Tag: roberto lirussi

  • Roberto Lirussi a PordenoneLegge 2013 con “La regalità calò dal cielo”, dal 20 al 22 settembre, Pordenone

    Un collaboratore di Oubliette Magazine sbarca a PordenoneLegge 2013 da venerdì 20 a domenica 22 settembre. Sarà Roberto Lirussi, con il thriller storico religioso “La regalità calò dal Cielo”, che dopo sei anni dalle prime righe buttate su un foglio, scritte a matita e rinchiuse in un cassetto, arriva ad un palcoscenico importante.

    Roberto ci dice, è uno studioso/scrittore e gli piace leggere per imparare. Appassionato di Storia del Vicino Oriente Antico, origine e storia di popoli e religioni, temi sui quali sta pubblicando un importante saggio, quindi non è neanche più un esordiente, infatti ci riferisce di svariati progetti di lavoro, tra cui la poesia e l’arte sacra medievale, cristiana e mussulmana.

    Queste passioni sono alla base de “La Regalità calò dal Cielo”, che riporta come non succede spesso, luoghi, date persone, avvenimenti e situazioni vere, non inventate di sana pianta. Probabilmente questo è uno dei fatti per cui è schizzato per due settimane all’ottavo posto della classifica delle vendite tra nomi che ci dice “mi ha fatto tremare i polsi Wilbur Smith, Roberto Saviano, Patricia Cromwell, Stephen King, Dan Brown e così via…”.

    Intorno ad una precisissima base storica l’autore friulano avvolge un canovaccio romanzesco che fa arrivare all’ultima pagina sperando che ce ne siano ancora oltre.

    L’ho scritto in un mese”, ci dice sorridendo, “come se fossi ispirato dall’alto. Poi tre-quattro anni di rivisitazioni integrazioni, limature, tre edizioni fino ad arrivare a questa che è quella finale. La Regalità calò dal Cielo è una frase incisa su una stele che riporta la lista dei re sumerici. Dopo che la Regalità calò dal Cielo il Regno ebbe dimora in Eridu. In Eridu Alulim divenne Re, regnò per 28.800 anni…”.

    L’autore continua raccontandoci una cosa sconvolgente, che dà il via al viaggio romanzesco: è il fatto reale e tangibile, “perché abbiamo il testo integraleconferma Roberto, “ che 2.000 anni prima della Bibbia i Sumeri scrissero un poema con protagonista l’eroe Gilgamesh ed il racconto avrebbe similitudini incredibili con il testo biblico”.

    Capiamo che è pane per i suoi denti da come e cosa ci spiega:”sicuramente, storicamente, gli ebrei deportati in Mesopotamia da Assiri e Babilonesi assunsero molte caratteristiche del luogo, infatti molti di loro, quando gli venne dato il permesso per rientrare nella loro terra, rifiutarono e si fermarono a vivere nella valle tra il Tigri e l’Eufrate. Scorrendo le pagine di “La Regalità calò dal Cielo” ci imbattiamo in uno studioso che vuole rendere pubblica una scoperta da lui interpretata in maniera pericolosa per molti e tra rituali pagani, omicidi rituali, viaggi nelle zone dell’Anatolia dove dovrebbe essere avvenuto il Diluvio universale, il capo ispettore Marsini e l’archeologa Clarissa precipitano in un vortice che dovranno dipanare mille eventi ed indizi che confonderanno in un primo tempo i due.

    Lirussi ci spiega come La Cupola della Roccia sulla spianata del Tempio di Gerusalemme, un’abbazia di suore Clarisse in Friuli, il bunker di Hitler a Berchtesgaden, in Baviera, poco oltre il confine italiano, una biblioteca di San Daniele del Friuli ed un cimitero ebraico nel quale vi sarebbe una tomba con una scritta che non dovrebbe esserci, il primo “folio” stampato da Gutenberg, l’amicizia tra un frate amanuense ed un comandante nazista siano altri elementi che fanno divenire questo testo “un film scritto”, tale è la precisione con cui vengono descritti fatti e luoghi. Salutiamo Roberto che ci fa vedere una medaglietta vinta ad un concorso di poesia a Pordenone nel 1975. Premiazione al Teatro Verdi, Pordenone il giorno 7 maggio 1976!

