Tag: romagna

  • Parco Safari Ravenna: festeggia il compleanno dei tuoi bambini con noi, a tariffe vantaggiose!

    Lo sapevi che al parco faunistico Safari Ravenna, il compleanno di ogni bimbo è un giorno speciale?

    Il parco Safari Ravenna, offre a tutte le famiglie in visita al parco un vasta gamma di servizi e offerte per grande e piccoli.

    Un occhio particolare è però riservato ai più piccoli, la quale oltre a visitare gli animali del parco, liberi, possono divertirsi dentro Bambinolandia, un grande area per i bambini di ogni età. Al suo interno infatti ci sono grandi gonfiabili gratuiti e tanti altri giochi per divertirsi in sicurezza.

    E per i bambini fino a 10 anni c’è una grande novità: uno sconto imperdibile per il giorno del loro compleanno!

    Per i bimbi si sa, il giorno del compleanno è una giornata speciale, da festeggiare e divertirsi in compagnia degli amici. Quale modo migliore se non festeggiarlo al parco Safari Ravenna?

    Presentandosi alle casse con un documento d’identità, nel giorno del loro compleanno, i bambini fino a 10 anni ricevono subito uno sconto sul prezzo del biglietto. Visita il sito del Safari Ravenna per scoprire l’offerta del parco!

  • Economia: in Romagna si sta concretizzando il Web Economy Forum

    Dopo sei anni di crisi strutturale (2008-2013) che ha falcidiato aziende e posti di lavoro, ha impoverito persone, fatturati e margini, ha generato timori e perdita di prospettiva, occorrono idee e progetti concreti per aiutare le imprese, e di conseguenza i territori, a superare le difficoltà e soprattutto a tornare a crescere.

    Da queste premesse in Romagna nasce il Web Economy Forum, un progetto innovativo, il primo in Italia su area vasta, il cui obiettivo principale è proprio quello di fornire alle aziende nuovi strumenti utili per uscire dalla crisi e fare sviluppo sostenibile, attraverso un nuovo modo di lavorare, di intendere e fare impresa utilizzando internet.

    Il progetto sarà presentato ufficialmente a inizio giugno attraverso una serie di incontri aperti al pubblico che prenderanno vita nei capoluoghi delle tre province coinvolte: Forlì, Ravenna e Rimini.

    Il Web Economy Forum proporrà soluzioni inedite puntando su risorse finora poco o male utilizzate, come ad esempio: le esperienze, le competenze, i progetti e le relazioni di mercato raccontati “dal basso”, cioè dai diretti protagonisti delle imprese; il web, le informazioni, i nuovi linguaggi e le opportunità che internet mette a disposizione con modalità efficienti, veloci e accessibili; i fondi strutturali dell’Unione Europea, in particolare quelli che dal 2014 saranno disponibili anche in Italia con la Strategia Europa 2020 che punta a rilanciare l’economia del decennio soprattutto attraverso lo sviluppo di cultura e pratiche digitali.

    La “web economy” è il luogo concreto nel quale le imprese di ogni settore, non solo quelle dell’ICT, possono rimodulare il proprio business, trovare nuovi clienti, gestire i cambiamenti di mercato, fare innovazione e tornare a crescere. Il progetto Web Economy Forum è lo strumento disponibile per entrare in contatto diretto con questo luogo, con altre imprese che ci stanno già lavorando e hanno successo, con esperienze ed esperti tramite i quali capire e apprendere cosa e come fare subito, senza perdere tempo.

  • Selvatico di pregio. Erbe spontanee in cucina

    In occasione del 50° anno d’attività (1962-2012) la delegazione di Ravenna dell’Accademia Italiana della Cucina ha avviato un importante progetto che ha trovato la sua conclusione in questo 2013: la realizzazione di un inedito video-documentario dedicato alle erbe spontanee in cucina. “Selvatico di pregio. Erbe spontanee in cucina: il Lamone fiume romagnolo” è il titolo di questo medio-metraggio, della durata di circa 45 minuti.

    Il Lamone è un fiume simbolo della Romagna, perché la percorre tutta, dal crinale appenninico (in verità nasce burocraticamente in Toscana, ma lui “le ha voltato le spalle”) fino al litorale fra le straordinarie valli e pinete, un unicum per la Pianura padana.

