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  • Comunicato Stampa SEL Corbetta: Sciopero Nazionale comparto Scuola

    Comunicato

    In occasione dello sciopero nazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali del comparto Scuola per la giornata del 5 Maggio 2015, vogliamo esprimere la nostra vicinanza agli insegnanti e al personale ATA dell’Istituto Comprensivo “Aldo Moro” di Corbetta.

    L’espressione dei principi che hanno portato al rifiuto della proposta “La Buona Scuola” così come formulata, nasce dalla ripetizione di un meccanismo collaudato per cui si concede una delega in bianco al Governo, togliendo al Parlamento il compito di discutere un provvedimento che definirà di fatto il futuro dell’istruzione scolastica in Italia.

    Vogliamo scegliere con chiarezza da quale parte stare.

    Nel silenzio generale delle altre forze politiche, vogliamo scuotere le coscienze e rinnovare l’invito a tutti i lavoratori della scuola, a Corbetta come in tutta Italia, ad appoggiare la proposta di SEL contenuta nel documento “Fattore Sapere”, disponibile su internet all’indirizzo http://www.sinistraecologialiberta.it/wp-content/uploads/2015/03/FattoreSapere.pdf

    La buona scuola siete VOI.

    Sinistra Ecologia Libertà Corbetta

  • Nota politica – L’IMPORTANTE E’ PARTECIPARE

    La scorsa settimana è arrivato nelle nostre case il numero di Aprile del periodico comunale “La Voce di Corbetta” e la nostra attenzione, oltre al tradizionale monologo del Sindaco, è stata catturata dalla sezione dedicata ai gruppi consilari. In particolare, siamo rimasti sorpresi dalla pubblicazione di un comunicato del Comitato per la Scuola Intelligente all’interno dello spazio assegnato ad un gruppo di minoranza.

    Come già precisato, Sinistra Ecologia Libertà di Corbetta si era espressa positivamente verso il progetto alternativo a quello contenuto nella variante del PGT ed aveva posto il rilievo sull’atteggiamento negativo dell’amministrazione. Il rifiuto ad un confronto con la cittadinanza (ma su questo le Giunte Balzarotti non hanno mai avuto rivali) esprimeva ed esprime tutt’ora una visione ben lontana dal concetto di democrazia partecipata e, di conseguenza, accogliemmo di buon grado un’azione mirata a condividere le decisioni con la cittadinanza. Avevamo quindi apprezzato la distinzione dei ruoli dove il Comitato, in ogni occasione e in tutte le sedi, aveva manifestato il suo connotato apolitico. Nel rispetto di questa volontà i tesserati di SEL, avevano ritenuto opportuno non presenziare ai banchetti per evitare ogni tipo di strumentalizzazione.

    Ci domandiamo però, il senso di questa scelta e verso quale obiettivo è indirizzata.

    Ci domandiamo come mai un comitato apolitico scrive all’interno di uno spazio che apolitico non è.

    Ci domandiamo se la proposta è partita dal gruppo consiliare di Forza Italia e se i membri delle altre opposizioni ne fossero a conoscenza.

    Ci domandiamo se il gruppo consiliare in questione ha valutato le conseguenze di questa azione e se realmente ha pensato che il concetto di “cittadini che parlano a cittadini” fosse realmente un mezzo per mitigare gli effetti di questa scelta.

    Se una cosa nasce per essere apolitica, non può convivere con una cosa che è politica per sua natura.

    Riteniamo che il ruolo del Comitato per la Scuola Intelligente sia importante, com’è importante che ci sia chiarezza nei ruoli e nelle finalità che si perseguono.

    Riteniamo però che i cambiamenti in corso d’opera trasmettano messaggi sbagliati alla cittadinanza.

    E quindi, riteniamo che il ruolo del comitato e quello di un gruppo politico non siano sovrapponibili.

    Ma oltre a queste domande, ci stupiamo del silenzio che ha accompagnato questa pubblicazione e di come le opposizioni si siamo “dimenticate” di commentare quanto è accaduto.

    Riteniamo che questo comportamento lasci spazio ad ogni tipo di valutazione e che, soprattutto, sia in evidente contrasto con le recenti dichiarazioni degli esponenti politici corbettesi.