    La vita fa strani scherzichiude Roberto che da Pordenone è partito quasi quaranta anni fa ed ora ci ritorna da protagonista per raccontarci i suoi “viaggi con la macchina del tempo”, come definisce lui i libri. Pordenonelegge si svolgerà dal 18 al 22 settembre 2013, con più di 300 tra eventi ed invitati e riveste un ruolo molto importante come polo di attrazione e diffusione di cultura in Italia ed in Europa.

    Un saluto a tutti e grazie per l’attenzione che mi avete riservato e che non sono sicuro di meritare” è la chiosa di questo “ragazzo” quasi cinquantenne che ci stupirà in futuro, noi ci scommettiamo.

    Roberto Lirussi recentemente ha pubblicato con Edizioni DrawUp, nella sottocollana Oubliette, il saggio storico “Dalla Svastica alla Bibbia”.

    Info

    http://oubliettemagazine.com/tag/roberto-lirussi/

    https://www.facebook.com/groups/160247187335810/

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/09/18/roberto-lirussi-a-pordenonelegge-2013-con-la-regalita-calo-dal-cielo-dal-18-al-22-settembre-pordenone/

  • Intervista di Alessia Mocci a Roberto Lirussi ed al suo Dalla Svastica alla Bibbia


    Nella storia i vari popoli sono sempre stati identificati e riconosciuti come portatori di particolari tratti, somatici o di abbigliamento. Per il caso ebraico ciò avviene per le loro usanze culinarie o rituali, la circoncisione, culto religioso esclusivista. Tra di loro si pensa: ”Noi, corretti” e “gli altri” immorali e deviati. Forse anche questo aspetto ha origini mesopotamiche.”

    Dalla Svastica alla Bibbia” è il secondo saggio storico di Roberto Lirussi, edito nel giugno 2013 dalla casa editrice Edizioni DrawUp per la collana editoriale “Oubliette”.

    Il primo saggio dell’autore, “La regalità calò dal cielo”, edito nel settembre del 2012 dalla casa editrice Edizioni Segno, ha sbancato la classifica di vendite su Ibs lo scorso maggio riuscendo a posizionarsi nella top ten subito dopo autori di fama internazionale.

    L’interesse sempre più crescente verso il passato, ma soprattutto verso la verità, decreta un passaggio storico di notevole importanza grazie a coloro che continuano una lotta contro la storia ufficiale che ormai ha i giorni contati.

    C’è bisogno di una revisione seria di ciò che conosciamo e Roberto Lirussi è un vero attivista in questo. Lo ringraziamo e vi lasciamo alla breve intervista realizzata per conoscere meglio la sua ultima pubblicazione. Buona lettura!

    A.M.: “Dalla Svastica alla Bibbia” è un saggio storico che prende ad esame un periodo specifico della storia della civiltà umana, potresti raccontarci quando nasce la tua passione per il mondo antico?

    Roberto Lirussi: Innanzitutto grazie a Te, Alessia ed alle Edizioni DrawUp per darmi la possibilità di esprimere i miei pensieri con questa intervista. I temi trattati nel libro che DrawUp ha pubblicato, “Dalla Svastica alla Bibbia – Nascita ed evoluzione di etnie e religioni” sono: Mesopotamia-Proto-Sumeri-Akkadi-Assiri-Babilonesi-Aramei-Caldei. Mi fermo al periodo di Hammurabi (che “non” ha scritto il primo codice di leggi), circa nel 1500 a.C. Ho scavato nei meandri dei periodi più bui della storia dell’uomo, quando cominciò a civilizzarsi, unendosi in tribù, poi in clan, per poi aggregarsi nelle prime città. Oltre a questo mi interessa la Storia di quella che io chiamo “antropologia religiosa”. Non vi è mai stata una etnia od un popolo completamente ateo, come mai? Si trovano, invece, analogie quasi tra tutte le religioni, e come lo si spiega se gli stessi fatti vengono tramandati da popoli distanti tra di loro nel tempo e nello spazio? Ho deciso di iniziare a studiare all’Università come Operatore dei beni culturali. Ulteriore interesse l’arte e la miniatura islamica, che porterà poi a concludere il libro. Vi si spiega che non fu Allah o Maometto a proibire la raffigurazione degli esseri viventi, ad esempio. Il frutto di questi studi è raccolto ne “Dalla Svastica alla Bibbia”, quindi non pongo ipotesi fantascientifiche ma mi baso su dati certi, storici. Prima di pubblicare questa raccolta di saggi, ho dato alla stampa il thriller storico religioso “La Regalità calò dal cielo”, nel quale, con il fine di mandare un messaggio di pace in questo periodo di scontri religiosi, cerco di spingere, nel mio piccolissimo al dialogo tra confessioni. I fatti narrati sono reali, accaduti addirittura a Gemona del Friuli, frazione Taboga, ove io risiedo, o derivano sempre dai miei studi universitari e li ho intrecciati in un canovaccio di eventi ove insieme alla storia non mancano crimini, rituali, terrorismo, misteri, segreti, tavolette d’argilla sumeriche, ed ha la caratteristica di fare un ritorno ogni certo numero di capitoli al passato, all’impero degli Hittiti, alle Crociate, alla II° Guerra mondiale. Vi sono accenni, poi, fissati sul territorio, come il cimitero ebraico di S. Daniele e l’Abbazia delle Suore Clarisse di Moggio udinese con la loro fornitissima biblioteca. Insomma, chi l’ha letto mi ha riferito quasi sempre la stessa frase: “Volevo fermarmi ma mi dicevo -ancora una pagina-, quindi, suspande assicurata.”. Con “La Regalità calò dal cielo”, da esordiente, a 48 anni ho avuto la soddisfazione di fare ben due settimane in classifica in mezzo a nomi che mi fanno rabbrividire quali, Carrisi, Wilbur Smith, Patricia Cromwell, Saviano, Stephen King.

