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  • IL MUSEO DELL’ETNA Tutto ciò che c’è da sapere sul vulcano più grande d’Europa riconosciuto dall’UNESCO

    VIAGRANDE (CATANIA) – Sono millecinquecento metri quadri tutti da vivere e scoprire, dove scienza e leggenda si incontrano, sapere, natura e mitologia trovano un filo conduttore, immersi nei caldi colori del “rosso lava”, del “nero pietra” e del “bianco neve”.

    L’Etna non è mai stata così vicina, così raggiungibile e familiare, grazie a un intero Museo che porta il suo nome, sito a Viagrande e nato dalla collaborazione tra l’Associazione “Amici della Terra” e alcuni tra gli Enti principali del territorio, tra cui il Parco dell’Etna, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Università degli studi di Catania. Un luogo unico di conoscenza e apprendimento, aperto e accessibile a tutti, adulti e bambini, accomunati dalla passione per la “muntagna”, proponendosi come una preziosa occasione di valorizzazione del territorio. L’Etna in tutti i suoi aspetti, i miti e la storia, le teorie scientifiche, la natura e i prodotti tipici del vulcano più grande d’Europa recentemente riconosciuto patrimonio dell’Unesco.

    IL MUSEO DELL’ETNA – Grazie a un’esposizione moderna e interattiva, oggi il Museo dell’Etna è riconosciuto come il principale centro didattico-espositivo dedicato al vulcano attivo più alto d’Europa, che ancora oggi custodisce particolari varietà di flora e fauna e propone itinerari turistici che emozionano il visitatore: grazie alle visite guidate e alle attività ad hoc per scolaresche, gruppi e turisti in visita, vengono trattati sia gli aspetti naturalistici che quelli storici ed etno-antropologici. L’area espositiva presenta ambientazioni ed exibit dedicati all’Etna con approfondimenti sulla natura, i sentieri, i prodotti tipici e la storia antica e recente, ed è suddivisa in sezioni tematiche, offrendo una visione moderna e interattiva della vulcanologia generale, anche mediante book shop e servizi, in totale assenza di barriere architettoniche.

    Dalle principali eruzioni proiettate nella sala cinema alle gigantografie, dai prodotti tipici come vino, olio e miele alle attività legate alla neve e alle grotte, passando per la storia, la leggenda e il mito fino alla natura etnea nella sua complessità e nel suo interminabile fascino: tra diorami a grande scala, simulazioni di colate di lava calda, sbuffi di geyser, modelli tridimensionali e grotte di scorrimento lavico, sembrerà di trovarsi a pochi passi dall’immenso vulcano, immersi negli spettacolari scenari, unici in tutto il mondo. Questo ne fa il più grande museo sui Vulcani presente in Italia ed è diventato uno dei centri scientifico-didattici più visitati in tutta la Sicilia, meritando anche il prestigioso Premio Alta Qualità per l’Infanzia “Il Grillo” della Rai, nel 2012.


    LA STRUTTURA – Accogliente e spaziosa, in aggiunta agli spazi espositivi è fornita di sale di proiezione, di un nuovo cinema 3D, di una ludoteca e di numerosi shop e servizi. È l’unica struttura in Sicilia a disporre di un simulatore di terremoti dotato di una piattaforma dinamica computerizzata.

    PERCORSI A TEMA – Sono proposti sia in italiano che in inglese applicando i più moderni criteri di “edutainment”, la metodologia espositiva che mira a educare divertendo, con gli obiettivi di far conoscere il territorio, promuovere il rispetto e la tutela dell’ambiente e diffondere la cultura della sostenibilità. Accompagnati da esperte guide anche i più piccoli capiranno come e perché nascono i vulcani del mondo, ed entreranno in contatto con gli scenari delle eruzioni osservando i fenomeni di maggior richiamo e interesse, che spesso tengono con il fiato sospeso il mondo intero. In particolare, l’attenzione è rivolta all’educazione al rischio vulcanico e sismico con il progetto Edurisk della Protezione Civile realizzato in collaborazione con l’INGV.

