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  • CAMERE XVI La Terza Tigre

    CAMERE XVI

    La Terza Tigre

    ROSSELLA BISCOTTI – MARK MANDERS – OLAF NICOLAI

    a cura di

    Lorenzo Benedetti

    L’identità, lo spazio, lo straniamento e la memoria. Si scivola e nella caduta si trova l’equilibrio nella 16a edizione di Camere. Anche questa volta gli ambienti di RAM si fanno testimoni di una dimensione del tutto speciale in cui si innestano le opere degli artisti invitati.

    Mark Manders presenta Clay Figure with Iron Chair. Una scultura, solo apparentemente d’argilla, si sdraia su una sedia. Il linguaggio di Manders, volto alla creazione di elementi disturbanti e destabilizzanti, suggerisce l’impressione di essere testimoni di un qualcosa di congelato in quel preciso momento. I giornali che coprono la finestra sono una creazione dell’artista (Window with Fake Newspapers, fogli di quotidiani composti da una combinazione non-sense di parole inglesi) non fanno altro che accentuare la volontà di non voler dare nessun riferimento temporale.

    Olaf Nicolai in questa mostra propone Camera (After Poussin). Il suo lavoro è da sempre incentrato sui meccanismi del processo artistico ed estetico, coniugando l’arte, la memoria e la ricerca con l’analisi e la rivisitazione di scene di vita quotidiana e la trasformazione dei beni di consumo. Sviluppando una vasta serie di progetti interdisciplinari, difficilmente si riesce a inquadrare la sua produzione in una categoria precisa, ma l’interesse per ciò che l’arte vuole esprimere e il media con cui si vuole farlo è alla base della sua ricerca.

    La terza camera dello spazio romano si diffonde di una forte luce gialla proveniente dalla proiezione del video Yellow Film di Rossella Biscotti. Con il lavoro sul recupero della memoria storica, cerca nelle parole di pazienti della fine degli anni ‘80, sotto l’effetto del Pentotal, potente barbiturico, frammenti di un vissuto in via di sparizione. L’artista insegue ciò che è caduto nell’oblio, infiltrandosi nelle crepe. Lo recupera e lo trasforma. Per non dimenticare.

    Durante l’inaugurazione la poetessa Marije Langelaar leggerà una selezione di poesie in un dialogo ben chiaro con le opere di Manders: un filo diretto tra un’identità nascosta nella scultura di quest’ultimo e un’identità rivelata nelle parole di Langelaar.

    La lettura verrà trasmessa su RAM LIVE, http://live.radioartemobile.it/, la radio web di RAM.

    Il testo critico della mostra La Terza Tigre è di Lorenzo Benedetti, Direttore della Stichting Beeldende Kunst Middelburg De Vleeshal di Middelburg (NL).

    Si ringraziano :

    Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma

    Accademia Tedesca Roma-Villa Massimo

    Galleria EIGEN+ART di Berlino

    ZENO X GALLERY di Anversa (B)

  • La Galleria romana RAM radioartemobile presenta la mostra CAMERE #8: Eliasson, Paolini, Wurm


    DOVE
    RAM – radioartemobile – Roma, Via Conte Verde 15

    QUANDO
    Inaugurazione, giovedì 2 Aprile 2009, dalle ore 19
    fino al 28 maggio 2009

    ORARI
    da martedì a sabato, dalle 16.30 alle 19.30

    Olafur Eliasson
    Mirror Door (performer), 2008

    Giulio Paolini
    Ut-Op, 1966
    (Senza (più) titolo), 2009

    Erwin Wurm
    Fear, 2007
    Ich und Über-Ich (Ego and Super-Ego), 2008

    Informazioni:
    RAM radioartemobile
    Via Conte Verde, 15 – 00185 Roma
    Tel. / Fax +39 06 44704249
    Coordinamento | Felix Monguilot-Benzal
    [email protected] – www.radioartemobile.it – youtube: radioartemobile
    web radio: http://live.radioartemobile.it/