    Sul crinale appenninico la flora che lo circonda è punteggiata di varietà “da versante sud”, come alcuni esemplari di cerro sughero, di corbezzoli e di agrifogli. Poi, scendendo, il Lamone acquisisce tutte le specie tradizionali di una Romagna che comunque ha il clima e l’aridità da “Italia mediterranea”. Una sorta di nord del sud, che consente una concentrazione di essenze importanti per la nostra cucina. In pianura, conserva attorno al suo correre verso il mare un’ampia serie di erbe eduli, per poi infilarsi nelle valli e nelle pinete, dove regnano l’asparagina e gli stridoli, la rucola e i raperonzoli, fino alla salicornia e alle alghe delle nostre placide acque.

    Il video ha messo al centro della ricerca di queste piante spontanee la cultura dei grandi cuochi romagnoli: “professionisti del gusto” e quindi i migliori interpreti per un’analisi sensoriale ottenuta applicando moderne tecniche di elaborazione e di cottura a questi straordinari prodotti. Oltre alle erbe anche fiori, radici, piccoli frutti, funghi. Si passa da Pier Giorgio Parini del “Povero Diavolo” di Torriana che da anni fa il risotto al cipresso a testimonianza di come il non edule possa diventare edule, fino a Vincenzo Cammerucci (“CaMi”, Savio) che utilizza le alghe del nostro mare, una “insalata” d’acqua salata. I grandi appassionati e cercatori di erbe selvatiche come “Il Pettirosso” di Saludecio (Maria Franca Cupioli) e “Il Gambero Rosso” di San Piero in Bagno (Giuliana Saragoni) sfornano piatti d’antan impreziositi da fiori sgargianti. Remo Camurani, il re del carciofo moretto alla “Trattoria Strada Casale” fa delle erbe un complemento ineliminabile, mentre Silverio Cineri (“Silverio”, Faenza) utilizza tutti i prodotti dei campi e dei boschi per far diventare piatti semplici invenzioni stupefacenti.

    Oltre ai cuochi, nel video sono contenuti anche gli interventi di altri importanti esponenti di questa originale “filiera”: “allevatori” di erbe e fiori eduli, ricercatori, raccoglitori. Tutti gli attori sono presenti, dall’Azienda Sperimentale della Regione “M. Marani” che fa selezione clonale di asparagina, salicornia, moretto, raperonzolo e che provvede ad allevare importanti specie selvatiche al servizio della ristorazione. Come pure aziende specializzate in erbe e fiori eduli, come Pizzi di Cesena, o chi da anni fornisce il mercato di spezie ed erbe essicate come l’Azienda Minardi di Bagnacavallo. Il problema è curare la filiera per far sì che prodotti eccezionali possano trovare valorizzazione nella nostra ristorazione e nelle tavole dei gourmet.

    Di erbe e di prodotti del bosco in Romagna ci si è sempre cibati. E dal bosco, dalle pinete, dai prati incolti queste piante sono state prese e allevate. Oggi le erbe selvatiche e aromatiche sono tornate di moda, dopo anni di oblio durante i decenni di sviluppo degli ultimi 60 anni. La valorizzazione delle biodiversità ha contribuito alla loro riscoperta, ma soprattutto vi ha contribuito l’analisi delle loro qualità gastronomiche, della loro concentrazione e della varietà di sapori e di aromi che le rendono centrali nella cucina d’autore di oggi e di domani. La riscoperta delle vecchie ricette e l’invenzione di nuovi piatti sono entrambi, oggi, obiettivi attuali e moderni.

    «E’ maturo il tempo per fare ricerca, selezionare le piante per allevarle e creare così un circuito fra selezione clonale-produzione-mercati-consumo da affiancare a una raccolta del selvatico controllata e rispettosa dell’ambiente – spiega Franco Chiarini, produttore del video e co-auore dei testi, assieme a Riccardo Vecchi – E’ importante poter mettere a disposizione della ristorazione prodotti ad alta qualità gastronomica, in quantità sufficienti per una loro presenza “in carta” e per un periodo anch’esso sufficiente per affermare una rinnovata tradizione. L’asparagine di pineta e il carciofo “moretto” di Brisighella sono i prodotti simbolo di questa impresa, che abbinerà raccolta del selvatico a un allevamento “controllato”. Altrettanto importante, oltre ai prodotti eduli tradizionali, è riuscire ad estrarre sapori e profumi dalle tante essenze importanti del bosco e delle pinete, utilizzabili anche in cucina per piatti innovativi che parlino delle nostre terre, della nostra unica e inestimabile ricchezza ambientale. In fondo, le grandi realtà gastronomiche spagnole guidate da Ferran Adrià o le innovazioni danesi imposte da René Redzepi continuano a monitorare il proprio territorio, da cui estraggono vecchi e inediti sapori che fanno grandi e uniche le loro cucine.»