    I VULCANI – Il Museo sui vulcani del mondo più grande d’Italia offre un’opportunità unica per entrare nel vivo delle eruzioni vulcaniche, eventi strettamente legati alla storia stessa del territorio in cui sorge, l’Etna. Con il supporto degli specialisti sembrerà di fare un vero viaggio al centro della Terra, per scoprire come e perché esistono i vulcani, come funzionano e quali pericoli presentano per le popolazioni: focus sui vulcani del mondo, sulla storia della Terra e la sua struttura interna, per capire la dinamica che provoca terremoti e vulcani. È presente anche un’intera sezione dedicata al lavoro svolto dai vulcanologi e le tecniche scientifiche di monitoraggio dell’Etna e degli altri vulcani italiani.

    DINOSAURI ED ELEFANTI DELLA PREISTORIA – Riproduzioni a grande scala dei rettili preistorici che dominarono il pianeta e le teorie sui meteoriti e le eruzioni vulcaniche che ne provocarono l’estinzione. Le ipotesi sull’origine dell’Universo e sulla deriva dei continenti sono spiegate attraverso filmati in computer grafica.

    Inoltre, è stata da poco allestita un’area dedicata agli elefanti vissuti in Sicilia in epoche preistoriche con approfondimenti sull’Elefante di Catania (storia, leggende e curiosità legate al simbolo del capoluogo etneo), associando all’esposizione un laboratorio di approfondimento e di creatività che prevede la realizzazione di un elefantino in cartone riciclato, da personalizzare e portare a casa.

    IL DELTAPLANO DI ANGELO D’ARRIGO – Nell’ampia sala centrale è esposto l’originale deltaplano di Angelo D’Arrigo con il relativo filmato e uno spazio espositivo dedicato alle gesta del mitico aviatore naturalista. Scomparso nel 2006, era soprannominato “Condor” per le sue ricerche sul volo dei rapaci delle Ande e le sue imprese, che lo avevano visto impegnato nel volo libero sulle cime più alte del mondo. Era stato il primo a sorvolare l’Etna in eruzione.

    LABORATORI CREATIVI E DI APPROFONDIMENTO – “Art Attack” è il laboratorio ispirato all’omonima trasmissione televisiva e realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Fumetto e dell’Immagine, con lo scopo di offrire con professionalità e qualità un’occasione divertente per sviluppare creatività e fantasia: si può scegliere tra la realizzazione di un vulcanetto o di un elefantino in cartone riciclato, poi personalizzato e colorato a piacere dagli studenti, come ricordo dell’esperienza e portafortuna.

    WORKSHOP “I TERREMOTI” – Dopo la visione di un video e l’utilizzo sperimentale di modellini, si arriva al nuovissimo simulatore di terremoti dotato di piattaforma dinamica computerizzata di oltre 4 mq, sulla quale bambini e adulti potranno sperimentare direttamente ed in completa sicurezza le sensazioni di veri eventi sismici di diversa intensità. Conoscere per difendersi! L’obiettivo è abituarsi a riconoscere tali eventi senza panico e senza paura, sapendo quali comportamenti occorre mettere in atto seguendo i consigli della Protezione Civile Nazionale.

    SALA CINEMA IN 3D – Tramite gli appositi occhiali, il Museo offre una serie di effetti spettacolari dal forte coinvolgimento emotivo: i filmati rappresentano un viaggio all’interno di un vulcano con la sensazione di sperimentare un’eruzione “dal vivo”. Nella seconda sala cinema vengono proiettati divertenti filmati sui vulcani del mondo

    ESCURSIONI – La visita al museo può essere abbinata a un’escursione sull’Etna che rappresenta un efficace complemento dell’esperienza museale. Si consigliano percorsi guidati lungo gli itinerari più suggestivi del vulcano adatti a grandi e bambini, per un numero minimo di 30 partecipanti. Le escursioni comprendono l’ingresso in una grotta di scorrimento lavico, con appositi caschetti di protezione e lampade, la visita ad antichi crateri spenti e infine l’osservazione degli aspetti naturalistici più interessanti del nostro vulcano. Alcuni esempi: Crateri Silvestri, Monte Nero degli Zappini, Monti Sartorius, Grotta Cassone, Grotta dei Ladroni.

    Il Museo dell’Etna è aperto tutti i giorni su prenotazione,

    domenica e festivi dalle ore 10.00 alle 13.00, ultimo ingresso ore 12.30.