    Helmut Friedel è il curatore insieme a Giovanni Iovane dell’ottava edizione del progetto CAMERE presso la Galleria RAM radioartemobile di Roma. Helmut Friedel attualmente è il Direttore del Museo Lenbachhaus di Monaco di Baviera. Ha pubblicato una grande quantità di monografie dedicate ad artisti come Kandinsky (2008) o Gerhard Richter: Red, Yellow, Blue (2007). Inoltre ha curato recentemente importanti mostre tra le quali Franz Marc: The Retrospective (Monaco di Baviera, 2005). Giovanni Iovane, curatore indipendente e prof. Di Storia dell’Arte Contemporanea a Brera. Guest curator alla Lenbachhaus di Monaco e al Museo Cantonale d’Arte di Lugano, ha scritto (insieme a Filipa Ramos) Oggetti smarriti. Crisi della memoria nell’arte contemporanea, Silvana ed. Milano, 2009.

    Olafur Eliasson, artista danese nato a Copenaghen nel 1967, ha studiato all’Accademia Reale delle Belle Arti. Le sue opere sono installazioni che vengono di solito concepite per degli spazi specifici sia interni che esterni e per un periodo di tempo limitato.

    Giulio Paolini (Genova, 1940) . Spesso associato all’Arte Povera, il lavoro di Paolini si distingue per una rigorosa pratica concettuale, definita ed ovviamente non conclusa, a partire dalla sua prima opera realizzata nel 1960, Disegno geometrico. A partire da questa prima riflessione sullo spazio della rappresentazione e sullo statuto dell’opera d’arte, Paolini ha sviluppato una complessa ricerca sia sugli strumenti del fare artistico quanto sulla figura dell’autore; un autore complice insieme del linguaggio e dello spettatore.

    Erwin Wurm (Bruck an der Mur, 1954) è un artista austriaco che vive e lavora tra New York e Vienna. Dal 2002 insegna all’Università delle Arti Applicate della capitale austriaca. Oltre alle sue più recenti Fat Sculptures che ribaltano i parametri delle stesse (volume, peso, gravità stabilità ed equilibrio), precedentemente, alla fine degli anni Ottanta aveva già sviluppato le One Minute Sculpture.

    CAMERE è un progetto di RAM radioartemobile avviato alla fine del 2005. Il dispositivo curatoriale di Camere prevede l’invito di tre autorevoli artisti che coabitano gli spazi della galleria disponendo di una «camera» personale. Ogni stanza è intesa come luogo di concentrata affermazione dell’individualità ma anche quale strumento di una convivenza e di un dialogo necessari. Insieme al rispetto della diversità, intesa quale carattere peculiare ed essenziale all’individuazione, il progetto Camere rivendica parallelamente il valore del dialogo tra differenti posizioni di linguaggio, di pensiero e di forma. Ogni camera si sottopone al così confronto e alle influenze delle stanze attigue e la nostra possibilità di attraversarle stipula con ciascuna di esse quei legami di relazione a detrimento di ogni possibile solipsismo.
    Le edizioni passate di Camere sono: Camere #1, dicembre 2005-febbraio 2006 (Sol LeWitt, Jannis Kounellis, Franz West); Camere #2, maggio-luglio 2006 (Getulio Alviani, Carla Accardi, Lawrence Weiner); Camere #3, febbraio-aprile 2007 (Dan Graham, Gert Robijns, Donatella Spaziani); Camere #4, luglio-settembre 2007 (Giovanni Anselmo, Domenico Bianchi, Gunther Forg); Camere #5, dicembre 2007 – febbraio 2008 (Luigi Ontani, Vettor Pisani, Emilio Prini); Camere #6, maggio – luglio 2008 (Jimmie Durham, Luca Maria Patella, ManfreDu Schu); Camere #7, novembre 2008 – gennaio 2009 (Maria Thereza Alves, Gülsün Karamustafa, Cesare Pietroiusti).