    A.M.: Il saggio, dalla sua uscita, è stato chiacchierato per quella che si pensa sia la provocazione del titolo. Perché hai scelto un titolo così provocatorio?

    Roberto Lirussi: Lo “swastica” (maschile) o svastica è un simbolo magico-religioso costituito da una croce a quattro bracci uguali, terminanti in un segmento ad angolo retto (per questo chiamata anche croce uncinata o gammata, dato che sembra il frutto dell’unione di quattro gamma greche scritte maiuscole: Γ). Il suo nome deriva dal sanscrito SU-AS che significa “bene” “essere”, nel senso di salute e di fortuna.
    Tale simbolo ha origini molto antiche ed è connesso con il culto del sole, del quale, infatti, riproduce il moto (apparente) rotatorio. Il sole, con il passaggio dal giorno alla notte e viceversa e l’alternarsi delle stagioni, ha condizionato la vita dell’uomo, fin dalla sua comparsa sulla terra ed, in particolare, dopo il passaggio dal nomadismo alla sedentarietà, quando esso influiva sulle coltivazioni e sulla maggior parte delle attività svolte dagli umani. Per questo, fin da tempi antichissimi, è sempre stato adorato come una divinità e l’uomo ha sempre cercato di rappresentare il suo moto. La svastica deriva da rappresentazioni primitive del sole, quali il cerchio, vuoto o con croce inscritta, dai quali si è arrivati ad avere un cerchio con una croce uncinata e le successive raffigurazioni, fino alla spirale ed alla triscele, o triskell che è una svastica priva di un uncino. Tutte queste rappresentazioni rendono il movimento rotatorio dell’astro.
    Esistono diverse rappresentazioni del motivo della svastica (tre), anche se tutte derivano da quella semplice, rivolta a destra od a sinistra e si differenziano soltanto nella raffigurazione dei bracci (ad andamento retto, curvo, meandroide, con uncini rivolti esternamente o internamente alla figura, con apici agli stessi o con figure umane sedute). Il segno compare, primariamente, a quanto sappiamo finora, grazie ai dati archeologici, nella zona mesopotamica ed in quella egeo-cipro-anatolica, a partire dal IV millennio a.C. In particolare, in Mesopotamia compare su un cinturone frammentario da una tomba di Koban, su una moneta e su un frammento ceramico da Mussian Tepe (Turchia -Armenia) e su un rilievo iraniano. Sempre dall’area mesopotamica ci sono giunte notizie sull’osservazione di astri, nei quali gli uomini dell’epoca (3000/2000 a.C.) credettero di riconoscere la forma di una svastica. Molti sono stati gli usi di questo simbolo da parte di movimenti che lo avevano assunto come “loro” manifesto. “Dalla Svastica alla Bibbia” NON ha alcun riferimento con il Nazismo.

    A.M.: Parlare di antico passato, secondo te, potrà indicarci la verità soprattutto in questa era che, grazie ad internet, permette la condivisione delle informazioni?

