Si è svolta questa mattina presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila una Conferenza Stampa per illustrare le problematiche relative alle decisione della Struttura Tecnica di Missione di conferire alle Università la Progettazione e Gestione dei piani di ricostruzione.
Alla presenza del Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri ing. Giovanni Rolando e dei consiglieri ing. Paolo Stefanelli, ing. Giuseppe Zia, ing. Roberto Brandi, oltre ai Presidenti degli Ordini Provinciali e della Federazione degli Ordini Abruzzesi.
Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha aperto la conferenza stampa alla presenza di numerosi giornalisti convocati per l’occasione.
“Vedere 4 Consiglieri del CNI muoversi per essere a questa Conferenza Stampa, in una situazione di non emergenza è un segnale forte che si vuol dare ai Cittadini ed alle Istituzioni” ha dichiarato il Presidente che ha proseguito motivando la mobilitazione con altri argomenti.
“Oggi vogliamo portare alla conoscenza di tutti l’iter tracciato dalla STM (ndr Struttura Tecnica di Missione) per far capire i pericoli ed i problemi che tale scelta comporta nell’immediato e quali saranno le ripercussioni future nel caso in cui non ci sarà una rivisitazione delle scelte. Al momento il Commissario Chiodi intende affidare la progettazione e gestione dei piani di ricostruzione all’Università – noi riteniamo questa scelta arbitraria ed in aperto contrasto con la normativa Italiana ed Europea – mettere da parte 10.000 Professionisti non esiste” ha dichiarato l’ing. Rolando che ha proseguito dicendo:
“La mission dell’Università è fare didattica, insegnare e non progettare o fare la direzione dei lavori: esiste una normativa statale basata sulla normativa europea che offre linee guida in materia di appalti pubblici ed affidamento degli incarichi professionali – la decisione della STM è in aperto contrasto con tale normativa e noi siamo determinati a contrastare questa decisione di aprire un canale privilegiato e rapporto diretto con l’Università a totale discapito dei Professionisti: pensiamo ai giovani che si affacciano al mondo della libera professione. I Bandi vanno aperti a tutti i Professionisti.
Tutti devono dare il loro contributo alla ricostruzione dell’Aquila ed ai centri minori del Cratere – gli Ordini degli Ingegneri non sono una corporazione ma una istituzione a tutela e garanzia dei Cittadini. Non per questo ci deve essere negato il diritto di dissentire e protestare quando i nostri diritti di Professionisti vengono calpestati” ha concluso il Presidente ing. Rolando dicendo:
“Faremo una forte opposizione se si va avanti così – ci sarà la collaborazione totale se il Commissario Chiodi cambierà atteggiamento”
Ha fornito ulteriori spunti di riflessione l’ing. Stefanelli:
“Non voglio tediarvi citando normative od articoli di legge, ma vorrei sottolineare che la nostra azione intende far rispettare le leggi vigenti. Ci auguriamo di non dover intraprendere azioni legali per bloccare questo iter: la conferenza stampa di oggi vuole essere un segno tangibile della nostra determinazione di difendere la legge e porre le basi per una ricostruzione il più possibile trasparente, celere, e nel rispetto della normativa vigente.
Questa di oggi non è una rivendicazione territoriale, ma rientra in un discorso più ampio della tutela della professionalità degli Ingegneri: non è la prima vola che, in nome dell’urgenza ed impellenza delle circostanze che si cercano scorciatoie di questo genere: incarichi professionali non possono essere dati ad istituzioni, bensì a docenti professionisti e questo lo sconfesseremo nelle appropriate sedi”
“La ricostruzione deve essere basata anche su regole nuove che implementano quelle esistenti” per tener conto delle problematiche causate dalla straordinarietà dell’evento sismico ha dichiarato l’ing. Pierluigi De Amicis, Presidente del Consiglio della Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Regione Abruzzo che ha proseguito dicendo:
“Le regole devono risolvere i problemi contingenti e vanno stabilite per essere rispettate, regole nuove della fase post sisma, che trascende l’ordinario, essenziali per una ricostruzione coerente ma si deve contemporaneamente tenere presente le regole pre-esistenti. Come Ingegneri siamo pronti a continuare a dare il nostro contributo e supporto al Commissario Chiodi”
Alle domande dei giornalisti ha risposto il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri dell’Aquila ing. Paolo De Santis che ha dichiarato:
“Il Presidente Chiodi dice che sono gli ingegneri che bloccano la ricostruzione: sono affermazioni che respingo con forza essendo illecite ed indebite: non siamo noi ingegneri a fare da tappo ma un sistema dalla burocrazia del tutto inutile: si parla tanto di burocrazia inutile e semplificazione – lo Stato venga a L’Aquila per eliminare la burocrazia inutile, ogni ente pubblico dovrebbe fare la sua parte e smanltellare i propri centri di potere.”
L’ing. De Santis ha fatto inoltre il punto sulle verifiche delle strutture effettuate da oltre 1.000 Colleghi da tutta Italia titolo gratuito.
Riallacciandosi al discorso delle mansioni e del ruolo dell’Università ha detto:
“Le università sono venute con giovani che hanno fatto classificazioni che spesso si sono verificate errate – l’università deve puntare alla formazione ed alla formazione professionale, noi riscontriamo la mancanza di una adeguata professionalizzazione della formazione accademica.
L’università deve guardare verso il mercato – non deve essere il mercato che va nell’università.
Sono 21 mesi che l’ordine degli ingegneri è in trincea – non ho mai ricevuto una telefonata delle università che sono venute sul territorio: bisogna fare molta attenzione, la ricostruzione dell’Aquila e dei centri minori non è una esercitazione o un piano didattico e richiede esperienza che solo ingegneri professionisti possono garantire.
La nostra può sembrare una rivendicazione di categoria ma non lo è: stiamo facendo una battaglia per la ricostruzione che è una battaglia sociale – Non può esserci ricostruzione trasparente e veloce se non ci saranno regole certe.”
l’ing. De Santis ha concluso la conferenza stampa dicendo:
“Mi auguro che questa ricostruzione sia un esempio da seguire in tutta l’italia”
Congedandosi dai giornalisti ha detto:
“Voi siete effettivamente la forza di opposizione di un sistema di autoreferenzialità per fortuna c’è la stampa che porta avanti la battaglia e la voce degli ingegneri”