    Si trova in via Dietro Serra 6 – 95029 Viagrande (Ct)

    Recapiti: 095 789 0768 – 347.0415868

    www.etnamuseum.it [email protected]

  • PREMIO CULTURA MILANO – MARGHERITA HACK INSIGNITA DELLA PRESITIGIOSA TARGA DEL FESTIVAL ARTISTICO LETTERARIO DAL MANAGER SALVO NUGNES

    Lo scorso anno, l’indimenticabile e straordinaria Margherita Hack è stata insignita del prestigioso Premio Cultura Milano dal manager Salvo Nugnes, per le sue eccezionali capacità divulgative, in occasione di uno degli incontri più memorabili del Festival Artistico Letterario “Cultura Milano”, svoltosi presso la storica galleria milanese “Milano Art Gallery” in via Alessi n. 11.

    Il Festival, ideato allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti, organizza da anni interessanti conferenze, ad ingresso libero, con ospiti di eccezione. Tra le illustri personalità che hanno finora partecipato all’iniziativa e che sono state riconosciute con il Premio Cultura Milano, spiccano il sociologo Francesco Alberoni, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il giornalista Bruno Vespa e il decano della critica Gillo Dorfles.

    Nugnes spiega “Ricordo che durante la conferenza Margherita, scienziata e astrofisica di fama internazionale, si era messa al livello del pubblico presente, utilizzando un linguaggio e una terminologia di facile ed immediata comprensione, dimostrando l’indiscussa capacità di rendere l’astrofisica e l’astronomia, alla portata di tutti, coinvolgendo l’intera platea. Momento indimenticabile, quando il pubblico la ringraziò con un’incredibile standing ovation”.

  • Arte ed Energia incantano il pubblico

    L’originale tema di Pria 2013, “Arte ed Energia”, ha stimolato i 4 artisti, Luciano Maciotta, Daniele Basso, Mario Milano e Marco Lodola, nella realizzazione di un suggestivo percorso in equilibrio fra i meravigliosi spazi espositivi, fra luce e colore, fra arte, scienza e design.

    Le architetture industriali dell’ex Lanificio Pria, oggi sede prestigiosa di eventi dedicati alla cultura e all’arte, hanno accolto e valorizzato le opere, affascinando il pubblico ed invitandolo a ragionare su temi caldi per un futuro sostenibile, un futuro che oggi appare incerto e nascosto sotto gli strati della crisi.

    Il successo dell’evento è in parte da attribuire all’innovativa formula che ha unito mondi antitetici, come quelli dell’Arte e della Scienza, attraverso il dialogo culturale che si è innescato dalle opere in mostra: l’elemento vivente e concreto a specchio delle parole.

    Nel Dialogo con la Musa sono stati affrontati temi caldi e delicati; si è partiti recuperando vecchi brevetti per riaprire le discussioni sul concetto stesso di Energia e di Free Energy, arrivando a coinvolgere il pubblico in un ragionamento innovativo. L’arte ha invitato gli spettatori a giocare un ruolo attivo, dando valore alla capacità di scegliere in modo giusto per un cambiamento in positivo; qui entra in gioco il consumatore che può trasformare lo status quo, anche grazie ad un design sostenibile che non rinuncia al buono ed al bello.

    Le metafore nascoste dietro forme e colori e la scienza che diventa arte, nelle installazioni di Luciano Maciotta, in collaborazione progettuale con l’associazione Eunomica, hanno stimolato i visitatori ad avvicinarsi all’arte con uno sguardo diverso, in un percorso di riappropriazione della cultura e delle arti grazie ad una nuova consapevolezza.

    Arte ed Energia sono stati gli elementi chiave per creare una sinergia che ha messo la cultura al centro dell’evento, dando risalto all’arte ed alla scienza, due ingredienti fondamentali ed imprescindibili per un contesto sociale evoluto.

    Si è conclusa in positivo Pria 2013, la collettiva organizzata ogni due anni dall’Archivio Pria a Biella, inaugurata durante la 9 GDC AMACI

  • La percezione visiva tra arte e scienza

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    L’Istituto Quasar ha curato per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma l’allestimento architettonico e l’immagine grafica coordinata della mostra sull’Arte Programmata e Cinetica, che sarà aperta al pubblico fino al 27 maggio 2012.

    Questo incarico rientra nel progetto di protocolli d’intesa che, da oltre venticinque anni, l’Istituto Quasar stringe con le più importanti realtà istituzionali di tutta Italia. A riconferma del prestigio della Scuola e della qualità formativa, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ha affidato all’Istituto Quasar questoprestigioso e stimolante progetto.