    Non ce la sentiamo di restare anche noi in silenzio e dissentiamo totalmente da chi ha scelto questa strada.

    Ed è difficile pensare di costruire col silenzio; tantomeno scrivere un programma.

    In quest’ottica abbiamo fatto un’altra scelta e, dallo scorso Novembre, stiamo preparando un progetto che presenteremo ai cittadini dopo l’estate e che porterà Corbetta a una nuova dimensione.

    I silenzi, come gli inciuci e i pastrugni, non abitano dalle nostre parti.

    Sinistra Ecologia Libertà Corbetta

  • “Omissioni vigili Ostia a favore di persone vicine a clan”, s’incatena al Comando Generale


    Ancora una clamorosa protesta per la 73enne preside coraggio Lucia Salvati, che da tempo chiede verità e giustizia per una vicenda che vede coinvolti pezzi deviati delle istituzioni, i quali hanno coperto soggetti in rapporti con la mafia. Vessata anche da alcuni vigili e minacciata di morte da un noto esponente malavitoso accompagnato dai vicini di casa che aveva denunciato

    Roma – Non si placa la tenace protesta di Lucia Salvati, l’anziana ex preside che, ormai da tempo, sta denunciando una triste storia di omissioni e falsi da parte di alcuni vigili urbani e dipendenti dell’ufficio tecnico di Ostia, per coprire una serie di abusi edilizi perpetrati dai vicini ai suoi danni. Questa volta si è presentata in catene presso il Comando Generale della Polizia Locale di Roma Capitale, dove ha chiesto di essere ricevuta dal comandante Raffaele Clemente, che era assente ed è stata perciò ascoltata da vari vigili appartenenti alla segreteria, a cui ha raccontato la sua triste vicenda storia.

    La pensionata 73enne aveva presentato un esposto, credendo di trovarsi in un paese normale dove chi ha il compito e l’obbligo di accertare avrebbe naturalmente perseguito gli abusi commessi. Niente di tutto questo.

    I vigili sollecitati – afferma la Salvati -, non solo hanno fatto finta di non vedere, e chiunque può agevolmente riscontrare, addirittura in alcuni casi ictu oculi, gli illeciti posti in essere, ma addirittura hanno perseguitato me e la mia famiglia con una serie interminabile di vessazioni, recandosi quasi quotidianamente presso la nostra abitazione con motivazioni di controllo rivelatesi sempre infondate, finanche per verificare il trattamento riservato al nostro cane, fino a denunciarci per inesistenti abusi edilizi, che probabilmente regnavano solamente nella loro fantasia in un progetto intimidatorio artatamente congegnato, visto che il procedimento si è concluso con un’assoluzione perché “il fatto non sussiste”,mentre avevano disinvoltamente dichiarato di aver sottoposto a controllo la parte immobiliare dove gli abusi e gli illeciti erano presenti davvero e di aver riscontrato tutto regolare. Sono a disposizione di chiunque voglia seriamente accertare quanto sia falso ciò che è stato attestato. Solo chi possiede un senso di impunità assoluta può spingersi a questo”.

