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  • “LUGANA, ARMONIE SENZA TEMPO”: UNA SERATA ALLA SCOPERTA DEI “TESORI DEL LAGO”

    Il Consorzio Tutela Vino Lugana Doc, promotore della salvaguardia delle eccellenze del Benaco, dà appuntamento agli appassionati per la maxi degustazione a Salò il 29 settembre.

    Originale esposizione al nuovo Museo della Città di Salò: il 29 settembre saranno in mostra i migliori Lugana DOC. A partire dalle ore 18 nella struttura dell’ex Collegio Civico di via Brunati, prenderà il via la maxi-degustazione promossa dal Consorzio Tutela Vino Lugana Doc dedicata ad esperti, professionisti, giornalisti, sommelier, ma soprattutto ai moltissimi appassionati del buon bere. Cinquanta fra le più rappresentative cantine del territorio offriranno i propri “tesori” al pubblico in una manifestazione unica, curata in collaborazione con il CARG (Consorzio Alberghi Riviera del Garda) e con Slowfood – Condotta del Garda, rappresentata dal suo “Convivium leader”, Gianni Briarava. In questa occasione verrà infatti presentato il nuovo presidio Slow Food sostenuto dal Consorzio e dedicato ad un altro gioiello del Benaco, il carpione, un salmonide che vive solo qui. Una serata per celebrare due eccellenze uniche al mondo, brindando con il vino bianco più antico, prezioso ed amato del Lago. L’evento “Lugana, armonie senza tempo” è aperto al pubblico e gratuito, promosso con il patrocinio del Comune di Salò.

    Da Catullo a Maria Callas, sono innumerevoli i nomi di chi è rimasto stregato da questo vino, prima DOC riconosciuta in Lombardia e una delle primissime in Italia, a testimoniarne l’alto valore storico e culturale. “Lugana, armonie senza tempo” rappresenta l’occasione ideale per una full immersion, grazie alla presenza del Consorzio che guiderà i partecipanti in un viaggio sensoriale per conoscerlo e imparare ad apprezzarne caratteristiche uniche e peculiarità.

    Il Lugana è oggi uno dei vini italiani di maggior successo nel mondo. I vigneti si avvalgono del benefico microclima temperato del lago e del terreno argilloso calcareo, di remota origine morenica. La vinificazione dell’uva autoctona Turbiana garantisce struttura e buona longevità al prodotto. Questo vino potrà essere degustato in occasione di “Lugana, armonie senza tempo” nella versione “base”, Superiore e Spumante.

    Il Lugana “base” è il motore produttivo di tutta la denominazione, il suo mattone fondamentale, l’ago qualitativo della zona: il suo volano produttivo copre quasi il 90% della Doc. Presenta un colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli; i profumi, delicati, quasi accennati, offrono sensazioni floreali miste a note di mandorla; il gusto è garbato, stilizzato, definito, teso e gustoso.

    Il Lugana Superiore è sottoposto a un periodo di invecchiamento o affinamento di almeno un anno a partire dalla vendemmia. Presenta un profilo più variegato e complesso: il colore ha riflessi più dorati; i profumi, più articolati, offrono sentori di erbe di campo, di clorofilla, di mela matura, di agrume (mandarino in primis), uniti a note di nocciola o spezie con il passaggio nel legno (oggi sempre meno nuovo e tostato, e più grande in capacità); il palato, di maggior struttura, è sorretto da un’acidità viva e tonica, ed è attraversato da una sapidità di matrice minerale che sa conferire intriganti sfumature “salate” al vino.

    Il Lugana Spumante è prodotto sia con il metodo Charmat o Martinotti (presa di spuma in autoclave) sia con il metodo classico (rifermentazione in bottiglia). Nel primo caso il quadro organolettico è improntato a una maggior semplicità e freschezza, con profumi primari di agrume (cedro in primis) e un perlage più cremoso e generoso, mentre nel secondo il profilo diventa più raffinato e complesso, con un bouquet più elegante e dinamico, e un perlage più aggraziato e “croccante”.

    Fra le priorità del Consorzio vi è la salvaguardia dell’intero patrimonio del Garda, un habitat unico che solo se ben conservato potrà continuare ad esprimere l’eccellenza del Lugana, figlio delle acque, del clima e delle argille del Lago. Si inserisce in questo quadro il sostegno al nuovo Presidio Slow Food dedicato al carpione, di cui il Consorzio è sponsor esclusivo, convinto che si debba accendere i riflettori sulle eccellenze minacciate dai cambiamenti ambientali e sui sistemi produttivi tradizionali più sostenibili, dal vino alle specie a rischio. Il carpione è infatti una specie in via di estinzione e il suo recupero è inevitabilmente legato alla possibilità di riprodurre lo stock ittico del lago.

    Consorzio Tutela Lugana DOC
    Sede Operativiva
    Parco Catullo 4 – 37019 Peschiera del Garda VR Sede Legale Viale Marconi 2 – 25019 Sirmione BS tel. +39 045 9233070 fax +39 045 8445434 web www.consorziolugana.it mail [email protected]

    Novella Donelli
    Ufficio stampa Jit
    0459698304
    [email protected]
    http://justintimesrl.wordpress.com

  • Omaggio di La Russa alla Rsi, De Pierro con Napolitano


    Non si placano le polemiche innescate due giorni fa dalle frasi di Alemanno in merito al regime fascista; al contrario, autorevoli esponenti di AN sembrano avere tutte le intenzioni di rinvigorire la fiammella, soffiandoci sopra a pieni polmoni.
    Solo ieri, infatti, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, si rendeva protagonista di un indiretto ‘botta e risposta’ col presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il pomo della discordia, stavolta, era la Repubblica di Salò; mentre Napolitano, infatti, esaltava il ruolo dei militari che rifiutarono di aderire al regime fascista, “tenendo vivo il senso della fedeltà al giuramento..”, La Russa, invece, veniva colto da uno scrupolo di coscienza, dichiarando di non potere, proprio per questo, esimersi dal ricordare che anche i ‘repubblichini’, a loro modo “credevano nella difesa della Patria”.
    Sull’accaduto interviene duramente Antonello De Pierro. “Napolitano ha fatto benissimo a ‘bacchettare’ il ministro della Difesa; è assurdo omaggiare coloro che si opponevano allo sbarco degli Alleati, i quali avrebbero liberato la Nazione dall’oppressione autoritaria e liberticida del fascismo, e proprio nel momento in cui l’Italia era teatro di una sanguinosa guerra civile. D’altronde, in un governo dove figurano personaggi che sono figli di quel regime, ne hanno sempre sostenuto la dottrina, salvo poi ammorbidirla per opportunità politica, è quasi naturale che accadano fatti del genere. E’ una vicenda certamente preoccupante verso la quale bisogna prestare attenzione; io personalmente la interpreto come un pericoloso rigurgito reazionario.”