  • La Galleria RAM radioartemobile (Roma) presenta la mostra CAMERE #7: Alves, Karamustafa, Pietroiusti


    Maria Thereza Alves
    Landscape with Still Life…Romania, Mexico and Somalia

    Gülsün Karamustafa
    Words of Power for Healing
    Nordic Phantasies

    Cesare Pietroiusti
    500 Future Artworks

    (…) è raro sentire qualcuno che dice apertamente: “Prometto”. Questa è la bellezza della promessa. Essa è leggera e di piuma, e si vergogna di essere nominata. Kafka direbbe così, ne sono certo. Forse le persone dicono di promettere quando giurano qualcosa, quando, ad esempio, ci si sposa o quando si ottiene una cittadinanza.
    Più spesso uno dice semplicemente qualcosa come: “Lo farò”. La promessa è implicita, non esplicita, e quando è esplicita sembra quasi magica, come una preghiera o una cosa sacra. Evoca modi di essere straordinari, altri, che servono a garantire le nostre abitudini più ordinarie. E’ per questo che non si può esprimere la promessa in parole come in un contratto. Essa implica la nozione che fondamentalmente ci dobbiamo lealtà l’uno all’altro, non solo a qualcuno in particolare, ma a tutte le creature di Dio, che esse siano, per esempio, immigrati o italiani autoctoni. Questa è la ragione per cui le promesse sono leggere e di piuma – come piccoli angeli.

    Michael Taussig

    Per altre informazioni:
    RAM radioartemobile
    Via Conte Verde, 15 – 00185 Roma
    Tel. / Fax +39 06 44704249
    Coordinamento | Felix Monguilot-Benzal
    [email protected] – www.radioartemobile.it – youtube: radioartemobile

  • Mostra di Carla Accardi al MMOMA di Mosca e dopo all’ AuditoriumArte – Auditorium Parco della Musica di Roma


    Originariamente creata per lo spazio di bunKerart a Milano (Italia) a cura di RAM radioartemobile, l’installazione coinvolge due dei principali protagonisti della cultura italiana.

    L’installazione è composta da un pavimento di piastrelle in gres dipinto, che copre tutto lo spazio, con segni alternati di colore verde e cobalto su sfondo bianco. Il pavimento è circondato dall’installazione sonora di Gianna Nannini. Questo brano, concepito per accompagnare i passi del pubblico sul pavimento dell’Accardi, è stato registrato dalla Nannini nella Piazza Rossa di Mosca e successivamente rielaborato.

    Per questa nuova edizione l’installazione di Carla Accardi si arricchisce di ulteriori opere: insieme a 3 quadri di grandi dimensioni creati appositamente per lo spazio moscovita, vengono esposti per la prima volta i famosi “Lenzuoli”, tende dipinte degli anni Settanta appartenenti alla collezione privata dell’artista.

    La tappa successiva avverrà nello spazio AuditoriumArte presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 21 novembre 2008 fino al 7 gennaio 2009.

    L’evento è documentato da un manifesto in lingua italiana e russa con un testo critico di Achille Bonito Oliva.

    La mostra, curata e promossa da RAM radioartemobile (Roma), si avvale del supporto dell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca e di un generoso contributo dell’azienda elettrica Enel.

    Per informazioni:
    RAM_Via Conte Verde, 15 – 00185 Roma – +39/ 06 44704249
    www.radioartemobile.it – [email protected]

  • MOSTRA CAMERE VI: JIMMIE DURHAM, LUCA MARIA PATELLA, MANFREDU SCHU (dal 31/5/2008)


    CAMERE VI: JIMMIE DURHAM, LUCA MARIA PATELLA, MANFREDU SCHU

    testo di JAN HOET: TEATRALITÀ NOMADE

    RAM – radioartemobile
    Roma, via Conte Verde 15

    INAUGURAZIONE SABATO 31 MAGGIO 2008 ORE 19.00

    Fino al 31 luglio

    Sabato 31 maggio 2008 alle ore 19.00, RAM – radioartemobile è lieta di presentare la mostra Camere VI, sesta tappa del progetto “Camere” che, dal 2005, si conferma tra gli appuntamenti principali del programma artistico della galleria. La mostra ospita i lavori di tre protagonisti del panorama artistico internazionale: Jimmie Durham, Luca Maria Patella, ManfreDu Schu ed è inoltre accompagnata dal testo inedito Teatralità Nomade di Jan Hoet, direttore artistico del MARTa Museum a Herford (Germania) e curatore di fama internazionale.