    Per il pubblico: maggiori informazioni e per richiedere il video

    Franco Chiarini, tel. 347 7827175 – [email protected]

  • Un fiasco di qualità per il Vinitaly 2013

    Dal 7 al 10 aprile l’Azienda Campanacci di Faenza, che ha la sede e i terreni nei pressi della Torre di Oriolo, parteciperà al Vinitaly 2013 di Verona, il più importante evento internazionale dedicato al mondo del vino, giunto quest’anno alla 47° edizione.

    Sarà questa l’occasione per presentare la vendemmia 2012 dei propri vini ai tantissimi operatori del settore provenienti da tutto il Mondo, che come ogni anno saranno presenti all’evento veronese.

    Fra i vari vini, merita sicuramente una menzione particolare il Sangiovese Rubicone IGT 2012 in fiasco! Proprio così, il “vecchio” fiasco impagliato è riproposto in chiave moderna da Campanacci. La scelta del fiasco, sicuramente atipica per le aziende vinicole del nostro territorio e assolutamente originale anche a livello nazionale per un vino di qualità come quello griffato Campanacci, è stata determinata da un desiderio di ritorno alle tradizioni, a un’immagine che rispecchi il modo di lavorare artigianale, cercando di ottenere un prodotto schietto e genuino.

    Per l’Azienda faentina il fiasco sarà sicuramente un bel biglietto da visita che non mancherà di passare inosservato e di richiamare anche l’attenzione sui progressi e sugli sforzi produttivi che un intero territorio sta compiendo per la promozione delle proprie eccellenze enologiche.

    Del resto in casa Campanacci parole come “sforzi produttivi”, “progressi” e “qualità” sono all’ordine del giorno. Parole che non restano nell’aria ma che sono concrete e che, in un periodo economico non particolarmente florido come quello che stiamo attraversando, hanno permesso all’azienda Campanacci di chiudere brillantemente il 2012. Risultato: le scorte di vino dell’annata 2011 sono quasi finite e per questo 2013 dalla cantina sui colli di Faenza usciranno ben 70.000 bottiglie tra rossi, bianchi e rosati, incrementando la produzione rispetto all’anno precedente.

    www.campanacci.com

  • Poderi Morini di Faenza è “Ecofriendly 2013”

    La celebre guida enologica “Vini Buoni d’Italia 2013”, Touring Editore, ha conferito un importante riconoscimento ai Poderi Morini di Faenza. L’Azienda di Alessandro Morini, infatti, ha ricevuto il premio “Ecofriendly 2013per l’impegno dimostrato sui valori dell’eco-sostenibilità ambientale.

    Il premio attesta l’impegno dei Poderi Morini nella realizzazione di progetti finalizzati alla tutela del territorio e del vigneto, nonché nell’attuazione di piani volti al risparmio energetico e, non ultimo, alla produzione di vini rispettosi della salute e del benessere dei consumatori.

    Poderi Morini, infatti, da anni lavora per minimizzare l’impatto ambientale attraverso un minor impiego di agrofarmaci e un miglior impiego delle risorse idriche nei vigneti. Inoltre, in questo ultimo periodo, ha effettuato altre importanti scelte in chiave ecologica, realizzando un impianto fotovoltaioco di circa 300 mq sopra il tetto della cantina e utilizzando bottiglie di vetro “leggero”.

    L’impianto fotovoltaico è composto da 200 pannelli per una capacità annua di circa 44.000 kwh e con una potenza di 44 kwp; garantirà all’azienda l’indipendenza energetica per circa venti anni, riducendo così sensibilmente le emissioni di Co2.