    E i miei vicini non si sono fermati a questo – continua -. Si sono presentati a minacciarci di morte sotto casa con un noto boss mafioso, accompagnato da loro in macchina. Per le identiche minacce da parte della stessa persona la giornalista Federica Angeli di Repubblica si trova a vivere sotto scorta. Salvo poi denunciare noi con dichiarazioni che sfiorano il ridicolo e che nessuno ha pensato di verificare seriamente. Vista la pericolosità del soggetto, mio figlio, i signori hanno fatto nascondere il boss tutto impaurito nella loro autovettura. E ancora non si sono sentiti ridicoli a denunciare, un mese dopo quest’episodio, un’inventata aggressione addirittura con armi, da parte di mio figlio, che sarebbe avvenuta un anno e mezzo prima. Non ci crederebbe neanche un bambino che, di fronte a una cosa del genere, nessuno abbia pensato di interessare le forze dell’ordine e che qualcuno possa attendere addirittura un anno e mezzo prima di denunciare. Io personalmente, mi sarei barricata in casa, e se non fossi stata colta prima da infarto, avrei chiamato immediatamente il 113. I miei vicini hanno potuto permettersi anche questo e qualcuno li ha anche considerati credibili. Ho servito lo stato per 42 anni di onorata carriera, prima come insegnante e poi come dirigente scolastico, e ho insegnato che viviamo in uno stato di diritto, ma forse, alla luce di questi fatti, mi sbagliavo. C’è qualcosa che devia da tale concetto in un tessuto sociale dove, per colpa di cellule deviate delle istituzioni, i delinquenti diventano vittime e le vittime delinquenti. Il crimine istituzionalizzato è più odioso e subdolo di quello propriamente detto. C’è qualcosa che stride fortemente quando le istituzioni si trovano a proteggere i crimini di persone in rapporti con esponenti di un clan. E in questo caso, in primis alcuni vigili, ma anche altri, e chiunque sapeva e ha taciuto e ancora tace, hanno fatto proprio questo. E lo affermo senza tema di smentita. Basta entrare nell’immobile in questione, dove tra l’altro con varie motivazioni non è stato mai permesso di entrare, nemmeno in sede di espletamento peritale ordinato in seguito a ricorsi giurisdizionali, per verificare e accertare ciò che dico. Venga a verificare di persona il sindaco Marino, che è venuto a Ostia a gridare ai quattro venti la sua ferma posizione nella lotta alla criminalità organizzata, ha notato la mia protesta in catene nella sala del consiglio municipale, ha detto che mi avrebbe invitata in Campidoglio, ma ancora sto aspettando, ed è passato quasi un anno. Forse le coperture istituzionali a persone in rapporti con quel clan che ha dichiarato di voler combattere non rientrano nella lotta alla criminalità? Di una cosa sono certa, non mi fermerò e continuerò la mia protesta per portare alla luce, agli occhi dell’opinione pubblica i fatti gravissimi che denuncio, fino a quando non sarà accertata la verità e avrò ottenuto giustizia, nonostante l’atteggiamento omertoso delle istituzioni e la censura di alcuni organi mediatici, che viene opposta. La mia dignità e quella della mia famiglia deve essere restituita a chi la deteneva legittimamente, come uno dei miei figli, che è stato definito, in una costituzione di parte civile, un “soggetto potenzialmente molto pericoloso, in quanto esperto di arti marziali” e accusato di aver colpito con un colpo di “carate”, scritto con la c e non con la k, la signora della coppia dei vicini. Peccato che lo stesso figlio non abbia mai messo piede in una palestra e sia affetto da una grave patologia invalidante alla colonna vertebrale. Ebbene quei vicini in rapporti con un clan mafioso, tanto da essere in grado di accompagnarne il capo in automobile a minacciarci di morte, non hanno perso mai occasione per dichiarare di essere impauriti dai miei figli, e per convincere riescono a esternare dichiarazioni ai limiti del grottesco. E pensare che c’è anche chi è capace di credere, o magari far finta, a certe assurdità”.

  • Antonello De Pierro assessore alla Sicurezza di Roma Capitale


    La proposta, già sussurrata da alcuni rumors circolati nell’ambiente politico, viene avanzata a Ignazio Marino dal movimento Italia dei Diritti, di cui lo stesso De Pierro è presidente

    Roma – Nella concitata e frenetica congiuntura della formazione della squadra di assessori che andranno a costituire la giunta del neoeletto sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino, da qualche giorno vari rumors, che si rincorrono nei corridoi su cui affacciano le stanze decisionali, sussurrano, per la carica di assessore alla Sicurezza, il nome di Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti e massimo emblema della lotta alla corruzione capitolina, che aveva ritirato la sua candidatura alle primarie proprio per sostenere il chirurgo-politico.

    Nella ridda di sussurri si inserisce con determinazione la proposta ufficiale del movimento facente capo a De Pierro, che si stringe intorno al suo presidente e chiede a gran voce a Marino la sua nomina nella costituenda compagine.

