Tag: recupero dati

  • I sentimenti, ciò che più ci influenza nel momento di valutare l’importanza dei nostri file informatici.

    Milano, Giugno 2011. Recovery Labs, azienda leader nel recupero dei dati, cancellazione sicura e perizia informatica, ha realizzato uno studio per analizzare quali sono le informazioni più preziose per i suoi clienti. Per arrivare alle conclusioni esposte in questo comunicato, Recovery Labs ha analizzato oltre 1.400 risposte di clienti provenienti dall’Italia, Germania, Francia, Spagna e Portogallo.

    Per i clienti italiani, tedeschi e spagnoli, i dati più importanti sono le fotografie, seguite dai documenti office (file di testo, fogli di calcolo, presentazioni etc.) ed in terza posizione dai file multimediali (musica e video). Al contrario, in Portogallo e Francia la prima posizione è occupata dai documenti office, lasciando le fotografie al secondo posto.

    Confrontando le risposte dei clienti dei cinque paesi, gli italiani sono quelli che danno più importanza ai file di posta elettronica. Infatti, nonostante si classifichino al quarto posto, circa un 20% dei clienti italiani ritiene che le e-mail siano tra i dati più importanti da recuperare, mentre solo un 3% dei tedeschi pensa lo stesso.

    Secondo Enrique Francisco, Marketing Manager di Recovery Labs: “I clienti italiani, così come gli spagnoli ed i tedeschi, ritengono più importanti quei dati che sono unici o difficilmente riproducibili. È il caso delle fotografie che generalmente vengono scattate durante un viaggio, un momento speciale o qualche avvenimento unico, alle quali le si attribuisce molta importanza proprio a causa del loro alto valore emotivo e sentimentale”.

    Il rapporto completo sulle informazioni più preziose per i clienti di Recovery Labs è disponibile al seguente link: http://www.recoverylabs.it/rapporti/analisi_2011.htm

  • NAS Recovery

    Un Network Attached Storage (NAS) è un supporto oramai molto diffuso sia in aziende di ogni livello che nel privato, è un dispositivo collegato ad una rete di computer la cui funzione è quella di condividere tra gli utenti della rete un’area di storage (o disco).

    I NAS più comuni sono dei computer dotati solitamente di sistema operativo Linux e qualche hard disk per l’organizzazione dei dati. Questa unità può rendere disponibili i files nello stesso momento su client Linux, Mac OSX e Unix o Windows, grazie al sistema operativo che gestisce i server di rete più comuni come Network File System (NFS), FTP e Samba.

    I NAS si differenziano da SAN (Storage Area Network), DAS (Direct Attached Storage) e NDAS (Network Direct Attached Storage) per la propria architettura da mini pc, col minimo indispensabile per comunicare in rete e gestire la propria memoria di massa, solitamente RAID. Talvolta un sistema NAS può essere utilizzato come nodo di una SAN, data la scalabilità di tale struttura.

    Solitamente il vantaggio dei NAS, che implementano sistemi RAID (non lo stripe), è che permettono ai dati di essere ancora disponibili anche nel caso uno degli hard disk vada in fail, e consentono di aggiungere e rimuovere dischi senza disattivare l’unità. Spesso tale vantaggio si trasforma in svantaggio quando l’utente si prende del tempo prima di cambiare il disco danneggiato oppure lo sostituisce, a questo punto il NAS si blocca e i files non sono più accessibili. Il consiglio in questo caso è di evitare qualsiasi intervento per evitare una perdita eccessiva di dati.
    Un altro svantaggio dei NAS, sempre in agguato, è l’instabilità di NFS e degli altri file system di rete.

    In pratica il concetto: “con il dispositivo NAS i tuoi files sono al sicuro dalla loro perdita” non è del tutto esatto. In realtà pur essendo delle utilissime unità di massa di rete, non possono garantire l’impossibilità di perdere l’accesso ai files. Infatti l’unica certezza di non perdere i dati rimane il backup.

