Tag: riccardo de rosa

  • Intervista di Alessia Mocci a Riccardo De Rosa ed al suo “I giorni della peste”, Rupe Mutevole Edizioni

    I giorni della peste”, edito nel 2010 presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Echi dalla storia”, è un viaggio nel 1630 durante la sciagura della peste. L’autore, Riccardo De Rosa, utilizza una prosa sagace che riesce ad aumentare la curiosità del lettore man mano che legge. Non un libro di storia quindi, piuttosto un excursus di un’epoca fine medioevale che cela molto del suo passaggio. Riccardo in “I giorni della peste” porta avanti in cinque capitoli i fatti salienti della grave epidemia che non sceglieva le sue vittime ma che si aggirava cieca per le vie delle città.

    Riccardo è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande di approfondimento sulla sua pubblicazione. Buona lettura!

    Tra le tante credenze assurde, si pensava che, essendo la pelle degli appestati pallida, con dello zafferano si potesse rinvigorirla. Un altro rimedio ritenuto tra i più efficaci era l’osso di corno di cervo triturato. […] Salassi e clisteri, veri e propri scempi per i corpi già gravemente debilitati e che per i ricchi erano rimedi quotidiani, ai poveri, una volta tanto in qualcosa fortunati, erano risparmiati non potendoseli permettere.

    A.M.: Quando nasce l’interesse per la peste del 1630?

    Riccardo De Rosa: Il mio interesse per questa lunga e complessa vicenda storica nasce dall’incontro e dallo scambio culturale con Mark Drusco, esperto di botanica e piante medicinali, e da qui il discorso sulle pestilenze ne discende direttamente.

    A.M.: Perché hai deciso di pubblicare “I giorni della peste”?

    Riccardo De Rosa: Questo libro nasce da un duplice ordine di esigenze: da un lato si è cercato
    di fare, nella forma più esaustiva possibile, la raccolta di molte fonti specialistiche sull’argomento, incluso la storia della medicina sinora troppo disarticolata. Dall’altro lato il libro è stato anche una buona occasione per fare il punto sull’attuale stato del dibattito storiografico sull’argomento, scegliendo un approccio il più possibile diretto e divulgativo senza, nel contempo, rinunciare ad esattezza e precisione nei contenuti.


    A.M.:
    È stato complesso trovare tutte le informazioni riportate sul libro?

    Riccardo De Rosa: Fermo restando che un’opera di approccio storiografico ad una materia vasta e complessa come può essere quella attinente una pestilenza di ampia portata, lunga e diffusa in ampie zone d’Europa, ha presentato non pochi problemi di reperimento delle fonti, ho preferito tuttavia, come precisa scelta metodologica, dare maggior risalto possibile alle fonti bibliografiche. Ciò non solo perché le fonti d’archivio sono state già ampiamente “saccheggiate”, ma soprattutto sono rimasto profondamente colpito dalla serietà ed acutezza
    di giudizio di molti testi consultati, inclusi alcuni reperiti proprio su Internet, ciò perché le nuove tecnologie, è mia profonda convinzione, possono costituire un notevole supporto per il lavoro dello storico.

    A.M.: Le unzioni. Perché si è verificata la vicenda delle unzioni?

    Riccardo De Rosa: L’”unzione” non è altro che un comodo paravento inventato di sana pianta
    dalle pubbliche autorità degli stati colpiti dal morbo per non vedersi costretti a dichiarare i propri limiti e gli errori commessi nell’affrontare il problema. In sostanza i cd “untori” non sono altro che dei poveri innocenti cui furono scaricate addosso colpe e responsabilità di altri, ben al di là dell’effettiva portata del “pericolo unzione”, dato che il vero flagello rimaneva la pestilenza.

    A.M.: La peste oggi. Pensi che oggi si potrebbe aver una situazione disastrosa quanto quella del 1630?

    Riccardo De Rosa: No, ai livelli del 1630 non credo proprio, anche perché i moderni sistemi
    sanitari sono in grado di far fronte anche ad epidemie di portata ben peggiore di quella del 1630. Una certa preoccupazione nutro invece per i rigurgiti di razzismo e xenofobia mascherati dietro pretestuose difese identitarie che talune forze politiche stanno sostenendo, adducendo argomenti anche di natura sanitaria che fanno facile presa su frange della
    popolazione non adeguatamente informata.


    A.M.:
    Come ti stai trovando con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

    Riccardo De Rosa: Ritengo che il mio rapporto con Rupe Mutevole sia nato all’insegna di fiducia e disponibilità nelle capacità mie e dell’editore: mi sta facendo crescere dal punto di vista stilistico e narrativo. È comunque un’esperienza molto stimolante e costruttiva, che mi sentirei di consigliare a chi volesse cimentarsi con temi narrativi e storiografici di ampia portata.