    Jimmie Durham (Arkansas, USA, 1940). Artista Cherokee di origine, la sua arte fonda le proprie radici nella cultura indiana, impiegata per decostruire gli stereotipi e i pregiudizi della cultura occidentale, ancora legata ad una struttura coloniale. Questi aspetti politici si spingono inoltre a esplorare la relazione fra forme e concetti, includendo la capacità delle parole di rievocare alla memoria immagini e la capacità delle immagini di trasmettere idee. Nel lavoro di Durham le idee vengono stimolate attraverso la modificazione di una cosa nell’altra. Nascono dunque assemblage, installazioni e oggetti che mirano al superamento della pura visibilità a favore di uno spazio concettuale che provoca un continuo slittamento dei significati. Le opere di Durham emergono da un radicalismo nel quale i legami fra le cose sono più importanti rispetto alle loro demarcazioni e in cui i significati si muovono attraverso gli oggetti con l’agilità di un gioco di parole e, soprattutto, con ironia. In galleria l’artista presenta una installazione polimaterica con un intervento sonoro di Silvia Ocougne, compositrice brasiliana che ha già lavorato alle musiche originali del film Pursuit of Happyness, scritto e diretto da Jimmie Durham nel 2003.

    Luca Maria Patella (Roma, Italia, 1934) è autore, da metà degli anni Sessanta, di una ricerca analitica condotta, attraverso una pluralità di mezzi e di linguaggi, su ogni ogni sistema di conoscenza. Un’analisi che si caratterizza soprattutto per la valenza psichica, mentale e culturale del proprio approccio. In mostra presenta l’installazione gli Arnolfini cosmici ri guardano RAM / MAR. Due grandi “tondi” (tele fotografiche incorniciate in oro fastoso), posti l’uno di fronte all’altro, raffigurano l’artista e la compagna Rosa, giovani, a “Madmountain” la loro casa-studio di Montepulciano. In un quadro sono “gli Arnolfini-Mazzola”, dal nome dei due perfetti referenti storici del fish-eye (l’arcaico specchio convesso) che hanno ispirano la struttura della scena: il ritratto dei “Coniugi Arnolfini” di Van Eyck e il celebre autoritratto da giovane di Francesco Mazzola detto il Parmigianino. Nell’altro sono invece ritratti attorniati dalle cartografie e dagli strumenti cosmici ideati dal padre dell’artista, Luigi Patella, cosmologo umanista. In entrambi i casi i due protagonisti dei quadri “Luca & Rosa”, appaiono illuminati e immersi nella globalità di vaste camere della loro dimora alchemica e cosmica. Citazione, metafora e simbologia infittiscono la semiosi del tessuto visivo dei due quadri attraverso un ricco intreccio di richiami e significati. “Si tratterà di qualcosa di…totale, viaggiante, e speculare…: luce, voce, luca, rosa…(volendo: l’alba sul mare: la “rubedo statu nascendi”) – Luca Maria Patella.

    ManfreDu Schu (Vienna, Austria, 1956) è artista internazionale che esprime la propria ricerca attraverso una varietà di mezzi di presentazione quali la pittura, la musica, la scultura, l’installazione, le azioni e le performances. L’intervento che l’artista viennese realizza a Roma privilegia di un rapporto “magico” fra la materialità della scultura e il sonoro.

    RAM – radioartemobile
    via Conte Verde, 15 – 00185 Roma
    tel. / fax +39 06 44704249
    [email protected]
    www.radioartemobile.it

    inaugurazione sabato 31 maggio 2008 ore 19.00
    Orari: martedì-sabato, ore 16-19.30, escluso festivi
    ingresso libero

  • Michelangelo Pistoletto – Gianna Nannini: Il Terzo Paradiso a Minsk


    La Scuola Nazionale di Bellezza di Minsk ospita Il Terzo Paradiso.

    L’installazione/evento coinvolge due dei principali protagonisti della cultura italiana e internazionale: Michelangelo Pistoletto e Gianna Nannini.

    Il Terzo Paradiso ha conosciuto già diverse edizioni: ha toccato la Fondazione Orestiadi a Tunisi; a San Servolo, Venezia, durante l’edizione 2005 della Biennale di Venezia a cura di Achille Bonito Oliva; a Milano presso bunKerart e al Centro Nazionale per l’Arte Contemporanea a Mosca promossa e organizzata da RAM radioartemobile.