    Ma quali possono essere le cause o i primi sintomi di instabilità di un NAS? E cosa fare qualora si verificassero:

    1. Guasto o malfunzionamento del disco.
      In questo caso interrompere qualsiasi operazione di NAS e spegnere il dispositivo;
    2. Interruzione dell’alimentazione o chiusura imprevista del NAS.
      Dopo il riavvio il sistema dovrebbe tornare allo stato originale. Se il sistema non torna ad operare entro i normali parametri, procedere come segue:
      · Se l’interruzione dell’alimentazione o la chiusura anomala provocano la perdita di un’impostazione della configurazione del sistema, ripristinare manualmente la configurazione desiderata (sconsigliata vista l’alta probabilità di perdere l’accesso definitivo ai files).
      · Se il sistema opera in modo irregolare o viene visualizzato un messaggio d’errore, spegnere il dispositivo;
    3. Funzionamento anomalo del software di sistema.
      In questo caso il NAS si riavvia automaticamente per tornare al funzionamento normale. Se il sistema si riavvia di continuo, potrebbe essere un indizio del fatto che il sistema non riesce a ripristinare le condizioni normali di funzionamento.

    La raccomandazione che RD data Rescue dà, è quella di contattarla sin dal primo mancato accesso al NAS per un consulto telefonico completamente gratuito.

    La RD data Rescue Sagl, nei molti anni di esperienza nel recupero dati su questi sistemi, ha sintetizzato nel seguente modo i classici problemi legati al NAS recovery delle configurazioni più comuni:

    1. NAS con 2 hard disk in RAID 1. Sicuramente molto efficiente, se uno dei due hard disk è in fail, l’utente continua a lavorare. Spesso, però, il NAS va in crash durante la sostituzione del disco danneggiato a causa di una manovra errata dell’utente. A questo punto è assolutamente sconsigliato fare altro e, se i dati sono importanti, rivolgersi ad una società specializzata in recupero dati, non ad un consulente informatico od altre società generiche del settore informatico. Il consiglio che diamo non vuole screditare le figure professionali sopra citate, ma riqualificare le competenze tecniche che ogni professione deve avere.
    2. NAS con 5 hard disk in RAID 5. La ridondanza è la sua garanzia di non perdere i files. Non è mai successo, in RD data Rescue, che un RAID 5 in fail non sia stato recuperato. Purtroppo in quei casi dove ci sono stati tentativi di accesso da parte di utenti o aziende non specializzate solo nel recupero files, si sono rivelati errori di sincronizzazione delle informazioni se non una cancellazione delle informazioni negli hard disk sani del RAID 5.
    3. NAS con 2 o più hard disk in RAID 0. Questo è il caso dove si consiglia assolutamente il backup costante dei files; se uno degli hard disk non è recuperabile, non è possibile ricostruire il RAID 0 nemmeno per i professionisti nel recupero dati.

    Per richiesta preventivo gratuito e/o maggiori informazioni visita il sito www.rddatarescue.it.
    Oppure contattaci allo 02. 89.86.69.79 o 800.031.677.

  • Recupero dati RD data Rescue Sagl

    La RD data Rescue Holding con sede a Chiasso ha acquisito la gestione della filiale italiana che rimarrà sempre a Milano, un punto di riferimento per tutti i clienti e partner italiani.
    Una collaborazione, quella tra Italia e Svizzera, nata con l’intento di portare ulteriore qualità e innovazione tecnologica nel servizio di recupero dati, garantendo, sempre più, la certezza nel recuperare i file e ampliare la comunicazione e il know how tecnologico al servizio del cliente.
    Sempre più forte delle proprie filosofie, quali l’Affidabilità, la Flessibilità, la Riservatezza, il Tempismo e la Precisione, la RD data Rescue ha mantenuto, in questi anni, il primo posto tra le società italiane specializzate in recupero dati (o data recovery) da sistemi di memorizzazione (RAID, SAN, XRAID, SNAP Server, NAS, DAS e NDAS, NSS, Xserve RAID) e da supporti di memoria (hard disk, supporti removibili USB, schede di memoria, floppy, CD, DVD, nastri, supporti magneto-ottici) quando risultano danneggiati, corrotti o irraggiungibili. Diverse sono le cause che portano ad aver un danno di tipo fisico, oppure di tipo logico (a livello software) e che possono provocare improvvisi arresti o indisponibilità del sistema e/o dei dati.
    In molti casi il danno che comporta la perdita di dati è di tipo logico. E’, cioè, legato al sistema di memorizzazione, ad errori dell’operatore o ad altro. In questi casi il supporto informatico continua a funzionare normalmente, può essere riusato, ma i dati non sono più raggiungibili.
    E’ possibile il recupero di dati? Si, ma è fondamentale agire correttamente e rapidamente, poiché il sistema operativo riutilizza molto velocemente gli spazi resi di nuovo disponibili. Anche in caso di malfunzionamenti del sistema operativo il recupero risulta probabile. Modificare il supporto, installare software di recupero dati nel disco in cui i file sono persi, è un’operazione sconsigliata per l’alto rischio di sovrascrivere le locazioni contenenti i dati persi. Le operazioni di recupero dati vanno svolte da persone o da ditte specializzate.
    Ben diverso è il danno di tipo fisico, infatti è raro che un intervento del software sia risolutivo. Il danno fisico si manifesta di solito con blocchi della lettura, impossibilità completa di accesso al supporto informatico, rumori anomali, bruciatura di componenti. Usualmente, gli interventi volti al recupero dati, non sono alla portata dell’utente comune. Il recupero dati è possibile in ditte specializzate, dotate di attrezzature specifiche e laboratori con ambienti protetti e asettici (camera bianca o clean room) dove l’aria è dalle 10.000 alle 50.000 volte più pulita di quella normale. La RD data Rescue, nei molti anni di esperienza nel recupero dati, ha sintetizzato nel seguente modo i classici problemi legati al data recovery, infatti, a seconda della propria casistica e, quindi del tipo di intervento, differisce e distingue i seguenti casi e problematiche:
    a) Sistemi di Memorizzazione RAID
    Si espongono qui di seguito i classici problemi legati al RAID data recovery