    Roberto Lirussi: In questo periodo in cui è estremamente facile comunicare ed abbiamo a disposizione tecnologie fino a poco tempo fa impensabili, io ho voluto proprio indagare su due elementi di cui tanto si parla e poco si sa: il Libro più importante della storia, la Sacra Bibbia, e gli Ebrei che, come la storia narra sono sempre e da sempre al centro di contrasti, successi, tragedie. Quello che è successo dal 500 a.C. in poi è abbastanza conosciuto, quindi io nel libro mi fermo all’età “assiale” così venne definita, in quanto in questo periodo sono comparsi in svariati luoghi della terra diversi “saggi”, uomini che, da Zoroastro, a Buddha, ai Profeti biblici, hanno contribuito a guardare ad un aspetto forse sinora accantonato: la metafisica, ed a considerare l’uomo come individuo e non come parte di una “massa”.

    A.M.: È in corso una gara di racconto breve e poesia che mette in palio tre copie del tuo saggio. Quand’è la scadenza?

    Roberto Lirussi: La gara letteraria di racconto breve e poesia “Dalla svastica alla bibbia” scadrà il prossimo 25 luglio. Invito, innanzitutto, tutti i lettori di questa intervista a partecipare alla gara, infatti non c’è nessuna tassa d’iscrizione da pagare. Si partecipa liberamente e con opere sia edite sia inedite. La giuria, di cui farò parte, dopo aver eletto una rosa dei finalisti decreterà i tre fortunati che riceveranno a casa una copia del mio ultimo saggio. Dunque vi aspetto numerosi!

    A.M.: Una curiosità… hai sempre pubblicato saggi storici oppure ti sei cimentato in qualche altro genere letterario?

    Roberto Lirussi: Mi succede spesso di scrivere poesia e racconti brevi sui quali argomenti ho due gruppi su facebook. Non mi sento chiuso nel dover scrivere di storia, ma ad esempio, lavorando la notte, rientro verso le 04:00, e questo è un momento magico per la poesia, quindi, quasi casualmente, mi cimento anche in questo sublime metodo espressivo (a livello elementare, evidentemente…). Mi piace anche il “racconto breve” e mi sto esercitando a scriverne diversi, credo di avere una vena che mi porta a tale struttura letteraria. Ultima cosa ho in stesura due romanzi che crescono parallelamente, mi piacerebbe scrivere un mini-saggio sulla Papirologia. Punto. Ah, e poi mi devo laureare.

    A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Edizioni DrawUp?

    Roberto Lirussi: Per ora a livello di editing e grafica ottimamente, anche grazie a Te, Alessia, che sei una mente eccelsa. Ora viene un altro momento fondamentale per il libro, cioè, la distribuzione, forse una delle 4 colonne che sostengono un libro di successo.

    A.M.: Ci sono delle novità in arrivo? Puoi anticiparci qualcosa?

    Roberto Lirussi: Seguitemi e lo saprete! Però, devo togliermi un sassolino dalla scarpa, in quanto la tua ultima domanda mi dà l’occasione di farlo. Vari editori mi hanno proposto di modificare tratti più o meno brevi del primo libro “La regalità calò dal cielo”, evidentemente per vendere di più, ma io mi sono sempre rifiutato di farlo. Un Libro è come un figlio: si può correggere, ma NON cambiare.

    A.M.: Salutaci con una citazione…

    Roberto Lirussi: A questo punto la citazione di Guglielmo d’Orange giunge a puntino: “Non è necessaria la vittoria per portare sempre alta la propria bandiera“. Il mio obiettivo non è “insegnare”, come qualcuno potrebbe aver dedotto, ma comunicare conoscenza, quando mi vengono poste delle domande e mi si guarda negli occhi aspettando risposte io ho già raggiunto il mio obiettivo e sono sicuro che “Dalla Svastica alla Bibbia” porrà molti interrogativi ma darà anche molte risposte a chi vuole sapere. Grazie e un grande abbraccio a tutti.

    A.M.: Roberto ti ringrazio non solo per questa intervista ma per l’importantissimo impegno che hai preso nella vita: sapere la verità!

