Tag: semi

  • A Tavola di ottobre in “Tre domande a…” Chiara Spadaro

    Nel libro, cerca di spiegare le cause dell’erosione della biodiversità tracciando una mappa delle varietà di semi e le istruzioni per scoprire i frutti dimenticati. “I dati parlano chiaro – spiega Chiara – dall’inizio del secolo scorso il 75% delle varietà vegetali è scomparso: delle 8.000 varietà di frutti presenti in Italia, oggi ne rimangono 2.000, e il 90% delle oltre 400 varietà di grano diffuse è andato perduto. L’erosione è conseguenza diretta dell’istituzione negli anni ’70 dei Registri delle varietà ammesse alla vendita. Ogni seme – continua la ricercatrice – per essere commercializzato, deve essere iscritto in tali registri. Tutti i semi che non sono in lista, sono di fatto ‘illegali’. Quando furono istituiti i Registri, oltre 1.500 varietà furono dichiarate ‘sinonimi’, duplicati con nomi diversi in Paesi diversi, ma di fatto uguali”. Chiara Spadaro ci offre inoltre le sue indicazioni per salvaguardare la biodiversità nella spesa e nelle scelte che tutti i giorni ognuno di noi può operare.

    Questo e molto altro ancora nel numero di Ottobre di A Tavola in edicola adesso.


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  • Il Parco Federico Fellini candidato a Victory Garden, Performed Giuliano Ravazzini


    Giuliano Ravazzini – Contadini a Rimini
    (Migrazioni di Microazioni project)
    [email protected]
    con la partecipazione di Valter Aratri, Emore Bonacchi, Osvaldo Pifferi

    Rimini dal 02/05/2009 al 31/05/2009
    Parco Federico Fellini
    Viale Principe Amedeo 47900 Rimini Italy

    Ancora una meta in Emilia Romagna per le Migrazioni di Microazioni che Giuliano Ravazzini e il suo staff rappresentano in Europa e in Italia dal Dicembre 2006.
    Anche questa volta si tratta di una semina metodica, la semplicità e la assoluta non violenza di questa performance, trasmettono in modo chiaro le intenzioni dell’artista che con insistenza ossessiva pone l’attenzione sulla terra e il rapporto vitale che tutti abbiamo con essa.
    Ravazzini è un contadino che trasforma metaforicamente questo giardino in un orto. La messa a dimora dei semi nel sottosuolo, in un prossimo futuro si manifesterà, e come una preziosa opera d’arte ornerà l’impianto di questo prestigioso giardino. L’azione prevede la crescita, la trasformazione e l’obsolescenza dell’opera, affidata all’azione degli agenti naturali.
    Il desiderio di Ravazzini, non è suggestionare lo spettatore evocando miti archeologici o spettacolari monumenti, ma piuttosto è urgente il desiderio di andare semplicemente all’aperto e recuperare la dimensione rituale e preistorica, l’estetica e la poetica sono il gesto, che trasporta la dimensione mentale umana nel divenire antropico della natura così come stare nel paesaggio e riflettere sull’uomo il tempo e la natura.

    Ilario Baudanza