    In questa nuova edizione, Il Terzo Paradiso si propone con un evidente ampliamento rispetto alle edizioni precedenti. L’installazione parte dal Nuovo segno d’Infinito che si dimostra il centro concettuale della mostra e si dilata su tutto lo spazio espositivo su grandi lastre di alluminio che muovono quel segno in una ripetizione infinita.

    Oltre alle opere specchianti, l’installazione comprende l’Orchestra di stracci di Pistoletto -che si richiama ad un’opera che l’artista ha realizzato nel 1968- e una “scultura vocale” di Gianna Nannini dal titolo Mama che si propone come collante sonoro di tutta l’installazione nel fondersi con i vapori dei bollitori proposti dall’Orchestra degli stracci, arricchendo l’Opera di valori simbolici e estetici.

    La novità più significativa di questa edizione di Minsk è nella presenza di un nuovo ciclo di “Testimoni”. Oltre ad un numero di personaggi provenienti dal mondo delle arti visive e della scienza, questa volta il ciclo dei Testimoni si apre al mondo musicale con musicisti bielorussi che si ispirano direttamente all’intervento sonoro realizzato da Gianna Nannini per l’installazione.

    Inoltre, in occasione della mostra, verrà presentato l’evento Moda e riciclo. Design by Pietra, che si integra nel contesto del Terzo Paradiso proponendo nuove evoluzioni anche nel campo del fashion design.

    La mostra sarà accompagnata da un catalogo che descrive tutto il percorso del Terzo Paradiso, includendo anche questa nuova tappa di Minsk.

    La mostra è promossa dall’Ambasciata d’Italia presso la Repubblica di Belarus – Minsk.

    Più informazioni su www.radioartemobile.it

  • GETULIO ALVIANI E GIANNA NANNINI IN MOSTRA A MILANO


    Venerdì 29 febbraio 2008 alle ore 19.00, nell’ambito del progetto “forma e suono”, RAM radioartemobile presenta a Milano nello spazio bunKerart, getulio alviani e Gianna Nannini, protagonisti di prima grandezza, l’uno dell’arte visiva, l’altra della musica, che realizzano assieme: “mi meraviglio di me”.
    È’ questo un incontro inedito tra getulio alviani e Gianna Nannini che si interrogano e ci interrogano sui parametri e i rapporti espressi da forma e suono, tra materia e astrazione con valenze sottili, linguisticamente sorprendentemente affini, perché chiare e primarie.
    Nella estensione vuota di bunKerart, sospesa all’altezza media dell’occhio umano, l’opera di getulio alviani “interrelazione speculare, concavo = convesso” determina, con 6 elementi a forma semicilindrica di alluminio specchiante, un percorso longitudinale equilibrato e nello stesso tempo opposto di pieni e vuoti, di concavi e convessi appunto. La struttura visiva è ricettiva della luce che, per lo spostarsi dello spettatore, viene trasformata e combinata in immagini sempre diverse, e dalla luce sonda anche il suono che nella sua materialità vibrante, trova massima relazione con essa.
    Gianna Nannini, dal suo “canto”, si immerge nella bivalenza dell’opera di alviani riproponendone la sostanza dialettica attraverso la sovrapposizione di un “doppiovocale”. Ai poli dell’opera infatti, due separate fonti sonore riproducono, da un lato l’incisione di un canto Himba – gruppo nomade della regione della Namibia settentrionale al confine con l’Angola – e dall’altro la voce della Nannini. Per la mono-modalità delle due emittenti sonore, le voci vengono spinte lungo una direzione orizzontale e convergente del loro suono che trova, nell’opera di alviani, un perfetto canale di amplificazione e di incontro.
    Il lavoro di getulio alviani, scevro da ogni significato metaforico e tanto meno mistificatorio, si basa sui contrari e le inversioni ma, nello stesso tempo, sulle uguaglianze sul piano pratico e concreto che riguarda il fare. Gianna Nannini ne traduce il senso in musica e ne sperimenta la dialettica a livello antropologico.

    soundesign Dave M. Allen

    getulio alviani e Gianna Nannini
    mi meraviglio di me
    29 febbraio – 30 aprile 2008

    bunKerart
    via Bellezza 8
    20136 Milano
    tel. +39 02 58322325

    per informazioni:
    RAM radioartemobile
    Felix Monguilot-Benzal
    tel. +39 06 44704249
    [email protected]
    www.radioartemobile.it