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  • Recupero dati RAID, NAS, converti l’esito negativo in positivo con servizi adeguati ed efficienti.

    Recuperare un RAID, NAS.. non è semplice, soprattutto non bisogna fare azioni azzardate se l’obiettivo è: “recuperare”.

    Recentemente un sondaggio, condotto da RD data Rescue Sagl in Svizzera e Italia, su un campione di circa 700 intervistati (privati, aziende e operatori nel campo informatico) che si sono trovati nella situazione di recuperare i propri dati da un sistema complesso quale RAID, NAS ecc…, ha portato al seguente risultato: il 53% degli intervistati in first opinion ha recuperato i propri file, il 20% si è rivolto ad un’altra azienda per una second opinion e solo l’ 8,5% ha recuperato i propri files, mentre il rimanente 27% si è fidato della prima opinione e non ha recuperato i propri files. Tenendo presente che RD data Rescue, grazie ad un’adeguata esperienza e ad un’avanzata tecnologia nel settore del data recovery, ha una percentuale di recupero in first opinion mediamente del 96%, mentre l’indagine evidenzia che il 47% degli intervistati in first opinion ha ricevuto esito negativo, risulta che circa il 40% delle persone interpellate, che hanno avuto diagnosi negativa in first opinion, si è rivolto a società o a personale che non possiedono:

    1. Modalità operative adeguate;
    2. Strumentazioni sufficienti per valutare adeguatamente il livello di danno di un singolo disco che compone il sistema complesso RAID, NAS, ecc…;
    3. Perseveranza in fase di diagnosi, nel determinare tutte le possibili soluzioni di recupero che possono portare ad un esito positivo.

    Dal sondaggio emerge anche che circa un terzo delle persone intervistate hanno recuperato i propri files in second opinion. Dato che si allinea più o meno alla percentuale di recupero effettuato da RD data Rescue Sagl nei casi di seconda opinione, oltre il 30% dei RAID, NAS, ecc… ed altri supporti che RD recupera dopo che altre aziende di data recovery hanno fallito il recupero dei files. Questi ultimi dati statistici potrebbero apparire molto bassi, ma ciò è determinato dal fatto che più il supporto viene manipolato (in first opinion) più diminuiscono anche le probabilità di recupero.
    In conclusione, la domanda che come società di recupero dati ci poniamo alla luce di tale sondaggio è:
    Ma di quel 38,5% quanti sono realmente i casi non recuperabili?

    Per ulteriori informazioni contatta il Customer Care RD ai seguenti numeri:

    • dall’Italia 800.031.677 (n.verde ) oppure 02.89.86.69.79
    • dalla Svizzera 091.68.20.545

    oppure richiedi un intervento on line per:

    Ricordiamo alla gentile utenza che i Servizi RD garantiscono la qualità del recupero e sono in grado di soddisfare ogni esigenza.

  • NAS Recovery

    Un Network Attached Storage (NAS) è un supporto oramai molto diffuso sia in aziende di ogni livello che nel privato, è un dispositivo collegato ad una rete di computer la cui funzione è quella di condividere tra gli utenti della rete un’area di storage (o disco).

    I NAS più comuni sono dei computer dotati solitamente di sistema operativo Linux e qualche hard disk per l’organizzazione dei dati. Questa unità può rendere disponibili i files nello stesso momento su client Linux, Mac OSX e Unix o Windows, grazie al sistema operativo che gestisce i server di rete più comuni come Network File System (NFS), FTP e Samba.

    I NAS si differenziano da SAN (Storage Area Network), DAS (Direct Attached Storage) e NDAS (Network Direct Attached Storage) per la propria architettura da mini pc, col minimo indispensabile per comunicare in rete e gestire la propria memoria di massa, solitamente RAID. Talvolta un sistema NAS può essere utilizzato come nodo di una SAN, data la scalabilità di tale struttura.

