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  • Assistenza neo-mamme Milano, Save the Children con il sostegno delle Gallerie Auchan

    Assistenza neo-mamme Milano: Save the Children, con il sostegno delle Gallerie Auchan per sostenere i neonati, le loro mamme e i loro papà in situazioni di disagio psicologico e socio-economico .

    Sono circa 2000 i bambini nati all’Ospedale Niguarda nel 2012. Su 1.949 parti (di cui 548 cesarei), 552 mamme sono straniere, due segrete e 2 minorenni, donne particolarmente vulnerabili sotto il profilo sociale e psicologico. Ed è a loro in particolare che si rivolge “Fiocchi in Ospedale”, il progetto biennale di Save the Children realizzato grazie al sostegno di Gallerie Auchan e implementato in collaborazione sul territorio con l’associazione Mitades, che ha l’obiettivo di creare intorno ai neo genitori un ambiente sereno e forte, grazie al supporto e ai servizi per la cura dei primi mesi di vita del bambino, con assistenza e accompagnamento soprattutto per i genitori in condizioni di particolare fragilità.

    Finora gli operatori, in 4 mesi, hanno sensibilizzato 650 genitori, sia italiani che stranieri, mentre sono già una quarantina le neo mamme beneficiarie dirette, coinvolte nelle varie attività. Tra esse 7 sono state prese in carico dagli operatori del progetto perché necessitano di un aiuto sistematico o perché particolarmente fragili e sole, di cui tre straniere con età compresa tra 25-30 anni.

    Tra le mamme beneficiarie dirette del progetto Fiocchi in Ospedale, numerose quelle di nazionalità straniera (Senegal, Spagna, Cina, Pakistan, Algeria, El Salvador, Polonia, Egitto, Romania, Egitto, Sri Lanka, Brasile, Bangladesh), poiché l’ospedale Niguarda è situato in una zona della città che contempla una delle più alte percentuali di residenti di nazionalità straniera.

    “La nascita di un figlio è un’esperienza di profondo cambiamento sul piano affettivo, personale, relazionale e sociale ed è a volte connotato dalle difficoltà dei genitori di adeguarsi”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, ricordando che in Italia una donna su dieci soffre di disturbi post partum e che l’80% va incontro a forme più o meno gravi di depressione dopo la nascita del bambino (dal baby blues, forma transitoria di lieve entità, a vere e proprie forme di grave depressione).“Se poi si aggiungono difficoltà economiche e psicologiche della mamma o della coppia, la situazione peggiora e le conseguenze per il bambino possono essere pesanti. Nei casi più gravi – aggiunge Neri – i disturbi della sfera relazionale mamma-bambino possono sfociare in violenze familiari”.

    “In una fase economica e sociale molto difficile”, ha dichiarato Piefrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociale e Cultura della Salute del Comune di Milano, “diventa urgente assicurare alle categorie più fragili l’adeguato sostegno. Una strada da percorrere è la costruzione di alleanze tra soggetti diversi. Quando importanti enti del no profit e grandi realtà imprenditoriali e del commercio si mettono assieme questa alleanza si realizza. E a trarne beneficio non sono solo i soggetti più deboli destinatari del progetto, ma tutta la società, che si riscopre più coesa e solidale”.

    Fenomeni di depressione post partum possono amplificarsi nelle mamme con meno di 20 anni, le cosiddette “madri-bambine”, che in Lombardia rappresentano lo 0,22%1. Ma sono tantissime le espressioni del disagio all’interno di una neo famiglia, dall’indigenza economica, sempre più evidente, alla mancanza di servizi welfare diffusi sul territorio fino alla crescente solitudine di alcune donne che, sempre di più, sono costrette ad abbandonare anche il contesto lavorativo. Ecco perché secondo Save the Children è di fondamentale importanza la prevenzione della depressione post-partum con la possibilità di pianificare un intervento tempestivo, che abbia inizio dai giorni immediatamente successivi al parto o addirittura durante tutto il percorso nascita che la donna vive in ospedale. Alla luce di queste considerazioni, la priorità è quindi quella di dare sostegno ai genitori durante questa fase delicata, prendere in carico le mamme in difficoltà e di costruire un ponte tra ospedale e territorio.

    “L’attenzione alle categorie più deboli è un dovere civile e sociale e mi sono voluto impegnare in questo progetto per offrire un contributo concreto allo sforzo di Save the Children che offre un sostegno significativo a tutte le neo mamme e i neo papà che si trovano in una situazione di disagio”, ha dichiarato Edoardo Favro, Amministratore Delegato Gallerie Commerciali Italia, coinvolta nel pieno sostegno del progetto Fiocchi in Ospedale. “Con le sue 46 Gallerie Auchan dislocate in tutta Italia, e i suoi quasi 200 milioni di visitatori l’anno, il successo della nostra azienda dipende direttamente dai nostri clienti. Il mio augurio è che iniziative come questa trovino sempre maggior spazio e che il nostro contributo possa essere utile per chiunque viva momenti di difficoltà nell’affrontare una nascita”.

    Inoltre, sotto lo slogan “Bambini si nasce, genitori si diventa”, il progetto promosso da Save the Children e Gallerie Auchan, ha reso possibile la creazione di un secondo sportello di ascolto e di uno spazio child friendly in cui le mamme possono allattare e incontrarsi, trovando operatori formati per dare risposte ai bisogni e orientamento ai servizi, fuori e dentro l’ospedale. Attività e iniziative create ad hoc per l’utenza, ovvero un sostegno materiale per le situazioni di maggiore difficoltà, fino alla realizzazione di una dimissione protetta nei casi particolarmente critici.

    Il Niguarda da sempre è accogliente e ove possibile siamo a disposizione a dare spazio per raccordare l’opera delle Onlus con quella dei nostri professionisti. Abbiamo apprezzato l’iniziativa, ancor di più in questi tempi dove la struttura pubblica non sempre riesce ad arrivare a tutti i bisogni delle persone e in cui l’intervento di iniziative come questa va ad integrare l’attività professionale”, ha commentato il dr. Giuseppe Genduso, Direttore Sanitario dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda. L’auspicio è di poter fare una valutazione accurata dell’iniziativa alla sua conclusione per poter comprendere con quali strumenti trasferirla nel quotidiano”.

    L’obiettivo finale del progetto è quello di aiutare circa 1.500 nuclei familiari sulle città di Milano e di Bari, prendendo in carico almeno 800 mamme in condizioni di fragilità, proponendo momenti di formazione e costruendo reti sui territori di pertinenza.

    1Istat. Natalità e fecondità nella popolazione residente. Anno 2011. Novembre 2012

  • Save the Children e Gallerie Commerciali Italia promuovono il progetto Fiocchi in Ospedale a Milano e a Bari.

    In Italia una donna su dieci soffre di disturbi post partum e l’80% di baby blues: Save the Children grazie al sostegno di Gallerie Commerciali Italia – con le sue 46 Gallerie Auchan – promuove il progetto “Fiocchi in Ospedale” attivo a Milano e a Bari per supportare le neo mamme e i neo papà.

    Obiettivo: sostenere almeno 1.500 nuclei familiari, prendere in carico 800 mamme e formare 200 tra operatori sociali e pediatri di base nelle due città.

    “Bambini si nasce, genitori si diventa”, questo è lo slogan del nuovo progetto di Save the Children “Fiocchi in Ospedale”, una vera e propria rete di sostegno e di solidarietà per neo mamme e neo papà nei primi mesi di vita del proprio bambino, realizzato grazie al sostegno di Gallerie Commerciali Italia con le sue 46 Gallerie Auchan dislocate in tutta Italia. L’intervento della durata di due anni ha l’obiettivo di accompagnare neo genitori, soprattutto in condizioni di particolare vulnerabilità, sociale e psicologica, creando attorno ad essi un ambiente sereno e forte, grazie al supporto e ai servizi per la cura dei primi importantissimi mesi di vita del bambino.

    Il progetto, partito a Milano e Bari, prevede varie attività tra cui la creazione di due sportelli di ascolto presso l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda a Milano e il Policlinico a Bari, il rafforzamento delle collaborazioni tra i reparti di ostetricia e pediatria nella presa in carico e cura della mamma e del bambino, la facilitazione delle collaborazioni tra le unità psicologiche e materno-infantile per la presa in carico dei casi di malessere genitoriale e di disagio socio-economico, nonchè la realizzazione di una dimissione protetta nei casi particolarmente critici.

    “La nascita di un figlio rappresenta per i genitori un’esperienza di profondo cambiamento, sia sul piano affettivo che personale, sia sul piano relazionale che sociale, a volte connotato dalle difficoltà della coppia genitoriale nell’adeguarsi al nuovo assetto. – ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia – Se a questo scenario si aggiungono difficoltà di tipo economico e psicologico della mamma o della coppia, la situazione si aggrava e le conseguenze per il bambino possono essere molto pesanti. Nei casi più gravi i disturbi della sfera relazionale mamma-bambino possono sfociare in violenze familiari e in alcuni casi in infanticidi. Secondo alcune stime, nel 90% dei casi di bambini uccisi sono le madri le responsabili e nell’80% degli episodi i minori sono uccisi in via preterintenzionale a causa delle forti percosse ricevute dai genitori.1

    In Italia, infatti, la depressione post partum colpisce in media una donna su 10, mentre il baby blues – disturbo i cui sintomi sono stanchezza, disturbi del sonno e dell’appetito, difficoltà di concentrazione, tristezza, pianto– riguarda fino all’80% delle neo mamme. 2

    Questi disturbi, possono amplificarsi nelle mamme con meno di 20 anni, le “madri-bambine”, che sono soprattutto al Sud (0,97% di Milano contro alcune città del meridione che superano il 3%)3, dove il matrimonio precoce può essere visto come l’unica possibilità di emancipazione dal proprio nucleo familiare d’origine.

    Gallerie Commerciali Italia, con le sue 46 Gallerie Auchan dislocate in tutta Italia, e i suoi quasi 200 milioni di visitatori l’anno, è certamente una delle aziende leader nei territori dove è presente – ha commentato Edoardo Favro, Amministratore Delegato Gallerie Commerciali Italia, coinvolta nel pieno sostegno del progetto Fiocchi in Ospedale – Ritenendo che l’attenzione alle categorie più deboli sia un dovere civile e sociale, tanto più che il successo di questa azienda dipende direttamente dai nostri clienti, ho voluto impegnarmi in questo progetto per offrire un contributo concreto allo sforzo di Save the Children che offre un sostegno significativo ed importante a tutte le neo mamme e i neo papà che si trovano in una situazione di disagio. Il mio augurio è che iniziative come questa trovino sempre maggior spazio e che il nostro contributo possa essere davvero utile per chiunque viva momenti di difficoltà nell’affrontare una nascita”.

    Sono tantissime le espressioni del disagio all’interno di una neo famiglia, dall’indigenza economica sempre più evidente alla mancanza di servizi welfare diffusi sul territorio fino alla crescente solitudine di alcune donne che, sempre di più, sono costrette ad abbandonare anche il contesto lavorativo. Ecco perché secondo Save the Children è di fondamentale importanza una diagnosi precoce con la possibilità di pianificare un intervento tempestivo, che abbia inizio dai giorni immediatamente successivi al parto.

    L’Obiettivo è quello di aiutare circa 1.500 nuclei familiari sulle due città, prendendo in carico almeno 800 mamme in condizioni di fragilità, formando inoltre 200 tra operatori sociali e pediatri di base.