    1. Mirror danneggiato. I dati corrotti di un disco si propagano verso l’altro.
    2. Mirror rotto. Si cerca di fare il boot da un unico drive, ma il sistema operativo ancora non si avvia a causa dei meta dati del mirror.
    3. Errore nella ricostruzione del RAID.
    4. Unità contrassegnata come hard drive in failed e l’array è in degrado. L’unità è costretta a tornare online e danneggia i dati.
    5. Unità contrassegnata come hard drive in failed e l’array è in degrado. L’unità non viene sostituita e l’array continua a funzionare. La seconda unità cade e cade l’array. In questo caso, siccome non è chiaro quale unità è caduta prima, diventa difficile stabilire in quale unità risiedono i dati aggiornati.
    6. Ricostruzione automatica nella quale viene avviata e viene usata un’ unità sbagliata su cui ricostruire il recupero del RAID.
    7. La sequenza degli hard disk è andata persa e quindi è necessario riordinarli.

    Riepilogando i maggiori casi presentano:
    – Sistemi operativi che non fanno più il boot
    RAID corrotti
    – Partizioni sparite
    – Controller in failure
    – Danni causati da virus e calore
    – Disastri naturali
    – Errori umani

    Per recuperare un RAID non accessibile occorre evitare assolutamente di intervenire per tentativi: un intervento a basso livello non farebbe che complicare il problema, rendendo più difficile il recupero del RAID.

    b) Supporti magnetici (hard disk)
    Gli hard disk memorizzano i dati su uno o più piatti magnetici racchiusi in un contenitore metallico in cui l’aria presente viene altamente filtrata. I dati vengono letti e scritti sui piatti in rotazione da testine magnetiche che operano sulle due facce dei piatti, Il tutto comandato da un’elettronica di controllo. Il danno fisico e conseguente perdita di dati su un hard disk può manifestarsi a carico dei suoi vari componenti e quindi:

    1. Problemi all’elettronica di comando, comprendente CPU, driver del motore, logica di lettura dei dati, pre-amplificazione dei segnali provenienti delle testine, attuatore del movimento del braccio di lettura.
    2. Problemi nel firmware presente nell’elettronica di comando e/o nel disco stesso
    3. Problemi nelle testine di lettura e/o nel braccio di lettura
    4. Problemi nel motore di rotazione dei piatti
    5. Problemi nei piatti magnetici, decadimento o alterazione (graffi, righe) degli stessi

    Per effettuare il recupero dati è necessario rimettere il disco rigido in condizione di funzionare anche momentaneamente. L’apertura del contenitore dei piatti deve essere effettuata in ambiente controllato (camera bianca o clean room) per impedire che particelle di polvere o altri contaminanti danneggino la superficie magnetica. La manipolazione dei piatti deve inoltre impedire che l’orientamento angolare tra piatti e motore, e tra i piatti stessi, vari anche di pochi micron, pena la perdita definitiva dei dati. Ne consegue che il recupero dei dati può essere effettuato solo da personale competente o ditte specializzate che posseggano un’adeguata attrezzatura elettronica, strumenti meccanici di alta precisione, hardware e software dedicato per la riprogrammazione del firmware ed il pilotaggio dei dischi in “factory mode”, un ambiente che permetta la lavorazione all’interno dei dischi senza contaminazione di agenti esterni.

