Tag: renata polverini

  • Dopo Vasto De Pierro conferma sostegno a Idv, ma detta le condizioni

    Il presidente dell’Italia dei Diritti: “Chiediamo un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazione politica cresciuta così in fretta”

    Antonello De Pierro e la senatrice Giuliana Carlino

    Roma – Terminati i lavori della kermesse di Vasto, ormai storico appuntamento annuale per l’Italia dei Valori, il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, insieme ai maggiori esponenti del movimento extraparlamentare, ne ha tracciato il bilancio finale e si è espresso in merito alle decisioni prese in relazione alle scelte politiche da fare nei mesi a venire, in vista delle numerose e ardue consultazioni elettorali, che attendono alle urne una popolazione ormai politicamente disorientata e scevra di ogni certezza, tra vistose venature e profondi solchi di disillusione, nei confronti delle formazioni partitiche, che a loro volta cercano di correre ai ripari per recuperare risicate manciate di consensi e guadagnare qualche spazio prezioso sul terreno di una vacillante credibilità.

    In questo scenario nebbioso e confuso, adagiato su una vacillante piattaforma di desolante indeterminatezza, si infilano e si muovono, con fermenti speranzosi e valori coriacei, le convinzioni decisionali dell’Italia dei Diritti, che dopo avvedute disamine e riflessioni valutative, ha affidato alle parole del suo leader Antonello De Pierro la linea politica da adottare: “Abbiamo seguito con attenzione i lavori della convention di Vasto e, alla luce delle estrinsecazioni concettuali e ideali espresse dalle numerose esplicitazioni dialettiche, abbiamo convenuto che quanto propugnato dall’Italia dei Valori e dal suo presidente Antonio Di Pietro, è perfettamente condivisibile e assimilabile rispetto ai principi più pregnanti e fondanti del nostro movimento.

    Il solco ideologico nel quale ci muoviamo può tranquillamente farci coesistere con l’Idv, a cui possiamo fornire una salutare iniezione di linfa vitale e di energia pulita prodotta da una forza non trascurabile di rappresentanti della società civile, che possono garantire certezze assolute di concentrati di onestà e di candore morale. Però il nostro sostegno non è incondizionato, ma si basa su due richieste ben precise.

    Innanzitutto un’adeguata rappresentanza del nostro movimento con la presenza di un esponente candidato nelle liste dell’Italia dei Valori in ogni collegio elettorale, a garanzia dei nostri sostenitori ed elettori, che avrebbero la possibilità di esprimere in tutta libertà il delegato più idoneo alle loro esigenze. Poi l’assicurazione di avere compagni di avventura privi di ogni possibile dubbio da parte di chicchessia sull’impeccabilità assoluta della loro condotta, con l’impegno da parte di Di Pietro di allontanare ogni eventuale mela marcia che potrebbe avvicinarsi al partito, evento possibile e fisiologico per una formazionepolitica cresciuta così in fretta. E per mela marcia non intendo solo chi ha problemi con la giustizia, anzi fino al terzo grado di giudizio siamo fin troppo tolleranti e assolutamente non giustizialisti, considerando sacrosanta la presunzione di innocenza nella nostra cultura giuridica.

    Ci sono condotte invece decisamente censurabili, pur non essendo riconducibili a esplicite fattispecie di rilevanza penale, e sto parlando di tutte quelle manifestazioni comportamentali che vanno a porsi in contrasto con i principi dell’etica politica, peculiarità a nostro avviso imprescindibile per chi ha avuto in custodia dai cittadini la gestione della cosa pubblica, la cui violazione determina di fatto una grave incrinatura nel rapporto fiduciario tra l’eletto e l’elettore, che si traduce in un abbassamento del livello di fiducia riposta nella rappresentanza politica di riferimento, che nel tempo va a rendere instabile tutto il sistema.