    Gli studenti coinvolti hanno partecipato a tutte le fasi della progettazione, da quella iniziale di sopralluogo dell’area di intervento fino all’allestimento e alla verifica del montaggio del progetto. Un’occasione preziosa, fulcro dellaScuola-Laboratorio e del metodo didattico dell’Istituto Quasar, per imparare a gestire le problematiche reali del mondo del lavoro e per crescere sia professionalmente che culturalmente.

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    La mostra si occupa della storia dei gruppi e delle personalità più significative dell’arte programmata e cinetica operanti sia in Italia che all’estero tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta – quando le esperienze collettive si concludono – ed illustra gli sviluppi che negli anni settanta i nuovi interpreti di questa espressione artistica continueranno in modo autonomo a condurre.

    La dott.ssa Mariastella Margozzi, storico dell’arte contemporanea e curatrice della mostra, interverrà insieme aFrancesco Ferretti, docente di Filosofia del Linguaggio e della Comunicazione all’Università degli Studi Roma Tre, all’evento “La percezione visiva tra arte e scienza”, organizzato dall’Istituto Quasar presso la Libreria Assaggi (Via degli Etruschi 4) giovedì 26 aprile h 18:30.

    L’arte programmata e cinetica, protagonista dell’evento, è l’arte in continuo divenire, alla base della quale c’è l’idea della forma in movimento, intesa non tanto come spostamento fisico dell’oggetto o di parti di esso, quanto come sua trasformazione nel momento in cui essa viene percepita dall’osservatore.

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    L’arte programmata, cinetica, visuale, tenta non solo il recupero, ma l’inglobamento dei metodi scientifici e tecnici nell’ambito del suo operare stesso, di assumerne i mezzi a fine estetico: di uccidere il demone della scienza facendone una sorta di mostro addomesticato, di meraviglia e di gioco raffinato per intellettuali, per lettori di Robbe-Grillet, ma anche per inserirsi nella vita di ogni giorno uscendo, come arte, dall’isolamento e dalla morte dei musei, come scienza dai laboratori, come tecnica dalle applicazioni negli oggetti d’uso. 1

    Questo connubio tra arte e scienza, presente nelle opere di arte programmata, ha ispirato il progetto dell’Istituto Quasar: l’allestimento diventa facilitatore del rapporto opera-pubblico e coinvolge attivamente lo spettatore che ricerca la simbiosi tra propria percezione e opera d’arte, completandone il senso. In tutte le ricerche risulta fondamentale il variare della percezione, con il quale l’opera vive e trova spazio nel mondo.

    1 Lara Vinca Masini in Domus n.422, gennaio 1965.

    Per approfondire: Ri-vivere. Allestire, Mostrare, Comunicare – Luna Todaro.

    La percezione visiva è assolutamente relativa o ha a che fare con la realtà?
    Il Prof. Ferretti approfondirà gli aspetti scientifici della percezione visiva, partendo dal presupposto che la vista non è determinata dagli occhi ma dalla mente. L’immagine arriva alla retina capovolta, i colori sono un allegro modo per distinguere le lunghezze delle onde luminose. L’uomo è capace di ricostruire interi pezzi di immagini che finiscono in zone d’ombre dell’occhio e di “interpretare” gli stimoli visivi a tal punto da poter dubitare addirittura dell’esistenza di quello che appare come assolutamente reale.

  • I vegetariani non mangiano il pesce

    Un vegetariano dovrebbe sapere che nella categoria “animali” sono inclusi “tutti” gli animali, quindi non dovrebbe esserci differenza fra mangiare un pollo o un polipo. Probabilmente questa distinzione è dovuta al fatto che spesso sottovalutiamo alcune caratteristiche dei pesci, che sono esseri molti intelligenti e senzienti, il che significa che sentono il dolore.

    Anche se rispetto i pesci e non li mangio, sono rimasta sorpresa quando ho letto che anche i pesci conoscono il concetto di monopolio. Ad esenpio Bshary in un suo articolo parla dei pesci “pulitori”, così chiamati perchè hanno il compito di pulire dai parassiti altri pesci (detti pesci “clienti”). E’ stato sorprendente scoprire che questi pesci danno la precedenza ai pesci “clienti” che hanno accesso a diversi pulitori (che potrebbero non tornare più da quelle parti), occupandosi solo in seguito di quelli residenti e quindi sempre disponibili. E’ una vera e propria strategia per combattere la concorrenza, una grande dimostrazione di intelligenza!

