fa mai male. Vi stupiremo!

    Armonia e contatto con il pubblico. Rupe Mutevole al Salone Internazionale del Libro di Torino 2011 ha cercato di operare al meglio per far conoscere la sua realtà ed i suoi collaboratori. Ringrazio Silvia Denti, curatrice della collana “La Quiete e l’Inquietudine”, per la sua professionalità e sincerità.

    Link articolo programma giornate Rupe Mutevole Edizioni al Salone di Torino:

    http://oubliettemagazine.com/2011/05/06/rupe-mutevole-edizioni-partecipa-al-salone-del-libro-di-torino-2011-padiglione-2-stand-j25/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • Intervista di Alessia Mocci a Silvia Denti, curatrice della collana “La Quiete e l’Inquietudine”, Rupe Mutevole

    La collana “La Quiete e l’Inquietudine” nasce da un lungo studio operato da Silvia Denti, autrice e curatrice della collana, la quale per trent’anni ha seguito le tracce della quiete e dell’inquietudine nelle varie correnti letterarie, nei generi e nelle tipologie di linguaggio. La ricerca ha portato alla consapevolezza che la quiete non può esistere senza inquietudine, sono due elementi straordinariamente intrinseci dell’animo umano sensibile. L’inquieto si conosce da più di 200 anni, ha cercato la sua casa nelle diverse epoche, è stato denominato pazzo, poeta, maledetto, dandy, crepuscolare, ermetico. La casa editrice Rupe Mutevole Edizioni è riuscita a dare voce all’inquietudine di questi autori contemporanei portando una leggera ma continua brezza di quiete nelle loro anime.

    Silvia Denti è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla collana da lei curata.

    A.M.: Quando hai iniziato a curare la collana “La Quiete e l’Inquietudine”?

    Silvia Denti: Ho iniziato a collaborare con Rupe Mutevole Edizioni circa due anni fa, da lì abbiamo iniziato uno scambio di opinioni meraviglioso, così sono nate queste collane che si rifanno alla mia ricerca di autori diversi, non stereotipati, portatori comunque di nuovi modi di fare poesia e narrativa. Non tutti sono inquieti, per cui il duplice nome alla collana, infatti non disdegniamo i quieti, coloro che portano avanti le correnti classiche, ma tutti hanno in comune la smania sana, o follia divina, di non mollare il sogno, la proiezione nel mondo lirico, qualunque esso sia. Questa occupazione mi fa incontrare moltissima gente speciale, davvero: nelle fragilità umane, nelle paure e nelle dannazioni esistenziali io vado a scovare il filo di forza rimasto, lo estrapolo e convinco l’autore a credere in se stesso. Credo sia una mia qualità innata e ringrazio Dio, mi sento utile, viva, come se avessi trovato la mia strada. Tutta questa gente poi non l’abbandono, viene a far parte del mio percorso, si diventa amici, compagni di viaggio. È meraviglioso.

    A.M.: Quanto pensi sia cresciuta la collana?

    Silvia Denti: Tantissimo, non me lo aspettavo sinceramente. Ma quando si lavora bene ed in armonia questi miracoli accadono. E ti spronano a continuare. La quiete e l’inquietudine non avrà fine, almeno non adesso.

    A.M.: Ci sono pubblicazioni della collana che senti siano le più complete? (se sì quali).

    Silvia Denti: Sicuramente alcuni autori hanno raggiunto un’evoluzione quasi completa (quasi perché se esistesse davvero un traguardo si perderebbe l’ispirazione), posso citare Alex Dracht, un autentico pittore delle emozioni; Carla Zancanaro che col suo Il gioco ha superato se stessa nella tematica a sfondo erotico; Maurizio Clicech, narratore inquieto e poeta sublime; Fausto Cerulli che io reputo il più grande ed il più vicino a Voltaire per le sue inimitabili immagini folli e terribilmente reali. Ma ve ne sono molti altri, tutti meritevoli, uno tra questi Andrea Toffanin, squilibrato ed imprevedibile, è stato capace di stupirmi parecchio con le sue non poesie, come le chiama lui, e ancora, in stampa proprio in questi giorni, Davide Maselli, un ragazzino, appena ventenne, dalla saggezza che spaventa, dall’originalità rara.

    A.M.: Qual è il tema predominante de “La Quiete e l’Inquietudine”?

    Silvia Denti: Il tema è libero, ovviamente, come è libera la lunghezza dei versi e dei testi. Predomina il senso di non appartenenza al comune pensare, quel sentirsi fuori luogo in ogni dove, l’inquietudine, appunto, o la quiete sana, saggia.

    A.M.: Pensi che la collana abbia ancora molta strada da percorrere o che in qualche modo sia già ben sviluppata?

    Silvia Denti: Io credo che, nonostante la moltitudine dei nomi che ormai la contraddistingue, questa collana abbia ancora parecchio da dare in termini di novità. Alcuni autori stanno realizzando il secondo libro, sto notando che questo bisogno nasce da quanto non ancora espresso nel precedente, vedo che tra loro si leggono, si confrontano, traggono ispirazione e questa cosa è stupenda. Non c’è invidia, anzi, c’è solidarietà, voglia di fare, di creare ancora ed ancora. Sono molto soddisfatta.

    A.M.: Ci sono novità in pubblicazione per il 2011?

    Silvia Denti: Oh, sì, ci sono molte cose a cui penso, per ora sono desideri, poi si vedrà. Magari un’altra collana, questa volta con tema preciso, poi forse la ripresa dell’idea antologica, gli audiolibri, i concorsi letterari, vedremo. Quel che è certo è che non ci fermeremo, continueremo a crescere ed ad inventare nuove fonti. Il mio sito Poesiablu ne è la conferma: ormai chi scrive non si ferma a questo, va oltre, dipinge, recita, scolpisce, fa musica. La multiart è un pensiero costante in me, non lo abbandonerò. Poi ci sarà il portale ufficiale dell’inquietantismo, lo stiamo preparando con cura. Per ora ci supporta il vecchio sito, contenitore di ogni espressione artistica, che cresce a vista d’occhio anche grazie a Bruno Trombetta, web master in gamba ed amico fidato che non lo fa mai cadere di tono. Il resto nascerà assieme ai nuovi giorni e non sarà mai noia!

    Voglia di crescere e di stupirsi. Brava Silvia, ottimo lavoro. Invito i lettori a visitare il sito di Silvia Denti:

    http://www.divinafollia1.altervista.org/index.html

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice:

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni