Risale a qualche giorno fa la notizia che l’Agenzia Europea DEL Farmaco (EMA) ha accettato la richiesta per la vendita sul mercato del teriflunomide. La richiesta, avanzata dalla società Genzyme del gruppo Sanofi, è il primo livello verso l’iter di approvazione di questo tipo di medicinali in Europa, la cui somministrazione giornaliera con trattamento orale ha prodotto ottimi risultati nel trattamento di alcuni tipi recidivanti patologia sclerosi multipla. Tuttavia affinchè si arrivi alla totale approvazione del farmaco, lo stesso dovrà essere sottomesso ad una serie di studi molto approfondite da parte della stessa Agenzia. La stessa richiesta di immissione del medesimo farmaco è al momento allo studio anche negli Stati Uniti da parte della Food & Drug Administration (FDA). Lo scopo prioritario della comemrcializzaizone di questo medicinale è perciò quello di far partire il percorso per il via libera alla commercializzazione il che consentirebbe la prescrizione del farmaco anche nell’Unione Europea. L’autorizzazione alla procedura di richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio consente infatti di dare il via al processo di revisione da parte di EMA, senza il quale il medicinale non può essere venduto. Da tenere a mente che teriflunomide è una terapia orale immunomodulante detta anche disease-modifying, vale a dire in grado di trasformare la storia di una malattia e non solamente di celarne i sintomi, contraddistinta inoltre da proprietà antiinfiammatorie ed attualmente in uso nel trattamento della sclerosi multipla. Teriflunomide ferma la proliferazione e la funzionalità dei linfociti T e B attivati – ritenuti responsabili dei maggiori danni provocati dalla Sclerosi Multipla. Al momento sono 5 gli studi su teriflunomide intrapresi o in corso, il che fa di di questa cura uno dei più estesi programmi clinici mai innaugurati in relazione allo sviluppo di questa patologia. Il programma di trattamento andrà infatti ad interessare più di 5.000 persone in 36 paesi diversi.
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Nuove iniziative per capire la sclerosi multipla
Quando si tratta di malattie e cure non c’è niente di meglio per capire la condizione dei pazienti se non coinvolgerli direttamente, rendendoli parti attive della ricerca di cure efficaci e sopportabili. Un principio, questo, che vale anche per la sclerosi multipla, una malattia della quale ancora oggi non si sa molto. Ecco perché si è deciso di dar vita ad il primo Audit Civico sulla sclerosi multipla nel Lazio, con lo scopo appunto di ascoltare i pazienti per valutare e conseguentemente migliorare i servizi sanitari erogati dalle sei strutture laziali. Questo interessante progetto è stato promosso da Cittadinanzattiva grazie al sostegno e al supporto dell’azienda farmaceutica Biogen Idec. E vedrà il coinvolgimento e la partecipazione di tutti quei pazienti che si appoggiano ai sei principali centri per la sclerosi multipla attivi nella regione Lazio. I pazienti colpiti da sclerosi multipla, che solo nel Lazio arrivano a quota 5.600, sono costretti a scontrarsi ogni giorno con tanti disagi come le attese infinite per una risonanza magnetica, le tante difficoltà per accedere a strutture riabilitative specializzate e così via con conseguenze importanti non solo sulla salute ma anche sul versante economico. Ecco perché Cittadinanzattiva con questa iniziativa ha inteso creare un canale di contatto diretto e di stretto dialogo con le strutture ospedaliere con lo scopo di riportare il paziente al centro dell’attenzione. L’Audit offrirà quindi un momento di lavoro condiviso tra pazienti e medici che insieme cercheranno di identificare gli indicatori di valutazione che consentiranno di valutare tutto il percorso di ripresa a carico dei pazienti. L’Audit contribuirà quindi in maniera decisiva all’individuazione dei punti critici e al miglioramento degli stessi, ma sarà anche un’importante punto di riferimento per le cosiddette good practice.