    Anche la scelta di utilizzare le bottiglie di vetro leggero permette una riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera. Infatti, le bottiglie scelte dai Poderi Morini prendono vita in forni dall’elevata efficienza energetica, capaci di utilizzare una grande percentuale di vetro riciclato (fino all’85%).

    http://www.poderimorini.com/

  • Benessere a Castrocaro Terme: romantica evasione

    Castrocaro Terme, Novembre 2012: Una Romantica evasione per due in Emilia Romagna. Quale occasione migliore, festeggiare ricorrenze speciali in una location in cui dedicarsi al al proprio benessere? Staccare dalla quotidianità e concedersi insieme al proprio partner momenti indimenticabili dedicati al relax. Per sorprendere la propria dolce metà il Grand Hotel Castrocaro Terme, grazie alla sua area dedicata al benessere, ha creato un pacchetto speciale. E’ possibile sognare in una location e scoprire il fascino moderno della storia.

    Il pacchetto speciale comprende:

    – pernottamento e prima colazione

    – Percorso Politermale per 2

    – Massaggio Luce Fuoco per 2

    – Massaggio Podalico per 2

    Il Percorso Politermale comprende: sauna, bagno turco, piscina con acqua termale e idromassaggio e percorso vascolare caldo-freddo per la circolazione degli arti inferiori. Il massaggio Luce Fuoco, al burro di Jojoba, dona una pelle vellutata e libera dalle tensioni. Il massaggio Podalico ripristina l’equilibrio e l’armonia di tutto il corpo. Scegli il Pacchetto Romantica Evasione a partire da €191,50 a persona.

    Grand Hotel Terme Castrocaro, hotel 4 stelle superior dallo stile Art Déco: per un soggiorno all’insegna dell’esclusività e per rivive ambienti storici e raffinati. Il Grand Hotel dispone di un’area benessere spa e area termale; salute e benessere per un futuro migliore grazie alla Clinica del Ben Essere e grazie al Metodo Long Life Formula. L’hotel intoltre offre un business center, sale riunioni per piccoli gruppi, Il Ristorante Via Roma 2 e il Bar Chini. La location è perfetta per organizzare cerimone, eventi e matrimoni. La piscina all’aperto e la terrazza panoramica completano l’offerta. www.termedicastrocaro.it


    Società dinamica, flessibile ed affidabile focalizzata sul revenue e sui volumi di fatturato prodotti, Blastness, fondata nel 2005, fornisce agli alberghi sistemi, servizi, formazione e consulenza. Blastness è nata con la mission di essere un partner per lo sviluppo del business degli hotels suoi clienti, crescendo e ampliando il proprio raggio di azione in uno scenario in evoluzione. L’azienda aggrega competenze e risorse specializzate, esplorando nuovi canali, metodologie innovative e nuovi segmenti di mercato. Inoltre, grazie al modulo Blastness Distribution, estende in modo più efficace il proprio contributo su tutti i segmenti del business degli hotels partners, per essere la risposta trasversale e complementare alle compagnie di franchising, affiliazione, rappresentanza e management. Oggi Blastness, con oltre 600 alberghi nel suo portfolio clienti, è il leader italiano del segmento hotel 5 stelle per la fornitura di tecnologie avanzate per la vendita delle camere on-line. La missione aziendale, intesa quale obiettivo da raggiungere condiviso dall’intera struttura organizzativa, è il continuare a mantenere Blastness tra i leader del proprio settore. www.blastness.com

  • Roberta Paganelli presenta il volume “Ines Lidelba: la contessa soubrette”

    Giovedì, 20 settembre, alle ore 18 presso il Grand Hotel delle Terme di Castrocaro Roberta Paganelli presenta il suo ultimo volume Ines Lidelba: la contessa soubrette dedicato alla famosa cantante forlivese (1893-1961) Il pomeriggio sarà allietato dall’ascolto di alcune note arie di operetta.