    Tempo fa parlavo con una persona che da anni tiene corsi di crescita spirituale, utilizzando argomenti fra i quali quello dell’alimentazione. Lui si definisce vegan, anche se a volte, davanti ad un bell’arrosto con patate, preferisce mangiarlo piuttosto che offendere chi lo ha invitato. Credo non abbia ancora compreso cosa significhi essere vegan, altrimenti non direbbe cose simili, o forse sa bene cosa significa ma fa ciò che più gli conviene… continua a leggere

  • Lettere e scienze, sull’orlo del divorzio

    Pochi giorni fa ho avuto il piacere di ritrovare un vecchio amico, di cui avevo perso le tracce da tempo. Con orgoglio mi da notizia della sua laurea in fisica sub-nucleare, con tanto di lode. Le congratulazioni sono però amare; il discorso, infatti, termina nella solita querelle des humanistes et des techniques, con un’affermazione esemplare sui diversi percorsi di formazione affrontati: “Se mio figlio studierà qualcosa di umanistico, lo strozzerò con le mie mani”. Un concetto espresso in modo rozzo, sommario e senza troppe precisazioni, che però ci fa capire quanto frivola e poco utile sia considerata l’area umanistica da alcuni professionisti dell’area tecnico-scientifica. In particolare, percepisco nelle loro parole una distorta considerazione delle lettere, identificate con il mondo onirico, dell’irrazionalità e dell’emozione pura, e affrontate, a loro avviso, con un metodo privo di ogni scientificità.

    Il divorzio tra lettere e tecnica è un prodotto della cultura occidentale e della formazione eccessivamente specialistica e frammentaria che la contraddistingue. Se però osserviamo da vicino i due macrocosmi dello scibile umano, scopriamo che questi operano secondo metodologie e obiettivi comuni. Consideriamo, ad esempio, la letteratura narrativa o poetica: sono sostanzialmente due gli approcci con cui possiamo avvicinarci al testo. Il primo è una lettura decontestualizzata dell’opera, slegata da informazioni esterne al testo, che di solito affrontiamo per puro piacere ed arricchimento personale. Ognuno di noi ne darà pertanto un’interpretazione propria ed esclusiva, a seconda del proprio background esistenziale. E’ il caso della poesia contemporanea che, esasperando la componente visiva e lavorando per immagini, si presta ad infiniti significati. Il secondo è invece la lettura analitica, che facendo riferimento al contesto storico, sociale e letterario in cui l’opera fu scritta ricerca il messaggio originale dell’autore: un’interpretazione dunque univoca, come quella della Divina Commedia affrontata alle superiori.

    Questi approcci sono simili, a mio avviso, a quelli forniti in un qualsiasi corso di formazione scientifica: c’è la ricerca pura, la scienza applicata e quindi l’ingegneria. Prendiamo ad esempio il chimico e l’ingegnere chimico: due ruoli con una preparazione simile, ma finalità molto diverse. Il chimico è lo scienziato puro, che si occupa di stabilire e verificare le leggi universali della chimica, ma senza una applicazione concreta. Il chimico scopre nuovi reazioni e relazioni tra le materie chimiche, proprio come l’interpretazione analitica fornisce nuove informazioni sull’autore ed il suo tempo a partire dal testo. L’ingegnere chimico, al contrario, è colui che trova una finalità pratica alle leggi stabilite dal collega e, dunque, le interpreta in modo personale facendo riferimento al proprio background di esperienze. Ingegneria e la lettura decontestualizzata fanno quindi capo alla soggettività, che, attenzione, non vuol dire operare in assenza di logica e ragione: come l’ingegnere ha a che fare con leggi che non può ignorare, io, scrivendo questo testo, devo sottomettermi alle regole del linguaggio, affinché il mio messaggio possa essere preciso.

    Ci sono poi tanti altri esempi utili a sottolineare gli intrecci tra le scienze umanistiche e tecniche: c’è la linguistica moderna di Chomsky e la grammatica generativa, che cerca di stabilire le leggi che regolano la produzione linguistica di un dato tempo e luogo, basandosi non tanto su una grammatica data ma sull’opinione degli stessi parlanti e, quindi, ricorrendo largamente alla statistica; sempre la statistica, applicata alla storia, ha permesso di scoprire una certa ciclicità nell’andamento demografico nella storia, e, quindi, un avvicendamento armonico tra periodi di guerra e carestia e periodi di pace. Allo stesso modo, ricordiamo gli stretti rapporti tra filosofia, nella fattispecie l’etica, e le recenti scoperte nel campo della genetica, senza citare l’importanza che riveste la sociologia nel campo dell’architettura. La querelle, dunque, non è altro che il tentativo di scindere due universi che, in realtà, non operano in modo così diverso, e che perseguono il medesimo obiettivo, ovvero il progresso dell’umanità.

    A cura di Andrea Gnoato – Inserimento motori di ricerca

  • Jurassic Park al Bologna Mineral Show

    La notizia in breve – Sorprendente mostra di fossili e reperti di straordinaria importanza scientifica alla 41a edizione di Bologna Mineral Show, la mostra mercato più importante d’Italia dedicata alla mineralogia e paleontologia, torna in contemporanea alla 7a edizione di Bijoux Expo, salone dedicato alla bigiotteria, dal 26 al 28 marzo al Futurshow Station di Casalecchio di Reno (BO). www.bolognamineralshow.com – www.bijouxexpo.com

    Jurassic Park al Bologna Mineral Show

    Spettacolare esposizione di reperti paleontologici bavaresi, per regalare ai visitatori tutto il fascino delle grandi scoperte scientifiche recentemente realizzate in Germania

    Saranno in molti a rimanere senza fiato alla 41a edizione di Bologna Mineral Show, la mostra mercato più importante d’Italia dedicata alla mineralogia e paleontologia, torna in contemporanea alla 7a edizione di Bijoux Expo, salone dedicato alla bigiotteria, dal 26 al 28 marzo al Futurshow Station di Casalecchio di Reno (BO). L’appuntamento bolognese sarà infatti l’occasione per presentare numerosi reperti fossili di straordinario valore scientifico e che copriranno tutta la fauna e la flora fossile conosciuta fino ad ora.

    Tra i pezzi assolutamente da non perdere spiccano il cranio di un coccodrillo di enormi dimensioni, il cranio di Ctenochasma (rettile volante), uno squalo intero, un Pleurosaurus (rettile marino) e una tartaruga. La mostra sarà corredata da diversi manifesti che forniranno numerose informazioni sulla cava in cui sono stati ritrovati e i risultati della ricerca scientifica attualmente in atto. I reperti, infatti, provengono dalla Fossil-Visitor-Quarry Mühlheim – la cava dei fossili di Mühlheim – situata in Baviera nei pressi del piccolo villaggio Mörnsheim-Mühlheim e a pochi chilometri da Solnhofen, città famosa per lo spettacolare patrimonio fossile. Aperta al pubblico nel 2008, la cava è caratterizzata da un giacimento di grande rilievo scientifico. A tale scopo l’area riservata agli scavi è stata ampliata di quasi 4000 metri quadri e tra i fossili rinvenuti anche quelli composti da apatite e calcite caratterizzati da un singolare effetto di fluorescenza se sottoposti a raggi ultravioletti.

    La Cava di Mühlheim, ospitata attraverso i suoi reperti al Bologna Mineral Show, è divenuta un centro studi e di ricerca scientifica di rilievo internazionale con un forte approccio alla didattica. Fossili di squali, celacanti, rettili volanti, sfenodonti, coccodrilli e tartarughe verranno mostrati all’appuntamento bolognese, unica straordinaria tappa di questa singolare e preziosa esposizione.

    Un grande momento culturale, di istruzione e divertimento per appassionati e per i più piccoli, ma soprattutto una grande opportunità per i professionisti del settore di ritrovare uno spazio in cui la paleontologia è reale protagonista.

    Per info su Bologna Mineral Show e Bijoux Expo:
    Bologna Mineral Service srl
    Via Nasica, 69 – 40055 Castenaso (BO) Tel. / Fax +39 051 6148006
    [email protected] www.bolognamineralshow.it

    Ufficio stampa Sicomunica per Bologna Mineral Show
    Matteo Barboni – 3496172546
    Giulia Losengo – 327 5318 060
    Tel. +39 051 5873998 [email protected] www.sicomunica.com