    Se il presidente Di Pietro e l’Italia dei Valori accoglieranno le nostre condizioni, che tra l’altro ci sembrano semplicemente dettate dal buon senso di chi ha a cuore realmente la cosa pubblica, da parte nostra ci sono lunghe autostrade destinate al dialogo. In caso contrario, nostro malgrado, dovremo dirottare altrove i nostri consensi, sempre fermi sulla nostra indipendenza nell’offerta politica”.

  • De Pierro, saremo a Vasto per valutare le nostre scelte politiche future


    Il presidente dell’Italia dei Diritti e candidato a sindaco di Roma Capitale: “Cerchiamo conferme in merito alla linea ideale dettata da Di Pietro, per far convergere sull’Italia dei Valori il nostro bacino di consensi, chiedendo la candidatura di un esponente del nostro movimento in ogni collegio elettorale”

    Antonio Di Pietro e Antonello De Pierro

    Roma – Anche quest’anno, dal 21 al 23 settembre, avrà luogo a Vasto (CH) il canonico incontro dell’Italia dei Valori, giunto ormai alla 7^ edizione. Il motto con cui la compagine partitica capeggiata da Antonio Di Pietro si accinge ad affrontare l’appuntamento è “Il cambiamento utile”. Un’occasione per fare il punto sulla situazione e cercare di individuare la giusta strategia per giungere preparati alle consultazioni elettorali politiche della prossima primavera.

    Anche il movimento Italia dei Diritti guarda con attenzione al rendez–vous politico primaverile, che dovrà designare il destino dell’Italia in un momento notoriamente molto arduo.

    Ed è per questo che l’organizzazione extraparlamentare presieduta da Antonello De Pierro, candidato a sindaco di Roma Capitale, sarà presente nella cittadina abruzzese con una folta rappresentanza di dirigenti e sostenitori.

    A capeggiare la delegazione che parteciperà alla tre giorni vastese sarà lo stesso De Pierro, il quale estrinseca le motivazioni decisionali di tale presenza affidandole ad una dichiarazione di intenti di esplicita matrice: “Dopo aver assistito alla deriva politico-istituzionale del Paese, ridotto socialmente a un cumulo di macerie da una partitocrazia con vocazione elitaria sempre più avida di privilegi e di esclusive prerogative, a danno di un tessuto collettivo sempre più schiacciato, calpestato e mortificato da un cinico ed egoistico menefreghismo e da una disarmante e vergognosa indolenza, siamo costretti a registrare il fallimento inesorabile di una certa politica e a pretendere, a nome di una società appiattita sul presente e proiettata verso l’incertezza fatale di un futuro tremolante, sbiadito e orfano di ogni barlume di speranza, un’inversione di rotta determinata e risolutiva.

    Saremo a Vasto proprio per cercare le conferme che finora ci fanno prediligere l’Italia dei Valori rispetto alle altre formazioni politiche, per incanalare il nostro patrimonio di consensi e farlo convergere verso l’Idv, con l’auspicio che la linea ideale finora condivisa in larga parte non esca ritoccata dall’appuntamento a cui stiamo guardando con notevole interesse. Qualora, come crediamo, i valori e le idee propugnate rimarranno inalterati, saremo ben lieti di corroborare la nostra determinazione decisionale e suggellarla con la candidatura di un esponente del nostro movimento in ogni collegio elettorale e far confluire su di loro la manifestazione di suffragio espressa dal nostro bacino elettorale nel segreto della cabina.

    Non ci resta che attendere quanto emergerà al termine della chiusura dei lavori e, nell’eventualità già argomentata, ci auguriamo che Di Pietro raccolga la nostra sollecitazione, afferrando lesto la nostra mano tesa, che potrebbe fornire all’Italia dei Valori un apporto decisivo per l’esito finale e un’iniezione di valori sani e genuini da parte di elementi accuratamente selezionati, prima di essere ammessi a occupare ruoli predominanti nel nostro movimento.

    Le sirene di altre realtà politiche stanno cercando di incantarci con il loro richiamo, ma noi la decisione per il momento l’abbiamo presa e speriamo di confermarla dopo Vasto, salvo un rifiuto da parte dell’Idv, che ci porterebbe, nostro malgrado, verso risoluzioni diverse per non disperdere quella quota di consensi che abbiamo faticosamente edificato sulla scia di un’infinità di battaglie sociali”.

    Per concludere il numero uno dell’Italia dei Diritti, che sarà presente a Vasto sabato 22, chiosa: “Un accordo del partito di Di Pietro con la nostra entità associativa, che sarebbe in linea con l’apertura annunciata verso società civile e movimenti, lo doterebbe inoltre di una potenza comunicativa esponenziale rispetto a quella espressa finora, sicuramente accettabile, ma assai carente rispetto al potenziale mediatico che, dati i mezzi tecnici ed economici a disposizione, risulta a nostro avviso altamente penalizzato e soffocato. Il raggiungimento della massima forza possibile di divulgazione informativa sarebbe ottenuto grazie al lavoro dei grandi esperti di comunicazione che operano attualmente nell’Italia dei Diritti, che hanno innalzato il nostro movimento a standard di visibilità enormi con l’impiego di risorse economiche pressoché nulle”.

  • Celardo eletto segretario organizzativo per il Lazio dell’Italia dei Diritti


    Il neosegretario, già viceresponsabile regionale del movimento: “Il mio ruolo è di rappresentanza politica sul territorio, proponendo candidati di trasparente onestà che sappiano apportare un valido contributo alla gestione della cosa pubblica”

    Roma – Il movimento Italia dei Diritti ha inaugurato una nuova fase per la diffusione capillare sul territorio. Si è tenuta un’assemblea programmatica degli esponenti del Lazio ed è stata sentenziata all’unanimità l’elezione di Carmine Celardo a segretario organizzativo per il Lazio. Il presidente Antonello De Pierro, che ha partecipato all’incontro, si è congratulato con il neosegretario, riponendo in lui la massima fiducia.

    “L’Italia dei diritti – sottolinea il neoeletto segretario regionale – è un movimento che si pone come difensore dei diritti dei cittadini, italiani e non, che risiedono nel nostro Paese. Un’associazione di persone aperta a tutte le culture ed etnie, in virtù di un superiore ideale di uguaglianza e giustizia. Tengo a ringraziare tutti i rappresentanti che, con fiducia, mi hanno conferito quest’incarico. Il mio ruolo – continua Celardo – non è quello di fondare un partito politico schierato ideologicamente, ma di rappresentanza politica sul territorio, proponendo candidati di trasparente onestà, persone serie, attive nel sociale che sappiano apportare un valido contributo alla gestione della cosa pubblica.

    “Ci proponiamo – continua Celardo – come movimento che, benché contestatore e all’occorrenza censore della amministrazione pubblica, propone soluzioni politiche e tecniche alla gestione statale. Vogliamo essere sempre più vicini ai cittadini, radicandoci sul territorio. Siamo disponibili a serie proposte da parte dei partiti politici, i quali dovranno affrontare serie difficoltà nel prossimo biennio. Aperti a progetti che non siano specchio di bassa politica o mirino a favorire amici di amici, ma che il cui scopo sia portare una ventata di freschezza nella vita politica nazionale. Non siamo un apparato di potere ma un movimento che mira a garantire i diritti per tutti, lavorando quotidianamente al fianco dei cittadini nella massima onestà. Garantisco il massimo impegno e dedizione – conclude l’esponente del movimento extraparlamentare presieduto da Antonello De Pierro – nello svolgimento di questo delicato compito affinché tutto si svolga nella massima trasparenza e correttezza”.


  • L’Italia dei Diritti svela il mistero delle microspie nell’ufficio della Polverini


    Il movimento è venuto in possesso di un documento redatto dai sindacati e indirizzato a varie autorità istituzionali, da cui risulterebbero particolari scabrosi sulla vicenda

    Roma – Il presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro, dopo aver preso visione, assieme ai responsabili laziali, del documento redatto congiuntamente da Cgil, Cisl e UIL e inviato alla presidente della Regione Lazio Renata Polverini, ai responsabili della sicurezza della giunta regionale, al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, al questore Francesco Tagliente, al Nucleo Ispettivo della Guardia di Finanza e al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, ha deciso di divulgare rilevanti informazioni e raccontare cosa sarebbe successo nei palazzi della Regione alcuni giorni prima dell’uscita della notizia sul ritrovamento di cimici negli uffici della governatrice del Lazio.

    Infatti, potrebbe non sussistere mistero per quanto riguarda la vicenda delle microspie negli uffici della Polverini anzi, appare inquietante il fatto che molti siano a conoscenza di questioni quantomeno scottanti. Al punto che i tre sindacati abbiano comunicato alle autorità preposte a tutti i livelli accadimenti clamorosi, che sarebbero avvenuti all’interno della sede della giunta regionale in via Rosa Raimondi Garibaldi. Come evidenziato nelle carte, le circostanze avrebbero avuto luogo il 3 e il 18 marzo scorsi. Nottetempo i vigilantes della ‘Roma Union Security’, sarebbero stati distolti dai compiti di controllo, con il pretesto di una riunione durata ben tre ore, da un tenente e da un appuntato dell’istituto privato di appartenenza che, successivamente, avrebbero fatto accedere nel palazzo quattro persone sconosciute. Tali soggetti, come recita il documento, dopo essere venuti in possesso delle chiavi di alcuni uffici, si sarebbero introdotti nei piani della presidenza della giunta regionale e della vicepresidenza per agire indisturbati, in modo illegittimo, per circa 2 ore.

    Non è possibile affermare con certezza cosa sia accaduto davvero all’interno degli uffici, se quel movimento sarebbe servito per collocare le microspie ritrovate o se “semplicemente” si sarebbe approfittato dell’intrusione per visionare fascicoli di particolare importanza. In ogni caso resta da chiarire come sarebbe stato possibile allontanare il personale dai compiti istituzionali, operando una grave intromissione con un atto illecito. Dal documento si evidenzia inoltre che le guardie, che avrebbero chiesto spiegazioni sulla vicenda alla società, sarebbero state trasferite ad altra sede e allontanate dai rispettivi compiti, sebbene la stessa azienda avrebbe risposto loro che “i fatti avvenuti erano stati regolarmente disposti dal vertice aziendale”. Circostanza che getterebbe ulteriori ombre sulla vicenda.

    Il commento su quanto divulgato dal movimento extraparlamentare viene affidato a Carmine Calardo , viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti : “Va premesso che non sappiamo se Lotito, presidente della ‘Roma Union Security’, sia al corrente o se abbia lui stesso dato ordine di fare questa azione deprecabile, contraria a ogni decenza, ad ogni regola di convivenza libera. Un’azione di spionaggio al limine della criminalità. Sicuramente Lotito però è responsabile di aver messo a capo delle sue società persone con un’etica alquanto discutibile. La Polverini – dichiara Celardo – è vittima di una faida interna agli amici della destra, che si stanno scannando per spartirsi questa torta. Noi come Italia dei Diritti, abbiamo già denunciato riguardo ai servizi di vigilanza, manovre al limite della criminalità. Quanto letto nelle carte, non fa che avvalorare la mia sensazione, ovvero che c’è un assalto alla diligenza, si stanno scannando per dividersi gli appalti alla faccia dell’onestà, contravvenendo a tutte le regole alla base di una libera concorrenza. Ci aspettiamo dalla Polverini – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – , visto che ha taciuto precedentemente, una risposta chiara e precisa, una netta presa di posizione . La governatrice deve dimostrare chiaramente a tutti i cittadini, come intende amministrare questa regione. I fatti sono pulizia e onestà non chiacchiere”.

  • De Pierro ospite della trasmissione Eidon su Televita dedicata alla Sanità


    Nel programma condotto da Adele Grossi il presidente dell’Italia dei Diritti è stato polemico sulla gestione sanitaria della Polverini

    Roma – L’altra sera, Antonello De Pierro, presidente dell’Italia dei Diritti, è stato ospite della trasmissione “Eidon: il futuro è ricerca” condotta da Adele Grossi, andata in onda alle ore 23.00 su Televita. Il programma, dopo una prima parte introduttiva dedicata alle associazioni di ricerca sul cancro, ha visto sviscerarsi alla presenza del professor Leonardo Tamassia, medico ginecologo, del dottor Alfredo Arista,consigliere del IV Municipio, del giornalista Vittorio Gennari e del presidente del movimento De Pierro, un argomento spinoso ma di forte attualità come la gestione della prevenzione medica sul territorio. Durante il talk, Antonello De Pierro, pur condividendo il plauso per le iniziative promosse all’interno del IV Municipio, che favoriscono l’accesso gratuito agli esami e analisi di controllo preventivo nelle cliniche private del quartiere, in assenza di un polo ospedaliero, ha acceso la polemica, riportando l’attenzione sulla sgangherata amministrazione regionale attuale e su quelle passate, valutandola causa primaria delle carenze e del funzionamento a singhiozzo delle strutture pubbliche laziali. Numerose testimonianze in merito arrivano quotidianamente all’Italia dei Diritti ed è anche per questo che De Pierro, ha posto con tenacia l’attenzione sulle difficoltà incontrate ogni giorno dai medici e dai pazienti delle strutture di pronto soccorso, sostenendo, apprezzato dagli altri ospiti in studio, la necessità di virare il lavoro di prima assistenza e diagnosi verso i medici di famiglia, attualmente troppo poco reperibili e presenti. Il presidente del movimento Antonello De Pierro ha, in conclusione del dibattito televisivo, criticato l’iniziativa della Polverini di aprire gli ambulatori la domenica, invitandola ad occuparsi realmente delle deficienze mediche della regione Lazio, dichiarandolo unico, valido ed efficace modo per favorire cura e benessere accessibile a tutti i cittadini della territorio regionale.

  • Nel Lazio 8 mesi di attesa per ecografia, l’Italia dei Diritti si mobilita


    Carmine Celardo, viceresponsabile regionale del movimento nazionale : “Al fine di tagliare i buchi dovuti a malcostume, attività truffaldine e corruzione, si è staccato uno dei bilanci negativi peggiori per la sanità. Con lo scopo di tappare le falle chiudono interi ospedali e ambulatori”

    Roma – Un cittadino romano che necessita di effettuare una ecografia al gomito in una struttura pubblica deve aspettare 8 mesi. Tra le varie denunce arrivate all’Italia dei Diritti questa ci ha colpiti profondamente, un episodio gravissimo che si disperde tra le varie lungaggini per prestazioni cliniche, così frequenti nella nostra regione da non fare quasi più scandalo.


    Sui fatti è netto l’intervento di Carmine Celardo, viceresponsabile per il Lazio del movimento presieduto da Antonello de Pierro: “I numeri sono allarmanti. Si parla di 340 giorni per un’ecografia addominale, come da denuncia al Tribunale per diritti del malato. Le liste di attesa sono da record, non si può pensare di renderle più corte dal momento che hanno ridotto le strutture anziché aumentarle. Nel Lazio al fine di tagliare i buchi dovuti a malcostume, attività truffaldine e corruzione, si è staccato uno dei bilanci negativi peggiori per la sanità. Per risanare i conti chiudono interi ospedali e ambulatori. Probabile che ci sia, dal nostro punto di vista, una incapacità gestionale complessiva. Nella nostra regione le promesse mai mantenute della cura Storace, non hanno sanato il bilancio, Marrazzo ha poi mantenuto lo stesso trend e da quando è arrivata Renata Polverini siamo addirittura in una curva ascendente. Riscontriamo problemi di attesa non solo nell’area diagnostica ma anche in quella specialistica, nell’attesa per interventi chirurgici. La sanità laziale sicuramente soffre l’invecchiamento della popolazione e l’ enorme spesa pubblica per l’ assistenza di persone non residenti che domiciliano per lavoro nella regione ma non ritengo che i costi siano così superiori ti rispetto al resto d’Italia”.