    Ingresso libero

    Ci siamo chiesti se fosse appropriato recensire questo libro su di una rivista dedicata all’opera. Che, diciamocelo francamente, ha sempre guardato con sussiego la sorella-minore: l’operetta ovvero la piccola lirica. Intanto è un ottimo libro. Conosciamo Roberta Paganelli, le sue doti di ricercatrice e la competenza maturata nell’ambito dell’indagine storica sugli artisti della sua Romagna. E poi, non sì può negare che l’argomento abbia attinenza con il melodramma. Non solo l’operetta nasce da una sua costola, ma la soubrette è anche l’ultima evoluzione de! soprano spumeggiante, prima che esso lasci il posto alla Wandissima, alias ad una cantante di musica leggera, chiamata ad essere la regina della rivista. La Lidelba infatti può essere considerata l’ultimo capitolo di una storia che si chiude.

    Forlivese, classe 1893, di nobili origine, Ines Baldelli, in arte Ines Lidelba, debuttò nel 1917 nella Geisha. Dopo essersi cimentata in alcuni concerti lirici, riscuotendo un buon successo, la giovane artista trovò nell’operetta il terreno fertile per mettere a frutto un bouquet di charme, dove il canto si sposava con l’avvenenza e l’avvenenza con il brio, iI brio con l’eleganza e l’eleganza con la signorilità, tutto condito con una musicalità facile e felice. Il successo fu immediato e andò crescendo in una serie di performance memorabili, tra le cui tappe vanno ricordate almeno le tournées in Spagna e nell’America Latina, le recite triestine dello Zarevitch, dirette da Lehàr in persona, la fondazione della “Compagnia dei grandi spettacoli operettistici”, voluta per risollevare le sorti di un genere che volgeva verso una fine di cui la Lidelba ebbe chiara percezione. La Lidelba seppe essere divina come lo erano le primedonne dell’operetta: un poco chanteuse, un poco danseuse, un poco diseuse, glamour, librata tra suggestioni d’antan, aggiornate a più spendibili clichés, e modi da attrice cinematografica. Il repertorio della Lidelba contemplava Lehàr, ma ospitava tutta la produzione più o meno illuminata dell’operetta italiana, compresa “Prestami tua moglie” di Leoncaval!o. Titoli che a dirli oggi fanno un po’ sorridere e un po’ tenerezza: Acqua cheta, Addio giovinezza, Cin-ci-la, il Paese dei campanelli, la Fornarina.

  • La sfida continua di Villa Maria

    E’ nato nel cuore della Romagna il più grande network privato d’Italia che ora opera anche all’estero. La storia di un sogno realizzato e le aspettative per il futuro.

    Intervista apparsa su la Voce di Romagna al Presidente del Gruppo Villa Maria Ettore Sansavini

    Non fa tempo a mettere piede dentro un traguardo, che già vede un altro orizzonte più avanti. I suoi collaboratori faticano a stargli dietro: “A volte il mio direttore amministrativo mi sgrida”. Sorride Ettore Sansavini, che con Villa Maria è al timone del primo gruppo sanitario privato per strutture accreditate, con più di trenta cliniche e poliambulatori, tra Italia, Francia, Polonia, Albania e Romania. Una saga imprenditoriale da self made man romagnolo. Perito chimico e diplomato ragioniere alle serali di Forlì, è partito negli anni ‘60 come impiegato in una clinica privata, costruendo negli anni una holding che fattura 500 milioni l’anno e occupa oltre 5mila persone, impegnata anche in società di servizi, nelle cure termali, nell’alimentare e nel biomedicale.

    “Faccio l’imprenditore con lo spirito di quando mio nonno, agricoltore, mi portava per i campi a vedere il grano crescere. Ecco: io non amo il rischio del gioco, non mi sono mai seduto al tavolo della roulette. Ma ho il desiderio di costruire. Non si fa impresa per il denaro. Perché i soldi, quando si lavora e si lavora bene, arrivano da soli. E servono per costruire ancora, per far crescere qualcosa”. Un ragazzo di 68 anni, Sansavini, che nel 1973, a 28 anni, fu chiamato a dirigere la clinica Villa Maria di Cotignola ancora in costruzione, investendo poi tutto quanto aveva – i 2 milioni di lire della liquidazione del lavoro precedente – e che da lì ha creato il primo polo sanitario privato italiano. “Avevamo 600milioni di capitale e 600 milioni di debiti. Ho corso un rischio; e ancora ne corro”. La scelta di allora gli ha dato ragione. E adesso, in tempi di crisi e recessione, investe ancora: 25milioni di euro per costruire due piani ulteriori nella clinica di Cotignola sono solo un esempio.