    c) Supporti a memorizzazione digitale (schede di memoria nei vari formati, memorie inglobate in supporti USB, chiavi USB)
    I dati vengono registrati in memorie digitali non volatili (flash memory). Sono quindi diffusi problemi nell’elettronica di memorizzazione o di controllo. In questi casi se il chip di memoria è ancora integro i dati possono essere estratti e ricostruiti. La RD data Rescue vanta il 99,9% dei casi con esito positivo e, un recupero dei file del 100%.

    d) Supporti a memorizzazione ottica (CD, DVD, dischi magneto-ottici)
    Questi supporti vengono letti da un raggio laser che percepisce il dato a seconda della riflessione o non riflessione del raggio. Ne consegue che la pulizia del dispositivo di lettura e del supporto stesso è fondamentale. Rotture parziali consentono il recupero dei dati. Graffi profondi possono essere eliminati tramite lucidatura meccanica.

    e) Supporti magnetici (floppy disk, ZIP, DAT, etc)
    Questi dispositivi memorizzano i dati su un substrato magnetico, in movimento rotatorio o lineare. Ne consegue che è importante preservare i supporti da campi magnetici e mantenere la pulizia dei supporti e dei lettori, soprattutto nei floppy, ZIP, DAT e cassette in genere. In questi supporti il supporto magnetico non è in un contenitore sigillato ed a lungo andare particelle di polvere possono penetrare alterando e degradando le caratteristiche magnetiche. Questi supporti sono anche molto sensibili alle condizioni di conservazione, alle alte temperature, all’esposizione diretta alla luce solare e ai campi magnetici (schermi video, telefonini e simili) che possono modificare il supporto ed impedire la corretta lettura dei dati. In questi casi, oltre alla pulizia del supporto e del lettore, l’utente comune può fare poco altro. Ditte specializzate possono invece effettuare letture con sistemi diversi, utilizzando dispositivi di lettura opportunamente studiati per effettuare letture più complete.

    E’ utile ricordare, che l’attività di recupero dati non è solamente il ripristino dei file o il recupero del hard disk, ma è anche garantire ulteriori servizi quali:

    • Cancellazione Sicura
    • Riciclo dei Supporti
    • utili a garantire la privacy del cliente, ossia la tranquillità che solo l’utente abbia la possibilità di consultare i propri dati e riciclare in sicurezza i propri supporti.

    • Media e/o Analisi Forense
    • al servizio delle indagini giudiziarie, per il recupero di materiale precedentemente transitato e/o cancellato, su computer di persone o aziende sottoposte ad indagini.

    RD data Rescue offre ai propri clienti la massima professionalità nel settore del recupero dati.

  • Recupero dati RAID 0 1 5 10

    E’ ormai da molti anni che le grandi imprese e gli utenti finali hanno migrato le loro esigenze di memorizzazione dei dati da un unico disco rigido al Redundant Array of Independent Disks, o tecnologia RAID. La sua egemonia è diventata sempre più importante a causa di sistemi operativi e di applicazioni sempre più consistenti con grafica e sonoro sempre più pesanti.
    I sistemi RAID servono ad aumentare la velocità di accesso e la disponibilità dei dati e sono strutturati specificamente per proteggere i propri dati. Vediamo qui di seguito di riassumere le più comuni configurazioni.
    RAID 1- Mirroring è una configurazione popolare per gli utenti finali. Consente la totale ridondanza dei dati con un minimo di degrado delle prestazioni. La teoria è che se uno dei dischi in mirror cade, l’altro riprende totalmente e l’utente verrà avvisato con un allarme ed, eventualmente, una e-mail.

    RAID 0 – Striping Set ottimizza lo spazio del disco, ma non ha la ridondanza dei dati. Il RAID 0 scrive blocchi di dati alternati su ogni disco utilizzando uno stripe di dimensioni definite. Non solo è possibile usare tutto lo spazio dei dischi, ma anche rendere il sistema più veloce in scrittura e lettura.

