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  • L’evoluzione dell’imaging cardiovascolare al centro di un convegno a Maria Cecilia Hospital il 14 dicembre

    L’evoluzione dell’imaging cardiovascolare in clinica” è il titolo del convegno in programma venerdì 14 dicembre nella Sala Convegni di Maria Cecilia Hospital, struttura di Cotignola (Ravenna) appartenente a GVM Care & Research (gruppo fondato e presieduto da Ettore Sansavini). «La diagnostica per immagini nel mondo cardiovascolare acquisisce ruoli sempre maggiori nell’accertamento diagnostico, nell’impostazione terapeutica e nella ricerca scientifica, in ragione del miglioramento tecnologico e interpretativo delle immagini ottenibili – spiega il dottor Stefano Bosi, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia di Maria Cecilia Hospital, nonché coordinatore del convegno – La RM e la TAC, in particolare, hanno permesso definizioni strutturali e funzionali ad ogni livello nell’organismo, in particolare del cuore, organo di difficile esplorazione in immagini perché in perenne movimento. Questa è una delle ragioni per le quali le tecniche di immagine diverse dall’angiografia descrittiva hanno preso tempo per essere implementate nell’attività clinica quotidiana dei cardiologi e tuttora stanno conquistando lo spazio informativo che meritano. Parlarne con competenza è un veicolo importante per il loro uso appropriato. Un altro aspetto nuovo, in pieno sviluppo in cardiologia, è il migliore impiego di farmaci antitrombotici, che negli ultimi anni si è arricchito di molte nuove molecole, oggi in fase iniziale di implementazione nella pratica clinica, sia nella cardiopatia ischemica, acuta e cronica, che nella patologia vascolare periferica. Mettere a confronto vecchi e nuovi protocolli terapeutici è il modo più razionale ed efficace per curare meglio i pazienti: è questo il motivo per cui ci troveremo a discuterne a Cotignola il prossimo 14 dicembre».

    Il programma del convegno prevede una prima sessione mattutina, in programma dalle 10 alle 13, dal titolo “TAC e RM le nuove frontiere”, ed una seconda sessione pomeridiana, dalle 14 alle 16, dal titolo “Patologia cardiovascolare, il certo e l’incerto”.

  • Impiantato in Liguria il primo defibrillatore compatibile con la risonanza magnetica

    La Spezia, Marzo 2012 – Tra i primi in Italia e nel Mondo, è stato eseguito presso la Cardiologia dell’Ospedale Sant’Andrea di La Spezia su una giovane donna, l’impianto di un defibrillatore automatico compatibile con la risonanza magnetica. La Cardiologia dell’Ospedale Sant’Andrea, diretta dal Dr Gianfranco Mazzotta, dimostra così, ancora una volta, di essere il fiore all’occhiello della Sanità Ligure.
    L’intervento sulla giovane paziente è stato affidato al Dr Lucio Capulzini, esperto nel campo dell’aritmologia e dell’impiantistica, cardiologo che ha avuto numerose esperienze e collaborazioni anche all’estero.

    L’azienda produttrice dell’innovativa tecnologia ( ICD – Implantable Cardiac Defibrillators, LUMOS DR-T) è la tedesca Biotronik con quartiere generale a Berlino e ha reso disponibili in Europa i defibrillatori di nuova generazione a inizio 2012. La Biotronik è un’azienda leader nel settore delle tecnologie medicali, in particolar modo della cardiologia interventistica, ed è l’unica azienda europea a tener testa alle concorrenti Nord Americane. Nel caso specifico è l’unica azienda al mondo a produrre defibrillatori compatibili con la risonanza magnetica (RM).

    Il poter finalmente impiantare strumenti RM compatibile è di estrema importanza. La risonanza magnetica infatti è oggi uno degli strumenti diagnostici non invasivi più utilizzato nella pratica clinica grazie alla sua accuratezza e al fatto che di non esporre i pazienti a radiazioni. Sui pazienti con defibrillatori di vecchia generazione è altamente sconsigliabile fare questo tipo di esame perché interferisce con l’apparecchiatura.

    Dare la possibilità a una giovane donna, con un’ampia aspettativa di vita, di eseguire la risonanza magnetica in caso di necessità nel futuro, è senz’altro un successo per tutto il mondo medico e ingegneristico.