    Written by Alessia Mocci

    Addetta Stampa ([email protected])

    Info

    https://www.facebook.com/roberto.lirussi1

    https://www.facebook.com/groups/160247187335810/

    http://www.edizionidrawup.it/75-dalla-svastica-alla-bibbia-9788898017706.html

    Fonte:

    http://oubliettemagazine.com/2013/07/15/intervista-di-alessia-mocci-a-roberto-lirussi-ed-al-suo-dalla-svastica-alla-bibbia/

  • La regalità calò dal cielo record di vendita: ottava posizione su Ibs

    Essere nella classifica dei cento libri più venduti della settimana su Ibs, considerando il cospicuo numero di pubblicazioni che avvengono ogni giorno in Italia, è una soddisfazione per un autore, soprattutto per un debuttante come Roberto Lirussi. Esser all’ottava posizione a soli sette scalini sotto Roberto Saviano è una doppia compiacenza.

    Così, “La regalità calò dal cielo” di Roberto Lirussi, edito nel settembre del 2012 dalla casa editrice Edizioni Segno, raggiunge l’ottava posizione in un’importante classifica di vendita online. Un Thriller storico che indaga su una questione sempre attuale: le religioni e la loro genesi.

    Un affascinante dialogo con l’autore attraverso i secoli ed attraverso le manipolazioni storico-filosofiche che ci sono state nel corso della storia delle civiltà umane e che il Lirussi ha indagato a fondo. “La regalità calò dal cielo” inizia il suo percorso 4336 anni fa, nel 2325 a.C., ed arriva sino al 2011. Due piani temporali che si uniscono nel narrare una storia in qualche modo diversa da quella che conosciamo, un’altra ipotesi che pone degli interrogativi su quella avvalorata e studiata in modo tradizionale.

    Durante gli ultimi 30 anni, sono state fatte tantissime scoperte, grazie anche alla facilità di comunicazione che ha permesso e permette tramite la Rete Internet di poter conoscere la Terra in modo preciso e più immediato. Così anche per i saggi, le fonti e tutti gli strumenti difficilmente reperibili da chiunque in passato, oggi, possono essere reinterpretati e diffusi a tutti coloro che si pongono domande sulle origini dell’essere umano, le etnie primigene, le ataviche credenze che non erano ancora strutturate in religioni. Roberto Lirussi, in questo romanzo thriller, presenta i due piani temporali con dei personaggi che vivono la scoperta di antiche verità, arrivando a trasformare un saggio sulle civiltà pre-e post-sumere ed in un romanzo irto di mistero e di fascino, colpi di scena e suspance. E, forse, proprio per questa dinamica stilistica, l’autore, è riuscito ad ottenere una posizione ottima sul web e sulla diffusione del suo libro.

    Non penso sia impossibile e nemmeno tanto difficile interpretare tali segni”, intervenne Clarissa, “parlo, evidentemente, da storica”. “Secondo me è un semplicissimo cuneiforme, magari agli albori, non ancora influenzato da altri linguaggi, proto-elamici o pre-ugartici. I simboli sono poi disposti in maniera totalmente ordinata, direi simmetrica, quindi stanno ad indicare che quanto è scritto è preciso, definito, non è una comunicazione ‘a spanne’”.

    Il nome di Noè può essere simbolico (noah = aver riposo, quiete dopo la tempesta) come per i tre figli capostipiti di tutti i popoli. Nell’altro testo sacro babilonese dell’Enuma-Elish si descrive

    la lotta tra Enlil, geloso del salvataggio dell’uomo, ed Enki. Il primo, per vendicarsi, ordina a Tiamat, essere vivente dei mari, invincibile, di generare dei mostri e comandare su tutti gli Dei, ma Marduk, figlio di Enki, lo uccide e riceve in compenso la supremazia su tutti gli Dei.

    E l’autore, da buon storico, continua la sua indagine con una raccolta di saggi derivanti dai suoi studi universitari e da molte sue ricerche, letture ed indagini personali in uscita a maggio 2013 con la casa editrice Edizioni DrawUp nella sottocollana Oubliette. Una pubblicazione che presenta sin dal titolo la provocazione che Roberto lancia ai suoi lettori: “Dalla Svastica alla Bibbia, Vicino Oriente Antico, nascita ed evoluzione di etnie e religioni” testo che conferma la passione, obiettività e precisione con cui il Lirussi intraprende il suo lavoro.

    I miei obiettivi sono due: primo, accumulare, ma non sicuramente per tenermelo per me e divulgare conoscenza, senza preconcetti o dogmi; secondo, sapere, poi, che ciò che era nel mio cervello, viene comunicato ad altre menti e, soprattutto, apprezzato”.

    Crediamo siano tutti ulteriori motivi per interessarsi ai suoi particolarissimi ed al giorno d’oggi più che mai utili lavori in tempi di difficilissimo dialogo inter-etnico-religioso.