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Differenze nell’ambito della sclerosi multipla
La sclerosi multipla è una malattia autoimmune cronica che colpisce il sistema nervoso centrale e che ha come conseguenza più evidente una degenerazione della mielina, processo anche noto con il nome di demielinizzante. E’ proprio questo ad attribuire alla sclerosi multipla una grande variabilità in termini di sintomi che molto spesso ne complicano l’individuazione e la classificazione. Esistono infatti diversi tipi di sclerosi multipla che possono essere così classificati. La sclerosi multipla benigna è caratterizzata da una o due più recidive e la sua remissione è completa. La diagnosi viene effettuata solo dopo i 10-15 anni e solitamente non è invalidante. Abbiamo poi la sclerosi multipla recidivante-remittente che vede la malattia in circa il 40% dei pazienti scomparire e riapparire, specialmente in una prima fase della malattia. Per questo si utilizza il termine recidivante-remittente, proprio ad indicare una fase attiva e una di quiescenza della malattia. In circa l’80% dei casi questa variante della malattia sfocia nella forma secondariamente progressiva, mentre non si è ancora potuto accertare quali siano le cause del procedere della malattia. Abbiamo poi la fase transizionale che è caratterizzata da un incremento degli attacchi da parte del paziente il quale quindi è facilmente esposto al rischio di vedere la malattia svilupparsi nella fase di secondariamente progressiva. Quest’ultima si caratterizza per un acutizzarsi dei sintomi con il trascorrere del tempo e in linea di massima questa tipologia interessa il 30% dei malati. Infine abbiamo la primitivamente progressiva, tipologia caratterizzata dal fatto che i sintomi si sommano con il trascorrere del tempo in maniera graduale senza che compaia un vero e proprio attacco e senza che ci siano delle remissioni, causando però solo in casi limitati invalidità permanente. Come ultimo si devono poi citare le varianti maligne che interessano il 5% dei malati e portano ad un decorso molto rapido e alla disabilità completa.
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Caratteristiche della scelerosi multipla
Si sente sempre più spesso parlare di una delle patologie più insidiose degli ultimi anni, la sclerosi multipla o sclerosi a placche, ma quanti di noi sanno in realtà di cosa si tratta? La sclerosi multipla è una malattia caratterizzata dal decorso di tipo cronico della parte bianca del sistema nervoso centrale. Ne consegue che ci è affetto da questa patologia subisce dei danni e delle perdite di mielina in più aree del sistema nervoso centrale; queste perdite, dette anche demielinizzazione, possono essere di grandezza variabile e vengono solitamente definite come placche. Ne consegue, quindi, che alla base della sclerosi multipla vi è questo processo di demielinizzazione che determina la perdita o la lesione della mielina oltre alla formazione di lesioni le quali, da una fase di tipo infiammatoria iniziale, possono successivamente evolvere ad una cronica nella quale queste lesioni possono configurarsi come delle cicatrici. Per quanto concerne i tempi relativi all’insorgere della malattia è bene sottolineare che la sclerosi multipla può verificarsi in qualsiasi fascia d’età, sebbene sia diagnosticata tra i 20 e i 40 anni, mentre per quanto concerne il sesso si è accertato che le donne vengono colpite il doppio rispetto agli uomini. Le cause che determinano l’insorgere della sclerosi multipla sono in gran parte ancora sconosciute nonostante i grandi passi in avanti fatti dalla ricerca medica. Oggi è possibile diagnosticare la sclerosi multipla con una certa tempestività il che consente un precoce ricorso alle cure e la possibilità per le persone affette da questa patologia di godere di un buon livello di vita. Nel mondo ad oggi si contano circa 1,3 milioni di persone affette da questa patologia e sembra che sia maggiormente diffusa nelle zone distanti dall’Equatore.
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Che cos’è la CCSVI
Probabilmente in pochi conoscono la CCSVI. Si tratta di una sindrome emodinamica nella quale le vene del collo e del torace non sono più capaci di rimuovere in maniera realmente efficace il sangue dal sistema nervoso centrale e questo a causa della presenza di malformazioni o di stenosi. Si tratta di una sindrome che molto spesso viene associata alla sclerosi multipla e ad altre patologie neurodegenerative che possono presentare la CCSVI come una concausa. Sebbene presente in concomitanza con queste patologie, la CCSVI può presentarsi anche in concomitanza con altre malattie neurodegenerative come ad esempio la SLA, l’Alzheimer e il morbo di Parkinson, malattie anch’esse collegate ad un difetto di funzionamento delle vene che hanno il compito di drenare il sangue dal cervello; tuttavia a proposito di questa correlazione non ci sono ancora studi medici a confermarla. Per quanto concerne la cura della CCSVI, il trattamento al quale si fa ricorso è quello dell’angioplastica dilatativa con palloncino delle vene giugulari ed azygos. Interventi simili a questi, sono da tempo praticati sul sistema arterioso, per quanto concerne, ad esempio, il trattamento della cardiomiopatia ischemica o del piede diabetico. I pazienti affetti da questa patologia che possono essere operati, sono coloro che risultano positivi all’eco-color-doppler, per la ricerca dell’insufficienza venosa cerebrospinale cronica. L’intervento di angioplastica dilatativa della giugulare e della vena azygos, viene effettuato in anestesia locale, attraverso una puntura all’inguine della vena femorale, dalla quale si entra nel sistema venoso con un catetere sino al collo e al torace. Per quanto concerne la parte diagnostica, questa viene detta flebogragfia e viene eseguita con palloncino nel seguente modo: nel punto dove le vene tendono a restringersi, si posiziona un palloncino che viene gonfiato con una pistola manometrica e viene dilatata la vena. Si tratta di una procedura che può in alcuni casi causare dolore al paziente ma che non lascia segni, visto che al termine vengono rimossi tutti i dispositivi utilizzati. Per quanto riguarda i risultati questi sono incoraggianti, sebbene non si curi la sclerosi multipla, ma i sintomi spesso associati a questa malattia, come la stanchezza, i disturbi della sensibilità, il calo della vista e così via, in numerosi casi tendono a scomparire. L’intervento non comporta particolari rischi e in linea di massima il giorno successivo all’operazione il paziente viene rimandato a casa dove dovrà seguire una cura e presentarsi a controllo dopo un mese e dopo sei mesi dall’operazione.