    Di fatto, il leader dell’Italia dei Diritti, che attualmente figura al 34esimo posto nella classifica ufficiale dei politici italiani più amati su Facebook, con un trend di crescita che da qualche settimana oscilla permanentemente tra il 1° e il 3° posto, superando negli ultimissimi giorni lo stesso Marino, da anni combatte a favore della sicurezza dei cittadini e contro la corruzione dei vigili urbani capitolini e dei dipendenti degli uffici tecnici.

    Infatti secondo il numero uno del movimento nazionale “non si può garantire la sicurezza dei corpi collettivi se non si perseguono quelle cellule deviate negli organi istituzionalmente deputati a questo scopo, che si dedicano a pratiche illecite”. A tal fine da anni propone la rotazione intermunicipale dei dipendenti appartenenti a quei comparti lavorativi, che nonostante la condivisione e l’approvazione, il sindaco Alemanno non ha poi attuato, lasciando di fatto inevase quelle istanze dalle quali, secondo De Pierro, non si può prescindere per assicurare legalità e trasparenza nell’espletamento delle funzioni amministrative, in ossequio all’art. 97 della Carta costituzionale.

    E’ per questo che l’organizzazione extraparlamentare, auspicando che il nuovo sindaco si mostri sensibile a questo tema, insiste per la nomina del suo presidente allo scranno più alto dell’Assessorato alla Sicurezza, e già prevede in tal caso una netta inversione di rotta nelle pratiche del malaffare, che da troppo tempo ormai proliferano nel sottobosco della macchina amministrativa capitolina, danneggiando l’immagine stessa della città, quella maggioranza di dipendenti onesti e ligi al dovere e soprattutto quei cittadini che hanno la sfortuna di dover subire, loro malgrado, l’arroganza di chi esercita il potere attribuitogli ex lege, a uso e consumo proprio e degli amici degli amici, invece di renderlo espressione del buon servizio reso alla collettività.

    Il movimento Italia dei Diritti avvierà una petizione e aprirà una pagina Facebook per il sostegno alla nomina di cui si fa promotore, auspicando un dialogo costruttivo con Marino.


  • Dopo Vasto De Pierro conferma sostegno a Idv, ma detta le condizioni

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Chiediamo un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazione politica cresciuta così in fretta”

    Antonello De Pierro e la senatrice Giuliana Carlino

    Roma – Terminati i lavori della kermesse di Vasto, ormai storico appuntamento annuale per l’Italia dei Valori, il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, insieme ai maggiori esponenti del movimento extraparlamentare, ne ha tracciato il bilancio finale e si è espresso in merito alle decisioni prese in relazione alle scelte politiche da fare nei mesi a venire, in vista delle numerose e ardue consultazioni elettorali, che attendono alle urne una popolazione ormai politicamente disorientata e scevra di ogni certezza, tra vistose venature e profondi solchi di disillusione, nei confronti delle formazioni partitiche, che a loro volta cercano di correre ai ripari per recuperare risicate manciate di consensi e guadagnare qualche spazio prezioso sul terreno di una vacillante credibilità.

    In questo scenario nebbioso e confuso, adagiato su una vacillante piattaforma di desolante indeterminatezza, si infilano e si muovono, con fermenti speranzosi e valori coriacei, le convinzioni decisionali dell’Italia dei Diritti, che dopo avvedute disamine e riflessioni valutative, ha affidato alle parole del suo leader Antonello De Pierro la linea politica da adottare: “Abbiamo seguito con attenzione i lavori della convention di Vasto e, alla luce delle estrinsecazioni concettuali e ideali espresse dalle numerose esplicitazioni dialettiche, abbiamo convenuto che quanto propugnato dall’Italia dei Valori e dal suo presidente Antonio Di Pietro, è perfettamente condivisibile e assimilabile rispetto ai principi più pregnanti e fondanti del nostro movimento.

    Il solco ideologico nel quale ci muoviamo può tranquillamente farci coesistere con l’Idv, a cui possiamo fornire una salutare iniezione di linfa vitale e di energia pulita prodotta da una forza non trascurabile di rappresentanti della società civile, che possono garantire certezze assolute di concentrati di onestà e di candore morale. Però il nostro sostegno non è incondizionato, ma si basa su due richieste ben precise.

    Innanzitutto un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazionepolitica cresciuta così in fretta. E per mela marcia non intendo solo chi ha problemi con la giustizia, anzi fino al terzo grado di giudizio siamo fin troppo tolleranti e assolutamente non giustizialisti, considerando sacrosanta la presunzione di innocenza nella nostra cultura giuridica.

    Ci sono condotte invece decisamente censurabili, pur non essendo riconducibili a esplicite fattispecie di rilevanza penale, e sto parlando di tutte quelle manifestazioni comportamentali che vanno a porsi in contrasto con i principi dell’etica politica, peculiarità a nostro avviso imprescindibile per chi ha avuto in custodia dai cittadini la gestione della cosa pubblica, la cui violazione determina di fatto una grave incrinatura nel rapporto fiduciario tra l’eletto e l’elettore, che si traduce in un abbassamento del livello di fiducia riposta nella rappresentanza politica di riferimento, che nel tempo va a rendere instabile tutto il sistema.

    Se il presidente Di Pietro e l’Italia dei Valori accoglieranno le nostre condizioni, che tra l’altro ci sembrano semplicemente dettate dal buon senso di chi ha a cuore realmente la cosa pubblica, da parte nostra ci sono lunghe autostrade destinate al dialogo. In caso contrario, nostro malgrado, dovremo dirottare altrove i nostri consensi, sempre fermi sulla nostra indipendenza nell’offerta politica”.

  • De Pierro, saremo a Vasto per valutare le nostre scelte politiche future


    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco di Roma Capitale: “Cerchiamo conferme in merito alla linea ideale dettata da Di Pietro, per far convergere sull’Italia dei Valori il nostro bacino di consensi, chiedendo la candidatura di un esponente del nostro movimento in ogni collegio elettorale”

    Antonio Di Pietro e Antonello De Pierro

    Roma – Anche quest’anno, dal 21 al 23 settembre, avrà luogo a Vasto (CH) il canonico incontro dell’Italia dei Valori, giunto ormai alla 7^ edizione. Il motto con cui la compagine partitica capeggiata da Antonio Di Pietro si accinge ad affrontare l’appuntamento è “Il cambiamento utile”. Un’occasione per fare il punto sulla situazione e cercare di individuare la giusta strategia per giungere preparati alle consultazioni elettorali politiche della prossima primavera.

    Anche il movimento Italia dei Diritti guarda con attenzione al rendez–vous politico primaverile, che dovrà designare il destino dell’Italia in un momento notoriamente molto arduo.

    Ed è per questo che l’organizzazione extraparlamentare presieduta da Antonello De Pierro, candidato a sindaco di Roma Capitale, sarà presente nella cittadina abruzzese con una folta rappresentanza di dirigenti e sostenitori.

    A capeggiare la delegazione che parteciperà alla tre giorni vastese sarà lo stesso De Pierro, il quale estrinseca le motivazioni decisionali di tale presenza affidandole ad una dichiarazione di intenti di esplicita matrice: “Dopo aver assistito alla deriva politico-istituzionale del Paese, ridotto socialmente a un cumulo di macerie da una partitocrazia con vocazione elitaria sempre più avida di privilegi e di esclusive prerogative, a danno di un tessuto collettivo sempre più schiacciato, calpestato e mortificato da un cinico ed egoistico menefreghismo e da una disarmante e vergognosa indolenza, siamo costretti a registrare il fallimento inesorabile di una certa politica e a pretendere, a nome di una società appiattita sul presente e proiettata verso l’incertezza fatale di un futuro tremolante, sbiadito e orfano di ogni barlume di speranza, un’inversione di rotta determinata e risolutiva.

    Saremo a Vasto proprio per cercare le conferme che finora ci fanno prediligere l’Italia dei Valori rispetto alle altre formazioni politiche, per incanalare il nostro patrimonio di consensi e farlo convergere verso l’Idv, con l’auspicio che la linea ideale finora condivisa in larga parte non esca ritoccata dall’appuntamento a cui stiamo guardando con notevole interesse. Qualora, come crediamo, i valori e le idee propugnate rimarranno inalterati, saremo ben lieti di corroborare la nostra determinazione decisionale e suggellarla con la candidatura di un esponente del nostro movimento in ogni collegio elettorale e far confluire su di loro la manifestazione di suffragio espressa dal nostro bacino elettorale nel segreto della cabina.

