Chi l’ha detto che a Natale bisogna per forza regalare qualcosa di nuovo? e che non si possa fare un regalo in un certo senso “riciclato”? Un’idea originale soprattutto in tempi di crisi e di rispetto ambientale come questi, potrebbe essere quella di riciclare un oggetto, regalandogli una riparazione che lo rimetta in sesto e non è detto per forza che l’oggetto in questione debba appartenerci. Infatti, se ci pensiamo bene può essere ancora più divertente se riusciamo a sottrarre l’oggetto da sistemare al suo legittimo proprietario e a portarlo a riparare a sua insaputa. Andiamo quindi in cantina o nel box o al mercatino dell’usato e tiriamo fuori vecchie sedie in metallo, un lampadario, un candelabro, la bicicletta con i freni rotti, lo scooter con le carene rotte, l’orologio del nonno e quant’altro abbiamo visto i nostri famigliari conservare senza mai decidersi se sistemarlo o buttarlo. Una volta selezionato il cosa, bisogna trovare qualcuno in grado di supportarci nel nostro intento. Esiste un posto che può aiutarci; si trova a pochi passi da Milano Uggeri Meccanica, un’officina in cui troviamo dei meccanici in grado di riparare e migliorare qualsiasi cosa donandogli un nuova vita, anche grazie a modifiche e creazioni di pezzi speciali atti ad implementare le funzioni meccaniche e a migliorarne la qualità. Un’officina in grado di realizzare particolari funzionali anche per attrezzature professionali come:
• affettatrice e macchinari alimentari;
• il sistema solleva moto per l’hobbista o per il professionista;
• l’impastatrice per la pasta o per il pane, per casa o per ristorante;
• la riparazione del paraurti dell’auto o del camper;
• la riparazione dell’accessorio auto, camion, camper.
Dai chopper Harley Davidson Panhead di “Easy Rider” alla mitica Triumph Thunderbird di Marlon Brando nel cult “Il Selvaggio”, passando per la possente Fat Boy 1340 del “Terminator” Schwarzenegger fino alla ben più modesta, benché storica Norton 500M18 del giovane Che Guevara nei “Diari della Motocicletta”: sono tantissimi i bolidi a due ruote diventati leggenda nei road movie e passati all’immaginario collettivo, un immaginario legato – più che alla velocità e all’adrenalina – soprattutto all’idea di indipendenza e al senso di libertà. L’archetipo del centauro è quello di un motociclista solitario dal cuore indomito e abbigliamento in pelle che trasforma la propria passione per i motori in uno stile di vita – quando non in una vera e propria religione – e che spesso vive il rapporto con la moto con l’intensità e la dedizione che mai riserverà a una donna. E quando si tratta di curare, riparare o mantenere al meglio la moto dei sogni, ogni altro impegno è rimandato, ogni altra considerazione secondaria. Se nel mito contemporaneo il centauro consumato ormai sa tutto sul mestiere – perché spostandosi di continuo ha imparato a cavarsela sempre da solo – nel mondo reale invece, per gli appassionati di moto, ma anche per chi si appresta semplicemente a partire per una vacanza on the road, risulta fondamentale saper scegliere il proprio meccanico di fiducia, anzitutto per la propria sicurezza. È bene ricordarsi che ogni cosa va eseguita in modo professionale, ad esempio anche le borse non possono essere montate in modo approssimativo. Efficienza e sicurezza sono la parola d’ordine dell’officina meccanica di