    Sdegno e sconforto nella testimonianza arrivata all’Italia dei Diritti, ennesimo esempio della condizione in cui versa la sanità locale. Un esame diagnostico necessario andrebbe effettuato in tempi ragionevoli, compatibili con i diritti di chi si rivolge alle strutture pubbliche per essere assistito.

    “Il fatto è che siamo arrivati all’assurdo – prosegue Celardo – , a livelli da terzo mondo. In alcuni casi, da un esame al gomito si può scoprire l’insorgenza di un tumore osseo, basta un’ecografia pelvica per salvare la vita di una donna. Le attese per i controlli in maternità spesso hanno tempi maggiori della gravidanza stessa. Il fatto grave è che l’ assessore regionale si nasconde dietro sterili numeri quando nei fatti stanno operando un’azione di taglio nelle realtà del Lazio considerate rami secchi, in questo modo non fanno che gravare sui centri poli-specialistici di eccellenza dove abbiamo già lunghe attese. Mi domando – chiosa – quale sia la volontà della Polverini, ci viene il sospetto sia il trasferire tutto indiscriminatamente nelle mani del privato. Se tale è la politica della sua Giunta avrebbero dovuto dirlo in campagna elettorale, se questa è la prospettiva non possiamo che chiedere la sfiducia”.

  • Io e l’Energia: Renata Polverini, candidata PDL alla Regione Lazio, intervistata sul web magazine di Terna “Notizie tra le linee”

    Intervista a Renata Polverini, Candidata PDL alla presidenza della Regione Lazio. Ecco il suo rapporto con l’Energia La candidata PDL alla Regione Lazio Renata Polverini è protagonista del nuovo articolo di “Io e l’energia”, una rubrica all’interno del web magazine “Notizie tra le linee”, curato dall’operatore di reti per la trasmissione di energia Terna S.p.A. Lo spazio della rivista online si occupa di indagare tramite una serie di interviste a personaggi popolari sul rapporto che gli Italiani hanno con l’energia, riflettendo su consumi, utilizzo e innovazione.

    – Cos’è per lei l’energia elettrica?
    – Non dico la vita ma quasi.

    – Pensa che l’umanità potrebbe farne a meno?
    – Sono nata nel ’62, quindi non saprei vivere senza l’energia elettrica.

    – E’ una fonte inesauribile o bisogna usarla con parsimonia?
    – Va usata con parsimonia.

    – Lei si sente o potrebbe definirsi un risparmiatore energetico?
    – Se devo essere sincera non molto.

    – Per esempio, quando esce da una stanza spegne sempre la luce?
    – Sì e vado sempre dietro a mio marito che non la spegne mai.

    – Lascia spesso apparecchi elettronici in stand-by?
    – No.

    – Quando si verificano emergenze energetiche e viene chiesto di limitare il consumo di energia, si adegua? O continua imperterrito con le sue abitudini?
    – Fino ad adesso non l’ho mai vissuta.

    – Cosa illuminerebbe meglio nella sua città o in Italia?
    – Le periferie, le stazioni, la metropolitana, i luoghi dove abbiamo paura di andare.

    – Cosa farebbe per rendere più simpatici i tralicci dell’alta tensione?
    – Più che simpatici li renderei più sicuri.

    – Dia un consiglio a Terna, il gestore nazionale della rete elettrica.
    – Indurre le persone a usare con più consapevolezza l’energia.