    RAID 5 ottimizza lo spazio e consente di usare una grande quantità di ridondanza dei dati grazie alcuni calcoli che sono realizzati allo scopo di creare un blocco di parità. Usa uno stripe, suddiviso in blocchi. Un blocco in ogni stripe non è un blocco di dati, si tratta di un blocco di parità. Con l’utilizzo della funzione booleana XOR è possibile perdere un disco e ancora lavorare, se si perde un altro disco è perso il RAID.

    Come si deduce da questo breve sunto è davvero difficile perdere l’accesso ai propri file, ma un sistema RAID può, in determinate circostanze, anche fallire.

    La RD data Rescue, nei molti anni di esperienza nel recupero dati su questi sistemi, ha sintetizzato nel seguente modo i classici problemi legati al RAID data recovery:

    1. Mirror danneggiato. I dati corrotti di un disco si propagano verso l’altro.
    2. Mirror rotto. Si cerca di fare il boot da un unico drive, ma il sistema operativo ancora non si avvia a causa dei meta dati del mirror.
    3. Errore nella ricostruzione del RAID.
    4. Unità contrassegnata come hard drive in failed e l’array è in degrado. L’unità è costretta a tornare online e danneggia i dati.
    5. Unità contrassegnata come hard drive in failed e l’array è in degrado. L’unità non viene sostituita e l’array continua a funzionare. La seconda unità cade e cade l’array. In questo caso siccome non è chiaro quale unità è caduta prima diventa difficile stabilire in quale unità stanno i dati.
    6. .Ricostruzione automatica nella quale viene avviata e viene usata un’ unità sbagliata su cui ricostruire il recupero del RAID.
    7. La sequenza degli hard disk è andata persa e quindi è necessario riordinarli.

    Riepilogando i maggiori casi presentano:

    Ma che misure adottare in situazioni di questo genere? Alcuni consigli che La RD data Rescue suggerisce per aiutare l’utente nel recupero dei propri dati sono:

    1. Non eseguire chkdsk.
      Il chkdsk non è uno strumento di recupero di dati, il suo unico scopo è quello di allineare il file system in modo che possa essere accessibile dal sistema operativo. I RAID sono particolarmente sensibili a questo programma ed è utile solo per la tecnologia striping utilizzata.
    2. Effettuare il controllo di tutti i connettori dell’hardware. Vibrazioni causati da ventilatori, condizionatori d’aria, unità warbling, e di altri fattori esterni che possono erodere lentamente il cavo dei connettori.
    3. Assicurarsi che la sala computer sia fresca, e che tutte le ventole funzionino alla corretta velocità (RPM). Il calore svolge un ruolo importante nel processo di distruzione dei dischi rigidi, memoria, CPU, IC, ecc…e può anche degradare il cablaggio.
    4. Accertarsi che la polvere sia stata rimossa poiché questa si aggiunge: alla scarsa connettività e al limitato flusso d’aria che potrebbe provocare un calore dannoso.
    5. Se il RAID risulta disallineato rivolgersi immediatamente ad un’azienda che abbia una vasta esperienza nel recupero dati RAID di qualsiasi configurazione, compresi i sistemi di spanning e striping. Non bisogna fidarsi di chiunque pensi di poter tentare delle soluzioni o non sia certo al 100% di riuscire con la propria strategia il recupero. Un tentativo sbagliato e tutti i dati e i file, andranno persi. Non inviare il proprio ARRAY AD UNA QUALSIASI AZIENDA senza testarne le capacità.

    Per richiesta preventivo gratuito e/o maggiori informazioni visita il sito RDdataRescue.it.

  • I documenti di office sono i dati più preziosi per gli italiani


    Milano, Novembre 2008. Non c’è dubbio che le informazioni in formato digitale offrano notevoli vantaggi agli utenti, per esempio la comodità al momento di salvarle, la facilità nel realizzare ricerche di dati o la capacità di condividerle con diversi utenti. Ciononostante, possono sorgere anche inconvenienti come una possibile perdita di dati causati da guasti ai dispositivi o da cancellazioni involontarie. In questi casi, gli utenti danno importanza ai dati persi in modo diverso a seconda della nazione di origine.

    Recovery Labs, azienda leader nel recupero dati, cancellazione sicura e perizia informatica, ha elaborato uno studio con lo scopo di stabilire quali fossero le informazioni più preziose per i suoi clienti. Più di 1.700 persone tra Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Germania hanno partecipato a questo studio e queste sono alcune delle conclusioni elaborate.