    1 Fonte: AMI (Associazione matrimonialisti italiani)

    2 ONDA, Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna, Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale, a cura di Roberta Anniverno, Alessandra Bramante, Greta Petrilli, Claudio Mencacci.

    3“Fare comunità educante: la sfida da vincere” – Crescere al Sud.

  • Attivista per i diritti umani dei popoli indigeni adottata nella tribù dei Crow: ora è sorella adottiva di Barack Obama

    Tornata dal suo ultimo viaggio in solitaria e fuoristrada in Montana,

    incentrato sulla visita alle riserve indiane,

    Raffaella Milandri, fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni,

    è stata adottata come sorella da Cedric Black Eagle, il Presidente della Nazione della Tribù dei Crow.

    Dice la Milandri: “Sono fiera di essere ora Raffaella Black Eagle.Poichè il padre di Cedric ha adottato

    Barack Obama,

    simbolicamente ora sono sorella anche del Presidente americano.”

    Anche il popolo di Facebook che segue in diretta i suoi viaggi è andato in visibilio.

    Qui il link dove, durante la firma del Tribal Law and Order Act, che va a migliorare

    il sistema di giustizia nella riserve indiane, il Presidente Obama racconta anche della

    sua adozione come Barack Black Eagle.

    http://www.youreporter.it/video_STOP_AI_CRIMINI_NELLE_RISERVE_INDIANE_1

    Dice la Milandri : “L’adozione da parte dei Crow è stata molto commovente;

    è uno dei loro rituali , ma è un privilegio riservato a pochi. Il mio impegno è e

    sempre sarà affiancare i Crow, e tutti i popoli indigeni, nella lotta per i diritti umani e per la giustizia.”

    La Milandri ha visitato i popoli dei nativi americani

    Crow, Blackfeet e Salish e Kootenai, e anche l’ufficio del Governatore del Montana.

    Per raccogliere dati e testimonianze sulla situazione dei nativi americani nelle riserve,

    oggi. ” Vi sono nelle riserve indiane molte problematiche che si trascinano da decine di anni:

    la disoccupazione, che arriva al tasso del 70%, l’alcolismo, e molte terre all’interno delle riserve che

    sono state cedute tanti anni fa a non-indiani, creando alle volte un monopolio sfavorevole alle risorse

    turistiche e del territorio. I governi tribali stanno cercando di riacquistare queste terre,

    ma ora il prezzo di queste terre che dovrebbero essere loro di diritto è esorbitante” aggiunge la

    fotografa umanitaria.

    In Canada, invece, nelle riserve indiane non è permesso vivere a persone che non siano

    membri riconosciuti delle tribù aventi diritto.

    Il quotidiano più popolare del Montana, il Great Falls Tribune, ha dedicato alla viaggiatrice solitaria un

    articolo speciale. ( visibile anche on line al link http://www.greatfallstribune.com/apps/pbcs.dll

    /article?AID=20109050308)

    In modo del tutto autonomo e a scopo umanitario, la viaggiatrice porta

    avanti una campagna di sensibilizzazione e di denuncia e ha avuto

    contatti anche con il CERD(Commissariato per l’Eliminazione delle Discriminazioni razziali)

    dell’ONU grazie al materiale raccolto.

    Dice Raffaella Milandri:

    “Sono a chiedere supporto e visibilità per la mia

    campagna per i diritti umani dei popoli indigeni.

    Sto anche divulgando alcune mie produzioni multimediali

    (sui Boscimani del Kalahari e sugli Adivasi dell’Orissa), in modo

    gratuito, per poter fare opera di sensibilizzazione. Con raccolta di

    testimonianze e di denuncia per discriminazione dei diritti umani.”

    Pochi giorni fa, la fotografa ha donato ben 140 sue foto per una iniziativa

    internazionale a supporto di Save the Children,

    Raffaella Milandri e Cedric e Audrey Black Eaglecurata dalla associazione Quarta Dimensione.