    A.M.: Hai qualche progetto per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

    Riccardo De Rosa: Ho in programma con Rupe Mutevole una rassegna di temi di storia sociale che spazierà dalla stregoneria alle guerre tra stati europei in Età Moderna, alle biografie di personaggi femminili più o meno noti. Ciò mi auguro possa far nascere un ricco ed ampio dibattito, non limitato, si spera, solo agli addetti ai lavori, dato che uno degli obiettivi che perseguo è di far parlare i personaggi coinvolti, anche se, per ovvie ragioni, con la mediazione critica dello storico, allo scopo di far conoscere situazioni, epoche, personaggi e problematiche, storiche e sociali, al maggior numero di persone possibile.

    E se Riccardo continua la sua strada con Rupe Mutevole perché non ci provi pure tu?

    Faccio i miei complimenti a Riccardo De Rosa e spero di sentirlo presto con le novità annunciate!

    Lascio il link di una recensione di “I giorni della peste”:

    http://www.express-news.it/cultura/%E2%80%9Ci-giorni-della-peste%E2%80%9D-di-riccardo-de-rosa-rupe-mutevole-edizioni/

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

  • “I giorni della peste”, di Riccardo De Rosa, Rupe Mutevole Edizioni

    Ed il patibolo sarebbe stato, durante la peste, il tragico destino di coloro che ebbero la cattiva sorte di incappare nella vicenda delle unzioni. Ma chi era un untore e perché nell’immaginario collettivo di quell’epoca finì per essere considerato tra i peggiori criminali?”

    Nel 1630, durante la pestilenza di Milano, sorse una persecuzione paragonabile a quella rinascimentale della caccia alle streghe. I perseguitati erano degli individui sospettati di essere la causa della diffusione della peste, venivano accusati di cospargere una sostanza biancastra sulle maniglie delle porte e sui luoghi nei quali le persone entravano maggiormente a contatto. Questi individui venivano chiamati: untori.

    I giorni della peste”, edito nel 2010 presso la casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Echi dalla storia”, non si presenta come un libro di storia che vuole documentare freddamente la peste del 1630 ma piuttosto è un testo che porta avanti delle riflessioni e degli approfondimenti per dare la possibilità al lettore di capire le possibili cause che portarono al morbo e per razionalizzare un secolo ancora troppo distante dalla comprensione medica, un libro che vede come protagonista principale la peste nelle sue esplicazioni intime. Il sottotitolo recita “Storia di una tragedia: la peste del 1630” ed è, infatti, una scelta di racconto personalissimo quella dell’autore Riccardo De Rosa. Riccardo è un noto storico medioevalista e rinascimentale ed ha pubblicato nel 2007 per la stessa casa editrice “I Grimaldi, Signori di Monaco”.

    “I giorni della peste” consta di 148 pagine suddivise in prefazione esplicativa del testo e cinque capitoli di diversa estensione (Cap. I “Cos’è la peste? Sue cause e ricadute sociali” – Cap. II “Gli strumenti di intervento. Lazzaretti e consigli di sanità. I Monatti.” – Cap. III “Diffusione della pestilenza e sue conseguenze” – Cap. IV “I problemi di ordine pubblico. I processi agli untori” – Cap. V “Diffusione della peste nelle aree montane”).

    Tra le tante credenze assurde, si pensava che, essendo la pelle degli appestati pallida, con dello zafferano si potesse rinvigorirla. Un altro rimedio ritenuto tra i più efficaci era l’osso di corno di cervo triturato. […] Salassi e clisteri, veri e propri scempi per i corpi già gravemente debilitati e che per i ricchi erano rimedi quotidiani, ai poveri, una volta tanto in qualcosa fortunati, erano risparmiati non potendoseli permettere.

    Riccardo De Rosa costruisce una struttura storica che riesce a mantenere salda l’attenzione del lettore con l’introduzione di aneddoti, presenza di lettere e certificazioni, spiegazioni di credenze antiche, parallelismi con le grandi stragi del passato, confutazioni di leggende, schematizzazione della peste, richiami letterari della vicenda, similitudini con la stregoneria. Un testo che non offende il romanzo storico e la storiografia classica, piuttosto lo si può interpretare come una via di mezzo necessaria per poter coinvolgere un largo pubblico e riuscire nel frattempo ad informare su qualcosa che per noi Europei pare quasi una favola horror ma che è ancor presente in Asia ed Africa seppure in forme ridotte (dai 1.000 ai 3.000 casi).

    La peste, con la sua violenza e aggressiva carica invasiva, stravolgeva consolidati equilibri sociali e di potere, mettendo in discussione la stessa autorevolezza ed il carisma delle autorità statali, […]. Il morbo non faceva differenze di classe o di estrazione sociale, esso era mortale tanto sotto una tonaca o un bel vestito di seta quanto sotto i più umili stracci, quando colpiva lo faceva duramente sia nel più misero dei tuguri sia nel più fastoso dei palazzi.”

    Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

    http://www.rupemutevoleedizioni.com/

    http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

    http://www.poesiaevita.com/

    http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

    Alessia Mocci

    Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni