Roma – “ Il decreto governativo non fa altro che sancire il fallimento di tutti gli slogan sbandierati dal governo e dalle amministrazioni locali di centro-destra in campagna elettorale”.
Con questa frase il presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro ha commentato il provvedimento istitutivo delle ronde civiche emanato dall’esecutivo. “ Non si può sopperire all’ingente taglio apportato al comparto della sicurezza – ha aggiunto De Pierro – con degli escamotage folkloristici che hanno tanto il sapore di farsa e che sono in evidente contraddizione con quanto promesso dalla coalizione berlusconiana. E’ lo Stato che deve sobbarcarsi l’onere di tutelare la sicurezza delle nostre strade e dei nostri spazi pubblici, assicurando alle forze dell’ordine risorse e personale idoneo ad una concreta ed efficace operatività. Il fantomatico poliziotto di quartiere di cui tanto si è parlato è stato forse collocato in pensionamento anticipato ? Credo che l’intenzione occulta sia quella di combattere gli immigrati, facendo leva sulle pulsioni xenofobe a cui i cittadini sembrano essere particolarmente esposti, soprattutto in tempi di crisi economica in cui il fascino delle politiche decisioniste ed antidemocratiche così come delle soluzioni muscolari fai-da-te al problema del presidio territoriale tende ad accrescersi in modo esponenziale. Queste squadre possono essere facilmente permeabili a infiltrazioni da parte di soggetti facinorosi ed esaltati e innescare un meccanismo perverso di autoalimentazione della paura e della percezione di insicurezza che nulla ha a che spartire con una corretta gestione della cosa pubblica. Inoltre – ha concluso il presidente dell’Italia dei Diritti – non possiamo accettare che abbiano contribuito al varo di questi provvedimenti dei parlamentari condannati in via definitiva che sono nella posizione giuridica di pregiudicati e che, di conseguenza, non sono certo le persone più indicate a legiferare in materia penale”.
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Antonello De Pierro motiva il suo no alle ronde
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Campi rom, De Pierro risponde a Santori
Roma – Le attività di controllo recentemente effettuate dall’VIII Gruppo della Polizia Municipale all’interno del Casilino 900 hanno condotto al rinvenimento di mezzi e materiali di provenienza furtiva e alla denuncia a piede libero di una donna abitante nel campo per ricettazione.
Fabrizio Santori, presidente della commissione sicurezza del Comune di Roma, commenta con termini entusiastici l’operazione, facendo riferimento anche ad altri interventi realizzati in questi mesi.
Dura la risposta del presidente del movimento Italia dei Diritti Antonello De Pierro: “Fabrizio Santori è molto abile nel far redigere comunicati su temi di grande impatto e, purtroppo, spesso si sofferma su notizie già datate, spacciandole come attuali. Non è un mistero che i campi nomadi pullulino di attività illegali, ma – specifica De Pierro – i controlli delle forze dell’ordine non sono certo iniziati dopo l’insediamento della giunta Alemanno. Carabinieri e polizia, spesso con l’ausilio dei vigili urbani hanno fatto fin troppo il loro dovere in passato, pur con molte difficoltà per la scarsità di strumenti operativi e leggi spesso inadeguate, che favoriscono l’impunità. Quegli interventi sbandierati da Santori e da tutta la giunta Alemanno negli ultimi mesi sono solo ventate propagandistiche intrise di demagogia ma sterili nel contenuto”.
A proposito dell’approccio al problema scelto dall’attuale amministrazione il presidente dell’Italia dei Diritti afferma : “Si parla sempre e si interviene sui campi nomadi regolari, ma nulla si è fatto contro i numerosi insediamenti abusivi dei rom in numerose zone capitoline. Il campo abusivo di Dragona, in cui viveva Bruno Radosavljevic, che travolse tredici persone alla fermata dell’autobus non è mai stato preso in considerazione e vergognosamente si trova ancora al suo posto. Gli insediamenti di immigrati della pineta di Ostia sono ancora lì, nonostante sia Gianni Alemanno che Giacomo Vizzani, presidente del XIII Municipio, ne abbiano previsto lo sgombero entro la fine dell’ottobre scorso. C’è voluto l’incendio con due morti, una tragedia annunciata, per far dichiarare al sindaco di Roma che il problema sarà risolto entro la prossima estate, facendo trapelare manifestamente le prove del fallimento. Queste sono parole che mi fanno venire i brividi perché per provvedere a uno sgombero efficace basterebbero due o tre giorni al massimo. L’ho detto e lo ripeto, la campagna elettorale è finita da un pezzo, ora servono i fatti concreti”.
Le parole conclusive di De Pierro risuonano perentorie: “Se Alemanno e i suoi ‘compagni’ non sono in grado di gestire il problema sicurezza a Roma – suggerisce – si dimettano e lascino il posto a chi ha il polso giusto per affrontare problematiche di questo tipo”.