    Sansavini, è singolare che la sua avventura nella sanità privata si sia giocata proprio nella Bassa Romagna di allora, che certo mirava ad altri modelli di assistenza…
    Villa Maria nacque dal desiderio di un medico, Ilio Barcaroli. Voleva costruire la clinica a Lugo, tra la ferrovia e via Felisio. Non gli diedero i permessi. Allora la fece a Cotignola, ma su un terreno di confine, rivolta a Lugo. Lì ci sono arrivato nel ‘73, come direttore amministrativo. La clinica era ancora in costruzione, l’abbiamo inaugurata il 24 ottobre. Subito ci siamo accreditati con le mutue, poi è arrivato il sistema sanitario nazionale. Il distretto di Lugo fu scelto come uno dei quattro progetti pilota in Italia per sperimentare il nuovo sistema. E noi, unici in Italia, fummo sconvenzionati.

    Diciamo che le amministrazioni non vi favorivano…
    Per anni hanno cercato di farci chiudere. L’allora presidente del Consorzio socio sanitario voleva fare della clinica la sede dell’ente. Ma abbiamo resistito, lavorando. Avevamo bisogno di pazienti, di clienti. I soci cominciavano a dubitare del progetto Villa Maria. Io presi a comprare le azioni di chi temeva il futuro, per tenere alto il livello e sostenere il progetto. Mi sono indebitato fin sopra i capelli. Poi ci siamo inventati
    l’odontoiatria: la gente andava in Olanda con pullman organizzati per farsi curare, noi abbiamo portato i dentisti a Cotignola. Quindi è arrivata la cardiologia e la cardiochirugia. Insomma: abbiamo portato quelle attività che in regione e in Italia erano più carenti. E ci hanno salvato anche i libici.

    Prego?
    Avevamo bisogno di lavorare, e negli anni ‘70 c’era questo movimento di pazienti che venivano a farsi curare in Italia.
    Ottenni, tramite l’ambasciata, una convenzione: dal ‘75 al ‘79 abbiamo avuto un centinaio di pazienti libici a Cotignola. Venivano anche perché avevamo portato a Villa Maria il professor Boccanera, un ortopedico molto conosciuto.

    Si puntava all’alta specialità…
    Sempre, come abbiamo poi sempre fatto: mai duplicare i servizi sanitari presenti sul territorio, ma offrire prestazioni di eccellenza lì dove ce n’è bisogno. Rispondendo alle esigenze: dal
    1979 abbiamo creato il primo polo cardiochirurgico privato italiano.
    La gente andava negli Stati Uniti o in Svizzera, noi abbiamo portato i medici qui. E’ arrivata la notorietà, il 12% della cardiochirugia italiana a Cotignola. Da lì è nata la rete degli ospedali del gruppo.

    E finalmente il servizio pubblico si accorge di voi…
    Fino al 1996 abbiamo lavorato in maniera sostanzialmente autonoma, con contratti di rimborso per i pazienti curati da noi che venivano da altre regioni. Poi è arrivato l’accreditamento con il servizio sanitario, perché avevamo un sistema di alta specialità importante.

    Villa Maria ha cliniche dal nord al sud. In regioni amministrate da forze politiche diverse. Come cambiano i rapporti?
    Sono diversi approcci, ma il rapporto è sostanzialmente buono con tutti. Ci siamo sempre proposti di fare quello di cui il pubblico aveva bisogno, o di investire in settori che non erano nemmeno stati considerati.

    In Puglia ora le condizioni sono più tese.
    Lì abbiamo lavorato molto, la Regione non ci ha riconosciuto quanto riteniamo ci spetti, ed è nato un contenzioso, che in parte ha dato ragione a noi, in parte alla Puglia. Abbiamo ancora della difficoltà a riscuotere i nostri crediti, e ora ci stiamo riorganizzando. Vede, ogni struttura ha una sua autonomia finanziaria, il gruppo finanzia l’avvio, ma poi ogni clinica deve avere la sua autonomia economica.