    Per gli italiani ed i portoghesi i documenti più importanti da recuperare sono i documenti di office, rispettivamente con un 72,78% ed un 62,50%, mentre le fotografie si attestano al secondo posto con un 46,15% in Italia ed un 40% in Portogallo. Al contrario, in Spagna (49,48%), Francia (60,63%) e Germania (68,63%) i dati più importanti da recuperare sono le fotografie piuttosto che i documenti di office.

    Inoltre, un dato curioso riguarda la posta elettronica: le e-mail che spesso si accumulano nella cartella di posta in arrivo fino a limitare il traffico dei file non sembrano essere cosí preziose per gli utenti dei cinque paesi in questione. In Italia solo un 10,06% le indica come le più importanti da recuperare, percentuale lontana da quella che a priori ci si aspettava e superata anche dal 26,63% dei file multimediali, Agli ultimi posti in tutti i paesi troviamo i file di disegno, database e di programmi di contabilità: la loro perdita non sembra preoccupare eccessivamente gli utenti interpellati.

    Secondo Giuseppe D’Annunzio di Recovery Labs, “I tipi di dati più importanti variano soprattutto in funzione del tipo di cliente: mentre per i privati i dati più importanti sono le foto per il valore sentimentale che spesso rappresentano, per le aziende ed i professionisti sono essenziali i documenti di office ed i file di posta elettronica; alla fine la cosa più importante è identificare un’azienda di fiducia che sia capace di recuperare i dati in maniera rapida ed efficace quando ci si trova di fronte ad una perdita di informazioni”.

    Il rapporto completo sul modo in cui gli utenti giudicano importanti le loro informazioni è disponibile nella pagina http://www.recoverylabs.it/rapporti/analisi_10_08.htm

    Recovery Labs

    Fondata nel 1999, Recovery Labs (www.recoverylabs.it) è un’azienda specializzata nello sviluppo di applicazioni e servizi di recupero dati informatici, cancellazione sicura e perizia informatica. La Recovery Labs ha ottenuto la certificazione di qualità del Sistema di Gestione di Qualità ISO 9001:2000 per i suoi servizi.

    Per ulteriori informazioni:

    Giuseppe D’Annunzio
    Country Manager

    Recovery Labs
    Tel: 02 72 54 64 72

  • Per il 5º anniversario, Aigon regala un hard disk nuovo con i dati recuperati


    Aigon, società pioniera nello sviluppo di soluzioni specifiche per ogni processo di recupero di dati informatici, in occasione del 5º anniversario della sua fondazione regala ai suoi clienti un hard disk con i loro dati recuperati.

    I clienti di Aigon riceveranno i loro dati recuperati in un hard disk SATA da 80 gb completamente gratuito. Oltre a questo omaggio, durante questo mese Aigon offre una promozione speciale grazie alla quale i suoi clienti potranno recuperare dati da dispositivi che presentano guasti di software a 399€ (prima a 599 €), mentre guasti di hardware a 799 € (prima a 1299 €), risparmiando in questo modo fino a 500 €. Inoltre, gli utenti che realizzino il processo online di diagnosi del loro dispositivo (www.aigon.it), usufruiranno di altri vantaggi, tra cui il ritiro gratuito del loro dispositivo.

    Aigon, http://www.aigon.it società specializzata nel recupero dei dati informatici, ha sviluppato un processo di lavoro agile e pratico per aiutare i propri clienti a recuperare i loro dati nella maniera più rapida ed efficace. L’alta percentuale di successo raggiunta nel servizio di recupero dati e la ampia esperienza nel settore permettono ad Aigon di offrire un servizio di alta qualità al prezzo più conveniente.

    La sede di Aigon Italia si trova in:

    Via Frattina, 89
    00187 Roma
    Tel: 00 800 2446 6247 – 02 36 00 89 01
    Fax: 02 36 00 89 02
    [email protected]
    www.aigon.it

  • In crescita lo spionaggio industriale, secondo i dati di Recovery Labs


    Secondo Recovery Labs (http://www.recoverylabs.it), società leader nello sviluppo e commercializzazione di programmi e servizi di recupero dati, cancellazione sicura e perizia informatica, rispetto all’anno passato è aumentato sensibilmente il numero di richieste di perizia informatica per indagare possibili fughe intenzionali d’informazioni.