    Non ci resta che attendere quanto emergerà al termine della chiusura dei lavori e, nell’eventualità già argomentata, ci auguriamo che Di Pietro raccolga la nostra sollecitazione, afferrando lesto la nostra mano tesa, che potrebbe fornire all’Italia dei Valori un apporto decisivo per l’esito finale e un’iniezione di valori sani e genuini da parte di elementi accuratamente selezionati, prima di essere ammessi a occupare ruoli predominanti nel nostro movimento.

    Le sirene di altre realtà politiche stanno cercando di incantarci con il loro richiamo, ma noi la decisione per il momento l’abbiamo presa e speriamo di confermarla dopo Vasto, salvo un rifiuto da parte dell’Idv, che ci porterebbe, nostro malgrado, verso risoluzioni diverse per non disperdere quella quota di consensi che abbiamo faticosamente edificato sulla scia di un’infinità di battaglie sociali”.

    Per concludere il numero uno dell’Italia dei Diritti, che sarà presente a Vasto sabato 22, chiosa: “Un accordo del partito di Di Pietro con la nostra entità associativa, che sarebbe in linea con l’apertura annunciata verso società civile e movimenti, lo doterebbe inoltre di una potenza comunicativa esponenziale rispetto a quella espressa finora, sicuramente accettabile, ma assai carente rispetto al potenziale mediatico che, dati i mezzi tecnici ed economici a disposizione, risulta a nostro avviso altamente penalizzato e soffocato. Il raggiungimento della massima forza possibile di divulgazione informativa sarebbe ottenuto grazie al lavoro dei grandi esperti di comunicazione che operano attualmente nell’Italia dei Diritti, che hanno innalzato il nostro movimento a standard di visibilità enormi con l’impiego di risorse economiche pressoché nulle”.

  • SEL, sabato 18 Giuliana Sgrena racconta il ritorno alla vita del nuovo Iraq

    Modica (RG) – Sabato 18 dicembre alle ore 18 nella sala conferenze dell’Hotel Principe d’Aragona (Corso Umberto I, n. 281) si terrà la presentazione del libro “Il ritorno, Dentro il nuovo Iraq” di Giuliana Sgrena, edito da Feltrinelli.

    La scrittrice e giornalista del “Manifesto” dialogherà con il giornalista della RAI Angelo di Natale e con il redattore del mensile “Il Clandestino” Francesco Ruta.

    Interverranno Antonio Calabrese, coordinatore del circolo cittadino di Sinistra ecologia libertà di Modica, ed Enzo Cilia, membro del coordinamento regionale di Sinistra ecologia libertà. L’attore Enzo Ruta leggerà alcuni brani del libro.

    Nel suo nuovo libro l’inviata del Manifesto parla dell’Iraq di oggi e di ieri. Sono passati cinque anni da quando la giornalista fu rapita, tenuta in ostaggio per un mese, e alla fine liberata. Una storia, la sua, addolorata dalla tragica morte dell’agente del Sismi Nicola Calipari, ucciso dal fuoco “amico” in un chek-point americano sulla strada per l’aeroporto, mentre la stava portando in salvo.

    Di recente, la giornalista è tornata in Iraq, ritrovando un paese che vuole tornare alla normalità. I problemi non mancano. Gli attentati sono all’ordine del giorno. La classe politica è ancora immatura e corrotta. A Baghdad l’erogazione di acqua e di energia elettrica è discontinua. Le medicine scarseggiano. I servizi sociali sono inesistenti. Gli sfollati sono oltre un milione e mezzo. Eppure, gli iracheni ricostruiscono i ristoranti. Riaprono i luoghi di ritrovo e i musei. Ci sono mostre d’arte e dibattiti politici. Le donne acquistano più autonomia e una nuova presenza sociale.

    Il libro è la fotografia di un popolo, di un paese che pian piano sta ricominciando a vivere.

    L’evento è organizzato dal coordinamento provinciale e dal circolo di Modica di Sinistra ecologia libertà.