    I tagli della spending review non risparmiano la sanità. Cosa cambierà?
    Le Regioni dovranno ridurre la loro spesa sanitaria, vedremo in che direzione. Auspichiamo che non si tocchi il privato, perché noi costiamo solo per quello che facciamo: ad ogni prestazione corrisponde una tariffa, se lavoriamo siamo pagati, altrimenti no.
    Oltretutto, se sforiamo il budget che ci viene assegnato a inizio anno, per l’extra non vediamo un centesimo. Difatti ogni anno lasciamo diversi milioni sul piatto.

    Chi ve lo fa fare?
    Se ci sono delle emergenze non possiamo non intervenire. All’estero a volte è diverso. In Polonia quell’extra ce lo riconoscono, e il lavoro in più viene considerato per accrescere il budget l’anno successivo.

    Il servizio sanitario nazionale compie 34 anni. E’ un modello da ripensare?
    Tutti ci auguriamo che possa continuare, perché è una conquista fondamentale dal punto di vista sociale. Il problema è come viene amministrato. Il pubblico deve garantire che le prestazioni siano al meglio e al minor costo, ma non è detto che sia lui a erogare il servizio. Dovrebbe rimanere indifferente: l’importante è la qualità.

    Un altro sistema è possibile?
    Non credo: solo con la presenza del pubblico si rischierebbe di non essere competitivi sui costi e di appiattire la qualità. Solo privato si tradurrebbe in solo mercato, riducendo la qualità per un maggior profitto dell’imprenditore.

    La direzione indicata dai tagli è l’ingresso delle assicurazioni?
    In senso esclusivo non è un’ipotesi percorribile, perché, ad esempio, se un paziente ha malattie croniche o è molto anziano, non trova chi l’assicuri; scomparirebbe un livello di assistenza. Occorre una rivisitazione del sistema assicurativo, verso una copertura totale. Interessante per ridurre la spesa pubblica sono invece i fondi integrativi di chi lavora, come previsto da diversi contratti nazionali. Oggi viene ideologicamente interpretato come un privilegio, invece va proprio a vantaggio di chi è più in difficoltà:
    si accorciano le liste di attesa, e chi lavora paga un po’ di più, sì, ma garantisce alti livelli di assistenza per tutti.

    Sansavini, la sanità è spesso nel mirino delle inchieste giudiziarie, specie in Lombardia…
    Non credo a quelle accuse. Ma va detto che in Italia operano sette/ottocento cliniche private. Non tutti sono uguali; un privato non deve essere compromesso con la politica. La selezione si fa sui requisiti di qualità delle prestazioni, e sono criteri molto severi per chi opera nel privato. Sarebbe auspicabile un terzo organo di controllo anche per il pubblico. E da anni chiediamo che le Ausl si diano un bilancio civilistico, per evitare di scoprire dopo troppo tempo buchi importanti nelle spese.

    Anche lei è stato sfiorato da inchieste giudiziarie, indagato…
    Anche processi, ma mai una condanna in tanti anni di attività.

    Che impegni ha il suo gruppo per il futuro?
    Dobbiamo consolidare quel che abbiamo, anche accorpando le strutture più piccole, come faremo in Puglia, Sicilia e Toscana. Il gruppo prosegue poi nel campo industriale del biomedicale. Il 9 agosto (oggi, ndr), riapriremo la nostra azienda per la produzione di dispositivi medici di Medolla, nel modenese. Il capannone era stato danneggiato dal terremoto. Ripartiamo, con maggiori potenzialità, in uno stabilimento poco distante dal primo.
    Forte è l’impegno nel campo alimentare e termale. In sanità puntiamo a una crescita in Polonia, e nel giro di tre anni vogliamo aprire una clinica in Tunisia.

    C’è crisi e recessione, lei continua a investire…
    Proprio adesso lo facciamo di più. Nella ricerca, nell’innovazione. Un esempio: a Villa Maria avevamo già un laboratorio di elettrofisiologia, ma abbiamo fatto una proiezione sulla ricerca, per introdurre nuove metodiche, come quelle portate avanti dal professor Carlo Pappone. Oggi ci rimettiamo soldi, ma stiamo investendo per il futuro, offriamo un patrimonio di attività e conoscenze per tutto il gruppo.

    Sansavini, vede un’uscita dalla crisi?
    Ho fiducia negli italiani, dal nord al sud, ciascuno con le sue differenze. Il paese si riprenderà.