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“Vorrei…”, un desiderio per la CCSVI e la Sclerosi Multipla.
Milano, dicembre 2010.
Dodici mesi dedicati ad altrettanti semplici desideri espressi in un “Vorrei…” da alcune persone affette da Sclerosi Multipla che credono nella scoperta del professor Paolo Zamboni, la “Big Idea”.
E’ questo il filo conduttore del calendario realizzato da Emiliano Bertaggia con la collaborazione dell’Associazione “CCSVI e Sclerosi Multipla Lombardia”, per sensibilizzare sul controverso tema dell’Insufficienza venosa cerebrospinale (CCSVI) nella Sclerosi Multipla. Tra le protagoniste del calendario, anche Nicoletta Mantovani, vedova del grande tenore Luciano Pavarotti, che da tempo è impegnata nella lotta per ottenere da parte del Ministero della Sanità, la diagnosi e il trattamento della CCSVI con il metodo Zamboni attraverso il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).
Secondo il professor Zamboni esiste una correlazione tra una patologia delle vene cerebrospinali (la CCSVI – Insufficienza venosa cronica cerebrospinale) e la Sclerosi Multipla: durante i suoi studi ha riscontrato che un’altissima percentuale di malati di sclerosi multipla soffre di malformazioni e/o di restringimenti (stenosi) di tali vene che non riescono a drenare adeguatamente il sangue dal cervello. In prossimità di queste malformazioni il sangue compie una “retromarcia” (reflusso) che provoca anomali depositi di ferro intorno alle vene cerebrali e a livello encefalico e spinale.
La CCSVI è curabile attraverso un semplice intervento di angioplastica dilatativa, che ha l’effetto di “liberare” le vene cerebrospinali e consentire un adeguato flusso del sangue, alleviando in questo modo molte delle sofferenze dei malati di Sclerosi Multipla (vertigini, stanchezza cronica, parestesie, per citarne alcuni), migliorandone dunque le condizioni di vita.
Purtroppo ad oggi sia la diagnosi che gli interventi attraverso il Sistema Sanitario Nazionale sono bloccati, mentre sono usufruibili privatamente a pagamento, ma con costi elevati e tempi di attesa comunque molto lunghi.
L’Associazione “CCSVI nella Sclerosi Multipla” si propone come un punto di aggregazione per dare una voce ai malati che non vogliono arrendersi, ma continuare a lottare per fare valere il proprio diritto alla salute, richiedendo l’accesso gratuito alla diagnosi e agli interventi.
In questo contesto il calendario, ideato e realizzato da Emiliano Bertaggia in collaborazione con l’Associazione “CCSVI e Sclerosi Multipla Lombardia”, non nasce per raccogliere fondi, ma ha l’obiettivo di sensibilizzare informando e dunque non verrà stampato per essere venduto.
A supporto dell’azione informativa, un sito Internet (www.iovorrei.org), un gruppo di Facebook, alcuni brevi video che richiamano i “Vorrei” espressi nel calendario ed infine un video nel quale Nicoletta Mantovani spiega il senso di questa azione (http://www.youtube.com/watch?v=PTjR-xUZmPs).
Tutto il materiale citato è disponibile sul sito www.iovorrei.org, mentre al seguente link (http://www.iovorrei.org/calendario/Calendario-Vorrei-2011-CCSVI.zip) sono disponibili le immagini del calendario ad alta risoluzione.Per informazioni aggiuntive, rivolgersi a:
SILVANA BARTUCCELLI – RESPONSABILE COMUNICAZIONE
Mail: [email protected]