    Si tratta del dato più appariscente se si paragonano i motivi di richiesta di perizia informatica rispetto all’anno passato: infatti, lo spionaggio industriale aumenta del 17% diventando il secondo motivo più comune con un 20%, preceduto solo dal sabotaggio informatico che scende dal 60% al 48,75%.

    Secondo Giuseppe D’Annunzio di Recovery Labs, “Il fatto che le perizie informatiche più richieste siano direttamente collegate alla perdita di dati critici per le aziende, contrasta con la cresciente preoccupazione delle grandi società per proteggere le loro informazioni.” Infatti, nonostante misure di sicurezza e di protezione via via più efficaci, i dipendenti sleali costituiscono uno dei principali rischi per le informazioni dell’azienda. Casi di sabotaggio come quello di un impiegato che per causare il maggior danno possibile elimina tutti i dati dal computer prima di abbandonare l’azienda, oppure casi di spionaggio industriale come quello di un lavoratore che invia informazioni confidenziali ad una società concorrente, rappresentano chiaramente una minaccia per la continuità dell’azienda.

    Per aiutare quest’ultime a proteggere le loro informazioni, Recovery Labs raccomanda di adottare politiche di sicurezza e utilizzare soluzioni tecnologiche che favoriscano l’applicazione di tali politiche in modo da arginare, nella misura possibile, la fuga di informazioni confidenziali.

    Diversi sono i consigli che offre Recovery Labs per evitare la fuga di dati:

    – Bloccare le porte USB dei computer dei lavoratori: un amministratore può disabilitare le porte usb attraverso la BIOS o nel sistema
    – Se bloccare le porte usb può apparire una misura troppo drastica, si possono installare programmi che controllino l’uso delle porte di connessione, differenziando per utente, dispositivo ecc…
    – Stabilire permessi speciali di accesso, lettura o modifica per quei documenti che contengono informazioni confidenziali.
    – Utilizzare software per criptare i file che si vuole proteggere

    Se queste misure di sicurezza non sono sufficienti e la fuga d’informazioni si produce ugualmente, è necessario dimostrarlo di fronte ad un Tribunale di Giustizia, presso il quale è necessaria ed imprescindibile la partecipazione e testimonianza di un perito informatico. Un accurato processo di Perizia Informatica garantisce la sicurezza, l’autenticità e la catena di custodia della prova, a partire dal momento della sua acquisizione sino alla presentazione di fronte al Tribunale. Per ulteriori informazioni, consultare la pagina http://www.recoverylabs.it

    Recovery Labs

    Fondata nel 1999, Recovery Labs (www.recoverylabs.it) è un’azienda specializzata nello sviluppo di applicazioni e servizi di recupero dati informatici, cancellazione sicura e perizia informatica. La Recovery Labs ha ottenuto la certificazione di qualità del Sistema di Gestione di Qualità ISO 9001:2000 per i suoi servizi.

    Per ulteriori informazioni:

    Giuseppe D’Annunzio
    Country Manager

    Recovery Labs
    Tel: 02 72 54 64 72

  • Recupero dati al prezzo più conveniente e con la garanzia di Aigon


    Aigon, società pioniera nello sviluppo di soluzioni specifiche per ogni processo di recupero di dati informatici, per celebrare il quinto anniversario della sua nascita offre ai suoi clienti una promozione speciale per il recupero dati al prezzo più conveniente.

    Durante questo mese, Aigon riduce i prezzi del servizio di recupero dati di modo che i suoi clienti potranno risparmiare fino a 700€, oltre ad usufruire di ulteriori benefici come l’invio gratuito del dispositivo.

    I clienti che sceglieranno il servizio di recupero dati di Aigon potranno recuperare i dati persi in dispositivi che presentino un guasto logico a solo 199€ ed un guasto fisico a solo 599€; inoltre, non dovranno effettuare alcun pagamento se i dati persi non verranno recuperati.

    Aigon, http://www.aigon.it società specializzata nel recupero dei dati informatici, ha sviluppato un processo di lavoro agile e pratico per aiutare i propri clienti a recuperare i loro dati nella maniera più rapida ed efficace. L’alta percentuale di successo raggiunta nel servizio di recupero dati e la ampia esperienza nel settore permettono ad Aigon di offrire un servizio di alta qualità al prezzo più conveniente.