    Fonte: LA VOCE DI ROMAGNA

  • Notte Celeste, 16 Giugno 2012 alle Terme di Castrocaro

    La notte del 16 Giugno si tinge di Celeste alle Terme di Castrocaro in Emilia Romagna.
    Le Terme di Castrocaro rimarranno aperte fino a tarda notte per offrire spettacoli ed eventi ricchi di benessere.

    Il programma delle terme prevede:

    · Sabato 16 Giugno

    16:00 | Chiusura al traffico di viale Marconi nel tratto adiacente all’ingresso delle Terme

    ed apertura dello stabilimento termale con percorso illuminato con luce soffusa fino alle

    Magiche Acque, aperte per l’occasione fino all’una, per vivere momenti di benessere e

    una magica notte…

    20:00 | Cena Stellata al Grand Hotel Terme & Spa con menù curato dallo Chef Stellato

    Michelin Umberto Massimo Gorizia.

    20:30 | L’area pedonale si animerà con gli artisti di strada (giocolieri, musicisti) che

    accoglieranno i visitatori e li accompagneranno all’ingresso delle terme. Straordinaria

    partecipazione, direttamente dal Giappone, di Maestre di Cerimonia del Tè che illustreranno

    le tradizioni e il benessere dell’antico mondo giapponese con esposizione dei loro

    prodotti tipici.

    21:00 | Animazione presso le Terme con giochi, musica e intrattenimento a cura dello

    staff degli animatori delle Terme.

    22:00 | Musica dell’anima: spettacolo della Jazz Band di Meldola in piazza Machiavelli.

    23:00 | Esibizione degli sbandieratori e musici di Terra del Sole, che partendo da piazza

    Machiavelli accompagneranno i turisti all’ingresso dello stabilimento termale.

    24:00 | Volo in cielo di palloncini luminosi colorati di bianco e celeste.

    1:00 | Chiusura dello stabilimento termale.

    Le attività di ristorazione e somministrazione presenteranno menù ed aperitivi ad hoc

    per la Notte Celeste. Altrettanto faranno gli albergatori nei confronti dei propri ospiti.

    L’intera area pedonale sarà vestita di celeste, le vetrine colorate di celeste e le attività di

    somministrazione proporranno aperitivi, gelati,…celesti su tavolini celesti!

    Terme di Castrocaro, una notte all’insegna del benessere in un mondo Celeste.

  • Elenco eventi Rimini Riccione Cattolica ponte di aprile maggio 2012

    A ridosso del ponte che va dal 25 aprile al 2 maggio tra Rimini, Riccione e Cattolica ci saranno innumerevoli iniziative ed eventi per rendere interessante il vostro soggiorno nella sorridente riviera Romagnola!

    Potete visitare la mostra dei fiori a Cattolica in un’anteprima primaverile, potete partecipare all’inaugurazione della statua di Giovanni Paolo II a Riccione, vedere il campionato italiano di automodellismo, assaggiare prodotti locali come fave e pecorino, ammirare le mostra “Da Vermeer A Kandinsky” o quella americana del XX secolo “Da Hopper a Warhol” rispettivamente a Rimini e San Marino, sognare con il raduno di Harry Potter al Palaterme di Riccione, scoprire Saluserbe a Saludecio con tutte le proprietà benefiche sul corpo e lamente delle piante e le erbe officinali, lasciarvi emozionare dallo sport in tutta la sua connotazione artistica con Champions On ice al 105 Stadium di Rimini, o farvi affascinare dalla moda e l’eleganza a Beautiful Fashion Night in Viale Cecarini a Riccione…

    Un ricco programma di eventi dagli interessi più variegati che sapranno incuriosirvi, interessarvi e speriamo appassionarvi!

    Tutto questo “condito” da una sana e genuina ospitalità Romagnola, da un allettante panorama enogastronomico e dal mare che con il suo fascino già basterebbe per concedersi qualche giorno di pausa e infine il sole che stando alle previsioni di medio-lungo periodo vedono finalmente le temperature in rialzo sulla costa Romagnola e un trend generalmente positivo dall’ultima parte del mese di aprile.

    Consulta l’offerta speciale dedicata al ponte cliccando QUI!

    Buon ponte a tutti!