    Solitamente il vantaggio dei NAS, che implementano sistemi RAID (non lo stripe), è che permettono ai dati di essere ancora disponibili anche nel caso uno degli hard disk vada in fail, e consentono di aggiungere e rimuovere dischi senza disattivare l’unità. Spesso tale vantaggio si trasforma in svantaggio quando l’utente si prende del tempo prima di cambiare il disco danneggiato oppure lo sostituisce, a questo punto il NAS si blocca e i files non sono più accessibili. Il consiglio in questo caso è di evitare qualsiasi intervento per evitare una perdita eccessiva di dati.
    Un altro svantaggio dei NAS, sempre in agguato, è l’instabilità di NFS e degli altri file system di rete.

    In pratica il concetto: “con il dispositivo NAS i tuoi files sono al sicuro dalla loro perdita” non è del tutto esatto. In realtà pur essendo delle utilissime unità di massa di rete, non possono garantire l’impossibilità di perdere l’accesso ai files. Infatti l’unica certezza di non perdere i dati rimane il backup.

    Ma quali possono essere le cause o i primi sintomi di instabilità di un NAS? E cosa fare qualora si verificassero:

    1. Guasto o malfunzionamento del disco.
      In questo caso interrompere qualsiasi operazione di NAS e spegnere il dispositivo;
    2. Interruzione dell’alimentazione o chiusura imprevista del NAS.
      Dopo il riavvio il sistema dovrebbe tornare allo stato originale. Se il sistema non torna ad operare entro i normali parametri, procedere come segue:
      · Se l’interruzione dell’alimentazione o la chiusura anomala provocano la perdita di un’impostazione della configurazione del sistema, ripristinare manualmente la configurazione desiderata (sconsigliata vista l’alta probabilità di perdere l’accesso definitivo ai files).
      · Se il sistema opera in modo irregolare o viene visualizzato un messaggio d’errore, spegnere il dispositivo;
    3. Funzionamento anomalo del software di sistema.
      In questo caso il NAS si riavvia automaticamente per tornare al funzionamento normale. Se il sistema si riavvia di continuo, potrebbe essere un indizio del fatto che il sistema non riesce a ripristinare le condizioni normali di funzionamento.

    La raccomandazione che RD data Rescue dà, è quella di contattarla sin dal primo mancato accesso al NAS per un consulto telefonico completamente gratuito.

    La RD data Rescue Sagl, nei molti anni di esperienza nel recupero dati su questi sistemi, ha sintetizzato nel seguente modo i classici problemi legati al NAS recovery delle configurazioni più comuni:

    1. NAS con 2 hard disk in RAID 1. Sicuramente molto efficiente, se uno dei due hard disk è in fail, l’utente continua a lavorare. Spesso, però, il NAS va in crash durante la sostituzione del disco danneggiato a causa di una manovra errata dell’utente. A questo punto è assolutamente sconsigliato fare altro e, se i dati sono importanti, rivolgersi ad una società specializzata in recupero dati, non ad un consulente informatico od altre società generiche del settore informatico. Il consiglio che diamo non vuole screditare le figure professionali sopra citate, ma riqualificare le competenze tecniche che ogni professione deve avere.
    2. NAS con 5 hard disk in RAID 5. La ridondanza è la sua garanzia di non perdere i files. Non è mai successo, in RD data Rescue, che un RAID 5 in fail non sia stato recuperato. Purtroppo in quei casi dove ci sono stati tentativi di accesso da parte di utenti o aziende non specializzate solo nel recupero files, si sono rivelati errori di sincronizzazione delle informazioni se non una cancellazione delle informazioni negli hard disk sani del RAID 5.
    3. NAS con 2 o più hard disk in RAID 0. Questo è il caso dove si consiglia assolutamente il backup costante dei files; se uno degli hard disk non è recuperabile, non è possibile ricostruire il RAID 0 nemmeno per i professionisti nel recupero dati.

    Per richiesta preventivo gratuito e/o maggiori informazioni visita il sito www.rddatarescue.it.
    Oppure contattaci allo 02. 89.86.69.79 o 800.031.677.