    Written by Alessia Mocci

    Addetto stampa ([email protected])

    Info

    https://www.facebook.com/groups/160247187335810

    https://www.facebook.com/groups/208102522592777

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/05/08/la-regalita-calo-dal-cielo-record-di-vendita-ottava-posizione-su-ibs/

  • La regalità calò dal cielo, thriller storico di Roberto Lirussi – recensione

    Ci si potrà chiedere: Ma se gli ebrei furono deportati in Mesopotamia nel 700 a.C., ed i Sumeri smisero di regnarvi nel 2.200 a.C., cioè millecinquecento anni dopo, cosa c’entrano i Sumeri con gli ebrei e la Bibbia?

    La domanda non è fuori luogo, anzi, mi permette di arrivare ad un punto fondamentale del percorso che sto compiendo, oggi, qui con voi.”

    Il Professor Albert Neumann riusciva a mantenere la completa attenzione del suo pubblico, un pubblico che continuava ad aumentare con il passare dei minuti, un pubblico di sostenitori, curiosi ma soprattutto di oppositori. L’oggetto della conferenza era abbastanza delicato, doveva andarci cauto e, senza cadere in alcun errore, esporre lo studio di una vita.

    La regalità calò dal cielo”, edito nel settembre del 2012 dalla casa editrice Edizioni Segno, è un thriller storico dell’autore Roberto Lirussi (1964), che sarà presto in libreria con una raccolta di saggi riguardante la Mesopotamia, Palestina, la Bibbia e l’Islam. Un thriller che indaga su una questione che non è mai passata di moda: le religioni e la loro genesi.

    Roberto Lirussi intraprende un affascinante discorso sulle varie manipolazioni storico-filosofiche che, durante il corso del tempo, si sono verificate tra i diversi popoli che hanno abitato le porzioni di terra conosciute. Un discorso che inizia 4336 anni fa, esattamente nel 2325 a.C., sino ai nostri giorni, al 2011 con il convegno di uno dei personaggi principali: Albert Neumann, studioso della civiltà dei Sumeri e dei Pre-sumeri.

    I due piani temporali, la genesi del monoteismo ed il nostro presente, godono di una struttura complessa ma ben architettata che vede una duplicità anche sul piano spaziale. Storie parallele di differenti protagonisti in antitesi costante per la questione della verità sui fatti.

    Ne deriva una fondamentale distinzione dicotomica: coloro che ostacolano la ricerca di verità e coloro che, invece, cercano di venire a capo alle astuzie storiche dei vincitori.

    Ma non aspettatevi un’esplorazione statica di una teoria religiosa, “La regalità calò dal cielo” è anche mistero ed accattivanti omicidi.

    Se da una parte il professore indaga sulla dottrina, dall’altra l’Ispettore Capo della Polizia Alessandro Marsini è alle prese con una serie di furti di reliquie e macabri omicidi che hanno tutte le caratteristiche del rituale, anzi “dei rituali” in quanto ogni delitto presenta una perfetta esecuzione di atti simbolici che conducono ai maggiori credi religiosi esistenti.

    La scena era identica a quella dell’omicidio Ribaldi. La differenza, qui, stava nel fatto che al retro dell’armadio che, per l’occasione, era stato girato, la vittima non era stata “inchiodata”, forse per evitare eccessivo rumore, ma fissata per mezzo di corde, ad un pannello posteriore”. Le tracce di sangue erano pochissime, quasi irrilevanti.”

    Un’alternanza di storie parallele che si intrecciano tra loro, tra misteriose tavolette d’argilla mai decifrate e rivelazioni che potrebbero riscrivere 4000 anni di storia della civiltà umana, tra zone remote dell’Iran e piante anti-tumorali del Madagascar.

    Sembra sia stata scoperta ed importata insieme ad altre erbe: la pianta di Venere, appunto, la Vinca, la pianta di Saturno, la pianta del Sole, la pianta della Luna, la pianta di Marte, la pianta di Mercurio, la pianta di Giove.

    Written by Alessia Mocci

    Addetto stampa ([email protected])

    Info

    https://www.facebook.com/groups/160247187335810

    https://www.facebook.com/groups/208102522592777

    Fonte

    http://oubliettemagazine.com/2013/01/15/la-regalita-calo-dal-cielo-thriller-storico-di-roberto-lirussi-recensione/